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Larry Burrows, al collo 2-3 Nikon F e un paio di Leica, in mezzo ad un reparto di elicotteri di recupero dell'US Army
Larry Burrows (1926-1971)
Henry Frank Leslie Burrows, conosciuto come Larry Burrows, è considerato uno dei più grandi fotoreporter di guerra di tutti i tempi e la figura più importante del reportage fotografico sul Vietnam.
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Nato a Londra il 29 maggio 1926, Burrows iniziò giovanissimo nel mondo della fotografia. A 16 anni lavorava già nel laboratorio fotografico del Daily Express, e nel 1945 entrò ufficialmente a far parte dello staff di LIFE Magazine, la rivista che all’epoca rappresentava il massimo punto di riferimento per il fotogiornalismo mondiale.
La carriera prima del Vietnam
Prima di diventare famoso per il Vietnam, Burrows si distinse come fotoreporter versatile: realizzò servizi a Londra, ritratti di celebrità (tra cui Brigitte Bardot e Louis Armstrong) e coprì vari conflitti internazionali, tra cui Libano, Iraq, Congo e Cipro. Lavorò al fianco di leggende come Robert Capa e dimostrò fin da subito un grande talento compositivo e un coraggio notevole.


Il Vietnam: nove anni che hanno cambiato la storia del fotogiornalismo
Nel 1962 Burrows arrivò in Vietnam e vi rimase quasi ininterrottamente fino alla sua morte nel 1971. Fu uno dei pochissimi fotografi a seguire il conflitto dall’inizio dell’intervento americano fino agli ultimi anni.
Ciò che distingue Burrows dagli altri grandi fotografi di guerra è:
L’uso magistrale del colore in un’epoca in cui la maggior parte dei reporter lavorava ancora in bianco e nero. Le sue immagini a colori resero la guerra terribilmente reale per i lettori di LIFE, portando l’orrore del conflitto direttamente nelle case americane.
L’approccio umano: non si limitava a documentare gli scontri, ma cercava sempre la dimensione emotiva e umana dei soldati, dei feriti, dei civili e dei bambini. Le sue foto mostrano sofferenza, paura, cameratismo, disperazione e dignità.
Il coraggio estremo: partecipava attivamente alle missioni di combattimento, volava sugli elicotteri da attacco, viveva con i Marines in prima linea.
Come disse il managing editor di LIFE Ralph Graves:
«Non credo di sminuire nessun altro fotografo al mondo dicendo che Larry Burrows è stato il più coraggioso e il più dedicato fotografo di guerra che abbia mai conosciuto».
Le immagini iconiche
Tra le sue fotografie più celebri ricordiamo:
“One Ride with Yankee Papa 13” (1965) — uno straordinario reportage che segue una missione di elicottero e mostra la morte di un pilota. Considerato uno dei migliori reportage fotografici mai realizzati.
“Reaching Out” (1966) — l’immagine di un Marine ferito (Sergente Artigliere. Jeremiah Purdie) che allunga la mano verso un compagno a terra. È diventata una delle foto più potenti e rappresentative dell’intera guerra del Vietnam.
Le sue immagini sono esposte nei più importanti musei del mondo e continuano a essere studiate come esempi insuperati di fotogiornalismo.
La morte
Il 10 febbraio 1971, durante l’operazione Lam Son 719 in Laos, l’elicottero su cui viaggiava Burrows fu abbattuto.
Morirono con lui altri tre grandi fotografi: Henri Huet (AP), Kent Potter (UPI) e Keisaburo Shimamoto (Newsweek).
Aveva 44 anni.
L’eredità
Larry Burrows non fu solo un testimone della guerra: fu uno dei fotografi che contribuirono in modo più profondo a plasmare l’opinione pubblica americana e mondiale sul Vietnam. Le sue immagini hanno mostrato la guerra senza filtri, con una potenza emotiva e una qualità tecnica straordinarie.
Oggi è unanimemente riconosciuto come uno dei maestri assoluti del reportage di guerra del XX secolo, insieme a Robert Capa, W. Eugene Smith e pochi altri. Il suo lavoro rimane un punto di riferimento per chiunque voglia capire cosa significhi documentare la guerra con coraggio, umanità e straordinaria abilità fotografica.
«Non ho mai pensato che la mia vita fosse più importante delle immagini che stavo cercando di catturare.»
— Larry Burrows
Ecco le foto più significative di Larry Burrows, quelle che hanno segnato la storia del fotogiornalismo di guerra:
1. “Reaching Out” (Operation Prairie, Mutter’s Ridge, 1966)
La più iconica in assoluto.Questa è considerata la fotografia più potente e rappresentativa dell’intera guerra del Vietnam.
Mostra il Marine ferito Gunnery Sgt. Jeremiah Purdie, con una benda insanguinata sulla testa, che allunga il braccio verso un compagno a terra ferito, mentre un altro Marine lo sostiene. L’immagine è drammatica, quasi teatrale, ma completamente reale. È stata definita da molti come “la foto che riassume l’orrore di tutte le guerre”. È esposta in importanti musei e continua a essere una delle immagini più studiate del conflitto.
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2. “One Ride with Yankee Papa 13” (1965)
Il suo reportage più famoso.
Non è una singola foto, ma un intero reportage (pubblicato su LIFE il 16 aprile 1965) che segue una drammatica missione di elicottero dei Marines il 31 marzo 1965.
Tra le immagini più potenti del servizio:
Il capo equipaggio che piange disperato dopo aver perso compagni.
Soldati esausti e sotto shock.
Scene di combattimento a bordo dell’elicottero.
È considerato uno dei più grandi reportage di guerra mai realizzati. Burrows documenta in sequenza l’intera missione, dalla partenza alla tragedia, con una narrazione cinematografica.
Altre foto molto importanti
At a First Aid Center during Operation Prairie (1966) — Un’immagine cruda e drammatica di un centro di primo soccorso improvvisato, spesso citata come esempio della sua capacità di lavorare in condizioni estreme.
Donna vietnamita in lutto sul corpo del marito (1966) — Una delle immagini più toccanti sul dolore dei civili.
Recupero di un corpo sotto il fuoco (Operation Prairie, 1966).
Soldati che sbarcano nel Mekong Delta (1962) — Una delle sue prime immagini forti in Vietnam.
Immagini di Khe Sanh e Operation Pegasus (1968) — Documentazione dell’assedio di Khe Sanh, tra le più intense della guerra.
Tròn (1968) — Il celebre servizio sul bambino vietnamita di 12 anni amputato, uno dei lavori più umani e strazianti.
Perché queste foto sono così importanti?
Burrows fu uno dei primi (e migliori) a documentare sistematicamente la guerra a colori. Mentre molti colleghi usavano ancora il bianco e nero, lui portò nelle case americane l’orrore del Vietnam in tutta la sua crudezza cromatica: il rosso del sangue, il verde della giungla, il fango, il fuoco.
Le sue immagini non sono solo “di guerra”: mostrano umanità, sofferenza, cameratismo, paura e dignità.
Per questo hanno avuto un impatto enorme sull’opinione pubblica americana e hanno contribuito a formare la coscienza collettiva sul conflitto.

