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Uno dei motivi principali per il passaggio dall'attacco F a quello Z, il cui debutto è recente, avvenuto nell'estate del 2018, è certamente di natura tecnologica.
Consentire un miglior sviluppo di obiettivi, adottando la gola più larga e il tiraggio più corto che ci sono sul mercato.
Ma l'altro, non secondario, è inutile nasconderlo, è stato quello di rinnovare il diritto di sfruttamento dell'attacco stesso, giacché quello sul vecchio F del 1959 era scaduto e non rinnovabile.
Perché ? Sostanzialmente per potersi godere il privilegio di sviluppare e commerciale in esclusiva gli obiettivi per l'attacco Z, tagliando fuori per quanto più possibile i produttori "universali".
E' vero, sono state concesse licenze - a Sigma, a Tamron e a Cosina/Voigtlander/Zeiss - ma licenze condizionate. Tu puoi fare solo gli obiettivi "che non pestano i calli" ai miei.
Con qualche minima concessione nei confronti di Tamron che è un fornitore strategico di Nikon (gli obiettivi marchiati Nikon che provengono da Cina e Vietnam NON sono prodotti in fabbriche Nikon ma in fabbriche Tamron).
Ma nulla verso Sigma che pure avrebbe obiettivi interessanti da proporre anche ai nikonisti e che sono unici sul mercato (tra gli altri : 14/1.4, 135/1.4, 200/2, 300-600/4 ma non sono i soli questi) e che vorrebbe decisamente poterli offrire. Ma non le viene concesso.
Poi sono venuti i cinesi. Che a botte di approssimazioni, studi interni e acquisti di tecnologia esterna (molte delle attrezzature di molatura, lavorazione del vetro e della ferramenta arriva da eccedenze giapponesi, Nikon inclusa, tagliate per le ristrutturazioni degli anni scorsi e la delocalizzazione in Indocina), hanno cominciato a proporre sempre più obiettivi interessanti.
Principalmente a prezzi impossibili per le società giapponesi ma di prestazioni mediocri. Ma ultimamente anche obiettivi di pregio, semplicemente non disponibili da parte dei vari Sony, Canon, Panasonic e Nikon, mantenendo comunque prezzi molto popolari che ne hanno decretato un successo planetario.
A livello di fenomeno.
Nikon ha in qualche modo retto il gioco, e noi abbiamo pensato avessero capito che per ogni obiettivo da 179 euro cinese venduto, c'era dietro la volontà di un nikonista di dotare la sua Nikon Z di un obiettivo che Nikon non fa o che Nikon fa ad un prezzo a cui quel cliente non comprerebbe mai. Ma ovviamente a fronte di una Nikon Z venduta.
Ma abbiamo notizia, per ora non ufficialmente confermata sebbene nessuno la smentisca, che Nikon abbia scelto il principale produttore cinese e gli abbia intentato causa :
da quel che si capisce la causa, che verrà dibattuta a Shanghai il prossimo 2 marzo, verte sui diritti di utilizzo del "protocollo" di comunicazione tra obiettivi e fotocamera per il periodo intercorso tra il deposito della richiesta di brevetto in Cina e la data di effettivo rilascio del brevetto.
Non sappiamo come si chiuderà la vicenda, nemmeno se si arriverà realmente al dibattimento o ci sarà una soluzione extra-giudiziale (come é prassi qui da noi, specialmente in America) dietro pagamento di un compenso concordato.
Né se questo è solo il preludio di una campagna più ampia di offensiva di Nikon verso i produttori non in possesso di una licenza regolare (come Sigma, Tamron e Cosina, che producono obiettivi per Nikon Z dietro pagamento di compenso a Nikon per ogni obiettivo venduto).
Perché non sappiamo a cosa miri Nikon.
Ad un guadagno extra in termini di diritti ?
Ad un controllo del mercato (tu si, tu no) ?
Ad una limitazione di cosa viene immesso sul mercato ? (questo si, questo no, come il caso di Sigma).
Mentre l'unica cosa sensata sarebbe una licenza di tipo FRAND, ovvero Fair, Reasonable, And Non-Discriminatory patent licensing terms- soprattutto "ragionevole" e "non discriminatoria".
Senza andare troppo a fondo nella questione, anche perché le informazioni sono poche e si potrebbero vaporizzare nel nulla, vediamo di cosa stiamo parlando.
Nikon ha brevettato l'attacco Z - che altro non è che una baionetta con una certa geometria - e il protocollo di comunicazione obiettivo-fotocamera, secondo lo standard Nikon Z.
Questo protocollo è una sorta di dizionario cui corrispondono i comandi che consentono alla fotocamera di controllare le funzioni dell'obiettivo e all'obiettivo di farsi riconoscere e colloquiare con la fotocamera.
Benché coperte dalla proprietà intellettuale come qualsiasi altra cosa, non c'è proprio nulla di originale in queste due "invenzioni".
Nulla che ha a che vedere con le ben più complesse ed uniche funzioni che ci sono dentro al firmware delle Nikon Z e nelle parti interne delle Nikon Z.
Ecco, nessun cinese ha infranto i segreti delle Nikon Z, sarebbe troppo complesso, costoso e sostanzialmente inutile hackerare il firmware di una Z9 o di una Z50.
