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  • Max Aquila
    Max Aquila

    Rosita Lipari: destination wedding !

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    Rosita Lipari è testimonial Nikon per la wedding photography ed e’ stata uno dei beta-tester per la Nikon D850, nonche’ uno dei professionisti Nital nella kermesse di presentazione alla stampa ed al pubblico di questa ultima reflex che ha aiutato a sviluppare.

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    Sono andato a trovarla a Linguaglossa, alle falde dell’Etna, nello studio fotografico Primopiano Photografica, che gestisce insieme al marito Michele Lo Giudice fotografo anche lui, non perche’ donna/fotografa/siciliana scelta da Nikon come wed-testimonial, ma per il fatto di aver scorso nel suo sito il portfolio dei suoi lavori ed esser stato fortemente colpito dall’intenso profumo di umanità che traspare dalle foto, dove spesso è il contesto ad essere protagonista, prima ancora degli sposi, in modo tale da consentir loro, sfogliando l’album, di poter rivivere le stesse emozioni provate in quel momento, tanto quanto ad ogni altro osservatore di quelle foto. 
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    Allora voglio conoscerla di persona: mi accoglie insieme a Michele e dopo le presentazioni di circostanza, la prima cosa che tiene a dirmi è che i lavori sono realizzati da entrambi, marito e moglie e gestiti in prima persona fino alla stampa. Portandomi in giro per lo studio è proprio il plotter Epson una delle prime cose che mi fanno vedere e subito dopo, orgogliosamente, le stampe in fine art da loro realizzate.

    Inoltre, mi dicono, spesso consegnano il lavoro finito proprio sotto forma di stampa per singole foto, opportunamente ed elegantemente inserite su passepartout e contenitore.

    Una cura elevatissima per la presentazione del proprio lavoro non puo’ che essere indice di grande considerazione per lo stesso e deve passare per la (a volte difficile) accettazione dei committenti, penso tra me: quindi chiedo loro come si comportino nel delicato momento del primo incontro con i clienti per definire le modalità e le particolarità della futura cerimonia.

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    La risposta è netta e chiarissima: Rosita e Michele desiderano interfacciarsi con i loro clienti solo se intuiscono di poter ricreare ogni volta quella situazione di confidenza e reciproca emotività che poi traspare dalle loro foto. Sono e fortemente vogliono esser considerati dei reporter, fotografi che organizzano IL racconto per immagini: per poter riuscire hanno altrettanto bisogno della partecipazione degli sposi, tanto quanto essi hanno necessità della loro attenzione.

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    Il concetto mi viene piu’ volte rimarcato ed infine, sintetizzato in maniera perfetta da Rosita, in questi termini:

    “la fotografia di matrimonio vive di uno scambio di emozioni, gli sposi ed i loro invitati si offrono al fotografo mettendo a nudo la propria anima, affinche’ il fotografo riesca a manifestarla nelle sue immagini”

    Ineccepibile.

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    Insieme alle stampe Rosita ha piacere nel mostrami al computer un matrimonio per intero, ed è qui che mi convinco della mia impressione iniziale: non si tratta solamente di colpo d’occhio e capacita’ di fermare attimi speciali,  grazie al fatto di scattare insieme ed in luoghi anche ben differenti allo stesso momento, ma la loro capacità comprende anche l’eleganza nell’organizzazione di ogni immagine utile ( e soltanto quelle) alla definizione del racconto che si è dipanato nella loro mente oltre che davanti ai loro occhi, che ha emozionato i fotografi, forse tanto quanto i loro stessi soggetti.

     

    Una storia che accompagnerà per sempre la vita delle persone ritratte.
     
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    Usciamo a prendere un caffè al bar vicino, quasi ogni persona che passa per la via li saluta: segno dell’importanza che un fotografo di cerimonia assume all’interno di una comunità, quanto gli officianti le stesse cerimonie, probabilmente.

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    Rosita mi racconta con grande semplicità come siano loro stessi stupiti per il grande impulso fornito alla loro attività da questa opportunità conferitale da Nikon, per il semplice fatto di esser stata notata (dopo la vittoria in importanti photo contest) da Nikon Singapore che l’ha voluta come testimonial: da quel momento il loro intento va nella direzione esclusiva del wedding e lo confermano i lavori in tal senso loro commissionati in posti diversamente inimmaginabili, come in India e a Singapore stessa.

