Vai al contenuto
  • Silvio Renesto
    Silvio Renesto

    Francesco Tomasinelli, naturalista professionista, Nikon user.

    Francesco Tomasinelli, originario di Genova,  si è laureato in Scienze Ambientali Marine presso l’Università di Genova. E'un libero professionista, lavora come biologo e fotogiornalista scientifico. Da sempre affascinato dalla natura, e soprattutto dagli animali più insoliti e curiosi ha lavorato in Italia e negli Stati Uniti, per poi dedicarsi all’editoria, alla divulgazione scientifica e alle consulenze ecologiche e ambientali per aziende e studi professionali. E' un apprezzato  fotografo naturalista, nonchè convinto Nikon user. 
    Ha collaborato e sta collaborando con l'Università dell'Insubria  dove io lavoro, così non mi sono lasciato scappare l'opportunità di proporgli un'intervista, cosa a cui si è prestato volentieri.

     

    SR La passione per la  fotografia è venuta prima o dopo quella per la natura?

    FT In realtà mi è sempre piaciuta moltissimo la natura. Ho cominciato a 3 anni con i dinosauri e non ho mai smesso. L'interesse per la fotografia è venuto molto, molto più tardi, quando ero all'università. All'epoca lavoravo part-time all'acquario di Genova e allevavo in un mio laboratorio alcune specie di insetti per approfondire le mie conoscenze. Uno dei curatori dell’Acquario, Giovanni Schimmenti, mi disse che era importante per una persona come me imparare a fotografare bene, e mi suggerì a grandi linee che attrezzatura acquistare. È stato probabilmente uno dei consigli più preziosi che mi siano mai stati dati.

     SR Fai solo fotografia naturalistica o ti dedichi anche ad altri generi?

    FT Ho cominciato a fotografare seriamente nel 2001 e sono professionista dal 2005 (nel senso che ho aperto una partita IVA da fotografo). All’inizio facevo molte diapositive di insetti e ragni, tra i miei gruppi animali preferiti, per documentare comportamenti e cicli vitali. Ma con la nascita del digitale ho ampliato sempre di più i miei orizzonti fotografici ad tutti i gruppi di animali e piante, alla fotografia di viaggio e alla documentazione del lavoro scientifico, che è un genere che mi piace molto. Guardo sempre con piacere il lavoro di altri sulle riviste e su instagram. E sinceramente trovo che oggi ci siano molti fotografi straordinari, più motivati e creativi di me, sia in Italia che all’estero. 

    Amazon_survival_24.thumb.jpg.75ac7874500802c13f56736d1f58939e.jpg

    Esplorazione notturna della foresta pluviale con autoscatto (Tomasinelli è quello a sinistra). Servizio su turismo di avventura in Amazzonia per Rivista della Natura e Touring. Brasile.

     

    Inia_geoffrensis_1.thumb.jpg.b32ffb4d537814d030fcefc8d7113815.jpg

    Delfini di fiume (Inia geoffrensis) nel Rio Negro. Servizio su turismo di avventura in Amazzonia per Rivista della Natura e Touring

     

    Zambia_bats_02.thumb.jpg.3453cac368207905a93c2d2fa2bbfb33.jpg

    Raduno dei pipistrelli giganti Eidolon helvum nel Parco Nazionale di Kasanka, la più grande concentrazione di mammiferi in Africa, dopo la migrazione degli gnu in Zambia. Servizio per Rivista della Natura

     

    SR Quali aspetti del mondo naturale ti attraggono di più come fotografo?

    FT Con il passare degli anni ho maturato un interesse profondo per tutti gli animali e anche per le piante. In realtà passo più tempo a osservare, studiare e fare progetti che a fotografare. Tra i miei soggetti favoriti figurano senz'altro tutti i piccoli animali più trascurati come insetti, ragni e rettili e anfibi, i quali hanno una varietà di forme, colori e comportamenti assurdi e sorprendenti che non si ritrovano negli animali più grandi e carismatici. Ho avuto la possibilità di viaggiare spesso, come inviato di riviste, docente di corsi foto, biologo e fotografo aggregato a spedizioni e devo riconoscere che ai tropici si incontrano una moltitudine di specie straordinarie, dagli uccelli alle formiche. Cerco sempre di studiare prima di partire ma non basta mai… Quando sono sul campo scopro di aver trascurato sempre alcuni aspetti o singole specie. 
    Mi piace anche documentare l'impegno degli scienziati e più in generale delle persone che fanno un lavoro tecnico, non solo in natura, e ho fatto diverse campagne per enti pubblici e per privati. Recentemente mi sono dedicato anche ai video e ho realizzato una serie di brevi clip con grafica che utilizzo nelle mostre che organizzo per i musei.

