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  • Max Aquila
    Max Aquila

    M = Macho ?

    Col ritorno sulla Nikon Z del selettore di modo di scatto, sulla torretta di sinistra, ho notato recentemente un discreto numero di fotografi orgogliosamente dichiaranti che:

    Io scatto solo in M !

    Oppure. ancora: 

    Per avere il totale controllo delle funzioni della macchina fotografica, bisogna fotografare in Manual mode !

    Non posso, ogni volta che sento o leggo queste affermazioni, non pensare a tutte quelle volte che ho dovuto rieducare :medicina:persone che da anni praticavano (e predicavano) queste credenze, frutto di remote necessità operative su macchine fotografiche essenziali che non consentivano molto altro:
    una di queste e tra le più diffuse (per il basso prezzo di acquisto, ovviamente) fu la famigerata Yashica FX3 Super2000 dei primi anni 80 del secolo scorso

    002  31102019 -75359472.eazcRQqw  Max Aquila photo (C).JPG

    la quale sul ponte comandi, possedeva unico selettore a dx, provvisto di tempi di esposizione e scelta della sensibilità film (la ghiera dei diaframmi allora stava sull'obiettivo)

    001  31102019 -yashica-fx-3-super-2000_051  Max Aquila photo (C).JPG

    L'utente Yashica aveva poi a disposizione nel mirino, ben 3 led di controllo dell'esposizione, i quali ruotando le due ghiere di tempo e diaframma, gli consentivano di stabilire una corretta oppure sovra/sotto esposizione della scena inquadrata...

    fx3.PNG.3b9a0d295670c81ca7772757637b02f0.PNG ma solamente...
    :fotografo: tenendo schiacciato il pulsante di scatto (perchè al suo rilascio si spegneva ogni led)

    Per cui, i fautori del Modo M (unico disponibile) di queste fotocamere, in realtà tendevano quasi sempre a realizzare una collimazione "ideale" dell'esposizione, praticamente quindi come se lavorassero a priorità dei diaframmi o dei tempi, a seconda di quella delle ghiere che per ovvi motivi, dovendo tenere schiacciato a metà corsa il pulsante di scatto, veniva lasciata fissa su di un valore...:marameo:

    Ugualmente, ed in tempi molto più recenti, è stato complesso far capire a molti fotografi (non solo alle prime armi) che il fatto di far coincidere sulla scala graduata del mirino il riferimento di corretta esposizione con la rotazione dei comandi di tempo e diaframma ... non fosse altro che seguire pedissequamente la stessa indicazione che l'esposimetro di quella fotocamera avrebbe chiaramente replicato se solo si fosse girata la ghiera del modo di scatto su A (Aperture: priorità ai diaframmi) oppure S (Shutter: priorità all'otturatore).

    Il fatto che continuiamo a trascurare e che invece non è di poco conto, ma che con l'avvento del digitale è la vera rivoluzione rispetto il tempo delle emulsioni fotografiche, è che il sensore della nostra epoca, a differenza di quello delle primissime DSLR, possiede una capacità magica per chi aprisse gli occhi solo oggi al digitale :

    l'enorme capacità di amplificazione elettrica del segnale che ci consente di variare scatto dopo scatto la sua sensibilità, tra valori ISO che partono da livelli bassissimi, fino ad altezze siderali come i 50-100mila ISO che ormai molte fotocamere di marchi differenti consentono di praticare, fatta la tara agli aggiustamenti da dover ancora apportare (ma in gran parte risolti via software già on camera, come sulle attuali Nikon Z)

    Questo fatto ci mette di fronte alla considerazione che ormai abbiamo completamente disponibile anche il primo dei parametri dell'esposizione, sempre gli stessi da che esiste la Fotografia:

    • Sensibilità ISO
    • Tempo di otturazione
    • Diaframma dell'obiettivo

    Ossia, mentre ai tempi delle fotocamere a pellicola la variabilità della sensibilità dell'emulsione si poteva realizzare esclusivamente trattando poi la pellicola con le dovute correzioni di tempo/temperatura/agitazione in fase di sviluppo, impedendo di fatto di poter esporre sullo stesso rullino a sensibilità differenti
    (una sola eccezione: la pessima Kodak BW400CN, del tutto priva degli estremi di gamma) 521x383x2.jpg.0b4c0e6e3ac240c3822d6870702749c2.jpg
    rendendo di fatto fisso il parametro della sensibilità, del quale non poter tenere conto in termini assoluti.

