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<rss version="2.0"><channel><title>Articoli: News</title><link><![CDATA[https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/&d=1]]></link><description>Articoli: News</description><language>en</language><item><title>Le app di Nikonland: che cosa fanno e dove trovarle</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/le-app-di-nikonland-che-cosa-fanno-e-dove-trovarle-r1552/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage9set202606_48_48.png.4e30a3112dbe00f56d0055dfafcd5c76.png" /></p>
<h2>Tre applicazioni desktop, tre applicazioni web, quattro strumenti pensati da fotografi per altri fotografi</h2><p>Negli ultimi mesi Nikonland non si è limitata a parlare di fotografia e attrezzatura. Abbiamo realizzato anche alcuni strumenti concreti, nati da esigenze incontrate fotografando: leggere davvero ciò che una Nikon registra, capire come abbiamo lavorato durante uno shooting, portare nella fotocamera i nostri Picture Control e sapere dove mettere a fuoco quando entra in gioco l’iperfocale.</p><p>Non sono versioni ridotte di grandi programmi commerciali e non cercano di sostituire Nikon NX Studio, Lightroom, Photoshop o i catalogatori. Ogni applicazione risponde a una domanda precisa e cerca di farlo nel modo più diretto possibile.</p><p>Sono tutte gratuite. Le versioni desktop lavorano localmente e sono distribuite come archivi ZIP; quelle web si aprono direttamente dal menu <strong>Apps</strong> di Nikonland e non richiedono installazione.</p><h2>ExifReader: che cosa contiene questa fotografia?</h2><p>ExifReader nasce per leggere un singolo file e mostrare rapidamente le informazioni che ci interessano davvero. Basta trascinare una fotografia nella finestra per vedere fotocamera, obiettivo, esposizione, sensibilità, focale, bilanciamento del bianco, tipo di otturatore e, quando i dati Nikon lo permettono, modalità autofocus e posizione dell’area AF.</p><p>La versione desktop per Windows aggiunge l’anteprima della fotografia, l’analisi dettagliata del Picture Control utilizzato, compresa la curva tonale, e il confronto diretto fra due immagini con i principali dati affiancati. Non costruisce cataloghi, non modifica i file e non richiede installazione: si estrae lo ZIP in una cartella e si avvia il programma.</p><p>La versione web riprende la stessa impostazione essenziale. Legge NEF, NRW, JPEG e TIFF direttamente nel browser, mostra i dati di scatto, le informazioni Nikon e consente il confronto fra due fotografie. L’analisi completa del Picture Control è disponibile quando le informazioni necessarie sono presenti nel file originale NEF o NRW; nei JPEG quel comando viene correttamente disabilitato.</p><p>La fotografia resta sul dispositivo: non viene caricata, registrata o conservata da Nikonland.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2494-exifreader-per-windows/">ExifReader per Windows: presentazione e download</a></p></li><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/apps/exifreader/index.html">Apri ExifReader Web</a></p></li></ul><p>Esiste inoltre una <a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/54_risorse/exif-reader-per-macos-r1388/">versione separata per macOS</a>, realizzata da Effenove, con caratteristiche e sviluppo differenti rispetto all’attuale edizione Windows.</p><h2>ShootMetrics: come ho fotografato durante questo shooting?</h2><p>ExifReader osserva una fotografia. ShootMetrics osserva un’intera sessione.</p><p>Si indica la cartella di uno shooting, comprese eventualmente le sottocartelle, e il programma ricostruisce il modo in cui abbiamo realmente lavorato. Conta i file senza considerare due volte le coppie NEF+JPEG, distingue fotocamere e numeri di matricola, riconosce gli obiettivi e mostra la distribuzione di focali, tempi, diaframmi, sensibilità ISO, compensazioni, orientamenti, Picture Control e principali impostazioni Nikon.</p><p>Da una giornata di migliaia di fotografie possiamo così scoprire quale corpo abbiamo usato di più, quale obiettivo è rimasto quasi sempre nella borsa, a quali focali abbiamo realmente impiegato uno zoom oppure quanto spesso siamo ricorsi a determinate sensibilità o modalità autofocus.</p><p>I risultati vengono organizzati in tabelle, grafici e cronologie. È disponibile anche un rapporto PDF che conserva la radiografia completa della sessione.</p><p>ShootMetrics lavora in sola lettura: non modifica fotografie o metadati, non crea un catalogo permanente e non trasferisce i file. Alla chiusura del programma i dati dell’analisi vengono eliminati dalla memoria.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2495-nikonland-shootmetrics-per-windows/">Nikonland ShootMetrics per Windows: presentazione e download</a></p></li></ul><h2>FilmBox: con quale “pellicola” voglio fotografare?</h2><p>FilmBox raccoglie i Picture Control sviluppati da Nikonland e li trasforma in una biblioteca consultabile. Non semplici nomi dentro un elenco, ma profili accompagnati da anteprime coerenti, informazioni sul loro carattere, riferimenti storici e indicazioni sulle situazioni nelle quali possono essere utilizzati.</p><p>Possiamo cercare una pellicola per nome, marca o tipo di resa, confrontarne l’effetto e comporre una FilmBox personale con i nove Picture Control che vogliamo portare nella fotocamera.</p><p>La versione desktop per Windows può preparare la scheda di memoria e, nei casi consentiti dall’interfaccia Nikon, comunicare direttamente con la fotocamera. I Flexible Color vengono trasferiti attraverso la scheda, perché Nikon non ne permette la scrittura diretta via USB. La versione più recente consente inoltre di valutare le pellicole sulle fotografie campione oppure su un proprio NEF originale, sviluppato localmente attraverso il motore Nikon.</p><p>FilmBox Web offre la biblioteca, le anteprime e le schede editoriali direttamente nel browser. Permette di comporre, ordinare e salvare le proprie selezioni e di scaricare uno ZIP contenente soltanto i file NP3 scelti e le istruzioni per copiarli sulla scheda. Non comunica direttamente con la fotocamera.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2497-nikon-filmbox-per-windows-le-pellicole-nikonland-nelle-nostre-fotocamere-nikon/">Nikonland FilmBox per Windows: presentazione e download</a></p></li><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/apps/filmbox/index.html">Apri FilmBox Web</a></p></li></ul><h2>Nikonland Iperfocale: dove devo mettere a fuoco?</h2><p>Le normali calcolatrici dell’iperfocale chiedono focale, diaframma e formato, poi restituiscono alcuni numeri. Nikonland Iperfocale parte invece dalla fotografia.</p><p>Si sceglie il tipo di scena — paesaggio, strada, architettura, notturna o ritratto — si indica ciò che deve risultare leggibile e si impostano fotocamera, focale, diaframma e distanza del primo elemento importante. L’applicazione valuta se l’iperfocale sia davvero la soluzione adatta e traduce il calcolo in un’indicazione operativa: dove mettere a fuoco, da quale distanza comincia la zona utile e se l’infinito può essere considerato sufficientemente nitido.</p><p>È possibile adottare il criterio tradizionale oppure quello più prudente Nikonland, pensato per grandi stampe e ritagli importanti. L’anteprima mostra inoltre come cambiano i piani della scena modificando focale, apertura e distanza.</p><p>Non promette che tutto sarà magicamente nitido: ricorda che il piano di fuoco resta uno solo e che la profondità di campo è sempre una valutazione legata anche all’ingrandimento e alla distanza di osservazione.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/apps/iperfocale/index.html">Apri Nikonland Iperfocale</a></p></li></ul><h2>Dove si trovano</h2><p>Le tre applicazioni web — <strong>Iperfocale, ExifReader Web e FilmBox Web</strong> — sono raggiungibili direttamente dal menu <strong>Apps</strong> presente nella parte superiore di Nikonland.</p><p>Le applicazioni desktop — <strong>ExifReader, ShootMetrics e FilmBox</strong> — si scaricano invece dalle rispettive pagine di presentazione. Consigliamo di utilizzare sempre il file ZIP pubblicato nell’articolo, perché viene sostituito o aggiornato quando correggiamo un problema o introduciamo una funzione compatibile con l’impostazione originaria.</p><p>Le edizioni desktop sono attualmente destinate a Windows a 64 bit. Non utilizzano un programma di installazione: l’archivio deve essere estratto interamente, mantenendo accanto all’eseguibile tutte le cartelle e le dipendenze fornite.</p><h2>Software Nikonland, non software Nikon</h2><p>Queste applicazioni sono progetti indipendenti realizzati da Nikonland. Non sono prodotti Nikon, non sono approvati da Nikon Corporation e non ricevono alcun supporto ufficiale dal produttore.</p><p>Sono nate perché ci servivano. Le abbiamo provate sulle nostre fotografie e continuiamo a correggerle quando emerge un problema reale. Non raccolgono cataloghi, non cercano di trattenerci davanti al computer e non pretendono di decidere che cosa dobbiamo fotografare.</p><p>Devono soltanto aiutarci a capire meglio ciò che abbiamo fatto, preparare ciò che vogliamo fare e tornare, appena possibile, a guardare dentro il mirino.</p><h2>I cantieri ancora aperti</h2><p>FilmBox Lab, Nikonland Focus, Remote Focus e Nikonland Select non fanno ancora parte di questo elenco. Sono progetti e prototipi in lavorazione. Li presenteremo come applicazioni soltanto quando saranno realmente utilizzabili e potranno essere messi nelle mani dei Nikonlander senza dover promettere ciò che ancora non fanno.</p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130486" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage9set202606_48_48.png.d169866fadb24f85bd41bd7bc6276442.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage9set202606_48_48.thumb.png.66c064dffd6e2f8274c821af6173340e.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 9 set 2026, 06_48_48.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1552</guid><pubDate>Wed, 09 Sep 2026 04:49:28 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon ZR: firmware 2.00 entro il 2026, Open Gate nel programma del 2027</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-zr-firmware-200-entro-il-2026-open-gate-nel-programma-del-2027-r1551/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage8set202608_52_53.png.8dbebf6da2eb4f3e6e5a7e9b2de302d2.png" /></p>
<p><strong><em><span data-i-color="blue">Nikon anticipa due tappe di sviluppo: colore RED nella registrazione H.265 e nuovi strumenti operativi, poi Open Gate e visualizzazione per gli anamorfici.</span></em></strong></p><p>La Nikon ZR ha una nuova roadmap ufficiale. Nel comunicato dell’8 settembre 2026 Nikon annuncia lo sviluppo del <strong>firmware 2.00, previsto entro il 2026</strong>, e colloca nel 2027 l’obiettivo di introdurre Open Gate e visualizzazione desqueeze per gli obiettivi anamorfici. Sono due passaggi distinti, entrambi ancora in sviluppo. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_01/">Comunicato ufficiale Nikon</a></p><p>Il programma della versione 2.00 comprende il supporto a <strong>Log3G10 e REDWideGamutRGB nella registrazione H.265</strong>, la selezione del livello di riduzione rumore agli alti ISO durante la registrazione H.265 Log e il <strong>focus peaking durante la registrazione R3D NE</strong>. RED sta inoltre aggiornando le applicazioni RED CONTROL e RED CONTROL PRO per consentire il controllo remoto della ZR. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_01/">Annuncio Nikon</a></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Intervento annunciato</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Tempistica indicata</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Log3G10 e REDWideGamutRGB in H.265</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Firmware 2.00, entro il 2026</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Livello High ISO NR selezionabile in H.265 Log</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Firmware 2.00, entro il 2026</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Focus peaking durante la registrazione R3D NE</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Firmware 2.00, entro il 2026</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Registrazione Open Gate</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Obiettivo 2027</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Visualizzazione desqueeze per anamorfici</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Obiettivo 2027</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Controllo remoto con RED CONTROL e RED CONTROL PRO</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Aggiornamenti in preparazione, senza data indicata</p></td></tr></tbody></table></div><p><em>Fonte: </em><a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_01/"><em>roadmap ufficiale Nikon ZR</em></a><em>. Il comunicato non annuncia la disponibilità al download.</em></p><p>La direzione ci sembra sensata: aumentare le possibilità di scelta nella registrazione e migliorare gli strumenti con cui si controlla il risultato mentre si gira. Sono due esigenze complementari. Il formato va scelto anche in funzione del lavoro successivo, dello spazio disponibile e dei tempi di consegna; gli strumenti di controllo servono invece a portare a casa materiale utilizzabile senza scoprire troppo tardi un errore.</p><p>Per valutare il passaggio del colore RED all’H.265 ci interesserà soprattutto la coerenza pratica del flusso: quanto agevolmente si potranno affiancare registrazioni diverse, come verranno interpretate dai programmi di montaggio e quali margini resteranno nelle correzioni più impegnative. Il nome di una curva o di uno spazio colore, da solo, non risponde a queste domande. La verifica dovrà avvenire sui file prodotti dal firmware definitivo.</p><p>La possibilità di intervenire sulla riduzione rumore richiama poi una questione spesso trascurata: un’immagine più levigata non è automaticamente quella più adatta al progetto. Trama, dettaglio e rumore concorrono al carattere del filmato. Il controllo del trattamento permette all’operatore di decidere con maggiore consapevolezza quale compromesso adottare, purché il risultato venga valutato nelle condizioni reali di ripresa.</p><p><strong>Perché l’Open Gate interessa</strong></p><p>Con Open Gate si intende generalmente la registrazione dell’intera, o quasi intera, area del sensore, conservando più immagine in altezza rispetto a un ritaglio panoramico. Il vantaggio è la libertà di ricomporre successivamente: una stessa ripresa può offrire più margine per versioni orizzontali e verticali, oppure per correggere l’inquadratura in montaggio. Non significa poter ignorare la composizione, ma disporre di più materiale sul quale lavorare. <a rel="external nofollow" href="https://www.panasonic.com/uk/consumer/cameras-camcorders/lumix-expert-advice-learn/lumix-expert-advice/what-is-open-gate-video-and-why-is-it-a-big-deal.html">Approfondimento tecnico sul significato di Open Gate</a></p><p>Per la ZR sarà essenziale conoscere l’implementazione concreta prima di valutarne l’utilità: risoluzioni, cadenze e formati supportati determineranno quali produzioni potranno sfruttarla. Una funzione acquista valore quando entra senza attriti nel lavoro quotidiano.</p><p>Il nostro giudizio, oggi, riguarda quindi il programma: è positivo che Nikon renda visibile una direzione di sviluppo per la macchina. Il giudizio sull’aggiornamento arriverà installandolo e lavorandoci. Nel frattempo, chi usa già la ZR può distinguere ciò che è previsto a breve da ciò che richiederà più attesa, continuando a progettare le proprie riprese sulle possibilità effettivamente disponibili.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Notizia aggiornata all’8 settembre 2026. Le tempistiche sono quelle indicate da Nikon e le funzionalità descritte sono ancora in sviluppo.</span></em></strong></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130463" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage8set202608_52_53.png.7be9ba81859ba72d23effc7d13f17392.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage8set202608_52_53.thumb.png.d994f979a9994e3feba79e1bcc471706.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 8 set 2026, 08_52_53.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1551</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:53:06 +0000</pubDate></item><item><title>NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV: finalmente Nikon annuncia una famiglia di obiettivi per il cinema</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikkor-z-cinema-t19-vv-finalmente-nikon-annuncia-una-famiglia-di-obiettivi-per-il-cinema-r1550/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0908_02_01.jpg.0291b5731900f7fd01adf39dad83d25b.jpg" /></p>
<p><em>Saranno nove, con autofocus e copertura del sensore RED V-RAPTOR [X] VV. Il primo nome è quello del 50mm. Per prezzi e disponibilità bisogna ancora aspettare.</em></p><p>L’attesa degli obiettivi cinematografici Nikon comincia a trovare una risposta concreta. L’8 settembre 2026 Nikon ha annunciato lo sviluppo della serie <strong>NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV</strong>, composta da nove obiettivi, tra i quali viene identificato il 50mm T1.9 VV. La destinazione dichiarata comprende cinema, produzioni di alto livello e creatori di contenuti. È un annuncio di sviluppo: non coincide ancora con l’apertura delle vendite. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_02/">Comunicato ufficiale Nikon</a></p><p>Due caratteristiche definiscono il progetto: autofocus ad alta precisione e un cerchio d’immagine capace di coprire il sensore da <strong>40,96 × 21,60 mm della RED V-RAPTOR [X] VV</strong>. Nikon presenta questa copertura come una prima assoluta per una serie NIKKOR. La filosofia progettuale dichiarata riguarda tanto la resa cinematografica quanto la praticità nell’impiego professionale. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikonusa.com/press-room/da-cinema-lenses">Presentazione Nikon</a></p><p>Per noi, il dato editoriale più significativo è la dimensione della famiglia. Annunciare nove obiettivi significa prospettare un corredo, con la possibilità di accompagnare una produzione attraverso inquadrature e distanze differenti. Quanto questo corredo sarà omogeneo, nella resa e nell’uso, andrà naturalmente verificato quando avremo informazioni e prodotti definitivi.</p><p>L’autofocus merita altrettanta attenzione. In una ripresa il fuoco è anche un movimento narrativo: deve raggiungere il soggetto, ma può doverlo fare con una progressione precisa, senza esitazioni o correzioni visibili. Per giudicare questi obiettivi ci interesseranno quindi la fluidità delle transizioni, la ripetibilità e il controllo offerto all’operatore, oltre alla capacità di seguire un soggetto. La semplice dichiarazione della presenza dell’AF apre una prospettiva; non descrive ancora come sarà realizzata.</p><p>Anche sul piano ottico le domande saranno diverse da una graduatoria di nitidezza. Vorremo osservare la continuità cromatica passando da una focale all’altra, il comportamento delle alte luci fuori fuoco, i riflessi, le transizioni tra piani e la variazione dell’inquadratura durante la messa a fuoco. Sono aspetti che, in una sequenza, possono contare quanto la risoluzione del singolo fotogramma.</p><p><strong>Quello che sappiamo oggi</strong></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Voce</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Informazione ufficiale</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Famiglia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Numero di obiettivi</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nove</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Modello identificato</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>50mm T1.9 VV</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Copertura dichiarata</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sensore RED V-RAPTOR [X] VV</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Messa a fuoco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Autofocus ad alta precisione</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Altre focali, prezzi e consegne</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Non comunicati</p></td></tr></tbody></table></div><p>Non sono ancora disponibili nel comunicato pesi, dimensioni, schemi ottici e MTF. Nikon avverte inoltre che l’aspetto del prodotto definitivo potrebbe differire da quello mostrato. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_02/">Fonte della tabella e stato del progetto</a></p><p>La nostra lettura è che il rapporto Nikon–RED stia cominciando a prendere forma anche davanti al sensore. Una famiglia di ottiche è un impegno industriale e una proposta di continuità per chi costruisce un corredo professionale. Adesso aspettiamo di conoscerne focali, meccanica, prestazioni e costo: saranno questi elementi a dirci quanto il progetto sia ambizioso anche nella pratica.</p><p><em>Notizia aggiornata all’8 settembre 2026. Le caratteristiche riportate sono dichiarazioni del produttore; non costituiscono una prova degli obiettivi.</em></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130461" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0908_02_01.thumb.jpg.f188ad5a1e0dd82adb397df65e48f725.jpg" alt="0908_02_01.jpg" title="0908_02_01.jpg" width="1024" height="768" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0908_02_01.jpg.5ae3241883a3cd0e709f33f3184bb4c1.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1550</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:46:00 +0000</pubDate></item><item><title>Introducing Sara Pardi</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/introducing-sara-pardi-r1548/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/SaraPellegriniconNikonZSP.png.9b5bc5066492e1a767874eb22568b336.png" /></p>
<h2>La nuova testimonial di Nikonland non esiste. Ma la sua voglia di fotografare è assolutamente autentica.</h2><p>Abbiamo pensato che Nikonland potesse avere un volto. </p><p><strong><em><span data-ips-font-size="125"><span data-i-color="blue">Non quello di una modella chiamata a sorridere tenendo distrattamente una fotocamera, ma quello di una Nikonlander</span></span></em></strong></p><p>Curiosa, competente, ironica, elegante senza sforzo e ancora capace di provare un desiderio quasi fisico davanti a una bella luce e a una Nikon che chiede soltanto di essere presa in mano.</p><p>Lei è <strong>Sara Pardi</strong>. Per gli amici, e per chi ci legge, semplicemente <strong>S.P.</strong></p><p>È un personaggio di fantasia, naturalmente. Ma non è immaginaria la passione che rappresenta. Sara osserva, sceglie, esce, fotografa. Non porta la macchina come un ornamento: sa usarla, sa perché ha scelto quell’obiettivo e, soprattutto, sa che le fotografie non vengono a cercarci mentre restiamo seduti davanti a uno schermo.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130297" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_27_22.thumb.png.dbd472b04813ccaeaac5fb4b6d20daba.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 10_27_22.png" title="" width="819" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_27_22.png.d426765a03a34c9399142008c7ccc219.png" loading="lazy"></p><p>Non potevamo quindi resistere alla tentazione di metterla accanto alla nostra <strong>Nikon Z SP</strong>, la Nikon che ancora non esiste e che continuiamo ostinatamente a desiderare.</p><p><strong><em><u><span data-ips-font-size="125"><span data-i-color="blue">S.P. e SP.</span></span></u></em></strong></p><p>Due sigle, la stessa promessa.</p><p>Perché anche una fotocamera può possedere una sua sensualità. Può averla nel modo in cui il metallo incontra il rivestimento, nella resistenza precisa di una ghiera, nel piccolo scatto meccanico di un comando, nelle proporzioni che invitano le mani prima ancora degli occhi. La nostra Z SP ideale non vuole impressionare con la propria scheda tecnica: vuole farsi usare. Vuole stare al collo, entrare in una borsa senza occuparla tutta, accompagnarci per strada e ricordarci che fotografare è anche un piacere tattile, istintivo, personale.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130295" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/SaraPellegrinirispondesuNikonland.thumb.png.790bcc8b402347ea588966dd7126dd54.png" alt="Sara Pellegrini risponde su Nikonland.png" title="" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/SaraPellegrinirispondesuNikonland.png.03fe1c885f33665975ad936efe35b0c0.png" loading="lazy"></p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Sara incarna esattamente questo rapporto con la fotografia. Non l’accumulo, non la prestazione esibita, non l’ennesima fotografia di prova. Il desiderio.</span></em></strong></p><p>Il desiderio di vedere che cosa c’è oltre l’angolo. Di seguire una luce. Di avvicinarsi a una persona. Di aspettare che un gesto, uno sguardo o una coincidenza trasformino una scena qualunque in qualcosa che valga la pena ricordare.</p><p>La incontreremo ancora. Nelle pagine di Nikonland, nelle nostre campagne, nelle applicazioni che stiamo costruendo e nelle iniziative con cui continueremo a invitare i Nikonlander a usare davvero le loro fotocamere.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130298" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_33_10.thumb.png.548bcaa5516ab027a51e1593b1868896.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 10_33_10.png" title="" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_33_10.png.babd29271bfa4731c62e0ef9a5f82fb8.png" loading="lazy"></p><p>A volte avrà jeans e scarpe adatte a camminare. Altre volte sarà elegante come una sera d’estate sul porto. Ma avrà sempre con sé una Nikon e quello sguardo di chi ha già visto qualcosa che agli altri è sfuggito.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Sara Pardi è la testimonial ufficiale di Nikonland.</span></em></strong></p><p>E se vi sembrerà che vi stia invitando a uscire con lei, non fraintendete.</p><p>Probabilmente vuole soltanto fotografare.</p><p><strong>Esci. Fotografa. Crea.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1548</guid><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:34:53 +0000</pubDate></item><item><title>Tre nuove Nikon registrate. Secondo noi sappiamo gi&#xE0;, pi&#xF9; o meno, cosa saranno</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/tre-nuove-nikon-registrate-secondo-noi-sappiamo-gi%C3%A0-pi%C3%B9-o-meno-cosa-saranno-r1546/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage4set202606_08_18.png.8e4d155671ab628a64020bd75849d596.png" /></p>
<p></p><p>Nikon ha registrato in Cina una terza fotocamera non ancora presentata, identificata dalla sigla interna <strong>N2528</strong>. Si aggiunge alle precedenti <strong>N2324</strong> e <strong>N2527</strong>, registrate rispettivamente il 7 e il 24 aprile 2026; la nuova registrazione porta invece la data del <strong>24 agosto 2026</strong>. NikonRumors ricorda che normalmente tra questo tipo di certificazione e la presentazione commerciale trascorrono circa tre-sei mesi.</p><p>Quindi, salvo sorprese, <strong>tre nuove Nikon sono effettivamente in arrivo</strong>.</p><p>Su Nikonland proviamo adesso a mettere le fiches sul tavolo.</p><h2>La nostra previsione</h2><p><strong>1. Una “saponetta” full frame ad ottiche intercambiabili, semplificata</strong></p><p>Una Nikon piccola, piatta, senza il tradizionale falso pentaprisma delle Z6/Z5, costruita sostanzialmente attorno all'elettronica della <strong>Z5 II</strong>. NikonRumors parla da tempo di una mirrorless full frame minimalista e fotografica, collocandone l'arrivo nell'ultima parte del 2026.</p><p>Noi ce la immaginiamo come la Nikon per chi vuole semplicemente <strong>sensore full frame, attacco Z, autofocus moderno e pochi fronzoli</strong>, in un corpo che possa stare dove oggi si mette un obiettivo.</p><p><strong>2. Una seconda “saponetta”, ma stylish</strong></p><p>Qui ci spingiamo un po' più avanti rispetto ai rumors disponibili.</p><p>Pensiamo ad una seconda macchina ancora compatta e ad <strong>ottiche intercambiabili</strong>, ma questa volta con il design come parte fondamentale del prodotto: sottile, elegante, probabilmente disponibile in più finiture, destinata a chi oggi guarda a Fuji, alle Sony serie A7C e più in generale alle fotocamere che devono essere anche oggetti piacevoli da portare con sé.</p><p>NikonRumors ha raccolto indicazioni su una macchina sottile, elegante, senza la classica gobba del mirino e persino su possibili versioni in differenti colori; resta però ancora confusione tra le indiscrezioni relative a modelli ad ottica fissa e intercambiabile.</p><p><strong>Noi votiamo per l'attacco Nikon Z.</strong></p><p>Perché costruire nel 2026 una nuova famiglia Nikon e poi impedirle di utilizzare l'enorme parco di ottiche Z ci sembrerebbe un'occasione sprecata.</p><h3>Quando?</h3><p>Per queste due piccole Nikon indicheremmo una finestra abbastanza larga:</p><p><strong>ottobre 2026 — febbraio 2027.</strong></p><p>Non necessariamente insieme e, anzi, probabilmente distanziate in modo da non pestarsi i piedi commercialmente.</p><h2>E la terza?</h2><p>Qui pensiamo al <strong>DX che manca da anni</strong>.</p><p>Chiamatela per ora <strong>Z70 o Z90</strong>: il nome conta poco. Ci aspettiamo finalmente una Nikon APS-C realmente di vertice, non una semplice evoluzione della Z50 II.</p><p>In sostanza, <strong>l'erede concettuale della D500 nell'era Z</strong>, naturalmente reinterpretata secondo le tecnologie attuali e senza pretendere che ne copi forma o filosofia del 2016.</p><p>Anche NikonRumors continua a indicare tra i progetti Nikon una nuova APS-C di fascia alta, pur senza disporre ancora di una denominazione definitiva.</p><p>Su questa, però, siamo meno ottimisti sui tempi.</p><p><strong>La aspettiamo nel 2027.</strong></p><p>E non ci stupiremmo se fosse proprio questa la Nikon destinata ad inaugurare una generazione DX decisamente più ambiziosa di quella attuale.</p><h2>Quindi</h2><p>Se dovessimo associare oggi le tre sigle alle tre caselle, il nostro pronostico sarebbe:</p><p><strong>N2324 / N2527 / N2528 = due Nikon “saponetta” full frame + una nuova ammiraglia DX.</strong></p><p>Non sappiamo ancora quale sigla corrisponda a quale macchina e naturalmente <strong>questa parte è una nostra previsione, non un'informazione Nikon</strong>.</p><p>Ma le registrazioni adesso ci sono.</p><p>E, soprattutto, sono tre.</p><p>Dopo un 2026 decisamente tranquillo sul fronte dei nuovi corpi, tra la fine dell'anno e il 2027 Nikon potrebbe finalmente cominciare a riempire alcuni dei buchi più evidenti della gamma Z.</p><p>Noi, per una volta, speriamo soprattutto che abbia il coraggio di fare macchine <strong>diverse tra loro</strong>, invece di altre variazioni dello stesso tema.</p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130275" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage4set202606_08_18.png.e3f83085fe0bf1cfe338e98a278e0119.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage4set202606_08_18.thumb.png.f1f5fd96c07b44327eb827587cc4e0dc.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 4 set 2026, 06_08_18.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1546</guid><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 04:08:51 +0000</pubDate></item><item><title>Il sistema oltre Nikon : Tutti gli obiettivi autofocus per baionetta Nikon Z disponibili al 30 agosto 2026, esclusi i Nikkor</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/il-sistema-oltre-nikon-tutti-gli-obiettivi-autofocus-per-baionetta-nikon-z-disponibili-al-30-agosto-2026-esclusi-i-nikkor-r1538/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage30ago202616_14_15.png.ebf294f12df2db6651d631d63761bddc.png" /></p>
