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Cosa vi siete persi negli ultimi quindici giorni su Nikonland.it (25/8/26 - 9/9/26)

Quindici giorni su Nikonland: 95 nuove pubblicazioni

Forse un mese era davvero troppo. Dal 25 agosto al 9 settembre Nikonland ha pubblicato 95 nuovi contenuti fra articoli redazionali, blog personali e Club. Una produzione tanto intensa da rendere necessaria una mappa quindicinale: non per leggere tutto subito, ma per impedire che ciò che abbiamo appena pubblicato diventi invisibile.

Rifacciamo i conti

Dopo il riepilogo delle pubblicazioni estive sono apparse altre 95 pubblicazioni effettivamente nuove: quasi quanto l’intero raccolto precedente, ma in quindici giorni. Abbiamo verificato la data originaria di ogni pagina, ignorando quelle più vecchie tornate in superficie soltanto per un commento o un aggiornamento.

Sezione

Pubblicazioni

Articoli redazionali

26

Blog personali

2

Club dell’Editor

28

Variazioni Goldberg

35

Club Fotografia

2

Club Motori

2

Totale

95

La quantità racconta soltanto una parte della storia. In queste due settimane Nikonland ha aperto nuovi cantieri software, presentato la propria testimonial, avviato una serie dedicata al video, discusso di industria fotografica, cloud, memoria, stampa, cinema, Formula 1 e perfino scritto una fiaba per bambini.

Rimane anche un dato meno celebrativo: 88 pubblicazioni su 95 portano la firma tecnica di Mauro Maratta. Cinque sono di Happygiraffe, una di Silvio Renesto e una di Roby C. La porta è aperta; la trazione resta prevalentemente anteriore.

Articoli Nikonland

Fotocamere, obiettivi, industria e software

Quando serve davvero una Nikon Z. E quando una reflex basta e avanza — 26 agosto. Le mirrorless non hanno reso incapaci le reflex che possediamo. Abbiamo distinto le fotografie nelle quali una Z offre un vantaggio sostanziale da quelle che una buona D500, D780, D850 o D6 continua a realizzare magnificamente.

7Artisans AF 10mm f/2.5 MAX — 27 agosto. Il primo fisheye autofocus full frame nativo per Nikon Z non proviene da Nikon. Non è necessariamente un obiettivo che compreremo, ma occupa da solo un’altra casella lasciata libera dal catalogo Nikkor.

Nikon e Canon: la regata che ha costruito la fotocamera moderna — 29 agosto. La storica rivalità non viene raccontata come una guerra, ma come una regata nella quale ciascun equipaggio osserva continuamente l’altro. Molte delle fotocamere migliori sono nate proprio da questo inseguimento.

Camera Raw diventa creativo, Photoshop torna fotografico — 29 agosto. Glow, il nuovo livello Luce e l’editor assistito mostrano due programmi Adobe che cominciano a scambiarsi i mestieri. Camera Raw interpreta sempre più l’immagine; Photoshop recupera strumenti direttamente fotografici.

Nikon chiude Image Space. E ci chiede anche di traslocare da soli — 29 agosto. La scomparsa di un servizio trascurato non sarà una tragedia. La sostituzione con appena 5 GB e senza migrazione automatica rivela però quanto Nikon continui a comprendere poco il software, il cloud e i propri clienti.

Godox MA2: due bracci flessibili per portare la luce dentro la macrofotografia — 29 agosto. Una soluzione continua, economica e immediatamente leggibile nel mirino per illuminare soggetti molto vicini. Con una precisazione: i due piccoli LED non trasformano da soli il sistema in un vero twin flash macro.

Tutti gli obiettivi autofocus non Nikkor per Nikon Z — 30 agosto. Il censimento ha raggiunto 117 obiettivi nativi autofocus prodotti da marchi indipendenti. Il sistema Z non coincide più con Nikon e molte delle proposte più originali arrivano ormai da Sigma, Tamron, Viltrox, Laowa e altri costruttori.

