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  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Non sarò mai bravo ma, almeno, potrò migliorare?

    Nei due sondaggi lanciati da Mauro qualche giorno fa appaiono delle affermazioni del tipo, "non sono abbastanza bravo per..." "le mie foto sono troppo brutte allora..." .  Ci ho pensato sopra, se facciamo foto brutte a nostro stesso giudizio, come possiamo essere contenti di fotografare? C'è un modo per cambiare la situazione? Per me, se si vuole, un modo c'è.

    Spesso amici e colleghi vedendomi disegnare dicono: "Eh anche a me piacerebbe saper disegnare, ma non sono  capace". La cosa mi pare un po' strana, perchè prima di imparare, anch'io non ero capace, come, un po' prima ancora,  non ero capace di parlare nè di camminare, ma dato che queste cose mi interessavano (e qualcuna mi serviva), un po' alla volta le ho imparate.

    Senza scherzi, è mia convinzione che se una cosa ci piace davvero, la amiamo davvero, allora possiamo impararla, anzi dobbiamo, perchè la soddisfazione che di darà il praticarla è grandissima. 

    La chiave sta nel davvero. Ogni tanto io dico ad altri, "eh come mi spiace non capire quasi nulla di  musica, di non saper suonare", ma non è per davvero, perchè non mi è mai passato per la testa nemmeno per un istante di prendere lezioni di musica. Non  ci ho mai investito nulla in termini di tempo o denaro. 
    Nelle cose che mi interessavano, invece ci ho messo tutto l'impegno che potevo. E continuo a mettercelo.

    Sì ma, perdonaci,  a noi che ci frega di quel che fai tu?

    Niente, la mia vuole essere solo una riflessione: quando qualcuno riconosce, ad esempio qui su Nikonland, che le sue foto "fanno schifo" (a detta di lui stesso!!) come situazione definitiva, come se fare foto "da schifo" fosse una decisione del Fato...

    Fato.png.100ca531d4803e4b6c644b0712c93d3a.png     Le tue foto faranno sempre schifo!

     

    ...contro cui nulla si può, e per questo magari non le fa nemmeno vedere, perchè "non si sente all'altezza", allora mi vien da pensare. Scrivo per discuterne e, se riesco, proporre dei suggerimenti, ma anche per suscitare una discussione "educata" sul tema. 

    Se ritenessi che le mie foto "fanno schifo", anche dopo anni di pratica, vedrei due possibili reazioni, 1) smetterei di fotografare per fare altro,  oppure 2) mi sforzerei di migliorare.  Altrimenti più che passione sarebbe frustrazione. Di certo non indulgerei in un hobby costoso, senza trarre piacere nel praticarlo.

     

    tenor.gif.d45b9aae56da1807cc5f756db205d4ce.gif

     

    Eh parli bene tu, ma ci vuole tempo e io non ne ho.

    Che parlo bene è fuori di dubbio xD, che ci vuole tempo anche, che non ne hai... può darsi, ma può darsi di no. Il tempo che metti per fare quelle foto che (a tuo dire eh, io non le ho viste)  fanno schifo potresti impiegarlo ad esercitarti a migliorarle, un poco per volta. E poi... quanto tempo passi in passatempi passivi, quando lo stesso tempo potresti impiegarlo attivamente?

     

    Ormai sono vecchio, che vuoi che impari alla mia età.
    Ahi Ahi, una mia collega ed amica cita spesso un proverbio di sua nonna calabrese che recita così: "La vecchia aveva cent'anni, ma non voleva morire perchè aveva ancora tanto da imparare". 

      Hokusai (il pittore della famosa "onda")  nel 1834 scriveva:

    Sin dall'età di sei anni ho amato dipingere qualsiasi forma di cosa. All’età di cinquanta ho disegnato qualcosa di buono, ma fino a quel che ho raffigurato a settant’anni non c’è nulla degno di considerazione. A settantatré ho un po’ intuito l’essenza della struttura [...]. A ottant’anni avrò sviluppato questa capacità ancora oltre mentre a novanta riuscirò a raggiungere il segreto della pittura. A cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria. 

    oltre-l-onda-hokusai-hiroshige.thumb.jpg.f07b832d0c7d9a1de382de35f72bd002.jpg

     

    Gli antichi maestri di Baguazhang (un modo molto elegante di picchiarsi che ho studiato) avevano un detto: "Vivi fino alla vecchiaia, impara finche vivi".

    Questo signore ha oltre cent'anni (è morto qualche anno fa a 118 anni) ed è un famoso maestro, si direbbe che il Baguazhang faccia bene.

