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Nikon Z5IIC: perché esiste e perché arriva adesso

Nikon-Z5IIC-camera-11.jpg

La Nikon Z5IIC non è una macchina difficile da comprendere tecnicamente. È molto più interessante cercare di capire perché Nikon abbia deciso di costruirla, perché lo abbia fatto proprio adesso e quale spazio possa realmente trovare in un mercato che, nel frattempo, si è fatto affollato e poco indulgente.

La spiegazione ufficiale è semplice: offrire a chi fotografa con lo smartphone o con una piccola APS-C un ingresso accessibile nel pieno formato Nikon. La spiegazione industriale è probabilmente ancora più semplice: Nikon possedeva già tutto ciò che serviva. Sensore, processore, autofocus, stabilizzazione, otturatore e piattaforma software provengono dalla Z5II. Non occorreva sviluppare una macchina nuova, ma ridisegnare il contenitore, eliminare alcuni componenti costosi e ricavare un prodotto collocabile più in basso.

La Z5IIC è quindi una macchina nuova soprattutto nel catalogo, non nella tecnologia.

Una Z30 diventata adulta

L’errore sarebbe considerarla una piccola Z5II destinata al fotografo tradizionale. Quel fotografo, a parità di qualità d’immagine, difficilmente rinuncerà al mirino, al secondo slot e al monitor più definito per risparmiare una somma modesta.

Il riferimento più corretto è la Z30. Anche quella macchina eliminava il mirino, semplificava la costruzione e si rivolgeva a chi inquadra naturalmente sullo schermo. La Z5IIC trasferisce la stessa idea nel formato FX aggiungendo ciò che alla Z30 mancava maggiormente: stabilizzazione sul sensore, qualità d’immagine full frame, autofocus più evoluto, batteria capiente e un corpo abbastanza solido da sostenere anche ottiche importanti.

È quindi la Nikon per chi non vuole “salire” da una Z30 a una fotocamera tradizionale, ma desidera semplicemente una Z30 molto più capace.

Questo spiega anche i quindici programmi Scene, la modalità Product Review, le ricette di Nikon Imaging Cloud, l’effetto grana e il nuovo riconoscimento dei pesci. Sono funzioni che riducono la distanza fra il linguaggio dello smartphone e quello della fotocamera. Non aumentano la qualità potenziale del sensore; rendono più immediato raggiungere un risultato.

Perché adesso

Nikon arriva tardi nel settore delle full frame compatte. Sony ha aperto la strada con la famiglia A7C, Panasonic ha estremizzato il concetto con la Lumix S9 e Nikon stessa ha già dimostrato con la ZR che una fotocamera FX priva di mirino può essere accettata, purché abbia un’identità forte.

Ma arrivare tardi non significa necessariamente arrivare fuori tempo. Nikon ha atteso che tre condizioni diventassero favorevoli.

La prima è la maturità della piattaforma Expeed 7. L’elettronica della Z5II è ormai sviluppata, industrializzata e presumibilmente ammortizzata. Riutilizzarla consente di proporre un nuovo modello senza sostenere i costi e i rischi di una piattaforma inedita.

La seconda è il progressivo indebolimento del mirino come requisito universale. Chi arriva dal telefono non lo considera affatto indispensabile; chi produce video lo usa raramente; persino molti fotografi esperti lavorano sempre più spesso sul monitor. La ZR ha contribuito a rendere normale, anche dentro Nikon, ciò che fino a pochi anni fa sarebbe apparso una mutilazione.

La terza è il bisogno di allargare il sistema Z verso il basso senza svalutare apertamente la Z5II. Nikon non poteva semplicemente ridurne il prezzo di listino di alcune centinaia di euro: avrebbe danneggiato il posizionamento del modello e irritato il canale commerciale. Togliendo mirino, secondo slot e monitor ad alta risoluzione può invece creare formalmente un altro prodotto e assegnargli un prezzo inferiore.

È una strategia industriale logica. Resta da vedere se sia altrettanto convincente dal punto di vista dell’acquirente.

Il prezzo teorico e quello reale

La Z5IIC debutta a 1.549 euro. La Z5II mantiene un prezzo ufficiale più alto, ma sul mercato viene già proposta intorno a 1.600–1.680 euro. In questa fase iniziale, quindi, la nuova macchina rischia di trovarsi a poche decine di euro dalla sorella completa.