Non sono morte: le reflex Nikon che hanno ancora senso nel 2026 — 1° settembre. Una guida ragionata all’usato, dedicata alle reflex che possiedono ancora qualità operative concrete. Non nostalgia, ma distinzione fra ciò che è semplicemente vecchio e ciò che continua a essere uno strumento eccellente.

Flexible Color: il capolavoro Nikon lasciato a metà — 1° settembre. È forse l’idea Nikon più creativa degli ultimi anni, ma rimane confinata dentro un flusso di lavoro incompleto. Le sue possibilità meritano strumenti di progettazione, gestione e condivisione molto migliori.

Perché uso due Nikon Zr negli interni — 3 settembre. L’esperienza non obbliga a impiegare sempre la fotocamera più importante. Grande display, eccellente resa a sensibilità elevate e 24 megapixel fanno della Zr una compagna particolarmente adatta al lavoro in studio.

Aspettare non garantisce più di pagare meno — 3 settembre. Energia, materie prime, memorie, trasporti, dazi e instabilità geopolitica stanno modificando una vecchia certezza del mercato elettronico. Il prodotto dell’anno prossimo potrebbe costare più di quello attuale senza offrire necessariamente di più.

Tre nuove Nikon registrate: secondo noi sappiamo cosa saranno — 4 settembre. Dai tre codici depositati in Cina siamo partiti per costruire una previsione ragionata: due fotocamere compatte e stilose fra autunno e inverno, poi una vera ammiraglia DX nel 2027.

NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV — 8 settembre. Nikon ha annunciato lo sviluppo di nove obiettivi cinematografici autofocus capaci di coprire il sensore RED V-RAPTOR VV. Il 50mm T1.9 sarà il primo rappresentante di una famiglia finalmente coerente con l’acquisizione di RED.

Nikon ZR: firmware 2.00 entro il 2026, Open Gate nel 2027 — 8 settembre. La roadmap ufficiale promette colore RED nella registrazione H.265 e nuovi strumenti operativi entro l’anno. Open Gate e visualizzazione anamorfica arriveranno nella fase successiva.

Le app di Nikonland: che cosa fanno e dove trovarle — 9 settembre. ExifReader, ShootMetrics, FilmBox e Iperfocale vengono riuniti in una guida unica. Programmi gratuiti, nati da necessità fotografiche concrete e costruiti per aiutare il fotografo senza impossessarsi delle sue immagini.

Fotografia e fotografi

Luce, colore, gesto: la lezione di Jay Maisel — 25 agosto. Dalla copertina di Kind of Blue alle strade di New York, Maisel ha costruito immagini nelle quali il soggetto conta quanto il modo in cui luce, colore e gesto si incontrano dentro l’inquadratura.

Burst of Joy: il Vietnam senza sangue — 29 agosto. La fotografia premiata con il Pulitzer sembrò rappresentare la gioia di un’America finalmente ricomposta. La storia dell’uomo di spalle rivela invece quanto una singola immagine possa raccontare la verità e contemporaneamente nasconderla.

Franco Fontana, 1933-2026: il colore era già nella sua testa — 30 agosto. Non fotografava paesaggi colorati: organizzava il mondo secondo una struttura visiva già presente nella propria mente. Il ricordo di un autore italiano immediatamente riconoscibile, scomparso il 29 agosto.

Giovanni Gastel: gioia e colore — 30 agosto. Da un ritratto di Franco Fontana siamo entrati nel mondo di Gastel, senza preoccuparci del marchio della fotocamera. Eleganza, cultura figurativa e costruzione dell’immagine contano più dell’appartenenza a una squadra.

Yul Brynner, il re con tre Nikon al collo — 2 settembre. Attore, regista, musicista, viaggiatore e fotografo: Brynner osservava colleghi, set e vita privata dall’altra parte della propria Nikon F. Una personalità troppo ampia per essere contenuta dentro un solo mestiere.

Parigi cominciava sotto casa — 3 settembre. Cartier-Bresson, Doisneau e Sieff non trovarono le fotografie perché vivevano in una città magica. Uscivano, camminavano e guardavano: un esercizio che ogni Nikonlander può ripetere nella propria città.

