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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    Come si fa a fare uno sfocato così?

    Alcuni Nikonlander hanno chiesto, in relazione a questa foto, come avessi fatto ad ottenere quello sfocato, pensando che, visto il diaframma f5.6, non  fosse ottenuto tanto ripresa quanto in post produzione.
    Subito, ho pensato di fare un semplice post ma poi, ragionando per bene sulla risposta, ho preferito argomentare meglio in un articolo.
    Il fatto è che ci sono 2 risposte, più ingredienti concorrono a quel risultato.

    Cominciamo dal primo, quello tecnico: Lo sfocato dipende dal diaframma ma anche e di più dal punto di ripresa e dalle distanze relative tra gli oggetti nel fotogramma - primo piano e sfondo - e la fotocamera. Soprattuto fotografando a distanza ravvicinata.

    Lo possiamo vedere di seguito, confrontando nelle stesse identiche condizioni di ripresa uno scatto a f11, questo:

    MV-Z6II-20220319-0139.thumb.jpg.1edd909d032709b64afc7d834c235f59.jpg
    Z6II su 105/2.8MC f11

    Con uno a f4, questo:

    MV-Z6II-20220319-0133.thumb.jpg.3bc8dea13a15013bac82a090ff377941.jpg
    Z6II su 105/2.8MC f4

    Ci avviciniamo ma non siamo sul genere della foto in esame. Già perché quella foto è costruita sulla base dell'idea di queste:
    MV-Z6II-20211121-2630.thumb.jpg.bba5a048b8759cdd1c62551bb388fdf8.jpg
    Z6II su 500/5.6PF 1/500 f5.6 ISO 100

    che come potete vedere non sono fatte al computer ma in ripresa (prima: immagine senza regolazioni; dopo: immagine regolata)
    MV-Z6II-20211121-2630-PD.thumb.jpg.096021a8e7c757780c765e08d8cf492f.jpg
     

    MV-Z6II-20211230-7954.jpg
    Z6II su 40/2 1/20" f11 

    MV-Z6II-20211230-7954-PD.jpg

    MV-Z6II-20211230-7762.jpg
    Z6II su 105/2.8MC 1/10" f16 ISO 100

    MV-Z6II-20211230-7762-PD.jpg

    Quindi, poi vedremo la foto da cui siamo partiti, non è la postproduzione a generare quell'effetto. Ed allora, come si fa?
    É semplice: 
    - tenere il diaframma abbastanza aperto, io uso f5.6 o più aperto, ma non è la cosa più determinante
    - scegliere bene la luce, in modo che sia morbida evitando di avere forte alternanza di ombre e luci nette, in particolare nelle zone fuori fuoco. Per me l’ideale è l’ombra e dare un colpetto di flash per far vivere il soggetto
    - scegliere il soggetto giusto, che naturalmente non abbia intorno cose che non puoi sfocare e che anzi ne abbia che ti aiutino a sfocare
    - eventualmente pulire in giro (rametti, foglie,….): la fotografia è sottrazione e non addizione, tutto quello che non serve a veicolare il nostro messaggio non deve essere inquadrato 
    - stare molto bassi, quelle foto le faccio appoggiando la macchina a terra. E stando spesso a mia volta sdraiato a terra ed appoggiato ai gomiti.

    L’ultimo è la chiave di tutto, un po’ come le spezie o un buon vino in cucina, perché così facendo finisci con l’avere in primissimo piano delle cose vicinissime alla lente frontale, e comunque il più lontano possibile dal piano di fuoco, che così diventano crema. Il fatto di averle fa parte della scelta del soggetto, così come trovare il fiore giusto, se vuoi un sfocato così. Se non ci sono, a volte mi aiuto mettendole (basta piegare l’erba o metterne un mucchietto davanti, ovviamente lasciando fuori la parte di lente dov’è è il fiore; oppure le foglie). Inutile dire che le ML aiutano un sacco nel fare questo, io uso la Z6II con il monitor estratto e basculato verso l’alto. E quindi ci guardo da sopra.
    Dietro, se sei così basso, è più facile perché la macchina è sostanzialmente inclinata, anche se poco, verso l’alto e quindi l’erba dietro sparisce, coperta da quella fuori fuoco davanti.
    Poche settimane fa, senza erba, facevo la stessa cosa con le foglie secche.

