In Italia agosto è il mese nel quale tutto rallenta. Le aziende rimandano a settembre, gli uffici espongono il cartello «chiuso per ferie», le città si svuotano e perfino le notizie sembrano concedersi qualche settimana di riposo.
Nikonland, evidentemente, non ha ricevuto la circolare.
Dal primo al 25 agosto abbiamo pubblicato 54 nuovi articoli redazionali e 51 contributi nei blog, dei quali 42 ospitati nei nostri Club. In totale fanno 105 nuove pubblicazioni in venticinque giorni: più di quattro al giorno, senza contare discussioni, commenti, fotografie e aggiornamenti dei contenuti precedenti.
È possibile che molti di voi fossero al mare, in montagna, all’estero oppure semplicemente lontani dal computer. Questo articolo serve a rimettere ordine: non una graduatoria e nemmeno una raccolta automatica, ma una guida critica a ciò che abbiamo scritto, fotografato, ascoltato e costruito durante il mese nel quale il resto d’Italia preferiva riposare.
Nikon, il mercato e le fotocamere che ancora non esistono
Mercato fotografico attuale: il grande silenzio del 2026
Abbiamo ricostruito le uscite dell’anno per capire perché il mercato desse l’impressione di essersi fermato. Non mancavano del tutto i prodotti: mancavano soprattutto quelli capaci di spostare l’attenzione e accendere il desiderio.
Nikon: dati finanziari del primo trimestre 2026-2027
I numeri confermano la solidità generale del gruppo, ma mostrano un Imaging meno brillante di quanto potrebbe sembrare. Nikon cresce, ma non sono necessariamente le fotocamere a trascinarla.
A Nikon non mancano obiettivi. Mancano idee nuove!
Il sistema Z è ormai completo per quasi ogni esigenza razionale. Il problema non è riempire altre caselle della roadmap: è tornare a progettare qualcosa che nessun altro abbia già pensato.
Nikon 2030: padrona del proprio futuro o proprietà di qualcun altro?
Non un rumor su un’acquisizione imminente, ma un esercizio di analisi industriale. Nikon dispone ancora della forza necessaria per decidere il proprio futuro, purché non continui a confondere la prudenza con l’immobilità.
Sony non deve comprare Nikon. Le basta acquisire i suoi clienti
Il pericolo più concreto non è che Sony acquisti Nikon, ma che convinca progressivamente i fotografi Nikon a cambiare sistema. Le aziende non devono necessariamente conquistare i concorrenti quando possono conquistarne il pubblico.
Nikon difende ciò che aveva contestato: il paradosso del brevetto RED
Dopo l’acquisizione di RED, Nikon si è trovata a difendere un brevetto che poco prima aveva cercato di invalidare. Una vicenda giuridica che mostra quanto rapidamente un avversario possa trasformarsi in patrimonio aziendale.
Ma perché non lo dicono al telegiornale?
Hard disk, memorie e componenti informatici stanno risentendo della fame di capacità generata dai data center e dall’intelligenza artificiale. Non è una curiosità per tecnici: riguarda direttamente il costo futuro della fotografia digitale.
Nikon Z70: Apple conferma ciò che aspettavamo?
Per alcune ore il nome Nikon Z70 è comparso nelle pagine Apple dedicate a ProRes e ProRes RAW, per poi scomparire. Non basta per trasformarla in una fotocamera annunciata, ma è qualcosa di più interessante di un comune errore tipografico.
La Nikon che non c’è. Ma che potrebbe arrivare prima di Natale
Abbiamo provato a immaginare la Nikon attesa entro la fine dell’anno partendo dai pochi indizi disponibili. Nessuna informazione riservata: soltanto tecnologia esistente, logica di catalogo e aspettative ragionevoli.
Il mercato cresce. Nikon arretra
Il possibile sorpasso di Fujifilm conta meno del modo in cui è avvenuto. Il mercato fotografico non si sta restringendo ovunque: cresce proprio nei segmenti nei quali Nikon ha scelto di non essere presente.
Nikon arretra. Io resto
Dopo avere criticato senza indulgenza la strategia Nikon, abbiamo spiegato perché continuiamo a fotografare con questo sistema. Non per fedeltà cieca, ma perché Nikon resta intimamente legata al nostro modo di vedere e lavorare.