Iperfocale: fotografie a cui non avevi pensato — 5 settembre. Non una formula per rendere tutto indistintamente nitido, ma uno strumento per preparare la fotografia prima che accada. Utile soprattutto quando il gesto dura meno del tempo necessario all’autofocus.

Il video secondo Nikonland

Imparare il video, da fotografo — 27 agosto. La presentazione di una serie costruita non da chi pretende di sapere già tutto, ma da un fotografo che usa la scrittura per studiare, verificare e imparare.

Quando una fotografia non basta — 31 agosto. Il video non è una raffica molto lunga. Il primo capitolo prova a capire quando movimento, durata e suono aggiungano davvero qualcosa che una fotografia non potrebbe raccontare meglio.

Nikonland, identità e futuro

Introducing Sara Pardi — 5 settembre. Debutta il personaggio che ora conosciamo come Sara Peretti: una Nikonlander immaginaria, ma dotata di curiosità, ironia e voglia di fotografare assolutamente reali.

Nikonland compie vent’anni. Non è un social, e i numeri lo confermano — 7 settembre. L’analisi del database mostra un archivio consultato a lungo e spesso raggiunto attraverso la ricerca, non un flusso destinato a scomparire dopo poche ore. Ma evidenzia anche partecipazione concentrata e molti lettori silenziosi.

Dai blog personali

Primo di settembre: Ginger Cat Appreciation Day — Silvio Renesto, 1° settembre. Una ricorrenza nata in memoria di un gatto randagio diventa l’occasione per celebrare carattere, bellezza e irresistibile prepotenza dei gatti rossi.

Naviglio Grande, ieri — Roby C, 5 settembre. Un incontro imprevisto sul ponte di via Casale, alcune barche e un gruppo di bambini. La fotocamera disponibile era uno smartphone: sufficiente, quando la fotografia arriva senza appuntamento.

Nel Club dell’Editor

Comunità, consigli e orientamento

Come si diventa Nikonlander — 26 agosto. Per commentare e aprire un blog non basta iscriversi: occorre presentarsi e diventare parte riconoscibile della comunità. La procedura viene spiegata senza farne un rito iniziatico.

Apple presenta i nuovi Mac. Potentissimi, ma per farci che cosa? — 26 agosto. Specifiche impressionanti e prezzi altrettanto notevoli vengono riportati alle esigenze reali di un fotografo. La potenza ha senso soltanto quando riduce concretamente il tempo necessario a lavorare.

Che cosa fotografate davvero con la vostra Nikon? — 26 agosto. Non il genere che vorremmo praticare né quello per il quale compriamo attrezzatura, ma ciò che fotografiamo realmente. Un sondaggio per misurare la distanza fra intenzioni, acquisti e immagini.

Come cercare su Nikonland senza usare la ricerca di Nikonland — 26 agosto. Quando il motore interno non collabora, Google può essere istruito a cercare soltanto dentro Nikonland. Un piccolo espediente pratico per ritrovare vent’anni di contenuti.

Come commentare una fotografia senza scrivere soltanto «Bella!» — 26 agosto. Un commento utile non deve essere una recensione accademica. Basta spiegare che cosa abbiamo visto, che cosa ci ha trattenuto e perché l’immagine ci ha fatto reagire.

Forum o blog? Il grande dilemma nazionale — 27 agosto. Una guida per scegliere il luogo adatto: il forum per domande e conversazioni, il blog per racconti e progetti personali destinati a rimanere leggibili nel tempo.

Come presentarsi su Nikonland — 27 agosto. Non serve allegare lo stato di famiglia. Bastano poche informazioni autentiche su chi siamo, che cosa fotografiamo e perché abbiamo scelto di entrare.

«Siete troppo competenti per me» — 27 agosto. La competenza non dovrebbe funzionare come una barriera. Nessuno nasce esperto e una comunità ha senso soltanto se permette di chiedere, sbagliare e imparare senza timore.