    La prima fase del digitale non si discostò poi troppo in questo senso da quella delle emulsioni, fino a quando, con fotocamere del calibro delle Nikon D3/700 si cominciarono a riconsiderare le modalità di scatto, in molti settori della fotografia professionale ed anche amatoriale.

    Di fatto oggi, oltre alla priorità ai diaframmi e alla priorità ai tempi, (lasciando da parte Program e modalità preconfezionate, presenti su fotocamere di livello basso e medio), forse la più importante innovazione nelle modalità possibili di ripresa, andrebbe chiamata, con apposito riferimento tra i modi di scatto:

    - priorità agli ISO

    Invece da parecchi anni viene indicata come ISO Auto e regolarmente nascosta all'interno dei meandri del menù delle fotocamere che ne dispongono: 
    su Nikon nel menù di ripresa, all'interno della riga di comando delle... Impostazioni sensibilità ISO (bisogna ricordarselo, oppure spostarla nel menù personalizzato, come faccio sempre io)

    005  01112019 -_D7M6239  Max Aquila photo (C).JPG

    Una volta selezionata ON, si regolano i parametri che desideriamo, quali della sensibilità massima alla quale vogliamo scattare (e alla massima nelle riprese con il flash) quindi...un elemento importante in alcuni casi (vedremo quali) del tutto ininfluente in altri, ossia il tempo di posa minimo al quale si desideri scattare.004  01112019 -_D7M6222  Max Aquila photo (C).JPG
    (qui su una Z6)

    Naturalmente, così congegnata, la priorità agli ISO può essere utilizzata con ogni altro modo di scatto, A/S/P/M, ma tutto sommato, nelle modalità A/S/P non è poi tutta questa eccezionale novità, limitandosi (per impostazione progettuale) a dare SEMPRE prevalenza agli ISO più alti impostati, pur di riuscire a contenere il mosso (in funzione dell'obiettivo in uso).

    In queste modalità, il rigo di comando del tempo di posa minimo ha un valore relativamente importante, specie in S.

    La modalità nella quale priorità agli ISO assume la dignità della rivoluzione di cui Nikonland parla da anni è invece proprio M !

    Perchè se impostiamo ISO Auto con la fotocamera impostata in M con i parametri di tempo e diaframma che più ci aggradano, ecco che finalmente la funzione di priorità agli ISO comincia a funzionare esattamente come si deve: e a mio parere con una graduazione di gran lunga più fine di quella a terzi di stop degli altri due parametri di A ed S.

    E' a questo punto che il fotografo contemporaneo che abbia pienamente compreso il valore di questa funzione, se poi mi casca di nuovo nel sostenere di stare lavorando in M, mi porta a ripensare ai vecchi cultori della Fx3 di cui sopra :supermarameo:

    Eh no... oggi è veramente improprio sostenere di lavorare fotograficamente in totale manualità: con ISO Auto abbiamo la immensa comodità di fissare (e poter variare durante le riprese) ben due parametri come tempo e diaframma, quando fino a non molto tempo fa potevamo fissarne uno solo, non potendoci fidare della fluttuazione libera degli ISO, che oggi invece non ci dà più alcuna preoccupazione entro limiti decisamente ampi.

    E vogliamo anche ricordare come la presenza del mirino elettronico ci consenta (pur soggettivamente) una valutazione immediata, magari anche con istogramma in diretta, dell'esposizione reale della scena? Stando...comodamente in M mode...

    Ed ancora...quando accendiamo sulla slitta di una Nikon Z un flash o un trigger, stando in M, invece di trovare il mirino elettronico oscurato da una coppia tempo/diaframma che non consentirebbe la visione della scena (per esempio in studio) la grande novità dello shift automatico ad una visione indipendente dalle impostazioni Manuali inserite, che ci consente una valutazione a mirino magari in condizioni che nemmeno ad occhio nudo sarebbero altrettanto facilitate?

    No... 
    per quanto faccia piacere pensarlo, oggi è ben difficile che un fotografo, professionista o meno, abdichi ad ognuna di queste opportunità per tornare a condurre delle valutazioni obiettive ed indipendenti, in difformità dalle numerosissime e sempre più obiettive, indicazioni fornite dall'intelligenza delle nostre fotocamere.