Il mercato riparte dove Nikon non c’è
I dati del METI mostrano una ripresa trainata da compatte, piccoli formati e prodotti dotati di forte identità. Esattamente i territori che Nikon ha progressivamente abbandonato o nei quali continua a muoversi con eccessiva cautela.
Ma a Tokyo lo sanno?
Abbiamo provato per gioco — ma non troppo — a dirigere Nikon dalla scrivania di Nikonland. Zr, Z6 III SP, macro, teleobiettivi e una vera ammiraglia DX: non sogni impossibili, ma caselle strategiche lasciate vuote.
EssilorLuxottica non sembra voler comprare Nikon. Ma potrebbe decidere chi potrà farlo
Non esiste alcuna offerta e Nikon non risulta in vendita. Ma il suo primo azionista potrebbe diventare l’arbitro decisivo qualora un fondo o un gruppo industriale decidesse realmente di muoversi.
Nikon Z45: la compatta Nikon che vorremmo per Natale 2026
Sensore full frame, 45mm fisso, mirino, grande display articolato e Picture Control Nikonland. Una compatta immaginaria, ma costruita esclusivamente con tecnologia già disponibile e quindi perfettamente realizzabile.
EISA Awards 2026-2027: più che una classifica, la fotografia del mercato
I premi non stabiliscono quali siano in assoluto i prodotti migliori. Letti nel loro insieme, però, raccontano con notevole precisione quali direzioni stia prendendo l’industria fotografica.
La Cina non deve costruire una Nikon. Le basta venderci gli obiettivi
Viltrox, Laowa, Sirui, 7Artisans e gli altri non devono necessariamente sfidare Nikon costruendo una propria fotocamera. Possono conquistare progressivamente il cliente riempiendo il suo zaino di obiettivi convincenti e accessibili.
Nikon, il firmware non è un regalo. È parte della fotocamera
Un aggiornamento non è una benevola concessione del costruttore, ma parte del rapporto fra macchina e fotografo. Nikon deve uniformare funzioni, comandi e piattaforme fra tutte le fotocamere dotate dello stesso processore.
Nikon Z SP: ricordati chi sei
Abbiamo immaginato una moderna erede della Nikon SP: non una replica nostalgica, ma una vera fotocamera professionale compatta, compatibile con tutto il sistema Z e accompagnata da obiettivi e accessori dedicati. Un progetto costruito con tutto il nostro amore per Nikon.
Obiettivi, fotocamere, software e prove sul campo
Sigma: l’ultimo grande costruttore indipendente
Sigma non vale soltanto per ciò che produce, ma per il modo in cui continua a produrlo: proprietà familiare, fabbriche giapponesi e libertà progettuale. Una diversità industriale che merita di essere preservata.
Nikonland e Sigma Italia: una nuova collaborazione
Dal primo agosto Mauro Maratta è tornato a collaborare ufficialmente con Sigma Italia come Key Opinion Leader. Significa poter provare prodotti attuali mantenendo intatta l’indipendenza editoriale di Nikonland.
MTF ufficiali e Imatest: uno la continuazione dell’altro
I grafici teorici dei costruttori e le misurazioni strumentali non sono avversari. Raccontano fasi differenti dello stesso fenomeno e devono essere letti insieme, conoscendone possibilità e limiti.
Nikkor Z 24-105mm f/4-7.1: nudo indoor
Uno zoom buio ed economico in un genere che sembrerebbe richiedere ottiche luminose. Con una Zr, luce continua ben gestita e nessun flash, il piccolo 24-105 ha dimostrato che i pregiudizi fotografano peggio degli obiettivi.
Nikkor Z 100-400mm e Nikon Z9 per la Ferrari 499P
Due giornate di prove a Monza con la 499P attuale e la futura EVO. Z9 e 100-400 S hanno offerto la combinazione di affidabilità, mobilità e portata richiesta da un’occasione irripetibile.
Sigma DG DN: il catalogo più completo che non ti aspetti
Sigma non è più il produttore al quale rivolgersi in mancanza dell’originale. La gamma DG DN è ormai un sistema maturo, coerente e spesso più coraggioso di quello proposto dai costruttori di fotocamere.
