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Nikon ci dà la Z5IIC. Noi ci stampiamo la Z SP
Bene. Per Natale Nikon farà arrivare nei negozi la nuova Z5IIC: una Z5II alla quale sono stati tolti il mirino, uno slot di memoria e metà dei punti del monitor. In compenso riconosce i pesci.
Non vogliamo apparire ingrati. È una macchina razionale, probabilmente farà ottime fotografie e le auguriamo sinceramente di vendere moltissimo. Soprattutto negli acquari.
Ma noi aspettavamo altro.
Aspettavamo una Nikon compatta pensata per fotografare, non semplicemente una Nikon diventata più bassa dopo l’asportazione della torretta. Una macchina con il carattere di una SP, la solidità di una Z, un piccolo mirino laterale, pochi comandi giusti e almeno un paio di obiettivi costruiti insieme a lei.
Nikon, per il momento, non ce la dà.
E allora faremo come gli aeromodellisti quando nessuno produce l’aereo che desiderano: ce lo costruiremo da soli.
Progetteremo una Nikon Z SP in scala reale e la stamperemo in 3D. Calotta argentata, corpo nero, mirino laterale, ghiere meccaniche, baionetta Z e proporzioni finalmente corrette. Non scatterà fotografie, naturalmente, ma almeno avrà tutto ciò che volevamo vedere.
Potremo tenerla sulla scrivania, montarle davanti un Nikkor Z 26mm f/2,8 e osservarla con soddisfazione. Se qualcuno ci domanderà quale sensore utilizza, risponderemo: quello della nostra immaginazione. Che, al momento, sembra avere una velocità di lettura superiore a quella del reparto progettazione Nikon.
La Z5IIC sarà disponibile da ottobre. La Nikonland Z SP arriverà appena la Prusa avrà terminato di stampare.
Quanto all’autofocus, non sappiamo ancora se riconoscerà i pesci. Ma riconoscerà certamente i fotografi.
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E perchè non ci piace la Z5IIC ?
Perché non desideriamo semplicemente una Nikon più piccola: desideriamo una Nikon con un’idea.
La Z5IIC nasce per sottrazione. Nikon prende la Z5II, elimina il mirino, rinuncia al secondo slot, riduce la risoluzione del monitor e abbassa il prezzo. È un’operazione industrialmente sensata, ma non costruisce una nuova esperienza fotografica. Offre la stessa macchina a un pubblico diverso, con qualche pezzo in meno.
La nostra Z SP dovrebbe nascere invece per intenzione.
Vorremmo una Nikon compatta concepita fin dall’inizio per fotografare: corpo sottile, mirino elettronico laterale, impugnatura appena accennata, comandi fisici essenziali e proporzioni adatte a piccoli obiettivi. Non una Z5II decapitata, ma l’erede contemporanea della Nikon SP: non una copia nostalgica, bensì una macchina moderna con identità, eleganza e disciplina progettuale.
Il mirino è il punto decisivo. Non perché sia obbligatorio fotografare guardandoci dentro — con le nostre ZR abbiamo dimostrato il contrario — ma perché una fotocamera pensata per la strada, il viaggio e il racconto quotidiano deve permetterci di scegliere. Monitor quando è più comodo, mirino quando la luce è forte, quando occorre isolarsi dalla scena o quando si vuole sostenere la macchina con maggiore stabilità.
La Z5IIC impone un solo modo di inquadrare. La Z SP ne offrirebbe due senza diventare alta come una reflex.
Vorremmo inoltre che la riduzione delle dimensioni riguardasse tutto il sistema, non soltanto la torretta. Una Z SP avrebbe senso accompagnata da una piccola famiglia dedicata: 24mm, 35mm e 50mm compatti, luminosi quanto basta, con ghiera dei diaframmi e prezzi ragionevoli; magari un vero zoom retrattile di qualità. Senza obiettivi proporzionati, una fotocamera più bassa rimane un corpo compatto con davanti il solito tubo.
Cerchiamo anche un rapporto diverso con i comandi. Non quindici programmi Scene che decidano al nostro posto, ma tempo, diaframma, compensazione e messa a fuoco immediatamente leggibili. Non perché vogliamo fare archeologia fotografica, ma perché un comando fisico ben progettato è spesso più moderno di tre pagine di menu.
E infine vorremmo un oggetto che invogli a essere portato con sé. La Z5IIC tenta di rassicurare chi arriva dallo smartphone; la Z SP dovrebbe sedurre chi ama già fotografare. Una macchina acquistata non soltanto perché costa meno della Z5II, ma perché nessun’altra Nikon offre lo stesso modo di stare in mano, davanti all’occhio e dentro una giornata.
In sintesi:
la Z5IIC è una Z5II con qualcosa in meno;
la Z SP sarebbe una Nikon con qualcosa in più: identità;
la Z5IIC cerca nuovi utenti;
la Z SP riporterebbe fuori di casa i fotografi;
la Z5IIC elimina il mirino per costare meno;
la Z SP sposterebbe il mirino per diventare diversa.
Non chiediamo a Nikon di sostituire la Z5IIC: comprendiamo perfettamente perché esista e le auguriamo successo. Chiediamo che, dopo aver costruito la Nikon per chi non vuole il mirino, Nikon costruisca anche quella per chi vuole ancora guardare il mondo attraverso una Nikon — possibilmente dall’angolo sinistro, come si conviene a una SP.
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