     

    Troglohyphantes_pluto_02.thumb.jpg.a5aa73c8948757fc4bb57031fb9cd09c.jpg

    Ragno di grotta Troglohyphantes pluto lungo pochi millimetri sulla sua ragnatela. Da servizio su progetto di ricerca Cavelab, dedicato all’impiego degli organismi di grotta come indicatori dei cambiamenti climatici. Italia

     

    Link ad un video di Tomasinelli realizzato per la mostra Predatori del Microcosmo,realizzato con Nikon D800 e due illuminatori LED.

     

    SR Cosa cerchi di trasmettere con le tue immagini di natura?

    FT Mi piace costruire storie fotografiche che raccontano come vivono le diverse specie: documentare il loro comportamento e le interazioni con l’ambiente e le altre specie. Molti degli animali che vediamo in giro sono molto più interessanti di quanto immaginiamo, basta raccontare le storie (anche a parole) nel modo giusto e far appassionare le persone. Il primo passo è sempre suscitare l'interesse con qualcosa di divertente, sorprendente e insolito. E poi in un secondo momento si può stimolare la volontà di proteggere e tutelare. Mi dicono spesso che ho fatto appassionare molte persone alla natura: è sicuramente il complimento che mi fa più piacere in assoluto.

    SR  Quali progetti hai attualmente in corso?

    FT Anni fa mi impegnavo molto per confezionare reportage interessanti per le riviste, ma con la crisi dell'editoria e il calo dei compensi nel mio caso non ne vale più la pena. Quindi ormai faccio solo lavori su commissione (foto e spesso testi) per alcune pubblicazioni come Natura, Focus e Touring e per privati aziende o la pubblica amministrazione. In più assieme a Emanuele Biggi, fotografo e biologo come me, dal 2009 progetto esposizioni scientifiche per i musei dedicate alla natura e per questi lavori produco ancora molte immagini. Spesso utilizziamo animali in vivario (tutte specie non protette e nate in cattività) all'interno di habitat ricostruiti e illustriamo il loro stile di vita con storie fotografiche dettagliate. Il nostro più grande successo è “Predatori del microcosmo”, che è passata nei maggiori musei di storia naturale del Paese.

    Adesso si trova all’Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese, un grande spazio vicino a Torino. L'ultima mostra che ho concepito è "Alieni"  dedicata agli animali e alle piante originarie di altri paesi che arrivano in Italia per colpa dei traffici dell’uomo e si affermano, soppiantando le specie autoctone. E’ un tema di grande attualità, perché oggi queste invasioni sono una delle maggiori minacce alla biodiversità su scala mondiale e motivo di enormi danni economici. Basta pensare alla zanzara tigre, al gambero della Louisiana o al pesce siluro. La mostra è nata da una collaborazione con l'Associazione Pithekos e con l'Università dell'Insubria e adesso è esposta a Villa Mirabello a Varese fino alla primavera. 

    alieni.thumb.jpg.3673eb1b21e5338f9cd1b2fd1ddfa3c3.jpg


    Chiaramente la fotografia è rilevante per questi lavori, ma è solo “una parte della storia”: bisogna tirare fuori qualche buona idea per il materiale espositivo, organizzare i contenuti, trovare pezzi o allestimenti interessanti, sistemare i testi, la grafica e fare presentazioni e conferenze per la stampa e il pubblico, cercando di confezionare un prodotto interessante con un budget limitato. Spesso coinvolgo fotografi di valore per produrre il materiale. Per Alieni, per esempio, Marco Colombo (vincitore del primo premio nella sezione Rettili e Anfibi del Wildlife Photographer of the year 2016 N.d.R.) ha fornito diverse belle immagini delle specie animali protagoniste della mostra, come nutrie, siluri e alcuni insetti.

