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Message added by Mauro Maratta,

Lungi da me censurare o criticare.
Ognuno sia felice come crede di esserlo, purché lo sia, fotograficamente parlando.
Non ho nulla contro il fotografo di cui parlo ma che preferisco non nominare. Non è mai stato una icona per me, anzi.
Molto prima di conoscerlo da vicino mi sembrava che facesse fotografie banali ma gli capitassero situazioni e soggetti eccezionali che avrebbero fatto la felicità di ognuno.
Nè ho nulla da rimproverare a chi compra, usa, desidera Fujifilm, Leica o Hasselblad. Contento lui.
Questo editoriale vuole solo ricordare che non c'è bisogno di chissà che per ... fotografare con la testa, il cuore e il cu7o ...
E poi ribadire l'ovvia banalità che questo è Nikonland.it
:36_1_11:

ZFC_2894.thumb.jpg.2a4dd9c4cce8f4d66d72b0d629f3fe31.jpg

simulazione pellicola Ilford FP4 125 ma scatto nato così, guardando questa costruzione dal cancello di casa

[consiglio di ingrandire le foto per vederle meglio]

Un famoso fotografo, reso celebre dai suoi ritratti esotici, anni fa, a Roma, ad una "personale" consigliò ad un nostro amico di "riconnettersi con le radici della fotografia".

L'unica cura per l'ipertecnologia delle fotocamere proposte dal trio NiSoCan.

Il modo migliore per farlo ?

Acchiapparsi una Fj o una Le. Ed usarle come una volta, con i quadranti, le manopole e le ghiere.

Perché una Fj Xo una Le QM anzichè una GFX o una SL ? Perchè solo quelle fotocamere consentono etc. etc. etc.

Incidentalmente, potremmo essere maligni ma non lo siamo, quel fotografo che con le sue Nikon ha percorso i sette mari, i deserti e le montagne più impervie, pubblicando reportage con FM2 e ritratti con F5 e D3, oggi in età matura è Le Ambassador.
Ma non conta, conta il concetto.

Riconnettersi. Le radici della fotografia.

La fotografia è nata in bianco e nero quando la pittura era a colori già da millenni per questioni tecnologiche. La fotografia è comunque, sia a colori che in bianco e nero, luce, contrasto, forme, composizione, impatto.

Probabilmente questa era la noce del consiglio, la scusa del mezzo, quello più tradizionale e - immagino io - semplice da usare come intermediario.

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ieri mattina, nebbioso. Nikon Zfc con Nikkor Z 24/1.7 ad f/10. Scatto pensato in bianco e nero esplorando il mondo davanti a me con il mirino della Zfc.
Volevo che affiorassero dalla nebbia le sagome degli alberi lontani, con la quinta formata dai pali elettrici.

Se immaginiamo bene, è possibile che il senso fosse quello di tornare a riconsiderare gli aiuti della fotocamera - sempre più esasperati e soverchianti le capacità del fotografo - per riprendere il proprio potere fotografico.

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ieri mattina, nebbioso. Nikon Zfc con Nikkor Z 24/1.7 ad f/10. Scatto pensato in bianco e nero esplorando il mondo davanti a me con il mirino della Zfc.
Il sole comincia a farsi spazio

Vedere a mirino ciò che si sta "creando", al di là del soggetto, che può essere banale o minimalista, regolando la fotocamera e l'obiettivo con le proprie mani, infischiandosene di quello che direbbe l'esposimetro.
Guardando la luce e come si formano i contrasti e le luci e le ombre.
 

ZF3_2953.thumb.jpg.1d40227c17719c82e18da1c82f16b4c0.jpg

ieri mattina, nebbioso. Nikon Zfc con Viltrox 13mm f/1.4 ad f/4. Scatto pensato in bianco e nero esplorando il mondo davanti a me con il mirino della Zfc e regolando tempo e diaframma a mano, senza guardare l'esposimetro.
Dietro la sagoma dell'albero verde ma reso nero dalla luce del sole incidente in raffronto alla nebbia retrostante

Guardare, Pensare, Regolare, Inquadrare. Ecco l'immagine. A casa si tratterà solo di "tirarle" (dal termine francese che comprende l'esposizione della carta che le eventuali sovra e sotto esposizioni o regolazioni di contrasto e tono ... in stampa) per ottenerne vere fotografie.