Nikkor 180-400mm f/4 TC e Nikon D6 al Monza Revival 2026
Tornare in autodromo con una reflex dopo anni di Z8 e Z9 è stato un modo per mettersi nuovamente alla prova. D6 e 180-400 TC appartengono alla generazione precedente, non alla preistoria.
Quattro Mystery Box: chi indovina?
Quattro scatole arrivate insieme e quattro indizi: una gloria AF-D, una AF-S, un moderno Sigma e un aggiuntivo ottico cinese. Da quel gioco sono nate molte delle prove pubblicate nei giorni successivi.
Viltrox TC-2.0X Teleconverter 2x
Nikonland continua a non raccomandare i moltiplicatori come soluzione abituale. Questo Viltrox, però, è interessante, ben costruito e utilizzabile quando la focale serve soltanto occasionalmente.
Aggiornamenti firmware per Nikon D6, D780 e Z50 II
Aggiornamenti modesti ma significativi per due reflex a fine ciclo e per la Z50 II. Una dimostrazione di cura che rende ancora più incomprensibili altre fotocamere lasciate ferme troppo a lungo.
Fotografia di prodotto con il Nikkor Z 24-105mm f/4-7.1
Dopo averlo assolto dal processo, abbiamo usato il piccolo zoom per fotografare il Sigma 50mm f/1.2 Art. Uno strumento economico può svolgere egregiamente il proprio lavoro quando il fotografo conosce luce, prospettiva e limiti.
Sigma 50mm f/1.2 DG DN Art: in test su Nikonland
Il primo obiettivo affidatoci nella nuova collaborazione con Sigma Italia. Un normale luminosissimo, meno ingombrante del previsto e destinato a essere valutato fotografando persone, non pareti.
Sigma 35mm f/1.2 II DG DN Art
Non un semplice aggiornamento estetico, ma una riprogettazione capace di eliminare i difetti della prima versione. Più compatto, rapido e coerente con la nuova generazione Sigma.
Nikon D780: la bridge camera F-mount
Max Aquila è tornato sulla reflex più ibrida mai costruita da Nikon. Una macchina capace di unire mirino ottico, autofocus tradizionale e un Live View che anticipava concretamente le future mirrorless.
Perché continuo a preferire le focali fisse agli zoom
Gli zoom moderni sono straordinari, ma una focale fissa costringe a scegliere posizione, distanza e linguaggio prima di scattare. Non è superiorità tecnica: è un modo diverso di pensare la fotografia.
Nikon AF 28mm f/1.4 D: quando immaginarlo era già inimmaginabile
Un obiettivo nato quando un 28mm f/1.4 autofocus sembrava quasi impossibile. Lo abbiamo riportato sulla D6 e confrontato idealmente con i discendenti Nikon e Sigma.
Nikon Zf: la memoria del futuro
Non un manuale d’uso, ma il progetto di un libro dedicato alla Zf come cerniera fra passato, presente e futuro Nikon. Una macchina che assomiglia alla FA molto più di quanto la sua estetica lasci credere.
La pelle non è di plastica: la correzione automatica di Adobe Camera Raw 18.5
Adobe propone una correzione automatica della pelle sorprendentemente rispettosa della trama e delle imperfezioni naturali. L’abbiamo verificata con fotografie reali, senza trasformare i volti in superfici sintetiche.
Dove guardava la Nikon? I punti autofocus arrivano in Adobe Camera Raw
ACR 18.5 mostra sui NEF delle Nikon Z la posizione registrata dal sistema autofocus. Funziona dalla Z50 II alla Z9; sulla D6 il comando compare, ma rimane disabilitato.
Chi sta muovendo la fotografia? Discorsi sul tempo di sicurezza
La vecchia regola del reciproco della focale non basta più. Movimento del soggetto, fotografo, IBIS, VR, otturatore elettronico e durata del lampo impongono di capire quale movimento vogliamo realmente fermare.
Ogni focale è una focale da ritratto
L’85mm è una focale da ritratto, non la focale da ritratto. Dal Sigma 35mm f/1.2 ai Nikkor 300mm, lo stesso soggetto può essere raccontato attraverso distanze e relazioni completamente differenti.
Nikon D850 contro Nikon Z8 e Z9: il sensore magico non esiste
La D850 è stata una fotocamera straordinaria, ma non possiede colori, profondità o plasticità soprannaturali. Abbiamo separato i dati misurabili dalle qualità immaginarie attribuite al suo sensore.
