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Dei Picture Control flessibili, grazie all'introduzione dalla Zf in poi dei file NP3 appositi, parliamo già da tempo, come potete ricordare dagli appositi reminders che vi linko qui appresso:
...ma su un aspetto, forse non abbastanza sottolineato (o ...considerato) qui su Nikonland, è come la nostra attenzione al riguardo si sia parallelamente evoluta grazie alla pazienza di Mauro Maratta che, fin dalla mia prima richiesta di Novembre 2023, si è adoperato per lo sviluppo di profili colore che potessero destare maggiore interesse di quelli, poverissimi, presenti di default sulle Z Nikon.
Ed è così che, grazie al contestuale aggiornamento dei firmware delle Z già uscite (NP3 compatibili) siamo arrivati ad una panoplia di Profili Colore Maratta, disegnati sulle caratteristiche di alcune delle emulsioni più originali che hanno caratterizzato dagli anni Novanta a seguire, le scelte di fotoamatori e professionisti della pellicola in un'epoca nella quale la fotocamera serviva solo ad ospitare il materiale sensibile: cambiando il quale (la pellicola) cambiava la risposta alla luce ed ai colori degli scatti di quel fotografo !!!
Sembra un tempo ormai lontano quello nel quale centellinavamo gli scatti, in funzione della resa che quella emulsione poteva assicurare solo in funzione del soggetto e della luce che su di esso incideva.
Oggi, sullo stesso sensore, basta selezionare una diversa mappa colore per ottenere risultati tendenzialmente infiniti. E senza dover centellinare alcunchè!
Mi pare quindi il momento di rimarcare l'attenzione che abbiamo fin qui prestato a questa opportunità, frivola certamente, ma enormemente alla portata di chiunque desideri sperimentare la propria curva colore desiderata: trovate qui la procedura adottata.
Proprio come abbiamo fatto con Mauro che, per telefono mi chiedeva quali fossero le caratteristiche di quella o dell'altra pellicola (vengo da una lunga militanza col materiale argentico) per poi cercare di tradurla su una curva tonale che potesse in qualche modo ricordare a chi ne abbia memoria, la resa di quel film...
Ed a chi non ne abbia che sentito parlare, la curiosità di utilizzare quel profilo per variare la resa del suo scatto.
Ho realizzato qualche scatto quindi, esemplificativo, oltre quelli abbondantemente segnalati nei miei ultimi articoli, realizzati con alcuni di questi Profili Colore.
In partenza e di default, questi sono i due scatti con profilo Standard e Monocromatico Nikon, quelli già di default sulla Zf (proprio quella di Mauro) utilizzata per queste prove insieme al Nikkor Z MC 105/2,8 VR S, l'obiettivo con maggiore dettaglio della gamma Z.
A seguire, due scatti realizzati col Profilo Maratta Velvia50, in condizioni differenti di rapporto di illuminazione e, conseguentemente, di contrasto:
La Fujichrome Velvia50 era una pellicola invertibile (diapositiva) nata per stupire: caratterizzata da un contrasto talmente elevato da render necessaria una sovraesposizione di almeno un terzo di stop (esponendo quindi a ISO32) per evitare di far diventare l'incarnato medio del colore di un pellirosse: particolarmente sensibile sulla gamma d'onda del verde, rendeva il fogliame molto brillante e saturo rispetto alla gamma del blu.
La Fujichrome Velvia100 nacque pochi anni dopo la presentazione della sorella ribelle, col proposito di rendere la stessa cromia della 50 ma con un indice di esposizione più comodo della precedente. Me la ricordo più lineare, ma meno eclatante della sorellina.
Entrambe costose, si economizzavano molto gli scatti: si cercava la luce ed il soggetto più adatto. Spesso l'obiettivo più utilizzato era un grandangolare spinto, proprio per far risaltare tra di loro i verdi ed i blu di queste due emulsioni...
non a caso già evidenziati sulla confezione esterna.
Ancora un'emulsione Fujifilm: il negativo colore Superia, che partiva dalla sensibilità di ISO100 per arrivare a quella di ISO1600
A Mauro ho suggerito di emulare la ISO400, una delle sensibilità più in voga tra le pellicole negative, grazie ad una maggiore latitudine di posa rispetto le altre graduazioni.
Inoltre mi ricordo che le ISO100 e 200 non mi siano mai piaciute rispetto invece quelle più sensibili, caratterizzate da una "grana" che oggi chiamiamo "rumore digitale" fine e modulata.
Non a caso il corrispondente Profilo Maratta si caratterizza per una velatura sulle alte luci accompagnata da una nitidezza sul soggetto ed un contrasto decisamente da ritratto, genere cui questa emulsione era destinata.
Una certa predilezione per la gamma dei verdi (caratteristica Fuji) rende meno densa la saturazione della gamma del blu: ideale in esterni soleggiati, quindi, dove il soggetto ed il suo incarnato siano più importanti di cielo e nuvole.
In questi mesi ho usato spesso questo profilo anche su fiori e vegetazione, ottenendo con la mia luce disponibile siciliana, un migliore rapporto di contrasto sui soggetti delicati.
Credo piaccia anche a Mauro, più di altri suoi profili.
Passiamo ad una rara e molto particolare emulsione Kodak della fine anni 80: la Ektar, ottimizzata per i ritratti ed allineata ad una tipologia specifica di carte da stampa per ottenere risultati Fine Art, grazie alla grana finissima che questa tabular-grain possedeva, già prima dell'uscita di corrispondenti emulsioni per il bianco e nero delle quali parlerò tra poco:

La Kodak Ektar 25 era ovviamente la sensibilità più bassa, accompagnata dalla 100 e dalla 1000...in quegli anni una delle prime emulsioni a superare quel fatidico muro.
La caratteristica della Ektar 25 era la nitidezza del dettaglio, grazie alla struttura tabulare, ma anche una particolare resa dell'incarnato del soggetto, che si "illuminava" nonostante la lentezza data dalla sua bassissima sensibilità, che costringeva ad usare sorgenti di luce artificiale se non supportati da adeguata luce solare: che andava diffusa sul soggetto attraverso pannelli riflettenti, per evitare di variarne l'indice di contrasto.
Difficile da usare, poco conosciuta, costosa: una chicca tra i Profili Maratta !
Passiamo adesso a parlare dei profili in bianco e nero, per certi versi ancora più interessanti a mio parere, perchè consentono una facile caratterizzazione del soggetto, senza bisogno di nessuna postproduzione (se la pp fosse coerente con lo spirito del profilo in questione)
Come non dedicare larga parte dei Profili Maratta alle mie amate Kodak T-Max: una famiglia di emulsioni in grani tabulari (che quindi riuscivano a realizzare una struttura molto più compatta delle altre pellicole e di conseguenza inferiore grana e migliore nitidezza) che partivano dalla ISO100, passando dalla eccellente ISO400 per arrivare alla mirabolante ISO3200
Caratterizzate da una crescente latitudine di posa che nel caso della ISO400 si attestava in ben 4 stop e con la ISO3200 consentiva sottoesposizione fino ai mirabolanti ISO50mila (con una durata del suo sviluppo di 16 minuti e mezzo...)
Accompagnate da una serie specifica di rivelatori (sviluppo chimico) finegranulanti, chiamati T-Max anch'essi, che per vent'anni almeno solo stati il non plus ultra della tecnologia associata alla chimica fotografica. (E poi è arrivato il digitale)

Nei quattro Profili Maratta (qui ne trovate utilizzati solo tre) la T-Max oltre che nature, la trovate già filtrata Rosso, Giallo, Verde, a simulare cosa accada con queste rispettive filtrature sul soggetto :
ogni filtro seleziona, schiarendola, la gamma d'onda del suo colore, rendendo più denso il complementare.
Per cui il filtro rosso schiarirà rosso e renderà saturo il blu, come corrispondentemente farà con minore intensità il filtro giallo, mentre il fìiltro verde riuscirà a diversificare le tonalità di verde tra di esse.
Nulla che non si possa ottenere oggi in postproduzione: molto carino, però, riuscire a scattare un file già cotto e mangiato...
Cambiando fabbrica, non potevo non suggerire a Mauro di realizzare un Profilo Maratta per la Ilford HP5 Plus: una delle più conosciute e "facili" emulsioni della casa inglese, caratterizzata da una ottima nitidezza, una grana piacevole ed una discreta latitudine di posa.
E' a mio avviso uno dei profili colore più riusciti tra questi di Mauro:

Tanto quanto il tributo alla Fujifilm Neopan SS, una microfine pancromatica (tutto lo spettro luminoso coperto) ostica da utilizzare e da trattare chimicamente, ma sempre degna per i risultati di forte caratterizzazione ottenibili sul soggetto: qui forse Mauro ha calcato la mano, ma il suo effetto è tra quelli che preferisco nei miei scatti per strada...

Dura, nitida ma contrastatissima, definitiva !
Non so se continueremo a produrre curve tonali personalizzate, ma questo articolo è stato scritto per invogliare chi di voi continui a buttare soldi nell'acquisto di costosi filtri modificatori, a comprendere che siamo arrivati nell'era digitale che tutto consente:
anche di tornare nel passato in un... ![]()
🤩Solo su Nikonland troverete articoli come questo ! 🤩
P.S. : e scusate tanto per il soggetto delle foto 🤮
una galleria di immagini realizzate negli ultimi mesi con questi profili colore è qui:
Max Aquila photo (C) per Nikonland 2025
(quanta ne ho usata, quanto l'ho amata!!!)


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