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E' un ambiente familiare, dove passeggio ogni giorno, è il circuito dove la gente porta a giocare i cani. Sono campi agricoli, alcuni coltivati altri messi a disposizioni delle greggi in transumanza durante l'inverno.

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ZF3_3008.thumb.jpg.cb039079cda042f83b84f8e5a173edb0.jpg

Il sole prende sempre più forza e il contesto cambia. La nebbia si alza e si dissolve. Le sagome, anche con il semplice Nikkor Z 24/1.7 descrivono un orizzonte che sembra lontano ma sono pochi passi.

 

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una copertura per il maneggio coperto si offre ad una foto strutturata. Gli elementi sono semplici e per lo più composti da grafismi. La resa complessiva vuole ricordare una pellicola 50 ISO Ilford.

ZF3_3053.thumb.jpg.82035bcd1472644988032d635f7f4c59.jpg

giro lo sguardo, l'uomo col cane che mi ha appena superato è più avanti nella stradina che costeggia il maneggio.

Il tempo di questo scatto e gli alberi di fianco mi attirano.

ZF3_3056.thumb.jpg.9be88816c43c5c40974eefde5a50f657.jpg

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ZF3_3083.thumb.jpg.fac86e609766d5b5c66341963377cf45.jpg

sono presi a 24 e a 13mm con diaframma f/8 e il classico 1/125'' ad ISO 100. Le stesse impostazioni che usava mio padre con la sua Zeiss Contessa quando io avevo 4 anni.

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ZF3_3198.thumb.jpg.36679cfd37bbb43a04a3c148d792b8df.jpg

gli stessi alberi, qui inquadrati solo parziali, si spogliano. L'ultimo scatto mi ha ricordato certe foto d'autore dei Joshua Tree

ZF3_3200.thumb.jpg.8e9e49385b30c66867d4d3e31d996186.jpg

più avanti uno specchio di sicurezza stradale mi offre questa forma che trovo irresistibile in questa situazione di luce.

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di questa casa, solo in apparenza abbandonata mi ha richiamato la muffa sulla parete a nord, più che la sua banalità. Che volevo sembrasse alla fine quasi un HDR.

ZF3_3140.thumb.jpg.101812fdfb9697c0b8415362d2872baa.jpg

mentre più avanti la copertura sintetica del campo di calcetto riflette il sole pieno e calda in una giornata partita da - 4°C. La parete anteriore sembra l'entrata di un bunker minaccioso.
Ma siamo solo a "35mm", nulla di spaventoso.

ZF3_3146.thumb.jpg.39e90a2f6f7700c292a23a632d515a71.jpg

ZF3_3100.thumb.jpg.9662c1440ba738164d81f275fa804c10.jpg

io adoro le panchine e ciò che le ricorda. Posso immaginare di parlare con le persone che ci si sono sedute sopra, senza il disturbo di averlo fatto sul serio.
La rete che mi separa nel primo (visibile) e nel secondo (sotto di me) mi lascia osservatore anziché attore della scena.

 

ZF3_3154.thumb.jpg.4f79ae821af2afae03800c3cd41ffbd7.jpg

ma una macchina così piccola e un obiettivo così compatto si possono anche avvicinare per attraversare la rete.
La scena diventa così più personale e meno voyeuristica.

Altri elementi banali, consueti per me, che la luce può descrivere diversamente, come voglio vederli io in questo momento

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sono rientrato a casa.

Il giro è finito, è durato una mezz'ora.

Mi sono riconnesso con la fotografia ? Io credo di si, ammesso che me ne fossi mai disconnesso.

E quanto ha contato lo strumento che ho utilizzato ?

Devo essere franco ?

Sul serio ...

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credo ZERO MENO MENO. Con qualunque fotocamera avrei potuto fare le stesse cose che avevo in mente.

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qui ho scelto di usare la mia Nikon Zfc "interista" con il Nikkor Z 24/1.7 prestatomi da Max, portandomi dietro anche il Viltrox 13/1.4 per poter avere una visione alternativa ancora meno normale .... del normale.
Gli obiettivi Viltrox (come i Voigtlander) hanno l'anello del diaframma attivo, quindi si lavora ancora più "riconnessi con le radici della fotografia".