     

    Il succo, è che sì, con l'età diventa più difficile, ma  se la cosa appassiona, si può sempre migliorare, basta un po' di ... intenzione sincera, è la mia esperienza.


    Si fa fatica però!
    Ma certo. Per questo che deve essere davvero una passione, altrimenti l'inerzia iniziale, il peso da smuovere, è insopportabile. Molte persone che conosco mi dicono da anni: "eh sì, anch'io vorrei fare un po' di movimento, per la salute, sai". Ma lo dicono con lo stesso entusiasmo con cui direbbero "eh sì, dovrei proprio fare un clistere di otto litri, per la salute, sai".  

    Perchè il movimento per loro non è piacere e non gli interessa veramente di migliorare il proprio fisico. Quindi non lo faranno mai o forse lo faranno un po', poi smetteranno. Chi fa cross-fit, Mountain bike o che so io, fa fatica, ma si diverte e si fissa sempre nuovi obiettivi. Allora chiediamoci, proviamo piacere nel fotografare? Vogliamo andare avanti? O ci va bene così, "tanto per".

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    E poi so che non diventerò mai bravo come tanti altri.

    Può darsi, anzi quasi sicuro. Ma chi se ne frega, non è questo il punto. Il vero scopo che ci deve muovere nella nostra passione, qualsiasi sia, è essere ogni giorno un po'  più bravi di quanto si era prima, fino ad essere essere soddisfatti dei propri risultati. Tra eccellere e fare schifo c'è un sacco di spazio, dove si sarà "almeno"  soddisfatti delle proprie foto, poi si potrà provare ad andare anche più in là, un po' per volta. Certi maestri di arti marziali (non agonistiche) fanno capire che se oggi riesci a battere qualcuno che prima ti batteva, non devi essere contento perchè sei diventato più bravo di lui, ma perchè sei diventato più bravo di com'eri prima. Penso sia lo stesso per quasi tutte le arti (la danza ad esempio), ma io parlo solo di quello che conosco. Si incontra sempre gente più brava di noi, e allora? Sono convinto che non ci si debba misurare con altri se non con se stessi. 

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    Ma se pubblico le mie foto poi mi giudicano male perchè sono brutte e io ci rimango malissimo.
    Se parliamo di un contesto come questo, dove in gran parte non ci si conosce di persona, se qualcuno giudica male te, è lui che sbaglia, la cosa non ti deve amareggiare o irritare, non fa testo,  non si devono giudicare mai le persone, soprattutto quelle che non si sa nemmeno che faccia abbiano. Questo è il mio pensiero almeno.
    Se invece esprime un giudizio sulla tua foto, anche severo, ma educato, allora se ne deve tenere il dovuto conto, che significa valutare criticamente, ma onestamente il giudizio ricevuto, allo scopo di migliorarsi.
    All'inizio della mia avventura digitale, quando si cominciava appena a condividere foto in internet, avevo pubblicato su un forum di fotografia naturalistica una foto di due cicogne in controluce che mi sembrava un capolavoro... uno dei membri storici, fotonaturalista di buon livello, con la massima schiettezza mi ha spiegato che per lui il posto giusto per quella foto era il cestino e mi ha detto perchè. Nonostante fossi molto più giovane ed irritabile di adesso, dopo un primo momento di sconcerto, ho capito che aveva ragione, e gli sono ancora grato adesso per avermi esortato a non essere indulgente con me stesso.
    Mi è anche capitato (ma rarissimamente) di ricevere giudizi offensivi e o indifferenza, non vivo su un Pero, ma il bilancio, posso dirlo, è largamente positivo. Ho imparato tantissimo, ho conosciuto gente eccezionale (e un po' di str...ani) ma soprattutto mi ha aiutato a migliorare quel che faccio.

     

    Magari non mi risponde nessuno, si commentano solo tra amici.

    Può essere, anzi a volte è, ma insistendo, "scassando" facendosi conoscere, presenziando, un po' alla volta, i feedback arrivano (o si viene cacciati :) ,  no scherzo). Ma attenzione, non lo si deve fare per dovere! 
    Se poi anche noi si commenta gli altri... aiuta. ;) 

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    La fai facile tu.
    Senz'altro c'è chi è più portato a comunicare e chi meno, ma se c'è interesse, entusiasmo per quel che si fa, un'opinione o una piccola domanda....

    No in realtà non ne ho proprio voglia, mi diverto a fare il fotografo per finta, gioco con le attrezzature, compro vendo e ne discuto sui forum, poi le foto sono un di più, la storia dello schifo è una scusa.

    Allora il problema non esiste! Se sei già contento così, non c'è bisogno d'altro. 