È il suo problema principale. A 1.549 euro la Z5IIC è meno costosa sulla carta; a 1.299 euro diventerebbe realmente desiderabile. Fra le due cifre cambia l’intero significato commerciale del prodotto.

Nikon sembra aver lasciato lo spazio necessario per promozioni, cashback e kit aggressivi. Negli Stati Uniti il prezzo di 1.399,95 dollari appare già più incisivo. In Europa, invece, il valore sarà determinato rapidamente dal prezzo stradale, non dal listino.

Anche la concorrenza viene venduta molto al di sotto dei prezzi originari. La Sony A7C II, annunciata a 2.400 euro, si trova ormai presso alcuni rivenditori italiani intorno a 1.500–2.000 euro; la Panasonic S9, partita da 1.699 euro, è reperibile anche vicino ai 1.000 euro. La Z5IIC non entra quindi in un mercato congelato ai listini del giorno del lancio: entra in un’arena già sottoposta a forti sconti.

Contro Sony A7C II

Sony mantiene alcuni vantaggi evidenti: corpo realmente più piccolo, peso inferiore, sensore da 33 megapixel, mirino incorporato e un ecosistema sterminato di obiettivi compatti, originali e di terze parti. Il suo corpo misura circa 124×71×63 mm contro i 134×80,5×72 mm della Nikon e pesa circa 514 grammi pronto all’uso.

La Nikon risponde con un’impugnatura migliore, comandi più tradizionali, monitor più grande, stabilizzazione dichiarata superiore, autofocus Nikon di ultima generazione e un prezzo ufficiale sensibilmente inferiore. È anche una macchina concettualmente più semplice: la Sony miniaturizza una fotocamera evoluta; Nikon rende accessibile una fotocamera generalista.

Il problema è che Sony ha progettato negli anni anche gli obiettivi adatti a quel corpo. Nikon dispone del 26mm f/2,8, del 28mm f/2,8 e del 40mm f/2, ma non ancora di una gamma compatta abbastanza ampia da trasformare la Z5IIC in un sistema coerente. Una macchina compatta con un obiettivo voluminoso resta soltanto una macchina senza mirino.

Contro Panasonic S9

La Lumix S9 è la concorrente concettualmente più vicina: pieno formato stabilizzato, nessun mirino, colori vivaci, forte orientamento social e video. Panasonic ha però compiuto una scelta più radicale. La S9 è più piatta, più leggera, più appariscente e costruita intorno ai LUT in tempo reale e alla produzione immediata di contenuti.

La Nikon è più macchina fotografica. Ha otturatore meccanico, impugnatura profonda, due ghiere, ingresso e uscita audio, autofocus più affidabile e una struttura meno dipendente dall’idea di “creator camera”. La S9 appare più moderna e seducente; la Z5IIC è più convenzionale e rassicurante.

Sul piano commerciale Panasonic ha però già ceduto molto terreno sul prezzo: alcune offerte della S9 sono scese intorno ai 1.000 euro. A quella cifra il confronto diventa scomodo per Nikon.

Contro OM System PEN

La nuova PEN non è full frame, ma per il pubblico reale della Z5IIC può essere una concorrente persino più pericolosa. Costa 999 euro, pesa circa 393 grammi, dispone di mirino e può contare su obiettivi Micro QuattroTerzi piccoli, numerosi e relativamente economici. Con il 14-42mm in kit costa 1.099 euro: quattrocentocinquanta euro meno della Nikon senza obiettivo.

La Z5IIC offre il vantaggio autentico del sensore FX: maggiore controllo della profondità di campo, migliore qualità alle alte sensibilità e una base più ampia per crescere dentro il sistema Nikon. Ma chi cerca una macchina quotidiana, graziosa, leggera e completa può percepire più immediatamente i vantaggi della PEN che quelli astratti del formato 24×36.

È qui che si vede il limite dell’operazione Nikon: il corpo è stato alleggerito, l’intero sistema non ancora.

Una macchina pensata anche per l’Asia

La variante con calotta argentata, l’effetto grana, i programmi Scene e il rapporto diretto con lo smartphone non sono elementi casuali. Nikon guarda chiaramente anche ai mercati asiatici, dove le fotocamere compatte dall’aspetto riconoscibile, personalizzabili e facili da mostrare sui social hanno un peso maggiore di quanto abbiano presso il fotografo europeo tradizionale.