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    Mi dice: “riceviamo richieste per matrimoni in maniera continua e costante, mi dicono che gli piace il mio stile… ma io non lo so che stile sia il mio, fotografo nel modo in cui intendo e so fotografare e non potrei fare diversamente…”

    Allora glielo suggerisco io cosa penso piaccia subito delle sue foto:
    la sensazione offerta da quelle immagini lontane dall’altare, sui parenti e sugli amici, i quali vivono e sentono quel matrimonio, consapevoli del fatto che in quel momento si verifica un passaggio di vita, dopo il quale le cose saranno per sempre differenti;

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    la definizione dell’attimo preciso nel quale questo evento accada, negli occhi degli sposi che si preparano, che si incontrano, che si abbracciano e baciano, manifestando ogni grammo del sentimento che stanno provando, gioia, tristezza, sorriso, lacrime, smarrimento, estasi.

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    La capacita’ di raccontare il tutto con una visione dei fatti filmica: Rosita e Michele riprendono quasi sempre in inquadratura orizzontale ed in luce ambiente e organizzano cosi’ il lavoro di composizione: questo aspetto incide molto sulla capacita’ di ambientazione del soggetto rispetto il contesto circostante, anche se del tutto estraneo alla vicenda, ma da quel momento assolutamente assorbito dal racconto.

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    Gli stessi obiettivi utilizzati, quasi esclusivamente fissi ed extraluminosi, come il 24mm, il 35mm, il 50mm (che Rosita “sente” particolarmente ed usa prevalentemente) e l’85mm tutti f/1,4 consentono proprio questo vantaggio compositivo, unitamente allo zoom 70-200/2,8 che nella loro borsa non deve mancare mai.

    La sua cifra espressiva?

    Secondo me la capacita’ di far accettare frequenti fuori fuoco sul primo piano rispetto al soggetto inquadrato, invece che sul secondo piano, come la nostra mente è abituata a considerare con maggiore facilita’ percettiva. Talvolta addirittura gli sposi fuori fuoco ad accentrare attenzione sugli elementi che in quella inquadratura, prepotentemente, richiedono.

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    Ho fatto loro anche una domanda alla Marzullo:

    “la cosa piu’ facile da fare nel vostro lavoro e quella piu’ difficile”

    Mi hanno risposto, insieme, “quella più facile è creare il giusto rapporto col cliente…. quella più difficile… far capire la nostra visione

    Poi mi hanno detto, sempre all’unisono: “difficile e’ quando mi chiedono di realizzare delle foto in posa: non e’ il nostro modo".

    Il coraggio delle proprie scelte, concludo io, è la cosa più difficile da mantenere nel lavoro:
    e Rosita Lipari da Linguaglossa, over the world, mi pare che possa dire di essere soddisfatta di sé.

    Mi sa che questa storia non si fermerà qui.

     

    Max Aquila per Nikonland 2017

    Edited by Max Aquila

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    Recommended Comments

    Pur essendo un genere fotografico agli antipodi di ciò che faccio e che mi piace fare, riconosco sempre il grandissimo lavoro che c'è dietro al fotografare un evento come quello di un matrimonio.

    In questa serie ci sono svariate immagini davvero molto molto belle e suggestive. Chapeau!

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    Buon lavoro (intendo quello di Max) e bella presentazione. Non conoscevo il lavoro di Rosita Lipari. Trovo certe immagini molto belle con la maniera alla ''street''.

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    Bella intervista e davvero belle foto quelle che hai inserito a corredo.

    Capisco perché non gradiscono le foto impostate, sarebbe interessante vedere come si muovono durante le cerimonie.

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    Quando ha parlato a Milano ha detto che il fotografo di matrimonio deve saper fare diverse cose: street, reportage, sport, ritratto, per riuscire a cogliere i momenti migliori. Come non essere d'accordo.

    Al mio matrimonio, nel lontano 1994, spiazzai completamente il fotografo chiedendogli delle foto spontanee. Era un signore anziano con la Rollei biottica, tutte le foto a fuoco e ben esposte, ma pur mettendocela tutta non riusci a fare cio' che volevo.

    Rosita mi avrebbe stupito, ma per fare come lei ci vuole talento, non bastano tecnica, professionalita' e attrezzature. ;)

     

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    40 minuti fa, Francesco Contu dice:

    Quando ha parlato a Milano ha detto che il fotografo di matrimonio deve saper fare diverse cose: street, reportage, sport, ritratto, per riuscire a cogliere i momenti migliori. Come non essere d'accordo.

    Al mio matrimonio, nel lontano 1994, spiazzai completamente il fotografo chiedendogli delle foto spontanee. Era un signore anziano con la Rollei biottica, tutte le foto a fuoco e ben esposte, ma pur mettendocela tutta non riusci a fare cio' che volevo.

