Il successo del primo Godox Lux Junior era stato, almeno in parte, una sorpresa. In un mercato che sembrava ormai diviso tra speedlight professionali sempre più complessi e piccoli lampeggiatori economici senza particolari ambizioni, Godox aveva proposto un oggetto diverso dal solito. Un flash dalle linee dichiaratamente retrò, capace di evocare le fotocamere degli anni Settanta, semplice da utilizzare e sufficientemente compatto da trovare posto in qualsiasi borsa fotografica.
Il Lux Junior originale, però, nasceva con una filosofia ben precisa. Era un piccolo flash essenzialmente manuale, con una modalità automatica affidata al sensore frontale e pochi controlli, destinato soprattutto a chi desiderava riscoprire una fotografia più essenziale oppure cercava un accessorio dal carattere originale per la propria mirrorless o fotocamera analogica.
Con il nuovo Lux Junior II, presentato in questi giorni da Godox, quella filosofia sembra evolversi senza rinnegare le proprie origini.
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A prima vista cambia poco. Il corpo mantiene praticamente le stesse proporzioni, il riflettore cromato continua a caratterizzare l'estetica della serie e l'insieme conserva quel piacevole sapore vintage che aveva contribuito al successo del modello precedente. Basta però osservare la scheda tecnica per capire che siamo di fronte a un progetto completamente ripensato.
La novità più importante è certamente l'introduzione del TTL, disponibile nelle versioni dedicate ai principali sistemi fotografici. Una funzione che modifica radicalmente il modo di utilizzare questo piccolo flash. Se il primo Lux Junior richiedeva inevitabilmente un approccio più riflessivo, fatto di numeri guida, aperture e tentativi, il nuovo modello promette un'integrazione molto più naturale con le moderne mirrorless, lasciando alla fotocamera il compito di gestire automaticamente l'esposizione del lampo.
Accanto al TTL arriva anche la sincronizzazione ad alta velocità (HSS), altra caratteristica impensabile sul primo modello. La possibilità di sincronizzare il flash oltre il tradizionale tempo di X-sync apre infatti scenari completamente nuovi per chi ama utilizzare grandi aperture anche in piena luce, mantenendo il lampo come semplice luce di schiarita anziché come unica sorgente di illuminazione.
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Ma forse la vera trasformazione è meno evidente.
Per la prima volta il Lux Junior entra infatti a pieno titolo nell'ecosistema Godox X grazie al ricevitore radio a 2,4 GHz integrato. Significa che potrà essere controllato a distanza dai trasmettitori della casa cinese, entrando a far parte di un sistema composto da speedlight, monotorce e generatori professionali. Una caratteristica che cambia completamente la prospettiva d'impiego del prodotto: non più soltanto un piccolo flash da montare sulla slitta della fotocamera, ma una sorgente luminosa supplementare da utilizzare anche fuori asse, come luce di riempimento, controluce o punto luce d'accento.
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Anche l'interfaccia segue questa evoluzione. Le tradizionali regolazioni del primo Lux Junior lasciano spazio a un display touch a colori, mentre l'alimentazione viene affidata a una batteria agli ioni di litio ricaricabile tramite USB-C, soluzione ormai diventata quasi uno standard per i dispositivi più recenti e decisamente più pratica delle batterie sostituibili adottate dal modello originale.
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Naturalmente tutto questo appartiene ancora al terreno delle specifiche dichiarate. Sarebbe scorretto anticipare giudizi sull'efficacia del TTL, sulla precisione dell'esposizione, sulla qualità dell'HSS, sull'autonomia della batteria o sulla reale ergonomia del nuovo display prima di aver avuto il flash tra le mani. Come sempre, la prova sul campo potrà confermare oppure ridimensionare le aspettative create dalla scheda tecnica.
Resta però una considerazione che sembra difficile ignorare.
Negli ultimi tempi il segmento dei piccoli flash dedicati alle mirrorless è tornato improvvisamente vivace. Prodotti sempre più compatti, curati nel design e ricchi di funzioni stanno dimostrando che esiste spazio tra il minuscolo lampeggiatore manuale e il tradizionale speedlight professionale. Il Lux Junior II sembra inserirsi esattamente in questa direzione, mantenendo il fascino estetico del modello originale ma dotandolo di tutte quelle caratteristiche che oggi molti fotografi considerano indispensabili.
In fondo è proprio questa la differenza tra le due generazioni. Il primo Lux Junior era soprattutto un piccolo flash dal carattere inconfondibile, capace di conquistare per simpatia e semplicità. Il Lux Junior II, almeno sulla carta, sembra invece voler essere qualcosa di più: un accessorio moderno, perfettamente integrato nel sistema Godox e sufficientemente evoluto da accompagnare senza compromessi anche le mirrorless più recenti.
Se manterrà le promesse, lo scopriremo soltanto quando arriverà sul banco prova di Nikonland. Fino ad allora ci limitiamo a registrare un dato di fatto: Godox non ha semplicemente aggiornato un prodotto di successo. Ha preso un'idea che funzionava e l'ha portata decisamente più vicino alle esigenze del fotografo del 2026.
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il nuovo Godox Lux Junior II su una Nikon Zf. Il numero 400 simboleggia il numero di scatti che Godox promette con una singola carica.

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