La scelta di mantenere una vera impugnatura può sembrare meno elegante rispetto a Sony, Panasonic o OM System, ma permette di usare la macchina con gli obiettivi Z già esistenti. Nikon ha preferito non creare un oggetto puramente estetico che diventasse scomodo appena montato uno zoom.

La calotta argentata tenta inoltre di intercettare una parte dell’attrazione esercitata da Zf, Fujifilm e PEN senza affrontare i costi di una costruzione realmente rétro. È un richiamo visivo, non una filosofia operativa.

Cannibalizzazione o ampliamento?

La Z5IIC può sottrarre qualche vendita alla Z5II, ma difficilmente danneggerà la Z6III. Chi ha bisogno di velocità, CFexpress, mirino evoluto, raffiche RAW e video 6K non sarà indeciso fra le due.

Il rapporto con la ZR è più delicato. Esteticamente le macchine possono sembrare vicine e costano cifre non troppo distanti, ma rispondono a esigenze differenti. La ZR è una cinecamera compatta capace anche di fotografare; la Z5IIC è una fotocamera generalista capace anche di produrre buon video. Il rischio non è tanto la cannibalizzazione quanto la confusione: Nikon dovrà spiegare perché esistano due corpi FX senza mirino, apparentemente simili ma profondamente diversi.

La Z30 è invece la vittima designata e, contemporaneamente, il principale vivaio. Chi l’ha acquistata per dimensioni e semplicità può vedere nella Z5IIC l’evoluzione naturale. Nikon offre finalmente un percorso che non obbliga l’utente ad adottare il mirino, un corpo alto e una logica fotografica più tradizionale.

Può avere successo?

Sì, ma non automaticamente.

La qualità d’immagine sarà ottima. L’autofocus è maturo, l’IBIS efficace, l’otturatore meccanico rassicurante e l’ergonomia nettamente più fotografica di quella della Lumix S9. Non è una macchina improvvisata e neppure tecnicamente povera. Chi la comprerà difficilmente potrà lamentarsi dei risultati.

Il suo successo dipenderà però da tre condizioni.

La prima è il prezzo: deve allontanarsi rapidamente dalla Z5II e stabilirsi intorno a 1.299 euro. La seconda è la disponibilità di kit convincenti, soprattutto con il 24-50mm e con una focale fissa compatta. La terza è l’arrivo di nuovi Nikkor Z piccoli, leggeri e accessibili. Senza questi, Nikon vende un corpo compatto a metà.

La probabilità di un successo clamoroso non appare alta. Quella di un buon successo progressivo, sostenuto da sconti, kit e pubblico asiatico, è invece concreta. La Z5IIC potrebbe diventare una di quelle macchine accolte freddamente dagli appassionati più tradizionali e poi vendute silenziosamente in quantità a persone che non frequentano forum fotografici e non sentono affatto la mancanza del mirino.

Un augurio sincero

È facile liquidare la Z5IIC come una Z5II mutilata. Sarebbe però un giudizio troppo comodo. Nikon sta cercando di parlare a un pubblico diverso dal proprio nucleo storico, e deve farlo se vuole che il sistema Z continui a crescere.

La macchina non è rivolta a chi possiede già Z8, Z9, Zf o Z6III. Non è stata pensata per convincere noi. È destinata a chi considera naturale tenere una fotocamera davanti al viso, non appoggiata all’occhio; a chi vuole colori pronti, condivisione rapida e pieno formato senza affrontare subito l’intera liturgia fotografica.

Le auguriamo dunque tutto il bene possibile. Perché ogni nuovo utente che entra nel sistema Z contribuisce a renderlo più ampio, più vivo e più sostenibile. E perché, se la Z5IIC avrà successo, Nikon potrà sentirsi abbastanza sicura da osare di più.

Noi, naturalmente, continueremo ad aspettare un’altra macchina. Ma quella sarà un’altra storia: la storia della nostra Nikon SP.

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Recommended Comments

  • Administrator

A chi è rivolta, soprattutto

La Nikon Z5IIC è rivolta prima di tutto a chi non sente la mancanza del mirino perché non ha mai imparato a usarlo.