<p><strong><em><span data-ips-font-size="200">Q</span></em></strong>uando Nikon presentò la baionetta Z, nell’agosto del 2018, il sistema coincideva quasi interamente con il catalogo Nikkor. C’erano gli adattatori per continuare a utilizzare gli obiettivi F, naturalmente, ma per chi cercava un’ottica nativa, capace di dialogare direttamente con la fotocamera e di sfruttarne l’autofocus, la scelta era sostanzialmente quella prevista da Nikon.</p><p>Otto anni più tardi la situazione è irriconoscibile.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Alla data del 30 agosto 2026 abbiamo censito 117 obiettivi fotografici autofocus non Nikkor disponibili con innesto Nikon Z: 72 destinati al formato FX e 45 progettati per il formato DX. A questi si possono aggiungere cinque Sirui autofocus anamorfici — tre full frame e due Super35 — portando a 122 il numero complessivo delle ottiche AF native prodotte da aziende diverse da Nikon.</span></em></strong></p><p>Centoventidue obiettivi non rappresentano più un’appendice al sistema. Sono un secondo sistema, cresciuto dentro il primo.</p><p>Prima di procedere è necessario chiarire che cosa abbiamo contato. Abbiamo incluso soltanto obiettivi dotati di autofocus, con innesto Nikon Z nativo e realmente presenti nei cataloghi o nei canali commerciali alla data indicata. Abbiamo escluso i Nikkor Z, gli obiettivi manual focus, gli adattatori, i prototipi, le anticipazioni fieristiche e i modelli annunciati ma non ancora acquistabili. Le diverse colorazioni dello stesso obiettivo valgono come un solo modello; al contrario, un prodotto commercializzato con un altro marchio, un proprio codice e una propria assistenza viene considerato separatamente, anche quando la parentela industriale con un’altra ottica appare evidente.</p><p>È una distinzione importante, perché il mercato cinese degli obiettivi è diventato molto più rapido della capacità dei cataloghi occidentali di descriverlo. Un modello può comparire in una fiera, essere mostrato su una fotocamera Nikon Z, entrare in una roadmap e restare per mesi privo di una pagina ufficiale, di un prezzo o di una data di consegna. Fotografarlo montato su una Z8 non significa poterlo comprare. Per questo il nostro elenco fotografa il mercato, non le intenzioni dei produttori.</p><p>E il mercato racconta una storia piuttosto netta: fuori dal catalogo Nikon, la baionetta Z è soprattutto il regno delle focali fisse.</p><p>Dei 117 obiettivi fotografici censiti, 106 sono fissi e soltanto undici sono zoom. <strong><em><span data-i-color="blue">Tutti e undici gli zoom sono Tamron</span></em></strong>. Il dodicesimo obiettivo Tamron per Nikon Z è il 90mm macro. In altre parole, senza Tamron l’intero mercato autofocus non Nikkor per baionetta Z sarebbe costituito esclusivamente da focali fisse.</p><p>Questo dato spiega più di molte dichiarazioni ufficiali. I produttori indipendenti hanno occupato con grande velocità gli spazi nei quali è relativamente semplice differenziarsi: obiettivi luminosi, piccoli pancake, focali inconsuete, ritrattistica economica, ottiche APS-C compatte e superluminosi di grande diametro. Gli zoom, più complessi da progettare, produrre e integrare con le correzioni elettroniche delle fotocamere, rimangono invece un territorio molto più controllato.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Tamron svolge quindi un ruolo particolare. Non tenta di duplicare sistematicamente le focali fisse Nikon, ma porta sulla baionetta Z zoom che ampliano concretamente il sistema: grandangolari, tuttofare, telezoom e supertele, insieme a soluzioni deliberatamente fuori dagli schemi. È inoltre uno dei due produttori che dichiarano pubblicamente di realizzare i propri obiettivi Z in base a un accordo di licenza con Nikon. L’altro è Sigma, che per Nikon DX propone il ben noto terzetto contemporaneo formato dai 16mm, 30mm e 56mm F1.4 DC DN.</span></em></strong></p><p>Per tutti gli altri marchi non risulta una dichiarazione pubblica equivalente. Questo non autorizza a definirne i prodotti illegali o incompatibili: significa soltanto che non abbiamo elementi per affermare l’esistenza di una licenza Nikon. Conviene attenersi ai fatti, specialmente su un tema sul quale abbondano deduzioni presentate come notizie.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Se Tamron domina gli zoom, Viltrox domina il censimento.</span></em></strong></p><p>Con trenta obiettivi fotografici — sedici FX e quattordici DX — il marchio cinese possiede da solo più di un quarto dell’offerta non Nikkor. Ma il numero, preso isolatamente, dice poco. La parte interessante è il modo in cui il catalogo è stato organizzato. Gli Air presidiano la fascia leggera ed economica; gli EVO cercano un equilibrio superiore tra dimensioni, prestazioni e costruzione; i Pro puntano su luminosità e resa; i LAB sono diventati la dimostrazione tecnologica del marchio, con motori lineari, aperture estreme, pulsanti programmabili, ghiere multifunzione e, nei modelli originari, un piccolo display informativo.</p><p>Il Viltrox AF 35mm F1.2 LAB per Nikon Z è forse il simbolo più evidente di questa evoluzione. Non è l’obiettivo economico proposto come alternativa tollerabile all’originale, ma un prodotto ambizioso che cerca apertamente il confronto con l’ottica di fascia alta. La successiva variante LAB N merita però una precisazione: la lettera N non significa Nikon, ma “non-display”. La nuova versione elimina lo schermo, sostituendo la ghiera personalizzabile con una tradizionale ghiera dei diaframmi marcata da F1.2 a F16, completa di posizione A e comando click/de-click. Lo schema ottico resta quello del LAB originale.</p><p>Alla data del nostro censimento, tuttavia, il 35mm F1.2 LAB N è acquistabile ufficialmente soltanto per Sony E. La versione Nikon Z è stata indicata e confermata come sviluppo previsto, ma non possiede ancora una pagina prodotto né una disponibilità commerciale verificabile. Non compare quindi tra i 117 obiettivi disponibili. Nei negozi che accorpano sulla stessa pagina il LAB N Sony e il LAB Nikon con display è facile ricavare l’impressione opposta, ma si tratta di due versioni differenti.</p><p>Lo stesso criterio vale per le altre anticipazioni Viltrox. Il 18mm F1.2 Pro DX — non F2 — il 40mm F1.2 Pro DX e il 35mm F1.4 Pro FX sono stati associati alla baionetta Nikon Z nelle roadmap del 2026, ma le presentazioni più recenti hanno riguardato soprattutto le versioni Sony E e Leica L. Il loro arrivo su Nikon è plausibile e, in alcuni casi, già programmato, ma plausibile non significa disponibile. Anche i futuri 50mm e 85mm F1.2 LAB appartengono per ora alla cronaca dello sviluppo, non al nostro inventario.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Il resto del mercato è molto più frammentato e, proprio per questo, interessante.</span></em></strong></p><p>Nel formato FX troviamo sette obiettivi 7Artisans, uno AstrHori, tre Brightin Star, due Kase, quattro Laowa, dieci Meike, tre Rollei, tre SG-Image, due Sirui fotografici, due SongRaw, dieci Tamron, cinque TTArtisan, sedici Viltrox e quattro Yongnuo. Il totale è di 72 modelli. Nel formato DX troviamo cinque 7Artisans, uno AstrHori, quattro Meike, uno SG-Image, tre Sigma, cinque Sirui, due Tamron, quattro TTArtisan, quattordici Viltrox e sei Yongnuo, per complessivi 45 modelli.</p><p>Non tutti questi marchi hanno la stessa distribuzione, la stessa maturità elettronica o la stessa capacità di assistenza. Neppure la scritta “AF” racconta tutto: velocità, precisione, riconoscimento del soggetto, comportamento in raffica, fluidità video e compatibilità con i futuri firmware sono aspetti differenti. Un obiettivo che mette correttamente a fuoco non è automaticamente equivalente a un Nikkor nel dialogo con la fotocamera. Ma il salto rispetto a pochi anni fa è impressionante, e alcuni produttori hanno ormai superato la fase dell’esperimento occasionale.</p><p>Meike è uno dei casi più interessanti. Con quattordici obiettivi autofocus già commercializzati per Nikon Z, dieci FX e quattro DX, si colloca immediatamente dietro Viltrox per ampiezza del catalogo di focali fisse. A questi potrebbe aggiungersi il 58mm F1.2 MIX, mostrato nel 2026 come primo esponente riconoscibile di una nuova famiglia APS-C superluminosa.</p><p>Il Meike 58mm F1.2 MIX è pensato per il formato DX e sulla diagonale Nikon offre un angolo di campo equivalente a quello di un 87mm su FX. È quindi un obiettivo da ritratto, costruito intorno alla combinazione classica di focale medio-tele e profondità di campo ridotta. L’apertura F1.2 mantiene naturalmente il proprio valore in termini di esposizione; volendo confrontare soltanto profondità di campo e inquadratura con il full frame, il risultato è vicino a quello di un 87mm F1.8 su FX.</p><p>Il MIX è stato mostrato nelle finiture nera e bianca e indicato per Sony E, Fujifilm X e Nikon Z. Ma al 30 agosto non dispone ancora di una scheda tecnica definitiva, di un prezzo, di una data di consegna o di una pagina ufficiale attraverso la quale acquistarlo. Neppure gli altri componenti della preannunciata terna F1.2 sono stati identificati con sufficiente certezza. Il 58mm MIX non può quindi essere incluso nel mercato disponibile, per quanto possa diventare uno dei concorrenti più diretti del Sirui 56mm F1.2 e del Viltrox 56mm F1.2 Pro.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">L’offerta DX merita attenzione anche perché non costituisce semplicemente la versione economica di quella FX</span></em></strong>. Qui i produttori indipendenti hanno trovato uno spazio lasciato relativamente libero da Nikon: fissi luminosi piccoli, 23mm e 27mm da passeggio, normali F1.4, mediotele da ritratto e, più recentemente, obiettivi F1.2 autenticamente ambiziosi. Per un possessore di Z50, Z50II, Zfc o Z30, il catalogo indipendente modifica in maniera sostanziale le possibilità del sistema.</p><p>Tutti questi obiettivi DX possono essere montati anche su Nikon Z9. La baionetta è la stessa e la fotocamera riconosce il formato, passando automaticamente all’area DX. Ma è necessario ricordare che la Z9 utilizza in questo caso soltanto la parte centrale del sensore: dai suoi 45,7 megapixel si scende a circa 19,4 megapixel. Non è un problema di compatibilità e può persino essere utile per ottenere un insieme più compatto o sfruttare una maggiore densità apparente sul soggetto; semplicemente, un obiettivo DX non trasforma la Z9 in una full frame da 45 megapixel con un’inquadratura più stretta. Trasforma temporaneamente la Z9 in una DX da circa 19 megapixel.</p><p>Separatamente dagli obiettivi fotografici tradizionali abbiamo considerato i cinque Sirui autofocus anamorfici. La serie Astra full frame comprende i 50mm, 75mm e 100mm T1.8 con fattore anamorfico 1,33×; la linea Super35 comprende i 20mm e 40mm T1.8, anch’essi 1,33×. Sono prodotti destinati soprattutto al video e vengono espressi in T-stop, ragione per cui è più corretto non mescolarli nel totale principale delle ottiche fotografiche. Sono però obiettivi autofocus nativi per baionetta Z e fanno parte a pieno titolo dell’ecosistema. Da qui il doppio risultato: 117 obiettivi fotografici, oppure 122 includendo gli anamorfici AF.</p><p>Dietro questi numeri si intravede un sistema che ha cambiato natura. La baionetta Nikon Z non è più abitata soltanto da Nikon e da pochi comprimari autorizzati. È diventata un territorio nel quale convivono grandi produttori giapponesi, aziende cinesi ormai strutturate, marchi in rapida evoluzione, specialisti delle ottiche cine e operatori molto più piccoli. Alcuni cercano i volumi, altri la prestazione assoluta, altri ancora una nicchia lasciata scoperta.</p><p>Il vantaggio per il fotografo è evidente: maggiore scelta di prezzi, dimensioni, luminosità e carattere. Il rovescio della medaglia è che diventa necessario verificare con più attenzione ciò che si compra. Distribuzione europea, garanzia, possibilità di aggiornare il firmware, compatibilità con i corpi più recenti, correzioni software e comportamento dell’autofocus non possono essere dati per scontati soltanto perché l’obiettivo possiede i contatti elettrici e compare in un negozio online.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Ciò non riduce il valore dell’offerta; la rende adulta. Un sistema maturo non è quello nel quale ogni prodotto è uguale agli altri, ma quello nel quale il fotografo può scegliere sapendo quali compromessi sta accettando.</span></em></strong></p><p>Al 30 agosto 2026 il catalogo non Nikkor per Nikon Z conta dunque 72 obiettivi fotografici FX, 45 DX e cinque anamorfici autofocus. Viltrox è il produttore più prolifico, Tamron possiede da sola l’intera offerta di zoom indipendenti, Sigma mantiene una presenza circoscritta ma ufficialmente autorizzata nel formato DX e una costellazione di marchi cinesi riempie quasi ogni intervallo disponibile tra l’ultragrandangolare e il medio-tele luminoso.</p><p>Mancano ancora alcuni elementi: zoom indipendenti al di fuori di Tamron, veri supertele autofocus economici, una scelta più ampia di macro e un ingresso Sigma nel formato FX. Ma parlare ancora di una baionetta chiusa, o priva di alternative, significa descrivere un sistema che non esiste più.</p><p>Centoventidue obiettivi autofocus non sono una nota a margine.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Sono la prova che, oltre Nikon, dentro Nikon Z è ormai nato un altro mondo.</span></em></strong></p><hr><h2>Il censimento Nikonland al 30 agosto 2026</h2><p>Quello che segue è l’inventario degli obiettivi autofocus non Nikkor realmente disponibili con baionetta Nikon Z alla data del 30 agosto 2026. Le focali sono ordinate per marchio; le diverse colorazioni non vengono conteggiate separatamente. Sono esclusi adattatori, teleconverter, obiettivi manual focus, prototipi, semplici anticipazioni e versioni per Nikon Z annunciate ma non ancora acquistabili.</p><h3>Obiettivi autofocus FX: 72</h3><p><strong>7Artisans — 7 obiettivi:</strong> AF 10mm F2.5 full frame fisheye; AF 24mm F1.8; AF 35mm F1.8; AF 40mm F2.5; AF 50mm F1.8; AF 85mm F1.8; AF 135mm F1.8.</p><p><strong>AstrHori — 1 obiettivo:</strong> AF 85mm F1.8 II.</p><p><strong>Brightin Star — 3 obiettivi:</strong> AF 24mm F1.8; AF 35mm F1.8; AF 85mm F1.8.</p><p><strong>Kase — 2 obiettivi:</strong> AF 85mm F1.4; AF Reflex 150mm F5.6.</p><p><strong>Laowa — 4 obiettivi:</strong> AF 10mm F2.8 Zero-D FF; AF 12mm F2.8 Lite Zero-D FF; AF 180mm F4.5 1.5× Ultra Macro APO; AF 200mm F2 FF.</p><p><strong>Meike — 10 obiettivi:</strong> AF 24mm F1.4 MIX; AF 35mm F1.8 Pro; AF 35mm F2 SE; AF 50mm F1.8; AF 55mm F1.8 Pro; AF 85mm F1.4 MIX; AF 85mm F1.4 II; AF 85mm F1.8; AF 85mm F1.8 SE Mark II; AF 85mm F1.8 Pro.</p><p><strong>Rollei — 3 obiettivi:</strong> AF 24mm F1.8; AF 35mm F1.8; AF 85mm F1.8.</p><p><strong>SG-image — 3 obiettivi:</strong> AF 35mm F2.2; AF 55mm F1.8; AF 85mm F1.8. Le versioni nera, argento e Classical Edition del 35mm F2.2 sono considerate un solo modello perché condividono progetto ottico e identità commerciale fondamentale.</p><p><strong>Sirui — 2 obiettivi fotografici:</strong> Aurora AF 35mm F1.4; Aurora AF 85mm F1.4.</p><p><strong>SongRaw — 2 obiettivi:</strong> AF 50mm F1.2 Moonlit; AF 50mm F1.2 MS. Sono due versioni commercialmente distinte dello stesso concetto di normale superluminoso.</p><p><strong>Tamron — 10 obiettivi:</strong> 12-20mm F2.8 Di III; 16-30mm F2.8 Di III VXD G2; 28-75mm F2.8 Di III VXD G2; 35-100mm F2.8 Di III VXD; 35-150mm F2-2.8 Di III VXD; 50-400mm F4.5-6.3 Di III VC VXD; 70-180mm F2.8 Di III VC VXD G2; 70-300mm F4.5-6.3 Di III RXD; 90mm F2.8 Di III Macro VXD; 150-500mm F5-6.7 Di III VC VXD.</p><p><strong>TTArtisan — 5 obiettivi:</strong> AF 40mm F2; AF 50mm F1.8; AF 50mm F1.8 Neo; AF 75mm F2; AF 85mm F1.8 Neo.</p><p><strong>Viltrox — 16 obiettivi:</strong> AF 14mm F4 Air; AF 16mm F1.8; AF 20mm F2.8 Air; AF 24mm F1.8; AF 26mm F2.8 EVO; AF 28mm F1.8; AF 28mm F4.5; AF 35mm F1.2 LAB; AF 35mm F1.8 EVO; AF 40mm F2.5 Air; AF 50mm F1.4 Pro; AF 50mm F2 Air; AF 55mm F1.8 EVO; AF 85mm F1.4 Pro; AF 85mm F2 EVO; AF 135mm F1.8 LAB.</p><p><strong>Yongnuo — 4 obiettivi:</strong> YN 35mm F2Z DF DSM; YN 50mm F1.8Z DF DSM; YN 50mm F1.8 II Z DF DSM Lite; YN 85mm F1.8Z DF DSM.</p><p>Il totale FX è quindi di <strong>72 obiettivi</strong>, dei quali nove zoom e 63 focali fisse. I nove zoom full frame appartengono tutti a Tamron.</p><h3>Obiettivi autofocus DX: 45</h3><p><strong>7Artisans — 5 obiettivi:</strong> AF 10mm F2.8; AF 25mm F1.8; AF 27mm F2.8; AF 35mm F1.8; AF 50mm F1.8.</p><p><strong>AstrHori — 1 obiettivo:</strong> AF 27mm F2.8.</p><p><strong>Meike — 3 obiettivi:</strong> AF 23mm F1.4; AF 33mm F1.4; AF 55mm F1.4.</p><p><strong>SG-image — 1 obiettivo:</strong> AF 25mm F1.8.</p><p><strong>Sigma — 3 obiettivi:</strong> 16mm F1.4 DC DN Contemporary; 30mm F1.4 DC DN Contemporary; 56mm F1.4 DC DN Contemporary.</p><p><strong>Sirui — 5 obiettivi:</strong> Sniper AF 16mm F1.2; Sniper AF 23mm F1.2; Sniper AF 33mm F1.2; Sniper AF 56mm F1.2; Sniper AF 75mm F1.2.</p><p><strong>Tamron — 2 obiettivi:</strong> 17-70mm F2.8 Di III-A VC RXD; 18-300mm F3.5-6.3 Di III-A VC VXD.</p><p><strong>TTArtisan — 5 obiettivi:</strong> AF 17mm F1.8 Air; AF 23mm F1.8; AF 27mm F2.8; AF 35mm F1.8 II; AF 56mm F1.8.</p><p><strong>Viltrox — 14 obiettivi:</strong> AF 9mm F2.8 Air; AF 13mm F1.4; AF 15mm F1.7 Air; AF 23mm F1.4; AF 25mm F1.7 Air; AF 27mm F1.2 Pro; AF 33mm F1.4; AF 35mm F1.7 Air; AF 56mm F1.2 Pro; AF 56mm F1.4; AF 56mm F1.7 Air; AF 75mm F1.2 Pro; AF 75mm F1.8 EVO; AF 90mm F2.2 EVO.</p><p><strong>Yongnuo — 6 obiettivi:</strong> YN 11mm F1.8 DA DSM WL Pro; YN 23mm F1.4 DA DSM WL Pro; YN 33mm F1.4 DA DSM WL Pro; YN 35mm F1.8Z DA DSM WL Pro; YN 50mm F1.8Z DA DSM Pro; YN 56mm F1.4 DA DSM WL Pro.</p><p>Il totale DX è di <strong>45 obiettivi</strong>, comprendendo i due zoom Tamron e 43 focali fisse. Sommando FX e DX, il mercato fotografico autofocus non Nikkor per baionetta Nikon Z raggiunge quindi <strong>117 modelli: 106 focali fisse e undici zoom</strong>. Tutti gli undici zoom indipendenti sono Tamron.</p><h3>I cinque Sirui autofocus anamorfici</h3><p>A parte, perché progettati principalmente per la cinematografia ed espressi in T-stop, vanno aggiunti i cinque Sirui anamorfici autofocus disponibili con baionetta Nikon Z: Astra 50mm T1.8 1,33× full frame; Astra 75mm T1.8 1,33× full frame; Astra 100mm T1.8 1,33× full frame; 20mm T1.8 1,33× S35; 40mm T1.8 1,33× S35.</p><p>Includendoli, il numero complessivo delle ottiche autofocus native non Nikkor per baionetta Nikon Z sale da 117 a <strong>122</strong>.</p><h3>Ciò che non abbiamo contato</h3><p>Il <strong>Meike AF 58mm F1.2 MIX DX</strong> è stato esposto e indicato anche per Nikon Z, ma al 30 agosto 2026 non possiede ancora una scheda tecnica definitiva, un prezzo, una data di consegna o una pagina ufficiale di vendita. Rimane quindi fuori dal censimento.</p><p>Il <strong>Viltrox AF 35mm F1.2 LAB N</strong> non va confuso con il LAB Nikon Z già disponibile. La lettera N indica la versione priva di display, dotata invece di ghiera fisica dei diaframmi. La variante è acquistabile per Sony E; quella Nikon Z è stata confermata come programma successivo, ma non è ancora commercializzata.</p><p>Restano fuori anche i Viltrox AF 18mm F1.2 Pro DX, 40mm F1.2 Pro DX e 35mm F1.4 Pro FX, associati alla baionetta Z nelle roadmap ma non ancora disponibili in tale versione; i futuri 50mm e 85mm F1.2 LAB, per i quali non è stata formalizzata una versione Nikon Z acquistabile; il Brightin Star AF 12mm F2.8, annunciato anche per Z ma non ancora presente come variante ordinabile nel catalogo ufficiale; e il SongRaw 85mm F1.2, del quale non abbiamo trovato una disponibilità ufficiale Nikon Z sufficientemente verificabile.</p><p>Questa distinzione è la ragione per cui il censimento si ferma a 117 obiettivi fotografici e non include tutto ciò che nel corso del 2026 è stato mostrato, promesso o fotografato su una Nikon.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p></p></div><h2>Quarantacinque obiettivi in cerca di una Nikon</h2><p>Quarantacinque obiettivi autofocus DX prodotti da aziende indipendenti significano che al formato ridotto Nikon Z credono Viltrox, Sigma, Tamron, Sirui, TTArtisan, Meike, Yongnuo, 7Artisans, AstrHori e SG-image.</p><p>L’unica a non sembrarci ancora del tutto convinta è Nikon.</p><p>Noi, per esempio, montiamo il Viltrox 56mm F1.2 Pro e il nuovo 75mm F1.8 EVO sulla Nikon Z8. Non perché una fotocamera FX da 45,7 megapixel sia la destinazione più logica per due obiettivi DX, ma perché nel catalogo Nikon non esiste un corpo APS-C realmente all’altezza delle loro ambizioni. La Z8 passa automaticamente al ritaglio DX e ci lascia circa 19,4 megapixel: sufficienti per fotografare molto bene, certamente, ma ottenuti utilizzando una fotocamera professionale full frame grande, costosa e sovradimensionata come surrogato della Nikon DX che non possiamo comprare.</p><p>La Z50II è un’ottima fotocamera e il suo Expeed 7 le ha dato capacità autofocus impensabili per la prima Z50. Ma rimane un corpo di fascia consumer, privo di stabilizzazione sul sensore e lontano, per costruzione, mirino, comandi, alimentazione e operatività, da quella ipotetica “Z90” che avrebbe dovuto raccogliere l’eredità della D500. Zfc e Z30 rispondono a esigenze ancora più specifiche. Nessuna delle tre rappresenta una vera Nikon DX ad alte prestazioni.</p><p>La contraddizione è diventata ancora più evidente con il Nikkor Z DX 16-50mm F2.8 VR. Non è un obiettivo da kit: ha apertura F2.8 costante, stabilizzazione ottica, escursione equivalente a un 24-75mm e pesa appena 330 grammi. È lo zoom normale che si progetta quando si vuole trasformare un formato minore in un sistema fotografico serio. Nikon lo ha progettato, costruito e messo in vendita. Ma la fotocamera per la quale sembrerebbe davvero nato continua a mancare.</p><p>A che cosa dovrebbe essere destinato? Soltanto a rendere più luminosa una Z50II? A bilanciare una Zfc? Oppure anticipa finalmente un corpo DX con sensore stabilizzato, mirino importante, batteria adeguata, comandi completi, buffer generoso e costruzione capace di sostenere un impiego intenso?</p><p>Perché non si possono progettare un 16-50mm F2.8, un 35mm F1.7 Macro e lasciare che i produttori indipendenti completino il sistema con 16mm, 23mm, 27mm, 33mm, 56mm e 75mm F1.2, continuando contemporaneamente a trattare il formato DX come il reparto d’ingresso nel mondo Nikon.</p><p>Il mercato ha già votato. Quarantacinque obiettivi indipendenti dicono che esiste una domanda di ottiche DX luminose, specialistiche e tutt’altro che economiche. Chi compra un Viltrox 56mm F1.2 Pro, un 75mm F1.2 Pro, un Sirui F1.2 o il Tamron 17-70mm F2.8 non sta cercando necessariamente il sistema più economico: sta cercando un sistema più piccolo.</p><p>Sono due cose molto diverse.</p><p>Nikon possiede già le ottiche, la baionetta, l’autofocus e il processore. Le manca soltanto il coraggio di costruire la macchina che tenga insieme tutto questo.</p><p>Altrimenti continueremo a montare i migliori obiettivi DX sulla Z8, usando metà sensore e domandandoci perché Nikon abbia lasciato agli altri il compito di credere nel proprio formato.</p></div><p></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130117" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage30ago202616_14_15.png.e966ee4f1cea0950e2521b9403ad0d54.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage30ago202616_14_15.thumb.png.49a53b3e3fc69730362e584909428665.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 30 ago 2026, 16_14_15.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1538</guid><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 14:14:38 +0000</pubDate></item><item><title>Godox MA2: due bracci flessibili per portare la luce dentro la macrofotografia</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/godox-ma2-due-bracci-flessibili-per-portare-la-luce-dentro-la-macrofotografia-r1535/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.8895d52bed9a4efd3473563156e08949.png.c12305944406bb51b882552eff7129bb.png" /></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130031" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.83e3fe0d900bd5a536864d56313ccadb.png" alt="image.png" title="" width="1024" height="568" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.png.e5b0b83966fac93aff6f1b4c1f902d69.png" loading="lazy"></p><p><em>Costa poco, si monta sulla slitta della fotocamera e permette di vedere in anticipo l’effetto della luce. Ma attenzione al nome: il nuovo Godox MA2 non è, almeno da solo, un vero twin flash macro.</em></p><p>Quando si fotografa a distanza ravvicinata, il problema non è quasi mai trovare una sorgente luminosa abbastanza grande. Il problema è riuscire a portarla nel piccolo spazio compreso fra l’obiettivo e il soggetto.</p><p>Avvicinandoci a un fiore, un insetto, un gioiello o un componente elettronico, la fotocamera e l’obiettivo finiscono facilmente per intercettare la luce. Le ombre diventano profonde, i riflessi cambiano spostandosi di pochi millimetri e un illuminatore collocato normalmente sopra la fotocamera rischia di passare troppo alto rispetto al soggetto.</p><p>Il nuovo <strong>Godox Flexible Macro Twin Light MA2</strong> nasce per risolvere soprattutto questo problema. Si monta sulla slitta della fotocamera e porta davanti all’obiettivo due piccoli illuminatori LED attraverso altrettanti bracci flessibili, orientabili indipendentemente.</p><p>Non inventa la luce macro a due sorgenti, ma propone un’interpretazione economica, leggera e molto modulare.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130032" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.61f6f79882daed8b5390e85c377c704a.png" alt="image.png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.png.3298430f2073d732f0c6c16986a146c1.png" loading="lazy"></p><h2>Due luci che possiamo vedere prima dello scatto</h2><p>Alle estremità dei due bracci si trovano sorgenti LED regolabili separatamente attraverso i canali A e B. Possiamo utilizzarle insieme, impiegare un solo lato oppure creare intenzionalmente uno sbilanciamento fra destra e sinistra.</p><p>È un vantaggio importante rispetto alle luci anulari. Il ring light tende infatti a produrre un’illuminazione uniforme, utile nella documentazione tecnica ma spesso piatta. Due sorgenti laterali permettono invece di modellare maggiormente il soggetto, conservare una direzione della luce e rendere più evidenti superfici, rilievi e texture.</p><p>Essendo luce continua, l’effetto è visibile direttamente nel mirino elettronico della Nikon Z. Possiamo osservare come cambia un riflesso, dove cade un’ombra e quanto risalto acquistano i dettagli prima ancora di scattare. La possibilità di spostare la luce senza modificare l’inquadratura diventa particolarmente utile nella fotografia di piccoli oggetti e nel focus stacking, dove fotocamera e soggetto dovrebbero rimanere perfettamente fermi.</p><p>L’intensità è regolabile fra 0 e 100%, mentre la temperatura colore può variare da <strong>2.800 a 6.500 K</strong>. Non siamo quindi vincolati alla sola luce diurna: possiamo accordare l’MA2 con una luce ambiente calda, usarlo come illuminazione neutra oppure introdurre differenze cromatiche fra le due sorgenti.</p><p>Godox dichiara un indice <strong>CRI di circa 96</strong> e un <strong>TLCI di circa 97</strong>, valori interessanti sia per la fotografia sia per il video macro.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130033" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.ad7a63ced2dccb3292805b03d67eb1d9.png" alt="image.png" title="" width="1024" height="504" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.png.0e6a853476a0f670ecd4e337b87f64b8.png" loading="lazy"></p><h2>Non soltanto una luce per aiutare la messa a fuoco</h2><p>Nella prima presentazione del prodotto si è osservato che Godox non avrebbe pubblicato dati relativi alla potenza luminosa. Il manuale ufficiale contiene invece una tabella d’illuminamento abbastanza dettagliata.</p><p>A 5.600 K e con luminosità al 100%, l’MA2 produce, senza diffusore:</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Distanza</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Illuminamento dichiarato</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>30 cm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>6.250 lux</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>50 cm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2.330 lux</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>1 metro</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>559 lux</p></td></tr></tbody></table></div><p>Alla temperatura massima di 6.500 K si arriva rispettivamente a 6.520, 2.430 e 583 lux.</p><p>Il dato a un metro interessa relativamente, perché l’MA2 nasce per lavorare molto più vicino. I <strong>6.250 lux a 30 centimetri</strong> indicano invece che non siamo di fronte soltanto a due deboli lucine di assistenza AF. Su soggetti statici e a distanze realmente macro, la luce può essere utilizzata come sorgente principale.</p><p>Naturalmente non dobbiamo confondere l’illuminamento con la capacità di un flash di congelare il movimento. Se chiudiamo il diaframma a f/11 o f/16 per recuperare profondità di campo, la luce continua può costringerci ad alzare gli ISO o ad allungare il tempo di posa. Per un fungo, un fiore, un orologio o una sequenza di focus stacking non sarà necessariamente un problema; per un insetto in movimento o una fotografia a mano libera in pieno giorno, il lampo conserva un vantaggio evidente.</p><h2>Il diffusore compreso</h2><p>Nella confezione è presente il diffusore magnetico <strong>MA02-D</strong>, assicurato anche attraverso bottoni a pressione. Può essere inclinato, piegato e leggermente modellato per avvicinarlo al soggetto.</p><p>In macrofotografia non basta avere una luce vicina: conta soprattutto quanto appare grande la sorgente rispetto al minuscolo soggetto. Un LED non diffuso può produrre riflessi puntiformi e ombre molto nette, particolarmente evidenti su esoscheletri, metalli, superfici lucide e gocce d’acqua.</p><p>Il pannello serve quindi a trasformare le due sorgenti in una superficie apparentemente più ampia e morbida. La sua efficacia reale dipenderà dalla distanza e dalla possibilità di portarlo abbastanza vicino al soggetto, ma concettualmente è una componente essenziale del sistema, non un accessorio decorativo.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130034" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.b4c4cafa6370f3db2b33f4d0947794f5.png" alt="image.png" title="" width="1024" height="558" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.png.0ce6aa15a43236a413250d95a9a37863.png" loading="lazy"></p><h2>Possiamo aggiungere dei flash, ma non diventa automaticamente TTL</h2><p>Alle estremità dei bracci sono disponibili slitte sulle quali montare piccoli flash opzionali. Godox mostra il sistema insieme ai minuscoli <strong>iM20, iM22, iT20 e iT22</strong>; ogni braccio può sostenere complessivamente non più di <strong>90 grammi</strong>.</p><p>In questa configurazione i LED diventano anche luci pilota: ci permettono di anticipare la direzione dell’illuminazione, mentre al momento dello scatto intervengono i flash collocati sullo stesso asse.</p><p>Il sistema prevede l’attivazione ottica <strong>S1 e S2</strong>:</p><ul><li><p>S1 risponde al primo lampo rilevato;</p></li><li><p>S2 ignora il prelampo di misurazione e interviene sul lampo principale.</p></li></ul><p>Godox parla quindi di impiego tanto con sistemi manuali quanto con configurazioni che producono un prelampo TTL. Questo non significa, però, che l’MA2 disponga autonomamente di esposizione TTL, HSS o radiocomando Godox X. Il sistema riconosce otticamente il lampo che deve attivare i flash montati sui bracci; non calcola l’esposizione al loro posto.</p><p>È una distinzione importante soprattutto con le Nikon Z prive di flash incorporato. Per usare la modalità ottica sarà necessario prevedere una sorgente di comando separata e studiare come integrarla in una configurazione nella quale la slitta della fotocamera è già occupata dall’MA2.</p><p>Il nuovo prodotto non sostituisce quindi un vero sistema twin flash TTL come il <strong>Godox MF-T76N</strong>, né un sistema radio modulare basato sugli MF12, e nemmeno il vecchio ma sofisticato Nikon R1C1 con i suoi SB-R200. Offre meno automazione e, acquistando anche i piccoli flash, il costo e la complessità inevitabilmente aumentano.</p><h2>Per tutte le Nikon Z?</h2><p>Per l’impiego come luce LED, l’MA2 è sostanzialmente universale. La slitta serve al montaggio fisico e non è richiesta una versione specifica per Nikon, Canon o Sony. I LED sono alimentati dalla batteria interna e gestiti dal pannello di controllo dell’unità.</p><p>Il peso dichiarato è di circa <strong>340 grammi</strong>, accessori esclusi. Con i bracci distesi misura 410 × 57 × 52 millimetri, ma può essere ripiegato per il trasporto.</p><p>Bisognerà verificare sul campo quanto i bracci rimangano stabili camminando, abbassando la fotocamera o cambiando rapidamente posizione. Trecentoquaranta grammi sulla slitta non sono pochissimi e, aggiungendo due o quattro piccoli flash, il complesso diventa inevitabilmente più ingombrante di quanto suggeriscano le fotografie promozionali.</p><p>Resta però molto più agile di due illuminatori montati su stativi e consente di lavorare rasoterra, nel sottobosco o attorno a un tavolo senza dover riposizionare continuamente l’intero set.</p><h2>Batteria e autonomia</h2><p>La batteria al litio integrata ha una capacità di <strong>3.300 mAh a 3,635 volt</strong>, pari a circa 12 Wh. Godox dichiara:</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Caratteristica</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Valore</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Autonomia al 100%</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>circa 3 ore e 20 minuti</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Tempo di ricarica</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>circa 2 ore e 40 minuti</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Alimentazione USB-C</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>5 V, 3 A</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Temperatura operativa</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>da –10 a 40 °C</p></td></tr></tbody></table></div><p>L’autonomia appare adeguata a una normale sessione macro e la ricarica USB-C permette di utilizzare un comune alimentatore o un power bank. La batteria non sembra sostituibile dall’utente: un limite da considerare per l’impiego intensivo e per la durata complessiva del prodotto.</p><h2>A chi può servire realmente</h2><p>Il Godox MA2 sembra particolarmente adatto a:</p><ul><li><p>fiori, funghi e soggetti naturali relativamente immobili;</p></li><li><p>piccoli prodotti, gioielli, monete e componenti elettronici;</p></li><li><p>riproduzioni e documentazione tecnica;</p></li><li><p>focus stacking;</p></li><li><p>macrovideo;</p></li><li><p>fotografi che vogliono vedere nel mirino la luce definitiva;</p></li><li><p>chi trova troppo piatta una luce anulare ma non vuole ancora acquistare un sistema flash macro completo.</p></li></ul><p>È meno convincente quando dobbiamo congelare rapidamente un insetto, lavorare a diaframmi molto chiusi mantenendo ISO bassi oppure contrastare la luce solare. In questi casi la breve durata del lampo e la maggiore potenza di un twin flash continuano a essere determinanti.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130035" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.b59e3808642c740ff2f8dc598da95e39.png" alt="image.png" title="" width="1024" height="515" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.png.7684f5dfcedf75013a03d6d9d842e4c9.png" loading="lazy"></p><h2>Prezzo e accessori</h2><p>Il prezzo internazionale annunciato è di <strong>79 dollari</strong>. Un distributore europeo indica un prezzo consigliato di <strong>94,90 euro IVA compresa</strong>, che appare una previsione realistica anche per il mercato italiano.</p><p>La confezione comprende:</p><ul><li><p>unità MA2;</p></li><li><p>diffusore magnetico MA02-D;</p></li><li><p>cavo di ricarica USB-C.</p></li></ul><p>Sono previsti separatamente il diffusore a scatola <strong>MA02-DB</strong>, la lente addizionale macro <strong>MCL-250 2,5×</strong>, utilizzabile su filettature da 49 a 67 mm, e il relativo diffusore MCL-D.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130036" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.f4369f4e116f085125e793e89567fb7a.png" alt="image.png" title="" width="1024" height="373" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.png.54e2d27463d38696dd612b213e393db3.png" loading="lazy"></p><h2>Una buona idea, purché sia chiaro cosa stiamo acquistando</h2><p>Il Godox MA2 non è il nuovo Nikon R1C1 da cento euro e non pretende seriamente di esserlo. Nella confezione base non troviamo due autentiche torce flash TTL, ma due LED continui, due bracci orientabili, un sistema di diffusione e una piattaforma sulla quale eventualmente costruire una configurazione più articolata.</p><p>Considerato in questi termini, il prodotto è interessante. Permette di mettere la luce esattamente dove serve, di valutarne l’effetto attraverso il mirino e di passare da un’illuminazione simmetrica a una più modellata senza muovere la fotocamera.</p><p>A meno di cento euro potrebbe diventare un accessorio molto utile per la macro ragionata, il focus stacking e la fotografia di piccoli oggetti. Per insetti rapidi e macro naturalistica dinamica continueremmo invece a preferire un vero flash.</p><p>Come spesso accade con Godox, l’idea più intelligente non è avere inventato una sorgente luminosa nuova. È avere osservato dove la luce normale non riesce ad arrivare e aver costruito un modo semplice per portarcela.</p><hr><h3>Dati verificati</h3><p>Le caratteristiche tecniche e i valori d’illuminamento provengono dalla <a rel="external nofollow" href="https://www.godox.com/product-e/MA2.html">pagina ufficiale Godox MA2</a> e dal <a rel="external nofollow" href="https://www.godox.com/Downloads/Godox_MA2_CN_EN.pdf">manuale ufficiale</a>. Il confronto è stato verificato sulle specifiche del <a rel="external nofollow" href="https://www.godox.com/product-e/MF-T76.html">Godox MF-T76</a>, del <a rel="external nofollow" href="https://www.godox.com/product-d/MF12.html">Godox MF12</a> e del <a rel="external nofollow" href="https://imaging.nikon.com/imaging/lineup/speedlights/kits/">Nikon R1C1</a>.</p><p><a class="ipsAttachLink" data-fileid="23207537" href="" rel="">Uploading Attachment...</a></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130030" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.png.9d196c8fb5f032c2eed0c250f71c07bb.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/image.thumb.png.8895d52bed9a4efd3473563156e08949.png" height="633" width="1024" alt="image.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1535</guid><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 08:43:00 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon chiude Image Space. E ci chiede anche di traslocare da soli</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-chiude-image-space-e-ci-chiede-anche-di-traslocare-da-soli-r1533/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/exec-583e4a40-c8da-4790-a3de-1684a001a76f.png.7ab48ca2de9af46a33b552a29fe24927.png" /></p>
