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Sony non deve comprare Nikon. Le basta acquisire i suoi clienti

Sony non deve comprare Nikon. Le basta acquisire i suoi clienti

Per un nikonista esistono due grandi concorrenti, ma non occupano lo stesso posto nel suo immaginario. Canon è il nemico storico, l’altra chiesa, la marca contro la quale Nikon ha costruito per decenni la propria identità professionale. Sony è arrivata molto dopo, provenendo dall’elettronica di consumo, e continua a essere considerata da molti fotografi Nikon una presenza estranea: tecnologicamente avanzata, aggressiva, qualche volta persino irritante, ma appartenente a un modo differente di intendere la fotografia.

Potrebbe essere vero il contrario.

Nikon e Canon sono vicine per storia, dimensione e destinazione dei prodotti, ma lontane per cultura industriale. Canon progetta i propri sensori, controlla i processori, difende gelosamente l’innesto RF, sviluppa internamente gran parte delle tecnologie fondamentali e concepisce il sistema come un ecosistema chiuso nel quale ogni elemento deve rispondere alla stessa autorità. Entrare in Canon significa accettarne la filosofia nel suo complesso.

Nikon e Sony appaiono più distanti, ma sotto la superficie condividono molto più di quanto il fotografo sia normalmente disposto ad ammettere. Sensori prodotti dallo stesso grande fornitore, architetture elettroniche convergenti, autofocus sul piano focale, mirini, stabilizzazione, riconoscimento dei soggetti, video avanzato, ottiche indipendenti e persino la possibilità di utilizzare sulle Nikon Z un intero catalogo nato per Sony E.

Canon continua a essere il rivale.

Sony sta diventando una possibile destinazione.

Lo stesso mondo tecnologico, interpretato diversamente

Dire che alcune Nikon utilizzano sensori prodotti da Sony Semiconductor non significa sostenere che una Nikon sia una Sony rivestita di nero e giallo. Nikon stabilisce specifiche, richiede personalizzazioni, progetta elettronica, filtraggio, dissipazione, firmware, algoritmi, trattamento del segnale e tutto ciò che trasforma un componente in una fotocamera. Uno stesso sensore può produrre risultati e comportamenti molto differenti secondo il modo in cui viene letto e governato.

Ma resta il fatto che le due aziende operano dentro un terreno tecnologico comune.

Il fotografo che passa da una Nikon Z8 o Z9 a una Sony Alpha non attraversa più il confine che separava una reflex Nikon da un sistema completamente differente. Ritrova un sensore di concezione familiare, autofocus a rilevamento di fase integrato, riconoscimento automatico dei soggetti, otturatore elettronico, raffiche elevate, stabilizzazione sul sensore, mirino elettronico, video ad alta risoluzione e file che, pur interpretati diversamente, nascono dalla stessa epoca industriale.

Le differenze restano importanti, soprattutto nel modo in cui queste tecnologie vengono organizzate e offerte al fotografo. Ma non esiste più un abisso tecnico da attraversare. Esistono due interpretazioni di un’architettura largamente convergente.

Sony produce una parte della tecnologia che Nikon utilizza e, nello stesso tempo, costruisce le fotocamere con cui Nikon deve competere. È una relazione industriale perfettamente normale nel mondo contemporaneo, ma contiene una contraddizione interessante: Nikon si affida, almeno per alcuni componenti fondamentali, a un gruppo che possiede anche tutti gli strumenti necessari per attirarne i clienti.

Il catalogo Sony entra nelle borse Nikon

La vera novità non si trova però nei sensori. Si trova davanti al sensore.

Il ridottissimo tiraggio dell’innesto Nikon Z consente di adattare obiettivi progettati per numerosi altri sistemi. Gli adattatori Sony E–Nikon Z hanno raggiunto un livello di maturità tale da permettere autofocus, controllo del diaframma, trasmissione dei dati, stabilizzazione e aggiornamenti firmware con una trasparenza che pochi anni fa sarebbe sembrata improbabile.

Non sempre tutto funziona esattamente come con un Nikkor nativo e nessuno dovrebbe trasformare una compatibilità empirica in una garanzia universale. Ma, nella pratica, molti obiettivi Sony E di Sigma, Tamron e degli altri produttori possono essere utilizzati con piena soddisfazione sulle Nikon Z.