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la Nikon Zfc ha ghiere, quadranti, manopole e per me è naturalmente impostata in Manuale.
Il suo Bianco e Nero - standard, senza bisogno di fare i creativi - è già di ispirazione.
E il suo sensore ha una gamma dinamica che non ha proprio nulla da invidiare ad una Leica o ad una Fujifilm.

E' compatta, leggera, prestazionale, soprattutto Nikon.

E non ha un obiettivo fisso ma permette di cambiare obiettivo per permetterci di essere ancora più creativi senza contorsioni mentali tipo il ritaglio, le cornicette, lo zoom digitale.

Normalmente si lavora bene anche a 6400 ISO (il 100% delle foto che realizzo a corredo degli articoli per Nikonland è fatto dalla Nikon Zfc Red&Silver con il 16-50 a 3200 ISO quando non ho voglia di usare il treppiedi come invece ho fatto in questo caso).
E volendo, si può andare anche oltre e poi intervenire in Lightroom. Così come sempre da Lightroom si può portare la sua risoluzione a 80 megapixel.
Come ben sa Max che ha stampato in grande i suoi tulipani scattati con la Zfc Mint&Silver e il Trioplan la primavera scorsa, poi portati a risoluzioni esagerate senza colpo ferire.

Insomma, abbiamo strumenti estremamente duttili in casa. Dobbiamo cercarne altrove ?

Io credo di no. E poi Nikon ci ha proposto due macchine che si connettono naturalmente alle radici della fotografia.
Non bastasse la Zfc c'è la Zf che va 10 volte oltre. Alla Zfc ? No, a qualsiasi Fujifilm e/o Leica.

Serve una medioformato da 100 megapixel e 10.000 euro per fare foto "ispirate al fineart" come queste con soggetti banali di tutti i giorni ?

Ma va là, va là, va là. Serve una cosa sola.

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un fotografo ispirato dalla propria esperienza. E una Nikon Camera, come cantava Paul Simon già nel 1973

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Recommended Comments

Guest Gianluca -J.R.- Romani

Guest Gianluca -J.R.- Romani

Guests
6 minuti fa, M&M ha scritto:

Senza ironie, io posso fare lo stesso con la Zfc, a display chiuso a libro, con davanti un Viltrox, spendendo … zero.

Perché ? Perché io fotografo e non sono “disconnesso” ;)

 

In realtà è quello che faccio anch’io... praticamente è sempre chiuso il display della mia Z fc...

Paolo Mudu

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
Il 20/01/2024 at 18:46, marcovitrotto ha scritto:

Avete mai sentito dei pittori discutere accanitamente sulla marca dei colori e dei pennelli?

Certamente ognuno ha le sue preferenze con le quali arriva più facilmente all'obiettivo che ha in TESTA. 

Strumenti, che ci aiutano, riducono gli errori, e ci consentono cose impensabili un tempo. In questo le ML credo siano un punto di svolta, ma per rendere concreto qualcosa di "impensabile" devi appunto...PENSARLO.

Questa mattina verso le 9 (-4°), andavo da Crescentino a Vercelli percorrendo una strada in mezzo alle risaie (che un po' già conoscete...), paesaggi simili ai primi che ci hai proposto, ad un certo punto, mentre guido, mi giro e vedo in controluce un tipo cha armeggia vicino ad un fuoco, con molto fumo  i campi appena arati e le prime colline del Monferrato sullo sfondo ancora nella nebbia.

Ero "disarmato", mi sarei accontentato della qualsiasi ed invece ho tirato dritto...

Ma una z30 con qualcosa davanti da portare nella tasca del giaccone?

Comunque lo specchio di sicurezza non è affatto banale.

L’importante è che il pennello non dipinga in autonomia!

marcovitrotto

Nikonlander
  • Nikonlander

Giusto Paolo!

Non mi preoccupano affatto i nostalgici che evocano gli albori del nostro Hobby e magari cercano di ripercorrerli, mi inqieta di più chi ne accellera la fine con immagini totalmente create artificialmente.

  • Administrator
6 ore fa, marcovitrotto ha scritto:

Giusto Paolo!