Non nasce per il fotografo Nikon tradizionale che vuole un secondo corpo più piccolo. Per lui la Z5II, la Zf o persino la ZR possono essere acquisti più coerenti. La Z5IIC cerca invece un pubblico nuovo, abituato a comporre sullo schermo, a vedere immediatamente il risultato e a considerare la fotocamera uno strumento collegato al telefono.

Il suo cliente principale è probabilmente questo: ha fotografato finora con uno smartphone evoluto, ha iniziato a percepirne i limiti — poca naturalezza nei ritratti, qualità incerta in luce difficile, eccesso di elaborazione automatica — e desidera fare un passo avanti senza acquistare una macchina che gli sembri appartenere al mestiere del fotografo. I programmi Scene, le ricette colore, l’effetto grana, il monitor articolato e l’assenza del mirino parlano direttamente a lui.

Il secondo destinatario è l’utilizzatore di Z30. Possiede già uno o più obiettivi Z, conosce i menu Nikon e fotografa o gira video attraverso il display. La Z5IIC gli offre ciò che potrebbe desiderare dopo qualche anno: pieno formato, stabilizzazione, migliore resa ad alti ISO, batteria EN-EL15c, autofocus più evoluto e un corpo più autorevole. È il passaggio da Z30 a FX senza dover cambiare metodo di lavoro.

C’è poi il giovane autore ibrido che produce fotografie, brevi video, contenuti social e piccoli lavori commerciali. Non è ancora un videomaker da ZR e non ha bisogno delle prestazioni della Z6III. Vuole però N-Log, N-RAW, cuffie, microfono, stabilizzazione e una buona qualità fotografica. Per lui la Z5IIC può essere un unico strumento abbastanza completo, purché il prezzo scenda e non abbia necessità di registrazioni lunghe o formati 4K ad alta frequenza.

Un altro pubblico concreto è quello asiatico: utenti giovani, sensibili all’aspetto dell’oggetto, alle finiture argentate, alle simulazioni estetiche e alla condivisione immediata. Qui l’effetto grana, le ricette Nikon Imaging Cloud e le modalità automatiche hanno probabilmente più peso del secondo slot o del mirino ad alta risoluzione.

Infine esistono alcune nicchie: ripresa su treppiede, still life, riproduzione, fotografia da tavolo, macro e fotografia subacquea. In questi impieghi si lavora già prevalentemente sul monitor e l’assenza dell’EVF pesa poco. Il nuovo riconoscimento dei pesci suggerisce che Nikon abbia considerato esplicitamente almeno l’ultima di queste applicazioni.

Non è invece rivolta principalmente:

  • al fotografo d’azione, perché sensore, buffer e singolo slot SD restano quelli della famiglia Z5;

  • al professionista che richiede ridondanza, per l’assenza del secondo slot;

  • al videomaker evoluto, che troverà nella ZR una piattaforma molto più adatta;

  • al fotografo esperto che vuole una compatta premium, perché corpo e sistema di obiettivi non sono abbastanza piccoli;

  • a chi cerca il miglior rapporto fra prezzo e dotazione al momento del lancio, perché la Z5II scontata rimane pericolosamente vicina.

In sintesi, la Z5IIC è soprattutto la prima Nikon full frame per chi non desiderava ancora una fotocamera tradizionale. È una macchina di acquisizione di nuovi clienti più che di aggiornamento per quelli esistenti. Il suo successo dipenderà dalla capacità di Nikon di raggiungere proprio queste persone, invece di tentare di venderla ai nikonisti che possiedono già un mirino migliore.

RikyM

Nikonlander
(edited)
  • Nikonlander

Naturamente se esiste ci sarà un perché; però io continuo a non capire il perché del nome: avrei visto meglio Z3 o al limite Z5C (senza il "II")... se dovessero aggiornarla tra qualche anno come la chiamerebbero? spallucce

Edited by RikyM

Roby C

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
7 ore fa, Mauro Maratta ha scritto:

A chi è rivolta, soprattutto

La Nikon Z5IIC è rivolta prima di tutto a chi non sente la mancanza del mirino perché non ha mai imparato a usarlo.

Non nasce per il fotografo Nikon tradizionale che vuole un secondo corpo più piccolo. Per lui la Z5II, la Zf o persino la ZR possono essere acquisti più coerenti. La Z5IIC cerca invece un pubblico nuovo, abituato a comporre sullo schermo, a vedere immediatamente il risultato e a considerare la fotocamera uno strumento collegato al telefono.