Noi stessi lo stiamo facendo.

Abbiamo montato sulla Z9 Sigma nati per Sony, provato focali che Nikon non offre, acquistato un 65mm f/2 Contemporary in attacco E e considerato con interesse obiettivi come il 35mm f/1.2, il 50mm f/1.2, il 105mm f/1.4, il 135mm f/1.4 e il 200mm f/2. Non lo facciamo perché desideriamo passare a Sony. Lo facciamo perché Nikon non ci permette di acquistare gli stessi obiettivi direttamente in attacco Z.

Dal nostro punto di vista stiamo ampliando il sistema Nikon.

Dal punto di vista industriale stiamo costruendo una parte del nostro futuro corredo Sony.

Ogni obiettivo E che entra nella borsa di un nikonista riduce il costo e la difficoltà di un eventuale passaggio. Oggi funziona sulla Z attraverso un adattatore. Domani potrebbe essere montato direttamente su una Sony semplicemente togliendo quell’anello di pochi millimetri che ci permette di usarlo.

Non occorre vendere l’obiettivo. Non occorre sostituirlo. Non occorre imparare a conoscerne un altro.

Basta cambiare la fotocamera.

Il ponte è a senso unico

A prima vista questa permeabilità rappresenta un grande vantaggio per Nikon. L’innesto Z permette di accedere a una quantità di obiettivi enormemente superiore a quella ufficialmente autorizzata dalla casa. Un fotografo può scegliere Nikon per ergonomia, robustezza e qualità dei corpi senza rinunciare alle proposte di Sigma, Tamron, Samyang o Sony.

Sony non gode della stessa possibilità. Il tiraggio dell’innesto E non consente di montare normalmente un Nikkor Z su una fotocamera Alpha. Gli obiettivi Nikon rimangono dentro il sistema Nikon, mentre gli obiettivi Sony E possono entrare nel sistema Z.

Sembra una porta attraverso la quale possono passare soltanto gli obiettivi.

Ma insieme agli obiettivi passa qualcos’altro: la fedeltà del cliente.

Il nikonista che possiede esclusivamente Nikkor Z incontra ancora una barriera economica importante. Per cambiare sistema deve vendere almeno una parte del corredo e ricostruirlo altrove. Il fotografo che nel frattempo ha comprato tre o quattro Sigma E, magari proprio perché Nikon non li produce e non ne autorizza la versione Z, ha già eliminato una parte sostanziale di quella barriera.

La sua borsa non appartiene più completamente a Nikon.

È diventata una borsa ibrida nella quale soltanto il corpo macchina e alcuni obiettivi portano ancora un vincolo definitivo. La transizione successiva può avvenire gradualmente: prima un corpo Sony affiancato alla Nikon, poi l’utilizzo diretto degli obiettivi E, quindi la vendita di qualche Nikkor rimasto meno utilizzato. Non serve più prendere una decisione drastica. Basta lasciarsi scivolare da una parte all’altra.

Nikon ha costruito un innesto capace di accogliere quasi tutto. Potrebbe aver costruito, senza volerlo, anche la migliore rampa di uscita dal proprio sistema.

Nikon protegge il proprio catalogo e prepara quello degli altri

Nikon continua a controllare con grande cautela l’accesso all’innesto Z. Tamron è presente, direttamente e attraverso progetti commercializzati come Nikkor; Viltrox, Laowa e altri produttori hanno conquistato spazi più o meno ampi. Sigma, invece, resta limitata a pochi obiettivi APS-C nativi Z, mentre la sua parte più interessante della gamma full frame continua a essere ufficialmente disponibile per Sony E e Leica L.

Dal punto di vista di Nikon la prudenza è comprensibile. Aprire completamente l’innesto significherebbe permettere a Sigma di competere con i Nikkor nelle focali più redditizie. Un 50mm, un 85mm o un 135mm Sigma potrebbero sottrarre vendite agli equivalenti Nikon; un 105mm da ritratto o un 200mm f/2 renderebbero ancora più visibili le lacune del catalogo Z.

Nel breve periodo la chiusura protegge qualche margine.