    Ma credi di sapere tutto tu? Ma lo sai che ci stai proprio rompendo i...

    Sì lo so, sto procurandovi una grave gonadofrazione (modo difficile di dire che rompo ciò che ho sostituito coi puntini sopra),  ma le mie intenzioni sono buone. Ho sperimentato su di me il detto che lo scopo del viaggio non è tanto nella meta ma nel viaggio stesso; ha ragione (tranne quando prendi il treno da pendolare per andare a lavorare). Metaforicamente, ogni piccolo passo in avanti che fai è una soddisfazione. 
    La mia intenzione è proporre una via per essere più contenti di quel che si fa. Attenzione: non sto dicendo che partecipare al forum vi darà la felicità, ma che la condivisione e la partecipazione ad un forum è uno degli strumenti, uno dei tanti che potrebbero aiutarci a migliorare, se ci interessa farlo. Non confondiamo il dito che indica con l'oggetto indicato.

    Ecco, se a leggere vi siete divertiti e vi è servito a qualcosa, sono contento, se no ...sono contento perchè mi diverto lo stesso a scrivere, ma un po' meno.

     


    SCUSE DOVUTE E CHIARIMENTI NECESSARI:

    SCUSATE SE OGNI TANTO HO FATTO  IL SANTONE, è un ruolo troppo divertente e non ho resistito ma, sul serio, non penso di  essere più saggio di nessuno. 

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    NON C'E' ALCUN INTENTO PROMOZIONALE NE' COERCITIVO Quanto ho scritto è solo allo scopo di incoraggiare chi vuole provarci.

    QUELLO CHE SCRIVO NON PRETENDE DI ESSERE VERITA' UNIVERSALE. E' solo la mia visione della cosa. Ci sono ben poche verità universali e io non ne possiedo.


    MI INTERESSA MOLTO SENTIRE LE VOSTRE OPINIONI E I VOSTRI PERCHE', SE VOLETE, SOPRATTUTTO PER OFFRIRE UNA BASE PIU' AMPIA DI CONFRONTO A CHI PUO' SERVIRE. 

    Grazie!
     

    Edited by Silvio Renesto

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    Grazie Silvio. Me lo sono goduto a fondo, c'è l'umorismo che ci vuole in queste cose per non urtare la suscettibilità di nessuno : un'arte che io non possiedo.

    Continuando con la tua parafrasi, spero che i tanti altri che ti faranno i complimenti non lo faranno "tanto per" per poi continuare a comportarsi come sempre ma proveranno almeno a capire se hai scritto di loro e per loro, nel loro stesso interesse.

    E se prendere spunto/esempio da qualche cosa che hai scritto mettendola in pratica, non potrebbe rendere loro un servizio più grande di quanto noi cerchiamo di fare scrivendo su queste pagine.

    A proposito, ti faccio una domanda.

    Fatto 100 lo sforzo di apprendere, quanta parte di questa è, secondo te, empiricamente, a carico di chi impara e quanta a carico di chi si sforza di trasmettere la sua esperienza ? (saggia o meno che sia).

    E infine, che ne è stato della promessa di quei metodi di apprendimento durante il sonno ? :x3x:

    PS : io ho appena concordato l'acquisto di un gimbal DJI Ronin SC, una cosa di cui sino a qualche giorno fa ignoravo l'esistenza e che adesso mi ha aperto un mondo di possibilità.
    Di cui non so assolutamente nulla perchè non le ho mai provate prima e per cui mi dovrò impegnare molto a studiare, provare, riprovare, fino ad arrivare almeno più in là di quanto non sia adesso :)

    PPS : i saggi spesso cercano di trasmettere la saggezza a chi li ascolta. Ma qualche volta dimenticano - in parte - quanto dicono.
    Magari imparare a suonare uno strumento no, magari nemmeno studiare l'opera omnia di Telemann (che è un tizio che ha scritto un interminabile fiume di musica nel '700) ma uno sforzo per fare più spesso cose mai fatte prima nelle cose che pratica quotidianamente, anche il saggio lo dovrebbe fare ... 

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    19 minuti fa, MM! dice:

    A proposito, ti faccio una domanda.

    Fatto 100 lo sforzo di apprendere, quanta parte di questa è, secondo te, empiricamente, a carico di chi impara e quanta a carico di chi si sforza di trasmettere la sua esperienza ? (saggia o meno che sia).