    Ovvio, bisogna volerlo fare perché alla fine di una mattinata di foto fatte così sei da buttare in lavatrice insieme ai vestiti... ma io mi diverto come un bambino a girare ginocchioni cercando il fiore giusto.

    Questa la tecnica. O, come ho spiegato due anni fa in questo articolo (se non l'avete letto fatelo ora perché è del tutto complementare a quanto sto scrivendo qui), l'artigianato.

    Ora viene la parte complicata perché il punto chiave di tutto non è il "come tecnico" ma il "perché artistico"!

    Io ho fatto quella foto, e numerose sue sorelline, pensando a come avrei potuto fotografare quel soggetto facendolo apparire come una "stella danzante", si quella che Nietzsche indica nella sua famosa frase. Cioè non semplicemente riproducendolo, come nelle due immagini che aprono questo articolo, aprendo il diaframma per sciogliere lo sfondo.
    Ma interpretandolo.
    In sostanza cercando di trasmettere il mio messaggio: cosa mi fa pensare quel fiore quando lo vedo. O, meglio, com'è quando chiudo gli occhi e lo immagino? Come ho spiegato qui.
    Mi perdonerete, mi sono già linkato 2 volte. Ma è solo che, rileggendo me stesso in preparazione di questo articolo, non ho trovato parole migliori di quelle scritte su questi temi 2 anni fa.

    Quindi il secondo ingrediente è impegnarsi per realizzare la propria visione artistica, cosa che francamente non sono sicurissimo di essere riuscito a fare al netto della peculiarità dello sfocato. 

    Ma, giusto a fugare ogni dubbio, questa l'immagine in questione:
    MV-Z6II-20220319-0004.thumb.jpg.c7113634f8aad0374adcd37d9e7e89b8.jpg
    Z6II su 105/2.8MC 1/160 f5.6 ISO 100

    E questo il "prima e dopo" le mie regolazioni:
    MV-Z6II-20220319-0004-PD.thumb.jpg.0d0760c8fefd2f7e4abf446696db0b40.jpg

    È rimasta, ingiustamente demonizzata, la valutazione sulla postproduzione. Cosa ne penso? 

    Lo illustro con una metafora: è come la vernice su una Ferrari. Tutti sappiamo che una Ferrari è tale per il motore, il telaio, i freni, l'assetto, e tutta una serie di aspetti peculiari impossibile da elencare qui. Ma qualcuno di voi comprerebbe, o definirebbe bella, una Ferrari non verniciata e presentata in lamiera, magari ossidata, come uscita dalla pressa (o come fanno a farne la carrozzeria)? Io credo di no. O almeno io non lo farei e penserei "peccato averla vista così!".
    Ecco, per le fotografie la postproduzione è come la verniciatura della Ferrari: il vero valore sta sotto, ma senza vernice nessuna di loro sarebbe bella come merita di essere. Quindi chi, con l'orgoglio di fotografo del secolo scorso, sfoggia scatti "come usciti dalla macchina" ed argomenta con "non so usare photoshop" pensi che io neppure so usare photoshop (che non è fisicamente installato sul mio Mac) ma ho imparato ad usare sw meno potenti ma più semplici, come Capture One (e prima Lightroom). Con il quale non creo ma ottimizzo le mie immagini, nella direzione del mio intento di fotografo.

    Mi piacerebbe leggere che ne pensate, non siate timidi:
    - Il mio fiore vi sembra la stella danzante che ho immaginato?
    - Vi siete mai posti come obiettivo fotografico la creazione di un'idea?
    - ....

