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Cosa vi siete persi negli ultimi quindici giorni su Nikonland.it (10/9/26 - 24/9/26)

Quindici giorni su Nikonland: 82 nuove pubblicazioni

Dal 10 al 24 settembre Nikonland ha pubblicato 82 nuovi contenuti: meno dei 95 del riepilogo precedente, ma ancora più di cinque al giorno. Fotografia, software, intelligenza artificiale, musica, motori e memoria editoriale hanno continuato a incrociarsi senza rispettare troppo i confini fra una redazione e l’altra. Questa è la mappa completa del periodo: non un invito a leggere tutto subito, ma un modo per non perdere ciò che merita di restare.

Rifacciamo i conti

Abbiamo controllato la data originaria di ogni pagina e ignorato i contenuti più vecchi riportati in superficie soltanto da nuovi commenti o modifiche. Il periodo comincia dopo il riepilogo precedente e si chiude alla mezzanotte del 24 settembre.

Sezione

Pubblicazioni

Articoli Nikonland

17

Blog personali

7

Club dell’Editor

31

Variazioni Goldberg

16

Club Fotografia

1

Club Motori

10

Totale

82

Il dato sulla partecipazione rimane significativo, ma questa volta è meno severo: 65 pubblicazioni portano la firma di Mauro Maratta, contro le 88 su 95 della quindicina precedente. Le altre 17 sono distribuite fra Happygiraffe, Silvio Renesto, Sara, RikyM, Max Aquila, Marco Vitrotto, Giuseppe Paglia, Cismax, RenatoS57 e Antonello Selleri. La trazione resta anteriore, ma qualche ruota in più ha cominciato a spingere.

Articoli Nikonland

Fotografia, cultura e linguaggio

La fotografia nasce nel mirino. Anche Nikon se n’è ricordata — 10 settembre. Una mostra Nikon dedicata al mirino diventa l’occasione per ribadire una convinzione centrale: la fotografia nasce nell’istante in cui il mondo smette di essere tutto e viene scelto dentro un’inquadratura. Tecnologia e sensore arrivano dopo.

Ferdinando Scianna contro Ferdinando Scianna — 15 settembre. Il reporter e il fotografo di moda non sono due persone differenti, ma due manifestazioni dello stesso sguardo. L’articolo mette in dialogo le fotografie di Scianna con il racconto, lucidissimo e talvolta contraddittorio, che egli stesso ne ha costruito.

Giuseppe Tornatore. Il cinema cominciò da fermo — 15 settembre. Prima del movimento, Tornatore imparò a comporre il mondo dentro fotografie immobili. Immagini reali, ricordi cinematografici e scene forse mai girate mostrano quanto il suo cinema continui a pensare fotograficamente.

Storto apposta. L’angolo olandese nel ritratto — 16 settembre. Da Hitchcock, Carol Reed e Orson Welles alla Nikon di tutti i giorni: inclinare l’inquadratura può produrre tensione, movimento e instabilità. Ma deve essere una scelta leggibile, non un orizzonte caduto per distrazione.

ColorChecker, 50 anni e ventiquattro colori che non sono ancora diventati vecchi — 21 settembre. Sensori, RAW e intelligenza artificiale hanno trasformato la fotografia; i ventiquattro tasselli del ColorChecker continuano a offrire un riferimento comprensibile e ripetibile. Mezzo secolo dopo, la misura resta più affidabile della memoria del colore.

Mercato, fotocamere e scelte industriali

La nuova PEN non ci interessa. Il mercato che rappresenta sì — 10 settembre. La nuova OM System PEN non ci farà cambiare corredo, ma conferma la domanda di fotocamere compatte, riconoscibili e desiderabili. Nikon aveva intuito quella direzione con Zfc e Zf; la nostra Nikon Z SP immaginaria spiega perché dovrebbe riprenderla.

Nital Refurb Protection: più garanzia per i Nikon ricondizionati ufficiali — 18 settembre. L’estensione della copertura rende più credibile il ricondizionato ufficiale Nital. Rimangono però differenze rispetto al nuovo e il prezzo deve essere abbastanza conveniente da compensarle realmente.

