Werner Bischof: a concerned photograph (un fotografo impegnato)
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Questa definizione fu coniata in occasione della prima mostra commemorativa, organizzata da Magnum Photos (della quale era stato uno dei primi contributori, dopo Bresson, Capa, Seymour, Rodger) nel 1967 ed in seguito itinerante, in onore dei loro fotografi prematuramente scomparsi, quali appunto Bischof sulle Ande, Capa in Indocina e Seymour durante la crisi di Suez: The concerned Photographer venne intitolata.
Werner Bischof era davvero giovane quando perse la vita in un banale incidente di auto sulla Cordigliera delle Ande, nel 1954: cionondimeno, a soli 38 anni, aveva maturato un bagaglio di esperienza fotografica e sociale, nei primissimi e duri anni del secondo dopoguerra (dopo aver prestato quasi tre anni di servizio militare per il suo paese).
Nato il 26 aprile 1916 a Zurigo insiste con la famiglia per realizzare il sogno di studi d'arte invece che tecnici e dopo il servizio militare si dedica alla fotografia ed alla grafica pubblicitaria, da free lance ed all'interno di uno studio, successivamente, a Parigi.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, torna in Svizzera dove viene richiamato alle armi in ferma per tre anni.
Le sue prime fotografie vengono pubblicate dalla rivista Du della quale diventa collaboratore fisso dal 1942, pubblicando innumerevoli immagini di oggetti, piante, fiori, più di carattere grafico ed artistico che giornalistico.
La sua vena da reporter "impegnato" inizia parallelamente ai viaggi per l' Europa del dopoguerra, in Germania, Italia, Grecia, Ungheria ed evolve in quello che secondo me risulta essere lo sguardo più profondo e simbiotico con la condizione di disastro che il Continente intero viveva e che si mostrava ai suoi occhi ed obiettivi.
Fotografa con la Rolleiflex in 6x6 e solo molto tempo dopo abbraccia Leica e piccolo formato, sotto l'influenza del suo amico e mentore, Bob Capa.
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Questa introduzione schematica per presentarvi il Fotografo Werner Bischof, in mostra a Milano presso il Museo diocesano a fianco della Basilica di sant'Eustorgio, fino al 18 ottobre.
Una mostra nella quale vengono esibite circa duecento tra stampe e provini originali, quindi vintage, che rendono la visita a questa mostra ancora più interessante considerato il lungo tempo trascorso dalla loro stampa e fissaggio: più di 70 anni durante i quali la metodica certosina di Bischof ha fornito i suoi frutti, facendole arrivare sino a noi. Difetti inclusi, ma inalterate nello spirito che intendeva manifestarvi.
Userò anche l'apparato didascalico della mostra per distinguere i suoi vari periodi produttivi, di una carriera durata appena 18 anni, prolifica come poche.
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L'Imperatore Hirohito e consorte
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l'architetto Frank Lloyd Wright alla sua mostra a New York nel 1953
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...l'ultima foto scattata sul suo rullino, prima dell'incidente in cui perse la vita
Werner Bischof: un fotografo impegnato...!
Max Aquila photo © per Nikonland 2026
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