La psicostoria di Nikonland — 27 agosto. Hari Seldon incontra Facebook e la progressiva scomparsa dei commenti. Possiamo prevedere il comportamento delle grandi masse digitali; molto meno quello del singolo Nikonlander.

Sony IMX929: il sensore di una futura Nikon Z90? — 29 agosto. Il nuovo global shutter nasce per applicazioni industriali, ma formato, risoluzione e velocità suggeriscono possibilità fotografiche molto interessanti. Per ora è tecnologia disponibile, non una indiscrezione Nikon.

Megadap rende autofocus gli obiettivi manuali anche su Canon — 29 agosto. Il nuovo M2RF sembra più maturo del precedente adattatore per Nikon. Resta da capire se quella tecnologia tornerà sulla baionetta Z e se questa volta sarà realmente affidabile.

Passeggiata Street Nikonland — 30 agosto. Una proposta semplice: incontrarsi, camminare e fotografare insieme, senza modelle, capanni o programmi complicati. Anche l’assenza di adesioni è diventata un’indicazione utile sullo stato della comunità.

Come pubblicare una fotografia senza caricare l’intero sensore — 31 agosto. Dimensioni, peso e formato adatti al web vengono spiegati con indicazioni operative. Il TIFF da un terabyte può tranquillamente rimanere sul computer.

Mettici la faccia — 1° settembre. Un avatar non è un obbligo estetico, ma il primo modo per trasformare un account in una persona. Una comunità composta soltanto da sagome bianche finisce inevitabilmente per sembrare vuota.

Che cosa vorreste trovare domani su Nikonland? — 2 settembre. La cassetta dei suggerimenti è aperta. Non per delegare la direzione editoriale, ma per capire quali domande concrete attendano ancora una risposta.

Windows oppure Web? Vi interessa davvero? — 3 settembre. Lo sviluppo delle applicazioni Nikonland impone di scegliere dove investire energie. Il sondaggio cerca utilizzatori reali, non una nuova guerra religiosa fra sistemi operativi.

Sigma 85mm f/1.2 Art e Nikkor Z 85mm f/1.2 S — 8 settembre. Specifiche e grafici MTF consentono una prima comparazione virtuale fra due obiettivi dalla stessa focale e luminosità. Il verdetto fotografico, naturalmente, dovrà attendere una prova reale.

I cantieri software

Nikonland FilmBox Lab: work in progress — 3 settembre. Il laboratorio destinato a creare, confrontare e far evolvere le pellicole Nikonland comincia a prendere forma. L’obiettivo è superare i limiti operativi di NX Studio senza rinunciare alla compatibilità Nikon.

Nikonland Iperfocale: prima la fotografia, poi i numeri — 5 settembre. L’applicazione non chiede soltanto focale e diaframma. Parte dalla situazione fotografica, valuta se l’iperfocale sia davvero utile e restituisce un consiglio comprensibile.

Nikonland Apps: tre strumenti nostri, aperti a tutti — 6 settembre. Iperfocale, ExifReader Web e FilmBox Web sono disponibili anche ai non iscritti. I file rimangono sul dispositivo dell’utilizzatore e Nikonland non riceve né conserva le fotografie.

Nikonland Focus — 8 settembre. Il progetto parte da una domanda concreta: possiamo ottenere automaticamente uno stack pulito e stampabile senza costringere il fotografo a diventare uno specialista di maschere e ritocchi?

Nikonland Select: cominciamo dalle raffiche — 8 settembre. Diecimila fotografie di Formula 1 diventano il banco di prova per un selettore intelligente. Il primo obiettivo è circoscritto: individuare la candidata migliore dentro una sequenza di panning.

La rubrica di Sara

Per cominciare, chiudete Nikonland — 5 settembre. Una fotocamera, una focale, una pellicola e un’ora. Il primo incarico di Sara non consiste nel leggere un altro articolo, ma nell’uscire finalmente a fotografare.