Non mi preoccupano affatto i nostalgici che evocano gli albori del nostro Hobby e magari cercano di ripercorrerli, mi inqieta di più chi ne accellera la fine con immagini totalmente create artificialmente.

l'AI generativa non ha nulla a che fare con il calo fotografico. Nè il riconnettersi o il disconnettersi da chissà quali radici a causa di ghiere e rotelle, con la mancanza di passione.

Il fatto è che la gente non ha più voglia di fare niente, ivi compreso fotografare. Non basta nemmeno l'elettroshock, altro che Leica da 9350 neuri.

E queste pagine ne sono la prova pratica. Altro che LEICA M e pellicole varie (scadute e senza frigorifero).
Un mio coscritto, non più tardi di qualche mese fa, ha qui testé confessato che oramai gli manca pure la voglia di scaricare le foto dopo che le ha scattate ... quindi dirada sempre più il fotografare.
Fino a ZERO.

:36_12_20:

Paolo Mudu

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Il più delle volte mancano gli stimoli e le occasioni. Ma questo è un’altro argomento.

  • Administrator
2 ore fa, Paolo Mudu ha scritto:

Il più delle volte mancano gli stimoli e le occasioni. Ma questo è un’altro argomento.

E non c’è niente di male in questo. Ci si può dedicare alla lettura, seduti in veranda, presempio ;)

 

  • Administrator
Adesso, Max Aquila ha scritto:

Se aveste il coraggio di proporvi ancora in questa chiave, che nel 1959 dipendeva massimamente dai materiali a disposizione,

liberi....

Penso che oggi, i fotografi di allora, sarebbero felici di manifestarsi diversamente.

Credo che la scusa del ritorno alle radici, sia prevalentemente un modo come un altro di sopperire alla mancanza di idee 

Attuali...

Viandante

Nikonlander
  • Nikonlander

Mauro è stato un vero piacere leggerti ed apprezzare le foto dell'articolo.

Hai messo per iscritto e fotografato una parte di ciò che penso e voglio fotografare non appena riprenderò a farlo (manca poco finalmente), il mondo che ci circonda da vicino. 

La connessione deve esserci tra testa e cuore, la cui combinazione porta all'ispirazione ed alla visione. 

Quando manca questa connessione, un buon libro può agilmente sostituire la fotocamera. 

Paolo Mudu

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
19 ore fa, Max Aquila ha scritto:

Se aveste il coraggio di proporvi ancora in questa chiave, che nel 1959 dipendeva massimamente dai materiali a disposizione,

liberi....

Penso che oggi, i fotografi di allora, sarebbero felici di manifestarsi diversamente.

Credo che la scusa del ritorno alle radici, sia prevalentemente un modo come un altro di sopperire alla mancanza di idee 

Attuali...

Anche questo è un pregiudizio!
C’è sempre più gente stanca della tecnologia spinta, digitale. Sono soprattutto giovani. Sarà un caso?

Riguardo poi ai fotografi del passato…Tina Modotti abbandonó la fotografia proprio a causa del diffondersi delle Leica. Quindi abbandoniamo i luoghi comuni. 

  • Administrator
1 ora fa, Paolo Mudu ha scritto:

Anche questo è un pregiudizio!
C’è sempre più gente stanca della tecnologia spinta, digitale. Sono soprattutto giovani. Sarà un caso?

Riguardo poi ai fotografi del passato…Tina Modotti abbandonó la fotografia proprio a causa del diffondersi delle Leica. Quindi abbandoniamo i luoghi comuni. 

è solo un modo di essere.

E S I B I Z I O N I S M O 

Noi che siamo nati in un periodo fortemente industrializzato non siamo certo tornati a vivere nei campi senza luce e detersivo. Senza antibiotici o acqua calda.

Eppure la generazione precedente veniva da quello.

E abbiamo accolto con piacere tutte le innovazioni in fotografia: dalle pellicole di grande sensibilità o invertibili, all'autofocus e gli automatismi di esposizione.

E gli esposimetri a matrice che ridicolmente oggi usano tutti indiscriminatamente.

Salvo poi comprare modelli di macchine come questa assurda Leica oppure le tue medio e grande formato con pellicole che neppure (molti) sviluppano in proprio.