Nikon D850: 153 punti autofocus, ma nessuno sul sensore
Nel ritratto ravvicinato a tutta apertura, l’eccellente autofocus reflex poteva diventare imprevedibile. Le mirrorless hanno risolto il problema portando la misurazione del fuoco direttamente sul piano dell’immagine.
Nikon D850 e Nikon Z8: ovvero la reflex è diventata storia
Non un confronto fra due NEF, ma fra due architetture. La D850 rappresenta il perfezionamento conclusivo della reflex; la Z8 una piattaforma nata per continuare a evolvere.
Nikon VR: perché io uso soltanto SPORT
Non fotografo soltanto soggetti veloci: sono io a muovermi continuamente. La modalità SPORT mi offre un mirino più naturale e prevedibile, dal ritratto dinamico al panning lento.
Nikkor Z 24-105mm f/4-7.1: l’obiettivo che non è voluto annegare
Alle cascate di Novalesa il piccolo zoom è finito in acqua insieme alla borsa che avrebbe dovuto proteggerlo. Recuperato, asciugato e rimontato sulla Z9, ha continuato a funzionare come se nulla fosse.
Fotografia, persone e identità
David Yarrow: raccontare storie con una Nikon
Le sue immagini sembrano documentarie, ma sono spesso costruite come set cinematografici. Yarrow non aspetta che una storia accada: la mette in scena e poi usa la Nikon per renderla credibile.
Candice Bergen fotografa: scomparire dietro la macchina per essere finalmente sé stessa
Prima di diventare attrice, Candice Bergen cercò nella fotografia un’identità che il proprio volto famoso sembrava impedirle. Dietro la Nikon poteva finalmente osservare senza essere osservata.
Eve Arnold: prima della fotografia viene la persona
Marilyn Monroe, Malcolm X e molte persone comuni le concessero accesso perché si sentirono rispettate. La sua lezione più importante non riguarda l’inquadratura, ma la fiducia che deve precederla.
Linda Eastman: la fotografa prima di McCartney
Prima che il cognome McCartney coprisse tutto il resto, Linda era stata una fotografa capace di entrare nella vita dei musicisti senza trasformarli in monumenti. La Nikon era parte della sua quotidianità, non un lasciapassare.
Per me il ritratto è una relazione
Il ritratto comincia prima che la fotocamera venga portata all’occhio. Nasce dalla consapevolezza reciproca fra due persone che accettano di costruire insieme un’immagine.
Il fotografo annoiato: tutta la tecnologia del mondo e niente da fotografare
Possiede attrezzatura eccellente, conosce ogni novità e fotografa sempre meno. La cura non consiste in una nuova fotocamera, ma nel ritrovare qualcosa che valga la pena guardare.
Fotografare è da sfigati?
Perché continuiamo a investire tempo, denaro e serietà in immagini che gli altri consumano in mezzo secondo? Perché creare consapevolmente resta diverso dal limitarsi a produrre contenuti.
Il nudo è una relazione: la lezione di Jean‑François Jonvelle
Jonvelle fotografava il nudo come incontro, complicità e fiducia, mai come esercizio anatomico. Abbiamo messo le sue immagini in dialogo con le nostre, cercando una lezione senza copiarne lo stile.
Anche la porta della redazione è aperta
Nikonland continuerà a produrre senza pretendere nulla, ma accoglierà volentieri altre mani capaci di prendersene cura. La redazione non cerca salvatori: cerca persone che abbiano qualcosa di autentico da raccontare.
Dai blog dei Nikonlander
Come nel grande Nord
Roby C parte da una straordinaria traversata alpina del 1956 per raccontare montagne, sci e memoria. Una storia nella quale il paesaggio non è semplice sfondo, ma misura dell’impresa umana.
Un tranquillo venerdì di calura
Alessandro Pisano porta le sue ragazze in una malga delle Prealpi trevigiane. Una giornata familiare, pochi chilometri a piedi e la fotografia usata per conservare il ritmo dell’esperienza.
Reverence – Paul Nicklen
Antonio Biggio presenta l’opera che Paul Nicklen considera il compimento della propria vita. Natura e conservazione diventano espressione di rispetto, ammirazione e responsabilità.
