No, no, tranquilli, non sono arrivati i vampiri, la citazione del titolo di uno dei più originali film degli ultimi 20 anni è d'obbligo, non solo con riferimento alla longevità di questo sito che quest'anno svolterà il traguardo dei venti anni di esistenza, ma anche al significato ultimo di quello stesso film.
Solo gli amanti appassionati sopravvivono a tutto, anche alla noia o all'eccesso. Pure in fotografia.

Stiamo vivendo una fase di esagerata sbornia tecnologica con una offerta di macchine per produrre immagini (dagli smarphone alle camere medio formato) che ci permettono di produrre letteralmente miliardi di click ogni giorno.
Eppure la fotografia - sia sul piano meramente commerciale che creativo - pare in declino.
Per quanto le vendite di fotocamere scendono per quanto i produttori propongono nuovi strumenti. Tanto da tratteggiare un futuro con possibilità espressive ancora più sorprendenti di oggi.
Non faccio esempi specifici ma oggi possiamo trovare di tutto. Dal ritorno delle compatte usa e getta a pellicola (magari marchiate pure Kodak o Polaroid), alle Instax di Fujifilm con forte revival della pellicola, nuova o scaduta e dei pasticci relativi del mezzo formato analogico+digitale.
Per arrivare fino alle medio formato da 50.000 dollari, passando per ogni tipo di formato digitale super-35mm, 35mm, 44x33 etc.
Obiettivi che solo qualche anno fa erano inarrivabili.
Anche solo pescando sul mercato dell'usato recente si potrebbero fare corredi principeschi. E molti marchi, magari non Nikon e Canon, propongono valanghe di novità che è addirittura difficile annotare.
Delle luci Godox che hanno cambiato il modo di fotografare e filmale, ne vogliamo parlare ? Dei flash dal più piccolo al più potente.
E del video, oggi alla portata di tutti, anche del meno creativo.
Poi c'è il software, le possibilità offerte dall'AI. La capacità di pulire file scattati a 6400 o 12800 ISO che sembrano i 32 ISO di un tempo ...
Oramai si riesce a fare la postproduzione perfino al video in formato RAW.
Abbiamo stampanti, carte e inchiostri adatti ad ogni riproduzione delle nostre opere.
Le possibilità offerte dalla stampa digitale lasciano stupefatti sia in casa che presso i migliori service online, altro che camera oscura.
Ma chi vuole può pure stampare in proprio con i chimici, magari impregnando a pennello carta sensibilizzata ed esposta in megaformato per fare opere uniche ed irripetibili.
E poi ci sono i social media dove confrontarsi, incontrarsi, spiegarsi, trovare spunti e idee.
Eppure ...
... eppure pare che ai fotografi manchino sempre due centesimi per fare un euro.
Sembra che senza questa funzionalità o quell'obiettivo proprio non si possa fotografare.
Come se nei decenni passati, quando ci bastava una macchina e al più un paio di obiettivi, ci fossimo fatti fermare dalla mancanza di stabilizzatore a 5 assi o della sensibilità oltre l'umano verso gli ISO 4 milioni ...
Guardi i vincitori dei concorsi fotografici. E il più delle opere presentate riproducono realtà irreali, fiabesche. Con il lato composit e postproduttivo che prevale. Tanto da avere impregnato anche il gusto delle giurie.
Manca naturalezza, c'è noia, routine, ripetitività, imitazione.
Come nel cinema. Una volta c'era la pellicola e si girava a manovella. Ma c'erano grandi attori, c'erano grandi copioni, c'erano grandi sceneggiatori, scrittori, registi.
Adesso si può girare in digitale con un attore che recita nel nulla che poi verrà ricreato in computer graphics.
Ci sono tanti effetti speciali ma per commuoverci abbiamo ancora bisogno di veder recitare, seduto su una panchina, il grande Sir Michael Caine, classe 1930, che Gianluigi Rondi ai bei tempi etichettò come "un uomo senza qualità". Oramai in un film di 10 anni fa, perché adesso si è giustamente ritirato avendo passato ampiamente i 90 anni.
Perché altrimenti è tutto un boom-boom squarciatimpani di pellicole che non ti lasciano niente.
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Un vecchio, una ragazza, due hot-dog, una panchina. Mr Morgan's Last Love, con Sir Michael Caine. Niente effetti speciali.
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Will Eugene Smith, A walk to the paradise garden, 1946
l'intima essenza della fotografia sussurrata, senza bisogno di grandi tecnologie, una delle più belle e sentite fotografie dell'intera storia della nostra arte visuale.
Ecco, volevo condividere con voi questo punto di vista, auspicando di leggere il vostro pensiero al riguardo, sull'eccesso di tecnologia, inversamente proporzionale alla voglia di fotografare che ravviso in molti dei fotografi che conosco e alla mancanza di idee fresche e naturali da realizzare.
Fotografia è passione, fotografare è un atto d'amore. Non importa da parte di chi e verso chi.
Bisogna amare per sempre perché l'oggetto amato sopravviva. Fosse anche la stessa ... propria passione per la fotografia.
Solo gli amanti vivono per sempre. Se Nikonland c'è ancora è soprattutto per questo. Il mio amore per la fotografia è lo stesso dei miei venti anni e lo stesso vale per Max che ce lo dimostra col suo stile sanguigno, tutti i giorni del calendario.
Ma dall'apporto di fotografie, di spunti artistici, di propositi personali, di proposte fotografiche che vedo su queste pagini non riuscirei a giurare che sia così per tutti gli iscritti o per i non iscritti.
Sempre alla ricerca dell'ultimo acquisto da fare al miglior prezzo. Non della prossima foto da fare ad ogni costo.
Le vostre argomentazioni al riguardo, quantomai benvenute, sarebbero ancora più significative se portassero con se, una prova del proprio amore per la fotografia praticata e non chiacchierata, sotto forma della vostra fotografia più significativa per voi, scattata da voi se non proprio nell'ultimo mese, almeno dopo il grande incendio di Londra del 1666 ...
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