Le missioni di Sara, numero 1: dieci minuti da casa — 6 settembre. Nessun luogo spettacolare e nessuna attrezzatura particolare. La prima missione chiede di trovare una fotografia nuova entro dieci minuti dalla propria porta.

Politicamente scorretto

Il diritto di costruire — 6 settembre. Howard Roark, Prometeo e la libertà di creare diventano il manifesto di un Nikonland che preferisce costruire ciò in cui crede anziché attendere l’approvazione generale.

La mia memoria in casa d’altri — 6 settembre. Affidiamo fotografie e ricordi a piattaforme che non controlliamo e che potrebbero cambiare o scomparire. La stampa rimane l’archivio universale più semplice e durevole che abbiamo inventato.

George, Boris e il ladro di luna — 7 settembre. Il Border Collie George e il gatto nero Boris diventano protagonisti di una nuova fiaba destinata alla stampa. Uno agisce alla luce del giorno; l’altro, come Batman, sorveglia la notte.

A mio figlio non gliene frega niente — 7 settembre. Fotocamere, obiettivi e archivi non diventano automaticamente memoria soltanto perché li lasciamo in eredità. Senza una storia comprensibile, per chi viene dopo di noi saranno soltanto oggetti e file.

Nel Club Variazioni Goldberg

Con 35 nuove pubblicazioni, Variazioni Goldberg è il settore più prolifico di queste due settimane. Non più semplice Club laterale, ma un vero minisito musicale nel quale recensione, storia dell’interpretazione, tecnologia della registrazione e progetto Bach convivono senza chiedersi a quale scaffale appartengano.

Recensioni di musica classica

Kodály e Ligeti: il violoncello da solo è un’orchestra — 25 agosto. Gabriel Schwabe affronta due opere nelle quali il violoncello non può nascondersi dietro nulla. Ritmo, polifonia e canto vengono prodotti da quattro corde e da un solo interprete.

Mahan Esfahani: il Bach che conosco a memoria — 26 agosto. Un’integrale brillante e tecnicamente formidabile, ma talvolta troppo intenzionata a dimostrare la propria originalità. Con Bach, conoscere ogni svolta rende ancora più evidente ciò che convince e ciò che irrita.

Stella Almondo: Liszt, Angels & Demons — 26 agosto. Liszt richiede dita prodigiose, ma soprattutto la capacità di impedire che diventino il soggetto della musica. Almondo attraversa virtuosismo, ombra e visione senza protezioni.

Widmung: Robert la disse a Clara, Ferenc la gridò al mondo — 26 agosto. Schumann scrisse una confessione d’amore; Liszt la trasformò in una dichiarazione pubblica. La stessa musica conserva due verità emotive differenti e ugualmente irresistibili.

Stella Almondo, Passion — 26 agosto. Nel disco d’esordio il fuoco era già acceso. Blumenfeld, Rachmaninov e Skrjabin mostrano una pianista diciassettenne che non aveva bisogno di aspettare la maturità per possedere una voce.

Stephen Hough’s Piano Postcards — Happygiraffe, 29 agosto. Una raccolta di miniature pianistiche non trattata come repertorio minore. Hough trasforma ogni breve brano in una cartolina dotata di paesaggio, prospettiva e memoria propri.

Giovanni Bertolazzi: il lisztiano italiano che non conoscevamo — 29 agosto. Un nuovo disco conduce a due registrazioni precedenti realizzate sul grande Borgato. Ne emerge un pianista italiano di statura internazionale, capace di pensare Liszt oltre il virtuosismo.

Yulianna Avdeeva, Metanoia — Happygiraffe, 30 agosto. Il Liszt tardo non guarda indietro: dissolve forma, tonalità e sicurezza. Avdeeva segue questa trasformazione senza appesantirla con l’aura del monumento.

Tre strumenti, una sola inquietudine — 5 settembre. Lo stesso concerto di Carl Philipp Emanuel Bach passa dal corpo del violoncello al pensiero del cembalo e al respiro del flauto. La partitura rimane; identità e prospettiva cambiano completamente.