Nikon Z8, valore futuro garantito: garanzia vera o permuta con il vestito buono? — 23 settembre. Il Valore Futuro Garantito protegge davvero una parte della svalutazione della Z8, ma soltanto dentro condizioni precise e acquistando nuovamente nel circuito previsto. Non è denaro restituito: è una permuta programmata, resa più presentabile.

Nuova Nikon Z5IIC — 24 settembre. La nuova full frame compatta deriva dalla Z5 II, rinuncia al mirino e a parte della dotazione, ma conserva sensore stabilizzato, Expeed 7 e autofocus moderno. Non è una piccola ZR: è una porta d’ingresso differente al sistema Z.

Nikon Z5IIC: perché esiste e perché arriva adesso — 24 settembre. Tolto il riepilogo tecnico, rimane la domanda strategica. Nikon cerca utenti abituati a comporre sul display, riduce il costo industriale e occupa una fascia nella quale smartphone evoluti, APS-C stilose e full frame economiche si contendono lo stesso pubblico.

Nikon ci dà la Z5IIC. Noi ci stampiamo la Z SP — 24 settembre. Nikon prepara per Natale una Z5 II senza mirino; Nikonland risponde costruendo in 3D la fotocamera che avrebbe voluto ricevere. È una provocazione affettuosa, ma anche la dimostrazione che intorno a una macchina si può costruire identità, non soltanto ridurre componenti.

Farsi concorrenza da soli: la Nikon Z5IIC contro la ZR del Nikonstore — 24 settembre. La Z5IIC arriva a 1.549 euro per il solo corpo mentre Nikonstore propone una ZR con 24-70mm f/4 S a 1.999 euro. L’offerta outlet rischia di trasformare la novità appena annunciata nella scelta meno convincente dello stesso catalogo.

Strumenti, workflow e prove pratiche

Quattro obiettivi nella borsa. Due idee nelle fotografie — 15 settembre. Due Nikon ZR, quattro fissi luminosi, Lia e 16.010 NEF vengono riletti attraverso ShootMetrics. I dati mostrano che una borsa molto ricca può produrre un linguaggio sorprendentemente concentrato intorno a poche focali e intenzioni.

Nikonland.eu riapre le porte. La vecchia casa diventa l’officina — 16 settembre. Il dominio che ospitò Nikonland fino al 2017 torna a vivere come accesso diretto alle applicazioni gratuite. La vecchia casa non prova a duplicare il sito editoriale: diventa la sua officina.

Quattro EN‑EL15c alla volta. Finalmente un caricabatterie per chi ne usa davvero tante — 16 settembre. Lo SmallRig 5747 affronta un problema molto concreto per chi usa più Z8, Zf e ZR: ricaricare e controllare quattro batterie contemporaneamente. Non è un accessorio spettacolare, ma rimette ordine in una necessità quotidiana.

Lexar Professional SDXC 128GB: una scelta forzata, oggi! — Max Aquila, 16 settembre. La rottura fisica di una scheda alla vigilia di un matrimonio impone un acquisto non programmato. Il racconto diventa una prova pratica di affidabilità, prestazioni e buon senso nella scelta del supporto.

Il video secondo Nikonland

Il video senza geroglifici — 16 settembre. H.265, 10 bit, 4:2:2, N-Log, LUT, N-RAW e 120p vengono tradotti in un dizionario pratico per fotografi. Non serve imparare tutte le sigle: occorre capire quali cambiano davvero il modo di riprendere e montare.

Dai blog personali

Lo iodio fa bene — Marco Vitrotto, 12 settembre. Una Z7 con il 24-200 accompagna una vacanza al mare senza programmi fotografici obbligatori. Le immagini nascono dalla disponibilità a guardare, non dalla necessità di tornare con un progetto.

Centenario Aero Club Milano — Silvio Renesto, 13 settembre. Una manifestazione a dieci minuti da casa diventa l’occasione per fotografare aerei senza essere specialisti di aviazione. Curiosità, vicinanza e una giornata diversa bastano a costruire un racconto.