Chiesa di San Nicolò all’Arena
Stenopeic entra in una delle chiese più ricche di Verona con una Monochrom e un 35mm. Attrezzatura volutamente limitante davanti a colori, ori e lame di luce difficili da addomesticare.
Oasi di Sant’Alessio
Giannantonio torna dopo vent’anni in un luogo dedicato alla protezione e reintroduzione delle specie minacciate. La canicola non impedisce di cercare fotografie per il Contest Lampo.
Le Zeta e le Esse: riflessioni e buoni propositi
Marco Vitrotto parte da una fotografia e da un’insegna curiosa per ragionare su composizione, luce e intenzione. Un blog nel quale il dettaglio quotidiano diventa pretesto per guardare meglio.
La piuma e la macro-micro
Roby C torna sulla fotografia ad altissimo ingrandimento, aggiornando slitta, illuminazione e metodo. La piuma diventa un banco di prova severissimo per tecnica e pazienza.
Capolago fiorita
Dopo quattro blog di macrofotografia, Silvio Renesto torna agli uccelli ambientati sul Lago di Varese. Distanza e vegetazione diventano parte dell’immagine anziché semplici ostacoli.
Cercando nel mio bailamme
Rovistando nell’archivio per tutt’altro progetto, Roby C ritrova sequenze realizzate con storici Micro-Nikkor. La memoria fotografica prende una deviazione e costruisce da sola un nuovo racconto.
Nel Club dell’Editor di Nikonland
La vostra foto migliore di agosto 2026
Per il mese delle vacanze abbiamo unificato eccezionalmente fotografia nuova e archivio. Il Contest resta aperto fino al 31 agosto e accetta immagini realizzate con qualunque cosa, purché non sia Canon.
Contest Flash: fauna selvatica
Fotografie nuove o d’archivio, purché coerenti e presentate in un unico intervento. C’è tempo fino al 10 settembre per mostrare animali realmente selvatici.
Contest Flash: nudo di donna
Un tema impegnativo, aperto a fotografie recenti o d’archivio e valido fino al 10 settembre. Il nudo è trattato come genere fotografico, non come semplice esposizione del corpo.
ExifReader per Windows
La nuova beta mostra più dati EXIF, l’anteprima coerente con il Picture Control Nikon e, quando disponibile, il punto autofocus. Leggero, diretto e senza voler sostituire NX Studio.
Nikonland ShootMetrics per Windows
Non un catalogatore né una curiosità statistica, ma la radiografia di uno shooting. Tempi, diaframmi, ISO, focali e distribuzione degli scatti diventano informazioni utili per capire come abbiamo realmente lavorato.
Nikon FilmBox per Windows: coming soon
Centocinquanta o duecento Picture Control sono una ricchezza, ma anche un problema di scelta. FilmBox organizzerà pellicole, pacchetti consigliati e selezioni personali, preparando le schede da caricare sulle Nikon compatibili.
Chi usa Windows e chi Apple?
Un sondaggio anonimo per capire quali piattaforme utilizzino realmente i Nikonlander. Il risultato servirà a indirizzare lo sviluppo dei nostri programmi, senza avviare l’ennesima guerra di religione informatica.
Nikonland: la porta resta aperta
Un nuovo manifesto per una comunità che vuole offrire possibilità senza esigere partecipazione. Ciascuno sarà libero di esserci con il tempo e l’intensità che gli sono possibili.
Nel Club Variazioni Goldberg
Jazz e musica senza passaporto
John Coltrane – Blue Train
Se occorresse un solo disco per presentare Coltrane senza cominciare dalla complessità di Giant Steps o dalla spiritualità di A Love Supreme, Blue Train sarebbe probabilmente la scelta più naturale.
Pino Daniele, Sciò: quando il blues parlava napoletano
Non la semplice documentazione di una tournée, ma il punto nel quale blues, jazz, Mediterraneo e canzone napoletana trovarono per un momento la propria forma ideale.
Storie, libri e manifesti musicali
Robert e Clara – Piero Rattalino
Rattalino non ripete la biografia sentimentale degli Schumann. Ricostruisce una relazione artistica, familiare e psicologica molto più complessa delle versioni romantiche tramandate dalla tradizione.