<p></p><h2>Un servizio farraginoso, trascurato e quasi inutilizzabile sparirà nell’ottobre 2026. Non ne sentiremo la mancanza. Ma la sua sostituzione con appena 5 GB e senza migrazione automatica dice molto sul rapporto di Nikon con il software, il cloud e soprattutto con i propri clienti</h2><p>Ho provato Nikon Image Space una volta.</p><p>Una volta sola.</p><p><strong><em><span data-i-color="red">L’ho trovato farraginoso, lento, inutilmente complicato e privo di qualsiasi ragione concreta per preferirlo alle soluzioni già disponibili. Dopo averlo esplorato e aver cercato di comprenderne la logica, l’ho chiuso e non ci sono mai più tornato.</span></em></strong></p><p>Non credo di essere stato il solo.</p><p>Nikon Image Space è rimasto per anni uno di quei servizi dei quali ricordavamo vagamente l’esistenza perché compariva in qualche menu, in qualche pagina di supporto o fra le destinazioni proposte da SnapBridge. Non era abbastanza comodo da diventare parte del nostro lavoro, abbastanza moderno da sostituire Google Drive, Dropbox, OneDrive o Adobe, né abbastanza integrato con le fotocamere da creare una vera esperienza Nikon.</p><p>Adesso Nikon ha deciso di chiuderlo.</p><p>La notizia, quindi, non è che stia scomparendo un servizio indispensabile. La notizia è che Nikon abbia mantenuto per tredici anni un servizio tanto marginale e mal concepito da rendere la sua chiusura quasi irrilevante.</p><p>E che ora presenti questa chiusura come un’evoluzione, chiedendo agli utenti di occuparsi personalmente del trasloco.</p><h2>Chiusura il 15 ottobre, cancellazione definitiva nell’aprile 2027</h2><p>Nikon Image Space terminerà le normali attività il 15 ottobre 2026. Da quel momento resterà disponibile soltanto una funzione di scaricamento in blocco.</p><p>Gli utenti avranno tempo fino al 15 aprile 2027 per recuperare i propri dati. Dopo quella data, immagini, informazioni di registrazione e ogni altro contenuto ancora presente sui server saranno cancellati definitivamente.</p><p>Non sarà possibile scegliere singoli album o fotografie durante questa fase finale: il sistema consentirà soltanto il download complessivo dei contenuti.</p><p>Soprattutto, le immagini non verranno trasferite automaticamente verso Nikon Imaging Cloud.</p><p>Nikon invita quindi gli utenti a scaricare personalmente tutto ciò che desiderano conservare. Il nuovo servizio metterà a disposizione 5 GB di spazio permanente, ma ognuno dovrà recuperare i propri file dal vecchio sistema e, se lo desidera, caricarli nuovamente nel nuovo. <a rel="external nofollow" href="https://info.nikonimagespace.com/info/00244/?utm_source=chatgpt.com">L’avviso ufficiale specifica tempi, modalità di download e cancellazione definitiva</a>.</p><p>Non è una migrazione. È uno sfratto con sei mesi di preavviso.</p><h2>Da 20 GB a 5 GB: l’espansione che riduce lo spazio del 75%</h2><p>Nikon Image Space offriva 2 GB agli utenti generici e 20 GB a chi registrava una fotocamera Nikon.</p><p>Nikon Imaging Cloud riceverà invece 5 GB di spazio permanente.</p><p>Nella comunicazione aziendale questa operazione viene presentata come un ampliamento delle funzionalità di Imaging Cloud. Formalmente è vero: Imaging Cloud oggi conserva temporaneamente le immagini per trenta giorni e le inoltra verso servizi esterni; l’aggiunta di uno spazio permanente costituisce quindi una nuova funzione.</p><p>Dal punto di vista del fotografo che disponeva di 20 GB su Image Space, però, la matematica racconta una storia differente.</p><p>Venti diventano cinque. Una riduzione del 75%.</p><p>Cinque gigabyte potevano sembrare una quantità interessante quando Nikon inaugurò my Picturetown nel 2007. Nel 2026 corrispondono a poche decine o, scegliendo opportunamente la compressione, a poco più di un centinaio di NEF prodotti da una fotocamera da 45 megapixel.</p><p>Una Nikon Z8 o Z9 può riempire quello spazio durante una singola sessione fotografica. Per chi registra video, 5 GB non rappresentano neppure l’inizio di un discorso serio.</p><p>Naturalmente Imaging Cloud continuerà a offrire lo spazio temporaneo illimitato per trenta giorni, utile come stazione di transito verso servizi esterni. Ma uno spazio temporaneo non equivale a un archivio e 5 GB permanenti non sostituiscono i 20 GB precedenti.</p><p>Definire tutto questo un’espansione richiede una certa elasticità linguistica.</p><h2>Nel 2013 Nikon trasferì tutto automaticamente. Nel 2026 non lo fa più</h2><p>L’aspetto più difficile da giustificare non è nemmeno la riduzione dello spazio. È l’assenza di una migrazione automatica.</p><p>Quando Nikon Image Space sostituì my Picturetown nel gennaio 2013, Nikon comunicò che gli account e le immagini degli utenti sarebbero stati trasferiti automaticamente nel nuovo servizio.</p><p>Non fu chiesto ai clienti di scaricare tutto, ricostruire il proprio archivio e ricaricarlo. Nikon si assunse la responsabilità della continuità del servizio. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2013/0122_imagespace_01/?utm_source=chatgpt.com">La comunicazione originale del 2013 dichiarava esplicitamente la migrazione automatica da my Picturetown</a>.</p><p>Tredici anni dopo, Nikon non offre lo stesso trattamento.</p><p>Non sappiamo se la mancata migrazione dipenda da incompatibilità fra le piattaforme, dalla struttura dei database, dalle normative sulla privacy o semplicemente dal costo necessario per progettare e verificare il trasferimento. Nikon non lo spiega.</p><p>Ma non esiste alcuna legge naturale del cloud che impedisca a un’azienda di trasferire dati fra due propri servizi. Esistono complessità, responsabilità e costi.</p><p>Se l’utente deve fare da solo, il costo della migrazione viene semplicemente trasferito dall’azienda al cliente.</p><p>Nikon risparmia il lavoro. Noi portiamo gli scatoloni.</p><h2>Le misteriose «variazioni dell’ambiente di mercato»</h2><p>La motivazione ufficiale della chiusura è racchiusa nella consueta formula aziendale: «variazioni dell’ambiente di mercato».</p><p>Che cosa significa?</p><p>Il mercato delle fotocamere è cambiato? Certamente. Sono aumentati i costi dello spazio cloud? Probabile. Sono cresciuti i costi di sicurezza, manutenzione, assistenza e conformità normativa? Sicuramente. Nikon si è accorta di mantenere due infrastrutture parzialmente sovrapposte? Sarebbe stato difficile non accorgersene.</p><p>Ma Nikon non fornisce alcuna spiegazione concreta.</p><p>Quando un servizio passa da 20 a 5 GB, la vecchia piattaforma viene eliminata e l’azienda evita persino il costo della migrazione automatica, è difficile non leggere l’operazione soprattutto in termini di riduzione dei costi.</p><p>Non abbiamo un documento Nikon che lo confermi e dobbiamo quindi presentarlo come un’interpretazione. Ma è un’interpretazione sostenuta da tre fatti:</p><ul><li><p>viene eliminata un’infrastruttura storica;</p></li><li><p>lo spazio permanente gratuito viene ridotto;</p></li><li><p>l’onere del trasferimento viene lasciato interamente all’utente.</p></li></ul><p>La concentrazione di due servizi può essere razionale. Mantenere server, software, applicazioni, supporto, sistemi di autenticazione e procedure di sicurezza separati ha un costo. Non avrebbe senso pretendere che Nikon conservasse in eterno una piattaforma poco utilizzata soltanto per non ammetterne il fallimento.</p><p>Ma allora bisognerebbe dirlo con chiarezza.</p><p>“Abbiamo deciso di concentrare gli investimenti su un’unica piattaforma” sarebbe una spiegazione comprensibile.</p><p>“Trasferiremo automaticamente i vostri contenuti” sarebbe un gesto rispettoso.</p><p>“Vi offriremo lo stesso spazio di cui disponevate” sarebbe una vera evoluzione.</p><p>“L’ambiente di mercato è cambiato, scaricatevi tutto e poi arrangiatevi” è soltanto una comunicazione burocratica.</p><h2>Il problema non è la fine di Image Space. È come Nikon lo ha lasciato morire</h2><p>Nikon Image Space non è stato sconfitto da un concorrente più aggressivo. È stato abbandonato dalla stessa azienda che avrebbe dovuto trasformarlo in un servizio utile.</p><p>Nikon lo presentò nel 2013 come uno spazio moderno per archiviare, organizzare e condividere fotografie. Prometteva semplicità, visualizzazione in alta qualità, gestione dei NEF, dati di ripresa dettagliati, statistiche sulle condivisioni e una migliore integrazione con il mondo Nikon.</p><p>Sulla carta non mancava nulla.</p><p>Nella pratica sembrava progettato da qualcuno che conosceva l’elenco delle funzioni richieste, ma non aveva mai osservato un fotografo mentre cercava di utilizzarle.</p><p>L’interfaccia non invitava a tornare. I passaggi erano poco intuitivi. L’integrazione fra fotocamera, SnapBridge, dispositivo mobile e cloud aggiungeva procedure invece di eliminarle. Il servizio non diventava mai il punto naturale nel quale trovare, organizzare o condividere le proprie fotografie.</p><p>Un cloud dovrebbe essere quasi invisibile. Nikon Image Space riusciva invece a ricordarci la propria presenza a ogni passaggio.</p><p>L’utente non deve avere bisogno di un tutorial per mettere una fotografia nel cloud. Non deve chiedersi quale applicazione usare, quale account collegare, quale fotocamera registrare e attraverso quale dispositivo far transitare il file.</p><p>Se il sistema richiede una spiegazione prima ancora di dimostrare la propria utilità, ha già perso.</p><h2>Nikon Imaging Cloud è più moderno, ma non è ancora il sistema universale Nikon</h2><p>Nikon Imaging Cloud nasce con un’impostazione più sensata.</p><p>Le fotocamere compatibili possono collegarsi direttamente al servizio attraverso una rete Wi-Fi. Le immagini possono essere inviate automaticamente verso piattaforme esterne, è possibile ricevere aggiornamenti firmware, salvare e trasferire ricette fotografiche e scaricare Picture Control compatibili.</p><p>È il tipo di integrazione che Nikon avrebbe dovuto progettare molti anni fa.</p><p>Ma anche Imaging Cloud conserva alcune caratteristiche tipiche del software Nikon: configurazione articolata, passaggi fra fotocamera e browser, Nikon ID, codici QR, profili Wi-Fi, autorizzazioni e opzioni distribuite in menu differenti. La stessa documentazione richiede di creare l’account, registrarsi al servizio, configurare il browser e costruire un profilo di rete nella fotocamera. <a rel="external nofollow" href="https://onlinemanual.nikonimglib.com/z6III/en/camera_registration_101.html?utm_source=chatgpt.com">Il manuale Nikon mostra la sequenza necessaria per collegare la fotocamera al servizio</a>.</p><p>Si può fare. Ma non è ancora quella esperienza immediata e trasparente che la parola “cloud” dovrebbe suggerire.</p><p>Inoltre Nikon Imaging Cloud non è un servizio universale per tutti i clienti Nikon. Funziona direttamente soltanto con le fotocamere compatibili e non offre la medesima integrazione alle reflex. Anche all’interno del sistema Z, la disponibilità dipende dal modello e dagli aggiornamenti firmware distribuiti da Nikon.</p><p>Il risultato è il solito mosaico: una funzione sulla Z6 III, un’altra arrivata successivamente sulla Zf, menu differenti, compatibilità non uniforme e generazioni di clienti lasciate ai margini.</p><p>Non stiamo ancora osservando un unico ecosistema Nikon. Stiamo osservando un altro servizio Nikon che aspira, in futuro, a diventarlo.</p><h2>Un servizio cloud vive di fiducia, non di gigabyte</h2><p>Il vero problema di questa operazione non riguarda i 5 o i 20 GB. Riguarda la fiducia.</p><p>Quando affidiamo le nostre immagini a un servizio cloud, non stiamo semplicemente noleggiando dello spazio su un disco remoto. Stiamo accettando che qualcun altro custodisca i nostri file, mantenga funzionante l’infrastruttura e ci permetta di recuperarli nel tempo.</p><p>La continuità è parte del servizio.</p><p>Se dopo tredici anni il gestore chiude la piattaforma, non trasferisce automaticamente i dati al proprio servizio successivo e avverte che tutto verrà cancellato, quale fiducia dovrebbe riporre l’utente nella nuova piattaforma?</p><p>Perché dovremmo investire tempo nell’organizzare fotografie dentro Nikon Imaging Cloud sapendo che, alla successiva “variazione dell’ambiente di mercato”, potrebbe arrivare un’altra e-mail?</p><p>Il cloud non può essere un solaio in affitto dal quale il proprietario ci invita periodicamente a portare via gli scatoloni.</p><p>È particolarmente grave per Nikon, perché la fotografia è memoria. Le sue campagne pubblicitarie parlano di momenti irripetibili, immagini preziose, esperienze da conservare. Ma quando quelle immagini diventano un costo ricorrente sui server, improvvisamente entrano in scena le “variazioni dell’ambiente di mercato”.</p><h2>Nikon è bravissima a costruire fotocamere. Non basta più</h2><p>Il paradosso è che la Nikon attuale produce alcune delle migliori fotocamere della propria storia.</p><p>Z8, Z9, Zf, Z6 III e le più recenti mirrorless dimostrano competenza meccanica, elettronica e fotografica. L’acquisizione di RED ha ampliato l’orizzonte tecnologico e il sistema Z dispone ormai di una gamma di obiettivi matura e convincente.</p><p>Ma nel 2026 non basta più consegnare una buona fotocamera.</p><p>Il prodotto è l’intero sistema: firmware, applicazioni, connessioni, aggiornamenti, trasferimento delle immagini, personalizzazione, Picture Control, archiviazione e continuità dei servizi.</p><p>Nikon continua invece a comportarsi come se il software fosse un accessorio consegnato da reparti indipendenti. SnapBridge segue una logica, NX Studio un’altra, Imaging Cloud un’altra ancora. Le funzioni disponibili cambiano da una fotocamera Expeed 7 all’altra e l’utente deve ricostruire personalmente il percorso che collega tutti i pezzi.</p><p>La chiusura di Nikon Image Space avrebbe potuto rappresentare l’occasione per dimostrare che questa stagione era terminata.</p><p>Un solo Nikon ID. Una sola piattaforma. Migrazione automatica. Compatibilità estesa. Impostazioni della fotocamera gestibili da computer o tablet. Picture Control sincronizzati. Firmware, backup e condivisione riuniti in un ambiente realmente coerente.</p><p>Invece abbiamo 5 GB e un pulsante per scaricare tutto prima della demolizione.</p><h2>Non rimpiangeremo Image Space. Dovremmo preoccuparci di ciò che rappresenta</h2><p>Non difenderemo Nikon Image Space.</p><p>Era un servizio che quasi nessuno utilizzava con continuità, perché Nikon non era mai riuscita a renderlo abbastanza semplice, veloce e integrato. La sua chiusura può persino essere una buona decisione: eliminare una piattaforma fallimentare è meglio che mantenerla artificialmente in vita.</p><p>Ma un servizio inutile non dimostra che l’idea fosse inutile.</p><p>Dimostra che il servizio è stato realizzato male.</p><p>La scelta corretta non consisteva nel conservare Nikon Image Space per sempre. Consisteva nel costruire una transizione degna di un’azienda che pretende di accompagnare i fotografi per decenni.</p><p>Nikon avrebbe dovuto trasferire automaticamente gli archivi, mantenere almeno i 20 GB riconosciuti ai propri clienti, spiegare con trasparenza la ragione della riorganizzazione e presentare Imaging Cloud come il punto di partenza di un ecosistema unico.</p><p>Ha scelto la strada più economica e meno impegnativa: chiudere, ridurre, avvisare e lasciare il trasloco agli utenti.</p><p>Forse è davvero soltanto una razionalizzazione interna. Forse Imaging Cloud diventerà finalmente il servizio coerente che Nikon non è mai riuscita a costruire. Saremo felici di ricrederci.</p><p>Ma per ora resta una conclusione molto semplice.</p><p>Nikon Image Space era difficile da usare, facile da dimenticare e, a quanto pare, ancora più facile da cancellare.</p><hr><h3><em><span data-i-color="blue">Avviso per chi conserva immagini su Nikon Image Space</span></em></h3><p><em><span data-i-color="blue">Dal 15 ottobre 2026 tutte le funzioni, escluso lo scaricamento complessivo, saranno disattivate. Il download in blocco resterà disponibile fino al 15 aprile 2027. Successivamente Nikon cancellerà definitivamente immagini, account e dati ancora presenti nel servizio.</span></em></p><p><em><span data-i-color="blue">Le fotografie non verranno trasferite automaticamente a Nikon Imaging Cloud.</span></em></p><p><em><span data-i-color="blue">Chi possiede contenuti su Nikon Image Space dovrebbe quindi scaricarli e verificarli con largo anticipo, senza considerare il cloud Nikon come unica copia del proprio archivio.</span></em></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130021" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/exec-583e4a40-c8da-4790-a3de-1684a001a76f.png.5461825f6407bb8e686bfb45a160edab.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/exec-583e4a40-c8da-4790-a3de-1684a001a76f.thumb.png.3c37789e4ea2c36f97229e8fa8658a23.png" height="576" width="1024" alt="exec-583e4a40-c8da-4790-a3de-1684a001a76f.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1533</guid><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 06:06:52 +0000</pubDate></item><item><title>Camera Raw diventa creativo, Photoshop torna fotografico</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/camera-raw-diventa-creativo-photoshop-torna-fotografico-r1532/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage29ago202607_53_30.png.e069b109e532ad7af1608a1c2bebe8b4.png" /></p>
<h2>Glow, il nuovo livello Luce e l’editor assistito dall’intelligenza artificiale: gli aggiornamenti Adobe di agosto 2026 avvicinano due ambienti che per anni hanno svolto mestieri nettamente separati</h2><p>Il titolo più facile sarebbe quello consueto: l’intelligenza artificiale entra ancora più profondamente in Photoshop. Sarebbe corretto, ma non descriverebbe la parte più interessante degli aggiornamenti distribuiti da Adobe alla fine di agosto 2026.</p><p>Dentro Creative Cloud troviamo contemporaneamente Photoshop 27.10, Camera Raw 18.6, Photoshop Beta 27.11 e Lightroom Classic 15.5.1. Non sono quattro aggiornamenti equivalenti e, soprattutto, non tutte le funzioni annunciate hanno lo stesso grado di maturità.</p><p>Photoshop 27.10 e Camera Raw 18.6 sono versioni stabili. Photoshop Beta 27.11 rimane un laboratorio separato, mentre Lightroom Classic 15.5.1 è essenzialmente un aggiornamento correttivo. A complicare il quadro c’è però un’ulteriore distinzione: la versione stabile di Photoshop contiene a sua volta alcune funzioni ancora dichiarate beta, prima fra tutte il nuovo AI Assisted Editor.</p><p>Chiarito questo, possiamo guardare oltre i nomi e le etichette.</p><p>La direzione intrapresa da Adobe appare abbastanza evidente: Camera Raw sta incorporando lavorazioni creative che fino a ieri richiedevano Photoshop, mentre Photoshop riceve strumenti parametrici e non distruttivi modellati sul linguaggio dei convertitori RAW.</p><p>Il confine fra sviluppo del negativo digitale e postproduzione non è stato cancellato, ma è diventato molto meno rigido.</p><h2>Glow: l’effetto Orton torna nella camera oscura</h2><p>La novità più immediatamente fotografica di Camera Raw 18.6 si chiama Glow.</p><p>Il bagliore morbido prodotto dalla diffusione delle alte luci non è certamente un’invenzione di Adobe. Da anni viene ottenuto in Photoshop duplicando livelli, applicando una sfocatura, scegliendo opportunamente il metodo di fusione e costruendo una maschera. Sono nate azioni automatiche, plugin e pannelli commerciali dedicati a quello che, con una certa approssimazione, viene spesso chiamato “effetto Orton”.</p><p>La vera novità non consiste quindi nell’effetto, ma nel luogo in cui Adobe ha deciso di inserirlo.</p><p>Glow diventa una regolazione parametrica applicabile direttamente durante lo sviluppo del RAW, memorizzata insieme alle altre impostazioni e modificabile in qualsiasi momento. Non produce necessariamente un risultato impossibile da ottenere prima, ma lo rende più semplice, più controllabile e soprattutto reversibile.</p><p>Camera Raw propone tre differenti interpretazioni:</p><ul><li><p>Diffusion diffonde la luce in modo esteso e produce l’aspetto più vicino al tradizionale effetto Orton;</p></li><li><p>Bloom concentra maggiormente il bagliore intorno alle zone luminose;</p></li><li><p>Halation aggiunge un alone colorato ai bordi più brillanti, richiamando alcuni comportamenti delle emulsioni cinematografiche.</p></li></ul><p>All’intensità generale si aggiungono Range, che stabilisce quali valori tonali vengono coinvolti, Spread, che controlla l’estensione del bagliore, e Warmth, che ne modifica la temperatura cromatica. Tenendo premuto Alt oppure Option durante la regolazione è possibile visualizzare con maggiore chiarezza le aree interessate.</p><p>Ma la parte realmente utile è l’integrazione con il sistema di mascheratura.</p><p>Glow può essere applicato soltanto all’acqua di una cascata, alle montagne, a una zona di nebbia oppure alle luci di una scena notturna. Possiamo escludere il cielo, il primo piano o qualsiasi area nella quale desideriamo conservare microcontrasto e nitidezza. L’intensità può essere impostata separatamente per ogni maschera, mentre stile e parametri generali restano condivisi.</p><p>Adobe non ha semplicemente aggiunto un effetto speciale. Lo ha collegato al sistema di selezioni automatiche e maschere che negli ultimi anni ha cambiato il modo di lavorare dentro Camera Raw.</p><p>Questo permette di raggiungere il risultato senza duplicare livelli, senza rasterizzare l’immagine e senza uscire dallo spazio di sviluppo del NEF. <a rel="external nofollow" href="https://helpx.adobe.com/camera-raw/desktop/edit-and-enhance-images/tone-and-color/vignette-grain-effects-camera-raw.html">Adobe descrive qui i controlli e le modalità di applicazione di Glow</a>.</p><p>Naturalmente è anche uno strumento che invita all’eccesso. Un Glow evidente applicato indiscriminatamente a ogni fotografia rischia di diventare l’equivalente contemporaneo dell’HDR esasperato di quindici anni fa.</p><p>Probabilmente funzionerà meglio quando lo spettatore non si accorgerà della sua presenza, ma noterà immediatamente la differenza spegnendolo.</p><h2>Camera Raw 18.6 si allontana dal semplice sviluppo RAW</h2><p>Glow è la novità più appariscente, ma Camera Raw 18.6 introduce anche Trim e un nuovo pannello informativo dedicato ai metadati.</p><p>Trim consente di trasformare un ritaglio in una vera area trasparente. La porzione esterna al taglio non viene semplicemente nascosta: diventa trasparente e può essere conservata esportando in un formato compatibile, come PSD, TIFF o PNG.</p><p>Il risultato può essere utilizzato come elemento di un composito oppure combinato con Generative Expand per costruire nuovo contenuto intorno all’area conservata.</p><p>È difficile considerare Trim una funzione tradizionale da convertitore RAW. Appartiene piuttosto al mondo del montaggio, dell’impaginazione e della preparazione degli elementi grafici. La sua presenza dentro Camera Raw conferma che Adobe non considera più questo ambiente soltanto come l’anticamera obbligatoria di Photoshop.</p><p>Il nuovo pannello metadati è meno spettacolare ma più trasversalmente utile. Mostra fotocamera, formato, dimensioni, data di ripresa, informazioni di copyright e altri dati senza costringere a uscire dall’ambiente di sviluppo.</p><p>Glow, Trim e il pannello informativo costituiscono le tre novità principali di Camera Raw 18.6, alle quali si aggiungono nuovi profili obiettivo e alcune correzioni. <a rel="external nofollow" href="https://helpx.adobe.com/camera-raw/desktop/whats-new/release-notes.html">L’elenco ufficiale è disponibile nelle note di versione di Camera Raw</a>.</p><h2>Photoshop riceve finalmente un vero livello Luce</h2><p>Il movimento compiuto da Photoshop 27.10 procede nella direzione opposta.</p><p>Se Camera Raw assorbe lavorazioni creative, Photoshop riceve finalmente un livello di regolazione costruito secondo la logica dei moderni convertitori fotografici.</p><p>Photoshop ha sempre messo a disposizione Curve, Livelli, Luminosità/Contrasto e il vecchio livello Esposizione, basato sui parametri Esposizione, Spostamento e Correzione gamma. Sono strumenti potenti, ma non corrispondono alla grammatica operativa alla quale ci hanno abituati Camera Raw e Lightroom.</p><p>Il nuovo livello Luce offre invece sei controlli immediatamente riconoscibili:</p><ul><li><p>Esposizione;</p></li><li><p>Contrasto;</p></li><li><p>Alte luci;</p></li><li><p>Ombre;</p></li><li><p>Bianchi;</p></li><li><p>Neri.</p></li></ul><p>Possiamo utilizzarli come un normale livello di regolazione: resta modificabile, possiede una propria maschera, può cambiare opacità e metodo di fusione e può essere spostato all’interno della struttura del documento.</p><p>Sembra una novità quasi ovvia. In realtà colma un’assenza curiosa e piuttosto longeva.</p><p>Dopo aver sviluppato il NEF, eseguito il ritocco, inserito altri elementi o costruito un composito, possiamo riequilibrare luci e ombre senza richiamare il filtro Camera Raw, senza duplicare il livello sottostante e senza dover tradurre mentalmente ogni intervento in una curva.</p><p>Per il fotografo è probabilmente la novità più importante di Photoshop 27.10. <a rel="external nofollow" href="https://helpx.adobe.com/photoshop/desktop/create-manage-layers/color-adjustment-fill-layers/adjust-image-lighting-with-light.html">Adobe illustra qui il funzionamento del nuovo livello Luce</a>.</p><p>Occorre però evitare un equivoco: Photoshop non sta riaprendo il RAW originale.</p><p>Una volta sviluppato il NEF, Photoshop lavora sull’immagine già interpretata, demosaicizzata e inserita nello spazio colore scelto. Il livello Luce può rimodellarne efficacemente la distribuzione tonale, ma non può ricreare informazioni del sensore eliminate o tagliate durante lo sviluppo.</p><p>Per mantenere l’accesso al negativo digitale resta quindi consigliabile aprire il NEF come Oggetto avanzato. Un doppio clic sull’oggetto permette di tornare alle impostazioni di Camera Raw, mentre il livello Luce può occuparsi degli aggiustamenti successivi, soprattutto quando devono essere coordinati con maschere, ritocchi e altri livelli del documento.</p><p>Le due funzioni non si sostituiscono. Si completano.</p><h2>Photoshop 27.10: il software cerca di capire che cosa vogliamo</h2><p>La parte più pubblicizzata dell’aggiornamento riguarda inevitabilmente Firefly e l’intelligenza artificiale generativa.</p><p>Prompt to Edit permette di descrivere una modifica in linguaggio naturale dalla barra contestuale. Photoshop tiene conto dell’immagine e dell’eventuale selezione esistente per interpretare la richiesta senza obbligare l’utente a scegliere preventivamente tutti gli strumenti necessari.</p><p>Instruct Edit with Masks combina invece l’istruzione testuale con una maschera esplicita. L’utente indica l’area da modificare e descrive il risultato desiderato, mentre il programma cerca di preservare il resto della fotografia.</p><p>Markup aggiunge una componente visiva: possiamo tracciare frecce, cerchi, campioni di colore o schizzi direttamente sull’immagine per spiegare al software dove e come intervenire.</p><p>È una funzione potenzialmente interessante anche nel rapporto con clienti, redazioni e collaboratori. Il tradizionale segno tracciato sulla prova non serve più soltanto a comunicare la modifica a un operatore umano: può diventare parte dell’istruzione interpretata dal programma.</p><p>Non significa che Photoshop abbia finalmente imparato a leggere il pensiero. Significa che Adobe sta cercando di ridurre la distanza fra l’intenzione dell’utente e la sequenza tecnica necessaria per realizzarla.</p><p>Per un fotografo esperto questa mediazione non sarà sempre necessaria. In molti casi una selezione costruita consapevolmente e un livello di regolazione continueranno a offrire maggiore precisione e ripetibilità. Per chi conosce meno Photoshop, invece, il comando testuale può diventare una porta d’ingresso verso operazioni che prima sembravano inaccessibili.</p><h2>AI Assisted Editor: dentro la versione stabile, ma ancora beta</h2><p>Photoshop 27.10 introduce anche l’AI Assisted Editor, un ambiente semplificato che permette di intervenire mediante istruzioni testuali e strumenti assistiti per riempimento, rimozione, ritaglio, espansione, ingrandimento e sostituzione dello sfondo.</p><p>Non è soltanto un nuovo pannello. È quasi una modalità alternativa al tradizionale Pro Editor.</p><p>Adobe lo propone principalmente a chi desidera ottenere un risultato senza conoscere in anticipo livelli, strumenti, selezioni e comandi. È possibile passare dall’ambiente assistito a quello professionale, ma esiste una limitazione da conoscere prima di sperimentare.</p><p>Quando si passa dal Pro Editor all’AI Assisted Editor, i documenti multilivello vengono appiattiti per garantirne la compatibilità. Tornando al Pro Editor, il risultato dell’elaborazione assistita viene aggiunto come nuovo livello.</p><p>È quindi prudente provare questa modalità su una copia del documento e non sul solo PSD di lavorazione. La presenza dell’AI Assisted Editor dentro Photoshop 27.10 non ne cambia lo stato: Adobe lo definisce ancora espressamente una funzione beta. <a rel="external nofollow" href="https://helpx.adobe.com/photoshop/desktop/generative-ai/use-ai-assisted-mode.html">La documentazione ufficiale ne descrive funzionamento e limitazioni</a>.</p><p>Questa distinzione è importante. Photoshop 27.10 è stabile, ma non tutto ciò che contiene deve essere considerato definitivo.</p><h2>Photoshop Beta 27.11: il laboratorio continua</h2><p>Photoshop Beta 27.11 rimane un’applicazione separata dalla versione ordinaria e può convivere con essa.</p><p>Nell’aggiornamento mostrato da Creative Cloud, Adobe evidenzia soprattutto il nuovo modello Firefly Fill &amp; Expand in beta, insieme a miglioramenti di prestazioni e stabilità. Il modello è destinato al Riempimento generativo e all’Espansione generativa, con l’obiettivo di produrre risultati più nitidi, realistici e coerenti con le istruzioni.</p><p>La beta è il luogo corretto nel quale valutare queste promesse, ma non quello nel quale affidare senza precauzioni un lavoro da consegnare.</p><p>Le funzioni possono cambiare, produrre risultati differenti dopo un aggiornamento oppure manifestare incompatibilità con driver, GPU e documenti complessi. La soluzione più ragionevole è mantenere installate entrambe le applicazioni: Photoshop stabile per la produzione, Photoshop Beta per capire in quale direzione si stia muovendo Adobe.</p><p>Oggi la distinzione è persino un po’ paradossale: esiste un Photoshop Beta separato, ma alcune funzioni sperimentali sono già presenti dentro il Photoshop stabile.</p><p>Bisogna quindi verificare l’etichetta della singola funzione, non limitarsi al nome dell’applicazione.</p><h2>Lightroom Classic 15.5.1: non confondiamo gli aggiornamenti</h2><p>Nella stessa schermata di Creative Cloud compare Lightroom Classic 15.5.1. È però un aggiornamento di manutenzione e non porta Glow dentro Lightroom.</p><p>Le novità funzionali erano arrivate con Lightroom Classic 15.5: nuovi controlli Feather ed Edge per affinare le maschere, regolazione dell’opacità delle aree esterne durante il ritaglio e Render to DNG, che produce un nuovo DNG con le elaborazioni già applicate.</p><p>Camera Raw e Lightroom condividono una parte importante del motore di sviluppo, ma non ricevono necessariamente ogni funzione nello stesso momento. Glow, al momento della pubblicazione, rimane disponibile in ACR e non in Lightroom Classic.</p><p>Un successivo allineamento appare plausibile, ma finché Adobe non lo annuncerà resterà soltanto un’ipotesi. <a rel="external nofollow" href="https://helpx.adobe.com/lightroom-classic/desktop/introduction-to-lightroom-classic/release-notes.html">Le note ufficiali di Lightroom Classic distinguono la versione 15.5 funzionale dai successivi aggiornamenti correttivi</a>.</p><h2>Un aggiornamento dedicato anche ai processori AMD</h2><p>Tra le novità meno pubblicizzate di Photoshop 27.10 compare una specifica ottimizzazione per i processori AMD Zen 4 e Zen 5.</p><p>Adobe dichiara prestazioni superiori nelle operazioni di calcolo più impegnative sui sistemi compatibili. Non significa che ogni comando diventerà improvvisamente più rapido, ma è una buona notizia per chi utilizza workstation e mini-PC recenti basati su Ryzen.</p><p>È anche una delle poche novità che non richiede di modificare il proprio metodo di lavoro: si aggiorna il programma e, almeno nelle operazioni ottimizzate, si dovrebbe beneficiare direttamente del miglioramento. La voce compare nelle <a rel="external nofollow" href="https://helpx.adobe.com/photoshop/desktop/whats-new/photoshop-on-desktop-release-notes.html">note ufficiali di Photoshop 27.10</a>.</p><h2>Un possibile flusso di lavoro per i nostri NEF</h2><p>Per chi lavora prevalentemente con file Nikon, il nuovo equilibrio fra ACR e Photoshop suggerisce un flusso piuttosto lineare.</p><p>In Camera Raw possiamo eseguire le operazioni che devono sfruttare direttamente il contenuto del NEF: profilo, bilanciamento del bianco, esposizione fondamentale, recupero delle alte luci, apertura delle ombre, riduzione del rumore, nitidezza iniziale e correzioni ottiche.</p><p>Le maschere permettono poi di intervenire selettivamente sui soggetti e sulle differenti parti della scena. Glow, quando serve, dovrebbe arrivare verso la fine dello sviluppo ed essere applicato preferibilmente attraverso una maschera.</p><p>Il file può quindi essere aperto in Photoshop come Oggetto avanzato. Qui trovano posto ritocco, montaggio, interventi locali complessi e gli eventuali elementi grafici.</p><p>Il nuovo livello Luce diventa lo strumento naturale per riequilibrare l’immagine dopo questi interventi, senza dover riaprire ogni volta il filtro Camera Raw. Le funzioni generative possono essere utilizzate quando esiste una reale necessità, possibilmente su livelli separati e senza confondere la correzione fotografica con la creazione di contenuto che nello scatto non esisteva.</p><h2>Camera Raw e Photoshop si stanno incontrando a metà strada</h2><p>Presi singolarmente, questi aggiornamenti potrebbero sembrare una raccolta di funzioni più o meno utili. Considerati insieme, raccontano invece una trasformazione più ampia.</p><p>Camera Raw non è più soltanto il luogo nel quale preparare un file prima di consegnarlo a Photoshop. Le maschere automatiche, la rimozione degli elementi di disturbo, l’espansione generativa, Trim e ora Glow gli permettono di completare una parte crescente della lavorazione.</p><p>Photoshop, nel frattempo, sta introducendo livelli di regolazione che parlano il linguaggio dei fotografi. Prima sono arrivati controlli dedicati a colore, vividezza, chiarezza, rimozione della foschia e grana. Ora abbiamo finalmente un livello Luce con Esposizione, Contrasto, Alte luci, Ombre, Bianchi e Neri.</p><p>I due programmi non stanno diventando identici e sarebbe sbagliato considerarli intercambiabili.</p><p>Camera Raw continua a interpretare i dati del sensore. Photoshop continua a lavorare sull’immagine sviluppata, sui livelli e sulla costruzione finale. Ma il passaggio dall’uno all’altro diventa meno traumatico e richiede sempre meno espedienti.</p><p>L’intelligenza artificiale occuperà inevitabilmente le presentazioni e i titoli. Per chi fotografa, tuttavia, le novità più mature potrebbero essere proprio quelle meno spettacolari: un Glow applicabile con misura e attraverso le maschere, e soprattutto un livello Luce che avremmo voluto dentro Photoshop già molti anni fa.</p><p>Non fanno la fotografia al nostro posto. Rendono più semplice conservarne il controllo.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">1532</guid><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:53:46 +0000</pubDate></item><item><title>7Artisans AF 10mm f/2.5 MAX: il primo fisheye full frame autofocus nativo per Nikon Z</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/7artisans-af-10mm-f25-max-il-primo-fisheye-full-frame-autofocus-nativo-per-nikon-z-r1529/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-1-768x768.webp.2c22dc638dfc7c63ef5f162d052d6cf3.webp" /></p>