Nel lungo induce il cliente a comprare comunque l’obiettivo Sigma, ma nella baionetta del concorrente.

Nikon evita forse di perdere la vendita di un Nikkor che il fotografo non avrebbe acquistato e, in cambio, lo incoraggia a possedere un obiettivo pronto per essere montato su una Sony. È una strategia singolare: proteggere il recinto consegnando agli abitanti la chiave del cancello.

Il fotografo che desidera il Sigma 135mm f/1.4 non rinuncia necessariamente all’obiettivo perché Nikon non ne autorizza la versione Z. Compra quello Sony E, aggiunge un adattatore e continua a fotografare. Nikon conserva il cliente, ma non conquista la vendita e non rafforza il vincolo con il sistema. Al contrario, finanzia indirettamente la sua futura libertà.

Ogni volta che l’operazione riesce, il fotografo scopre anche che il marchio inciso sul barilotto non è indispensabile. Il Sigma mette a fuoco, espone, trasmette i dati e produce le fotografie desiderate. Il rapporto esclusivo fra corpo Nikon e obiettivo Nikkor si indebolisce. Il sistema diventa una combinazione di componenti scelti liberamente.

È una conquista per il fotografo.

Non necessariamente per Nikon.

Canon è un’emigrazione, Sony un trasferimento

Passare da Nikon a Canon rimane una decisione radicale. L’innesto RF è deliberatamente protetto, il catalogo indipendente full frame è limitato, gli obiettivi appartengono a un ecosistema che Canon governa strettamente. Il fotografo deve vendere, ricomprare e accettare una diversa filosofia progettuale.

Cambiano i comandi, le nomenclature, la logica dell’autofocus, il trattamento dell’immagine e il modo stesso in cui corpo e obiettivo vengono concepiti come parti di un sistema. Si può preferire Canon e si possono trovare ottime ragioni per sceglierla, ma il passaggio richiede una conversione consapevole.

Sony è più vicina.

Non necessariamente per ergonomia, perché sotto questo aspetto Nikon conserva un vantaggio enorme agli occhi di chi ne apprezza la tradizione. Non per continuità storica, che Sony non può rivendicare nello stesso modo. E nemmeno perché le immagini siano identiche.

È più vicina perché molti degli elementi necessari per raggiungerla sono già presenti nella borsa Nikon. Il sensore appartiene spesso alla stessa famiglia industriale, le tecnologie operative sono convergenti e gli obiettivi indipendenti utilizzati sulla Z possiedono già l’attacco Sony.

Canon è un continente nel quale bisogna emigrare.

Sony è la casa accanto nella quale abbiamo cominciato a depositare i mobili.

L’ergonomia è l’ultima vera frontiera

Una Nikon Z9 non è una Sony Alpha alla quale sia stata applicata un’impugnatura differente. Sarebbe sciocco sostenerlo. Nikon conserva una cultura fotografica riconoscibile, costruita attraverso generazioni di fotocamere professionali.

La disposizione dei comandi, il rapporto con il mirino, la presa, la risposta della macchina, la logica dei menu, la robustezza e il modo in cui le funzioni vengono rese immediatamente disponibili continuano a distinguere Nikon. Chi ha utilizzato una F5, una D3, una D6 e poi una Z9 ritrova una continuità che va ben oltre la forma esterna.

Anche la Zf, pur rivolgendosi a un pubblico diverso, esprime un’identità che Sony non ha mai realmente cercato. Non è soltanto una fotocamera con ghiere tradizionali: è un oggetto attraverso il quale Nikon rilegge la propria storia e propone un modo particolare di vivere la formazione dell’immagine.

Questa cultura operativa è oggi la più forte difesa di Nikon.

Non il sensore, perché può essere prodotto anche da altri. Non la risoluzione, che viene presto raggiunta. Non il riconoscimento dei soggetti, che tutti aggiornano. Non il video, nel quale Sony possiede una tradizione e una forza industriale enormi. Non perfino gli obiettivi, quando quelli più desiderabili possono essere acquistati già in attacco E e utilizzati sulle Nikon attraverso un adattatore.

La difesa è il piacere di utilizzare una Nikon.

