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E si:
dopo generazioni di macchine fotografiche digitali, finalmente Nikon si è decisa a costruire un secondo zoom trans standard f/2,8 a più di vent'anni di distanza da quel 17-55/2,8 che restò l'unico zoom professionale DX per così lungo tempo.
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Ma se nel titolo di questo articolo non trovate scritta la parola professionale nè il suffisso PRO è presto detto: questo zoom è certamente il più luminoso disponibile su questo range di focali per le Nikon Z 30/50/fc (con la sola eccezione del Tamron FF 16-30 di pari luminosità, peraltro presentato anch'esso nel 2025) ma pur essendo dotato di VR (non essendo le Z DX stabilizzate sul sensore) non posso certamente attribuirgli una classificazione che appartiene ad obiettivi zoom Z di ben altra costruzione e caratteristiche.
Ciò detto in anticipo, siamo certamente di fronte ad una realizzazione intelligente, progettata proprio per fare fronte all'incombente minaccia se non di Tamron, sicuramente della strabordante produzione cinese di fissi di notevole (anche maggiore) luminosità e, se sono veri gli ultimi rumors, secondo cui Viltrox si appresta a produrre il primo zoom totalmente Shenzen, anche la futura concorrenza su questo versante.
Come si fa dunque a tentare di contenere questa orda famelica? Sicuramente iniziando dal prezzo d'attacco interessante, subito oggetto di campagne natalizie di ribasso che, se la nostra esperienza di lustri ci assiste, si tramuterà presto nei nuovi prezzi di listino, già dopo pochi mesi.

Per cui i 929€ iniziali, dopo solo un paio di mesi dal lancio sono diventati già 879€ : ben al di sotto di quel Tamron citato che naviga attorno ai mille, ma ricordiamoci essere un FF (pur se non dotato di stabilizzatore)
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L'obiettivo si presenta in modo ineccepibile e con delle dimensioni abbastanza compatte per il suo range equivalente ad un 24-75/2,8

schema ottico da 12 lenti in 11 gruppi, con due elementi asferici ed uno ED, lungo 88mm e largo 74,5, diaframma a 9 lamelle e filettatura filtri da 67mm, pesa solamente 330 grammi...perchè è costruito interamente in plastica, eccetto la baionetta posteriore.
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Sottile la seconda ghiera, quella di messa a fuoco manuale, ma programmabile via menù per poter alla bisogna, gestire il diaframma, la correzione dell' esposizione oppure gli ISO. E questo è certamente un plus per questa categoria di obiettivi, quelli DX ...
Dichiarato IF, però zoomando si allunga: e questa cosa ai PRO non piace mai...
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accreditato, infine, di un MTF non linearissimo alla massima apertura, alla quale vignetta sensibilmente e non per causa del paraluce a petalo, invece sempre necessario per contenere riflessi parassiti.
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ottimamente impermebilizzato a giudicare dalla quantità di O-ring... ma non l'ho certo messo alla prova in questo ambito

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un obiettivo certamente centrato sulle prestazioni rispetto al prezzo di vendita, ma non certamente professionale
Il confronto con il 16-50/3,5-6,3 VR è certamente impressionante per la differenza di dimensioni![]()
ma dobbiamo considerare che quello zoomino è stato l'obiettivo di primo equipaggiamento di tutte le Z DX fino ad oggi e nessuno dei suoi acquirenti (anche se obbligati) se n'è mai lamentato, se non per la luminosità scadente via via zoomando.
La distanza minima di messa a fuoco del nuovo 16-50/2,8 varia con le focali, passando dai 15cm richiesti alla focale minima fino ai 25cm a quella massima.
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in buona sostanza un obiettivo che mancava fin da quando il panorama Z DX si era arricchito di altre macchine che non le prime Z50 e 30... ed il fatto che oltre alla costruzione economica, non certo a prova di urti o shock termico da lavoro in ambiti difficili, la mancanza di un antiriflesso come nelle ottiche Z di formato pieno di livello anche medio, ma sopratutto quell'allungamento del barilotto in zoomata, non lo si possa annoverare in una categoria che non gli appartiene, ciò non significa che per le esigenze degli utenti degli attuali corpi DX non fosse un desiderata per la sua luminosità parifocale.
E per le caratteristiche di compattezza e peso che sicuramente ne faranno un best buy in questa sua categoria.
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La maggior parte degli scatti realizzati sono a TA, proprio per vagliarne le caratteristiche di omogeneità di esposizione e di cromia.
Oltre a valutare gli eventuali riflessi in controluce diretto, in assenza di nanocristalli et similia...
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Come si vede, la distanza minima e l'elevata luminosità, consentono sia di avvicinarsi e tanto più di staccare bene il soggetto dallo sfondo, anche in ottica wide...![]()
così come anche a 24mm
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piccole distanze che unitamente al focus stacking possono fare di questo obiettivo un altro ottimo protagonista per lo still life ![]()
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Preciso e silenzioso in AF, facile (grazie all'elevata luminosità) anche il funzionamento in eyeAF, anche su piccoli riferimenti, come in questo presepe meccanico, a focali via via maggiori
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Preciso e nitido come solo nel bianco e nero si può "freddamente" stabilire![]()
...pur se con l'ausilio di specifici Picture Control, studiati proprio per incrementare la nitidezza sul soggetto 😜
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nitidezza e contrasto che vengono chiaramente confermati anche negli scatti a colori a distanze canoniche
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Qualche sbavatura solamente nelle situazioni di compresenza di forti controluce ed ombre, dove l'assenza di nanocristalli e tantomeno di altro coating come gli Arneo e Meso Amorphous, presenti sulle ottiche di pregio, possono provocare l'insorgenza di flare e talvolta qualche caduta generale del contrasto, come nei successivi scatti...
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fermo restando il valore di questo zoom quando le condizioni di illuminazione, quali che esse siano, siano più nette ed uniformi
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come dimostrano anche le riprese effettuate in una delle più difficili chiese della mia città: la Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni, patrimonio dell' umanità, laddove gli imperatori normanni, da Ruggero a Federico si sedevano in trono a seguire la Messa, sotto un ludibrio di mosaici bizantini in tessere d'oro zecchino e sotto le muqarnas arabe del soffitto (insigne esempio di integrazione religiosa)
...ossia quanto di più difficile da compensare cromaticamente con un sensore digitale ! E questo Nikkor Z 16-50mm f/2,8 VR...se l'è cavata bene !
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...consentendone l'osservazione ravvicinata grazie alla sua focale da 50mm in DX, che ci permette di esaminarne i dettagli che ad occhio nudo, da terra, non sono altrettanto ben percepibili
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In conclusione, siamo davanti ad uno zoom che mancava al catalogo Nikon e che è stato collocato sul mercato ad un prezzo tutto sommato adeguato alle sue prestazioni.
Un obiettivo che aiuterà il suo possessore in tantissime occasioni, da quelle nelle quali un diaframma aperto serva a gestire luce disponibile di basso livello, tanto quando servirà ad isolare un soggetto dallo sfondo a 75mm-eq molto meglio di quanto non si potesse fare con uno zoomino entry level da f/6,3
Uno zoom di medio livello che consentirà di affiancare dei fissi, magari ancora più luminosi, scegliendoli dal catalogo FX oppure, purtroppo, da quello dei concorrenti cinesi più aggressivi come Viltrox, qualora Nikon come supponiamo, non intenda abbassarsi al livello dei prezzi ormai imposto da questi competitor.
Noi da questa tenzone siamo affascinati...😇 sempre tifando per Nikon, ci mancherebbe !!!
Max Aquila photo © per Nikonland 2025
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