Viaggio “on the road” in Normandia e Bretagna — Prima parte: la Normandia — RikyM, 16 settembre. Un lungo itinerario familiare in automobile attraversa coste, città e luoghi della memoria. La fotografia accompagna il viaggio senza trasformarlo in una semplice collezione di cartoline.

Una Baraggia in Velvia — Giuseppe Paglia, 16 settembre. La Baraggia biellese, definita l’ultima savana d’Europa, viene riletta attraverso colori intensi e un richiamo dichiarato alla Velvia. Il paesaggio vicino assume l’aspetto di un territorio molto più remoto.

Viaggio “on the road” in Normandia e Bretagna — Seconda parte: la Bretagna — RikyM, 17 settembre. Dopo la Normandia, il viaggio prosegue fra Cancale, coste, fari e paesi bretoni. La seconda parte completa un diario nel quale strada, famiglia e fotografia mantengono lo stesso peso.

Mantide gigante con il Sigma 180mm f/2.8 e Z8 — Silvio Renesto, 19 settembre. Una mantide cinese torna protagonista davanti alla Z8, questa volta con il grande Sigma macro e il moltiplicatore 1,4×. Tecnica e conoscenza del soggetto lavorano insieme senza trasformare l’incontro in una prova da laboratorio.

Kali a Monza — Silvio Renesto, 21 settembre. Non la dea indù, ma l’arte marziale filippina osservata durante la Giornata dello Sport. Il movimento rapido, le armi e l’esperienza personale dell’autore costruiscono un reportage molto fisico.

Nel Club dell’Editor

L’officina software Nikonland

Nikonland Camera Profiles: i profili che Nikon non ci ha mai dato — 10 settembre. Un’applicazione desktop per leggere, salvare, confrontare e ripristinare le impostazioni delle Nikon comincia a prendere forma. L’obiettivo non è il tethering, ma restituire al fotografo il controllo dei propri settaggi.

Nikonland Atlas: ottant’anni di sistema Nikon, da consultare e usare — 10 settembre. Fotocamere, obiettivi, adattatori e teleconverter vengono organizzati in uno strumento consultabile e orientato alla compatibilità. Non un museo, ma una guida per capire che cosa può funzionare con che cosa.

Nikonland Contascatti Web — 11 settembre. La funzione più immediata di ExifReader diventa una piccola applicazione autonoma utilizzabile dal browser. Mostra numero degli scatti, anteprima e dati essenziali senza installare nulla.

Nikonland Index — 11 settembre. Catalogazione rapida, filtri, anteprime, eliminazione, esportazione e apertura nei programmi di sviluppo vengono raccolti in un solo strumento. Il progetto nasce per attraversare migliaia di file senza trasformarsi in un nuovo padrone dell’archivio.

Dal mirino alla fotografia finita: il workflow Nikonland che stiamo costruendo — 12 settembre. Picture Control, catalogazione, analisi, sviluppo e selezione vengono collegati da una sola regia visiva. La fotografia nasce nel mirino e il software deve accompagnare quella scelta, non sostituirla alla fine.

Nikonland ShootMetrics per il Web — 14 settembre. Un intero shooting può essere analizzato direttamente nel browser: corpi, ottiche, focali, tempi, diaframmi, ISO, Picture Control e durata. I file restano sul dispositivo dell’utente.

Nikonland Develop Studio: il nostro sviluppatore NEF comincia a prendere forma — 16 settembre. Il progetto supera la fase delle intenzioni: apre realmente i NEF, legge il Picture Control e comincia a costruire un flusso coerente con la fotografia vista in macchina. Non vuole diventare Photoshop, ma completare bene il lavoro iniziato nel mirino.

Nikonland Retouch: il ritocco fotografico torna locale — 21 settembre. La prima anteprima pubblica riceve le immagini da Develop Studio e corregge rapidamente le imperfezioni mostrando prima e dopo. Il ritocco rimane sul computer dell’utente e si concentra sulle operazioni che servono davvero.

Notizie, orientamento e vita del sito

Sony 400/4.5 e 600/6.3: i supertele leggeri cominciano a prendere forma — 11 settembre. Indiscrezioni ancora non confermate descrivono due teleobiettivi compatti e insolitamente leggeri. Più delle specifiche, interessa la direzione di mercato che potrebbero indicare.