<p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="129958" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-2-768x768.webp.04d30fa28e918fcc6942d8f6ce357fba.webp" alt="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-2-768x768.webp" title="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-2-768x768.webp" width="768" height="768" loading="lazy"></p><h2>Non lo compreremo e probabilmente non lo proveremo. Ma occupa da solo una casella che Nikon ha lasciato vuota.</h2><p>7Artisans ha presentato il nuovo AF 10mm f/2.5 MAX, fisheye autofocus per il formato full frame, disponibile con innesto Sony E, Leica L e Nikon Z. È un obiettivo molto particolare, destinato a un impiego specialistico e certamente estraneo alle esigenze della maggior parte dei fotografi. Non rientra nemmeno tra gli obiettivi che ci interessano personalmente: non prevediamo di acquistarlo e, salvo occasioni impreviste, nemmeno di provarlo.</p><p>Ne parliamo ugualmente perché, a nostra conoscenza, è il primo fisheye full frame autofocus progettato direttamente per l’innesto Nikon Z. E perché rappresenta un altro piccolo ma significativo esempio di come i costruttori indipendenti, soprattutto cinesi, stiano occupando progressivamente ogni spazio lasciato libero da Nikon.</p><p>Il 7Artisans AF 10mm f/2.5 MAX copre il formato 24×36 mm e offre un angolo di campo dichiarato di 185 gradi. Non è quindi un semplice ultragrandangolare molto spinto, ma un vero fisheye, con la caratteristica proiezione fortemente curvilinea e una visione dello spazio che non tenta di rispettare la geometria rettilinea. Le linee che non attraversano il centro dell’immagine si incurvano vistosamente, mentre i soggetti vicini vengono dilatati e quelli lontani sembrano precipitare verso il fondo dell’inquadratura.</p><p>È un linguaggio visivo molto riconoscibile e proprio per questo difficile da utilizzare con continuità. Il fisheye può produrre immagini spettacolari, ma l’effetto diventa rapidamente ripetitivo se non è sostenuto da una composizione consapevole. Non basta puntarlo verso una scena per ottenere una fotografia interessante: bisogna imparare a governare la curvatura, riempire il primo piano e usare la deformazione come elemento espressivo, non come semplice attrazione da luna park.</p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="129959" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-1-768x768.webp.43a7e7f60bed47a58d4f9f145dfafbf3.webp" alt="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-1-768x768.webp" title="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-1-768x768.webp" width="768" height="768" loading="lazy"></p><h3>Un oggetto più ambizioso del previsto</h3><p>Il nuovo 10mm appartiene alla serie MAX, con la quale 7Artisans sembra voler identificare i suoi obiettivi autofocus full frame più ambiziosi. La costruzione comprende 11 elementi in 8 gruppi, con due lenti ED e una asferica. Il diaframma è formato da nove lamelle e varia da f/2.5 a f/16. La distanza minima di messa a fuoco è di appena 15 centimetri, mentre il peso si aggira intorno ai 510 grammi. Il corpo è metallico e non è possibile montare filtri anteriori tradizionali, come è normale con una lente frontale tanto prominente.</p><p>La dotazione esterna è insolitamente completa: ghiera dei diaframmi con scatti, selettore AF/MF, ghiera di messa a fuoco e due pulsanti funzione. Uno dei due può essere personalizzato, mentre l’altro gestisce anche la transizione automatica tra due distanze di messa a fuoco, una funzione pensata soprattutto per il video. È presente inoltre una porta USB-C per gli aggiornamenti del firmware.</p><p>7Artisans dichiara la compatibilità con tutte le principali Nikon Z, comprese Z9, Z8, Z6 III, Zf, Z5 II e Zr, oltre ai modelli DX. Su questi ultimi l’effetto sarà naturalmente diverso, perché il ritaglio del sensore escluderà una parte consistente del campo coperto sul formato FX.</p><p>Il prezzo annunciato è di 449 dollari. Non pochissimo per un obiettivo cinese specialistico, ma nemmeno eccessivo considerando l’apertura f/2.5, la costruzione metallica, l’autofocus e l’assenza di reali concorrenti nativi.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129960" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/785602620_1455029450011561_4564762894051380303_n.thumb.jpg.ca99993c071abcca98872a51350b64a8.jpg" alt="785602620_1455029450011561_4564762894051380303_n.jpg" title="785602620_1455029450011561_4564762894051380303_n.jpg" width="819" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/785602620_1455029450011561_4564762894051380303_n.jpg.e7d67f9e6f059f3b9f4000496bd0d70d.jpg" loading="lazy"></p><h3>Serve davvero l’autofocus su un 10mm?</h3><p>La domanda è legittima. Con una focale tanto corta e diaframmi moderatamente chiusi, la profondità di campo è enorme. Per fotografare un ambiente, un paesaggio o la volta celeste, la messa a fuoco manuale non costituisce generalmente un problema. Molti fisheye vengono regolati una volta sulla distanza iperfocale e utilizzati senza più toccare la ghiera.</p><p>La situazione cambia avvicinandosi molto al soggetto. A 15 centimetri, soprattutto lavorando a f/2.5, il punto di messa a fuoco torna ad avere importanza. Lo stesso vale quando il fisheye viene impiegato negli sport dinamici, collocando la fotocamera vicinissima all’azione, oppure nelle riprese video, dove può essere utile seguire un soggetto che si sposta rapidamente dal primo piano verso lo sfondo.</p><p>Non prenderemmo comunque per oro colato le dichiarazioni del produttore sull’autofocus rapido e preciso, sul riconoscimento dei soggetti e sulle prestazioni nella fotografia d’azione. Sono affermazioni promozionali che andrebbero verificate sul campo, soprattutto con una focale che include nell’inquadratura praticamente tutto ciò che si trova davanti e, con 185 gradi, persino qualcosa che sta appena dietro al fotografo.</p><p>Anche la promessa di una capacità risolvente adatta a sensori da 60 megapixel resta tale finché non sarà confermata da prove indipendenti. Più interessante è invece la disponibilità di un profilo ufficiale di correzione, con il quale 7Artisans propone di trasformare digitalmente la proiezione fisheye in quella di un ultragrandangolare apparentemente rettilineo. La correzione comporterà necessariamente un forte stiramento dei bordi e una perdita di una parte del campo inquadrato, ma può offrire un secondo possibile impiego a un obiettivo altrimenti molto specializzato.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129961" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/788629833_2263335314462029_2159923089784223604_n.thumb.jpg.8ae27585bb4d1aedffaafac25cf8e7b2.jpg" alt="788629833_2263335314462029_2159923089784223604_n.jpg" title="788629833_2263335314462029_2159923089784223604_n.jpg" width="682" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/788629833_2263335314462029_2159923089784223604_n.jpg.ed958858407c2ff512c4859af1f191a3.jpg" loading="lazy"></p><h3>Gli altri fisheye utilizzabili sulle Nikon Z</h3><p>Nikon non ha mai presentato un fisheye Nikkor Z. Esistono diversi modelli nativi prodotti da 7Artisans, TTArtisan, AstrHori e Laowa, ma sono tutti a messa a fuoco manuale.</p><p>L’alternativa Nikon più completa resta l’AF-S Fisheye Nikkor 8-15mm f/3.5-4.5E ED per reflex, utilizzabile sulle mirrorless tramite FTZ e capace di conservare l’autofocus. È uno zoom particolarmente versatile perché sul formato FX passa dall’immagine circolare prodotta a 8mm alla copertura diagonale dell’intero fotogramma a 15mm. È però un obiettivo della generazione reflex, oggi non più centrale nel catalogo Nikon e utilizzabile sulle Z soltanto con l’adattatore.</p><p>Il precedente AF Fisheye Nikkor 16mm f/2.8D può essere montato tramite FTZ, ma perde l’autofocus perché utilizza il motore incorporato nelle reflex. Esistono poi altre soluzioni adattate, comprese ottiche Canon EF o Sony E mediante adattatori elettronici, ma si tratta di combinazioni più complesse e non equivalenti a un obiettivo progettato direttamente per la baionetta Nikon Z.</p><p>Per questo il primato del nuovo 7Artisans deve essere espresso correttamente. Non è il primo fisheye autofocus full frame della storia, come qualche titolo troppo frettoloso potrebbe lasciar credere. È però, a nostra conoscenza, il primo fisheye autofocus full frame nativo per Nikon Z.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129962" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/784616620_2870016030046435_5435245714108731736_n.thumb.jpg.620f25dd2d8a61ec6dee11f62677e6e8.jpg" alt="784616620_2870016030046435_5435245714108731736_n.jpg" title="784616620_2870016030046435_5435245714108731736_n.jpg" width="682" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/784616620_2870016030046435_5435245714108731736_n.jpg.39a8f576d21d289c7d3e6aa2924fed2b.jpg" loading="lazy"></p><h2>Un altro vuoto riempito da altri</h2><p>Non crediamo che Nikon dovrebbe necessariamente produrre ogni focale immaginabile. Un fisheye è un obiettivo di nicchia, con volumi di vendita probabilmente modesti, e comprendiamo perché non rappresenti una priorità per la casa giapponese.</p><p>Resta però il dato generale. A quasi otto anni dalla nascita del sistema Z, Nikon non offre un proprio fisheye nativo. Non lo offre Sigma, che pure produce uno straordinario 15mm f/1.4 autofocus per altri innesti. Non lo offre Tamron. Arriva invece 7Artisans, marchio che fino a pochi anni fa associavamo soprattutto a piccoli obiettivi manuali economici, e propone un 10mm f/2.5 autofocus, elettronico, aggiornabile e perfettamente integrato con le principali fotocamere Nikon.</p><p>Non sappiamo ancora quanto sia valido. Non possiamo consigliarlo e non fingiamo di essere personalmente tentati dall’acquisto. Ma la notizia merita di essere registrata: un altro spazio rimasto vuoto nel sistema Nikon Z è stato individuato e occupato da un produttore cinese.</p><p>Chi desiderava un fisheye full frame nativo e autofocus, da oggi ha finalmente una scelta. Non grazie a Nikon.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129963" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-fisheye-lens-design.thumb.webp.b17bb21dabf25e9390cee2c718fade49.webp" alt="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-fisheye-lens-design.webp" title="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-fisheye-lens-design.webp" width="1024" height="575" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-fisheye-lens-design.webp.084ba0a02b7ab69331478f052a6a0ec7.webp" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="129964" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-fisheye-lens-for-Nikon-Z-mount-24.webp.34bc8ac0509fb6b4112ba5389b7a4adb.webp" alt="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-fisheye-lens-for-Nikon-Z-mount-24.webp" title="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-fisheye-lens-for-Nikon-Z-mount-24.webp" width="700" height="700" loading="lazy"></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Caratteristica</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>7Artisans AF 10mm f/2.5 MAX</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Tipo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fisheye autofocus a focale fissa</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Formato</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Full frame 24×36 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Innesti disponibili</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nikon Z, Sony E, Leica L</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Focale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>10mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Angolo di campo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>185°</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Apertura massima</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/2.5</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Apertura minima</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/16</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Schema ottico</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>11 elementi in 8 gruppi</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Elementi speciali</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2 ED e 1 asferico</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diaframma</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>9 lamelle</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Messa a fuoco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Autofocus STM e manuale</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Distanza minima di messa a fuoco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>15 cm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Comandi</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ghiera diaframmi, selettore AF/MF, ghiera di messa a fuoco, 2 pulsanti funzione</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Funzioni video</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Transizione automatica A-B tra due distanze di messa a fuoco</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Aggiornamento firmware</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Porta USB-C</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Filtri anteriori</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Non supportati</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Costruzione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Barilotto metallico con guarnizione sulla baionetta</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Dimensioni</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Circa 76 × 94 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Peso</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Circa 504-510 grammi, secondo l’innesto</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Data di presentazione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>28 luglio 2026 in Cina; lancio internazionale il 26 agosto 2026</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Prezzo ufficiale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>449 dollari</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Prezzo europeo previsto</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Circa 499-500 euro, IVA compresa, ancora da confermare per l’Italia</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Disponibilità</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ordinabile dal 26 agosto presso il negozio online 7Artisans; distribuzione internazionale ed europea in avvio</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Innesto Nikon Z</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Compatibilità dichiarata con tutte le principali Nikon Z, FX e DX</p></td></tr></tbody></table></div>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129965" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-24-768x746.jpg.e140629ef23497575a25c4191af0bd93.jpg" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-24-768x746.jpg.e140629ef23497575a25c4191af0bd93.jpg" height="746" width="768" alt="7artisans-AF-10mm-f2.5-MAX-full-frame-lens-for-Nikon-Z-mount-24-768x746.jpg" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1529</guid><pubDate>Thu, 27 Aug 2026 06:33:00 +0000</pubDate></item><item><title>EISA Awards 2026-2027: pi&#xF9; che una classifica, la fotografia del mercato</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/eisa-awards-2026-2027-pi%C3%B9-che-una-classifica-la-fotografia-del-mercato-r1522/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage25ago202606_53_40.png.383267dd5a43713fdc959175ec6485c4.png" /></p>
<p>I premi EISA 2026-2027 sono stati annunciati il 24 agosto e, come accade ogni anno, nelle prossime settimane vedremo comparire i relativi bollini sulle pagine pubblicitarie, sulle confezioni e nei comunicati dei produttori. Prima di trasformare questi riconoscimenti in una graduatoria assoluta, conviene però capire come vengano assegnati e, soprattutto, che cosa raccontino nel loro insieme del mercato fotografico attuale.</p><p>EISA, acronimo di Expert Imaging and Sound Association, riunisce 51 testate specializzate appartenenti a 26 Paesi e opera in cinque grandi aree dell’elettronica di consumo. Le sue origini risalgono al 1982, quando cinque riviste europee di fotografia decisero di scegliere insieme la fotocamera dell’anno; da quella prima iniziativa è nata un’associazione internazionale che comprende oggi riviste, siti e altri media specializzati.</p><p>I prodotti non vengono iscritti direttamente dai produttori come avverrebbe in un concorso commerciale, ma sono proposti dalle testate aderenti dopo essere stati provati. Salvo le categorie dedicate specificamente al design o all’innovazione, ogni candidato deve essere stato esaminato da almeno cinque membri del relativo gruppo di esperti. Seguono una selezione, una discussione collegiale e il voto finale. La licenza che consente al vincitore di utilizzare commercialmente il logo EISA viene regolata soltanto dopo l’assegnazione e non determina quindi l’esito del premio, come precisano le <a rel="external nofollow" href="https://www.eisa-awards.org/faq-rules/">regole ufficiali dell’associazione</a>.</p><p>Si tratta dunque di riconoscimenti editoriali seri, fondati sull’esperienza di più testate, ma non per questo equivalenti a una graduatoria scientifica e immutabile. Le categorie possono cambiare ogni anno per seguire l’evoluzione tecnologica e i prodotti effettivamente disponibili. Una fotocamera premiata come miglior acquisto non ha necessariamente sconfitto quella professionale, così come l’obiettivo da viaggio non è stato confrontato direttamente con il teleobiettivo dell’anno. Ogni vincitore va letto nel perimetro della propria categoria, senza attribuire al bollino un significato più ampio di quello dichiarato.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p></p></div><h3>Il rischio del Manuale Cencelli</h3><p>Ventitré riconoscimenti, tredici categorie riservate agli obiettivi e una suddivisione che cambia ogni anno possono far nascere il sospetto che gli EISA Awards assomiglino sempre meno a una competizione e sempre più al celebre Manuale Cencelli, il metodo non scritto con cui nella Prima Repubblica italiana si distribuivano incarichi e ministeri tra partiti, correnti e rispettivi pesi. In questo caso non abbiamo quote politiche, naturalmente, ma una quantità di categorie sufficientemente elastica da consentire a quasi tutti i principali interlocutori dell’industria fotografica di tornare a casa con almeno un bollino da utilizzare nella pubblicità.</p><p>Non abbiamo elementi per sostenere che i premi vengano concordati o ripartiti preventivamente tra i marchi, e il regolamento EISA prevede prove effettuate da più testate, discussione e voto. Rimane però il fatto che non vengono pubblicati punteggi comparabili, misurazioni comuni, distacchi tra vincitore e concorrenti oppure una graduatoria completa che permetta di capire se un prodotto abbia prevalso nettamente o per una preferenza minima. Anche le categorie vengono adattate ogni anno ai prodotti disponibili, con il risultato che talvolta sembrano descrivere il mercato e altre volte sembrano costruite abbastanza precisamente attorno al vincitore.</p><p>Questo non toglie valore ai prodotti premiati, molti dei quali sono indiscutibilmente eccellenti, ma ridimensiona il significato del riconoscimento. Un EISA Award va considerato come una raccomandazione collegiale della stampa specializzata e come un potente strumento di comunicazione commerciale, non come la dimostrazione che quel prodotto sia il migliore in assoluto. Quando i premi diventano abbastanza numerosi da soddisfare quasi tutti, il bollino continua ad avere valore promozionale, mentre la sua capacità di stabilire una vera gerarchia diventa inevitabilmente più debole.</p></div><h2>Ventitré premi per la fotografia</h2><p>L’edizione 2026-2027 comprende <a rel="external nofollow" href="https://www.eisa-awards.org/expert-groups/photography/">23 riconoscimenti fotografici</a>, distribuiti tra sei fotocamere digitali, tredici obiettivi, uno smartphone, un software, un accessorio per la digitalizzazione della pellicola e una fotocamera analogica.</p><h3>Fotocamere</h3><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Categoria</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Prodotto premiato</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Camera of the Year</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sony Alpha 7 V</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Best Buy Camera</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fujifilm X-T30 III</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>APS-C Camera</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fujifilm X-E5</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Professional Camera</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sony Alpha 7R VI</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Photo/Video Camera</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nikon ZR</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Compact Camera</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Panasonic Lumix DC-L10</p></td></tr></tbody></table></div><h3>Obiettivi</h3><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Categoria</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Prodotto premiato</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Lens of the Year</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nikon Nikkor Z 24-70mm f/2.8 S II</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Wide Angle Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sigma 35mm F1.4 DG II Art</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Wide Angle Zoom Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Tamron 16-30mm F/2.8 Di III VXD G2</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Standard Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nikon Nikkor Z DX MC 35mm f/1.7</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Standard Zoom Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Tamron 35-100mm F/2.8 Di III VXD</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Telephoto Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sigma 200mm F2 DG OS Sports</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Telephoto Zoom Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nikon Nikkor Z 70-200mm f/2.8 VR S II</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Wildlife Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>OM System M.Zuiko Digital ED 50-200mm F2.8 IS PRO</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Travel Zoom Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sigma 20-200mm F3.5-6.3 DG Contemporary</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Macro Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sony FE 100mm F2.8 Macro GM OSS</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Portrait Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sigma 135mm F1.4 DG Art</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Photo/Video Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Canon RF 20-50mm F4L IS USM PZ</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Best Buy Lens</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Canon RF 45mm F1.2 STM</p></td></tr></tbody></table></div><h3>Altri prodotti fotografici</h3><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Categoria</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Prodotto premiato</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Photo &amp; Video Smartphone</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Oppo Find X9 Ultra</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Photo Software</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Excire Foto 2027</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Analog Accessory</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>VALOI easy35 v2</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Analog Camera</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Lomo MC-A 35 mm Film Camera</p></td></tr></tbody></table></div><p>Limitandoci a contare i riconoscimenti, Nikon e Sigma ne ottengono quattro ciascuna, Sony tre, mentre Canon, Fujifilm e Tamron ne conquistano due. Panasonic, OM System, Oppo, Excire, VALOI e Lomography completano l’elenco con un premio ciascuna. Questo conteggio è utile per osservare la presenza dei marchi, ma non può essere considerato una classifica di valore, perché il premio assegnato alla fotocamera dell’anno ha evidentemente un significato diverso da quello riservato a un obiettivo specialistico o a un accessorio analogico.</p><h2>Sony conquista le due fotocamere più importanti</h2><p>Sony ottiene i due riconoscimenti più prestigiosi tra quelli dedicati ai corpi macchina. La Alpha 7 V viene proclamata fotocamera dell’anno, mentre la Alpha 7R VI riceve il premio come migliore fotocamera professionale. Non è una vittoria quantitativamente schiacciante, perché Fujifilm ottiene a sua volta due premi, ma la posizione delle categorie assegna a Sony il ruolo di riferimento nella fascia generalista a pieno formato e in quella professionale ad alta risoluzione.</p><p>La Alpha 7 V rappresenta la fotocamera moderna destinata a svolgere quasi ogni compito, con un sensore parzialmente stacked da 33 megapixel, raffica senza oscuramento, autofocus evoluto e capacità video adeguate a un impiego ibrido. La Alpha 7R VI occupa invece il territorio della risoluzione e della produzione professionale, confermando una specializzazione che Sony coltiva da più generazioni.</p><p>Fujifilm presidia una zona differente del mercato. La X-T30 III viene premiata come miglior acquisto, mentre la X-E5 conquista la categoria APS-C. Sono due fotocamere compatte, riconoscibili e costruite attorno a un’esperienza d’uso ben caratterizzata, nelle quali il colore e l’immediatezza operativa hanno un peso almeno pari alle prestazioni numeriche. Fujifilm continua quindi a offrire una risposta coerente a chi non desidera necessariamente passare al pieno formato e cerca un sistema più piccolo senza rinunciare a una precisa identità fotografica.</p><p>La Panasonic Lumix DC-L10 viene scelta come migliore compatta, mentre Nikon entra tra i corpi macchina con la ZR, premiata nella categoria Photo/Video. L’assenza di Canon dalle sei categorie è vistosa, ma non può essere interpretata automaticamente come un giudizio negativo sull’intero sistema. I premi riguardano i prodotti disponibili nel periodo considerato e le categorie definite dalla giuria; indicano quindi quali apparecchi siano apparsi più rappresentativi in quel preciso momento, non quali marchi sappiano o non sappiano più costruire fotocamere.</p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="129832" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Eisa-2026-2027-Nikon-ZR_1080x1350-819x1024.jpg.b074a771220f0b6488c49742ecec67bc.jpg" alt="Eisa-2026-2027-Nikon-ZR_1080x1350-819x1024.jpg" title="" width="819" height="1024" style="--i-media-width: 248px;" loading="lazy"> <img class="ipsImage ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="129833" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Eisa-2026-2027-NIKKOR-Z-24-70mm-f2.8-S-II_1080x1350-819x1024.jpg.cbe41813249bcf509f54ba69d252e0a1.jpg" alt="Eisa-2026-2027-NIKKOR-Z-24-70mm-f2.8-S-II_1080x1350-819x1024.jpg" title="" width="819" height="1024" style="--i-media-width: 248px;" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="129834" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Eisa-2026-2027-NIKKOR-Z-70-200mm-f2.8-VR-S-II_1080x1350.thumb.jpg.4bb548ed6cffd81fa2493ff3dfacefb1.jpg" alt="Eisa-2026-2027-NIKKOR-Z-70-200mm-f2.8-VR-S-II_1080x1350.jpg" title="" width="819" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Eisa-2026-2027-NIKKOR-Z-70-200mm-f2.8-VR-S-II_1080x1350.jpg.065ed3d1e3a2c7f5e08f78cde54e95ff.jpg" style="--i-media-width: 247px;" loading="lazy"> <img class="ipsImage ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="129835" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Eisa-2026-2027-NIKKOR-Z-DX-MC-35mm-f1.7_1080x1350-819x1024.jpg.40a947edea96c97a4724d23f11dd2143.jpg" alt="Eisa-2026-2027-NIKKOR-Z-DX-MC-35mm-f1.7_1080x1350-819x1024.jpg" title="" width="819" height="1024" style="--i-media-width: 246px;" loading="lazy"></p><h2>Nikon viene premiata soprattutto per gli obiettivi</h2><p>Nikon ottiene quattro riconoscimenti, lo stesso numero di Sigma, ma tre di questi riguardano gli obiettivi. Il Nikkor Z 24-70mm f/2.8 S II non vince soltanto nella propria fascia, perché viene proclamato obiettivo dell’anno. Il Nikkor Z 70-200mm f/2.8 VR S II è scelto come migliore zoom tele, mentre il piccolo Nikkor Z DX MC 35mm f/1.7 riceve il premio destinato all’obiettivo standard.</p><p>Il rinnovamento dei due zoom professionali f/2.8 conferma la volontà di Nikon di migliorare anche prodotti che, nella prima generazione, erano già considerati eccellenti. La riduzione del peso, la maggiore rapidità di messa a fuoco, il miglior comportamento alle brevi distanze, la respirazione contenuta e l’attenzione all’impiego video mostrano come oggi un obiettivo professionale non possa essere valutato esclusivamente per la nitidezza al centro del fotogramma. Ergonomia, bilanciamento, autofocus e continuità tra fotografia e ripresa video sono diventati parte integrante del progetto.</p><p>Il premio assegnato al 35mm macro DX ha un significato differente ma non secondario. Non appartiene alla costosa Serie S, non cerca di stabilire record di luminosità e non è rivolto esclusivamente al professionista. Offre invece una focale normale sul formato DX, una distanza di messa a fuoco utile e dimensioni compatibili con le fotocamere più piccole del sistema. È uno di quei prodotti semplici e intelligenti che Nikon dovrebbe proporre con maggiore continuità.</p><p>L’unico corpo Nikon premiato è la ZR, che su Nikonland abbiamo già utilizzato sul campo e che EISA colloca correttamente nella categoria ibrida. Non è la nuova regina della fotografia pura e non è stata progettata per sostituire Z8 o Z9, ma allarga il sistema verso un pubblico interessato alla produzione congiunta di immagini fisse e video. Il riconoscimento conferma la qualità del progetto, ma mostra anche quale sia stata la direzione principale seguita da Nikon nel periodo preso in considerazione.</p><p>Il risultato complessivo è quindi positivo, soprattutto perché comprende l’obiettivo dell’anno, ma lascia aperta una domanda che abbiamo già posto in altre occasioni: quale nuova fotocamera Nikon esclusivamente o prevalentemente fotografica avrebbe potuto contendere a Sony il premio principale? L’elenco EISA non può premiare un prodotto che ancora non esiste.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p></p></div><h3>Il mio personale palmarès</h3><p>Tra i prodotti premiati quest’anno ce ne sono cinque che ho acquistato personalmente: <strong><em><span data-i-color="blue">Nikon ZR, Nikkor Z 70-200mm f/2.8 VR S II, Tamron 16-30mm f/2.8 G2 e, soprattutto, i due Sigma 200mm f/2 Sports e 135mm f/1.4 Art. Nessuno è entrato nel mio corredo perché possedesse un bollino EISA</span></em></strong>, che al momento della scelta non era ancora stato assegnato, ma perché rispondeva a un’esigenza concreta oppure proponeva qualche cosa che desideravo utilizzare nelle mie fotografie.</p><p>Questa coincidenza dimostra che criticare il numero dei premi, l’elasticità delle categorie e il loro crescente valore commerciale non significa negare la qualità dei prodotti vincitori. Posso considerare gli EISA Awards sempre più simili a una distribuzione concordata di riconoscimenti e, nello stesso tempo, condividere pienamente alcune scelte della giuria sulla base della mia esperienza diretta.