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C'è luce in fondo al tunnel dell'industria fotografica ?
Ho il timore di dover dire che no, nonostante io possa dire che la mia passione per la fotografia sia oggi più viva che mai e di gran lunga più soddisfacente di quanto non fosse nei due periodi di boom che ho vissuto.

Una dozzina di anni fa si vendevano al mondo oltre 120 milioni di fotocamere di tutti i generi. Oggi sono poco più di sette milioni.

Questo dato però è drogato dal fatto che, caso rarissimo sul mercato, tutta l'industria sia sostanzialmente concentrata in un'unico Paese, il Giappone, e che questo si bei nel guardarsi l'ombelico, facendosi redigere statistiche a propria immagine e somiglianza.

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i dati CIPA e gli altri grafici di vendita, le classifica EISA, i premi al design, danno solo una microfotografia dell'insieme, escludendo dal contesto fenomeni che l'industria vuole disconoscere o che crede di esorcizzare semplicemente credendo di poter continuare a campare come ha sempre fatto.

Perché non si tratta più solo di fotocellulari.

La leggenda dice che quando Steve Jobs e il suo gruppo hanno sviluppato l'iPod (perché la figlia di Steve, Liza, usava il Walkman Sony e non poteva passare da una traccia ad un'altra senza svolgere o riavvolgere il nastro) abbiano capito che stavano decretando la fine dell'industria discografica basata sulle registrazioni fisiche. In effetti il nastro magnetico è scomparso, il vinile è una curiosità per nostalgici e palati alla ricerca del diverso a tutti i costi, il CD è il vero defunto della questione, sostituito non semplicemente dal formato compresso digitale ma dallo streaming, sottoprodotto dell'iPod ma soprattutto dell'iPhone che di fatto - parole della leggenda di Jobs - ha decretato la morte prematura dell'iPod.
In effetti l'iPod è scomparso subito. Ma anche l'iPad e i tablet sono relegati ad un mercato di nicchia di chi ha bisogno di qualche cosa di più comodo di uno smartphone e non vuole necessariamente un notebook o un computer desktop.

Passaggi di tecnologia che hanno un presupposto. Quel "good enough" ("buono a sufficienza") che fa abbracciare una tecnologia più comoda anche se non necessariamente migliore di quella, scomoda, che si sta abbandonando.

Ricordo bene di quanto male suonassero i primi CD e i primi lettori Philips. Ma erano un milione di volte più comodi ed efficienti, oltre che ragionevolmente più longevi di nastri e vinili. E il lettore non richiedeva tutte quelle sconfortanti regolazioni di piatti e bracci e testine.
Ovvio che il giradischi doveva sostanzialmente scomparire anche se all'inizio suonava meglio.

Il fotocellulare non fa fotografie migliori di una mediocre fotocamera. Ma le fa, le fa senza che il "fotografo" debba sapere fotografare.
Permette un editing spiccio al volo senza cambiare strumento (ma quali schede di memoria, quali cavi, quali Photoshop ?).
Soprattutto permette di condividere lo scatto con gli amici, addirittura di inviare la foto del nipotino alla nonna sulla sua cornice digitale del soggiorno. Che se è connessa, ha sostituito i vecchi album di 10x15 stampati su carta Kodak.

Se date in mano una fotocamera ad un giovane o ad un giovanissimo, questo sarà affascinato sulle prime.
Ma subito dopo pretenderà di fare video.
E cinque minuti dopo aver fatto quel video, chiederà come fare per tagliarlo e correggerlo on-camera e, soprattutto come condividerlo.

Vorrà che questo video sia stabilizzato, che si possa fare in soggettiva, che sia di qualità adeguata ma senza troppi "sbatti".

 

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Certo noi fotografi siamo ancora una legione numerosa. Ma sempre più spesso molti di noi si disperdono.
E c'è il rischio concreto, per ragioni anagrafiche e di "comodità del vivere" che interi manipoli semplicemente si dissolvano

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come la leggenda vuole che abbia fatto l'imbattuta IX Legio Britannica, scomparsa con armi e aquile, semplicemente confondendosi con i locali celti, prima ancora che comparisse Re Arthur.