“One Ride with Yankee Papa 13” (1965) è considerato uno dei più grandi reportage di guerra mai realizzati e il capolavoro di Larry Burrows.
Contesto storico
Data della missione: 31 marzo 1965
Pubblicazione: LIFE Magazine, 16 aprile 1965 (solo due settimane dopo)
Titolo completo dell’articolo: “Sudden Death in Vietnam: One Ride with Yankee Papa 13”
In quel periodo gli Stati Uniti stavano appena intensificando il loro coinvolgimento in Vietnam (i primi 3.500 Marines erano arrivati poche settimane prima). Burrows, che seguiva la guerra dal 1962, volò con lo squadrone HMM-163 dei Marines su un elicottero Sikorsky UH-34D chiamato Yankee Papa 13.
Cosa racconta il reportage
Burrows seguì per un’intera missione il Lance Cpl. James C. Farley (21 anni, capo equipaggio) e il suo equipaggio.Quello che doveva essere un normale trasporto truppe (airlift di un battaglione di Rangers sudvietnamiti) si trasformò in un’imboscata del Viet Cong.


In sintesi la sequenza degli eventi:
Diversi elicotteri vengono colpiti durante l’atterraggio nella LZ (Landing Zone).
Yankee Papa 3 (elicottero gemello) viene abbattuto.
Yankee Papa 13 atterra accanto per tentare un salvataggio sotto il fuoco nemico.
Il pilota di YP3 (First Lt. Dale Eddy) è ferito gravemente al collo.
Il co-pilota di YP3, 1st Lt. James Magel, viene portato a bordo di YP13 ma muore durante il volo di ritorno nonostante i tentativi di rianimazione.
Il gunner ferito Sgt. Billie Owens viene salvato.
L’equipaggio di YP13 (Farley, il gunner Wayne Hoilien e il pilota Capt. Peter Vogel) vive momenti di estremo pericolo e di enorme stress emotivo.
Le immagini più potenti del servizio
Farley che piange disperato alla porta dell’elicottero dopo la morte del co-pilota (una delle foto più iconiche di tutto il conflitto).
Farley che guarda scioccato il corpo di Magel sul pavimento mentre non può lasciare la sua postazione di mitragliatrice.
Il tentativo disperato di estrarre il pilota ferito da YP3 sotto il fuoco incrociato.
I soldati sudvietnamiti che corrono fuori dall’elicottero nella LZ.
I volti esausti e traumatizzati dell’equipaggio al ritorno a Da Nang.
Farley seduto da solo, con le mani sul viso, distrutto dalla fatica e dal dolore.
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Perché è un capolavoro
Narrazione cinematografica — Burrows racconta l’intera missione come un film: dalla preparazione, al briefing, all’azione, al salvataggio fallito, al ritorno e al dolore.
Uso magistrale del colore — Uno dei primi grandi reportage a colori sulla guerra. Il rosso del sangue, il verde della giungla, il fango e il sudore risultano devastanti.
Prossimità estrema — Burrows non era un osservatore: era dentro l’elicottero, sotto il fuoco, e rischiava la vita esattamente come i Marines.
Dimensione umana — Non mostra solo la guerra, ma la giovinezza, la paura, il cameratismo e il trauma dei soldati. Farley, Hoilien e gli altri diventano personaggi con nome e cognome.
Impatto sull’opinione pubblica — Fu uno dei primi reportage che mostrò agli americani (in modo crudo e realistico) che la guerra non sarebbe stata una passeggiata.
Larry Burrows stesso registrò le sue impressioni audio durante e dopo la missione, e LIFE pubblicò anche parti del suo racconto in prima persona, rendendo il servizio ancora più potente.

One Ride with Yankee Papa 13 rimane oggi uno dei riferimenti assoluti del fotogiornalismo di guerra del XX secolo, insieme a lavori come Death of a Loyalist Soldier di Robert Capa o i reportage di W. Eugene Smith.




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