Ma l’ergonomia non può sopportare da sola tutto il peso della fedeltà. Se Nikon rallenta il rinnovamento delle fotocamere, non presenta gli obiettivi attesi, lascia ai concorrenti l’iniziativa tecnologica e continua a impedire a Sigma di produrre direttamente per Z, arriverà un momento in cui il fotografo confronterà il piacere d’uso con ciò che gli altri sistemi gli permettono concretamente di fare.

Può amare l’impugnatura Nikon e tuttavia stancarsi di aspettare.

Sony non deve comprare Nikon

Nel precedente editoriale abbiamo immaginato che un grande gruppo potesse acquistare Nikon, approfittando della sua modesta capitalizzazione rispetto al patrimonio tecnologico posseduto. Sony è il nome più immediato, perché dispone del capitale, produce sensori, fotocamere e sistemi cinematografici e potrebbe integrare Nikon e RED in una piattaforma professionale impressionante.

Ma Sony non ha bisogno di comprare Nikon.

Acquistare la società significherebbe assorbirne debiti, stabilimenti, litografia, metrologia, microscopia, manifattura additiva, attività medicali, personale e difficoltà organizzative. Significherebbe affrontare le autorità antitrust e il governo giapponese, integrare culture industriali differenti e assumersi la responsabilità di ristrutturare settori lontani dal proprio interesse principale.

Per conquistare i fotografi Nikon non serve nulla di tutto questo.

Sony deve semplicemente continuare a produrre corpi competitivi, mantenere aperto l’innesto E, sostenere Sigma e Tamron e aspettare che Nikon commetta qualche errore. Ogni ritardo, ogni fotocamera troppo prudente, ogni vuoto nel catalogo e ogni obiettivo Sigma che Nikon costringe ad acquistare in attacco Sony riduce il lavoro necessario.

Il giorno in cui un nikonista deciderà che la nuova Sony gli offre ciò che Nikon non ha ancora presentato, potrebbe scoprire di possedere già metà del corredo necessario.

Non dovrà rinnegare il proprio passato. Non dovrà ammettere che per anni aveva scelto la marca sbagliata. Non dovrà nemmeno vendere tutti gli obiettivi. Potrà acquistare una Sony come secondo corpo, montarvi direttamente i Sigma già presenti nella borsa e continuare a usare la Nikon per ciò che sa fare meglio.

Poi il secondo corpo può diventare il primo.

La conquista non avverrà attraverso una drammatica migrazione di massa. Avverrà una fotocamera alla volta.

L’acquisizione silenziosa

Nikon e Sony restano concorrenti e continueranno probabilmente a esserlo. Hanno prodotti, identità, strategie e culture differenti. Non esiste una fusione nascosta e non sosteniamo che i loro sistemi siano intercambiabili.

Osserviamo però una vicinanza industriale e pratica che non esiste nello stesso modo fra Nikon e Canon.

La tecnologia converge, i sensori provengono spesso dallo stesso produttore, gli obiettivi E entrano nelle borse Nikon e l’adattatore rende sempre meno visibile il confine. Il fotografo continua a sentirsi interamente nikonista mentre acquista componenti che potrebbero accompagnarlo senza difficoltà nel sistema concorrente.

È la forma più moderna di acquisizione: non comprare l’azienda, ma ridurne progressivamente il potere di trattenere i clienti.

Nikon può contrastare questo rischio. Deve continuare a produrre corpi che nessun nikonista desideri sostituire, aprire seriamente l’innesto Z, attirare Sigma invece di regalarle vendite in attacco E e tornare a progettare obiettivi capaci di legare il fotografo al sistema attraverso il desiderio, non attraverso l’incompatibilità.

La fedeltà non si protegge chiudendo una baionetta. Si conquista offrendo una ragione per restare.

Canon continua a essere il grande rivale storico contro il quale Nikon misura prodotti, prestazioni e prestigio. Sony rappresenta un pericolo differente e probabilmente più immediato. Non chiede al nikonista di attraversare un confine netto. Gli permette di avvicinarsi gradualmente, utilizzando tecnologie familiari e portando con sé gli obiettivi che già possiede.

Sony non deve acquistare Nikon per impadronirsi della parte più preziosa del suo sistema.