Il suo cliente principale è probabilmente questo: ha fotografato finora con uno smartphone evoluto, ha iniziato a percepirne i limiti — poca naturalezza nei ritratti, qualità incerta in luce difficile, eccesso di elaborazione automatica — e desidera fare un passo avanti senza acquistare una macchina che gli sembri appartenere al mestiere del fotografo. I programmi Scene, le ricette colore, l’effetto grana, il monitor articolato e l’assenza del mirino parlano direttamente a lui.

Il secondo destinatario è l’utilizzatore di Z30. Possiede già uno o più obiettivi Z, conosce i menu Nikon e fotografa o gira video attraverso il display. La Z5IIC gli offre ciò che potrebbe desiderare dopo qualche anno: pieno formato, stabilizzazione, migliore resa ad alti ISO, batteria EN-EL15c, autofocus più evoluto e un corpo più autorevole. È il passaggio da Z30 a FX senza dover cambiare metodo di lavoro.

C’è poi il giovane autore ibrido che produce fotografie, brevi video, contenuti social e piccoli lavori commerciali. Non è ancora un videomaker da ZR e non ha bisogno delle prestazioni della Z6III. Vuole però N-Log, N-RAW, cuffie, microfono, stabilizzazione e una buona qualità fotografica. Per lui la Z5IIC può essere un unico strumento abbastanza completo, purché il prezzo scenda e non abbia necessità di registrazioni lunghe o formati 4K ad alta frequenza.

Un altro pubblico concreto è quello asiatico: utenti giovani, sensibili all’aspetto dell’oggetto, alle finiture argentate, alle simulazioni estetiche e alla condivisione immediata. Qui l’effetto grana, le ricette Nikon Imaging Cloud e le modalità automatiche hanno probabilmente più peso del secondo slot o del mirino ad alta risoluzione.

Infine esistono alcune nicchie: ripresa su treppiede, still life, riproduzione, fotografia da tavolo, macro e fotografia subacquea. In questi impieghi si lavora già prevalentemente sul monitor e l’assenza dell’EVF pesa poco. Il nuovo riconoscimento dei pesci suggerisce che Nikon abbia considerato esplicitamente almeno l’ultima di queste applicazioni.

Non è invece rivolta principalmente:

  • al fotografo d’azione, perché sensore, buffer e singolo slot SD restano quelli della famiglia Z5;

  • al professionista che richiede ridondanza, per l’assenza del secondo slot;

  • al videomaker evoluto, che troverà nella ZR una piattaforma molto più adatta;

  • al fotografo esperto che vuole una compatta premium, perché corpo e sistema di obiettivi non sono abbastanza piccoli;

  • a chi cerca il miglior rapporto fra prezzo e dotazione al momento del lancio, perché la Z5II scontata rimane pericolosamente vicina.

In sintesi, la Z5IIC è soprattutto la prima Nikon full frame per chi non desiderava ancora una fotocamera tradizionale. È una macchina di acquisizione di nuovi clienti più che di aggiornamento per quelli esistenti. Il suo successo dipenderà dalla capacità di Nikon di raggiungere proprio queste persone, invece di tentare di venderla ai nikonisti che possiedono già un mirino migliore.

Verissimo.. spero riesca a convertire una buona fetta di smartphonisti..

Antonello Selleri

Nikonlander
  • Nikonlander
1 ora fa, Roby C ha scritto:

Verissimo.. spero riesca a convertire una buona fetta di smartphonisti..

Non credo la vedo ancora grandicella....ma Comunque ke delusione prevedibile.

  • Administrator

io non riesco proprio a capire chi scrive di essere deluso: (in tutto il mondo...non solo qui)

se Ducati moto facesse un quad, io non rimarrei deluso: semplicemente non mi interesserebbe !

Deluso dovrebbe essere chi da una macchina di questa categoria si aspettava qualcosa di differente da ciò che è arrivato (ma arriva del tutto a sorpresa...)

Deluso può essere chi avrebbe voluto comprare questa macchina e non la compra perchè non rispetta i canoni promessi. (canoni? che canoni?)

