Non esiste alcuna conferma che Nikon sia in vendita o che qualcuno stia preparando un’offerta. Tuttavia, se un’operazione dovesse realmente prendere forma, il primo azionista della società difficilmente potrebbe essere ignorato.
Mettiamo subito da parte il sensazionalismo.
Non abbiamo alcuna notizia di un’acquisizione imminente di Nikon. Non esiste un’offerta, non è stato indicato un possibile compratore e nessuno ha confermato l’esistenza di trattative.
L’articolo pubblicato da Bunshun e ripreso da NikonRumors si limita a riferire che “alcuni” considerano il 19,61% posseduto da EssilorLuxottica come un possibile primo passo verso l’acquisizione.
È una speculazione, non una notizia.
Ma il fatto che oggi non esista un compratore non significa che Nikon non possa essere osservata.
La società arriva da un bilancio pesantemente negativo, ha avviato una ristrutturazione, perde terreno nel mercato fotografico e continua a mostrare una preoccupante difficoltà nel trasformare la propria tecnologia in una strategia riconoscibile. Il gruppo Mitsubishi, al quale Nikon è storicamente legata, non ha manifestato pubblicamente alcuna intenzione di intervenire per garantirne l’indipendenza.
In queste condizioni è ragionevole immaginare che più di un fondo di private equity, concorrente o gruppo industriale possa avere studiato almeno sulla carta un’operazione.
Non significa che qualcuno la realizzerà. Significa soltanto che Nikon possiede tecnologie, marchi e attività sufficientemente interessanti da poter entrare nel radar di potenziali acquirenti.
Un fondo potrebbe pensare alla separazione e successiva valorizzazione delle diverse divisioni. Un concorrente potrebbe essere interessato all’Imaging, a RED, ai brevetti o alla rete commerciale. Un gruppo industriale giapponese potrebbe rilevare le attività strategiche, lasciando ad altri fotocamere, medicale o produzione digitale.
La normativa giapponese renderebbe molto difficile una vendita indiscriminata a un soggetto straniero, soprattutto per la presenza di tecnologie legate alla litografia e alla sicurezza economica. Ma un’acquisizione condizionata, accompagnata dallo scorporo delle attività strategiche o sostenuta da un consorzio giapponese, non è teoricamente impossibile.
Perché difficilmente sarà EssilorLuxottica
EssilorLuxottica possiede interessi evidenti nell’ottica oftalmica, negli occhiali intelligenti e nella joint venture Nikon-Essilor. Può apprezzare il marchio, la ricerca ottica e alcune tecnologie Nikon.
Ma acquistare l’intero gruppo significherebbe ereditare fotocamere, RED, litografia, microscopia, metrologia, sistemi medicali, produzione digitale e attività aerospaziali. Troppo materiale estraneo al suo settore per giustificare un’acquisizione completa.
Inoltre, EssilorLuxottica continua a definire la propria partecipazione come investimento finanziario di lungo periodo, senza intenzione dichiarata di influire direttamente sulla gestione. Il fatto che si sia fermata al 19,61%, appena sotto la soglia del 20% autorizzata dal governo giapponese, appare coerente con la volontà di essere il maggiore azionista senza assumere formalmente il controllo.
Quindi non crediamo che EssilorLuxottica stia preparando la conquista di Nikon.
Crediamo che si sia assicurata una posizione molto più flessibile.
Il possibile arbitro
Con il 19,61%, EssilorLuxottica non controlla Nikon. Ma qualunque soggetto volesse farlo dovrebbe necessariamente tenerne conto.
Un compratore potrebbe teoricamente raggiungere la maggioranza senza acquistare quella quota. Dovrebbe però ottenere oltre il 62% di tutte le azioni rimaste sul mercato: possibile, ma più difficile e costoso.
EssilorLuxottica potrebbe quindi:
sostenere l’indipendenza di Nikon;
aderire a un’offerta pubblica;
vendere il proprio pacchetto a un prezzo maggiorato;
mantenere una quota nella nuova società;
negoziare la protezione della joint venture Nikon-Essilor;
opporsi a un acquirente ritenuto incompatibile con i propri interessi.
Non sappiamo quale scelta farebbe. Dipenderebbe dal compratore, dal progetto industriale e soprattutto dal prezzo.
Un investimento dichiarato “di lungo periodo” può essere ceduto quando arriva un’offerta sufficientemente conveniente.
Il punto
Non abbiamo elementi per affermare che Nikon sarà venduta.
L’immobilismo della dirigenza, i risultati negativi e l’assenza di un azionista giapponese disposto a garantirne apertamente l’indipendenza rendono però plausibile che qualcuno possa considerare un’offerta.
Se mai accadrà, difficilmente il compratore sarà EssilorLuxottica.
Ma chiunque voglia comprare Nikon dovrà prima parlare con lei.
EssilorLuxottica non ha acquistato Nikon.
Ha acquistato il diritto di partecipare alla decisione sul suo futuro.
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