    Non è una risposta facile, la mia esperienza è che all'inizio del percorso il carico maggiore (ben oltre il 50%) è su chi  insegna, perchè deve far innamorare di quello che vuole insegnare;  farlo deve amare lui quello che insegna e  deve tenere molto anche a quelli a cui vuole trasmettere l'insegnamento.  Lo sforzo maggiore è qui. Poi vengono i contenuti. Parafrasando Socrate, devi "accendere la torcia" dell'interesse, altrimenti la fatica sarà tremenda per tutti (parlo di insegnamenti in cui gli studenti sono obbligati ad esserci, in altri contesti la risposta sarebbe l'abbandono), dopo questa prima fase  lo sforzo toccherebbe in buona parte allo studente (lo chiamo così per deformazione professionale, ma capitemi, sarebbe chi vuole imparare) che deve metterci del suo e della volontà, per apprendere.

    Poi ci sono  le "zucche" da cui non ricavi nulla qualsiasi cosa tu faccia, ma quelle hanno motivo di essere (poca), laddove si sia costretti ad apprendere, anche se non si ha voglia, come a scuola. In altri contesti non se ne capisce la ragione.

     

    L'ipnopedia? Imparare nel sonno? Ne so pochissimo credo non funzioni tanto bene, e con effetto diverso su cose diverse. Mi pare che sia perchè il cervello non contestualizza ciò che gli viene inserito in quel modo.  C'è un capitolo nel libro di Huxley "Brave New World" dove spiega bene la cosa. 

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    E calandoci più nella realtà di Nikonland, dove non ci sono veri e propri professori e gli studenti, se ci sono, non pagano una retta e dovrebbero essere totalmente mossi da passione motu-proprio ?

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    In teoria la passione dovrebbe spingere fortemente chi vuole  crescere, ma, vedi, metti anche tu un "dovrebbero". Io credo che chi vuole trasmettere in questi contesti, debba trasmettere al meglio che può, perchè ha in sè una forte motivazione a condividere, ma debba  restare consapevole di stare spargendo semi su terreni differenti senza angustiarsi se ne germoglia  solo  una parte.  
    Poi si innescano anche  dinamiche differenti, che possono più o meno influenzare la risposta, ma lo sai quanto me, non te lo devo spiegare.

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    2 minuti fa, Silvio Renesto dice:

    [...]
    Poi si innescano anche  dinamiche differenti, che possono più o meno influenzare la risposta, ma lo sai quanto me, non te lo devo spiegare.

    Infatti, non è a me che lo devi spiegare, per questo che te lo chiedo io :2f01b9af6c20f52bcd52c53f7ee86b8d:

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    2 ore fa, MM! dice:

    Infatti, non è a me che lo devi spiegare, per questo che te lo chiedo io 

    Eh qui c'è una sottile vena di ironia. Ma  rischi di attivare il "classificatore", che so che  non ti piace tanto. Ma l'hai voluto tu.

    La mia è un'opinione personale, non sono uno psicologo (brrr!) nè un sociologo (doppio brrr!). Solo che diventa una fiera dell'ovvio, non potendo scendere sul personale:

     In un contesto non istituzionale (Scuola, Università, Caserma, corsi a pagamento) , la percezione di chi vuole trasmettere cambia a secondo di come si pone, nel bene e nel male e di conseguenza cambia la reazione. Molti considerano la modalità di trasmissione, spesso più del contenuto. L'esperienza mia universitaria, dove gli studenti sono già grandi, è che chi trasmette è importante quanto quello che trasmette. Solo che da me devi dare l'esame, quindi ti fai andare giù  quel che devi ingoiare, senza fare troppe storie,   ma in un contesto libero, questo ha il suo peso. Se mi sento aggredito, o giudicato, o qualcos'altro che non mi piace, perchè faccio o non faccio qualcosa, come primo impulso me ne vado o ti mando da qualche parte dove non vorresti andare. Poi magari ci penso e scopro che era  meglio di no (o di sì, dipende).

    Intendimi, non dico che si deve sedurre gli utenti,  non si scende a compromessi. E' necessaria una certa fermezza di conduzione, su questo non si discute,  se no si va a finire nelle sabbie mobili, ma si dovrebbe essere consapevoli che ci sono diversi approcci,  diversi modi per coinvolgere, che produrranno risposte differenti, poi... inshallah. 

    PPPPPSSSSSS Io non sono un saggio ;) ... ma  ogni tanto ci provo ... un po' almeno.  