Manifesto della musica: non esistono generi, esiste una sola storia
Classica, jazz, rock e folk sono scaffali utili ai negozi e alle piattaforme. La musica, però, è sempre nata attraversando confini, rubando idee e trasformando ciò che esisteva prima.
Camille Saint-Saëns, il re degli spiriti musicali
Giuseppe Clericetti dedica oltre cinquecento pagine a un compositore spesso ridotto a poche opere celebri. Un libro ampio, documentato e scritto da chi conosce la musica anche dall’interno.
Il suono dell’Inghilterra: da Thomas Tallis a Ian Anderson
Dalla polifonia rinascimentale al progressive rock corre una continuità fatta di paesaggio, malinconia e memoria. Tallis, Vaughan Williams e Ian Anderson appartengono a epoche differenti, non necessariamente a mondi separati.
Musica classica
Paul Hindemith: il gioco più serio del Novecento
Un violista capace di costruire una delle grandi opere pianistiche del Novecento. Ludus Tonalis non è un esercizio accademico, ma un universo nel quale disciplina e immaginazione coincidono.
Jacob Katsnelson: la rinascita di Hindemith nel XXI secolo
Hindemith non ha mai occupato stabilmente il centro del repertorio. Katsnelson affronta Ludus Tonalis senza trattarlo come un monumento storico e gli restituisce vita, tensione e modernità.
Alexander Malofeev – Forgotten Melodies
Un disco che si ascolta prima di tutto per fiducia nel pianista. Malofeev affronta Medtner con una maturità che va ben oltre l’età e trasforma un repertorio poco frequentato in necessità espressiva.
British Tuba Concertos
Un acquisto nato dalla curiosità e diventato presenza stabile negli ascolti. James Gourlay dimostra che la tuba può cantare, articolare e sostenere un vero discorso concertante.
David Fray – Baroque Encores
Fray appartiene agli interpreti disposti a rischiare il fallimento pur di inseguire una visione personale. Il barocco al pianoforte diventa così controverso, teatrale e mai innocuo.
Ralph Vaughan Williams: l’uomo che salvò il suono dell’Inghilterra
La sua impresa più importante non fu soltanto comporre, ma attraversare villaggi e campagne per raccogliere melodie popolari destinate altrimenti a scomparire. Da quel lavoro nacque una lingua musicale nazionale.
Ruth Gipps: Clarinet Chamber Music
Non deve essere ascoltata perché donna dimenticata dalla storia, ma perché ha scritto musica che merita attenzione. Questo disco cameristico offre l’argomento più convincente: le opere stesse.
Glenn Gould e le tre Goldberg
Il giovane del 1955, l’artista maturo del 1981 e il Gould ripreso in video non sono semplicemente tre interpretazioni. Sono tre modi differenti di pensare Bach, il tempo e sé stesso.
Šostakovič: 24 Preludi e Fughe op. 87
Bach osservato attraverso il Novecento sovietico, ma senza diventare esercizio di stile. Ventiquattro coppie di preludi e fughe che attraversano gioco, tragedia, ironia e resistenza morale.
Mozart e Beethoven in do minore: Blechacz davanti all’ombra
Il do minore non è una tonalità neutrale per questi compositori. Blechacz, con Kent Nagano e la Dresdner Philharmonie, entra in quella regione senza trasformarne l’ombra in retorica.
Il peso di ogni nota: Hindemith, Britten e Šostakovič secondo Bashmet e Richter
Un disco acquistato da ragazzo dopo che il negoziante lo aveva definito capace di cambiargli la vita. Richter e Bashmet gli conferiscono ancora oggi un peso musicale difficile da dimenticare.
Alessandro Viale – Six for Piano
Sei compositori contemporanei, un solo pianista e nessuna lingua estetica obbligatoria. Viale presenta la musica nuova come qualcosa da ascoltare prima di essere costretti a comprenderla.
Marie-Claire Alain suona Buxtehude
Interprete, repertorio e organo della Martinikerk di Groningen parlano la stessa lingua. Una ristampa preziosa, luminosa e capace di ricordare che la grande musica organistica è nata anche per portare gioia.
Anthony Hopkins – Life Is a Dream
Non è un brutto disco, ma un lavoro musicalmente modesto, enormemente nobilitato da Dudamel, dalla Philharmonia e dalla produzione Decca. La venerazione per il grande attore non deve impedire di ascoltare il compositore con onestà.