    Procambarus_auto_17.thumb.JPG.09cf24491ff5168c2b0d6698886eaac9.JPG

    Gambero della Louisiana (Procambarus clarkii) in mezzo ad una strada durante trasferimento notturno. Italia. Da mostra Alieni a Varese

    Matteo_Maspero2_1.thumb.jpg.3161a56552a8f0c7d553119b0a1789b7.jpg

    Ricercatore che cattura un tarlo asiatico (Anoplophora chinensis). Italia. Da mostra Alieni a Varese

    SR La scelta di usare il sistema Nikon è stata casuale o motivata?

    FT Ho cominciato con Nikon per caso. Quando mi hanno consigliato di iniziare a fotografare all'acquario avevo in casa una vecchia Nikon f401 con la quale ho cominciato, abbinandola ad un Nikon macro 55mm, diapo Velvia e vari flash manuali. Sono passato al digitale nel 2005 con la Nikon D70, ma ho iniziato a fotografare solo in digitale, abbandonando la pellicola, solo con la Nikon D200. Ho utilizzato un po’ tutti i modelli della serie D ed ora mi sono fermato sulla D810, che trovo ottima, ma ammetto di non essere un “feticista” dell'attrezzatura. 

    SR Quali pregi trovi nel sistema Nikon? Cosa vorresti vedere migliorato?

    FT Il sistema flash comandato a distanza CLS è stato di straordinaria utilità per i lavori che facevo e ancora oggi lo uso sempre. Per molti anni l’affidabilità e la precisione di questo sistema hanno reso per me Nikon molto più interessante rispetto a tutte le altre marche. A volte il sistema di attivazione dei flash non riceve il segnale ma so che il nuovo sistema radio sta risolvendo questo problema.

    SR Secondo te cosa manca davvero nel sistema Nikon?

    FT Non saprei davvero, a me manca una lente per fare fotografia macro ad altissimo ingrandimento, come il Canon MP-E. Adesso uso il 60 e il 105 con i tubi di prolunga, ma non è la stessa cosa.

    SR Cosa metti nella borsa per una sessione macro?

    FT Per un’uscita seria prendo un 105, e spesso aggiungo anche il 60 macro ed un duplicatore TC17. Per le immagini ambientate utilizzo un Sigma 24 mm e un Sigma 15 mm, due grandangolari non recenti ma molto nitidi che consentono di arrivare molto vicino al soggetto. Poi mi porto due flash SBR200 e un paio di SB900 o simili, con una varietà di diffusori, gelatine, tubi per deviare e canalizzare la luce modificarla in tutti i modi possibili. Utilizzo spesso anche i pannelli riflettenti, un cavalletto leggero e un gorillapod per poter posizionare in flash in giro.

    SR E se per una sessione di wildlife?

    FT Qua dipende davvero dal soggetto... Tre anni fa, per esempio, ho lavorato brevemente su gorilla e scimpanzé nelle foreste dell'Uganda. Non si può usare il flash che dà fastidio agli animali e neanche avvicinarsi troppo per evitare di passare ai primati eventuali malattie e bisogna essere molto agili e mobili. Ho impiegato con soddisfazione un Nikon 24-120 e il Sigma 120-300 f2,8 montati su una D700 con monopiede. Non ho mai acquistato super tele molto luminosi perché non è il mio genere.

     SR Usi molto il flash, e come?

     FT Se posso uso moltissimo il flash e lo ritengo indispensabile per quasi tutti i generi di fotografia che pratico. Mi piace l'idea di poter modificare la luce a mio piacimento con una serie di accessori. Uso sempre uno o più flash dislocati che aggancio a cavalletti ai supporti o alla vegetazione. A volte, se sono fortunato ho anche qualcuno che mi aiuta…

    SR  Oggi sei conosciuto nel mondo della divulgazione naturalistica, collabori con Università ed emittenti radiotelevisive, come hai cominciato?

    FT Ammetto che è nato tutto dalla fotografia. Oggi ci sono moltissimi fotografi in gamba ma quando ho cominciato io non eravamo in molti a realizzare certe foto un po’ più tecniche  ed era più facile mettersi in luce. Grazie alle fotografia ho maturato l'idea di sviluppare mostre per i musei, è sempre grazie ad essa ho conosciuto molte delle persone più in gamba con cui oggi collaboro proficuamente, da Emanuele Biggi ( biologo e fotografo italiano, conduce la trasmissione Geo NdR), fino ad editori, architetti e agronomi, per i quali faccio il consulente e l’ecologo (e a volte anche il fotografo).

    SR  Raccontaci di qualche tuo progetto già realizzato e in corso d’opera.