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    Ho letto e riletto. C'è parecchia carne al fuoco9_9
    Farò di tutto per sintetizzare l'intervento su un quesito che trovo particolarmente interessante: Non sarò mai bravo?
    La risposta di pancia è: NO. Ma anche quella ragionata è: NO. Dalla mia prospettiva, ogni anno che passa, l'asticella sale e si sposta verso l'alto anche la percezione di ciò che è la bravura. Se mi guardo indietro prendo una mezza quintalata di diapositive e stampe e do tutto alle fiamme con la seguente motivazione: "Ma come ho potuto produrre simili cagate? Non lo capisco". Se ancora non l'ho fatto è solo perchè ogni volta che le guardo mi ricordo di ciò che non devo fare. Mai più.
    La voglia di fare però non manca, non manca la passione,  non manca la voglia di imparare ancora, cercare la luce provare e riprovare perchè la dannata asticella si sposta ogni anno e non puoi peggiorarti ma non puoi neanche rimanere stazionario. E diventa sempre più difficile perchè il peggior giudice di me stesso sono io. Non ho un briciolo di pietà per il mio lavoro e ti assicuro, Silvio, che vado ben oltre la dignità di pubblicazione su Nikonland. Salvo rari casi riesco a classificare una foto appena passabile ogni 300 scatti. Forse un paio di volte all'anno riesco a portare a casa un "bottino" semiappagante di 10-15 scatti. Ma non mi fermo, persevero.
    Per quagliare: se è la nostra personale percezione di bello/brutto, giusto/sbagliato a guidarci, quando mai potremmo accorgerci di essere diventati bravi?
    Lo so, non si risponde a un quesito con un altro quesito, ma non mi hai lasciato scelta :leo:

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    Grazie Enrico, 
    è un bel contributo il tuo, sono d'accordo con te, la strada è sempre in salita. Deve esserlo, almeno finchè si riesce a camminare.
    E' quello che ci permette di migliorare un passo alla volta.

    Non sto a ripetere tutto, ma il mio discorso era rivolto a quelli che si adagiano, sul fatto di fare cose brutte, non a quelli che non si accontentano dei risultati raggiunti. Questi ultimi anche se pensano che le loro foto sono brutte,  la strada la conoscono già,  li si può incoraggiare a condividere un po' di più,  perchè senz'altro chi ha questo senso critico, fa cose meritevoli di essere viste e tutti ci guadagnamo dal vederle e discuterne, dall'altro un feedback può, non sempre, ma qualche volta sì, essere di aiuto nel cammino, non trovi? Inoltre l'apprezzamento del nostro lavoro, se arriva, ci può indicare che sì di strada da fare ce n'è sempre, ma  un po' ne abbiamo fatta.

     

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    Mi trovo molto d’accordo, nel significato base delle parole, con quel che scrive Enrico. Io cestino Immediatamente oltre il 90% delle foto che scatto, nel senso che proprio le cancello dopo la prima visione a PC. Del resto, più di metà le cestino nel periodo successivo. A dire che per me una buona giornata di fotografia produce 3-5 foto, più qualche clone (micro variante della stessa idea). 
    Credo che se mai dovessi sentirmi bravo smetterei di divertirmi nel cercare di fotografare bene. Si, perché la massima soddisfazione per me, dopo una giornata di fotografia, è potermi dire, viste le foto, di aver fotografato bene. 

    Bellissimo articolo Silvio, contenuti “pesanti” trattati con una splendida leggerezza. Mooolto bravo!

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    27 minuti fa, Massimo Vignoli dice:

    Credo che se mai dovessi sentirmi bravo smetterei di divertirmi nel cercare di fotografare bene. Si, perché la massima soddisfazione per me, dopo una giornata di fotografia, è potermi dire, viste le foto, di aver fotografato bene. 

    Grazie a tutti per l'apprezzamento, mi fa piacere, però, mi rendo conto di dover modificare il titolo e aggiungere "potrò migliorare"? E' più chiaro. 

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    Bellissimo articolo da leggere e rileggere!

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    Ho riletto e riletto più volte! In primis bello l’articolo Silvio! È sempre un piacere leggerti 🙂

    Man mano che leggevo le varie domande, provavo a rispondermi:

    NO non sono abbastanza brava e SI posso sicuramente migliorare ma riuscirò a farlo? 

    Domanda difficile a cui rispondere, il tempo e la pratica aiuterebbero sicuramente a migliorarmi ma so già oggi che mi manca qualcosa: “l’occhio”. Facendo l’esempio del disegnare, tutti imparano da zero a disegnare ma non tutti a disegnare bene, altrimenti saremmo tutti pittori, cantautori, ecc...

    Devo anche ammettere che “mi manca il tempo” o forse è più giusto dire che “sono troppo pigra per trovarne abbastanza per quel che servirebbe”.

    Allora qualcuno potrebbe, giustamente chiedermi, allora perché fotografi o investi in strumenti così costosi?