    Non offendiamole, vi prego...:daccordo:

    Di certo il modo M puro e semplice esiste e continua a mantenere la sua ragion d'essere, nella consapevolezza di avere disponibile un modo per uscire da ogni altro automatismo di quelli che utilizziamo ad ogni scatto, spesso dimenticandocene , ma con l'onestà intellettuale di riuscire a rinunciare ad ogni parallela facilitazione: per resettare e ricominciare il ragionamento.

    O anche no, facendo finta che l'enorme percorso da quella Yashica all'antagonista sua attuale, la Z50 appena presentata, possa essere passato senza lasciare segno.

    003  01112019 -_D7M6219  Max Aquila photo (C).JPG

    Max Aquila per Nikonland 2019 (c)

     

     



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    Bravo Max.

    E' da quando è uscita la D3 che io fotografo al 90% in questa modalità (il 10% del resto in S, quando faccio sport sotto al sole estivo e il diaframma non può più essere una variabile sotto controllo, specie con tempi molto lunghi per il panning in autodromo).

    Tanto che per me il selettore PASM dovrebbe essere abolito da tempo ...

    M, selezione del tempo di scatto che mi serve in quel momento, il diaframma completamente aperto o al valore di resa massima di quell'obiettivo.

    Auto-ISO in generale, salvo passare ad ISO fisso per poter avere il totale controllo della scena, verificando in tempo reale l'esposizione a mirino e/o istogramma realtime (due possibilità rese dalle Nikon Z nell'ultimo anno).

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    Provo ad integrare con alcuni esempi di applicazione pratica che, forse, possono aiutare a capire meglio l'applicazione di quanto ha ben spiegato Max.

    Io SEMPRE fotografo in M, ISO AUTO o ISO MANUALI A SECONDA DEI CASI e della LUCE.

    Wildlife in luce stabile (es. giornata nuvolosa, ombra scoperta ecc...)
    M serve per impostare la desiderata profondità di campo ed il desiderato tempo di scatto, ISO auto perché  ovviamente gli ISO necessari a quella esposizione sono quello che sono (*).

    Wildlife in luce molto variabile (es. bosco con sole radente e "lame di luce" tra un tronco e l'altro, situazioni di controluce in cui la variabilità viene dalla dimensione del soggetto nel fotogramma, che si avvicina o allontana; sta di profilo o di piatto; ad ali aperte o chiuse ecc...)
    M serve per controllare PDC e tempo di scatto, ISO manuale perché a seconda della quantità di zone in luce vs zone in ombra nell'inquadratura il matrix adatta continuamente l'esposizione ma non necessariamente riesce a stare dietro (**). Allora voglio più controllo e "faccio l'esposizione" una volta sola per poi proseguire a scattare con quella fino a che la luce non cambia o cambia l'effetto che voglio ottenere.

    Paesaggio con macchina su treppiede
    Uso M perché sono pigro.... la cosa giusta sarebbe usare A per selezionare il diaframma, ISO fissi sul valore minimo e tempi.... quello che sono! Ovviamente ci sono eccezioni: occorre fermare il movimento dato dal vento sugli alberi? occorre evitare che le stelle perdano la loro forma puntiforme per diventare delle strisce? in questi casi ricadiamo in M.

    Paesaggio a mano libera
    Dipende dalla quantità di luce. Perché serve impostare il diaframma, ovviamente, per la PDC. Il tempo per evitare il mosso (e attenzione che il paesaggio non si fotografa solo con il grandangolo) ed un occhio agli ISO per avere i più bassi possibile che garantiscano quel risultato. A dire che se c'è tanta luce siamo di nuovo in uno scenario dove A+ISO manuali impostati sul minimo sarebbe la cosa migliore. 

    Ritratto in luce flash
    Beh, la luce la fa il flash ed io ne voglio abbastanza da usare gli iso più bassi, il diaframma che mi serve ed il tempo.... 1/125 - 1/200 tanto con il flash come luce principale il tempo non ha importanza...

    Ritratto in luce disponibile
    E' una situazione che cambia di continuo. Quanto sono vicino alla finestra?!?. Sono all'ombra del palazzo o al sole?!?.... -> ISO Auto. 