    Massimo Vignoli per Nikonland (c) 
    30/3/2022

     

    User Feedback

    Recommended Comments

    • Nikonlander

    Bravo Massimo, bell'articolo, mi leggerò anche gli altri che hai linkato. Sul discorso della post produzione mi trovi perfettamente d'accordo, e forse andrei anche oltre...nel senso che intanto non ha senso nel mondo della fotografia digitale pensare di non usare software per sistemare almeno le immagini. Si può intervenire con semplici regolazioni, per ottimizzare il risultato, ma se lo si sa fare anche interventi più articolati sono  del tutto legittimi, restando  in un ambito credibile ed eventualmente dichiarando gli interventi eseguiti. Pensa che conosco un signore anzianotto, molto appassionato di fotografia o forse direi meglio di attrezzatura, che ha Fuji e Nikon D810 e D850, non usa il computer non sarebbe in grado di registrare i prodotti sul sito, e le foto le scarica con Snapbridge sul cellulare (cosa che gli hanno impostato in negozio, chiaramente...) eppure lui è talmente contento che ha versato la D810 e si è preso, non mi crederete lo so, la seconda Z9 venduta qui a Cagliari....mi ha chiesto aiuto perchè non sapeva come bloccare il punto di messa a fuoco, che si spostava inavvertitamente e gli dava fastidio.....ho divagato, domando scusa. Viva la post, fatta in maniera corretta e intelligente. Grazie Massimo

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    • Redazione

    Il mio fiore vi sembra la stella danzante che ho immaginato?

    Assolutamente sì, l'ho votata come prima anch'io che non amo molto le foto di fiori proprio perchè è non è (solo) una foto di fiori, ma un'interpretazione personale, e posso dire vincente, in quanto va oltre anche alla pura valorizzazione del soggetto  come potrebbe essere uno still life anche ben fatto, diventa un'emozione. 

    Vi siete mai posti come obiettivo fotografico la creazione di un'idea?

    Sì, ma dovrei farlo più spesso. A volte sono interessato di più al lato documentativo-reportagistico, altre volte invece è la pura forma che mi suggerisce un'idea espressiva ed allora entra in gioco la scelta interpretativa. 

    Ne ho scritto qualcosina anch'io qui, ma  all'interno di un contesto un po' diverso:

     

    Ovvio, bisogna volerlo fare perché alla fine di una mattinata di foto fatte così sei da buttare in lavatrice insieme ai vestiti... ma io mi diverto come un bambino a girare ginocchioni cercando il fiore giusto.

    E' parte della GIOIA che proviamo a fare queste cose (e vale per ogni fotografo entusiasta - si potrebbe dire innamorato-  di quel che fa, natura, fashion, modelle, sport... ciascuno a modo suo)!

     

     

     

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    • Nikonlander Veterano

    Un "making of" spiegato con completezza ( e passione ), grazie Massimo.

     

    - Il mio fiore vi sembra la stella danzante che ho immaginato?

    Si, decisamente, soprattutto dopo questo articolo.


    - Vi siete mai posti come obiettivo fotografico la creazione di un'idea?

    Certo, non con i tuoi risultati ma, nel mio piccolo, con attenzione ai dettagli che volta per volta aggiusti ; comunque un'ottima proposta di esercizio per impegnarsi.

    - ....

    Il mezzo secolo sulle spalle mi fa "nascere" con la pellicola e parlare come i vecchi : come e' uscito dalla macchina ; cerchero' di seguire ( di nuovo ) il tuo approccio ai nuovi software.
    Molte volte ho pero' preferito l'estetica di una Panda e il motore di un dragster ad una scintillante vernice con il motore fire 1000 :) .