Oggi la richiesta di qualità c'è ancora ma c'è a condizione che non sconvolga la vita, non richieda investimenti faraonici e tempi esagerati di realizzazione.

 

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è il mondo moderno e sembra che i produttori giapponesi se ne rendano conto ma solo alla loro maniera.

La dottrina militare imperiale ha sempre previsto piani meticolosi, discussi in riunioni plenarie davanti a modellini del campo di battaglia.
E' un classico quello della Battaglia di Midway.

Che però prevedeva che gli americani si comportassero come i giapponesi prevedevano che avrebbero fatto.
E non come hanno fatto gli americani.

Quindi pare che i produttori giapponesi oggi abbiano in mente solo i vloggers e il video.

Ma non capiscono che i loro strumenti vanno ripensati, adeguati, trasformati.

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semplicemente non tengono conto - come hanno fatto con lo smartphone che sostanzialmente ha loro mangiato il pasto ... composto dalle compattine e dalle entry-level digitali - del fatto che la fuori ci sia chi pensa con una testa differente.

GoPro produce action camera che tutti gli sportivi e buona parte dei vlogger usano. Sono compatte, semplici, relativamente economiche, producono video e foto di qualità sufficienti agli scopi di condivisione (comunque condizionati dalla necessità di compressione spinta).

Ebbene, GoPro da sola, nel 2023 ha venduto un numero di apparecchi che è pari a circa la metà della produzione di Nikon+Sony+Canon messe insieme.
Un mercato in cui le tre giapponesi non sono presenti se non marginalissimamente, in cui Nikon ha tentato di entrare in punta di piedi e rimediando un fallimento sonoro con le mai troppo presto dimenticate KeyMission.

Ma il mondo va ancora più rapidamente di così.

DJI, quella dei droni e dei gimbal è entrata in un mercato vulnerabile e scoperto con un prodotto dirompente che in pochissimo sta facendo ancora meglio di GoPro.

Se osservate i video dei vlogger in movimento - non quelli seduti davanti alla videocamera nel loro studio che vi propinano lunghi e noiosi sermoni - praticamente tutti utilizzano uno strumento ancora più geniale delle GoPro.

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la Osmo Pocket 3 costa meno di una Z30 nuda, ma include gimbal stabilizzato, display orientabile, connessione online e una videocamera montata su un braccio robotizzato automatico che vi può seguire mentre vi muovete.
Guidabile via smartphone con una APP stabile, rapida, semplice, sicura.
Fa un bel 4K che non sarà come quello di una Z6 III ma è sufficiente per andare online domani con il video girato ieri.
E senza troppi mal di testa.

Ogni recensore di automobili, di fotocamere, anche di pentole e di ricettari da cucina se ne sta comprando una (o più).

Altro che kit Nikon da vlogger.

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Consiglio di amministrazione Nikon alziamo i prezzi, tanto i fotonaturalisti ci seguono. Se poi non dovesse andare, proviamo con qualche compatta senza mirino.
Dovesse andare male, alziamo le mani e ci dedichiamo ai prodotti per l'industria. Che ne dite ?

***

Come reagisce l'industria fotografica a questi fenomeni ?

Con il solito paternalismo.

Perché loro sanno cosa dare ai propri clienti.

Quindi la strategia di tutti è quella Leica.

Ci arrocchiamo nel mercato di fascia alta, aumentiamo prezzi unitari e margini percentuali, scaliamo il video professionale e il cinema.

Leica lo fa perché il suo cliente è più attiguo a quello delle boutique del centro che vendono capi firmati.

In fondo una M-11D non costa poi tanto di più di una borsetta di coccodrillo o di un paio di scarpe cucite a mano. Ne ho viste in centro a Milano nei pochi negozi del genere che hanno l'ardire di esporre il prezzo in certi prodotti (non parlo di pret-a-porter, ovviamente).

Nikon (e gli altri) lo fanno perché i loro manager sono sostanzialmente degli esperti di finanza (che non hanno fatto il master ad Harvard).

Per Nikon in particolare, l'abbiamo visto nel loro piano a medio termine Vision 2030.