    Bhe?!? perché semplicemente mi piace farlo 🙂 perché in fondo a me, una volta a casa, piace rivedere le mie foto, che esse siano a una modella in studio o di mia figlia in altalena, sono soddisfatta quando riesco a cogliere l’emozione/sensazione che ho provato in quel istante e a me basta così per ora.

    Quindi sintetizzando: 

    Non sono abbastanza brava e potrei sicuramente migliorare ma al momento mi basta così perchè in fondo mi diverto comunque a fare ciò che faccio.

    Chiudo con il domandare, a te Silvio, ma anche a chi vuol rispondere, ma poi alla fine che vuol dire: “sono davvero stato bravo in questa foto”, “è davvero bella questa foto”, ...? Alla fine la bellezza non è negli occhi di chi guarda? Quindi, come migliorare in qualcosa il cui risultato è comunque soggettivo?

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    Epperò con tutto il rispetto possibile per ogni rispettabile posizione personale - non mi riferisco all'ultima ma in generale - e per ogni personale situazione, a noi di Nikonland .... piacerebbe vedere sulle nostre pagine fotografi che si impegnano e dimostrano di trarre profitto da quanto scriviamo su queste pagine e da quanto ogni fotografo ottiene con la propria esperienza.
    Non tanti Michelangelo, naturalmente, ma oggi, fotografi migliori di ieri.

    E' una condizione imprescindibile dell'essere Nikonlander da cui non se ne esce.

    Come conciliamo le cose ?

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    3 ore fa, Simona85 dice:

    Non sono abbastanza brava e potrei sicuramente migliorare ma al momento mi basta così perchè in fondo mi diverto comunque a fare ciò che faccio.

    Chiudo con il domandare, a te Silvio, ma anche a chi vuol rispondere, ma poi alla fine che vuol dire: “sono davvero stato bravo in questa foto”, “è davvero bella questa foto”, ...? Alla fine la bellezza non è negli occhi di chi guarda? Quindi, come migliorare in qualcosa il cui risultato è comunque soggettivo?

    Grazie del passaggio Simona, ma mi sembra che qui a molti sfugga il senso dell'articolo:

    Lo scopo non era filosofico, ma estremamente pratico.

    Non volevo affatto disquisire sul concetto di bellezza e la sua soggettività e tutto il resto.

    Lo scopo era semplicissimo: incoraggiare, invitare, esortare chi "non se la sente a pubblicare perché le sue foto bla bla", da una  parte a sforzarsi un po' per migliorare, ma per lui stesso, dall'altra a condividere le sue immagini perchè potrebbe aiutarlo a migliorare, appunto, e nel contempo animare questo sito che ci ospita.

    Se uno si diverte, gli bastano i suoi risultati, va benissimo, ma allora non ci dovrebbero essere problemi nel condividerli e parlarne, no? 

    E' più chiaro ora?

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    3 minuti fa, Silvio Renesto dice:

    Lo scopo era semplicissimo: incoraggiare, invitare, esortare chi "non se la sente a pubblicare perché le sue foto bla bla", da una  parte a sforzarsi un po' per migliorare, ma per lui stesso, dall'altra a condividere le sue immagini perchè potrebbe aiutarlo a migliorare, appunto, e nel contempo animare questo sito che ci ospita.

    Se uno si diverte, gli bastano i suoi risultati, va benissimo, ma allora non ci dovrebbero essere problemi nel condividerli e parlarne, no? 

    E' più chiaro ora?

     

    32 minuti fa, MM! dice:

    Epperò con tutto il rispetto possibile per ogni rispettabile posizione personale - non mi riferisco all'ultima ma in generale - e per ogni personale situazione, a noi di Nikonland .... piacerebbe vedere sulle nostre pagine fotografi che si impegnano e dimostrano di trarre profitto da quanto scriviamo su queste pagine e da quanto ogni fotografo ottiene con la propria esperienza.
    Non tanti Michelangelo, naturalmente, ma oggi, fotografi migliori di ieri.

    E' una condizione imprescindibile dell'essere Nikonlander da cui non se ne esce.

    Come conciliamo le cose ?

    Più Esattamente :)

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    23 minuti fa, Silvio Renesto dice:

    Grazie del passaggio Simona, ma mi sembra che qui a molti sfugga il senso dell'articolo:

    Lo scopo non era filosofico, ma estremamente pratico.

    Non volevo affatto disquisire sul concetto di bellezza e la sua soggettività e tutto il resto.

    Lo scopo era semplicissimo: incoraggiare, invitare, esortare chi "non se la sente a pubblicare perché le sue foto bla bla", da una  parte a sforzarsi un po' per migliorare, ma per lui stesso, dall'altra a condividere le sue immagini perchè potrebbe aiutarlo a migliorare, appunto, e nel contempo animare questo sito che ci ospita.