48° Nord: Caldara come bussola, l’Europa come patria — 7 settembre. The BanXhies ed Emmanuel Arakélian seguono la musica da Venezia a Vienna. Un esordio discografico intelligente, magnificamente suonato e registrato.

Nicola Matteis, il napoletano che insegnò agli inglesi a suonare il violino — 9 settembre. Nella Londra della Restaurazione, Matteis trasformò il violino da voce del consort a protagonista capace di stupire una sala. Alice Julien-Laferrière e Ground Floor restituiscono l’urto di quella novità.

Jazz e musica senza passaporto

Musica Nuda, Leggera — 27 agosto. Voce e contrabbasso possono bastare quando entrambi rinunciano a comportarsi come solista e accompagnatore. Petra Magoni e Ferruccio Spinetti costruiscono uno spazio musicale completo con due sole persone.

Bill Charlap Trio, And Then Again — 27 agosto. Dal Village Vanguard arriva un trio che non sente il bisogno di proclamarsi nuovo. Il coraggio consiste nel suonare il grande repertorio con naturalezza, misura e assoluta padronanza del linguaggio.

Silje Nergaard: il disco con cui provo le cuffie — 9 settembre. Non è un disco dimostrativo, ma una registrazione tanto naturale da rivelare immediatamente equilibrio, dettaglio e spazialità di un sistema d’ascolto. Prima viene la musica; proprio per questo il test funziona.

Le cantate di Bach

Catalogo generale delle Cantate — 29 agosto. L’indice permanente del progetto: ogni numero BWV diventerà progressivamente una porta verso struttura, testo, storia, interpretazioni e discografia.

Perché questo progetto — 29 agosto. Dall’acquisto delle vecchie integrali alla disponibilità quasi infinita dello streaming, il racconto personale di un ascolto durato una vita diventa un progetto ordinato.

BWV 82 — Ich habe genug — 29 agosto. «Ho quanto mi basta» non esprime stanchezza, ma compimento. Bach trasforma l’addio alla vita in una serenità priva di retorica e disperazione.

Discografia ragionata generale — 29 agosto. Da Rilling a Harnoncourt, Gardiner, Koopman, Suzuki e Herreweghe: non una registrazione definitiva, ma settant’anni di idee differenti su come Bach possa parlare.

All of Bach — 29 agosto. Il progetto della Nederlandse Bachvereniging aggiunge luoghi, gesti e volti all’ascolto. La musica non viene illustrata: viene mostrata mentre nasce.

BWV 77 — Du sollt Gott, deinen Herren, lieben — 30 agosto. Un comandamento diventa la misura della distanza fra sapere che dobbiamo amare ed esserne realmente capaci. Bach costruisce la tensione dentro l’architettura musicale.

BWV 140 — Wachet auf — 30 agosto. La notte, l’attesa e il grido delle sentinelle si trasformano progressivamente in luce. Una delle cantate più amate, osservata oltre la celebrità del corale.

Soli Deo Gloria — 30 agosto. Le sigle annotate sui manoscritti non sono una formula decorativa. Fra «Jesu juva» e «SDG» si raccoglie l’intero rapporto di Bach con lavoro, responsabilità e fede.

BWV 51 — Jauchzet Gott in allen Landen! — 31 agosto. Soprano e tromba entrano senza bussare. La gioia non viene descritta né contemplata: diventa energia fisica incapace di rimanere ferma.

BWV 106 — Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit — 31 agosto. Il giovane Bach guarda direttamente la morte e trova la pace. Il titolo postumo Actus tragicus rischia di nascondere proprio la luminosità dell’approdo.

BWV 4 — Christ lag in Todes Banden — 1° settembre. La Pasqua comincia dentro il sepolcro, non nella luce. Variazione dopo variazione, la morte entra nella danza e finisce per perdere.

Tre donne, tre BWV 199 — 1° settembre. Kožená si inginocchia, Sampson prega, Devieilhe si trasfigura. Tre interpreti mostrano quanto una stessa cantata possa diventare tre esperienze umane differenti.