Deluso è chi crede che un catalogo di vendita sia destinato solo all'hi end e non anche al low end (tipo zoom 24-105 f/4-7,1 appena uscito, cui il nostro Mauro Maratta ha dedicato ben 4 articoli 4 nel solo mese di agosto, spiegandoci il perchè non se ne debba restare delusi)

in sintesi e senza confronti con apparecchi con i quali non ha nulla a che vedere, questa Z5IIc non è altro che:

  • Una Z30 però FX

  • con sensore stabilizzato (fondamentale con tutti gli obiettivi delle terze parti, anche MF)

  • con Expeed7

  • alimentata da una batteria EN-EL15c e assistita dalla relativa voce sul menù che ne indica il consumo effettivo

  • con NRaw su video e dotazione video sconosciuta alla Z30

  • gestione del Picture Control come sulla terza serie di Nikon Z, cui appartiene come fotocamera base

Destinata, appena il prezzo corretto lo consentirà, ad acquirenti della Z30 che la vogliano superare, probabilmente più vlogger che fotografi, magari in predicato di utilizzarci monitor esterno, cage e microfoni da intervista.
A persone, nikoniste o meno, assolutamente immuni dal fascino delle telemetro del 1957, ma più vicini all'estetica delle saponette Fiuggi, Sonie e Pannasoniche, in circolazione da più di dieci anni (mentre Nikon aveva solo le One e poi la Z30...)

Io ne chiederò una in visione e la userò come già immagino: per strada sulle persone e in campagna in close up.

Se invece del riconoscimento AF dei pesci, Nikon mi avesse fatto quello dei fiori (come dico datempo, io solamente) sarei ancora più contento.

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

I pesci, devi portare le foto dei pesciiiiiii.

Ma tu hai un bellissimo mercato sotto casa! Prova a vedere se becca la rana pescatrice, o peggio la platessa, secondo me no. Però, Expeed7 può fare tante cose….

Max, come al solito hai ragione: i tuoi argomenti sono effettivi. Il fatto è che per un piccolo periodo ci siamo illusi che potesse arrivare qualcosa di “curioso”.

Eh, puoi concedere che questa macchinetta incuriosisca pochino e deluda le illusioni, mal poste forse, ma sincere.

  • Administrator
2 ore fa, Valerio Brustia ha scritto:

I pesci, devi portare le foto dei pesciiiiiii.

Ma tu hai un bellissimo mercato sotto casa! Prova a vedere se becca la rana pescatrice, o peggio la platessa, secondo me no. Però, Expeed7 può fare tante cose….

Max, come al solito hai ragione: i tuoi argomenti sono effettivi. Il fatto è che per un piccolo periodo ci siamo illusi che potesse arrivare qualcosa di “curioso”.

Eh, puoi concedere che questa macchinetta incuriosisca pochino e deluda le illusioni, mal poste forse, ma sincere.

A metà ottobre mi arriva: certamente la porto ai mercati del pesce... Però coi pesci del mercato anche le Fiuggi funzionano in AF... Ci vorrebbero i tuoi protei e tritoni.

Ma che in Nital abbiano pensato ad una custodia ed un obiettivo UW???

Ci penzi....???

  • Administrator

Per inciso... Maratta un anno fa, quando ho provato la ZR diceva anche allora che non l' avrebbe toccata con un dito

Ora ne ha comprate due...

Antonio Biggio

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Una delle critiche attuali è sul display e la sua risoluzione\luminosità; Tom Hogan ha scritto che anche lui era scettico ma, dopo averla usata all'aperto e aumentandone la luminosità, ha detto che non ha riscontrato problemi anche in situazioni di luce forte. Direi che bisogna aspettare un po prima di "tenerla o buttarla giù dalla torre".

Valerio Brustia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
56 minuti fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

A metà ottobre mi arriva: certamente la porto ai mercati del pesce... Però coi pesci del mercato anche le Fiuggi funzionano in AF... Ci vorrebbero i tuoi protei e tritoni.

Ma che in Nital abbiano pensato ad una custodia ed un obiettivo UW???

Ci penzi....???

Sai che secondo me la ZR è già bella e pronta per quelle robe lì?

Peraltro le zerre ha dalla sua una forma più comoda per adattarla ad uno scafandro: la zerre e’ un bel quadrello senza sporgenze, sott’acqua le impugnature anatomiche le ha lo scafandro, non serve che le abbia la fotocamera alloggiata al suo interno.