La barra direttrice è mantenere il livello di fatturato minimo e un margine complessivo lordo del 10%. Che paghi il capitale e gli azionisti e consenta il reinvestimento in ricerca e sviluppo.

Ma di fatto perdendo contatto con la realtà, il mercato. Soprattutto i clienti.

 

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il vero capo di Nikon è un esperto di finanza incaricato da Mitsubishi di evitare "pericolose" svolte come le KeyMission.
Attento amministratore, punta alla soddisfazione del board e degli azionisti.

 

Che non sono utenti abbonati come quelli di Adobe : sono fotografi.

Il risultato è che alla tassa delle complicazioni della fotografia digitale (software sempre più esosi ed inefficienti che richiedono hardware sempre più complesso e costoso) si somma quella di ingresso per la fascia minima di qualità.
Che per Nikon adesso è posta a $2500/€3000, cioé il prezzo della Z6 III.

Questo non vuol dire che con il materiale al di sotto non si possa fotografare ma che le macchine al di sotto non rientrano nei loro piani di attenzione e di cura. Così come ne sono usciti i flash, gli accessori, gli obiettivi di primo equipaggiamento (un 50mm costa 600 euro : una volta bastavano 90.000 lire !).
E questo crea disaffezione, sconforto, anche repulsione da parte dei fotografi.

Che in fondo hanno già tutto quello che serve per fotografare. Oppure possono trovarlo sull'usato. Con conseguente fatturato ZERO per Nikon.

Che Nikon si impegni nel video e in quello del cinema è bello e ci rende orgogliosi. Ma per i fotografi questo chiaramente significa solo che ci sarà sempre meno trippa per i gatti ...

Modelli del genere si sono già visti in tanti altri settori, anche quelli non drogati dal monopolio come di fatto è la fotografia (fuori dal Giappone ci sono sostanzialmente solo Leica e Hasselblad che insieme contano una frazione percentuale del totale delle vendite globali).
Sappiamo come sono finiti : vero Pioneer, Sansui, Aiwa e Akai ?

***

E quindi ?

E quindi, è finita. L'industria fotografica che conosciamo si avvia verso una lenta estinzione.

Chi ha una lunga e secolare tradizione alle spalle - come Leica e Nikon - si arroccherà in nicchie di altissimo livello, qualità e prezzo.
I restanti inesorabilmente si impegneranno in altri settori (come già fanno Minolta ed Olympus o che sono rapidi a cambiare campo di impiego tipo Sony).

In fondo al tunnel c'è il buio per l'industria fotografica.

Naturalmente tutto questo non ha nulla a che fare con i fotografi e la fotografia.
I fotografi sono artisti e la fotografia è arte.
Entrambi trascendono dagli strumenti e da chi li produce.

 

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Recommended Comments

Guest Albi1961

Guest Albi1961

Guests
24 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

Secondo me il tunnel è già bello che chiuso anche all' ingresso.

cut cut cut

Siamo all'Armageddon.... eppure mille non più mille è gia passato.... in ogni caso molto di quanto letto in questo articolo è condivisibile ed uno spaccato delle società attuale, che è sempre più stratificata (e variegata). Chi si trova alle prese con figli adoscenziali o post adoscenziali se ne rende conto; le priorità sono sostanzialmente cambiate, e la società tende ad uniformare, appiattire, "omogenizzare" chiudendo gap più o meno condivisibile. Chi esce dallo schema viene tacciato come "diverso", ma anche lui omologato in specifiche categorie. Di fatto è una società ben più complicata rispetto a quella vissuta dalle generazioni precedenti. Cambiamenti e discontinuità sono e saranno all'ordine del giorno. I miei nonni sono andati in guerra, l'importante era sopravvivere e mangiare, i miei genitori l'hanno in parte vissuta, ma appartengono alla generazione che nel bene e nel male ha ricostruito questo paese, la mia (oggi 62enne) ha fatto non pochi danni e credo non lascerà un gran segno, quella che sta arrivando ha degli enormi vantaggi, per lo più derivanti dagli strumenti tecnologici, ma è molto più uniformata a livello globale.... per quanto riguarda la fotografia in generale, senza una vera discontinuità affascinerà, come sta già succedendo, sempre meno persone; scelte di natura economica, come detto da molti, prevalgono ed una delle prime cose che ho imparato vivendo vicino al mondo imprenditoriale è che le politiche di taglio dei costi, hanno corto respiro per cui alla fine ne rimarrà solo uno (comunque meno delle dita di una mano), in grado di adeguarsi al cambiamento, magari riuscendo a farlo proprio perchè non ha una esperienza precisa del settore e non si porta una serie di preconcetti tipici di chi ha esperienza di lungo termine.... continuo a seguire....