Rock e progressive: gli anni che non sono diventati vecchi
Premiata Forneria Marconi – Storia di un minuto
Il momento nel quale il rock italiano smise di limitarsi a inseguire i modelli inglesi. La PFM trovò una voce autonoma, capace di dialogare con il progressive internazionale senza perdere la propria lingua.
Genesis – Selling England by the Pound
Un disco che non racconta soltanto i Genesis, ma un’intera Inghilterra in vendita. Ironia, nostalgia e inquietudine convivono in una delle forme più compiute del progressive.
Quando Ian Anderson incontrò Bach
Il Kantor di Lipsia e l’autodidatta scozzese non appartengono allo stesso mondo, ma condividono il piacere di costruire, trasformare e giocare con il materiale musicale.
Jethro Tull – Thick as a Brick
Una suite continua, un finto poema, un finto giornale e una satira del progressive mentre il progressive raggiunge il proprio vertice. Intelligenza e virtuosismo usati per mettere in dubbio sé stessi.
Led Zeppelin IV
Una copertina senza nome né titolo per un disco che non aveva bisogno di spiegazioni. Blues, folk, elettricità e mito si fondono senza che una sola componente prevalga definitivamente sulle altre.
Jethro Tull – Songs from the Wood
Nel 1977 il punk proclamava l’anno zero mentre Ian Anderson tornava verso un’Inghilterra arcaica e immaginaria. Non fuga dal presente, ma ricerca delle radici sotto la superficie della modernità.
Robert Wyatt e il mondo di Rock Bottom
La voce fragile di Wyatt sembra sempre sul punto di spezzarsi e proprio per questo non può essere separata dalla persona. Un disco sospeso fra sogno, dolore e ostinata tenerezza.
Pink Floyd – Wish You Were Here
Dopo il successo di The Dark Side of the Moon, i Pink Floyd scoprirono quanto potesse pesare l’assenza. Syd Barrett, l’industria e l’alienazione diventano parti dello stesso racconto.
Yes – Close to the Edge
Complesso, virtuosistico e spirituale, ma capace di procedere con assoluta naturalezza. Il punto nel quale l’ambizione degli Yes trovò una forma che sembra ancora inevitabile.
Toyah e Robert Fripp: quarant’anni di disciplina e follia
Ottant’anni per Fripp, quaranta di matrimonio e nessuna intenzione di diventare rispettabili. Dietro le loro esibizioni domestiche rimane una coppia costruita sulla libertà reciproca.
King Crimson – Larks’ Tongues in Aspic
Non archeologia musicale né nostalgia per la giovinezza. Fripp, Wetton, Bruford, Cross e Muir costruirono nel 1973 una musica che continua a sembrare provenire dal futuro.
Deep Purple – Machine Head
Un incendio, uno studio mobile e una registrazione continuamente costretta a cambiare sede. Dal caos nacque uno dei dischi più solidi e riconoscibili della storia del rock.
Emerson, Lake & Palmer – Brain Salad Surgery
Nel 1973 gli ELP non avevano alcuna intenzione di essere ragionevoli. Tecnologia, virtuosismo e ambizione vengono spinti oltre il limite, ma con un metodo molto più rigoroso di quanto sembri.
Jethro Tull – Aqualung
Sei note bastano per aprire una strada fredda, una panchina e un uomo dentro un cappotto troppo grande. Religione, esclusione e ipocrisia osservate senza offrire facili assoluzioni.
Avete davvero finito?
No. Mentre questo riepilogo viene pubblicato è soltanto il 25 agosto e restano ancora sei giorni prima della fine del mese. Abbiamo già in preparazione nuovi articoli, altre prove, nuovi ascolti e almeno un paio di idee che sarebbe probabilmente più prudente non incoraggiare.
Ma Nikonland non è nato per essere prudente.
Se durante le vacanze vi siete persi qualcosa, adesso sapete dove ritrovarlo. Non dovete leggere tutto in una volta e nessuno vi assegnerà i compiti per settembre. Scegliete ciò che vi incuriosisce, seguite i collegamenti e lasciate che un articolo vi conduca al successivo.
Noi, nel frattempo, continuiamo.
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