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    • Redazione
    1 minuto fa, bimatic ha scritto:

    Il mezzo secolo sulle spalle mi fa "nascere" con la pellicola e parlare come i vecchi : come e' uscito dalla macchina ; cerchero' di seguire ( di nuovo ) il tuo approccio ai nuovi software.
    Molte volte ho pero' preferito l'estetica di una Panda e il motore di un dragster ad una scintillante vernice con il motore fire 1000 :)

    Qui la maggior parte di noi è ormai nella categoria degli "arzilli vecchietti" :D ma se va bene li hai appena fatti!
    Tutti possiamo beneficiare dallo spendere meno nel comprare oggetti e spendere di più nel comprare conoscenza (io per queste cose amo sperimentare e faccio incetta di video su youtube, ma con una frazione del costo di una nuova lente ci si può comprare fior fiore di corsi di postproduzione!)

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    • Nikonlander

    bella la foto e sopratutto interessante ed esaustivo l'articolo che ne spiega l'origine,bravo Massimo,sempre un piacere leggerti.

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    • Nikonlander Veterano

    .... Quindi chi, con l'orgoglio di fotografo del secolo scorso, sfoggia scatti "come usciti dalla macchina" ed argomenta con "non so usare photoshop" ....

    Questa però è una leggenda metropolitana che ogni qualvolta sento, non riesco a non sfatare.

    So che tu Massimo o gli altri qua che hanno certamente una buona cultura fotografica non crede a questa grande falsità.
    Però è sempre meglio puntualizzare per le giovani leve...

    Bisogna fare un fondamentale distinguo fra i cosiddetti fotografi del secolo scorso: diciamo quelli "grandi" o celebri che dir si voglia, e quelli normali, che erano impossibilitati per tante e ovvie ragioni alla difficile arte della camera oscura e della stampa.

    Per riassumere i fotografi della prima categoria, ma non solo quelli man mano che il tempo passava, facevano eccome grande e massivo uso di photoshop, altro che accettare la foto come usciva dalla macchina. Solamente non si chiamava photoshop (o lightroom o c1 o ecc ecc) Si chiamava camera oscura.
    Con la quale si faceva di tutto e di più! E lo si faceva pure molto bene!

    Ecco! Adesso sono più tranquillo :-))))

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    • Nikonlander Veterano

    Confesso che ho dovuto rileggerlo un paio di volte per capire appieno il processo. In particolare mi sfuggiva il senso di posizionare elementi davanti al soggetto, poi mi è passato il blocco mentale e ho capito :D

    Complimenti davvero, poiché contrariamento a quanto pensassi il rapporto scatto / ritocco sta ad 80/20 almeno.

     

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    • Nikonlander


    La foto appena scattata é come un blocco di marmo grezzo ….. L’ho sentita in un film detta da una fotofrafa .. e ci ho pensato, anche questo articolo che mi é piaciuto molto, conferma in parte il mio pensiero.

    In effetti ricordate (chi ha vissuto tali esperienze ) come si lavorava nelle camere oscure ,.. si esponeva di nuovo il negativo con diaframmi e tempi, si mascherava con le dita.. si riviveva la foto   in tutta il sua “espressione”, e  alla fine poteva essere anche, molto diversa dalla realtà vissuta …(luci, ombre) 

    Oggi la postproduzione  e lo sviluppo, aiutano a dare forse la vera interpretazione della emozione provata ,  idealizzata .... e voluta, forse non del tutto attinente la realtà, a volte.

    Aggiungo  ancora questa, non attinente allo sfocato ma alla post.

    Spesso rinnego nei paesaggi il  taglio 24 x 36 , per me è come vedere la tv anni 60.

    Oggi il 16/9  mi ha affascinato come il cinema  di Sergio Leone mi affascinò con il “cinerama” HD ,prediligo il formato  rettangolare "lungo e basso " mi restituisce i panorami con un angolo che avrei voluto vedere con lo sguardo, ma non ho potuto.

    Non lo faccio in ripresa ma in post per avere maggiore controllo dell’orizzonte.

    Edited by Claudio-lm
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    • Nikonlander

    Si mi sono posto come obiettivo, la creazione di un'idea anzi più idee . Mi arrovello disfo rifaccio abbandono mi in---zo, questo è ciò che succede quasi sempre, però le rarissime volte che l'idea si realizza mi ripaga con gli interessi.