Viandante

Nikonlander
  • Nikonlander
1 ora fa, Max Aquila ha scritto:

Secondo me il tunnel è già bello che chiuso anche all' ingresso.

Chi vi si avventura, lo fa fon attrezzatura da speleoarcheologo.

Il fatto è che per semplicità la gente ha rinunciato alla qualità, non solo in fotografia, ma anche in ogni altro campo del quotidiano, dall' ascolto musicale (alla musica stessa) fino alla spesa alimentare, in favore della...  c o n d i v i s i o n e...

Si preferisce la facilità di contatto ad ogni altra cosa.

Fermo restando che di ogni esperienza resta il nulla:

i reel e le banche immagini naufragheranno nell' oblio della stratificazione.

della musica resterà forse solo il ritmo delle battute...

del cibo...

Come non condividere al 1000x1000?

  • Administrator
2 ore fa, Max Aquila ha scritto:

Secondo me il tunnel è già bello che chiuso anche all' ingresso.

Chi vi si avventura, lo fa fon attrezzatura da speleoarcheologo.

Il fatto è che per semplicità la gente ha rinunciato alla qualità, non solo in fotografia, ma anche in ogni altro campo del quotidiano, dall' ascolto musicale (alla musica stessa) fino alla spesa alimentare, in favore della...  c o n d i v i s i o n e...

Si preferisce la facilità di contatto ad ogni altra cosa.

Fermo restando che di ogni esperienza resta il nulla:

i reel e le banche immagini naufragheranno nell' oblio della stratificazione.

della musica resterà forse solo il ritmo delle battute...

del cibo...

Se non fosse abbastanza chiaro, l' avere abdicato all' assenza pressoché totale dell' attività di stampa fotografica, ha ridotto questa forma espressiva a Instagram, Facebook e TikTok. Facendo confusione tra motivazione alla fotografia e motivazione alla videoripresa.

La generazione attuale non ha la benché minima percezione della differenza e non è abituata a stampare neppure quel 30x45 che ogni tanto noi boomer ordiniamo. (Salvo quelli che fingono di fare gli stampatori a casa), figuriamoci un 10x15 con il quale formato siamo cresciuti dalla prima Instamatic in poi.

Che era anch'esso condivisibile...portandolo a mano alla persona destinataria.

Anzi, molti li troviamo ancora appesi nelle stanze di questi vecchietti che siamo diventati.

Del mio primo file digitale....non ho ovviamente più traccia.

La Fotografia è defunta con la facilitazione del digitale: siamo noi della pellicola che ...non stacchiamo il respiratore !

Fosse per naicon e company...

Pare incredibile, ma dopo 25 anni dalla D1 mi sento di poterlo affermare.

E quando mi porterete esempi di Newton, Scianna, Erwitt, Bresson, Migliori e Capa, nati dal 1990 in poi, fotografi solo dal digitale, ne potremo riparlare.

 

  • Administrator

Concordo sulla stampa e noi baby boomer che siamo cresciuti con gli album dei 10x15cm stampati alla bell'e meglio da mamme e nonne siamo criminalmente colpevoli al riguardo, perché abbiamo abdicato al telefonino per assoluta e totale pigrizia (così come, per far lavorare mamma e papà 17 ore al giorno, abbiamo affidato i figli alla TV, alla Playstation e a degli estranei allevati con criteri post-68ttini).

Qualcuno sopra ha citato lo slogan della Kodak sul fare solo click. Io ne ricordo un altro, scritto dalla stampa : "le mamme salveranno la Kodak". Quando le mamme hanno rinunciato a stampare le foto dei pupi mentre crescono per conservarle nel telefonino vecchio, la Kodak è fallita.

