Nel nostro nuovo manifesto abbiamo scritto che Nikonland continuerà a fare molto senza pretendere nulla. Che offrirà possibilità senza esigere una restituzione. Che ciascuno sarà libero di esserci nel modo, nel tempo e con l’intensità che gli sono possibili. (Amare senza pretendere di essere amati in cambio, per parafrasare Shakespeare)
Questo principio vale anche dall’altra parte della porta.
Nikonland non ha bisogno di cercare qualcuno che venga a salvarla. Oggi dispone di una redazione sorprendentemente completa: esperti di fotografia, tecnica, scienza ed economia; ricercatori, redattori musicali, illustratori, vignettisti, programmatori e sviluppatori di software. Possiamo studiare un bilancio, ricostruire la storia di un obiettivo, discutere un’interpretazione musicale, progettare un’applicazione, produrre grafici e illustrare un articolo. E possiamo continuare a farlo con la stessa intensità di sempre.
Ma una redazione completa non è necessariamente una redazione conclusa.
Nessuno sguardo può sostituire tutti gli altri
Io posso scrivere molto e continuerò a farlo. Posso mettere a disposizione esperienza, curiosità, tempo, attrezzatura e una conoscenza di Nikon maturata dal 1983. Ma continuerò inevitabilmente a guardare la fotografia attraverso ciò che sono.
Il mio punto di vista è riconoscibile, personale e quindi, per definizione, parziale. Sono attratto dal ritratto, dalla fotografia motoristica, dalle ottiche, dalla tecnica applicata e dagli strumenti capaci di produrre fotografie reali. Ho convinzioni forti, preferenze dichiarate e generi che conosco molto meglio di altri.
Non considero tutto questo un limite da nascondere. È una parte dell’identità di Nikonland. Ma nessuna identità forte deve diventare una voce unica.
Un paesaggista vede ciò che io probabilmente non vedrei. Un fotografo naturalista conosce problemi, tempi e comportamenti che non appartengono alla mia esperienza. Chi fotografa teatro, architettura, strada, sport, macrofotografia, viaggio o vita familiare può raccontare territori che io non potrei sostituire studiandoli a tavolino.
E persino davanti allo stesso soggetto, con la stessa fotocamera e il medesimo obiettivo, due fotografi possono vedere due fotografie completamente diverse.
Per questo sarebbe una buona cosa, soprattutto per i lettori, poter incontrare su Nikonland punti di vista differenti dal mio.
Non soltanto Nikonland
Questo invito riguarda anche Variazioni Goldberg, il minisito musicale ospitato su Nikonland.
Anche lì la porta della redazione è aperta a chi ascolta musica con passione, competenza e curiosità, e desidera raccontarla. Musica classica, barocca, romantica o contemporanea; jazz, rock, progressive, canzone d’autore e ogni altra forma musicale capace di richiedere — e ricompensare — un ascolto consapevole.
Quando diciamo musica colta non intendiamo stabilire una gerarchia tra generi né concedere patenti di nobiltà. Parliamo di musica conosciuta, approfondita, magari anche suonata, ma soprattutto ascoltata davvero: non come sottofondo, bensì come esperienza artistica.
Si potrà scrivere di una nuova registrazione, riscoprire un vecchio disco, confrontare interpretazioni, raccontare un compositore, un musicista, un concerto o un’opera che merita di essere sottratta all’oblio. Non chiediamo musicologi universali né collezionisti di prime stampe: cerchiamo persone che abbiano ascoltato molto e abbiano qualcosa di personale da dire.
Perché anche nella musica una sola voce, per quanto appassionata, non può contenere tutti gli ascolti possibili.
Non è un appello
Non stiamo contando i volontari. Non abbiamo caselle vuote da riempire, turni da coprire o scadenze che non riusciamo a sostenere. Non chiediamo a nessuno di assumersi il peso di Nikonland e non preghiamo qualcuno di scrivere ciò che possiamo già scrivere da soli.
Offriamo invece uno spazio.
Se qualcuno possiede un’esperienza, una competenza, una storia o semplicemente uno sguardo che merita di essere condiviso, Nikonland può offrirgli assistenza editoriale, immagini, impaginazione e soprattutto lettori veri.
Non è necessario presentarsi come esperti universali. È molto più interessante conoscere bene una cosa e saperla raccontare con sincerità. Un articolo nato dall’esperienza diretta vale più di dieci testi costruiti mettendo in fila informazioni raccolte altrove.
Non cerchiamo persone che scrivano come me. Sarebbe perfettamente inutile. Cerchiamo, semmai, persone che abbiano qualcosa da dire con la propria voce.
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Una volta oppure nel tempo
Anche la collaborazione editoriale può assumere forme differenti.
Si può proporre un solo articolo perché, in quel momento, si possiede un’esperienza che vale la pena raccontare. Si può intervenire occasionalmente, quando si presenta il soggetto giusto. Si può immaginare una rubrica, seguire un argomento particolare oppure scegliere una collaborazione più stabile.
Si può anche lavorare insieme: partire da un’idea, mettere in comune competenze differenti, confrontare esperienze e costruire un articolo che nessuno dei due avrebbe potuto realizzare nello stesso modo da solo.
A gettone o stabilmente, dunque. Naturalmente il gettone è editoriale e non risulta convertibile in valuta corrente: le nostre precedenti campagne di assunzione hanno già illustrato con sufficiente chiarezza la politica retributiva di Nikonland.
Ma non esiste alcuna quota minima di produzione. Nessuno dovrà promettere un articolo al mese, aprire una rubrica eterna o sottoscrivere un piano quinquennale. La continuità è preziosa quando nasce naturalmente; imposta, diventa soltanto un altro lavoro.
La redazione non è un recinto
Collaborare con Nikonland non significa entrare in una cerchia privilegiata né ottenere una patente di competenza. Significa assumersi, per il tempo necessario, la responsabilità di ciò che si vuole raccontare.
La qualità resta importante. Un contributo dovrà avere sostanza, essere basato su conoscenza o esperienza reale e rispettare il lettore. Ma non richiediamo curriculum, titoli accademici o professioni altisonanti. Talvolta una lunga pratica silenziosa insegna più di molte qualifiche esibite.
Possiamo aiutare a mettere ordine nel testo, trovare la forma più efficace, verificare i passaggi tecnici, preparare immagini e grafici. Non chiediamo che chi propone un’idea sia già anche redattore, correttore di bozze, impaginatore e illustratore.
Chiediamo soltanto che l’idea sia sua e che abbia davvero voglia di condividerla.
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La porta è aperta da entrambe le parti
Con il nostro manifesto abbiamo riconosciuto piena cittadinanza anche a chi desidera soltanto leggere. Ora aggiungiamo l’altra metà del discorso: chi vorrà attraversare quella porta e sedersi, anche per una sola volta, dalla parte della redazione troverà posto.
Non perché Nikonland non possa andare avanti senza nuovi collaboratori. Andrà avanti comunque.
Ma perché una rivista diventa più ricca quando ospita esperienze che non avrebbe potuto produrre da sola. E perché i lettori meritano di incontrare sensibilità, generi fotografici e opinioni differenti, anche quando non coincidono con quelle dell’Editor.
Non abbiamo bisogno di qualcuno che scriva al posto nostro.
Ci farebbe piacere che qualcuno scrivesse insieme a noi.
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