Il ragazzo entrato in un negozio la scorsa settimana per comprare una Kodak usa e getta da 800 ISO, al negoziante non sapeva neppure cosa chiedere: ha aperto una foto di una pagina web dal suo smartphone per fargliela vedere

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Essere up-to-date in questo fingere di recuperare qualcosa:
forse la passione per trovare lo spunto di schiacciare quel pulsante?

 

Per fortuna io fotografo.

E il più gran complimento del mio essere un fotografo, l'ho ricevuto anni fa qui su Nikonland da una persona che ha affermato:
"Max, qualunque aggeggio abbia in mano, ci sa tirare fuori sempre belle foto"

E' proprio così: le foto sono in testa.  Chi usa le mani...è manesco !

 

Enrico Floris

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Proviamo a riconnetterci diversamente. Vediamola così: quando abbiamo iniziato a fotografare riuscivamo a vedere qualsiasi cosa in maniera diversa, in uno spazio limitato, quello del mirino che riportava le proporzioni quasi esatte del formato 36x24 mm, quello che oggi definiamo full frame. Dentro quello spazio esisteva un mondo che non era quello che vedevamo fuori dal mirino. Poi abbiamo voluto di più _ e questo è giusto _ in termini di attrezzature ma anche di idee, di tecniche di ripresa. Forse manca la semplicità di quei momenti e quei momenti significavano una fotocamera e una lente prime. Non altro. In quello spazio dovevamo farci entrare tutto quello che riuscivamo a farci entrare.

Riconnettersi col passato, non dico sempre ma, quando ci va, penso faccia bene a tutti. Io ogni tanto ci provo con la Zfc e il 24mm lasciando lo zaino a casa. Non riesco a fare quello che facevo quando ho iniziato, ho perso la mano e l'abitudine alla focale fissa, ma la trovo una sfida divertente e in qualche modo, magari per un pomeriggio, riesco a riconnettermi. Spesso non sono soddisfatto del  risultato ma sono contento del tempo che ci ho speso

------

Mancavo da un po' di tempo, buona serata a tutti  e ben ritrovati :).

Viandante

Nikonlander
  • Nikonlander

Secondo me oggi mancano almeno un paio di cose fondamentali rispetto al passato, il piacere della scoperta e lo stupore per il mondo che ci circonda. 

Faccio un parallelo, andare ad assistere ad un'opera lirica con i occhi dello spettatore moderno secondo me priva di gran parte della sua bellezza. Cercare invece di ritornare a stupirci, meravigliarci e divertirci con le cose più semplici ci restituisce il piacere di ciò che abbiamo di fronte perché ritorniamo alla semplicità dell'epoca nella quale è stata scritta. 

Non rinnego la tecnologia, mi piace e la utilizzo con piacere, però è importante saper rimanere sensibili ed avere uno sguardo meno disincantato rispetto alla "normalità" di quest'epoca. Altrimenti si perde il piacere delle cose semplici, che poi tanto semplici non sono. 

Paolo Mudu

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
37 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

è solo un modo di essere.

E S I B I Z I O N I S M O 

Noi che siamo nati in un periodo fortemente industrializzato non siamo certo tornati a vivere nei campi senza luce e detersivo. Senza antibiotici o acqua calda.

Eppure la generazione precedente veniva da quello…

 

Beh, se paragoni le fotocamere alle lavatrici, vuol dire che parliamo di cose diverse. 
Se io uso anche la pellicola è perché le riconosco un’altra “pasta”, completamente diversa dal freddo digitale. Poi c’è anche il recupero del “fare” contro la tecnologia del “fa”. 
È un gioco, una scoperta che si rinnova ad ogni rullo, ad ogni lastra, ad ogni sviluppo. Un approccio più semplice che non viene distratto da altre competenze come l’informatica. Non è affatto un ritorno al passato. È solo un’altro modo di esprimersi. Mezzi diversi per risultati diversi. Non parlo di quelli che comprano usa e getta da 800 ISO per “esibizionismo”, altrimenti dovremmo parlare pure di quelli che spendono 30.000 € in attrezzature per fotografare il gatto per poi recuperare le ombre con Photoshop (la maggior parte mi risulta).

Paolo Mudu

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Azzardo un paragone:
la stessa musica può essere realizzata con un’orchestra sinfonica oppure con dei sintetizzatori. A parità di qualità dell’opera, cosa preferireste ascoltare dal vivo?