    Se uno si diverte, gli bastano i suoi risultati, va benissimo, ma allora non ci dovrebbero essere problemi nel condividerli e parlarne, no? 

    E' più chiaro ora?

    Si sì mi era chiaro 🤗 la mia era una domanda sicuramente più filosofica 😇

    comunque per quanto mi riguarda il mio diciamo “non condividere” è perché credo che le mie foto non siano interessanti per voi..... ma hai ragione non ci sono problemi nel condividere e vedere che ne pensano gli altri, ci proverò...... vi avviso già da ora che sono in ferie con la bimba e quindi potrebbero essere molto monotematiche 😂😂😂

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    13 ore fa, Silvio Renesto dice:

    Grazie a tutti per l'apprezzamento, mi fa piacere, però, mi rendo conto di dover modificare il titolo e aggiungere "potrò migliorare"? E' più chiaro. 

    Le parole "non sarò mai bravo" sono importanti nel titolo, mi fa piacere tu le abbia tenute, perché lanciano un messaggio diretto di come molte persone si approcciano alle cose della vita (la fotografia è una delle tante) e nell'articolo è descritto in maniera impeccabile che tutti possono essere bravi se lo vogliono, ma se il "non sarò mai bravo" continuerà a restare nella nostra testa allora così sarà, si chiama legge dell'attrazione.

    E per chi fosse curioso ed andasse a cercare cosa si nasconda dietro a questa cosa, attenzione che ci sono un sacco di baggianate in rete.

    La sostanza è che se io sono determinato ad ottenere un obiettivo, tanto più lo sarò, quanto più questo si presenterà con certezza. Col duro lavoro si può  arrivare in luoghi apparentemente impensabili.

    Complimenti Silvio per la dialettica con cui hai stemperato un argomento così complesso.

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    3 ore fa, MM! dice:

    Epperò con tutto il rispetto possibile per ogni rispettabile posizione personale - non mi riferisco all'ultima ma in generale - e per ogni personale situazione, a noi di Nikonland .... piacerebbe vedere sulle nostre pagine fotografi che si impegnano e dimostrano di trarre profitto da quanto scriviamo su queste pagine e da quanto ogni fotografo ottiene con la propria esperienza.
    Non tanti Michelangelo, naturalmente, ma oggi, fotografi migliori di ieri.

    E' una condizione imprescindibile dell'essere Nikonlander da cui non se ne esce.

    Come conciliamo le cose ?

    La posizione di Mauro è su un piano leggermente diverso dal mio, ma i due punti di vista si integrano.
    Offro la mia interpretazione (che può non essere uguale a quella  di Mauro):

    A mio vedere, da una parte non è tollerabile che si pubblichi spazzatura e dall'altra non è necessario farsi venire un'ansia da prestazione.

    Max Aquila una volta, commentando una foto "inguardabile" chiese all'autore cosa gli significasse a lui autore quella foto.  Sono d'accordo con Max (!).
    Non che una fotografia debba avere una chissà quale filosofia dietro od essere pregnante di significato, ma non dev'essere un "Glorb" (cit. Maratta) , dev'essere frutto di un'intenzione.

    Se poi il risultato è raggiunto poco o niente, non importa molto, lo pubblichi lo spieghi e senti cosa ti dicono, così la prossima volta fai meglio. 

    Io lo vedo come una relazione di feedback positivo reciproco. Ogni azione genera una risposta che rinforza  l'azione stessa e così via.

    E per finire, in tutto, ci dev'essere anche una buona dose di divertimento. Non va percepito come costrizione.

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    E invece ... come protremmo interpretare l'inazione degli iscritti e dei Nikonlander in particolare ?

    Dando sempre la colpa al solito Salvini .... burbero e pretenzioso Admin ?

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    Adesso, MM! dice:

    E invece ... come protremmo interpretare l'inazione degli iscritti e dei Nikonlander in particolare ?

    Dando sempre la colpa al solito Salvini .... burbero e pretenzioso Admin ?

    Ovvio 😂😂😂😂

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    25 minuti fa, MM! dice:

    E invece ... come protremmo interpretare l'inazione degli iscritti e dei Nikonlander in particolare ?

    Dando sempre la colpa al solito Salvini .... burbero e pretenzioso Admin ?

    Dovrebbero spiegarlo gli inattivi...  così non ci sarebbe bisogno di interpretare.

    Ho scritto per loro, in fondo.

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    3 ore fa, MM! dice:

    Non tanti Michelangelo, naturalmente, ma oggi, fotografi migliori di ieri.