    Ma che bella la "grana" dei 3200 ISO della Z6 in BN facendo ritratto?
    Beh, scherzo. Non sono ancora arrivato a scattare volontariamente ritratti con dati come 1/4000 f1.8 ISO 3200 per ottenere quell'effetto direttamente in ripresa.... ma chissà :) 

    (*) ISO Auto significa che è la macchina grazie e per i motivi espressi da Max che determina "l'esposizione consigliata", che il fotografo può adattare alla propria necessità espressiva con la compensazione di esposizione.  Necessità questa che sta sempre più venendo meno via via che gli strumenti migliorano, oggi molto raramente mi capita di andare oltre i 2/3 di stop.

    (**) l'algoritmo matrix da priorità alla zona di messa a fuoco ma considera anche tutto il resto, per cui se in una situazione di questo tipo il soggetto si sposta tra luci ed ombre o varia considerevolmente la sua dimensione l'automatismo varia considerevolmente l'esposizione. Cosa che può essere giusta o sbagliata a seconda dei casi... 

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    E' certamente, Mauro, il sentir comune che mi ha portato ad adottare la stessa tua modalità (io la usavo con scarsa soddisfazione in A oppure S) che mi ha portato a specificare come oggi sia davvero complicato pensare di tornare a servirsi effettivamente di una modalità del tutto Manuale nell'uso continuato e velocizzato delle nostre fotocamere.

    Anche il fatto di ritrovare sulla torretta di sinistra il selettore rotativo PASM, più tre posizioni di memoria impostazioni U1/2/3 e la risibile facilitazione "Auto" (ossia lo speculare opposto di M) mi irrita non poco,

    1732918420_00301112019-_D7M6219MaxAquilaphoto(C).thumb.JPG.7626e22fcd003a856050c5f59cc5268d.JPG

    essendo ritornati ad un livello da utilizzatore di fotocamere Nikon serie ...7000

    1010885206_00401112019-_Z6H2166MaxAquilaphoto(C).thumb.JPG.d1cff1d5edbaa3d49a666f5d2d549865.JPG

    dove però almeno, coassiale alla rotella PASMU, trovavamo anche il selettore di scatto/sequenza/autoscatto/Mup, fuori dal menù o dai tasti "appositi" di richiamo della funzione.

    Vorrei e vorremmo che tutte le modalità di ripresa PASMU (quelle che ci interessano tra esse) venissero riportate sotto un tasto MODE, come nelle fotocamere evolute Nikon, ma sopratutto integrate dalla ormai principale modalità che viene scelta per comodità da chi analizzi a fondo le opportunità di funzionamento degli strumenti con cui fotografa:

    ossia la priorità ISO, con le dovute maniere per poterla fare assurgere alla giusta importanza.

    Ossia, per esempio, consentendo la regolazione del programma di priorità (se utilizzata in A o S) ad un parametro piuttosto che all'altro:
    Auto ISO in modo A, per esempio, lo vorrei con una riga di comando del programma che mi consenta di scegliere a partire da che tempo di otturazione gli ISO comincino ad elevarsi... e così via

    Le modalità U (U1, U2, ...) di memorizzazione delle funzioni di scatto, utilissime se si utilizzi con sistematicità una determinata forma di ripresa (penso per esempio allo still-life ripetuto di oggetti assolutamente identici ...come nei lavori da catalogo di oggetti simillimi) incontrano il limite di dover essere abbandonate quando si debba mutare una delle componenti della memorizzazione (e spesso sono svariate)

    Non mi pare abbiano la stessa importanza del rapido richiamo di ISO Auto... o, come preferisco chiamarla io, ISO priorità

    fmtopviewlens.jpg.9ea4757ff9323e9817dfae60b60537b0.jpg La Nikon FM consentiva l'uso riflessivo in M... anche perchè non aveva molto altro da offrire: oggi non è più lo stesso M...

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    Anche io scatto praticamente sempre in M con auto ISO salvo eccezioni in cui stabilisco gli ISO, cioè negli stessi modi da voi già descritti più che bene, per cui non li ripeto.

    :) 

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    Forse è la mia scarsa esperienza d'uso con ISO Auto o la difficoltà a comprendere come la macchina sceglie gli ISO a seconda degli altri parametri, ma raramente utilizzo questa funzione: comunque quando lo faccio espongo perlopiù in M.