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">I due Sigma sono il caso più significativo. Un 200mm f/2 e un 135mm f/1.4 non sono aggiornamenti prudenti di prodotti già presenti in ogni catalogo, ma obiettivi impegnativi, costosi e fuori dall’ordinario, nati dalla convinzione che esistano ancora fotografi disposti a scegliere uno strumento per ciò che permette di fare</span></em></strong> e non soltanto per quanto sia leggero o facilmente rivendibile. Il fatto che li abbia acquistati entrambi, pur utilizzando Nikon dal 1983, testimonia quanto oggi una parte dell’innovazione ottica più coraggiosa arrivi dai produttori indipendenti e quanto il sistema Nikon Z avrebbe da guadagnare da una disponibilità nativa più ampia di queste proposte.</p><p>EISA assegna i propri premi attraverso una giuria; io assegno i miei acquistando ciò che voglio realmente usare. Quando le due valutazioni coincidono ne prendo atto volentieri, ma l’unico riconoscimento che per me conta davvero rimane lo spazio che un prodotto riesce a conquistarsi nella mia borsa e, soprattutto, nelle fotografie che mi fa venire voglia di scattare.</p></div><h2>Sigma è il produttore otticamente più intraprendente</h2><p>I quattro premi Sigma sono distribuiti tra prodotti molto diversi. Il 35mm f/1.4 DG II Art rinnova una delle focali fondamentali della linea, il 200mm f/2 DG OS Sports riporta sul mercato un teleobiettivo luminosissimo destinato allo sport, allo spettacolo e al ritratto, il 20-200mm Contemporary estende in modo sorprendente il concetto di zoom da viaggio, mentre il 135mm f/1.4 DG Art spinge ancora più avanti luminosità, separazione dei piani e resa nel ritratto.</p><p>Non siamo davanti a quattro variazioni dello stesso progetto, ma a quattro risposte rivolte a fotografi con esigenze quasi opposte. Sigma investe contemporaneamente nell’obiettivo specialistico senza compromessi e nello zoom destinato a chi vuole viaggiare con una sola ottica, dimostrando una vitalità progettuale che oggi non può più essere considerata semplicemente alternativa a quella dei produttori di fotocamere.</p><p>Per chi utilizza Nikon Z rimane però un limite evidente. Il successo di Sigma non si traduce automaticamente nella disponibilità nativa di tutti questi obiettivi con la nostra baionetta. Gli adattatori permettono di utilizzare con buoni risultati diverse versioni destinate ad altri sistemi, ma non sostituiscono una presenza completa e ufficiale. L’elenco EISA finisce così per ricordarci non soltanto quanto Sigma stia producendo, ma anche quanto il sistema Nikon Z potrebbe guadagnare da una maggiore apertura verso gli obiettivi full frame di terze parti.</p><p>Tamron ottiene due riconoscimenti con il 16-30mm f/2.8 G2 e con l’insolito 35-100mm f/2.8, mentre Canon viene premiata per il 20-50mm f/4 professionale motorizzato e per il più accessibile 45mm f/1.2 STM. OM System mantiene il proprio territorio d’elezione con il 50-200mm f/2.8 destinato alla fotografia naturalistica, mentre Sony aggiunge ai due premi per le fotocamere quello assegnato al nuovo 100mm macro.</p><h2>Tredici obiettivi e sei fotocamere</h2><p>La sproporzione tra il numero di premi dedicati agli obiettivi e quelli riservati alle fotocamere è probabilmente il dato più interessante dell’intera edizione. Le fotocamere digitali hanno raggiunto un livello di maturità molto elevato e gran parte delle funzioni un tempo riservate ai modelli superiori è ormai presente, con differenti gradi di efficacia, su quasi tutti i sistemi recenti. Stabilizzazione, riconoscimento dei soggetti, raffiche rapide, autofocus esteso al fotogramma e capacità video avanzate non costituiscono più eccezioni.</p><p>Gli obiettivi continuano invece a definire in modo molto concreto la personalità e le possibilità operative di un sistema. La scelta EISA comprende focali estreme, aperture eccezionali, zoom con escursioni inedite, progetti professionali alleggeriti e ottiche economiche capaci di offrire funzioni specialistiche. È in questo settore che i costruttori sembrano avere ancora maggiore libertà nel proporre qualche cosa di realmente differente.</p><p>Un corpo macchina viene sostituito dopo alcuni anni e spesso il modello successivo migliora soprattutto velocità, elaborazione e autofocus. Un buon obiettivo può invece restare nel corredo per decenni e modificare immediatamente il modo di fotografare. I tredici premi assegnati alle ottiche riflettono questa centralità, che non è soltanto commerciale ma riguarda direttamente la costruzione dell’immagine.</p><h2>La fotografia non finisce più nella fotocamera</h2><p>La presenza di uno smartphone, di un software e di due prodotti analogici completa la fotografia del mercato. Oppo Find X9 Ultra viene premiato per le capacità fotografiche e video, confermando che lo smartphone non ha sostituito la fotocamera specialistica ma occupa ormai stabilmente una parte dello stesso ecosistema dell’immagine.</p><p>Excire Foto 2027 riceve il premio dedicato al software e rappresenta un problema che conosciamo bene: non basta produrre migliaia di fotografie, perché bisogna essere in grado di classificarle, cercarle e ritrovarle. L’analisi automatizzata delle immagini e gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale diventano particolarmente utili quando l’archivio cresce oltre quanto possa essere gestito manualmente.</p><p>VALOI easy35 v2 e Lomo MC-A dimostrano invece che la pellicola ha trovato una propria dimensione stabile. Non è tornata a sostituire il digitale e probabilmente non lo farà mai, ma continua a interessare abbastanza fotografi da giustificare nuove fotocamere e strumenti più semplici per digitalizzare i negativi. La sua presenza tra i premi EISA non certifica una rivoluzione analogica, ma riconosce l’esistenza di una nicchia culturalmente viva.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p></p></div><h3>Ma i produttori cinesi dove sono?</h3><p>Tra i 23 prodotti premiati compare un solo marchio cinese, Oppo, e soltanto nella categoria dedicata agli smartphone. Non troviamo invece alcun produttore cinese tra le fotocamere e soprattutto tra i tredici obiettivi, nonostante aziende come Viltrox, Venus Optics-Laowa, Sirui, TTArtisan e 7Artisans abbiano ormai superato da tempo la fase delle semplici alternative economiche. Producono autofocus evoluti, ottiche estremamente luminose, macro originali, obiettivi cinematografici e accessori che spesso anticipano esigenze trascurate dai marchi tradizionali; aggiungendo Godox nell’illuminazione, diventa difficile sostenere che l’industria fotografica cinese occupi ancora una posizione marginale.</p><p>L’assenza può essere spiegata almeno in parte dal meccanismo stesso degli EISA Awards. Per essere candidato, un prodotto deve essere provato da almeno cinque testate aderenti e deve generalmente disporre di una distribuzione sufficientemente ampia in almeno dieci mercati. I produttori giapponesi ed europei possiedono filiali, importatori consolidati, uffici stampa e programmi organizzati per fornire campioni alle riviste, mentre molte aziende cinesi vendono prevalentemente online, presentano nuovi modelli a ritmo molto rapido e non garantiscono ovunque la stessa rete commerciale e assistenziale.</p><p>Questo non dimostra l’esistenza di una deliberata esclusione, ma indica che EISA finisce inevitabilmente per premiare soprattutto l’innovazione che riesce a entrare nel circuito tradizionale della stampa specializzata. Non sarebbe corretto assegnare riconoscimenti per nazionalità o per riequilibrare geograficamente l’elenco; tuttavia, una selezione comprendente tredici obiettivi senza nemmeno un prodotto cinese restituisce soltanto una parte del mercato reale del 2026. I costruttori cinesi non sono assenti dalla fotografia contemporanea: sono assenti dalla fotografia che questi premi riescono ancora a rappresentare.</p></div><p></p><h2>Come leggere un premio EISA</h2><p>Il bollino EISA può essere utile per individuare un prodotto meritevole all’interno di una determinata categoria, specialmente quando nasce dal confronto tra più testate che lo hanno effettivamente utilizzato. Non sostituisce però la valutazione personale, perché nessuna giuria può conoscere le nostre esigenze, il corredo che già possediamo, il modo in cui fotografiamo e quanto siamo disposti a spendere.</p><p>Allo stesso modo, l’assenza di un prodotto dall’elenco non lo rende improvvisamente mediocre. Leica, Pentax e i sistemi medio formato non compaiono tra i vincitori di quest’anno, mentre Canon non ottiene premi per i corpi macchina. Sarebbe improprio ricavarne una graduatoria generale dei marchi, perché le categorie e il calendario dei nuovi prodotti influenzano inevitabilmente la selezione.</p><p>I premi EISA 2026-2027 risultano più interessanti quando vengono considerati nel loro complesso. Sony conquista i riconoscimenti più prestigiosi tra le fotocamere, Fujifilm consolida la propria posizione nel formato APS-C, Nikon conferma la tradizione ottica e ottiene un premio significativo per la ZR, mentre Sigma appare come il produttore più disposto a esplorare contemporaneamente nicchie professionali e prodotti di largo impiego. La presenza di software, smartphone e pellicola ricorda infine quanto la fotografia contemporanea sia diventata più ampia dello strumento utilizzato per scattare.</p><p>Ventitré premi sono troppi per stabilire un unico vincitore assoluto, ma sono sufficienti per descrivere con una certa precisione il mercato fotografico del 2026. Ed è probabilmente questo, più del singolo bollino applicato su una confezione, il loro significato più utile.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">1522</guid><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 04:56:20 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon Z70: Apple conferma ci&#xF2; che aspettavamo?</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-z70-apple-conferma-ci%C3%B2-che-aspettavamo-r1496/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage11ago202607_01_24.png.05b0b93890f26e3c093ffdf49f566005.png" /></p>
<p>Per alcune ore, nelle pagine Apple dedicate ai prodotti autorizzati per ProRes e ProRes RAW è comparso un nome fino a ieri inesistente: <strong>Nikon Z70</strong>. La sigla non è apparsa soltanto sul sito americano, ma anche nelle versioni locali di altri Paesi, fra cui Regno Unito e Australia, per poi essere rapidamente rimossa ovunque.</p><p>Non possiamo considerare questa apparizione un annuncio ufficiale, ma nemmeno liquidarla come un semplice errore tipografico. Le pagine nazionali Apple attingono con ogni probabilità a una base dati comune: qualcuno ha quindi inserito “Nikon Z70” nell’elenco centrale dei prodotti sottoposti alla procedura di autorizzazione ProRes. Potrebbe non essere ancora il nome commerciale definitivo, ma difficilmente Apple avrebbe inventato dal nulla una fotocamera Nikon inesistente.</p><p>La notizia dà consistenza alle ipotesi che formuliamo da mesi. Nell’aprile scorso Nikon ha registrato presso gli organismi di certificazione asiatici due nuovi codici macchina, <strong>N2324 e N2527</strong>, senza che a quelle registrazioni sia ancora seguito l’annuncio dei prodotti corrispondenti. Sapevamo quindi che almeno due nuove fotocamere si trovavano in una fase sufficientemente avanzata da richiedere le autorizzazioni per le comunicazioni wireless; mancavano i nomi e, soprattutto, indicazioni sulla loro collocazione nella gamma.</p><p>La sigla Z70 offre ora una prima risposta. Nikon utilizza numeri a una cifra per le mirrorless full frame e a due cifre per le DX. Una Z70 dovrebbe quindi collocarsi sopra la Z50 II e rappresentare finalmente quella Nikon APS-C di fascia superiore che Nikonland chiede da anni. Non necessariamente una semplice “D500 senza specchio”, ma una macchina moderna, veloce e con ambizioni video importanti, come suggerisce proprio la presenza nell’elenco ProRes.</p><p>La gamma Nikon Z DX è sempre rimasta sproporzionata rispetto al resto del sistema. Z30, Z50 II e Zfc sono variazioni rivolte alla fascia d’ingresso, costruite intorno a una piattaforma sostanzialmente comune; manca un corpo capace di confrontarsi con le migliori proposte APS-C di Canon, Fujifilm e Sony. Manca soprattutto una macchina che dimostri come il formato DX possa essere per Nikon una scelta prestazionale e non soltanto economica.</p><p>La possibile Z70 potrebbe colmare finalmente quel vuoto, forse incorporando parte dell’esperienza maturata con RED e proponendosi come una sorta di ZR in formato Super 35/DX. Non conosciamo sensore, prestazioni, forma del corpo né data di presentazione, e sarebbe prematuro costruire una scheda tecnica immaginaria. Sappiamo però che il nome è entrato nel sistema Apple e che Nikon ha due fotocamere non ancora annunciate già registrate in Asia.</p><p>Dopo un 2026 quasi privo di novità Nikon, questa comparsa non ci dice ancora quando vedremo la Z70. Ci dice però che l’attesa per una nuova generazione di fotocamere, e in particolare per una DX finalmente all’altezza del sistema Z, non era fondata soltanto sui nostri desideri. Qualcosa esiste, è abbastanza avanzato da essere conosciuto da Apple e, con ogni probabilità, avrebbe già dovuto essere molto più vicino al mercato.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129205" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage11ago202607_01_24.thumb.png.72fab4558b70f1a0f281fddb92e7477a.png" alt="ChatGPT Image 11 ago 2026, 07_01_24.png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage11ago202607_01_24.png.ba3b877e15322930cf4303328ee9a9c3.png" loading="lazy"></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><span data-ips-font-size="200">Quello che pensiamo noi</span></p></div><p>Noi crediamo che la Nikon Z70 esista e che la sua presentazione, o almeno la comunicazione ufficiale del suo sviluppo, fosse prevista proprio in questi giorni. <strong><em>Non sappiamo perché la voce sia comparsa nei database Apple il 10 agosto, ma la data coincide singolarmente con le indiscrezioni che indicavano fra agosto e settembre l’arrivo di una nuova Nikon DX professionale.</em></strong></p><p>I rumor descrivono una macchina con sensore DX fully stacked da 45 megapixel, prestazioni derivate da Z8 e Z9 e un corpo più compatto: una sorta di ammiraglia in formato ridotto, capace anche di registrare in ProRes. Sono caratteristiche ancora da confermare, ma perfettamente coerenti con la collocazione suggerita dal nome Z70 e con la pagina tecnica nella quale Apple l’ha inserita.</p><p>È possibile che Nikon abbia deciso all’ultimo momento di rinviarne la produzione. La crisi delle memorie descritta nel nostro articolo <a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/ma-perch%C3%A9-non-lo-dicono-al-telegiornale-r1495/"><strong><em><span data-i-color="blue">Ma perché non lo dicono al telegiornale?</span></em></strong></a> rende oggi difficile stabilire costi industriali e forniture con sufficiente anticipo. Una macchina così veloce richiede molta memoria, un buffer importante e componenti sofisticati; produrla alle quotazioni attuali potrebbe obbligare Nikon a fissare un prezzo troppo vicino a quello della Z8, rendendola poco attraente proprio per il pubblico al quale sarebbe destinata.</p><p>La nostra ipotesi è quindi che il programma Nikon sia stato sospeso o riprogrammato, mentre Apple, per una ragione che non conosciamo, non abbia fermato in tempo l’aggiornamento già predisposto della propria banca dati ProRes. La Z70 sarebbe così apparsa nel giorno previsto dal vecchio calendario, rivelando non soltanto l’esistenza della fotocamera, ma forse anche un annuncio cancellato all’ultimo momento.</p><p>Non possiamo dimostrarlo. Ma, allo stato attuale, ci sembra una spiegazione molto più coerente di un nome inventato per errore e comparso contemporaneamente in tutte le versioni internazionali del sito Apple.</p></div>]]></description><guid isPermaLink="false">1496</guid><pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:03:36 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon difende ci&#xF2; che aveva contestato: il paradosso del brevetto RED</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-difende-ci%C3%B2-che-aveva-contestato-il-paradosso-del-brevetto-red-r1492/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage8ago202607_09_14.png.a5bf115a30fac62a2b58cba124954720.png" /></p>
<p>Il 30 giugno 2026 l’Intellectual Property High Court di Tokyo<strong><em> ha respinto il ricorso presentato da Nikon</em></strong> e ha confermato la decisione con cui il Japan Patent Office aveva accolto l’azione di Panasonic contro alcune rivendicazioni di un importante brevetto RED sulla registrazione video RAW compressa internamente alla fotocamera. La notizia è emersa sulla stampa specializzata soltanto negli ultimi giorni.</p><p>Il brevetto giapponese è il n. <strong>5231529</strong>, intitolato semplicemente <em>Video camera</em>. Deriva dalla domanda internazionale presentata da RED nell’aprile 2008, con priorità rivendicata dall’aprile 2007, e indica come inventori James Jannard e Graeme Nattress. Copre, in sostanza, un procedimento che interviene sui dati Bayer prima della demosaicizzazione, modificando le informazioni del rosso e del blu in relazione a quelle del verde, comprimendo poi il RAW con perdite matematiche ma in modo sostanzialmente invisibile nell’immagine ricostruita.</p><p>Panasonic ha sostenuto che le rivendicazioni contestate non contenessero un autentico passo inventivo, perché risultavano dalla combinazione di tecnologie già note. Il Japan Patent Office le ha dato ragione e la Corte specializzata ha confermato quella valutazione: <strong>mancanza di attività inventiva</strong>, non necessariamente assenza assoluta di novità.</p><p><strong><em><span data-i-color="red">C’è poi il risvolto quasi comico per Nikon. Nel 2022 RED aveva citato Nikon negli Stati Uniti per l’introduzione di N-RAW e ProRes RAW interno sulla Z9. Nikon aveva risposto contestando proprio la validità dei brevetti RED. La causa si chiuse senza una decisione nel 2023; nel 2024 Nikon acquistò RED</span></em></strong> e, insieme all’azienda, anche il suo portafoglio brevettuale. Così, davanti alla giustizia giapponese, <strong><span data-i-color="blue">Nikon si è trovata a difendere il brevetto che pochi anni prima aveva cercato di demolire. </span></strong></p><p>Le precisazioni importanti sono queste:</p><ul><li><p>l’invalidazione riguarda <strong>il brevetto giapponese</strong>, non automaticamente gli equivalenti statunitensi o quelli validi in altri Paesi;</p></li><li><p>riguarda determinate rivendicazioni del brevetto, non l’intero patrimonio tecnologico e brevettuale di RED;</p></li><li><p>non significa che chiunque possa utilizzare liberamente REDCODE RAW in tutto il mondo;</p></li><li><p>il brevetto in questione sarebbe comunque arrivato alla sua scadenza naturale nell’aprile 2028;</p></li><li><p>in Giappone l’invalidazione produce effetti retroattivi: giuridicamente le rivendicazioni annullate vengono considerate come se non fossero mai esistite.</p></li></ul><p>Panasonic, peraltro, registra già internamente ProRes RAW su GH7, S1RII e S1II. Quindi non sembra tanto una battaglia combattuta per ottenere una funzione che non possedeva, quanto per eliminare un pedaggio brevettuale — presente o potenziale — sul proprio mercato domestico.</p><p>La mia lettura è che l’effetto economico immediato per Nikon sarà probabilmente limitato, anche perché restavano meno di due anni di vita al brevetto. <strong>L’effetto politico e simbolico è invece pesante</strong>: Panasonic è riuscita, almeno in Giappone, dove Apple e Sony non erano riuscite negli Stati Uniti, a incrinare il celebre recinto brevettuale costruito da RED intorno al RAW compresso interno. E Nikon subisce la sconfitta proprio adesso che ha incorporato RED e intende fare della cinematografia uno degli assi della propria strategia.</p><p>In breve: non è crollato “il brevetto mondiale sul RAW compresso”, ma Panasonic ha effettivamente fatto invalidare in Giappone una delle sue declinazioni più importanti.<strong><em> Ed è una notizia che, per Nikon, arriva con un’ironia davvero difficile da inventare.</em></strong></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><strong><em><span data-ips-font-size="200">Due brevetti, due Paesi, una medesima lezione</span></em></strong></p></div><p>Nel giro di poche settimane Nikon si è trovata coinvolta in due vicende brevettuali diverse, ma accomunate da un esito sorprendentemente simile. In Giappone Panasonic ha ottenuto l’invalidazione di alcune rivendicazioni del brevetto RED n. 5231529 relativo alla compressione interna dei dati RAW; in Cina Viltrox ha fatto dichiarare interamente invalido il brevetto Nikon n. 202010127062.4, riguardante alcuni elementi geometrici dell’innesto Z, la disposizione delle baionette e dei contatti elettrici. In entrambi i casi le autorità competenti hanno ritenuto che le soluzioni protette non presentassero un’attività inventiva sufficiente rispetto alle tecnologie già conosciute.</p><p>Le due decisioni non sono però perfettamente sovrapponibili. Il brevetto RED è stato acquisito da Nikon insieme all’intera società americana ed è stato invalidato soltanto parzialmente in Giappone, con una decisione del Japan Patent Office successivamente confermata dall’Alta Corte per la proprietà intellettuale di Tokyo. Quello contestato da Viltrox, invece, è un brevetto sviluppato e depositato direttamente da Nikon: il 13 luglio 2026 la CNIPA, l’amministrazione cinese per la proprietà intellettuale, ne ha annullato tutte le rivendicazioni. Nikon dispone comunque di tre mesi per impugnare la decisione davanti alla Corte per la proprietà intellettuale di Pechino, quindi anche questa partita non può ancora considerarsi definitivamente chiusa.</p><p>Né Panasonic ha liberato il RAW compresso in tutto il mondo, né Viltrox ha conquistato il diritto universale di utilizzare liberamente ogni tecnologia del sistema Z. Le decisioni hanno efficacia territoriale, riguardano brevetti specifici e non cancellano il resto dei rispettivi portafogli industriali. Ma il parallelismo resta significativo: in Giappone Nikon non è riuscita a difendere un brevetto comprato da RED; in Cina non è riuscita, almeno per ora, a difendere un brevetto nato in casa propria.</p><p>La conclusione non è che Nikon non sappia più inventare né che i suoi concorrenti abbiano improvvisamente ragione su tutto. È piuttosto che un brevetto, per quanto strategico e gelosamente custodito, non diventa inattaccabile per il solo fatto di appartenere a un grande costruttore. Quando viene utilizzato per delimitare un mercato, imporre una licenza o sostenere una richiesta di risarcimento, prima o poi qualcuno può chiedere all’autorità competente se dietro quel recinto esista davvero un’invenzione. Panasonic e Viltrox lo hanno fatto, in due Paesi diversi, e per due volte Nikon si è sentita rispondere: <strong>non abbastanza</strong></p><p><strong>Qualora Nikon presenti ricorso, le probabilità che riesca a ribaltare la decisione mi sembrano piuttosto modeste</strong>, visto anche l'esito del ricorso contro Panasonic presentato in un tribunale amico giapponese.</p></div><p></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1492</guid><pubDate>Sat, 08 Aug 2026 05:13:45 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon dati finanziari primo trimestre 2026-2027 (e previsioni di breve periodo)</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-dati-finanziari-primo-trimestre-2026-2027-e-previsioni-di-breve-periodo-r1487/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage7ago202606_50_44.png.a1a4ee6aa1277668415149dccf5c658d.png" /></p>
<p><strong><em><span data-ips-font-size="200"><span data-i-color="blue">C</span></span><span data-i-color="blue">ome di consueto, ad inizio agosto sono stati pubblicati da Nikon i dati trimestrali dell'esercizio corrente, iniziato il 1° aprile 2026 e che terminerà il 31 marzo 2027.</span></em></strong></p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Li riepiloghiamo per i curiosi, stando particolarmente attenti alle tendenze per il prossimo futuro.</span></em></strong></p><hr><p></p><h1>Nikon cresce, ma non con le fotocamere</h1><h2>Il primo trimestre dell’esercizio 2027 conferma la tenuta finanziaria del gruppo, mentre il rallentamento cinese costringe a ridimensionare le attese sull’Imaging. Il ritorno all’utile resta possibile, ma dipenderà da una seconda metà dell’anno decisamente più forte della prima.</h2><p>Il primo trimestre dell’esercizio Nikon che si chiuderà il 31 marzo 2027 racconta una società ancora in transizione. I ricavi consolidati sono saliti del 3,8%, da 158,1 a 164,1 miliardi di yen, ma il gruppo è rimasto appena sotto il pareggio operativo, con una perdita di 0,9 miliardi, solo marginalmente migliore rispetto agli 1,1 miliardi del corrispondente periodo precedente. L’utile netto di 1,2 miliardi non modifica sostanzialmente il quadro: deriva anche dal contributo della gestione finanziaria e delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, mentre il confronto con i 9,4 miliardi dell’anno precedente è falsato da un beneficio fiscale straordinario di 9,3 miliardi.</p><p>Non è dunque un trimestre brillante, ma nemmeno uno che metta in discussione la solidità di Nikon. Il dato più importante si trova altrove: nella diversa velocità con cui si stanno muovendo le sue attività. Healthcare e Industry crescono, Digital Manufacturing riduce le perdite, Precision Equipment aumenta il fatturato ma paga una svalutazione delle scorte, mentre Imaging — ancora una delle fonti più affidabili di profitto operativo — arretra sensibilmente.</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 80px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Primo trimestre</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>2026/3</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>2027/3</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Variazione</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ricavi consolidati</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥158,1 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥164,1 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>+3,8%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Risultato operativo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–¥1,1 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–¥0,9 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>+¥0,2 mld</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Utile netto</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥9,4 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥1,2 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–86,4%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Free cash flow</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–¥9,3 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥4,5 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>+¥13,8 mld</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ricavi Imaging</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥80,0 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥72,9 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–8,8%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Utile operativo Imaging</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥11,1 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥8,1 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–27,5%</p></td></tr></tbody></table></div><p>La divisione fotografica ha venduto nel trimestre 210.000 fotocamere a obiettivo intercambiabile, contro le 270.000 dell’anno precedente, e 310.000 obiettivi, contro 370.000. La caduta dei volumi è quindi molto più accentuata di quella del fatturato: le fotocamere diminuiscono del 22,2%, gli obiettivi del 16,2%, mentre i ricavi cedono l’8,8%. Nikon continua evidentemente a beneficiare di un prezzo medio elevato, di una gamma concentrata sulle fasce superiori e di un cambio favorevole, ma la redditività non può restare immune quando le unità vendute scendono così rapidamente. Il margine operativo dell’Imaging passa infatti dal 14 all’11,1%.</p><p>La società indica come principale responsabile la contrazione della domanda in Cina. È un’osservazione coerente con un’economia che continua a mostrare due volti: esportazioni e manifattura tecnologica relativamente forti, consumi interni e investimenti assai più deboli. Il Fondo monetario internazionale prevede per la Cina una crescita del 4,6% nel 2026, condizionata dall’incertezza internazionale e da problemi strutturali che non si risolvono con qualche trimestre favorevole delle esportazioni. Per un produttore di beni discrezionali costosi come Nikon conta soprattutto la fiducia del consumatore urbano, non il volume delle esportazioni di semiconduttori. E da quel punto di vista il quadro cinese rimane fragile. </p><h3>La revisione delle previsioni</h3><p>È sulle prospettive al 31 marzo 2027, più che sui risultati dei primi tre mesi, che si misura la cautela del management. Nikon ha abbassato da 740 a 732 miliardi di yen la previsione dei ricavi annuali, pur aumentando da 10 a 11 miliardi quella dell’utile operativo. L’utile netto atteso resta invariato a 10 miliardi. La revisione dice che il gruppo pensa di poter compensare la debolezza commerciale con un migliore contributo delle attività non fotografiche, con le ristrutturazioni già avviate e con il venir meno delle enormi svalutazioni che avevano travolto l’esercizio precedente.</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 441px;"><colgroup><col style="width:381px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Previsioni al 31 marzo 2027</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Maggio 2026</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Agosto 2026</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Revisione</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ricavi consolidati</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥740 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥732 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–¥8 mld</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Utile operativo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥10 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥11 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>+¥1 mld</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Utile netto</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥10 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥10 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>invariato</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ricavi Imaging</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥303 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥290 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–¥13 mld</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Utile operativo Imaging</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥16 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>¥13 mld</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–¥3 mld</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fotocamere Nikon</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>900.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>850.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–50.000</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Obiettivi Nikon</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>1.300.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>1.250.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>–50.000</p></td></tr></tbody></table></div><p>Nikon ha ridotto da 7 a 6,7 milioni di unità la stima del mercato mondiale delle fotocamere a obiettivo intercambiabile. La previsione per le proprie vendite scende da 900.000 a 850.000 pezzi, mentre quella degli obiettivi viene portata da 1,3 a 1,25 milioni. In base a questi numeri, Nikon manterrebbe una quota vicina al 12,7% del mercato mondiale in volume: non starebbe dunque prevedendo un grave cedimento competitivo, ma una contrazione dell’intero mercato più rapida di quanto ipotizzato appena tre mesi prima.</p><p>È una distinzione importante. Il problema immediato non sembra essere una fuga dei clienti da Nikon, quanto l’insufficienza della domanda complessiva, specialmente in Cina. Ma per una società che ha deliberatamente abbandonato la corsa ai grandi volumi non è una consolazione definitiva. Una strategia premium protegge il fatturato e il margine medio per prodotto; non può però compensare indefinitamente la diminuzione del numero di apparecchi venduti.</p><p>La previsione annuale dell’Imaging appare inoltre piuttosto impegnativa. Dopo i 72,9 miliardi di ricavi del primo trimestre, Nikon si aspetta di chiudere il primo semestre a 130 miliardi e di produrne altri 160 nel secondo. Ciò significa che la seconda metà dell’esercizio dovrebbe superare di circa il 10% i 145,1 miliardi ottenuti nello stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più marcata è l’attesa sul risultato operativo: 8,5 miliardi nel secondo semestre, contro appena 1,8 miliardi dell’anno passato.</p><p>Una parte del confronto è certamente alterata dagli oneri straordinari sostenuti nel precedente esercizio, ma resta evidente che Nikon affida il raggiungimento degli obiettivi a una forte accelerazione tra l’autunno 2026 e l’inizio del 2027. La società non ha modificato le previsioni per il secondo semestre: ha concentrato l’intera revisione negativa nella prima metà dell’anno. È una scelta che può riflettere stagionalità, disponibilità di nuovi prodotti e una domanda rinviata; al tempo stesso, lascia poco margine qualora il mercato cinese non si stabilizzasse o quello occidentale rallentasse.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><span data-ips-font-size="200"><span data-i-color="red">Senza il favore del cambio e dei dazi</span></span></p></div><p>I risultati trimestrali appaiono meno rassicuranti eliminando i due principali benefici contingenti. L’indebolimento dello yen ha aggiunto 12,3 miliardi di yen ai ricavi e 0,7 miliardi al risultato operativo, mentre i rimborsi parziali dei dazi statunitensi hanno contribuito per altri 4 miliardi all’utile. A cambi invariati, quindi, il fatturato sarebbe stato di circa 151,8 miliardi anziché 164,1, con una flessione prossima al 4% rispetto all’anno precedente; senza entrambi gli effetti, la perdita operativa sarebbe salita da 0,9 a circa 5,6 miliardi di yen. Nikon non specifica quale parte del rimborso sia attribuibile alla sola divisione Imaging, ma chiarisce che anche questa ne ha beneficiato: senza cambio favorevole e restituzione dei dazi, la contrazione della fotografia sarebbe risultata sensibilmente più marcata tanto nei ricavi quanto nella redditività.