IBC 2026: ad Amsterdam il cinema si apre — 12 settembre. Nikon e RED mostrano un sistema finalmente comune, mentre Canon, Sony, Fujifilm e i produttori di ottiche spingono su Open Gate, autofocus e produzione IP. Una visita ragionata alle novità che meritano attenzione.

Le domande si fanno nel forum — 14 settembre. Una risposta privata aiuta una persona; una risposta pubblica può essere ritrovata e servire a mille lettori. Nikonland invita quindi a riportare nel forum le richieste di consulenza che continuano ad arrivare per messaggio personale.

I leoni, su Nikonland, si fotografano: quelli da tastiera li cacciamo — 14 settembre. Un nuovo iscritto teme di essere umiliato per una domanda sulla D850. La risposta chiarisce il patto della comunità: nessuno deve scusarsi per non sapere e la competenza non autorizza l’arroganza.

Canon R8 Mark II, Nikon Z5 II e Z6 III: parliamone al bar — 16 settembre. La nuova Canon viene confrontata senza guerre di religione con le full frame Nikon della stessa fascia. Ogni riduzione di prezzo porta con sé scelte progettuali che si sentono sia fotografando sia pagando.

Nikonland Magazine n. 12: lo Speciale per i primi vent’anni è partito per la stampa — 16 settembre. Il numero celebrativo è chiuso e la prima copia di prova è stata ordinata. Dopo mesi di lavoro, il progetto smette di essere soltanto un file e si prepara a diventare un oggetto.

Oltre il JPEG: HEIF e AVIF promettono fotografie migliori e più leggere — 22 settembre. I nuovi formati comprimono meglio, gestiscono più sfumature e possono contenere HDR, ma la qualità non basta a imporre uno standard. Compatibilità, software e continuità del flusso restano decisivi.

La Babele dei file fotografici — 22 settembre. NEF, DNG, TIFF, PSD, JPEG, HEIF, AVIF e JPEG XL vengono messi in ordine secondo ciò che conservano, sacrificano e permettono di fare. Il formato universale continua a non esistere e il DNG non è diventato l’esperanto promesso.

Nikonland Magazine 13: comincia una nuova vita — 11 settembre. Lo Speciale dei vent’anni non è ancora stampato e il numero successivo è già in costruzione. Il Magazine 13 avrà il compito di trasformare l’esperienza celebrativa in una nuova continuità editoriale.

A modo nostro: l’intelligenza artificiale più vicina

Non sono fotografie. E non vogliono esserlo — 11 settembre. Nikonland chiarisce perché usa immagini generate quando servono a illustrare ciò che non è mai stato fotografato. La distinzione deve rimanere esplicita: la fotografia nasce davanti al mondo, l’illustrazione nasce da un’idea.

La mia giornata a fettine — 22 settembre. Dirigere Nikonland, studiare Bach, provare un Sigma, sviluppare software e comandare una flotta virtuale diventano frammenti della stessa giornata. L’intelligenza artificiale non sostituisce l’autore: gli permette di attraversare più stanze senza smarrire completamente il filo.

Credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia — 23 settembre. La celebre battuta di Casablanca introduce una rubrica dedicata a un rapporto concreto con l’AI. Usarla bene significa imparare a dialogare con lo strumento senza consegnargli voce, giudizio e responsabilità.

Parole d’amore scritte da una macchina — 23 settembre. Chiedere all’AI una lettera d’amore perfetta produce facilmente parole corrette e senz’anima. Il lavoro vero consiste nel fornire memoria, esitazioni, tono e dettagli capaci di rendere quella voce riconoscibile.

Il pane, la risata, le mani — 24 settembre. Una scena di Volti Vivi viene costruita e corretta fino a raggiungere coerenza narrativa, storica e gestuale. Il processo mostra che il risultato non nasce da una formula magica, ma da una lunga serie di decisioni umane.

Cinque fotografi, cinque modelle, otto stanze — 24 settembre. Un vero problema organizzativo viene trasformato in vincoli, preferenze e combinazioni verificabili. L’AI trova rapidamente un calendario possibile, ma deve essere guidata attraverso esigenze che cambiano mentre si ragiona.