    Ciò che non comprendo è appunto la scelta degli ISO della fotocamera in alcune situazioni di luce, per le quali mi trovo a scattare con ISO più alti di quanto sarebbe necessario (e auspicabile). E mi pare che questo accada in modalità A e S, quando cioè mi occorre che il tempo o il diaframma rimanga fisso e sia l'altro parametro a variare (diaframma o tempo rispettivamente) senza che gli ISO si impennino a valori eccessivi (e inutili).

    Ripeto, ho scarsa esperienza di questa modalità e pertanto la uso poco: ma la uso poco anche perché... ho scarsa esperienza, e sicuramente mi privo di una funzione estremamente utile in alcune situazioni. :)

    Qualcuno può chiarirmi la "ratio" del funzionamento di ISO Auto sulle nostre Nikon?

     

     

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    M e auto iso, con le dovute eccezioni.
    Nella foto sportiva quasi sempre in M (qualche volta S) e auto iso, del diaframma mi frega poco. 
    Nel paesaggio sempre M ma faccio in modo di tenere sempre gli Iso bassi e di privilegiare certi diaframmi sui quali ho la resa migliore.
    Per tutto il resto M e auto iso. Insomma, l'auto iso è una costante ed è stato l'elemento, in assoluto, realmente liberatorio nel passaggio dall'analogico al digitale. Non potrei farne a meno. Mai più :)
     

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    Sempre in M e niente Auto iso che lo trovo insultante. Come il Wb auto del resto, me ne sto a 5260k fisso inchiodato, le voglio le dominanti delle ore del giorno.

    E se perdo lo scatto? Colpa mia. Ma a ciascuno il suo. È bellissimo che le nikon nel 2020 mi permetta di fare QUEL CHE MI PIACE FARE a differenza di altri manuFRATTUratori che ti prendono per il chiurlo (fiuggi x es).

     

    Marco,

    se la prestazione iso è tale da darti immgini accettabili per un ampio range tipo 100-2000 l'auto iso ha senso. In modo M avrai la scelta della coppia t/f che meglio ti aggrada e l'esp. sarà tutta a carico dell'auto iso. Ma tutto questo prescinde dall'assunto che il tuo esposimetro non sbagli mai, o meglio, che il dato esposimetrico letto dalla fotocamera vada bene per la scena inquadrata; diversamente dovrai intervenire con lo staratore + - per compensare il dato auto iso. Siccome a questo punto io mi sarei già rotto i marroni, auto iso lo saluto e vado di regolazioni MANOVALI.

     

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    1 minuto fa, Valerio Brustia dice:

    Sempre in M e niente Auto iso che lo trovo insultante.

    A real man don't use AUTOISOz :sorriso:

    Naturalmente se fa 36 scatti in un pomeriggio. Quando deve farne 6.182 in 90 minuti ... userà ogni ausilio possibile:supermarameo:

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    Non faccio sport dal 1996 e non mi manca.

    Anzi non è vero, qualche anno fa ho fotografato la boxe per 3h filate non stop.1500 scatti e sai cosa mi è servito l'auto piffero? Ad un piffero

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    1 ora fa, Pedrito dice:

    ...

    Ripeto, ho scarsa esperienza di questa modalità e pertanto la uso poco: ma la uso poco anche perché... ho scarsa esperienza, e sicuramente mi privo di una funzione estremamente utile in alcune situazioni. :)

    Qualcuno può chiarirmi la "ratio" del funzionamento di ISO Auto sulle nostre Nikon?

     

     

    E che ho scritto a fare allora?

    Davvero è così poco chiaro? 🤔  prova:

    Quando ti dovessi trovare a fare le tue foto di street (non serve solo per lo sport) e ti voglia concentrare come normale sul soggetto...senza dover pensare al tempo di esposizione (che a causa di mille fattori potrebbe improvvisamente diventare a rischio mosso) 

    - setta ISO Auto con il limite che vuoi imporre agli ISO (per esempio, sulla tua Z6...osa i 3200 ISO)

    - imposta il modo M sul selettore sx

    - imposta il diaframma che preferisci ed il tempo a cui vuoi scattare senza rischiare mosso (sei in M)

    - inquadra, segui il soggetto e l'azione e  non ti curare più di altro

     

    Eventualmente tornate a ringraziare e poi andate e moltiplicate il verbo...

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    1 ora fa, Valerio Brustia dice:

    Comunque, Nikon il pulsante iso lo ha spostato vicino al pulsante di scatto...che stranezza

    Valerio... è da mò che il pulsante ISO che è diventata la variabile più importante in fotografia per chi ha abbandonato la pellicola (ti capisco, non ci riuscirai mai) sta in quella posizione: tutte le reflex della serie 5 lo hanno li.