</p></div><h3>Il ritorno all’utile dipende dal resto di Nikon</h3><p>Il gruppo nel suo complesso prevede di passare dalla perdita operativa eccezionale di 112,4 miliardi dello scorso esercizio a un utile di 11 miliardi. Il confronto è spettacolare solo in apparenza: il 2025/26 era stato gravato da 105,6 miliardi di oneri straordinari, di cui 91,3 miliardi nella sola Digital Manufacturing. Tolte le svalutazioni, la ripresa appare molto più graduale e il margine operativo previsto per il 2026/27 rimane appena dell’1,5%.</p><p>Il miglioramento dovrebbe provenire soprattutto da Precision Equipment, Healthcare e Industry. Precision Equipment è attesa passare da una perdita di 4,5 miliardi a un utile di 12, grazie alle vendite di sistemi litografici ArF e alla scomparsa degli oneri straordinari. Healthcare dovrebbe aumentare l’utile da 1,5 a 8 miliardi, mentre Industry salirebbe da 9 a 14 miliardi, sostenuta anche dai componenti destinati alla litografia EUV. Digital Manufacturing resterebbe in perdita per 4 miliardi, ma con un miglioramento enorme rispetto ai 106,2 miliardi negativi dell’esercizio precedente; Nikon prevede che SLM raggiunga autonomamente il pareggio durante quest’anno, mentre l’intera divisione dovrebbe diventare redditizia solo nel 2027/28. I dati completi e le previsioni sono contenuti nella <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/ir/ir_library/result/?utm_source=chatgpt.com">documentazione finanziaria ufficiale Nikon</a>.</p><p>Questo riequilibrio riduce la dipendenza storica dalle fotocamere, ma non l’ha ancora eliminata. Imaging dovrebbe produrre 13 miliardi di utile operativo su un totale consolidato di 11: in altri termini, senza il contributo della fotografia, Nikon sarebbe ancora in perdita. La differenza rispetto al passato è che l’Imaging non viene più considerato il principale motore della crescita futura, bensì l’attività che deve continuare a generare cassa mentre le divisioni industriali, medicali e manifatturiere raggiungono una redditività adeguata.</p><h3>Cambio, dazi e costo delle memorie</h3><p>Il contesto valutario continua per ora a favorire Nikon. Nel trimestre il dollaro medio è passato da 145 a 160 yen e l’euro da 164 a 185. L’effetto sui ricavi è stato positivo per 12,3 miliardi, ma quello sull’utile operativo si è limitato a 0,7 miliardi: una dimostrazione di quanto l’indebolimento dello yen gonfi il fatturato più di quanto migliori realmente la redditività.</p><p>Per il resto dell’esercizio Nikon assume un cambio di 155 yen per dollaro e 180 per euro. Ogni variazione di uno yen, tra il secondo e il quarto trimestre, vale circa 1,8 miliardi di ricavi e 0,3 miliardi di utile operativo sul dollaro, più 0,5 e 0,2 miliardi rispettivamente sull’euro. Un improvviso rafforzamento della valuta giapponese costituirebbe pertanto un rischio concreto per una previsione di utile già molto sottile.</p><p>I rimborsi relativi ai dazi statunitensi hanno portato nel trimestre un beneficio di circa 4 miliardi al gruppo e hanno attenuato il calo dell’Imaging. Ma si tratta di un sostegno contingente, non strutturale. Il commercio internazionale resta sottoposto a frequenti revisioni tariffarie e a rapporti sempre più tesi fra Stati Uniti, Cina, Giappone ed Europa. A ciò si aggiunge l’aumento del prezzo delle memorie, esplicitamente citato da Nikon fra le cause della minore redditività delle fotocamere. È un fattore che interessa in particolare i modelli più evoluti, sempre più dipendenti da grandi quantità di memoria veloce e da processori ad alte prestazioni.</p><p>Anche il quadro macroeconomico non promette un’espansione facile. Il Fondo monetario stima una crescita globale del 3,1% nel 2026 e del 3,2% nel 2027, inferiore alla media precedente alla pandemia, in un ambiente segnato da tensioni geopolitiche, prezzi energetici instabili e condizioni finanziarie ancora restrittive.</p><h3>Una società più solida, ma non ancora risanata</h3><p>Nikon conserva una struttura patrimoniale rassicurante: 157 miliardi di yen in disponibilità liquide, un patrimonio netto di 594,7 miliardi e un rapporto fra capitale proprio e totale dell’attivo del 54,1%. Il free cash flow trimestrale è tornato positivo per 4,5 miliardi. Non esiste quindi, allo stato attuale, un problema di sopravvivenza o di liquidità.</p><p>Esiste invece un problema di qualità e sostenibilità degli utili. L’obiettivo annuale di 11 miliardi rappresenta appena l’1,5% dei ricavi ed è esposto al cambio, alla domanda cinese, ai costi dei componenti e alla capacità delle divisioni industriali di rispettare programmi ambiziosi. Anche il dividendo previsto, dimezzato da 40 a 20 yen per azione, segnala prudenza: Nikon vuole dimostrare di essere tornata redditizia prima di ricominciare a distribuire una parte più consistente delle proprie risorse.</p><p>Il primo trimestre non smentisce la strategia di diversificazione, ma ne mostra con chiarezza la fase ancora incompleta. Healthcare e Industry stanno finalmente offrendo risultati migliori, Precision Equipment può tornare a essere una fonte rilevante di profitto e Digital Manufacturing ha superato almeno contabilmente il momento più traumatico. Tuttavia, la fotografia continua a sostenere l’intero edificio proprio mentre il suo mercato più importante sta rallentando.</p><p>Per Nikon, quindi, il vero banco di prova non sarà chiudere in utile l’esercizio al 31 marzo 2027: dopo le svalutazioni dell’anno precedente, questo risultato dovrebbe essere raggiungibile. Sarà dimostrare che gli 11 miliardi previsti rappresentano l’inizio di una redditività normale e non soltanto l’effetto della scomparsa di perdite straordinarie. Nell’Imaging, parallelamente, dovrà mantenere elevato il valore medio del venduto e riattivare la domanda senza sacrificare i margini.</p><p>La società è finanziariamente solida, tecnologicamente diversificata e meno vulnerabile di quanto fosse dieci anni fa. Ma le previsioni per la seconda metà dell’esercizio chiedono molto a quasi tutte le sue divisioni. Il giudizio, per ora, non può dunque essere negativo; deve però restare prudente. Nikon ha smesso di arretrare. Non ha ancora dimostrato di avere ricominciato a crescere.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><span data-ips-font-size="200">Nikon Imaging in estrema sintesi</span></p></div><p>Nel primo trimestre chiuso il 30 giugno 2026, la divisione Imaging ha fatturato 72,9 miliardi di yen, l’8,8% in meno rispetto all’anno precedente, mentre l’utile operativo è sceso del 27,5%, da 11,1 a 8,1 miliardi. Le vendite si sono fermate a 210.000 fotocamere e 310.000 obiettivi, penalizzate soprattutto dalla contrazione della domanda cinese, dall’aumento del costo delle memorie e dai minori volumi.</p><p>Per l’intero esercizio Nikon ha ridotto la previsione a 850.000 fotocamere, 1,25 milioni di obiettivi, 290 miliardi di yen di fatturato e 13 miliardi di utile operativo. Imaging resta una divisione sana e indispensabile per la redditività del gruppo, ma non rappresenta più il suo motore di crescita: la strategia premium protegge il valore medio del venduto, senza poter compensare completamente un mercato mondiale che Nikon ora stima in calo a 6,7 milioni di fotocamere.</p></div><p></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><span data-ips-font-size="200">Nuovi prodotti ?</span></p></div><p>Non se ne parla. C’è però un indizio indiretto. Dopo aver ridotto il piano del primo semestre, Nikon lascia completamente invariata la previsione per il secondo:</p><ul><li><p>ricavi Imaging: 160 miliardi di yen;</p></li><li><p>utile operativo: 8,5 miliardi;</p></li><li><p>vendite annuali: 850.000 fotocamere e 1,25 milioni di obiettivi.</p></li></ul><p>Per raggiungere questi risultati, la divisione dovrebbe fatturare nel secondo semestre circa il 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. È difficile pensare che Nikon si aspetti una simile accelerazione contando soltanto sui prodotti già disponibili, soprattutto dopo aver riconosciuto la debolezza della domanda cinese. <strong>È quindi ragionevole supporre che il piano interno comprenda novità Imaging destinate all’autunno 2026 o ai primi mesi del 2027</strong>, ma questa è una nostra deduzione, non un’informazione dichiarata.</p><p>Nella pagina dedicata ai prodotti principali Nikon mette in evidenza soltanto novità già note — ZR, Zf Silver, Nikkor Z 70-200mm f/2.8 VR S II e RED V-Raptor XE Z Mount — senza mostrare sagome, categorie in sviluppo o formule del tipo “new products to be launched”.</p><p>In sintesi: <strong>nessun annuncio mascherato, ma previsioni per il secondo semestre difficilmente sostenibili senza un contributo significativo di nuovi prodotti</strong>. Il documento non ci dice quali; i numeri suggeriscono che Nikon sappia già quando arriveranno.</p></div><p></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p>Il fattore Cina</p></div><p>La Cina era stata nel 2025 il mercato fotografico più dinamico del mondo e, per buona parte dell’anno, anche il più grande. I costruttori avevano quindi incorporato nelle proprie previsioni la prosecuzione di quella crescita. Il rallentamento dei consumi interni, la crisi immobiliare, l’aumento del costo della vita e una disoccupazione giovanile prossima al 15% hanno invece ridotto la propensione all’acquisto, soprattutto per beni costosi e non indispensabili come fotocamere e obiettivi.</p><p>Non è un problema esclusivamente Nikon. Sony dichiara che il mercato Imaging è rimasto stabile in tutte le aree geografiche tranne la Cina, dove la domanda continua a diminuire su base annua. Nikon, per la stessa ragione, ha tagliato di 300.000 unità la stima del mercato mondiale delle fotocamere a obiettivo intercambiabile e ridotto le proprie previsioni di vendita a 850.000 corpi e 1,25 milioni di obiettivi.</p><p>La Cina si rivela così un moltiplicatore in entrambe le direzioni: prima ha sostenuto la ripresa mondiale e incoraggiato previsioni ottimistiche, ora ne provoca la revisione. Nord America ed Europa non sembrano in grado di assorbire integralmente la differenza. Per Nikon la questione non è soltanto vendere meno in Cina, ma dover affrontare un mercato globale più debole proprio mentre punta sui prodotti di fascia alta, quelli maggiormente esposti alla fiducia e alla capacità di spesa dei consumatori.</p></div><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129035" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/RicaviNikonperareageografica.thumb.png.c68e658dc945bd2cb81de342e34c451d.png" alt="Ricavi Nikon per area geografica.png" title="Ricavi Nikon per area geografica.png" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/RicaviNikonperareageografica.png.986c6f39090a9f03b3e1d4b43d7b2773.png" loading="lazy"></p><p></p><h3>Quote di mercato Nikon stimate per l’esercizio 2027</h3><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 80px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Categoria</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Mercato mondiale stimato</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Vendite Nikon previste</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Quota Nikon</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fotocamere a obiettivo intercambiabile</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>6.700.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>850.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>12,7%</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Obiettivi intercambiabili</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>10.000.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>1.250.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>12,5%</strong></p></td></tr></tbody></table></div><p>Nikon prevede dunque di rappresentare circa <strong>un ottavo del mercato mondiale</strong> sia nelle fotocamere sia negli obiettivi. Le due quote quasi identiche indicano un buon equilibrio del sistema: mediamente, Nikon venderebbe circa 1,47 obiettivi per ogni fotocamera, contro una media mondiale di 1,49.</p><p>Si tratta delle previsioni per l’esercizio fiscale che terminerà il <strong>31 marzo 2027</strong>, non dell’intero anno solare 2027.</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 607px;"><colgroup><col style="width:257px;"><col style="width:290px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Produttore</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Periodo</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Vendite previste</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Mercato stimato</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Quota risultante</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Canon</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>gennaio-dicembre 2026</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2.800.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>6.450.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>43,4%</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nikon</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>aprile 2026-marzo 2027</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>850.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>6.700.000</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>12,7%</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sony</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>aprile 2026-marzo 2027</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>non comunicate</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>—</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>non calcolabile</p></td></tr></tbody></table></div>]]></description><guid isPermaLink="false">1487</guid><pubDate>Fri, 07 Aug 2026 04:56:00 +0000</pubDate></item><item><title>Aggiornamenti firmware per Nikon D6 e D780 (e Z50 II)</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/aggiornamenti-firmware-per-nikon-d6-e-d780-e-z50-ii-r1483/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Nikon-D6-camera.jpg.3b162a80e4eae723520ee66f9a16ea9a.jpg" /></p>
<p>2026-08-06 <a rel="external nofollow" href="https://downloadcenter.nikonimglib.com/it/download/fw/603.html">Firmware D780 Versione 1.21</a></p><p>2026-08-06 <a rel="external nofollow" href="https://downloadcenter.nikonimglib.com/it/download/fw/602.html">Firmware D6 Versione 1.71</a></p><p></p><p>Non sono aggiornamenti eclatanti ma confermano, ce ne fosse bisogno, la cura di Nikon anche per prodotti che sono ovviamente a fine ciclo di vita, come le reflex citate, che stiamo rivalutando anche noi di Nikonland in queste settimane.</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 20px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Aggiornamento firmware del modulo GNSS</strong></p><p>Dopo l'aggiornamento firmware "C" della D6 (eseguito con il primo aggiornamento), il firmware del modulo GNSS verrà aggiornato con il secondo aggiornamento. Per eseguire il secondo aggiornamento, seguire gli step 3, 4 e 5 in "Aggiornamento del firmware della fotocamera".</p><p><strong>Nota</strong>: il secondo aggiornamento non è necessario se il firmware "G" del modulo GNSS è già 0.17, dato che con tale versione, il miglioramento è già stato effettuato.</p></td></tr></tbody></table></div><p><strong>Nikon D6 : Modifiche rispetto alla versione firmware "C" da 1.70 a 1.71</strong></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 780px;"><colgroup><col style="width:780px;"></colgroup><tbody><tr><td colspan="1" rowspan="1"><ul><li><p>• Sono stati risolti i seguenti problemi:</p><ul><li><p>- Le foto scattate risultavano talvolta sottoesposte con un obiettivo di tipo D inserito.</p></li><li><p>- Il richiamo delle funzioni di ripresa talvolta limitava il tempo di posa a 1/250 s con il sincro FP automatico a tempi rapidi.</p></li></ul></li></ul></td></tr></tbody></table></div><p><strong>Nikon D780 : Modifiche rispetto alla versione firmware "C" da 1.20 a 1.21</strong></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 773px;"><colgroup><col style="width:773px;"></colgroup><tbody><tr><td colspan="1" rowspan="1"><ul><li><p>• Risolto un problema per cui le foto scattate risultavano talvolta sottoesposte quando si regolava lo zoom durante la fotografia in sequenza in modo di scatto continuo ad alta velocità.</p></li></ul></td></tr></tbody></table></div>]]></description><guid isPermaLink="false">1483</guid><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:35:00 +0000</pubDate></item><item><title>Quattro Mistery Box, con l'indovinello ! Chi partecipa ?</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/quattro-mistery-box-con-lindovinello-chi-partecipa-r1481/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ZRH_3499.jpg.5c32414b719c1ff36a4fbb5d55e0051a.jpg" /></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128858" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ZRH_3499.thumb.jpg.a8b143d7b7d079d14d6a16c1d53a270c.jpg" alt="ZRH_3499.jpg" title="" width="1024" height="645" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ZRH_3499.jpg.457205f30f572b6936ded3fabf0445b7.jpg" loading="lazy"></p><p><strong><em>DHL, FEDEX, BRT e GLS.</em></strong></p><p>Sono le scatole che mi sono arrivate in questi giorni.<br>Non le ho ancora aperte per lasciare il mistero.</p><p>Saranno oggetti in prova, uno già domani mattina a Monza.</p><p>Chi indovina cosa possano essere ?</p><p>Un aiutino :</p><ul><li><p>uno è una vecchia gloria Nikkor AF-D</p></li><li><p>uno è una giovane gloria Nikkor AF-S</p></li><li><p>uno è un moderno obiettivo da mirrorless giapponese con attacco Sony FE</p></li><li><p>un altro è un modernissimo aggiuntivo ottico cinese che da solo non serve a niente ma unito ad altra funziona !</p></li></ul><p>Chi si avvicina moltissimo o azzecca la combinazione, riceverà l'attestato di curiosone ufficiale di Nikonland !</p><p><span class="ipsEmoji" title="sorriso"><img src="https://www.nikonland.it/uploads/emoticons/graphics-3d-smileys-163455.gif" alt="sorriso" loading="lazy"></span></p><p>Non abbiate paura a tentare, anche se si sbaglia, non succede nulla.<br>E' giusto per giocare in queste giornate di agosto 2026.</p><p><span class="ipsEmoji" title="sayonara"><img src="https://www.nikonland.it/uploads/emoticons/graphics-3d-smileys-644726.gif" alt="sayonara" loading="lazy"></span></p><p></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1481</guid><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 12:46:50 +0000</pubDate></item><item><title>Nikonland e Sigma Italia: una nuova collaborazione</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikonland-e-sigma-italia-una-nuova-collaborazione-r1473/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage1ago202607_07_42.png.87d02e0ff0159f04f9ba6461367b0d12.png" /></p>
<h2>Nikonland e Sigma Italia: una nuova collaborazione</h2><p>Nikonland comunica che, a partire dal mese di agosto 2026, <strong>Mauro Maratta</strong> assumerà il ruolo di <strong>Key Opinion Leader</strong> per Sigma Italia, nell'ambito di una collaborazione con <strong>M Trading S.r.l.</strong>, distributore ufficiale del marchio nel nostro Paese.</p><p>Per Nikonland si tratta, in un certo senso, di un ritorno.</p><p>Dal 2012 al 2018 Mauro Maratta ha infatti ricoperto il ruolo di <strong>Sigma Ambassador per l'Italia</strong>, una collaborazione che si concluse per l'assenza di obiettivi full-frame per Nikon Z. Nikonland, coerentemente con la propria vocazione editoriale, continuò a concentrare la quasi totalità della propria attività sulle fotocamere Nikon, essendo complicato svolgere un'attività continuativa di prova e approfondimento su nuovi prodotti Sigma, concentrata sugli attacchi Sony e Leica L.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Negli ultimi anni però il panorama fotografico è profondamente cambiato.</span></em></strong></p><p>L'evoluzione del sistema Nikon Z e la disponibilità di soluzioni tecniche ormai mature consentono oggi di utilizzare efficacemente una parte significativa della produzione Sigma anche sulle fotocamere Nikon mirrorless, rendendo nuovamente possibile una collaborazione che, negli anni precedenti, aveva perso gran parte della propria ragion d'essere (e disponiamo in redazione anche di una Sony a9 III per confronti incrociati in ambiente nativo).</p><p>È importante precisare fin da subito la natura di questo accordo.</p><p>Il ruolo di <strong>Key Opinion Leader</strong> non costituisce un rapporto commerciale e non prevede alcuna forma di compenso economico. I prodotti eventualmente messi a disposizione da Sigma Italia saranno concessi esclusivamente in visione per il tempo necessario alla loro prova e dovranno essere restituiti al termine del periodo concordato. La collaborazione non comporta obblighi di pubblicazione, né approvazione preventiva dei contenuti, che continueranno a essere realizzati in piena autonomia editoriale, secondo quanto previsto dall'accordo sottoscritto con M Trading.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Per Nikonland, quindi, non cambia il modo di scrivere.</span></em></strong></p><p>Cambia semplicemente la possibilità di provare con continuità prodotti Sigma di ultima generazione e di proporre ai propri lettori prove sul campo, confronti tecnici e approfondimenti che fino a ieri sarebbero stati più difficili da realizzare. <strong>E per questo ringraziamo il distributore italiano di Sigma</strong> - nella realtà la collaborazione era iniziata anche prima, solo per il tramite di acquisti di obiettivi Sigma per Sony Fe a spese nostre.</p><p>Rimangono invece immutati i principi che guidano Nikonland fin dalla sua fondazione: indipendenza di giudizio, trasparenza nei confronti dei lettori e assoluta libertà nelle valutazioni tecniche ed editoriali. Oltre alla esclusiva vocazione nikonista.</p><p>Per questo motivo, ogni articolo che riguarderà prodotti Sigma concessi in prova nell'ambito di questa collaborazione recherà una specifica nota informativa, affinché il lettore possa conoscere con chiarezza il contesto nel quale il prodotto è stato messo a disposizione della redazione.</p><p>Dopo quasi vent'anni di attività, riteniamo che la credibilità di una rivista specializzata non dipenda dall'assenza di rapporti con l'industria, ma dalla trasparenza con cui tali rapporti vengono dichiarati e dalla libertà con cui vengono espressi i giudizi.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">È con questo spirito che inauguriamo questa nuova collaborazione.</span></em></strong></p><blockquote class="ipsQuote" cite="" data-ipsquote=""><div class="ipsQuote_contents" data-ipstruncate=""><p><strong><em><span data-ips-font-size="150">"Per Nikonland non cambia il modo di scrivere. Cambia semplicemente la possibilità di provare con continuità prodotti Sigma di ultima generazione."</span></em></strong></p></div></blockquote><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128621" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage1ago202607_07_42.thumb.png.32ef1033e0c60363766fe5304418ad83.png" alt="ChatGPT Image 1 ago 2026, 07_07_42.png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/ChatGPTImage1ago202607_07_42.png.89106dc89d9ef11210a0d92c5ba6bfd9.png" loading="lazy"></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1473</guid><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:07:00 +0000</pubDate></item><item><title>Sony ha fatto un'offerta per acquisire Tamron</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/sony-ha-fatto-unofferta-per-acquisire-tamron-r1471/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/ChatGPTImage30lug202606_43_59.png.7026462b4f0662d47c689e7c265f6f46.png" /></p>
<h3>Tamron verso Sony? Se l'operazione andasse in porto, cambierebbe il mercato delle ottiche</h3><p>Nelle ultime ore Reuters ha riferito che Sony avrebbe presentato una proposta non vincolante per l'acquisizione di Tamron Corporation. La notizia è stata successivamente ripresa da numerosi siti specializzati e, proprio perché proviene da una delle principali agenzie di stampa economico-finanziaria del mondo, merita di essere presa sul serio. Allo stesso tempo è bene ricordare che, allo stato attuale, non esiste alcun accordo definitivo. Tamron ha costituito un comitato indipendente per valutare la proposta e la trattativa potrebbe ancora evolvere in molti modi diversi, compresa la possibilità che non si concluda affatto.</p><p></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p>I termini della proposta non sono pubblici ma Reuters afferma che Sony punta al 100% del capitale di Tamron (dall'attuale 15%)</p></div><ul><li><p>Sony ha presentato a Tamron una <strong>proposta non vincolante</strong> (<em>non-binding proposal</em>);</p></li><li><p>la proposta è finalizzata a trasformare Tamron in una <strong>società interamente controllata (wholly owned subsidiary)</strong>;</p></li><li><p>il Consiglio di Amministrazione di Tamron ha costituito un <strong>Comitato Speciale indipendente</strong> incaricato di esaminare l'offerta;</p></li><li><p>Sony ha confermato l'esistenza della proposta, dichiarando di ritenere che l'operazione aumenterebbe il valore di Tamron e contribuirebbe allo sviluppo del business Imaging del gruppo.</p></li></ul><p>Tutto il resto, almeno per ora, <strong>non è pubblico</strong>.</p><h5>Cosa non sappiamo</h5><p>Non è stato comunicato:</p><ul><li><p>il prezzo per azione;</p></li><li><p>il premio offerto rispetto alla quotazione di Borsa;</p></li><li><p>se l'operazione avverrebbe tramite <strong>OPA (Tender Offer)</strong> o altra struttura societaria;</p></li><li><p>eventuali condizioni sospensive;</p></li><li><p>eventuali clausole di esclusiva;</p></li><li><p>il calendario dell'operazione;</p></li><li><p>gli impegni di Sony nei confronti dei dipendenti e degli stabilimenti;</p></li><li><p>il futuro del marchio Tamron.</p></li></ul><p>Sono proprio questi gli elementi che normalmente vengono resi noti quando un'offerta passa dalla fase preliminare a quella formale.</p><h5>Possiamo però dedurre qualcosa</h5><p>Reuters riporta che Tamron capitalizzava circa <strong>1,18 miliardi di dollari</strong> prima dell'annuncio.</p><p>Nelle acquisizioni giapponesi di società quotate è normale che venga riconosciuto un <strong>premio</strong> rispetto al prezzo di mercato, spesso nell'ordine del 20-40%, ma questa è una considerazione generale, non un dato riferito al caso Tamron. Finché Sony non depositerà un'offerta formale, qualunque cifra circoli è soltanto una stima.</p><h5>C'è però un dettaglio che trovo molto interessante</h5><p>Sony <strong>non ha acquistato semplicemente altre azioni sul mercato</strong> per aumentare la propria partecipazione.</p><p>Ha scelto di presentare una proposta per arrivare al <strong>100% del capitale</strong>.</p><p>Questo significa che, almeno nelle intenzioni, non vuole essere il principale azionista di Tamron: vuole che Tamron diventi parte integrante del gruppo Sony, con tutte le conseguenze industriali che ne derivano.</p><p>Ed è proprio questo il passaggio che, a mio avviso, merita di essere seguito con maggiore attenzione. Non tanto il prezzo dell'operazione, quanto il <strong>piano industriale</strong> che Sony presenterà agli azionisti di Tamron. Sarà lì che capiremo se l'obiettivo è semplicemente integrare un fornitore storico oppure ridisegnare il ruolo di Tamron all'interno del mercato fotografico dei prossimi anni.</p></div><p></p><p><strong><em><span data-i-color="red">Proprio per questo motivo non ci interessa discutere oggi se Sony "comprerà" Tamron. Nessuno, al di fuori delle due aziende, può conoscerne l'esito. Più interessante è chiedersi che cosa potrebbe significare una simile operazione qualora arrivasse davvero a compimento.</span></em></strong></p><p>La prima osservazione è quasi banale. Sony e Tamron non sono estranee l'una all'altra. Da molti anni collaborano sul piano industriale, condividono forniture, know-how e, in alcuni casi, progetti. Sony possiede già una partecipazione significativa nel capitale di Tamron e l'ipotesi di un'integrazione più profonda non nasce certo dal nulla. Da questo punto di vista, un'acquisizione rappresenterebbe l'evoluzione naturale di un rapporto consolidato.</p><p>Molto meno banali sono invece le conseguenze.</p><p>Tamron è oggi uno dei pochissimi costruttori capaci di progettare e produrre obiettivi autofocus moderni per più sistemi fotografici contemporaneamente. Sony E, Nikon Z e Canon RF rappresentano ormai mercati importanti per l'azienda giapponese. La sua forza commerciale deriva proprio da questa indipendenza. Diventare una società controllata da Sony significherebbe inevitabilmente mettere in discussione quella percezione di neutralità che ha accompagnato il marchio negli ultimi decenni.</p><p>Naturalmente ciò non significa che Tamron smetterebbe automaticamente di produrre obiettivi per Nikon o Canon. Sarebbe anzi economicamente poco razionale rinunciare improvvisamente a mercati che contribuiscono ai ricavi dell'azienda. Tuttavia è lecito domandarsi se, nel medio periodo, le priorità industriali rimarrebbero le stesse.</p><p>È facile immaginare che Sony possa privilegiare, almeno nelle prime fasi, il proprio sistema E. Nuovi progetti potrebbero arrivare prima su Sony, mentre le versioni dedicate agli altri innesti potrebbero essere rinviate o limitate. Non sarebbe necessariamente una scelta ostile nei confronti della concorrenza; sarebbe semplicemente la conseguenza naturale del fatto che un gruppo industriale tende a investire prima di tutto nel proprio ecosistema.</p><p><strong><em><span data-ips-font-size="125">Per Nikon la questione è particolarmente interessante.</span></em></strong></p><p>Negli ultimi anni la Casa ha scelto una strada diversa rispetto al passato. Invece di mantenere un sistema completamente chiuso, ha aperto il bocchettone Z ad alcuni partner selezionati, concedendo licenze ufficiali a produttori come Sigma, Tamron, Cosina Voigtländer e altri marchi specializzati. Una strategia che ha consentito di ampliare rapidamente l'offerta senza sostenere direttamente tutti i costi di sviluppo.</p><p>Se Tamron dovesse entrare nell'orbita Sony, Nikon perderebbe forse un partner?</p><p>Probabilmente no.</p><p>Ma potrebbe perdere un partner completamente indipendente.</p><p>La differenza non è soltanto semantica. Un'azienda indipendente decide le proprie priorità esclusivamente in funzione del mercato. Una controllata deve inevitabilmente tenere conto anche degli interessi strategici del gruppo di appartenenza. È un cambiamento sottile, ma importante.</p><p>Esiste poi un'altra conseguenza, forse ancora più interessante.</p><p>Negli ultimi due anni abbiamo assistito alla crescita impetuosa di Viltrox e di altri costruttori cinesi, capaci di proporre obiettivi sempre più sofisticati e competitivi. Se Tamron dovesse progressivamente concentrarsi sul sistema Sony, Nikon potrebbe trovarsi nella necessità di rafforzare ulteriormente la collaborazione con Sigma e, nello stesso tempo, ridefinire il proprio rapporto con quei produttori cinesi che oggi rappresentano la componente più dinamica del mercato.</p><p>Paradossalmente, quindi, un'acquisizione di Tamron potrebbe accelerare proprio quel processo di apertura verso nuovi interlocutori che fino a pochi anni fa sembrava impensabile.</p><p>Dal punto di vista di Sony, invece, l'operazione avrebbe una logica industriale molto chiara. Significherebbe integrare definitivamente uno dei migliori progettisti di ottiche indipendenti, aumentare la capacità produttiva, rafforzare il controllo sull'ecosistema E e impedire che un concorrente possa beneficiare della stessa competenza progettuale.</p><p>Resta però una domanda.</p><p><strong><em>Conviene davvero a Tamron?</em></strong></p><p>Dal punto di vista degli azionisti, probabilmente sì, se il prezzo dell'offerta sarà ritenuto congruo.</p><p>Dal punto di vista industriale, il giudizio è meno semplice. Gran parte del valore costruito da Tamron negli ultimi vent'anni deriva proprio dalla sua capacità di essere percepita come un costruttore trasversale, capace di dialogare con più sistemi fotografici senza appartenere completamente a nessuno di essi. Rinunciare a questa immagine potrebbe comportare anche qualche costo, soprattutto nei confronti di quella parte di mercato che oggi sceglie Tamron proprio perché la considera un'alternativa indipendente ai marchi ufficiali.</p><p>Alla fine, però, la domanda più importante riguarda noi fotografi.</p><p>Se l'operazione dovesse davvero concludersi, avremmo più scelta o meno scelta?</p><p>La risposta non è scontata.</p><p>Sony potrebbe mettere a disposizione di Tamron risorse economiche, capacità produttive e tecnologie tali da accelerare lo sviluppo di nuovi obiettivi. Ma è altrettanto possibile che una parte di quella libertà progettuale che ha reso Tamron uno dei protagonisti del mercato finisca inevitabilmente per ridursi.</p><p>È ancora troppo presto per trarre conclusioni. Oggi esiste soltanto una proposta di acquisizione. Domani potrebbe esserci un accordo. Oppure nulla di tutto questo.</p><p>Vale però la pena osservare come il mercato fotografico stia cambiando con una rapidità che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile. Mentre i grandi costruttori ridefiniscono alleanze, partecipazioni e strategie industriali, nuovi protagonisti arrivano dalla Cina con ambizioni sempre maggiori. Se davvero Sony dovesse acquisire Tamron, probabilmente non assisteremmo soltanto a un cambio di proprietà. Assisteremmo a un ulteriore passo nella trasformazione dell'intero mercato delle ottiche fotografiche.</p><p>E forse è proprio questa la notizia più importante.</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 532px;"><colgroup><col style="width:415px;"><col style="width:117px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Azionista</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Quota stimata</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Effissimo Capital Management (Singapore)</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>17,4%</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sony Group Corporation</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>14,7%</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>The Master Trust Bank of Japan (trust account)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>~10,3%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Custody Bank of Japan (trust account)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>~7,0%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Saitama Resona Bank</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>~4,9%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Goldman Sachs International</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>~3,7%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nippon Life Insurance</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>~3,3%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Argo Graphics</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>~2,6%</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Altri investitori istituzionali e flottante</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>~36%</p></td></tr></tbody></table></div><h5>Due osservazioni interessanti</h5><p>La prima è che <strong>Sony non controlla Tamron</strong>. Pur essendone da molti anni l'azionista industriale di riferimento, possiede meno del 15% del capitale e non dispone della maggioranza. Per questo motivo, se davvero desidera acquisire il 100% della società, dovrà convincere gli altri azionisti ad aderire all'operazione.