La rubrica di Sara

Le fotografie che aspettano di essere scelte — 12 settembre. Sara osserva i Contest, gli archivi pieni e la timidezza che compare proprio davanti al pulsante “Pubblica”. Il primo ostacolo alla partecipazione non è la mancanza di fotografie, ma la difficoltà di sceglierne una e lasciarla andare.

Fuori programma: la fotografia che non avevo intenzione di fare — 19 settembre. Sara esce soltanto per comprare il pane, porta con sé la Z SP e incontra una fotografia non prevista. La lezione è semplice: i progetti sono utili, ma la disponibilità all’imprevisto lo è altrettanto.

Politicamente scorretto

Apple, a questi prezzi anche no — 10 settembre. Apprezzare un iPhone non significa accettare automaticamente qualunque prezzo dell’ecosistema Apple. Le rate rendono la cifra meno visibile, non necessariamente più ragionevole.

A Dio Sandro, sarai sempre con noi — 19 settembre. La scomparsa di Sandro Mazzola diventa un saluto personale all’uomo, al campione e a una parte dell’infanzia calcistica italiana. Alcune figure smettono di appartenere alla cronaca molto prima di lasciarci.

Quanto vale davvero un generale? — 19 settembre. Cesare, Napoleone, Suvorov e gli altri vengono misurati contro risorse, avversari, difficoltà e risultati attesi. La formula non elimina il giudizio, ma obbliga almeno la leggenda a presentare i documenti.

L’intelligenza artificiale fa paura. Soprattutto a chi rischia di non poterla più controllare — 21 settembre. Dopo aver presentato l’AI come futuro inevitabile, istituzioni e grandi piattaforme cominciano a descriverla come un pericolo da sorvegliare. Il sospetto è che faccia paura soprattutto quando strumenti potenti diventano accessibili a chi prima dipendeva da altri.

SUPERMARINA: il Mediterraneo che avrei voluto comandare — 22 settembre. Un wargame aeronavale nasce da un desiderio lungo trent’anni: restituire ai comandanti italiani mezzi, informazioni e libertà operativa sufficienti per combattere ad armi pari. Non per riscrivere facilmente la storia, ma per misurarsi con i suoi vincoli.

Kirk contro l’AI — 24 settembre. Asimov, Susan Calvin, M-5, Data, Lore e il dottor Soong mostrano che il problema delle macchine intelligenti non nasce nel 2026. Le regole possono essere coerenti e insieme disastrose; la domanda decisiva rimane chi interpreta lo scopo.

Nel Club Variazioni Goldberg

Sedici pubblicazioni in quindici giorni confermano Variazioni Goldberg come un vero minisito musicale. Questa volta il centro non è soltanto la recensione: accanto ai dischi troviamo acustica, registrazione, memoria dell’ascolto, ricostruzione dei compositori e due nuove tappe del progetto sulle Cantate di Bach.

Musica classica

Mrs Philarmonica, un nome nell’ombra — 10 settembre. Dodici sonate pubblicate nella Londra che da Purcell stava passando a Händel sono l’unica traccia certa di una compositrice senza volto. La ricerca parte da Nicola Matteis e segue l’ingresso dello stile italiano nella musica inglese.

Nikolai Lugansky, il fuoco sotto il ghiaccio — 10 settembre. Il virtuoso impeccabile dei primi dischi è diventato un interprete molto più profondo, libero e interiorizzato. La maturazione non ha cancellato il controllo: ha finalmente rivelato ciò che bruciava sotto di esso.

Brahms come ai tempi dei giganti — 12 settembre. Francesco Piemontesi, Manfred Honeck e la Gewandhausorchester affrontano il Primo Concerto senza alleggerirne il peso sinfonico. Un disco nuovo che sembra provenire dall’epoca nella quale Brahms chiedeva agli interpreti grandezza, rischio e necessità.

Brahms al piano di sopra — 19 settembre. András Schiff suona un Blüthner del 1859 e produce la rara illusione di ascoltare Brahms nella stanza accanto. Non archeologia sonora, ma intimità, materia e una distanza sorprendentemente corta dal compositore.