Le basta acquisire i suoi clienti

ChatGPT Image 7 ago 2026, 10_31_34.png

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Recommended Comments

  • Administrator

Nikon: novità 2026

Prodotto

Categoria

Annuncio

Commercializzazione

Stato al 7 agosto

Osservazione

Nikkor Z 24-105mm f/4-7.1

Zoom FX

7 gennaio 2026

Metà gennaio 2026

In commercio

Nuova fascia economica e leggera; 350 g, prezzo di lancio USA 549,95 dollari. Nikon

Nikkor Z 70-200mm f/2.8 VR S II

Zoom professionale FX

24 febbraio 2026

Fine marzo 2026

In commercio

Seconda generazione: 998 g, AF dichiarato fino a 3,5 volte più rapido, peso ridotto del 26%. Non introduce una nuova categoria, ma sostituisce il modello del 2020. Nikon

Nikkor Z 120-300mm f/2.8 TC VR S

Zoom professionale FX

7 maggio 2026

Non comunicata

Solo annuncio di sviluppo

Moltiplicatore 1,4x incorporato: diventa un 168-420mm f/4. Nikon non ha ancora comunicato specifiche complete, prezzo o data di consegna. Nikon

Nel 2026 Nikon non ha dunque presentato, fino a oggi, nessuna nuova fotocamera. Ha messo in commercio due obiettivi: uno zoom economico e la seconda generazione di uno zoom professionale già esistente. Il prodotto otticamente più ambizioso rimane per ora una dichiarazione di sviluppo.

Sony: novità annunciate o arrivate sul mercato nel 2026

Prodotto

Categoria

Annuncio

Commercializzazione

Stato al 7 agosto

Osservazione

FE 28-70mm f/3.5-5.6 OSS II

Zoom standard FX

2 dicembre 2025

Febbraio 2026

In commercio

Annunciato con la α7 V nel 2025, ma effettivamente arrivato nel 2026. È il nuovo zoom compatto di base, aggiornato per raffiche fino a 120 fps sui corpi compatibili. Sony

Alpha 7R VI

Mirrorless FX

13 maggio 2026

Giugno 2026

In commercio

66,8 megapixel, sensore full stacked, raffica fino a 30 fps e nuovo Bionz XR2: non soltanto alta risoluzione, ma fusione fra serie R e prestazioni sportive. Sony

FE 100-400mm f/4.5 GM OSS

Zoom professionale FX

13 maggio 2026

Giugno 2026

In commercio

Primo 100-400 del 2026: apertura costante f/4.5, zoom interno, quattro motori XD, 1.840 g. Si colloca sopra il precedente 100-400/4.5-5.6 GM del 2017 senza limitarsi a sostituirlo direttamente. Sony

RX10 V

Bridge con sensore da 1"

9 luglio 2026

Preordini dal 9 luglio

In distribuzione nel corso dell’estate

20,1 MP stacked, zoom equivalente 24-600mm f/2.4-4, riconoscimento AI, 30 fps e 4K/120p. Sony riapre una categoria che sembrava abbandonata. Sony

Cinema Line FX5

Cinepresa full frame

22 luglio 2026

Metà agosto 2026

Annunciata, consegne imminenti

Nuovo sensore, RAW interno, Open Gate, autofocus AI; corpo a circa 4.900 dollari, disponibile anche con maniglia XLR. Non ancora materialmente nei negozi al 7 agosto. Sony

FE 100-400mm f/5.6-8 OSS

Zoom amatoriale FX

4 agosto 2026

Fine agosto 2026

Annunciato, non ancora consegnato

Secondo 100-400 presentato da Sony nel 2026: 654 g, circa 900 euro, compatibile con i moltiplicatori 1,4x e 2x. Non sostituisce il GM f/4.5: crea una fascia molto più economica e leggera. Sony

I tre Sony 100-400mm

Per evitare ogni equivoco, oggi Sony dispone o disporrà di tre interpretazioni della stessa escursione:

Modello

Anno

Apertura

Peso

Destinazione

FE 100-400mm f/4.5-5.6 GM OSS

2017

Variabile f/4.5-5.6

Circa 1.395 g

Il 100-400 GM originale, tuttora riferimento storico della gamma

FE 100-400mm f/4.5 GM OSS

2026

Costante f/4.5

1.840 g

Professionisti, sport e wildlife; zoom interno e prestazioni massime

FE 100-400mm f/5.6-8 OSS

2026

Variabile f/5.6-8

654 g

Amatori, viaggio e primo supertele; prezzo intorno ai 900 euro

Sony non ha quindi semplicemente aggiornato il vecchio 100-400. Nel giro di tre mesi ha presentato due nuovi 100-400 agli estremi opposti del mercato: uno enorme, luminoso, interno e professionale; l’altro leggero, relativamente economico e destinato al pubblico più vasto. Il modello del 2017 resta nel mezzo almeno finché Sony non ne dichiarerà formalmente la cessazione.

Attività nel 2026

Nikon

Sony

Nuove fotocamere annunciate

0

3

Nuovi obiettivi annunciati

3

2, più uno annunciato nel 2025 ma arrivato nel 2026

Prodotti effettivamente in commercio entro il 7 agosto

2

almeno 4

Annunci di solo sviluppo

1

0

Nuove categorie o segmenti riaperti

Nessuno

Alta risoluzione veloce, ritorno RX10, nuova FX5, doppio 100-400

Ultima fotocamera nuova

ZR, settembre 2025

Alpha 7R VI, maggio 2026; RX10 V a luglio; FX5 a luglio

  • Administrator

I QUATTRO (4) editoriali di stamattina, devono essere visti come un unico corpus in quattro separate viste.
Altrimenti uno non si orienta bene.

image.png

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Assolutamente hai centrato la questione. Il tiraggio ridicolo di Nikon e gli agguerriti corsari cinesi stanno portando proprio a questo. Come il granchio che entra nella massa, salvo che poi nessuno se lo mangia e sta comodo.

Sony deve solo stare a guardare, fare obiettivi furbi e magari dare un aiutino ai corsari 😜

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Con tutto il rispetto Mauro, bastava fare un tiraggio UGUALE, nemmeno superiore, UGUALE a quello di Sony e avrebbero evitato questo guaio. Segno che i progettisti hanno avuto carta bianca e TESTA VUOTA

  • Administrator
11 minuti fa, Valerio Brustia ha scritto:

Con tutto il rispetto Mauro, bastava fare un tiraggio UGUALE, nemmeno superiore, UGUALE a quello di Sony e avrebbero evitato questo guaio. Segno che i progettisti hanno avuto carta bianca e TESTA VUOTA

NO, invece l'idea era geniale ma poi hanno finito per spararsi sulle palle.
E tenere alla porta Kazuto è sbagliato.
Noi glielo stiamo dimostrando.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
3 ore fa, Mauro Maratta ha scritto:

NO, invece l'idea era geniale ma poi hanno finito per spararsi sulle palle.
E tenere alla porta Kazuto è sbagliato.
Noi glielo stiamo dimostrando.

Ma sembra il drago a due teste! Quello scemo però, uno fa una roba l'altro il contrario ...e il corpo e' uno solo

Lo strabismo porta a farsi del male, stanno sbattendo bam bam bam e non sanno come smettere. Kazuto NO, i cinesi NO, intanto sbattono e sbattono e sbattono. Se si trattasse di un ragazzetto che fa il deficiente ci sarebbe da prenderlo per un orecchio "ohhhhh, hai finito o no?????"

  • Administrator

La progressione degli annunci Nikon dal 1999 (D1) ad oggi :

Anno

Fotocamere

Obiettivi

Totale

1999

1

5

6

2000

1

4

5

2001

4

6

10

2002

2

3

5

2003

2

5

7

2004

3

3

6

2005

4

2

6

2006

3

4

7

2007

3

6

9

2008

4

6

10

2009

4

6

10

2010

2

9

11

2011

1

2

3

2012

5

5

10

2013

4

5

9

2014

4

5

9

2015

3

6

9

2016

4

7

11

2017

2

4

6

2018

3

5

8

2019

1

7

8

2020

5

7

12

2021

2

7

9

2022

1

5

6

2023

2

8

10

2024

2

3

5

2025

2

5

7

2026*

0

2

2

1999–2026

74

142

216

  • ad agosto 2026

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