</p><p>La seconda è la presenza di <strong>Effissimo Capital Management</strong>, fondo d'investimento con sede a Singapore ma specializzato in partecipazioni attive nelle grandi società giapponesi. Negli ultimi mesi ha progressivamente aumentato la propria quota fino a diventare il primo azionista di Tamron, superando Sony. Questo spiega anche perché Sony abbia scelto la strada di una proposta di acquisizione complessiva anziché limitarsi ad aumentare gradualmente la propria partecipazione.</p><p></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><strong><span data-ips-font-size="150">Chi ci guadagna davvero?</span></strong></p></div><ul><li><p><strong>Sony:</strong> probabilmente sì. Acquisisce competenze, produzione e un marchio forte.</p></li><li><p><strong>Tamron:</strong> finanziariamente forse sì, ma rischia di perdere parte della propria identità.</p></li><li><p><strong>Nikon:</strong> nel breve periodo probabilmente no. Dovrà ripensare parte della strategia delle ottiche di terze parti.</p></li><li><p><strong>Canon:</strong> situazione simile a Nikon.</p></li><li><p><strong>Sigma:</strong> potrebbe uscirne rafforzata come ultimo grande costruttore realmente indipendente.</p></li><li><p><strong>Viltrox e gli altri produttori cinesi:</strong> potrebbero trovare ancora più spazio nei sistemi Nikon e Canon qualora Tamron riducesse il proprio impegno su questi innesti.</p></li><li><p><strong>I fotografi:</strong> è impossibile dirlo oggi. Dipenderà da una sola cosa: se Tamron continuerà a progettare con la stessa libertà di oggi oppure diventerà, di fatto, il "secondo marchio" di Sony.</p></li></ul></div><p></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><strong><span data-ips-font-size="150">Un aspetto spesso dimenticato: Tamron non è soltanto Tamron</span></strong></p></div><p>Quando si parla di Tamron si pensa immediatamente agli obiettivi che portano il suo marchio. In realtà<strong> l'azienda svolge da molti anni anche un'importante attività come fornitore OEM, progettando e soprattutto producendo componenti e prodotti finiti per altri costruttori.</strong></p><p><strong><span data-i-color="red">Tra questi figura anche Nikon, con la quale Tamron intrattiene da tempo rapporti industriali</span></strong> che vanno ben oltre la semplice commercializzazione di alcuni obiettivi autofocus per il sistema Z. In diversi casi Tamron ha infatti realizzato obiettivi destinati a essere venduti con marchio Nikon e parte di questa attività produttiva viene svolta nei propri stabilimenti in Cina e in Vietnam, nell'ambito di accordi industriali pluriennali.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Se Sony dovesse effettivamente acquisire Tamron, si troverebbe quindi a controllare non soltanto un costruttore di obiettivi concorrente, ma anche un'azienda che rappresenta un tassello della catena produttiva di Nikon.</span></em></strong></p><p>È uno scenario insolito, ma non privo di precedenti<strong><em><span data-i-color="blue"> nell'industria giapponese, dove aziende concorrenti collaborano spesso come clienti e fornitori.</span></em></strong> Proprio per questo è difficile immaginare cambiamenti improvvisi. I contratti industriali hanno normalmente durata pluriennale, prevedono rigorose clausole di riservatezza e disciplinano con precisione la tutela del know-how e delle informazioni tecniche.</p><p>Nel medio periodo, tuttavia, è legittimo domandarsi se Nikon continuerà ad affidare a una società controllata da Sony una parte della propria produzione oppure se, alla scadenza degli accordi in essere, preferirà diversificare ulteriormente i propri partner industriali. È una domanda alla quale oggi nessuno può rispondere, ma rappresenta probabilmente una delle conseguenze più interessanti e meno discusse di tutta questa vicenda.</p></div><p><strong><em>insomma, non facciamo troppe congetture in anticipo.<br>Noi occidentali abbiamo un'idea molto distorta di come effettivamente funzionino i rapporti e le relazioni industriali in Giappone, spesso slegate da logiche di mercato e più a strategie familiari o politiche.</em></strong></p><p></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128565" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/ChatGPTImage30lug202606_43_07.thumb.png.1f4f344fab97bf985e28c3975c3d193b.png" alt="ChatGPT Image 30 lug 2026, 06_43_07.png" title="ChatGPT Image 30 lug 2026, 06_43_07.png" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/ChatGPTImage30lug202606_43_07.png.490373d75262c5701fa14a718779e767.png" loading="lazy"></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1471</guid><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 04:43:00 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon VS Viltrox aggiornamenti : Cronaca di una controversia annunciata</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-vs-viltrox-aggiornamenti-cronaca-di-una-controversia-annunciata-r1469/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/ChatGPTImage29lug202606_26_04.png.c735e6a3905cb9e6d7d2aa75ae03254a.png" /></p>
<blockquote class="ipsQuote" cite="" data-ipsquote=""><div class="ipsQuote_contents" data-ipstruncate=""><p><strong><em><span data-i-color="red">Negli ultimi giorni molti siti hanno rilanciato una notizia secondo la quale Nikon avrebbe "perso la causa contro Viltrox" in Cina. È un'affermazione che colpisce, perché sembra suggerire un epilogo ormai scritto. Ma è davvero così? Come spesso accade quando si parla di brevetti, la realtà è molto più articolata e, probabilmente, anche più interessante.</span></em></strong></p></div></blockquote><p><strong><em><span data-ips-font-size="200">Q</span></em></strong>uando, alcuni mesi fa, Nikon rese nota l'azione legale intrapresa in Cina nei confronti di alcune società riconducibili a Viltrox, scegliemmo deliberatamente un approccio prudente. (leggere <a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2266-nikon-fa-causa-a-viltrox/"><strong>QUI</strong></a>)<br>I fatti erano pochi, i documenti pubblici limitati e, come spesso accade nelle controversie brevettuali, il rischio di trasformare le ipotesi in certezze era molto elevato.</p><p><strong><em>Per questo motivo preferimmo distinguere con chiarezza ciò che era accaduto da ciò che avrebbe potuto accadere.</em></strong></p><p>Oggi, alla luce delle notizie emerse nelle ultime settimane, vale la pena tornare sull'argomento. <strong>Non perché la vicenda sia conclusa, ma perché disponiamo di qualche elemento in più</strong> che consente di comprendere meglio la natura della controversia. Anche questa volta, però, è opportuno mantenere lo stesso metodo: separare i fatti dalle interpretazioni.</p><p><strong><em><span data-ips-font-size="200">I</span></em></strong>l fatto più importante è ormai noto. La China National Intellectual Property Administration (CNIPA), l'autorità cinese competente in materia di brevetti, <strong><span data-i-color="blue">ha dichiarato invalido il brevetto Nikon</span></strong> identificato come <strong>ZL202010127062.4</strong>, oggetto di una richiesta di invalidazione presentata da Shenzhen Jueying Technology Co., Ltd., società collegata a Viltrox. Secondo le informazioni pubblicamente disponibili, la decisione si fonda sulla mancanza di attività inventiva del brevetto rispetto allo stato della tecnica precedente.</p><p><strong><em><span data-ips-font-size="125"><span data-i-color="blue">Questo è un fatto.</span></span></em></strong></p><p>Un secondo fatto è che la controversia civile promossa da Nikon nei confronti di Viltrox non coincide con questo procedimento amministrativo. Si tratta di due percorsi distinti. Da una parte vi è la causa intentata da Nikon dinanzi ai tribunali cinesi; dall'altra la procedura con cui è stata contestata la validità di uno dei brevetti sui quali quella stessa azione legale si fonda.</p><p>Confondere i due piani significa attribuire alla decisione della CNIPA effetti che, almeno allo stato attuale, non possono ancora esserle riconosciuti.</p><p>È per questo motivo che alcuni titoli apparsi sul web, secondo i quali <strong><em><span data-i-color="blue">"Nikon avrebbe perso la causa contro Viltrox", risultano, a nostro avviso, imprecisi.</span></em></strong> La decisione dell'autorità brevettuale rappresenta certamente un passaggio molto importante della vicenda, ma non coincide con la sentenza della causa civile e non ne determina automaticamente l'esito.</p><p>Questo non significa, naturalmente, che la decisione sia irrilevante.</p><p>Al contrario.</p><p><strong>Se uno dei brevetti sui quali Nikon fonda la propria iniziativa giudiziaria viene dichiarato invalido, la posizione processuale di Viltrox ne esce inevitabilmente rafforzata.</strong> Nikon potrà impugnare la decisione secondo le procedure previste dall'ordinamento cinese e la controversia seguirà il proprio corso, ma è difficile negare che questo rappresenti un punto a favore del costruttore cinese.</p><p>È però altrettanto importante comprendere ciò che questa decisione non significa.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Non significa che Nikon abbia perso definitivamente la causa.</span></em></strong></p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Non significa che il sistema Nikon Z sia diventato un sistema "aperto".</span></em></strong></p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Non significa che ogni costruttore possa da oggi realizzare liberamente obiettivi autofocus compatibili con le fotocamere Nikon senza alcun vincolo.</span></em></strong></p><p><strong><em><span data-i-color="blue">E, soprattutto, non significa che tutti i brevetti relativi al sistema Z siano stati invalidati.</span></em></strong></p><p>Il procedimento riguarda uno specifico brevetto e una specifica decisione amministrativa. Estendere automaticamente le sue conseguenze all'intero sistema Nikon significherebbe andare molto oltre ciò che i documenti oggi consentono di affermare.</p><p>A questo punto diventa forse più interessante domandarsi perché Nikon abbia deciso di intraprendere questa strada.</p><p>Sarebbe facile leggere la vicenda come uno scontro diretto fra Nikon e Viltrox. In realtà il quadro appare più ampio.</p><p>Con questa iniziativa Nikon sembra avere cercato di riaffermare un principio: alcune tecnologie che consentono il dialogo tra corpo macchina e obiettivo appartengono al patrimonio brevettuale dell'azienda e non possono essere utilizzate senza una base giuridica che ne legittimi l'impiego.</p><p>È una posizione perfettamente comprensibile. Ogni costruttore che investe ingenti risorse nello sviluppo di un nuovo sistema ha il diritto, e probabilmente anche il dovere nei confronti dei propri azionisti, di tutelare le innovazioni realmente protette da brevetto.</p><p>Dal canto suo, Viltrox ha scelto una strategia altrettanto legittima. Invece di limitarsi a contestare la presunta violazione, ha cercato di dimostrare che almeno uno dei brevetti invocati da Nikon non avrebbe dovuto essere concesso perché <strong><em><span data-i-color="red">privo dei requisiti necessari di attività inventiva.</span></em></strong></p><p>È una differenza sostanziale.</p><p>Non si discute se un brevetto sia stato violato.</p><p><strong>Si discute se quel brevetto fosse validamente esistente.</strong></p><p>Ed è proprio questa distinzione ad aver generato molta della confusione che abbiamo letto in questi giorni.</p><p>Al di là degli aspetti strettamente giuridici, la vicenda racconta però anche un'altra storia, forse ancora più interessante.</p><p>Per molti anni i produttori cinesi di obiettivi sono stati considerati semplici outsider del mercato fotografico. Aziende capaci di proporre prodotti economicamente competitivi, ma ancora lontane dal poter sostenere un confronto diretto con i grandi marchi storici.</p><p>Oggi questo scenario appare profondamente cambiato.</p><p><strong><em>Indipendentemente da come si concluderà la controversia, Viltrox ha dimostrato di possedere una struttura tecnica, economica e legale tale da affrontare un contenzioso brevettuale di alto livello con uno dei principali costruttori mondiali. Non è un dettaglio secondario. È probabilmente il segnale più evidente della maturazione raggiunta dall'intera industria fotografica cinese.</em></strong></p><p>La vera domanda, dunque, non è chi abbia vinto questa battaglia.</p><p>La risposta arriverà soltanto quando tutti i procedimenti ancora aperti avranno trovato una conclusione.</p><p>La domanda è un'altra.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Quale sarà, dopo questa vicenda, il rapporto tra Nikon e i costruttori indipendenti cinesi?</span></em></strong></p><p>È difficile immaginare che il mercato possa tornare alla situazione di qualche anno fa. Da una parte Nikon continuerà, con ogni probabilità, a difendere il proprio patrimonio tecnologico. Dall'altra Viltrox e gli altri produttori cinesi sembrano ormai determinati a rivendicare un ruolo stabile all'interno dell'ecosistema Nikon Z.</p><p>Come spesso accade nelle controversie industriali più importanti, è possibile che la sentenza finale non sia nemmeno il momento più significativo della storia.</p><p>Talvolta le cause servono soprattutto a ridefinire gli equilibri, a chiarire i rapporti di forza e, non di rado, ad aprire la strada a soluzioni che, prima del contenzioso, nessuna delle parti avrebbe preso in considerazione.</p><p>Per questo motivo continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda con lo stesso criterio adottato fin dall'inizio: riportare i fatti quando sono documentabili, distinguendoli sempre dalle interpretazioni e dalle inevitabili ipotesi che ogni procedimento ancora aperto porta con sé.</p><p>Perché, in una materia così complessa, il sensazionalismo dura un giorno. La precisione, invece, rimane utile anche quando la controversia è ormai soltanto una pagina della storia.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><strong><span data-ips-font-size="200">E adesso? Alcune ipotesi, non previsioni</span></strong></p></div><p>Allo stato attuale nessuno può sapere come si concluderà la controversia. Possiamo però individuare alcuni scenari plausibili.</p><p>Il primo è che Nikon impugni la decisione della CNIPA, cercando di ottenere il ripristino della validità del brevetto. Sarebbe la reazione più naturale e, probabilmente, quella che qualsiasi grande azienda adotterebbe per tutelare il proprio patrimonio tecnologico.</p><p>Il secondo è che la causa civile prosegua concentrandosi sugli altri brevetti eventualmente coinvolti o su aspetti diversi della controversia. L'invalidazione di un brevetto importante rafforza certamente la posizione di Viltrox, ma non equivale automaticamente alla conclusione dell'intero procedimento.</p><p>Esiste però anche una terza possibilità, forse la meno spettacolare ma storicamente tutt'altro che rara. Molte controversie brevettuali tra grandi aziende non si concludono con un vincitore e uno sconfitto, bensì con <strong>un accordo, esplicito o implicito, che ridefinisce i rapporti futuri tra le parti</strong>. Se ciò accadesse, questa vicenda potrebbe essere ricordata non tanto per una sentenza, quanto per avere segnato il momento in cui i produttori indipendenti cinesi hanno acquisito un nuovo peso negoziale nei confronti dei marchi storici.</p><p>Qualunque sarà l'esito, una cosa appare già evidente: <strong>questa non è più la storia di un piccolo costruttore che cerca spazio ai margini del mercato. È il confronto tra due realtà industriali ormai mature, ciascuna impegnata a difendere, con strumenti diversi, la propria idea di futuro.</strong></p></div><p></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><strong><span data-ips-font-size="200">Uno scenario possibile</span></strong></p></div><p>Se dovessimo immaginare come potrebbe evolvere questa vicenda nei prossimi anni, probabilmente non scommetteremmo né su una sconfitta definitiva di Nikon né su una completa liberalizzazione del sistema Z.</p><p>Le grandi aziende raramente arrivano in tribunale per distruggere un concorrente. Più spesso cercano di ridefinire il terreno sul quale dovranno convivere negli anni successivi.</p><p>È difficile pensare che Nikon possa rinunciare a tutelare il proprio patrimonio tecnologico. Sarebbe in contrasto con la sua storia e con il dovere che ogni azienda quotata ha nei confronti dei propri azionisti. Ma è altrettanto difficile immaginare che possa ignorare l'evoluzione del mercato. Oggi i produttori indipendenti rappresentano una componente importante dell'ecosistema fotografico e, in molti casi, contribuiscono ad aumentare l'attrattiva del sistema stesso.</p><p>Se questa lettura è corretta, il futuro potrebbe assomigliare meno a un conflitto permanente e più a una graduale normalizzazione dei rapporti.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Nikon continuerebbe a presidiare la fascia più alta del mercato, concentrando le proprie risorse sui prodotti strategici e sulle tecnologie distintive. I costruttori indipendenti, dal canto loro, potrebbero trovare uno spazio sempre più definito nelle focali che Nikon considera meno prioritarie o nelle fasce di prezzo dove la Casa madre non ha interesse a competere direttamente.</span></em></strong></p><p>In altre parole, potremmo assistere alla nascita di un ecosistema non molto diverso da quello che oggi caratterizza altri sistemi fotografici maturi: un costruttore che definisce gli standard tecnologici e una rete di aziende indipendenti che amplia le possibilità di scelta offerte ai fotografi.</p><p>Paradossalmente, il vero vincitore potrebbe non essere né Nikon né Viltrox.</p><p>Potremmo essere noi fotografi.</p><p>Perché un sistema fotografico non diventa forte quando impedisce agli altri di costruire obiettivi. Diventa forte quando è sufficientemente maturo da permettere la convivenza di prodotti diversi, filosofie differenti e costruttori capaci di rivolgersi a esigenze complementari.</p><p>Naturalmente è soltanto un'ipotesi. Ma se dovessimo scegliere il futuro che vorremmo vedere, probabilmente sarebbe proprio questo: meno tribunali, più obiettivi. Meno contrapposizioni, più concorrenza. Perché la storia della fotografia ha dimostrato più volte che, quando competono le idee invece delle carte bollate, i primi a beneficiarne sono sempre i fotografi.</p><p>E qui mi permetto una riflessione personale, che però non metterei nell'articolo perché è davvero una speculazione.</p><p>Secondo me <strong>Nikon e Viltrox finiranno per fare affari insieme</strong>.</p><p>Non necessariamente con un comunicato congiunto e una stretta di mano, ma attraverso una qualche forma di convivenza regolata. Nikon ha interesse a mantenere il controllo tecnologico del sistema Z, ma ha anche interesse a renderlo sempre più attraente. Viltrox, dal canto suo, ha tutto l'interesse a continuare a sviluppare il sistema Z: è uno dei mercati in cui ha investito di più negli ultimi due anni.</p><p><strong><em>Se dovessi davvero scommettere, direi che tra cinque anni ci ricorderemo di questa causa non come dell'inizio di una guerra, ma come del momento in cui Nikon e i produttori cinesi hanno dovuto ridefinire, per la prima volta, le regole della loro convivenza. E sarebbe una conclusione sorprendentemente positiva per entrambe le parti.</em></strong></p></div>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128470" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/ChatGPTImage29lug202606_26_04.png.411e294dda304d43341d1d7a2dda47ff.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/ChatGPTImage29lug202606_26_04.thumb.png.9c51f8662e7c83a32e1968e23ceac8d2.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 29 lug 2026, 06_26_04.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1469</guid><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 04:26:40 +0000</pubDate></item><item><title>Nuovo Neewer NW-ETZ : Un semplice adattatore, o la punta dell'iceberg?</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nuovo-neewer-nw-etz-un-semplice-adattatore-o-la-punta-delliceberg-r1463/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/1_3369544f-f9e7-4ad2-8fc3-0c66f37e8c60.webp.9cb22446432e3be4b8ec63d6b9ad0d16.webp" /></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="128398" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.thumb.png.66e0782a74ce36219de4708bec9341d4.png" alt="image.png" title="image.png" width="1024" height="659" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.png.9d6242fa9c8b85fbfef4107923346999.png" style="--i-media-width: 789px;" loading="lazy"></p><p>Qualche settimana fa Neewer ha presentato un nuovo adattatore autofocus che consente di utilizzare gli obiettivi Sony E sulle fotocamere Nikon Z. Una notizia destinata probabilmente a passare quasi inosservata, come tante altre che riguardano accessori fotografici. In fondo si tratta di un anello metallico con qualche contatto elettronico, un firmware aggiornabile e la promessa di mantenere autofocus, controllo del diaframma e trasmissione dei dati EXIF tra due sistemi progettati da costruttori diversi. Nulla che, almeno in apparenza, possa modificare il panorama della fotografia. (link diretto all'e-Commerce Neewer : <a rel="external nofollow" href="https://eu.neewer.com/products/neewer-nw-etz-camera-autofocus-adapter-ring-for-nikon-66608408"><strong>QUI</strong></a> )</p><p>Eppure, proprio questa apparente normalità ci ha fatto riflettere. Perché il punto non è l'adattatore in sé. Prima di Neewer ci avevano già provato Megadap, con prodotti che molti fotografi Nikon conoscono e apprezzano, e Viltrox, che aveva intrapreso la stessa strada salvo poi concentrare quasi tutte le proprie energie sullo sviluppo di una gamma di obiettivi autofocus sempre più ampia e articolata. La vera domanda, quindi, non è perché Neewer abbia deciso di entrare in questo settore, ma perché un numero crescente di aziende cinesi sia oggi in grado di sviluppare prodotti che richiedono competenze elettroniche e informatiche di livello molto elevato, oltre a una conoscenza approfondita dei protocolli di comunicazione utilizzati da sistemi fotografici differenti.</p><p>Fino a non molti anni fa avremmo dato una risposta quasi scontata. Un costruttore progettava le proprie fotocamere, i propri obiettivi e, al massimo, qualche accessorio dedicato. Le aziende indipendenti costruivano ottiche compatibili oppure producevano stativi, borse e flash. Oggi questa distinzione sembra molto meno netta. Un adattatore autofocus moderno non è un semplice raccordo meccanico. È un piccolo computer che deve interpretare in tempo reale i messaggi provenienti dall'obiettivo, tradurli nel linguaggio della fotocamera e fare in modo che il fotografo non si accorga nemmeno della sua presenza. È un lavoro che richiede progettazione elettronica, sviluppo firmware, aggiornamenti continui e una notevole capacità di seguire l'evoluzione dei sistemi Nikon e Sony.</p><p>È qui che la vicenda diventa interessante. Perché Neewer è conosciuta soprattutto per l'illuminazione, gli stativi, le batterie e gli accessori. Megadap, al contrario, sembra aver scelto consapevolmente una strada opposta: pochissimi prodotti, una comunicazione quasi inesistente e una specializzazione molto marcata proprio negli adattatori elettronici. Viltrox, infine, dopo avere percorso quella stessa strada, sembra averla progressivamente abbandonata per concentrare i propri investimenti sugli obiettivi delle serie AIR, PRO, EVO e LAB. Tre aziende, tre strategie differenti, ma tutte apparentemente in possesso di competenze che fino a pochi anni fa avremmo attribuito soltanto ai grandi costruttori di fotocamere.</p><p>È inevitabile, allora, che sorga un dubbio. Continuiamo a guardare questi marchi come se fossero la Nikon, la Canon o la Sigma di trent'anni fa, immaginando aziende completamente autonome che progettano internamente ogni componente dei propri prodotti. Ma siamo sicuri che l'industria fotografica cinese funzioni davvero in questo modo? Oppure stiamo osservando soltanto la parte visibile di un ecosistema molto più articolato, nel quale progettisti, sviluppatori software, produttori di componenti elettronici, costruttori di motori autofocus e aziende specializzate collaborano tra loro in forme che noi occidentali fatichiamo ancora a comprendere?</p><p>Non abbiamo una risposta, e sarebbe scorretto fingere di averla. Abbiamo però un indizio. Quel piccolo adattatore Neewer potrebbe essere molto più di un nuovo accessorio destinato agli utenti Nikon Z. Potrebbe rappresentare la prima occasione per provare a capire come stia realmente cambiando l'industria fotografica cinese, andando oltre i marchi impressi sul barilotto e cercando di seguire il percorso delle idee, delle competenze e della progettazione. Se questa ipotesi fosse fondata, allora il protagonista del nostro articolo non sarà Neewer e nemmeno il suo adattatore. Sarà il modo in cui oggi nascono i prodotti fotografici in Cina, un argomento del quale si parla ancora sorprendentemente poco e che, forse, merita di essere osservato con molta più attenzione.</p><p></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128399" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/3_fbf14f16-9927-41ec-a9d2-c0fe38b05536.thumb.webp.b9fddf75071b01d4be381d5f8ec6ac1c.webp" alt="3_fbf14f16-9927-41ec-a9d2-c0fe38b05536.webp" title="3_fbf14f16-9927-41ec-a9d2-c0fe38b05536.webp" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/3_fbf14f16-9927-41ec-a9d2-c0fe38b05536.webp.0864dcf451efbf5687241a9ccd4dc25f.webp" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128400" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/10103068_1.thumb.webp.c2de387ed02d2714cbf3286842b6d2f1.webp" alt="10103068_1.webp" title="10103068_1.webp" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/10103068_1.webp.7735abcb7e965faa3748aa977b4e12e3.webp" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128401" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/10103068_3.thumb.webp.febdcf1cffc86e2e6beabf6b0a6d0c44.webp" alt="10103068_3.webp" title="10103068_3.webp" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/10103068_3.webp.36d8c985e3028339cd68947656562354.webp" loading="lazy"></p><p></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128403" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/6_4c4f4f79-026d-4b1d-848f-67b8871419dd.thumb.webp.f9e7483be10e3f39ac2a4dddf54f7a5d.webp" alt="6_4c4f4f79-026d-4b1d-848f-67b8871419dd.webp" title="6_4c4f4f79-026d-4b1d-848f-67b8871419dd.webp" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/6_4c4f4f79-026d-4b1d-848f-67b8871419dd.webp.da626ced9ce07cad3fffd8f753deea11.webp" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128404" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/7_87b2579c-3972-4153-9b03-b18b5a6e1d0b.thumb.webp.67a616068d8e74deebcc65bdab10ee84.webp" alt="7_87b2579c-3972-4153-9b03-b18b5a6e1d0b.webp" title="7_87b2579c-3972-4153-9b03-b18b5a6e1d0b.webp" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/7_87b2579c-3972-4153-9b03-b18b5a6e1d0b.webp.36a180a22bc15955648d548bc71d9986.webp" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128405" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/8_43b74719-d29f-45d1-aa27-bf6d30c02891.thumb.webp.8e4545e05565a838ad23166680dbd2da.webp" alt="8_43b74719-d29f-45d1-aa27-bf6d30c02891.webp" title="8_43b74719-d29f-45d1-aa27-bf6d30c02891.webp" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/8_43b74719-d29f-45d1-aa27-bf6d30c02891.webp.b4d45db601a0e46edd1ec66d736291c9.webp" loading="lazy"></p><p></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="128402" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/5_a7c56759-ab3e-4bc7-9753-16d0c759f84e.thumb.webp.ee57b4cdd1d01806f9e2a66e0036a2bb.webp" alt="5_a7c56759-ab3e-4bc7-9753-16d0c759f84e.webp" title="5_a7c56759-ab3e-4bc7-9753-16d0c759f84e.webp" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/5_a7c56759-ab3e-4bc7-9753-16d0c759f84e.webp.19973cf7efa7e049e9f7df35d52d16ea.webp" loading="lazy"></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><strong><span data-ips-font-size="125">No Dark Corners</span></strong></p></div><p>C'è poi un dettaglio che merita attenzione. Tra tutte le caratteristiche che Neewer avrebbe potuto mettere in evidenza, la prima immagine della presentazione reca una scritta quasi disarmante: <strong>"No Dark Corners"</strong>. Nessun angolo scuro. Non si parla di velocità dell'autofocus, di algoritmi, di firmware o di compatibilità. Si rassicura il fotografo su un aspetto molto concreto: il diametro utile dell'adattatore è sufficiente a non introdurre vignettatura meccanica anche con ottiche full frame. È una scelta comunicativa interessante, perché suggerisce quale sia il vero obiettivo di questi prodotti: non aggiungere qualcosa alla fotocamera, ma fare in modo che il fotografo dimentichi completamente la loro presenza.</p></div><p>Raffronto tra adattatori E-Z sul mercato :</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 379px;"><colgroup><col style="width:279px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Modello</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Presentazione</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Prezzo di lancio</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Spessore</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Firmware</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Caratteristiche principali</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Megadap ETZ21 Pro</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>18 agosto 2023</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>250 US$</strong> (43.000 ¥ in Giappone)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2 mm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>aggiornabile</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>AF, AF-C, Eye AF, EXIF, IBIS, compatibilità DX e FX. Evoluzione dell'ETZ21 del 2022.</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Viltrox E-Z</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>10 gennaio 2025</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>99 US$ / 119 €</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>4 mm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>aggiornabile</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>AF, controllo diaframma, EXIF, IBIS, pulsanti personalizzabili, grande apertura interna ("Large Opening Design").</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Neewer NW-ETZ</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>primavera 2025</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>99-119 US$</strong> (secondo i mercati)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>4 mm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>aggiornabile tramite connessione magnetica</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>AF, EXIF, IBIS, grande apertura interna ("No Dark Corners"), compatibile con ottiche Sony, Sigma e Tamron.</p></td></tr></tbody></table></div><h3>Alcune osservazioni interessanti</h3><p>La tabella, da sola, racconta già una piccola storia.</p><ul><li><p><strong>Megadap</strong> arriva per prima ed è anche il prodotto più costoso. L'impressione è quella di un'azienda che vende soprattutto competenza tecnica più che volume commerciale.</p></li><li><p><strong>Viltrox</strong> rompe il mercato proponendo un adattatore molto simile a meno della metà del prezzo del Megadap.</p></li><li><p><strong>Neewer</strong> entra quasi subito nella stessa fascia di prezzo del Viltrox, con una comunicazione sorprendentemente simile: grande apertura interna, assenza di vignettatura, compatibilità estesa.</p></li></ul><blockquote class="ipsQuote" cite="" data-ipsquote=""><div class="ipsQuote_contents" data-ipstruncate=""><p><strong><em><span data-i-color="red">Perché tre aziende così diverse, in meno di due anni, arrivano a prodotti tanto vicini per caratteristiche, dimensioni e prezzo? Siamo di fronte a tre progetti completamente indipendenti oppure all'emersione di competenze condivise all'interno di un ecosistema industriale molto più articolato di quanto immaginiamo?</span></em></strong></p></div></blockquote><p><strong><em><span data-ips-font-size="125">Ma c'era proprio bisogno di un altro adattatore che si inserisce in un mercato già servito ?</span></em></strong></p><p>A questo punto, però, la domanda cambia completamente. Non dobbiamo più chiederci se esista davvero un mercato per un adattatore Sony E verso Nikon Z, né se i Nikonisti ne avessero realmente bisogno. Probabilmente la risposta, presa alla lettera, sarebbe persino negativa. Nikon oggi dispone di un sistema Z maturo, con una gamma di obiettivi sempre più completa e di qualità molto elevata. Difficilmente un adattatore può essere visto come una necessità per chi ha costruito il proprio corredo interamente attorno a Nikon.</p><p><strong>Forse, allora, stiamo guardando il problema dalla parte sbagliata.</strong></p><p>Questi adattatori non sembrano essere nati pensando anzitutto ai Nikonisti. Sembrano essere nati pensando all'enorme patrimonio rappresentato dall'innesto Sony E. Da oltre dieci anni Sony è il primo approdo commerciale per quasi tutti i produttori indipendenti. Sigma, Tamron, Samyang, Zeiss, Viltrox e molti altri hanno sviluppato centinaia di obiettivi autofocus per questo sistema, creando quello che oggi è probabilmente l'ecosistema ottico più vasto dell'intero mercato fotografico.</p><p>L'adattatore, quindi, non vende semplicemente la possibilità di montare un obiettivo Sony su una Nikon. Vende l'accesso a quell'ecosistema. È una differenza sostanziale. Il suo valore non risiede tanto nell'anello metallico o nell'elettronica che contiene, quanto nella porta che apre verso un catalogo costruito in oltre un decennio di sviluppo.</p><p><strong><span data-i-color="blue">Da questo punto di vista il Nikonista è quasi un beneficiario indiretto. Il vero protagonista è il sistema Sony E</span></strong>, diventato di fatto una piattaforma di riferimento per l'intera industria delle ottiche indipendenti. Se questa interpretazione è corretta, allora prodotti come quelli di Megadap, Viltrox e, ora, Neewer non cercano di creare un nuovo mercato. Cercano piuttosto di rendere permeabili i confini tra ecosistemi che, fino a pochi anni fa, erano considerati quasi invalicabili.</p><p>Ed è forse proprio questo l'aspetto più interessante dell'intera vicenda. Per la prima volta l'adattatore non serve tanto a recuperare vecchi obiettivi manuali o a prolungare la vita di un corredo destinato all'obsolescenza.<strong><em><span data-i-color="blue"> Diventa uno strumento strategico che consente ad un sistema fotografico di dialogare con un altro. In altre parole, il prodotto non è l'adattatore. Il prodotto è l'accesso ad un ecosistema</span></em></strong>. E questo, probabilmente, spiega molto meglio della semplice scheda tecnica perché aziende diverse abbiano deciso di investire nello stesso identico settore.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p>Stiamo forse assistendo alla trasformazione del concetto stesso di "sistema fotografico"</p></div><p>Per quasi un secolo il valore di un sistema fotografico è stato misurato anche dal numero degli obiettivi disponibili. Era uno dei principali argomenti commerciali dei grandi costruttori: scegliere un marchio significava entrare in un ecosistema e, in una certa misura, rinunciare agli altri.</p><p>Se adattatori come questi diventeranno realmente maturi e affidabili, quel paradigma potrebbe cominciare a cambiare. Non perché gli obiettivi perderanno la loro identità o perché un Nikonista smetterà di essere Nikonista, ma perché il valore di un sistema non dipenderà più soltanto da ciò che produce il suo costruttore. Dipenderà anche dalla sua capacità di dialogare con gli ecosistemi vicini.</p></div><h3><strong>Un adattatore che arriva nel momento meno atteso</strong></h3><p>C'è infine un aspetto che rende l'arrivo del nuovo adattatore Neewer ancora più interessante e che, almeno a nostro avviso, merita una riflessione.</p><p>Da alcuni mesi il rapporto tra Nikon e Viltrox è al centro dell'attenzione dopo l'avvio di un'azione legale in Cina riguardante brevetti e tecnologie collegate all'innesto Z. Al di là delle molte ricostruzioni apparse sul web, i fatti realmente noti sono pochi e, soprattutto, non risulta ancora una conclusione pubblica della vicenda. Sarebbe quindi improprio attribuire alla causa conseguenze che, almeno per il momento, nessuno è in grado di documentare.</p><p>È però possibile osservare ciò che è accaduto nel frattempo.</p><p>Il mercato degli adattatori elettronici Sony E verso Nikon Z non si è fermato. Anzi, mentre la controversia rimane aperta, un altro costruttore decide di entrare nello stesso segmento con un prodotto dalle caratteristiche molto simili: autofocus, controllo elettronico del diaframma, trasmissione dei dati EXIF, aggiornamento firmware e piena compatibilità con un numero crescente di obiettivi.</p><p>Naturalmente questo non dimostra alcun collegamento tra le due vicende. Potrebbe trattarsi di una semplice coincidenza temporale. Potrebbe significare che Neewer utilizza soluzioni tecniche differenti. Oppure che la controversia riguardi esclusivamente il rapporto tra Nikon e Viltrox senza estendersi, almeno allo stato attuale, all'intero settore degli adattatori elettronici.</p><p>Sono tutte ipotesi. Nulla di più.</p><p>Resta però un dato oggettivo. Se un'azienda decide di investire nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione di un adattatore di questo tipo proprio in una fase di evidente incertezza, significa che considera quel mercato ancora interessante e sufficientemente maturo da giustificare un investimento. È una valutazione industriale, non giuridica, ma non per questo meno significativa.</p><p>Forse è ancora troppo presto per capire quale direzione prenderà questo segmento. Forse tra qualche anno gli adattatori elettronici saranno diventati accessori comuni come oggi lo sono gli adattatori meccanici. Oppure resteranno prodotti di nicchia destinati a una parte limitata del mercato. Oggi non possiamo saperlo.</p><p>Possiamo però registrare un fatto. <strong><em><span data-i-color="blue">Mentre l'attenzione di molti osservatori è concentrata sulla controversia tra Nikon e Viltrox, altri costruttori continuano a sviluppare prodotti destinati allo stesso ecosistema. Non è un elemento che anticipa l'esito della causa, né autorizza conclusioni affrettate. È semplicemente un indizio che suggerisce come, al di là delle vicende giudiziarie, questo settore continui ad essere ritenuto strategicamente interessante da chi opera nell'industria fotografica.</span></em></strong></p><p>E, per un osservatore, gli indizi meritano sempre di essere annotati, anche quando è ancora troppo presto per trasformarli in certezze.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">1463</guid><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 06:42:00 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon Zr o Sony FX5?</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-zr-o-sony-fx5-r1456/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/ChatGPTImage23lug202610_22_11.png.c132b97fc2b47a07aeb105b02f44b0bb.png" /></p>