E cosa preferirebbe suonare un bravo musicista? Preferirebbe essere “manesco” oppure stare al computer?

  • Administrator
2 ore fa, Paolo Mudu ha scritto:

Beh, se paragoni le fotocamere alle lavatrici, vuol dire che parliamo di cose diverse. 
Se io uso anche la pellicola è perché le riconosco un’altra “pasta”, completamente diversa dal freddo digitale. Poi c’è anche il recupero del “fare” contro la tecnologia del “fa”. 
È un gioco, una scoperta che si rinnova ad ogni rullo, ad ogni lastra, ad ogni sviluppo. Un approccio più semplice che non viene distratto da altre competenze come l’informatica. Non è affatto un ritorno al passato. È solo un’altro modo di esprimersi. Mezzi diversi per risultati diversi. Non parlo di quelli che comprano usa e getta da 800 ISO per “esibizionismo”, altrimenti dovremmo parlare pure di quelli che spendono 30.000 € in attrezzature per fotografare il gatto per poi recuperare le ombre con Photoshop (la maggior parte mi risulta).

Saul Leiter (spero lo conosciate)

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  • Administrator

Negli ambienti rarefatti frequentati dai leicisti pare che stia facendo sensazione un dettaglio della nuova Leica M-11D.

La memoria integrata da 256GB.
Viene considerata un'onta.
Perché enorme e perché, soprattutto, impedisce la conservazione della schedina dentro allo scatolino con il titolo, una volta riempita con non più di 33 scatti.
Tutte le altre limitazioni che invece costringono a riconnettersi con le radici della fotografia ed a farsi ispirare dal "mezzo meccanico" sono viste con entusiasmo.

Effettivamente .... li capisco ! :rotfl:

Mi aspetto che il prossimo modello rinunci alla memoria integrata ed opti per schede SD in acciaio inossidabile da non più di 1 gigabyte.

  • Administrator

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Dai, dai dai.... 

Impaccate 36 scatti della peggiore della famiglia Velvia a...

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48mila delle vecchie lire (il quadruplo del costo di allora)

Chi più spende più si intende!

Dai, dai dai...

che per spendere di meno puoi comprare questa

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che i fotolab da un' ora regalavano se sviluppavi e stampavi un altro rullino.

E io le regalavo al primo che capitava, perché le stampe uscivano col giallo tendente al marroncino.

Dai !

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Claudio Garlaschi

Nikonlander
  • Nikonlander

Ma quanto costa oggi, l'analogico, e a me sembrava già caro negli anni '70

Paolo Mudu

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
8 ore fa, Claudio Garlaschi ha scritto:

Ma quanto costa oggi, l'analogico, e a me sembrava già caro negli anni '70

Carissimo, se scatti a raglio!

Paolo Mudu

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

"Riconnettersi con le radici della fotografia" Significa anche: connettersi al soggetto e…non distrarsi.

 

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  • Administrator
31 minuti fa, M&M ha scritto:

Polaroid ? :ph34r:

di fatto il prodotto più venduto in Europa nei negozi di fotografia resta la Fuji Instax e le sue pellicole.

Oggi invece ad una mostra di Cianotipie dell'allievo di un'associazione culturale fotografica che ho contribuito a fondare all'inizio degli anni 90, è venuta una ragazza di trent'anni (per me ormai sono ragazze) che mi hanno presentata, perchè ci legge e segue i nostri consigli.

Scatta danza e ginnastica artistica, aveva uno zaino con dentro una Z8, uno Z 70-200/2.8 ed un 24-120/4.

Pare contenta e ben connessa con le sue radici: non sembrava particolarmente colpita dalla fatica di quel tipo che ha stampato le sue cianotipie e non credo che le manchino più i suoi 7 ftg/s della vecchia D750 che usava prima con obiettivi raccogliticci, mentre mi raccontava dell'ebbrezza dei suoi scatti a 120 ftg/s

Vogliono organizzato un incontro su Nikon Z.

Anche se gli piace la gomma bicromatata (pensa che riconnessioni...)

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Sakurambo

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Potreste proporre la trasformazione dei file della Z8 in negativi analogici 6X6 per poi stamparli con l'ingranditore.
Tipo il lavoro che faceva Salgado su alcuni B/N.

Sai che connessione antico/noderno. xD

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