    E' una condizione imprescindibile dell'essere Nikonlander da cui non se ne esce.

    Come conciliamo le cose ?

    Migliori di ieri sicuramente. Ma domani migliori di oggi... ci si deve lavorare. Però esistono ottime possibilità. A totale supporto della tua posizione esiste la mentalità di base del fotoamatore evoluto (preferisco sempre il termine "dilettante" perchè mi rende più umano): fare meglio della volta precedente, sempre.

    Quando da ragazzino imparavo e passavo il tempo a rompere letteralmente le balle a tutti i professionisti che conoscevo, con una certa invidia (in senso buono ovviamente) per quella che consideravo la straordinaria qualità del loro lavoro, un giorno un vecchio fotografo, un amico che oggi non è più tra noi, mi disse: "Voi appassionati siete meglio dei professionisti: noi siamo costretti a fare il lavoro sempre bene e in breve tempo perchè dobbiamo consegnarlo al cliente. Mentre voi potete usare tutto il tempo che volete per fare e rifare fino ad ottenere un lavoro migliore". Amen. Noi siamo così, salve le volte nelle quali le buone idee finiscono nel cestino perchè il risultato non ci soddisfa... ma anche rifare è un piacere, l'importante è, come dice Silvio, non fermarsi.

    -----
    Non lo avevo mai fatto, ma questo pomeriggio andrò a cercare un campo di girasoli. Non che mi freghi niente di fotografarli, ma so già da ora che in post produzione  quelle immagini mi creeranno diversi problemi. Voglio solo sapere quali e perchè. E solo per questa mia curiosità ci spenderò sopra un intero pomeriggio. Sono uno scellerato.

     

     

     

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    2 ore fa, Silvio Renesto dice:

    Dovrebbero spiegarlo gli inattivi...  così non ci sarebbe bisogno di interpretare.

    Ho scritto per loro, in fondo.

    Credo anche io : però ZERO ALIBI per cortesia, non siamo in Questura.

    Non tengo tempo, tengo famiglia, etc. etc. li abbiamo tutti derubricati.
    Se uno vuole, può fare. Se uno fotografa solo ad ogni morte di Papa alterna, allora è inutile che si interroghi.

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    Complimenti Silvio per il bel contributo, come sempre chiaro ma anche divertente da leggere, e che induce a interrogarsi sulle proprie capacità e sulla effettiva volontà di provare a migliorarle.

    Solo un piccolo appunto sulle presunte "scuse dovute e chiarimenti necessari" con cui hai chiuso il post: sei stato così puntuale ed intelligente nella tua disamina che tutto ciò che hai aggiunto in fondo appare quasi come un'offesa per chi legge. Cioè, se dopo aver letto con attenzione quanto hai scritto qualcuno non avesse capito e anzi si fosse turbato, è questo qualcuno che dovrebbe interrogarsi sulle proprie capacità intellettive, non tu a scusarti per aver espresso dei concetti fin troppo chiari!

    E' come quelli che dopo averti fatto oggetto di una battuta bonaria e comprensibilissima nelle intenzioni, aggiungono "sto scherzando, eh!". Non li sopporto: e come se mi dicessero "siccome penso che sei stupido e quindi potresti non aver capito il mio intento, ti dico chiaro che ho fatto una battuta, e non è una cosa che sto pensando seriamente". Li odio!!!

    Detto questo, mi trovo assolutamente d'accordo con la tua esposizione. Io in realtà faccio parte di quei fotografi mai troppo soddisfatti dei propri lavori, ed anch'io come Massimo (e come peraltro ci diciamo spesso fra amici del fotoclub) penso che dopo essere uscito per una sessione fotografica di qualche centinaio di foto ed aver portato a casa solo 2 o 3 scatti realmente interessanti, mi trovo più che soddisfatto della giornata sebbene abbia scartato la quasi totalità dei frame salvati in memoria.

    E proprio perché quasi mai soddisfatto, provo a migliorarmi guardando ciò che fanno gli altri provando a replicarne tecniche e idee, sebbene intuisca che la semplicità con cui qualcuno riesce a creare immagini eccelse siano sì frutto del lavoro di anni, ma anche di qualche capacità innata. Come dire che ci sono tantissimi che studiano per anni nei migliori conservatori vicino ai più grandi maestri, ma Beethoven o Mozart si nasce, non si diventa. E comunque è necessario accettare che altri siano più bravi di te, tenendo però a mente che si può sempre fare meglio.

    Ma come hai detto tu, è prima di tutto con se stessi che bisogna misurarsi, e che i risultati non arrivano mai senza fatica e sudore, che per chi fotografa per hobby è comunque uguale a... divertimento. :)

     

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