    Ah già certo... La tua custodia sub non ti consente di cambiare fotocamera....:marameo:

    E del resto avrai letto il titolo di questo editoriale... Non a caso:

    M come macho !!!  💪

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    Sono d’accordo con Valerio.

    Ho iniziato (nel digitale) con i modi A ed S usavo le compensazioni ed il blocco esposizione, nelle varie situazioni in cui ci si trova e nella necessità di avere una coerenza tra gli scatti imparai a capire che l’interpretazione della macchina è intelligente solo se coadiuvata dalla testa del fotografo, ergo imparai (già con la d70) ad usare il modo M in alternanza con quello A quando proprio ti capitava di fare ritratti con quei cieli che ti cambiano di 2 stop da un secondo all’altro e non riuscivo ad essere sufficientemente rapido nel compensare a mano.

    Poi col tempo si prende dimestichezza, prima di fare la foto io imposto la macchina in uno zot, se la luce non cambia è a posto se cambia so io dove prendere la luce con quel pulsante iso che sta nel posto migliore possibile.

    Morale, faccio meno fatica di prima, e sono più lesto.... ovviamente grazie all’esperienza, perché iniziare al cambio di modalità non è stata una passeggiata.

    Sinceramente non mi mancano gli altri modi, sono agile e pratico così, so usare l’esposimetro della macchina così come so già che triade di iso tempo diaframma ci vogliono nella maggior parte delle situazioni.

    Posso quindi dire che le mie foto dalla prima all’ultima sono frutto della mia interpretazione e non dell’intelligenza di un processore.

    Per i generi che pratico non potrei fare di meglio, chi la usa diversamente è libero di farlo, ma non è che io che viaggio in M sono più furbo o più in gamba, no, semplicemente ho il mio metodo frutto di anni di esperienza sul campo, gli altri avranno il proprio.

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    18 minuti fa, Max Aquila dice:

    Valerio... è da mò che il pulsante ISO che è diventata la variabile più importante in fotografia per chi ha abbandonato la pellicola (ti capisco, non ci riuscirai mai) sta in quella posizione: tutte le reflex della serie 5 lo hanno li.

    Ah già certo... La tua custodia sub non ti consente di cambiare fotocamera....:marameo:

    E del resto avrai letto il titolo di questo editoriale... Non a caso:

    M come macho !!!  💪

    E quindi l'auto iso me lo faccio a mano con il mio indice, rimanendo conscio di quanto sto lontano o vicino dalla iso confort zone della fotocamera in uso. Grazie a Nikon posso fare quel che mi è più comodo. 

    Comodo a me, intendiamoci, mica ho la verità e in tasca

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    2 ore fa, Valerio Brustia dice:

    [...] niente Auto iso che lo trovo insultante.

     

    14 minuti fa, Valerio Brustia dice:

    [...]Comodo a me, intendiamoci, mica ho la verità e in tasca

    Ok, adesso ci siamo.

    Perchè io non ti ho mica insultando dicendo qualche cosa contro il tuo modo di fare. Tu invece si !
    Di qui un minimo di risposta polemica.

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    3 ore fa, Pedrito dice:

    Forse è la mia scarsa esperienza d'uso con ISO Auto o la difficoltà a comprendere come la macchina sceglie gli ISO a seconda degli altri parametri, ma raramente utilizzo questa funzione: comunque quando lo faccio espongo perlopiù in M.

    Ciò che non comprendo è appunto la scelta degli ISO della fotocamera in alcune situazioni di luce, per le quali mi trovo a scattare con ISO più alti di quanto sarebbe necessario (e auspicabile). E mi pare che questo accada in modalità A e S, quando cioè mi occorre che il tempo o il diaframma rimanga fisso e sia l'altro parametro a variare (diaframma o tempo rispettivamente) senza che gli ISO si impennino a valori eccessivi (e inutili).

    Ripeto, ho scarsa esperienza di questa modalità e pertanto la uso poco: ma la uso poco anche perché... ho scarsa esperienza, e sicuramente mi privo di una funzione estremamente utile in alcune situazioni. :)

    Qualcuno può chiarirmi la "ratio" del funzionamento di ISO Auto sulle nostre Nikon?