    Rosita mi avrebbe stupito, ma per fare come lei ci vuole talento, non bastano tecnica, professionalita' e attrezzature. ;)

     

    E dai Francesco.. non vedo il problema, adesso tu e la tua signora..  ( a proposito, salutamela.. ) non avete che dimenticare parzialmente il passato e, farti rifare il servizio da... chi hai visto ai frigoriferi..  e così sareste contenti.. non ti pare ?

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    Un piccolo intervento invece sul lavoro di raccolta fatto da Max, presso questi due bravissimi amanti della fotografia e poi, del loro lavoro.. 

    Max, hai fatto vedere quanto e più serviva, bravo Lei.. ed anche Loro... 

     

    ( ti stò dando del Lei per rispetto.. al Voi passeremo poi..  )

    Edited by Roby C

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    cito :     ( “la fotografia di matrimonio vive di uno scambio di emozioni, gli sposi ed i loro invitati si offrono al fotografo mettendo a nudo la propria anima, affinche’ il fotografo riesca a manifestarla nelle sue immagini”  

    Ineccepibile. )

    Hai detto tutto ed è quello che riescono a fare in maniera egregia con il loro talento.

    Edited by Zeb

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    4 ore fa, Zeb dice:

    cito :     ( “la fotografia di matrimonio vive di uno scambio di emozioni, gli sposi ed i loro invitati si offrono al fotografo mettendo a nudo la propria anima, affinche’ il fotografo riesca a manifestarla nelle sue immagini”  

    Ineccepibile. )

    Hai detto tutto ed è quello che riescono a fare in maniera egregia con il loro talento.

    Grazie degli apprezzamenti a tutti:

    non sono facile di gusti nell'ambito del wedding, ma la maestria di Rosita e Michele mi richiama molto fotografi siciliani che nella vita si sono occupati non per forza di matrimoni.

    Parlandone con Rosita ed accostandola a Giuseppe Leone mi ha confermato le sue ispirazioni, estendendosi ad autori del calibro di Ferdinando Scianna e di Peppuccio Tornatore.

    E per me, ci puo' stare benissimo ...

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    Non c'è molto da aggiungere a quello che è stato già ottimamente detto nei vari interventi e che condivido in toto, 

    sui Fotografi e sul "giornalista" ;-)))

    di mio ci aggiungo questo: era da un pò che non rimanevo a "bocca aperta" guardando delle fotografie, non saprei spiegare perché,

    ma questo mi è successo.

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    Bell'articolo Max, a me piacciono le foto di matrimonio e diverse di queste sono strepitose, però a mio gusto un po' troppo "spinte" di postproduzione. 

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    Complimenti Max, ottimo lavoro.

    Andrò un po' (molto) controcorrente ma, questo modo di fare fotografia wedding, non riesco ad apprezzarlo. Sarò all'antica, sarò scontata, ma preferisco (per il wedding)  un genere un po' più "ovattato", con dei bianco/nero e dei colori più morbidi; comunque, complimenti alla fotografa per il traguardo raggiunto!

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    Quando ne ho l'occasione mi fermo volentieri a guardare le foto di matrimoni, facendolo anch'io per divertimento alle cerimonie degli amici o perché invitato a farlo dagli sposi stessi, e conoscendo pertanto le difficoltà per ottenere degli scatti apprezzabili.

    Vedo spesso dei lavori al limite del decente, ma le foto che hai presentato sono davvero belle e mi unisco anch'io ai complimenti per questi professionisti del wedding.

    Il mio dentista (nikonista anch'egli per lavoro e per diporto) che frequenta i convegni del settore mostrandovi orgoglioso gli scatti dei suoi lavori ortodontici, mi dice che in quelle sedi tutti presentano solo i propri lavori migliori, lasciando a casa quelli meno riusciti: e ci mancherebbe....! E la stessa cosa avviene per i fotografi di matrimoni, ovviamente. :marameo:

    Quindi, aldilà del fatto che queste foto possano piacere o meno, bisogna dire che sono oggettivamente molto ben realizzate, così come è necessario considerare che se altri fotografi presentano come le loro migliori foto delle... porcherie, ciò conferma le differenze di capacità fra gli uni e gli altri. :)

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    Hai ben ragione e nessuno è immune dal peggio.

    Ma a differenza di chi si limiti alla loro conoscenza attraverso le selezioni presenti sui siti personali, io sono andato a trovare nel loro studio Rosita ed il marito e mi sono guardato in giro. Inoltre ho avuto modo di visionare interi lavori finiti e debbo confermare la mia impressione iniziale che ho poi esplicitato in questo articolo.

    Fidatevi... 📷

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    Un altro aspetto che sollevi è fondamentale e riguarda tutti noi: la capacita di selezionare le immagini è un elemento di acquisita maturita artistica (e personale...)

    Non è da tutti

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