BWV 199 — Mein Herze schwimmt im Blut — 1° settembre. Una donna entra sola con il cuore immerso nel sangue e attraversa colpa, confessione e perdono. Bach porta la protagonista dall’ombra alla luce senza bisogno di una scena teatrale.

BWV 21 — Ich hatte viel Bekümmernis — 2 settembre. Una cantata cresciuta attraverso riprese e trasformazioni successive. Bach non cancella il dolore: costruisce la gioia al suo interno.

BWV 56 — Ich will den Kreuzstab gerne tragen — 2 settembre. La vita è una navigazione esposta alle onde; la morte diventa il porto. La voce del basso porta il proprio peso senza trasformarlo in disperazione.

Le seconde vite delle Cantate — 2 settembre. Liszt, Myra Hess, Kurtág e Ólafsson mostrano come una musica nata dalla parola possa continuare a vivere quando le parole scompaiono.

L’opera che Bach non scrisse — 2 settembre. Lipsia non offrì a Bach un teatro d’opera. Il teatro, però, entrò nelle cantate attraverso recitativi, personaggi, conflitti e una straordinaria capacità di rappresentare l’animo umano.

L’Italia dentro Bach — 2 settembre. Bach non attraversò mai le Alpi, ma Vivaldi, Frescobaldi, il concerto e l’opera italiana entrarono profondamente nella sua lingua. Non imitazione: assimilazione e trasformazione.

Il punto d’ascolto

1 — Che cosa ascoltiamo quando ascoltiamo un disco? — Happygiraffe, 6 settembre. Fra compositore e ascoltatore esistono interprete, strumento, sala, microfoni, tecnici e supporto. Il disco non è la musica stessa, ma una lunga catena di decisioni.

2 — Il corpo che suona — Happygiraffe, 7 settembre. Respiri, mugugni, sedie e meccaniche non sono sempre difetti da cancellare. Talvolta sono la traccia fisica di una persona impegnata a produrre musica.

3 — Uno strumento non vale l’altro — Happygiraffe, 7 settembre. Quanto riconosciamo davvero il carattere di uno Steinway, Bösendorfer o Fazioli? Fra marchio sul coperchio, sala, accordatura e mani del tecnico, l’identità sonora è meno semplice di quanto crediamo.

Nel Club Fotografia

La vostra ultima fotografia pubblicabile — 29 agosto. Nessuna classifica e nessun vincitore: soltanto una fotografia recente, accompagnata da data, dati di scatto e due parole che aiutino a guardarla.

La vostra foto migliore di settembre — 8 settembre. Il contest mensile accetta fotografie nuove o d’archivio, purché scelte e presentate con cura. Rimane aperto fino al 30 settembre.

Nel Club Motori

Basta Ferrari. Da oggi tifo Kimi Antonelli — 7 settembre. Una dichiarazione di insofferenza dopo Monza: senza una guida riconoscibile, il nome Ferrari e la memoria del passato non bastano più a tenere accesa la fiducia.

No, Enzo Ferrari non aveva paura dei piloti italiani — 9 settembre. La leggenda secondo cui il Drake evitasse gli italiani perché troppo popolari è suggestiva, ma non resiste alla storia della Scuderia e all’elenco dei piloti ai quali affidò le proprie automobili.

Quindici giorni bastano

Novantacinque pubblicazioni non si leggono in una sera e non devono essere consumate come un flusso social. Questo riepilogo non vuole accelerarne la scomparsa, ma offrire una mappa: ciascuno può scegliere un ingresso e, da lì, seguire i collegamenti.

La cadenza quindicinale non nasce quindi dal desiderio di pubblicare più riepiloghi. Nasce dalla necessità opposta: impedire che la quantità di ciò che produciamo renda invisibili i singoli contenuti.

L’articolo precedente resterà sempre online e consultabile. Questo non lo sostituisce: raccoglie ciò che è venuto dopo e prepara il terreno per il prossimo appuntamento.

Noi, nel frattempo, continuiamo.

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