     

     

    Mi associo. Il piu' delle volte i fotografi di professione a cui mi rivolgo x consigli, storcono il naso o sono contrari ad ISO AUTO. Dicono: devi esser tu ad impostare gli iso in base  a .....  Quell'algoritmo da' priorita' ad alcuni parametri che possono non coincidere con le tue esigenze.  In effetti quando vado a mirino mi trovo che,  qualsiasi valore di T o Diaframma   io imposti,l'indice dell'esposimetro con ISO AUTO, e' sempre al centro e non mi da la sensazione di alcun cambiamento di uso nel sistema. QUINDI ANDREBBE TUTTO BENE ; tale modalita'  risulta piu' veloce e pratica ma mi lascia  indifferente ,tanto  l'esposizione e' sempre OK. Mentre se vado su ISO in MANUAL dovrei perder piu' tempo nell'impostare e regolare quel valore giusto in quella situazione di luci. dov'e' la ragione?  ISO AUTO o MANUAL? Sia ben chiaro  sto parlando di teoria, mentre x la pratica concordo con MAX Aquila. GRAZIE

    Edited by riccardo55

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    3 ore fa, Valerio Brustia dice:

    Comunque, Nikon il pulsante iso lo ha spostato vicino al pulsante di scatto...che stranezza

    Era meglio vicino AF ON se vi era spazio. Nella mia d7000 era al centro a sx ; posizionarlo in alto a sx su z6 non era mica male o  per chi ha il 24-70 2.8S  con uso della prima ghiera che era una bella chicca, invece e' solo x esposizione e diaframma o altro....

    Edited by riccardo55

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    E'  certo che M + Auto ISO, come qualsiasi strumento, va usato con un grano di sale (in zucca  :)) perchè altrimenti tutto viene riportato ad un'esposizione ideale per la fotocamera e non per il fotografo, però sapendolo, ci si riserva di intervenire quando l'esperienza ce lo fa capire. Quando invece non si ci sono problemi di sorta, è di estrema comodità.

     

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    21 minuti fa, Silvio Renesto dice:

    E'  certo che M + Auto ISO, come qualsiasi strumento, va usato con un grano di sale (in zucca  :)) perchè altrimenti tutto viene riportato ad un'esposizione ideale per la fotocamera e non per il fotografo, però sapendolo, ci si riserva di intervenire quando l'esperienza ce lo fa capire. Quando invece non si ci sono problemi di sorta, è di estrema comodità.

     

    Mai, Silvio, può essere la macchina a stabilire l'esposizione se l hai impostata tu in M quando usi M + ISO Auto...

    La difficoltà per chi non vuole nemmeno provarci sta nella falsa aspettativa di una miglior qualità se si usa il sensore a 100 ISO piuttosto che a 1250...o a 2500

    Un problema di preconcetti dettati da antiche problematiche.

    Ritengo sia molto più creativo stabilire a che diaframma e a che tempo fotografare piuttosto che preoccuparmi del rapporto S/R del sensore.

    Quando ciò non sia il fine ultimo del fotografare: allora ha ragione chi cerchi ancora una Velvia da esporre a 32 ISO... (solo perché la kodachrome 25 non la sviluppano più)

     

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    18 minuti fa, Max Aquila dice:

    ...

    Ritengo sia molto più creativo stabilire a che diaframma e a che tempo fotografare piuttosto che preoccuparmi del rapporto S/R del sensore.

    ...

    giusto per fare un esempio concreto:

    Se vado a fotografare surfers a mare, utilizzando teleobiettivi tra 400 ed 800mm apparirà chiaro quanto sia inutile se fotografassi come facevo un tempo in S (priorità ai tempi) e ad iso fissi, che il sistema a causa dei consueti salti di luce di questi generi di ripresa sportiva, adegui il diaframma, chiudendolo a f/8 o 10,11 all' interno di una stessa sequebza, quando non posso certo pensare di modificare il tempo, concentrato come sono a far restare dentro il fotogramma (e bene) il soggetto inquadrato.

    Con la priorità agli ISO invece fisso i due parametri più importanti e lascio libero l'esposimetro di variare gli ISO entro il range prescelto.

    Tranquilli... non scatto mai oltre 3200 o 5000 iso con le macchine attuali: se c'è una luce che preveda sensibilità ulteriori, preferisco posare la fotocamera: odio infatti i palazzetti dello sport ed affini...