I magnifici Sedici in pellegrinaggio nel magazzino — 19 settembre. Pilgrimage Extended Edition raccoglie ventotto capolavori e cinquecento anni di musica, ma la presunta novità discografica assomiglia soprattutto a una playlist ricomposta. The Sixteen restano magnifici; l’ufficio marketing, meno.

Benjamin Britten: il violoncello solo come teatro della coscienza — 22 settembre. Le tre Suite scritte per Rostropovich diventano un monologo nel quale il violoncello assume più voci e nessuna protezione. Pieter Wispelwey vi ritorna dopo quarantacinque anni trascorsi dentro questa musica.

Il punto d’ascolto e Volti Vivi

Il punto d’ascolto / 4 — Anche la sala suona — Happygiraffe, 12 settembre. Dal prato alla buca di Bayreuth, ogni ambiente modifica attacchi, riverbero, distanza e fusione. La sala non contiene semplicemente la musica: partecipa alla sua forma.

Volti Vivi — 12 settembre. I grandi compositori vengono immaginati come persone vive del proprio tempo, senza modernizzarli e dichiarando il grado di attendibilità della ricostruzione. Ogni volto approvato diventa un riferimento permanente per le scene successive.

Il punto d’ascolto / 5 — Dove ci hanno fatto sedere? — Happygiraffe, 13 settembre. Microfoni, distanze e prospettive stabiliscono il nostro posto prima che il disco arrivi a casa. Ogni registrazione decide se farci sedere in prima fila, al centro della sala oppure direttamente fra gli strumenti.

Il punto d’ascolto / 6 — Il concerto che non è mai esistito — Happygiraffe, 17 settembre. Tagli, raccordi e correzioni costruiscono spesso un’esecuzione perfetta che nessuno ha mai suonato dall’inizio alla fine. Il disco non documenta soltanto: monta una possibilità ideale.

Il punto d’ascolto / 7 — Lo stesso disco, un disco diverso — Happygiraffe, 19 settembre. Remaster, remix e restauri possono trasformare equilibrio, dinamica e prospettiva di una registrazione già conosciuta. Comprare di nuovo lo stesso album non significa sempre ricevere la stessa musica.

Le Cantate di Bach

BWV 8 — Liebster Gott, wenn werd ich sterben? — 20 settembre. La domanda non è se moriremo, ma quando. Flauto, oboi d’amore e pizzicati costruiscono un orologio fragile nel quale l’inquietudine viene lentamente trasformata in fiducia.

BWV 161 — Komm, du süße Todesstunde — 20 settembre. Dopo la domanda della BWV 8, la morte viene chiamata direttamente e definita dolce. Bach e Salomon Franck cancellano ogni morbosità e fanno dell’ultima ora un passaggio desiderato verso la pace.

Jazz, rock e canzone

La ragazza nell’altra stanza era Diana Krall — 20 settembre. The Girl in the Other Room è il disco nel quale la grande interprete degli standard cominciò a parlare davvero con una voce propria. Composizione, intimità e vita personale sostituiscono l’impeccabilità come centro del racconto.

Van der Graaf Generator, Pawn Hearts: la musica davanti all’abisso — 22 settembre. Tre brani bastano a costruire uno dei vertici più estremi del progressive inglese. Hammill e compagni non cercano equilibrio o gradevolezza: trasformano il disco in un’esperienza teatrale, spirituale e quasi fisicamente instabile.

Paolo Conte: Parole d’amore scritte a macchina — 23 settembre. L’esattezza meccanica del titolo contiene sentimenti storti, esitazioni, ironia e solitudine. Conte costruisce un mondo nel quale le parole sembrano controllate proprio mentre rivelano tutto ciò che non riescono a dire.

Nel Club Fotografia

Contest Nikonland — Fauna selvatica — 16 settembre. Una sola fotografia, nuova o d’archivio, capace di raccontare comportamento, ambiente, luce o incontro. Non cerchiamo necessariamente la specie più rara, ma un’immagine che meriti di essere guardata.