    FT Oltre alle mostra Alieni, nel 2017 ho realizzato un libro Predatori del microcosmo, la lotta per la sopravvivenza di ragni, insetti, rettili e anfibi. Alla centesima persona che ad una mostra ci ha chiesto “Ma come mai non avete ancora fatto un libro su queste cose?”, io Emanuele Biggi ci siamo messi all’opera e abbiamo organizzato una parte del nostro materiale in un grande volume edito da Daniele Marson e uscito poche settimane fa. Avevo già realizzato libri in passato ma questo è sicuramente il più importante dal punto di vista fotografico, anche se c’è un testo divulgativo ma molto documentato che tiene conto delle ricerche più recenti. Predatori del microcosmo presenta una trentina di storie fotografiche che raccontano le vite sorprendenti e pericolose di tanti piccoli animali: le mantidi tropicali con i loro straordinari travestimenti da fiore e foglia, la caccia dei ragni pescatori che catturano pesci, la vita delle rane che usano le grandi migali tropicali come “guardie del corpo”. Chiude il libro una sezione dedicata alla conservazione, con l’impegno dei ricercatori per salvare alcuni di questi animali dall’estinzione. Il libro è frutto di tante spedizioni e viaggi all’estero, dall’Amazzonia al Borneo, anche se alcune sequenze sono state realizzate in Italia o in un laboratorio. Nel panorama italiano, in cui i testi divulgativi su questi temi sono pochissimi e tradotti dall’inglese, è un lavoro unico nel suo genere nel quale abbiamo messo tutto il nostro impegno.

    predatori_microcosmo_cover.jpg.aac5dbc63b4015fb8c1266d66494a156.jpg

    Copertina del libro Predatori del Microcosmo

    SR Piani per il futuro?

    FT Un progetto che mi sta appassionando riguarda il mimetismo in natura. Sempre assieme ad Emanuele Biggi a febbraio 2018 inaugurerò la mostra “Kryptos, inganno e mimetismo nel mondo animale” realizzata per conto del Museo di Storia Naturale di Genova, in occasione dei 150 anni dell'istituzione. Oltre ad una serie di specie sorprendenti in vivario, presenteremo nuove storie fotografiche con immagini in grande formato e un'ampia sezione video dedicata ai trucchi e al comportamento degli animali, proiettata sulle pareti delle sale.

    Choeradodis_5.thumb.JPG.2c74917cc14dc771817ac533e9c414ec.JPG

    Mantide foglia in agguato (Choeradodis sp.), Colombia. Da libro e mostra Predatori del microcosmo

    Grazie Francesco.

    Segnalo  il suo sito web: www.isopoda.net da non perdere per gli appassionati di Macro e divulgazione scientifica.

    Nel sito vi raccomando con calore  questa sezione. E' un portfolio sui nostri naturalisti (qualcuno lo conosco di persona), ritratti con maestria, si vede quel che fanno, ma ancora di più si sentela passione, che ci credono. Starò invecchiando, ma nello scorrere la galleria mi sono quasi commosso. 

    Silvio Renesto. 

    Tutte le foto sono (c) di Francesco Tomasinelli.

     

     

    Modificato da Silvio Renesto

    • Mi piace ! 4
    • Primo premio ! 1



    Feedback utente

    Recommended Comments

    Bell'articolo, bell'articolo..   ma caro Commissario, hai commesso un'errore... non hai mai usato la brillantina Linetti!!!!!  vabbè Silvio, apprezzo il tuo sforzo, ma.. veramente un'errore grosso lo hai fatto,  hai pubblicizzato sto libro...    ma ora io lo voglio.. mi stuzzica, dicci di più..    ( ecco l'errore..  )

    • Mi piace ! 1

    Condividi questo commento


    Link al commento
    Condividi su altri siti

    Vabbè.. sei pigro... tutto preso per il sabba Natalizio, non sai più cosa comperare dal sito Nital.. ma per il libro?  ecco qui:

    Costo= 44 € + S.S. 

    Editore : Marson, che vende anche direttamente..  ( ottimo  )

    Formato: Grande, oltre il 25 x 25   ( scusa non l'ho segnato...  )

    ma...