  • Administrator
19 minuti fa, Antonio Biggio ha scritto:

Una delle critiche attuali è sul display e la sua risoluzione\luminosità; Tom Hogan ha scritto che anche lui era scettico ma, dopo averla usata all'aperto e aumentandone la luminosità, ha detto che non ha riscontrato problemi anche in situazioni di luce forte. Direi che bisogna aspettare un po prima di "tenerla o buttarla giù dalla torre".

anche perchè, cari tutti: anche il miglior monitor pivottante, come quello da 4 alluci della ZR, col sole diretto risulta illeggibile !

Infatti tutti i cameramen del mondo, sui monitor esterni hanno le alette parasole, ben profonde, per infilarci le nasche

  • Administrator
9 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

Per inciso... Maratta un anno fa, quando ho provato la ZR diceva anche allora che non l' avrebbe toccata con un dito

Ora ne ha comprate due...

Veramente non l’avevo provata né vista. É quando l’ho provata questa primavera, che l’ho adorata. Per la Z5IIC lo posso escludere, non riesco nemmeno a pronunciarne il nome. Ne dimenticherò l’esistenza tra un paio di giorni, proprio come ho fatto per la Z30.

Sakurambo

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
9 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

anche perchè, cari tutti: anche il miglior monitor pivottante, come quello da 4 alluci della ZR, col sole diretto risulta illeggibile !

Infatti tutti i cameramen del mondo, sui monitor esterni hanno le alette parasole, ben profonde, per infilarci le nasche

Buona parte delle critiche su questa ma anche su altre macchine con forme diverse dal solito arrivano da chi non ha mai nemmeno provato a girare un video o inquadrare davvero dal monitor.
Come i discorsi sui formati video, poi scopri al massimo hanno capito a cosa serve il pulsante rosso sulla calotta.

Sakurambo

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Per me il limite principale è proprio il prezzo, questa Z andava offerta a 1399 al lancio per poi scendere con le offerte ed i cash back.
Infatti ci farò un pensiero tra qualche mese come evoluzione della Z30, tanto le ottiche le ho e, questa è la seconda mancanza, non hanno presentato un 24-50 PZ che sarebbe stato l'accompagnamento ideale.

  • Administrator

Io arriverei persino a sussurrare che la Sony a7IIc mi sembra più carina ... (ma non mi interessa nemmeno quella).

  • Administrator
1 ora fa, Mauro Maratta ha scritto:

Io arriverei persino a sussurrare che la Sony a7IIc mi sembra più carina ... (ma non mi interessa nemmeno quella).

Senza dubbio. Ma qui interviene la Sakura nikoniana che di questi tempi preferisce decapitare la 5ii che ridisegnare una Zsp come ci sarebbe piaciuto.

A me ed a te: perché ho appena finito di spiegare le differenze tra una Nikon S ed una SP a chi proprio non pensavo me le chiedesse...🫣😄

  • Administrator
17 ore fa, Max Aquila rfsp ha scritto:

...Destinata, appena il prezzo corretto lo consentirà, ad acquirenti della Z30 che la vogliano superare, probabilmente più vlogger che fotografi, magari in predicato di utilizzarci monitor esterno, cage e microfoni da intervista.
A persone, nikoniste o meno, assolutamente immuni dal fascino delle telemetro del 1957, ma più vicini all'estetica delle saponette Fiuggi, Sonie e Pannasoniche, in circolazione da più di dieci anni (mentre Nikon aveva solo le One e poi la Z30...)

Io ne chiederò una in visione e la userò come già immagino: per strada sulle persone e in campagna in close up.

Se invece del riconoscimento AF dei pesci, Nikon mi avesse fatto quello dei fiori (come dico datempo, io solamente) sarei ancora più contento.

Gente così...

Che se ne impipa di doppio slot, mirino, monitor ad alta risoluzione ed invece mira a poter utilizzare un superwide anche MF in iperfocale, senza farlo castrare da un sensore dx, dopo averla ingabbiata in una cage con impugnatura apposita ed oggi soffre la pessima risoluzione degli smartphone con cui è costretto ad operare.

Ah... A cui importerebbe sommamente dei picture control di Nikonland, che sta lavorando proprio nella loro direzione.

Chi lo avrebbe mai sospettato !!!

Guadda, guadda...

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