<h2>Due strade diverse verso lo stesso obiettivo</h2><p>L'annuncio della Sony FX5 rende inevitabile il confronto con l'unica fotocamera cine di Nikon, la Zr.<br>Sony ha una intera famiglia di videocamere FX, dal formato super-35 a quello "Venice".</p><p>Per la prima volta Nikon ha proposto una macchina che nasce con un'ambizione dichiaratamente cinematografica. Non una mirrorless che registra ottimi video, ma uno strumento pensato per inserirsi in un flusso di lavoro professionale grazie soprattutto all'integrazione nativa del codec RED, eredità dell'acquisizione di RED Digital Cinema.</p><p>Sony percorre una strada diversa.</p><p>La FX5 appartiene alla famiglia Cinema Line e rappresenta una vera cinepresa compatta, progettata fin dall'inizio per il video professionale.</p><p>L'obiettivo, però, è sorprendentemente simile.</p><p>Consentire a un autore di produrre immagini cinematografiche con una macchina relativamente compatta e accessibile.</p><h2>Nikon parte dalla fotografia...</h2><p>La Zr eredita quasi integralmente la piattaforma della Z6 III in un corpo diverso.</p><p>Ritroviamo il sensore full frame partially stacked, l'elettronica, l'autofocus, il processore Expeed 7, lo slot CFexpress tipo B e tutta l'esperienza maturata da Nikon sulle mirrorless professionali. Manca solo il mirino e una impugnatura comoda. Ma c'è un display posteriore che è il migliore del mercato e rende superflui monitor opzionali.</p><p>Su questa base viene costruita una macchina che guarda con decisione al cinema digitale ma che può anche essere usata in modo sbarazzino, senza troppi orpelli.</p><p><strong><em><span data-i-color="red">Il vero elemento distintivo è naturalmente il codec RED integrato.</span></em></strong></p><p>È il primo segnale concreto della strategia Nikon dopo l'acquisizione di RED.</p><h2>Sony parte dal cinema...</h2><p>Sony percorre il cammino opposto.</p><p>La FX5 nasce direttamente all'interno della Cinema Line.</p><p>Il sensore da 16,6 megapixel privilegia velocità di lettura, rolling shutter contenuto e prestazioni video rispetto alla risoluzione fotografica.</p><p>L'intera ergonomia è quella di una cinepresa.</p><p>Il corpo è modulare, il mirino è opzionale, l'impugnatura XLR fa parte dell'ecosistema professionale e tutto è pensato per il set.<br>Va pensata in rig complessi, con monitor esterno, batteria V-Mount, microfono XLR etc.<br></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 829px;"><colgroup><col style="width:199px;"><col style="width:225px;"><col style="width:405px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p></p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Nikon Zr</strong></p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sony FX5</strong></p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Filosofia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Mirrorless fotografica professionale con fortissima vocazione video</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Cine camera professionale dedicata</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sensore</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Full Frame semi-stacked ad alta velocità</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Full Frame stacked da 16,6 MP ottimizzato esclusivamente per il video </p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fotografia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Progettata anche per fotografia tradizionale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fotografare è quasi un "effetto collaterale" (annunciato un aggiornamento firmware nel 2027 per estrarre singoli fotogrammi dai video)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Video</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>6K60, niente open gate</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>5K Open Gate, RAW X-OCN interno, 4K fino a 120p, FHD fino a 240p</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ergonomia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Corpo fotografico Nikon Z senza mirino elettronico ma con display da 4''</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ergonomia Cinema Line modulare, display da 3.5 pollici, mirino elettronico opzionale</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Audio</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Microfono esterno con registrazione a 32 bit float</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Maniglia XLR dedicata con registrazione a 32 bit float </p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Utente ideale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Fotografo/videografo ibrido, fotografo che fa occasionalmente video, chi già usa RED e chi invece fa solo fotografia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>filmmaker, produzioni video</p></td></tr></tbody></table></div><p></p><h2>Due filosofie industriali</h2><p>Ed è qui che il confronto diventa interessante.</p><p><strong>La Nikon Zr è una videocamera costruita attorno a una grande fotocamera.</strong></p><p><strong>La Sony FX5 è una videocamera costruita attorno a una cinepresa.</strong></p><p>Può sembrare un gioco di parole.</p><p>Non lo è.</p><p>Perché la Zr conserva tutta la versatilità fotografica della Z6 III.</p><p>La FX5, invece, accetta serenamente alcuni compromessi fotografici per privilegiare il linguaggio cinematografico.</p><h2>Anche il prezzo racconta questa differenza</h2><p>La Nikon dovrebbe oramai collocarsi intorno ai <strong>2.000 euro</strong> solo corpo e non ci sono accessori sostanziali (a parte, forse il grip SmallRig o una Cage)</p><p>La Sony parte da <strong>5.400 euro</strong> per il solo corpo.</p><p>La versione con impugnatura XLR arriva a <strong>6.000 euro</strong>, ai quali bisogna aggiungere il nuovo mirino elettronico professionale e gli altri accessori dedicati.</p><p>Alla fine una FX5 realmente pronta per il lavoro supera facilmente i <strong>6.700 euro</strong>.</p><p>La Zr, invece, offre già tutto ciò che serve in un unico corpo.</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 60px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p></p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Nikon Zr</strong></p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sony FX5</strong></p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Corpo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>circa <strong>2.200 €</strong> (salvo sconti)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>5.400 €</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Versione con maniglia XLR</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>—</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>6.000 €</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Mirino elettronico</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>display da 4''</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Optional</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Audio professionale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>microfono opzionale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Maniglia XLR-H2 con registrazione 32-bit float</p></td></tr></tbody></table></div><h2>Il vero confronto</h2><p>La domanda, quindi, non è quale delle due registri il video migliore.</p><p>Sarà il mercato, e soprattutto i professionisti, a dirlo.</p><p>La vera domanda è un'altra.</p><p><strong>È più convincente partire da una eccellente mirrorless e trasformarla in una videocamera professionale, oppure partire da una cinepresa cercando di renderla il più versatile possibile?</strong><br><strong>E, infine, c'è un mercato per videocamere da 6000 euro, oppure Sony sta già sconfinando in un altro segmento dove ci sono proposte migliori (RED, Blackmagic, Alexa, la stessa Sony con le linee superiori ) ?</strong></p><p>Sony e Nikon hanno dato due risposte molto diverse.</p><p>Ed è forse proprio questo l'aspetto più interessante della sfida.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">1456</guid><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:31:33 +0000</pubDate></item><item><title>Godox Lux Junior II  : quando il "vintage" si evolve</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/godox-lux-junior-ii-quando-il-vintage-si-evolve-r1450/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Immagine2026-07-22073037.JPG.d37014cbaeca1ff6b95b00d0542f437b.JPG" /></p>
<h1><img src="https://www.godox.com/static/upload/other/20260718/1784340112950753.webp" alt="1784340112950753.webp" class="ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" width="1200" height="689" style="--i-media-width: 709px;" loading="lazy"></h1><p>Il successo del primo Godox Lux Junior era stato, almeno in parte, una sorpresa. In un mercato che sembrava ormai diviso tra speedlight professionali sempre più complessi e piccoli lampeggiatori economici senza particolari ambizioni, Godox aveva proposto un oggetto diverso dal solito. Un flash dalle linee dichiaratamente retrò, capace di evocare le fotocamere degli anni Settanta, semplice da utilizzare e sufficientemente compatto da trovare posto in qualsiasi borsa fotografica.</p><p>Il Lux Junior originale, però, nasceva con una filosofia ben precisa. Era un piccolo flash essenzialmente manuale, con una modalità automatica affidata al sensore frontale e pochi controlli, destinato soprattutto a chi desiderava riscoprire una fotografia più essenziale oppure cercava un accessorio dal carattere originale per la propria mirrorless o fotocamera analogica.</p><p>Con il nuovo <strong>Lux Junior II</strong>, presentato in questi giorni da Godox, quella filosofia sembra evolversi senza rinnegare le proprie origini.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="128055" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.thumb.png.94e7cc649a619f5c8a26d20f6a5c685f.png" alt="image.png" title="image.png" width="898" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.png.7ccb0cca40c64ef92a566a3874a1c9de.png" style="--i-media-width: 619px;" loading="lazy"></p><p>A prima vista cambia poco. Il corpo mantiene praticamente le stesse proporzioni, il riflettore cromato continua a caratterizzare l'estetica della serie e l'insieme conserva quel piacevole sapore vintage che aveva contribuito al successo del modello precedente. Basta però osservare la scheda tecnica per capire che siamo di fronte a un progetto completamente ripensato.</p><p>La novità più importante è certamente l'introduzione del <strong>TTL</strong>, disponibile nelle versioni dedicate ai principali sistemi fotografici. Una funzione che modifica radicalmente il modo di utilizzare questo piccolo flash. Se il primo Lux Junior richiedeva inevitabilmente un approccio più riflessivo, fatto di numeri guida, aperture e tentativi, il nuovo modello promette un'integrazione molto più naturale con le moderne mirrorless, lasciando alla fotocamera il compito di gestire automaticamente l'esposizione del lampo.</p><p>Accanto al TTL arriva anche la <strong>sincronizzazione ad alta velocità (HSS)</strong>, altra caratteristica impensabile sul primo modello. La possibilità di sincronizzare il flash oltre il tradizionale tempo di X-sync apre infatti scenari completamente nuovi per chi ama utilizzare grandi aperture anche in piena luce, mantenendo il lampo come semplice luce di schiarita anziché come unica sorgente di illuminazione.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="128057" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.thumb.png.7c2d44fd2eb80f6cd43a69739564865e.png" alt="image.png" title="image.png" width="1024" height="499" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.png.69a1d6b318d3670af143a5e7fbf1afa1.png" style="--i-media-width: 653px;" loading="lazy"></p><p>Ma forse la vera trasformazione è meno evidente.</p><p>Per la prima volta il Lux Junior entra infatti a pieno titolo nell'ecosistema <strong>Godox X</strong> grazie al ricevitore radio a 2,4 GHz integrato. Significa che potrà essere controllato a distanza dai trasmettitori della casa cinese, entrando a far parte di un sistema composto da speedlight, monotorce e generatori professionali. Una caratteristica che cambia completamente la prospettiva d'impiego del prodotto: non più soltanto un piccolo flash da montare sulla slitta della fotocamera, ma una sorgente luminosa supplementare da utilizzare anche fuori asse, come luce di riempimento, controluce o punto luce d'accento.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="128058" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.thumb.png.2155bbdb048555b850da027374506afd.png" alt="image.png" title="image.png" width="1024" height="612" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.png.48c4521bdff268b292f81929b4e461a8.png" style="--i-media-width: 644px;" loading="lazy"></p><p>Anche l'interfaccia segue questa evoluzione. Le tradizionali regolazioni del primo Lux Junior lasciano spazio a un <strong>display touch a colori</strong>, mentre l'alimentazione viene affidata a una batteria agli ioni di litio ricaricabile tramite USB-C, soluzione ormai diventata quasi uno standard per i dispositivi più recenti e decisamente più pratica delle batterie sostituibili adottate dal modello originale.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="128056" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.thumb.png.3b9a6db9bb1df0d6da7774f6f3bf5aeb.png" alt="image.png" title="image.png" width="1024" height="512" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.png.a3571ee727468525cc4b9831d3ddce70.png" style="--i-media-width: 554px;" loading="lazy"></p><p>Naturalmente tutto questo appartiene ancora al terreno delle specifiche dichiarate. Sarebbe scorretto anticipare giudizi sull'efficacia del TTL, sulla precisione dell'esposizione, sulla qualità dell'HSS, sull'autonomia della batteria o sulla reale ergonomia del nuovo display prima di aver avuto il flash tra le mani. Come sempre, la prova sul campo potrà confermare oppure ridimensionare le aspettative create dalla scheda tecnica.</p><p><strong>Resta però una considerazione che sembra difficile ignorare.</strong></p><p>Negli ultimi tempi il segmento dei piccoli flash dedicati alle mirrorless è tornato improvvisamente vivace. <strong>Prodotti sempre più compatti, curati nel design e ricchi di funzioni stanno dimostrando che esiste spazio tra il minuscolo lampeggiatore manuale e il tradizionale speedlight professionale</strong>. Il Lux Junior II sembra inserirsi esattamente in questa direzione, mantenendo il fascino estetico del modello originale ma dotandolo di tutte quelle caratteristiche che oggi molti fotografi considerano indispensabili.</p><p>In fondo è proprio questa la differenza tra le due generazioni. Il primo Lux Junior era soprattutto un piccolo flash dal carattere inconfondibile, capace di conquistare per simpatia e semplicità. Il Lux Junior II, almeno sulla carta, sembra invece voler essere qualcosa di più: un accessorio moderno, perfettamente integrato nel sistema Godox e sufficientemente evoluto da accompagnare senza compromessi anche le mirrorless più recenti.</p><p>Se manterrà le promesse, lo scopriremo soltanto quando arriverà sul banco prova di Nikonland. Fino ad allora ci limitiamo a registrare un dato di fatto: Godox non ha semplicemente aggiornato un prodotto di successo. Ha preso un'idea che funzionava e l'ha portata decisamente più vicino alle esigenze del fotografo del 2026.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="128059" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.thumb.png.e1824d86f86a6dc46909eac9882c1f45.png" alt="image.png" title="image.png" width="1024" height="505" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image.png.4b3de50779d3e8fd9ade31b8e2eb5934.png" style="--i-media-width: 795px;" loading="lazy"></p><p>il nuovo Godox Lux Junior II su una Nikon Zf. Il numero 400 simboleggia il numero di scatti che Godox promette con una singola carica.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">1450</guid><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 05:31:00 +0000</pubDate></item><item><title>Nuovo Viltrox AF 26mm f/2.8 Mini EVO : annuncio uffciale</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nuovo-viltrox-af-26mm-f28-mini-evo-annuncio-uffciale-r1438/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Immagine2026-07-15163746.JPG.46436b0b3ce9fa568e901c11968f00ba.JPG" /></p>
<p>Ampiamente anticipato, lancio ufficiale previsto per mercoledì 15 luglio, sera.<br>Si sa già tutto, tranne il prezzo e la data di disponibilità.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127571" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-6.thumb.jpg.f3b82fc46b7af6a3589e141aed6fce1e.jpg" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-6.jpg" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-6.jpg" width="1024" height="431" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-6.jpg.d96cf4ee3accea2f14493f7ab65c305e.jpg" loading="lazy"></p><p>è full-frame, con attacco Nikon Z e Sony E.</p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="127569" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-4.png.483b220d310d7d040f960ec9a37b0f78.png" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-4.png" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-4.png" width="560" height="304" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="127570" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-5.png.b3bd4a28a05e1c4619fff411fbe0db0a.png" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-5.png" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-5.png" width="548" height="494" loading="lazy"></p><p>inaugura una nuova serie denominata MINI EVO, cioé EVO (anello del diaframma e schema ottico evoluto) ma compatto.<br>In questo caso il più classico dei veri "pancake" con soli 25.8 mm di lunghezza e 170 grammi in versione Nikon Z.</p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="127567" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-1.png.3bb0d916dedf19af74a8b9356ffaec0b.png" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-1.png" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-1.png" width="544" height="324" loading="lazy"></p><p>lo schema ottico è su 8 lenti in sei gruppi (formula storica) ma con lenti pregiate tra cui due asferiche e una ad altissimo indici di rifrazione che sfrutta tutta la gola larghissima delle nostre mirrorless Z.</p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="127568" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-2.png.890b8abef1bcd83b6cf532645ff15b85.png" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-2.png" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-2.png" width="538" height="402" loading="lazy"></p><p>il grafico MTF è promettente per un obiettivo così compatto e leggero che certamente, dovrà sottostare a qualche compromesso.</p><p>Sembra avere un tappo anteriore particolare mentre non pare essere previsto un paraluce in dotazione.</p><p>Ma per altri dettagli attendiamo la data effettiva di presentazione e il materiale ulteriore che Viltrox fornirà al pubblico.</p><p></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127572" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-1.thumb.jpg.be614be5fe63802eb0d085b6820b05e4.jpg" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-1.jpg" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-1.jpg" width="1024" height="976" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-1.jpg.3ee802ea385288fb97afbc8d842da4d7.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127573" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-2.thumb.jpg.cbe8e2bfd0ce319f56f8214e7aed0b23.jpg" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-2.jpg" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-2.jpg" width="1024" height="961" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-2.jpg.c9ea40e9ad4631970fcbccd2dc84af2e.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127574" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-3.thumb.jpg.02182ad5c1094ea9da6ce58a74d89eb0.jpg" alt="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-3.jpg" title="Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-3.jpg" width="1024" height="918" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-26mm-f2.8-EVO-pancake-lens-for-Nikon-Z-mount-3.jpg.96dda642be8e49dbfea40175d1fef0eb.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127575" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-1.thumb.jpg.68db27da7fa213db725544906663d282.jpg" alt="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-1.jpg" title="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-1.jpg" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-1.jpg.389f177c28a5df3855ace3572e28ce8b.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127576" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-2.thumb.jpg.6fe84662850800d5e36ea891b6d4d892.jpg" alt="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-2.jpg" title="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-2.jpg" width="1024" height="1024" 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alt="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-4.jpg" title="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-4.jpg" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-4.jpg.dff59c8a40a9c4e332bb768bf7f026a1.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127579" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-5.thumb.jpg.212c17cdbcb7ac731439a72f1267ce86.jpg" alt="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-5.jpg" title="Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-5.jpg" width="1024" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Viltrox-AF-26mm-f2.8-EVO-pancake-full-frame-lens-5.jpg.e8734da26f2eb5793597635086380a3d.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1438</guid><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 14:00:00 +0000</pubDate></item><item><title>Nuovo Tamron 12-20mm f/2.8 - modello A084 (full frame per Mirrorless)</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nuovo-tamron-12-20mm-f28-modello-a084-full-frame-per-mirrorless-r1436/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-2.png.94edc972d7e862cc066f5984c04d6e5a.png" /></p>
<p><strong><em><span data-i-color="blue">Il nuovo Tamron 12-20/2.8, la novità interessante che verrà proposto in versione sia Nikon Z che Sony E.</span></em></strong></p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Dal comunicato stampa "catturato" online :</span></em></strong></p><ul><li><p>Lunghezza focale: zoom ultra grandangolare da 12-20 mm</p></li><li><p>Apertura massima: F2.8 costante su tutta la gamma di zoom (ideale per astrofotografia, paesaggi notturni e riprese in interni)</p></li><li><p>Formato: Di III (mirrorless full-frame)</p></li><li><p>Angolo di visuale: 121°58′ – 94°30′ (inquadratura completa)</p></li><li><p>Lunghezza: 4,7” (119,3 mm) Sony E / 4,8” <strong>(121,3 mm) Nikon Z</strong></p></li><li><p>Peso: 20,2 oz (570 g) Sony E / 20,7 oz <strong>(585 g) Nikon Z</strong></p></li><li><p>Diametro massimo: Ø90 mm</p></li><li><p>Meccanismo di messa a fuoco con <strong>motore lineare VXD</strong> (Voice-coil eXtreme-torque Drive): alta velocità, alta precisione e silenziosità.</p></li><li><p>Distanza minima di messa a fuoco (MOD): 7,1” (0,18 m) all'estremità larga 12 mm / 11,1” (0,28 m) all'estremità telescopica</p></li><li><p>Rapporto di ingrandimento massimo: 1:5,8 (grandangolare) / 1:9,1 (teleobiettivo)</p></li><li><p>Una prospettiva travolgente in 12 mm per scene dinamiche e ampie.</p></li><li><p>Risoluzione straordinaria da un angolo all'altro, ottimizzata per l'astrofotografia e i paesaggi notturni.</p></li><li><p>Mobilità ottimizzata per gli spostamenti in ambienti naturali grazie a un design compatto e leggero.</p></li><li><p>Funzionalità di controllo complete (interruttori e anelli) per esigenze professionali</p></li><li><p>Compatibile con TAMRON Lens Utility<span class="ipsEmoji">™</span> per una personalizzazione fluida di video e foto.</p></li><li><p><strong>Diaframma circolare a 12 lamelle</strong> per un bokeh splendido e una gestione ottimale della luce.</p></li><li><p>Nuova evoluzione del design delle lenti “Tone Profile Next”.</p></li><li><p><strong>Paraluce integrato a forma di fiore</strong></p></li><li><p><strong>Portafiltro posteriore integrato</strong></p></li><li><p>Tappo anteriore con chiusura di sicurezza</p></li><li><p>Include una pellicola protettiva per lenti a contatto.</p></li><li><p>Apertura minima: F16</p></li><li><p>Pale del diaframma: 12 (circolari)</p></li><li><p>Diametro del filtro: Portafiltro posteriore (nessuna filettatura anteriore)</p></li><li><p>Accessori standard: tappo anteriore, tappo posteriore, copriobiettivo, paraluce integrato</p></li><li><p>Costruzione ottica: 17 elementi in 12 gruppi, tra cui 1 XGM (eXpanded Glass Molded Aspherical), 3 GM (Glass Molded Aspherical) e diversi elementi ottici speciali:</p><ul><li><p>Sopprime efficacemente la sfocatura periferica, le frange di colore e l'effetto coma sagittale.</p></li><li><p>Offre un'elevata nitidezza dal centro fino ai bordi estremi.</p></li></ul></li></ul><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127467" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-1.png.185b9211c5911b867d1757aa0ec55c86.png" alt="Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-1.png" title="Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-1.png" width="540" height="360" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-1.png.185b9211c5911b867d1757aa0ec55c86.png" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="127468" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-2.png.231abf1aa9bb31df93de723e912cc210.png" alt="Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-2.png" title="Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-2.png" width="540" height="377" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/Tamron-12-20mm-f2.8-lens-for-Nikon-Z-mount-A084-model-2.png.231abf1aa9bb31df93de723e912cc210.png" loading="lazy"></p><p></p><p><strong><em><span data-i-color="indigo">aggiornamenti ad annuncio ufficiale nei commenti</span></em></strong></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1436</guid><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 04:34:00 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon Z50 II : aggiornamento firmware 1.1</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-z50-ii-aggiornamento-firmware-11-r1431/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_07/image(91).jpg.12806d5170bf989e0cb442765891e29a.jpg" /></p>
<p>2026-07-07 <a rel="external nofollow" href="https://downloadcenter.nikonimglib.com/it/download/fw/595.html"><strong><span data-i-color="blue">Firmware Z50II Versione 1.10</span></strong></a></p><p><strong><span data-i-color="red">Attenzione: aggiornamento del firmware</span></strong></p><p style="text-align:left;"><span data-i-color="red">Non aggiornare il firmware della fotocamera con obiettivi diversi dagli obiettivi NIKKOR baionetta Z-mount o adattatori baionetta diversi da FTZ II/FTZ collegati; la mancata osservanza di questa precauzione potrebbe causare il malfunzionamento della fotocamera.</span></p><p style="text-align:left;"><strong>Modifiche rispetto alla versione firmware "C" da 1.04 a 1.10</strong></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 909px;"><colgroup><col style="width:909px;"></colgroup><tbody><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Nota</strong>: le modifiche elencate di seguito sotto "Fotografia di immagini fisse/Registrazione di video", "Controlli", "Display" e "Rete" sono descritte in dettaglio nel <a rel="external nofollow" href="https://downloadcenter.nikonimglib.com/it/products/637/Z50II.html"><em>Manuale di aggiornamento firmware supplementare</em></a>.</p><p><strong>■ Fotografia di immagini fisse/Registrazione di video</strong></p><ul><li><p>• Modificati i seguenti nomi delle voci nei Picture Control:</p><ul><li><p>- [<strong>Cloud Picture Control</strong>] modificato in [<strong>Imaging Recipe</strong>].</p></li><li><p>- [<strong>Aggiungi i file Cloud Picture Control</strong>] sotto [<strong>Imposta Picture Control</strong>] nei menu di ripresa foto e registrazione video è stato modificato in [<strong>Scarica le imaging recipe</strong>].</p></li></ul></li></ul><p><strong>■ Controlli</strong></p><ul><li><p>• Aggiunto [<strong>Al salvataggio impostazioni utente</strong>] a [<strong>Salva posizione di messa a fuoco</strong>] nel [<strong>MENU IMPOSTAZIONI</strong>].</p></li></ul><p><strong>■ Display</strong></p><ul><li><p>• È stato aggiunto [<strong>Interruttore autom. display monitor</strong>] al [<strong>MENU IMPOSTAZIONI</strong>].</p></li></ul><p><strong>■ Rete</strong></p><ul><li><p>• Aggiunto [<strong>Wi-Fi sempre attivo</strong>] a [<strong>Connetti a smart device</strong>] &gt; [<strong>Connessione Wi-Fi (AP mode)</strong>] nel [<strong>MENU OPZIONI DI RETE</strong>].</p></li><li><p>• Aggiunto [<strong>Timeout connessione inattiva</strong>] a [<strong>Collega a server FTP</strong>] &gt; [<strong>Opzioni</strong>] nel [<strong>MENU OPZIONI DI RETE</strong>].</p></li></ul><p><strong>■ Altre modifiche</strong></p><ul><li><p>• Il diaframma non è più limitato durante la registrazione di video in modo S (Auto a priorità di tempi).</p></li><li><p>• Sono state modificate le specifiche per l'uscita video ininterrotta a dispositivi HDMI come monitor esterni quando la registrazione è terminata.</p></li></ul></td></tr></tbody></table></div>]]></description><guid isPermaLink="false">1431</guid><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 04:03:00 +0000</pubDate></item></channel></rss>