Ma dal mio punto di vista anche il telefonino è già un oggetto antico, oramai fa più di trenta anni dalla sua prima apparizione e una ventina dall'introduzione dello smartphone. Le sue vendite sono in declino (a botte di 200 milioni l'anno) perché anche esso, nella gran parte dei casi è good enough.

Mi permetto però, molto sommessamente ed umilmente di ricordare, che quello che in Vespa si guardava dietro le spalle, è andato a sbattere contro la macchina parcheggiata di fronte.

Il futuro esiste, con o senza di noi. E qualcuno lo starà già architettando da qualche parte sulla terra. Fare solo amarcord è solo l'anticamera della RSA.

  • Administrator
5 minuti fa, M&M ha scritto:

...

Il futuro esiste, con o senza di noi. E qualcuno lo starà già architettando da qualche parte sulla terra. Fare solo amarcord è solo l'anticamera della RSA.

il futuro della fotografia senza gente che sappia fotografare, senza fotografi che riescano a superare in capacità espressiva i nomi del passato è pura Utopia.

Diciamo ...utilitarismo.

Altro che amarcord: Fellini purtroppo resterà ed Amarcord ha dato i natali ad Alvaro Vitali ed i filme che ne sono derivati.

  • Administrator
19 minuti fa, Max Aquila ha scritto:

il futuro della fotografia senza gente che sappia fotografare, senza fotografi che riescano a superare in capacità espressiva i nomi del passato è pura Utopia.

Leonardo e Michelangelo sono morti 5 secoli fa. Eppure abbiamo qualcuno che sta pensando di mandare l'uomo su Marte.

Fotografare è fotografare. Non è detto che lo si debba fare solo alla maniera di Robert Capa.
La questione è, certo, a chi frega della fotografia.
Così come di tutto il resto.
E siamo pochi, maledettamente pochi.
Oppure è che gli altri sono troppi. Stamaledettamente troppi.

  • Administrator

Speriamo che ci vada lui su Marte e ci resti pure, insieme alle Tesla 

Di certo il titolo di questo editoriale non mi faceva pensare riponessi tante speranze nel futuro.

RED è il punto di non ritorno di Nikon.

Ce lo sta dicendo in tutti i modi: qua aspettate ancora gli obiettivi dx...

  • Administrator

Questo editoriale dice che l'industria fotografica, se non si reinventa subito secondo i bisogni del 21° secolo, diventerà come quella dell'HIFI e in larga parte scomparirà.
Ma non ripongo alcuna fiducia né speranze al riguardo, anzi.

L'articolo si conclude dicendo :

"

In fondo al tunnel c'è il buio per l'industria fotografica.

Naturalmente tutto questo non ha nulla a che fare con i fotografi e la fotografia.
I fotografi sono artisti e la fotografia è arte.
Entrambi trascendono dagli strumenti e da chi li produce."

 

Perché credo convintamente che l'arte (anche quella fotografica), morirà con l'uomo, non con l'industria fotografica.

Leo

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano

Concordo, perché alla fine che sia con un telefono o qualsiasi cosa d'altro, la gente fa tante fotografie e ci sarà sempre chi lo vorrà fare meglio degli altri, quindi imparando regole artistiche, allenando l'occhio ecc. ecc. E per quanto social e di poca memoria, ci sarà sempre chi riuscirà a prevalere sulla massa dando una maggiore qualità ai suoi scatti, ispirando anche altri a fare meglio e raggiungere il suo livello.