Nel Club Motori

Dieci articoli trasformano il Club Motori in un secondo asse narrativo del periodo. Ferrari domina la parte storica, ma accanto al Drake entrano Kimi Antonelli, giornate in autodromo, drag racing e NASCAR europea: memoria e fotografia finalmente condividono la stessa pista.

La vittoria che Ferrari non poté festeggiare — 10 settembre. La Mille Miglia del 1957 consegnò a Ferrari una tripletta e, quasi nello stesso istante, la tragedia di Guidizzolo. La vittoria di Taruffi rimase inseparabile dalla ferita che cambiò Enzo Ferrari, la Scuderia e le corse italiane.

Quarantasei giorni dopo — 11 settembre. Dalla chiusura giudiziaria del caso Mille Miglia alla tragedia di Wolfgang von Trips a Monza passarono appena quarantasei giorni. Ferrari conquistò il Mondiale, ma ancora una volta non poté festeggiarlo.

Pasta e cilindri — 12 settembre. Carlo Chiti viene raccontato come l’ingegnere che insegnò alla Ferrari a farsi spingere, portando il motore alle spalle del pilota. Tecnica, carattere e fisicità appartengono allo stesso personaggio.

Furia e matita — 13 settembre. Mauro Forghieri attraversò un quarto di secolo accanto a Enzo Ferrari, progettando automobili e sopravvivendo alle tempeste del Drake. Il titolo unisce perfettamente il temperamento e il tavolo da disegno.

La fotografia restituita — 14 settembre. Dopo la sconfitta di Le Mans 1966, Ferrari rispose a Ford facendo entrare tre vetture insieme sul traguardo di Daytona. Non soltanto una vittoria sportiva, ma un’immagine deliberatamente costruita e restituita all’avversario.

Non diciamolo ancora: Kimi Antonelli, 81 punti e settantatré anni di attesa — 14 settembre. I numeri cominciano a rendere plausibile ciò che la scaramanzia italiana impedisce ancora di pronunciare. Dal titolo di Alberto Ascari sono trascorsi settantatré anni: Antonelli potrebbe interrompere l’attesa.

Una giornata all’Autodromo — Cismax, 18 settembre. La passione improvvisa di una figlia quindicenne per la Formula 1 conduce padre e figlia in pista. L’automobilismo diventa così esperienza familiare prima ancora che occasione fotografica.

Rivanazzano Dragway Hill Race 2026 — RenatoS57, 21 settembre. Oltre cento vetture trasformano l’aeroporto di Rivanazzano nella capitale italiana del drag racing. Potenza, fumo e accelerazione vengono raccontati dall’interno di una manifestazione ormai storica.

La prima domenica senza Enzo — 23 settembre. A Monza 1988, ventotto giorni dopo la morte del fondatore, Berger e Alboreto portarono le Ferrari al primo e secondo posto nell’unica gara stagionale non vinta dalla McLaren. Nessuno avrebbe potuto programmare un congedo simile.

American Festival of Rome 2026 — Antonello Selleri, 23 settembre. Vallelunga ospita la NASCAR Euro Series e trasforma il circuito romano in un frammento di motorsport americano. Z8 e Z6 III accompagnano un reportage fra vetture, pubblico e atmosfera.

Ottantadue volte Nikonland

Il numero è sceso da 95 a 82, ma parlare di rallentamento sarebbe comico. In quindici giorni Nikonland ha annunciato e provato strumenti software, discusso una nuova fotocamera da quattro prospettive differenti, aperto una rubrica sull’intelligenza artificiale, spedito in stampa lo Speciale dei vent’anni, continuato Bach, attraversato la storia Ferrari e accolto sette racconti nei blog personali.

La novità più incoraggiante non è quantitativa. Diciassette pubblicazioni non portano la firma di Mauro: erano sette nel periodo precedente. È ancora poco rispetto alla massa complessiva, ma indica che la porta aperta comincia almeno a lasciar passare qualche voce in più.

Questo riepilogo non sostituisce ciò che è stato pubblicato. Serve a restituire tempo ai contenuti: ciascuno può scegliere un ingresso, seguirne i collegamenti e tornare più tardi per tutto il resto.

Noi, nel frattempo, continuiamo.

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