    22 ore fa, Sakurambo ha scritto:

    Grazie Massimo per l'articolo.
    Ci sono molti spunti di maturazione fotografica.

    Naturalmente quanto sopra vale anche per me. 

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    • Redazione
    Il 1/4/2022 at 15:10, cris7 ha scritto:

    .... Quindi chi, con l'orgoglio di fotografo del secolo scorso, sfoggia scatti "come usciti dalla macchina" ed argomenta con "non so usare photoshop" ....

    Questa però è una leggenda metropolitana che ogni qualvolta sento, non riesco a non sfatare.

    So che tu Massimo o gli altri qua che hanno certamente una buona cultura fotografica non crede a questa grande falsità.
    Però è sempre meglio puntualizzare per le giovani leve...

    Bisogna fare un fondamentale distinguo fra i cosiddetti fotografi del secolo scorso: diciamo quelli "grandi" o celebri che dir si voglia, e quelli normali, che erano impossibilitati per tante e ovvie ragioni alla difficile arte della camera oscura e della stampa.

    Per riassumere i fotografi della prima categoria, ma non solo quelli man mano che il tempo passava, facevano eccome grande e massivo uso di photoshop, altro che accettare la foto come usciva dalla macchina. Solamente non si chiamava photoshop (o lightroom o c1 o ecc ecc) Si chiamava camera oscura.
    Con la quale si faceva di tutto e di più! E lo si faceva pure molto bene!

    Ecco! Adesso sono più tranquillo :-))))

    Eh ma non mi sono spiegato, io la penso come te. Ma capita, purtroppo di frequente, di vedere fotografie che necessitano disperatamente di essere regolate buttate li con quella scusa. O, all'opposto, postprodotte con mano pesantissima, producendo risultati del tutto non realistici.
    Per questo ho chiuso un articolo finalizzato a valorizzare l'importanza di quello che si fa in ripresa (e prima di andare a fotografare) con un richiamo al fatto che la postproduzione è comunque un elemento essenziale di valorizzazione delle proprie immagini!

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    • Administrator

    il discorso della cameraoscura (quale? bianco e nero o colore, negativo o diapositiva?) e dei millantati risultati che consentiva fino alla fine dell'epoca della pellicola è stato fin troppe volte usato come distintivo da legioni di fotografi che in camera oscura saranno entrati al massimo una dozzina di volte per uscirne dopo aver sprecato denaro in abbondanza e prodotto risultati inguardabili.

    O da smemorati che non si ricordano più di quanto poco i risultati eccellenti di camera oscura potessero discostarsi dalle cautele adottate in fase di ripresa, a causa della scarsa elasticità (latitudine) dei materiali chimici e cartacei di quel comparto (e a che prezzo/tempo ottenuti...!)

    Rispetto alle umane e divine cose che i sw di postproduzione oggi consentono anche su di un file scadente:
    figuriamoci partendoinvece da una progettazione ed esecuzione accurate, organizzate in funzione del successivo lavoro.

    Come nella fotografia accorta, meditata e ben prodotta da Massimo.

    La distanza mediana che separa chi scrive e pensa che un file sia un blocco di pietra grezzo su cui andare a lavorare in laboratorio e chi ritenga di sfornare on camera file sempre perfetti (solo in quanto meditati) è il mio percorso: sono consapevole di poter lavorare tanto e meglio se si renda necessario in postproduzione, ma sono altrettanto felice, anzi di più, quando apro sul pc il file e mi piace tanto quanto nel momento in cui ho premuto il pulsante di scatto.

    Sono pronto a riconoscere pienamente il valore di entrambe le posizioni, qualora si manifesti.

    Sono pronto a cassare altrattanto immagini piene di difetti come altre che ne siano pedissequamente ed artificiosamente del tutto prive: candeggiate con ACE...

    Non sono per i partiti presi ed odio le ricette: però mangio di gusto !

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