Però diciamoci la verità, che è anche quella che spesso molti si dimenticano quando si parla di tante cose, come hifi e macchine termiche/elettriche: prima avevamo convinzioni drogate dal fatto che era l'unico modo di fare le cose. Il 90, forse 99%, di chi faceva le foto nella "epoca d'oro" della fotografia, non sapeva una mazza di fotografia. Aveva la punta e scatta per fare fotoricordo, di qualità nella maggior parte dei casi impresentabile, che andavano forzatamente stampate da una stamperia/fotografo. Tutte queste persone continuano a fare quello che facevano, punta e scatta, cambia l'attrezzo, cambia che non si va in stamperia (che nel frattempo hanno chiuso nella maggior parte dei casi, così come chi faceva i rullini) e cambia che riempie i suoi social e i suoi GB di spazio anziché i cassetti, con foto che poi saranno comunque dimenticate. Esattamente come succedeva comunque con la stragrande maggioranza degli album fotografici stampati 30 anni fa: i miei sono pieni di cassetti di album o portafoto minimali, pieni di fotografie che se va bene avremo riguardato 2 volte in 20 anni...
Si confonde sempre che adesso come allora, chi è interessato ad avere di più che la fotografia da punta e scatta si attrezza di conseguenza. Solo che per le giapponesi, si sta sempre di più assottigliando il confine tra quello che si può fare con il telefono e quello che si può fare con la fotocamera. Ma in fondo vuol dire solamente che chi è abituato a usare la punta e scatta, ha già lo strumento per andare un pò oltre e cercare una maggiore qualità. Ma inevitabilmente se vorrà ancora di più dovrà prendere qualcosa che sia creato apposta ed esclusivamente per quello.

  • Administrator

Ci sarebbe un altro buio, questo già prima del tunnel e che certifica che non c'è dove andare.

Questa è l'unica discussione attiva di Nikonland, di tutto questo venerdì.

Ma naturalmente questa è un'altra storia :spallucce:

  • Administrator

Francamente trascurabile.

Quello che leggo mi fortifica nei miei convincimenti.

Di fotografia non si parla da tempo

Giuseppe Paglia

Nikonlander Veterano
  • Nikonlander Veterano
8 ore fa, Max Aquila ha scritto:

RED è il punto di non ritorno di Nikon.

Proprio all'uopo (fonte NikonRumors)

NIKON + RED COLLABORA CON USC PER ELEVARE LA PROSSIMA GENERAZIONE DI REGISTI

Melville, NY — Nikon Inc. e RED Digital Cinema Inc. sono liete di annunciare una nuova iniziativa cinematografica con la School of Cinematic Arts della University of Southern California (USC). Nell'ambito di questa collaborazione, Nikon e RED doneranno un assortimento di fotocamere mirrorless, cineprese e obiettivi per supportare una nuova generazione di studenti delle scuole di cinema.

"Il nostro obiettivo è quello di elevare gli studenti nel loro percorso creativo e consentire loro di superare i limiti di ciò che è possibile con la tecnologia più recente", ha dichiarato Naoki Onozato, Presidente e CEO di Nikon Inc. "Non vediamo l'ora di vedere cosa faranno".

"La Nikon Z6III è uno strumento eccellente per il nostro pluripremiato lavoro nell'animazione stop-motion. La sua facilità d'uso, gli obiettivi ad apertura costante e la capacità di integrarsi con il software saranno un significativo passo avanti nel nostro programma", ha affermato Brad Kean, direttore della tecnologia creativa della scuola.

L'attrezzatura donata includerà le videocamere RED KOMODO e KOMODO X Digital Cinema, diverse Nikon Z6III e un assortimento di obiettivi a focale fissa e zoom NIKKOR Z. Queste nuove telecamere e obiettivi saranno utilizzati nelle divisioni di produzione cinematografica e televisiva e di animazione e arti digitali della USC, offrendo agli studenti l'accesso alle attrezzature più recenti per imparare in modo pratico negli ambienti di produzione del mondo reale. Gli studenti potranno anche sperimentare ed esplorare con gli obiettivi NIKKOR, simili a quelli utilizzati da molti registi ex alunni della USC.

Impegno per l'istruzione
Nikon desidera incoraggiare le università quadriennali interessate e accreditate con le scuole di cinema ad aprire una conversazione per esplorare possibili collaborazioni. Si prega di inviare le proposte a https://nikon.tfaforms.net/179.

 

Nikon ha imboccato chiaramente una strada per il suo futuro. Personalmente spero che alla Z6III possano susseguire altre fotocamere che superino gli attuali limiti imposti dall'odierna tecnologia e dagli attuali materiali. Molto probabilmente saranno prodotti per una nicchia di utilizzatori sempre più ridotta e magari uno sviluppo pari a quello che c'è stato nel campo fotografico, dal 1999 con la D1, lo vedremo nel settore video.