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    Va da se che non abbia piantato i chiodi sui selettori delle mie fotocamere ed in situazioni più statiche continui ad impostare la fotocamera in A , scatto singolo ed AF-S ... salvo imprecare alla prima foto perduta quando improvvisamente le condizioni cambiano e regolo di nuovo in M con ISO priorità , scatto H*, AF-C e mi chiedo: perché, perché sono così crozzone? 👿

     

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    Quindi esistono tante verità, tutte buone, apprezzabili e comprensibili. Ma nessuno di noi può ignorare alcuni vantaggi offerti dalle fotocamere moderne. Dispositivi come iso auto e WB auto ci hanno facilitato enormemente la vita. In linea di massima ognuno di noi ha il suo modo di lavorare. Resta il fatto che, ovviamente, non può esistere una regola univoca. Perchè la luce non è univoca e non lo sarà mai: le condizioni di lavoro outdoor cambiano ogni minuto. Ed è per questo motivo che molti di noi parlano di eccezioni.

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    2 ore fa, Max Aquila dice:

    E che ho scritto a fare allora?

    ...

    Evidentemente non mi sono spiegato. Probabilmente perché alla domanda che ho posto alla fine ho mancato di specificare che mi riferivo essenzialmente alle modalità A e S con ISO Auto.

    L'uso di ISO Auto in M mi è ben chiaro, e come ho detto è la pratica che utilizzo quando ne ho bisogno. 

    Ciò che invece mi è meno chiaro è appunto come la macchina gestisca gli ISO in A e S, poiché ad esempio a fronte di un dato diaframma spesso mi trovo un tempo inutilmente veloce e contestualmente degli ISO altrettanto alti a compensarlo.

    Why, please? :)

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    34 minuti fa, Max Aquila dice:

    giusto per fare un esempio concreto:

    Se vado a fotografare surfers a mare, utilizzando teleobiettivi tra 400 ed 800mm apparirà chiaro quanto sia inutile se fotografassi come facevo un tempo in S (priorità ai tempi) e ad iso fissi, che il sistema a causa dei consueti salti di luce di questi generi di ripresa sportiva, adegui il diaframma, chiudendolo a f/8 o 10,11 all' interno di una stessa sequebza, quando non posso certo pensare di modificare il tempo, concentrato come sono a far restare dentro il fotogramma (e bene) il soggetto inquadrato.

    Con la priorità agli ISO invece fisso i due parametri più importanti e lascio libero l'esposimetro di variare gli ISO entro il range prescelto.

    Tranquilli... non scatto mai oltre 3200 o 5000 iso con le macchine attuali: se c'è una luce che preveda sensibilità ulteriori, preferisco posare la fotocamera: odio infatti i palazzetti dello sport ed affini...

    Esempio perfetto il tuo, tipico della foto sportiva. Una situazione ancor peggiore è il campo da calcio in giornata di sole con tribuna che mette in ombra mezzo campo di gioco. Da uscir scemi. Qui un auto iso con un range appropriato può aiutare, ma da combinare con un modo S. Facile perdersi comunque.

     

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    5 minuti fa, Pedrito dice:

    Evidentemente non mi sono spiegato. Probabilmente perché alla domanda che ho posto alla fine ho mancato di specificare che mi riferivo essenzialmente alle modalità A e S con ISO Auto.

    L'uso di ISO Auto in M mi è ben chiaro, e come ho detto è la pratica che utilizzo quando ne ho bisogno. 

    Ciò che invece mi è meno chiaro è appunto come la macchina gestisca gli ISO in A e S, poiché ad esempio a fronte di un dato diaframma spesso mi trovo un tempo inutilmente veloce e contestualmente degli ISO altrettanto alti a compensarlo.

    Why, please? :)

    Hai presente il funzionamento del Program: quando dovettero inventarsi le modalità "flexiprogram" per consentire all'utente di uscire dalla logica preconfezionata e variare i parametri verso quanto desiderato?

    Stesso problema in ISO Auto A oppure S:

    Il programma prima eleva gli iso e solo quando siano al limite prefissato varia la coppia t/f.

    Perché neppure loro capiscono la rivoluzione che l inserimento di ISO priorità determinerebbe in fotografia.

    Hai mai trovato spiegato il funzionamento in M di Auto ISO su un libretto di istruzioni? Io no... 

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