    Predatoridelmicrocosmo_copertina_1-1030x507.thumb.jpg.ea46485b91019d34107824793c69d9eb.jpg

    Predatoridelmicrocosmo_geco_1-1030x557.thumb.jpg.767b8f7bb55e5facb283a40725152c0b.jpg

    Predatoridelmicrocosmo_ragnipescatori_1-1030x558.thumb.jpg.bb33fc6dc7a09e6ca5af9aad0298e9fd.jpg

    Lasciami fare i conti della spesa e poi lo chiappo...  troppo bello;  e non è detto.. che non vada a Genova a febbraio..

     

    Grazie Silvio, sei... un'Angelo..

    Modificato da Roby C

    Condividi questo commento


    Link al commento
    Condividi su altri siti

    Io ho visto la mostra quando era a Varese, ho anche fatto un seminario,  e tra foto ed esemplari vivi, merita assolutamente.

    Se non ce la  fai ad andare a Genova c'è sempre la mostra nuova, " Alieni" a Varese  ;)

     

    Condividi questo commento


    Link al commento
    Condividi su altri siti

    La mostra sui predatori del microcosmo penso che sia strutturalmente simile a quand'era a Varese, forse più o meno aggiornata come foto ed esemplari esposti.

    La mostra Alieni è nuova, appena iniziata, con foto ed esemplari differenti perchè tratta concetti completamente differenti.

     

    Condividi questo commento


    Link al commento
    Condividi su altri siti

    Ma è l'UNO  della coppia di punta della nuova fotografia naturalistica Italiana! E mi sa non solo italiana ... bravi!

    due considerazioni

    1) non leggiamo più, non si vendono riviste, fare il professionista in questo settore sta diventando praticamente impossibile da qui la diversificazione in altri ambiti di business. Tomasinelli qui conferma tutto, il che per noi che non siamo professionisti sembrerebbe di poco interesse, invece la faccenda cambia se la guardiamo da consumatori di immagini,  da lettori. La fotografia oggi si "consuma" a gratis sul web. E' la stessa cosa? Eh no lo sappiamo bene noi che non siam più giovinetti, ed il guaio non è perchè è gratis (vero che ciò che non si paga == non vale niente, pessima equazione) ma è nella modalità di fruizione. Le immagini nel web le troviamo ad un collegamento telematico e naturalmente sono tra loro slegate (non c'è un vincolo fisico tra una foto ed un'altra). Quell'immagine di Joel Sartore che mi ricordo sta  a pagina 125 del secondo libro sullo scaffale di sinistra, ed è filologicamente connessa con altre immagini delle pagine prima e di quelle dopo, posso ritornare ad osservarla una cento  1000 volte quella stampa ma sempre con le sue vicine, e la sensazione trasmessa sarà legata al contesto del suo tempo, per accrescere, cambiare, negli anni. La modalità di fruizione cartacea offre un peso "diverso" alla fotografia, diverso, intendo,  dallo spulciare il web profondo o scovolare le foto nelle directory del file system. Da tempo mi son convinto che la fotografia di oggi dovremo abituarci a fruirla in modo differente però,  in questo contesto liquido, mi e' difficile prevedere come si potranno creare nuove icone fotografiche.

    2) nota squisitamente tecnica: ma quanta Sigma deve usare un fotografo Nikon????????????????? Sia il 15 che il 24 usati da Tomasinelli e Biggi sono famosi per la ridotta minima distanza di messa a fuoco, con notevole compromesso sulla prestazione totale. Ma ci vuol tanto a pensare a qualcosa del genere??? Il nuovo Nikon 8-15 si avvicina, ma personalmente non amo il fish circolare quindi per chi la vede come me (molti, assicuro) è uno zoom da tenere fisso su 15. I commenti son solo #@!!***##@@

     

    Grazie Silvio, se trovassi il tempo un salto a Varese vale la pena farlo. 

     

    • Primo premio ! 1

    Condividi questo commento


    Link al commento
    Condividi su altri siti

    Bella intervista! Conosco Francesco ed Emanuele due grandi Fotografi oltreché persone sicuramente il libro è un "must to have" per gli amanti del genere e dei libri/foto
    stampate che per me hanno sempre una marcia in più rispetto alla visualizzazione web oltre che rendere giustizia al lavoro di un professionista in un oceano di immagini virtuali.

     

    Condividi questo commento


    Link al commento
    Condividi su altri siti


    Crea un account o accedi per lasciare un commento

    You need to be a member in order to leave a comment

    Crea un account

    Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

    Registra un nuovo account

    Accedi

    Sei già registrato? Accedi qui.

    Accedi Ora

×