  • Administrator

La qualità incomparabile dei file odierni, tutta effetto della progressione tecnologica, che dà solo l' illusione oggi di saper fotografare a chi lo creda seriamente, la vorrei paragonare al salto nel buio per chi a suo tempo caricava una pellicola in macchina, per rivederla trattata una settimana dopo .

Ecco...a chi è nato fotograficamente col sensore digitale, consiglio seriamente di prendere una bella reflex a pellicola, oppure meglio, una punta e scatta e provare a vedere sotto sotto l' effetto che fa il dover immaginare una scena, il dover scegliere come misurare l'esposizione, il dover scegliere se saturare o meno on camera (perché dopo. ..non c'è nulla da poter fare) ed il dover aspettare che tutto il resto fili liscio, prima di rivedere se il tutto abbia funzionato.

Giusto per evitare paragoni inconsistenti con quel passato.

Quando fotografare era più complesso di oggi

 

Guest

Guest

Guests

Interessante e purtroppo realistico articolo. Sono appena rientrato da un tour vacanziero/fotografico in Baviera e, nei luoghi dove ci siamo fermati per ammirare e visitare le varie testimonianze storico artistiche, quelli che immortalavano con una macchina fotografica, me compreso, li contavi forse sulle dita di una mano rispetto alla stragrande maggioranza di quelli che usavano smartphone. Una ragazza con cui ho scambiato qualche parere mi ha mostrato gli scatti fatti con suo I phone 15, che non è neanche l'ultimo modello, dotato dei programmi di miglioramenti foto. Sono rimasto basito da quello che ho potuto vedere sullo schermo e mi era sfiorata l'idea di vendere tutto il corredo e prendermi anch'io uno di quei "miracolosi" smartphone. Poi la mia coscienza di boomer cresciuto con la pellicola e passato a fatica all'autofocus prima ed al digitale dopo mi ha fatto capire quanta più sintonia ho nel tenere un mano una fotocamera che per certi versi è ingombrante e pesante ma più vicino al mio modo di rapportarmi con tutto quello che mi circonda ed alimenta ancora la voglia di fotografare. Mi tengo stretto il mio corredo decennale, come l'impianto stereo quarantennale, vinili compresi e la moto senza nessun aiuto elettronico.

Un saluto Pietro.

Guest Daniele

Guest Daniele

Guests
Cita

...Il fotocellulare non fa fotografie migliori di una mediocre fotocamera. Ma le fa, le fa senza che il "fotografo" debba sapere fotografare.
Permette un editing spiccio al volo senza cambiare strumento (ma quali schede di memoria, quali cavi, quali Photoshop ?).
Soprattutto permette di condividere lo scatto con gli amici, addirittura di inviare la foto del nipotino alla nonna sulla sua cornice digitale del soggiorno. Che se è connessa, ha sostituito i vecchi album di 10x15 stampati...

Condivido. Secondo me il problema è che molte persone non sono proprio interessate ad avere una fotocamera e relativi "accessori". Quindi dovremo abituarci ad un mercato fotografico non di massa, ma con numeri limitati.

 

 

 

  • Administrator

Ho due figli, 21 e 25 anni. 

Non parlano con gli amici al telefono, al massimo scambiano messaggi vocali che poi riascoltano a 1,5x

Non usano computer, al massimo tablet.

Non ascoltano musica ad alta fedeltà, al massimo cuffie in wifi da smartphone 

Non scattano fotografie, al massimo video...

Non scrivono con penne di pregio, al massimo pennini per tablet

Non cercano cibo ben cucinato, al massimo grandi porzioni di grandi offerte.

Non hanno fidanzate, ma non ne sentono il bisogno.

Non cercano nulla, trovano tutto attraverso Google dalla piastrella luminosa, fino a che Google gli dirà quello che.... Google vorrà che sappiano.

Non c'è confronto: viviamo nella stessa vita, nella stessa epoca, ma usiamo strumenti differenti per fare cose diverse.

 

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