Quello che hanno fatto i cinesi è stato fare baionette e contatti compatibili con quelli di una Nikon Z, studiare la comunicazione tra obiettivi e fotocamere per ricavarne una tabella di istruzioni da mettere dentro al firmware dei LORO obiettivi.
Che sono creazioni originali e anche - spesso - pregevoli, che non hanno alcun segno di plagio nei confronti degli "originali" Nikon, quando esistano.
Questo rompe il monopolio Nikon (e Canon, l'altra società che non gradisce queste cose) che invece vorrebbe mantenere dentro ad uno steccato ben protetto, Nikon Z e clienti Z.
Consentendo ai fotografi Nikon Z sostanzialmente di pescare dal catalogo Nikkor Z per gli obiettivi o dai pochi altri obiettivi da Nikon autorizzati agli alleati licenziatari.
Lo ha ribadito un esponente di Nikon USA in questi giorni : "noi puntiamo sui legali licenziatari".
Ai quali però concedono di fare solo parzialmente il loro lavoro (specie nei confronti di Sigma, ferma a tre pessimi obiettivi APS-C, quando Voigtlander è arrivata a 18 obiettivi con attacco Z, tutti con CPU e comunicazione dati Exif etc.).
dalla nostra tabella degli obiettivi Nikkor Z attualmente in catalogo, che abbiamo sinteticamente commentato emettendo giudizi sommari, risulta chiaro come il panorama Nikon sia tutt'altro che completo, che comprenda per lo più zoom, che non copra nemmeno minimamente le esigenze dei fotografi dotati di Nikon in formato APS-C.
Ma soprattutto dei prezzi.
Perché se era possibile accettare, 5 anni fa, che uno zoom banale o un fisso di media classe, costassero più di 1000 euro, adesso lo è sempre meno.
E uno zoom unico ma non così eccezionale come il Nikkor Z 28-400/4-8 proposto a 1589 euro per assenza di concorrenza non si può proprio vedere.
Morale, se si dovesse confermare la più pessimistica delle ipotesi inerenti lo sviluppo della causa intentata da Nikon nei confronti di Viltrox, con il conseguente bando di tutti i produttori non licenziatari dal produrre obiettivi compatibili con Nikon Z, andremmo nella direzione della conferma di una volontà monopolistica, lontana dagli interessi dei clienti Nikon e volta solo a massimizzare il profitto, già esagerato a nostro modo di vedere, che Nikon trae dalla vendita degli obiettivi Nikkor Z, lievitati del 50-100% rispetto ai precedenti Nikkor F.
Noi non siamo per la liberalizzazione forzata degli standard, ma ci sono cose che hanno un senso specifico ed è giusto siano protette, altre che sono comuni e probabilmente non dovrebbe essere consentito brevettarle.
Un pò come se qualcuno volesse brevettare il dizionario tedesco e chiedesse il pagamento di diritti per ogni parola tradotta.
O la filettatura delle madreviti, senza scomodare la classica "acqua calda".
Stanno bene gli interessi commerciali di una società commerciale.
Ma che non si scontrino frontalmente con quelli dei suoi clienti.
Perché se uno arriva a comprare una Z50 II con i suoi soldi ma poi non crede opportuno comprare un 35/1.8 S da 1000 e più euro da metterle davanti, se non trova una alternativa economica (come un cinese, non necessariamente Viltrox, o un giapponese, ammesso che sia interessato a produrre un obiettivo economico) è più facile che si decida a comperare un'altra marca.
E mentre non è affatto detto che un nikonista compri un 135/1.8 S Plena, se vede che sul mercato non esiste un Viltrox 135/1.8 LAB venduto a meno di un terzo del primo, è più facile che un nikonista passi a Sony per lo stesso motivo. Perché Sony- che pure ha un bel 135/1.8 in catalogo - non si preoccupa che ci sia un Viltrox sul mercato, purché i clienti si comprino una Sony alpha su cui montare gli obiettivi che preferiscono.
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Ecco, non vorremmo dilungarci oltre. Questa immagine apocalittica generata da Bing (prompt "decisione strategicamente sbagliata in termini di politica industriale") può dare l'idea di quanto potrebbe accadere a Nikon.
Che vuole fare la monopolista dal basso del suo 14% del mercato, quando i suoi concorrenti stanno al doppio ciascuno.
E con il consorzio Leica L che invece di inventarsi cavilli e vincoli, accetta i cinesi tra i suoi componenti. Così che dalla prossima settimana avremo obiettivi Viltrox che possono essere montati su fotocamere Leica L, Panasonic e Sigma.
Se uno in futuro pensasse ad un Viltrox o ad un Sigma non disponibili per Nikon Z per le scelte scellerate di Nikon, potrebbe pensare di comperare una Panasonic (che fa belle camere) al posto della ennesima Z6 IV.
Se poi consideriamo quanto Nikon sia impegnata sul fronte video e - relativamente - poco su quello fotografico, non abbiamo un quadro molto diverso da quello rappresentato in quel futuro distopico dell'ultima immagine.
Noi speriamo sinceramente che no, Nikon non sia così cretina ...
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