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  • Massimo Vignoli
    Massimo Vignoli

    Too much lens? Don't worry and go stitching!

    Può capitare di avere una lente troppo lunga, perché si è finiti per arrivare troppo vicini o perché si vorrebbe raccontare meglio la scena che si ha davanti. A volte si risolve semplicemente montando una lente di focale più corta ma non sempre è un'opzione, in quanto facendolo si finirebbe per rinunciare alla compressione dei piani che solo un teleobbiettivo riesce a dare o, finendo nel mondo dei grandangolari, ad enfatizzare un primo piano non interessante. Oppure si può essere in difficoltà a cambiare lente per via del tempo che occorre per farlo, o perché non la si ha o....
    E allora?
    Allora si può ricorrere ad un trucco facile facile: scattare intorno al soggetto e poi incollare le foto come un qualsiasi panorama. Il titolo di questo articolo è in inglese perché a me lo insegnò Ashley, un fotografo di Seattle. Lui era letteralmente cintura nera di questa pratica e lo faceva anche con il 500/4. Io non mi sono mai avventurato a provarci con focali così lunghe, ma lo scorso febbraio mi sono trovato nella situazione dove un trucco del genere fa molto comodo. Fortunatamente mi è venuto in mente di provare!

    In breve, questa è la fotografia che potevo fare alla focale più corta della lente che avevo montato sulla Z9:

    MV-Z9-20220223-5799.thumb.jpg.003264eee08cbc44be57cd4c676bb4d9.jpg
    Z9 su 100-400/4.5-5.6@100mm 1/100 f16 ISO 360

    Non è male come immagine, ma non ha il respiro della scena. Manca della maestosità del paesaggio nella sua interezza. 
    Ma come detto mi sono ricordato del trucco di Ashley, ed ho fatto anche queste:
    274382233_Schermata2022-03-27alle173652.thumb.jpg.f0abcfab41294f1a48c49087eaed993f.jpg

    C'è un'unica cosa importante da fare: bloccare i dati di scatto attraverso la serie di immagini. Mettere cioè in manual focus dopo avere focheggiato sul soggetto ed usare per tutti gli scatti gli stessi tempi e diaframmi. Sarebbe ideale anche gli stessi ISO. Ma qui non è determinante, e nonostante il fatto che mi fossi dimenticato di essere in ISO Auto, le immagini vanno da 220 a 320 ISO, questo non ha impattato il risultato finale.

    E poi? beh, facile. Si selezionano tutte e si usa l'apposito comando "Stitch in panorama":
    1628845192_Schermata2022-03-27alle173746.thumb.jpg.2cbd1a9b2545476c91c0474b9bd22ee8.jpg

    Il mio Mac ci ha pensato su una ventina di secondi ed eccoci qui.
    1499760075_Schermata2022-03-27alle173829.thumb.jpg.1a5654069ffa9efe14863a1e395e328b.jpg

    Insomma, potevo essere più preciso, ma non è così importante, basta stare larghi e sovrapporre abbondantemente gli scatti (almeno un 30%). Già la figata è che non è necessario essere particolarmente precisi, io ero a mano libera.

    Poi si croppano i bordi seghettati.

    958876394_Schermata2022-03-27alle174733.thumb.jpg.3f7994e578998640aa030fddb35d3118.jpg

    In casi come questi si può ricostruire l'angolino con il timbro clone. Come vedete Capture One produce un file DNG, che è quindi sviluppabile in modo completo, come il NEF originale. COne provvede anche a livellare l'esposizione attraverso i diversi ISO!!!

    Ovviamente, oltre ad aver realizzato l'immagine che volevo, c'è un ulteriore effetto interessante: incollando questi 8 fotogrammi scattati con i 45mpix della Z9 ho prodotto, una volta rifilato, un bellissimo file 16:9 che misura 17.335x9751 pixel e cioè 169Mpix. Un file stampabile in qualità fotografica a dimensioni impressionanti!!!

    Che manca? Sistemare il bilanciamento del bianco e regolare luci e contrasto con una bella luma curve:
    380917152_Schermata2022-03-27alle175645.thumb.jpg.855bcc9135b7918a3a6aced8d27c8522.jpg

    Ed abbiamo questo.

    532840709_MV-Z9-20220223-5826_Panorama2.thumb.jpg.fad0ec918ecc7fd52789385b530d2861.jpg

     

    Meglio dello scatto singolo? Per me si, ovviamente si può essere d'accordo come no, è una questione di gusti. Ma la seconda immagine, senza questo trucco, non sarebbe esistita.

    Massimo Vignoli per Nikonland (c)
    27/3/2022.

     

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    Recommended Comments

    • Administrator

    Grazie Massimo.

    Ci tengo una volta tanto a presentare un punto di vista diametralmente opposto ma che poggia sulle stesse basi.
    Qui tu hai proposto un sistema per togliersi dai guai, volendo fare un paesaggio ampio ma avendo solo una focale lunga a disposizione.

    Io che il paesaggio in genere non lo faccio, considero invece questa, l'unica via per ottenerlo come piace a me.
    Non a caso, le vedute che sono disponibili sul web con risoluzioni folli (da 1 gigapixel e oltre) sono fatti con lo stitching automatico di serie di riprese fatto con teleobiettivi e superteleobiettivi.

    In questo modo si ottengono :

    • immagini prive di distorsione
    • che anziché la distorsione prospettica hanno compressione prospettica
    • ad alta, altissima, estrema risoluzione con dettagli impossibili da ottenere anche per le medioformato con wide e superwide

    l'ideale è farli con il treppiedi e la testa panoramica. Ma io a mano li ho sempre fatti come hai descritto tu. Ottenendo sempre immagini da 200 e più megapixel senza problemi.

    Superwide per il paesaggio ? Grazie no.

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    • Administrator

    Io sono per una giusta alternanza, ma ho più volte seguito lo stesso procedimento di Massimo, specie con i mediotele tra 85 e 135mm, che a mio avviso sono quelli che meglio delineano il senso della profondità, piuttosto che quello della distanza, come invece realizza un ultrawide.

    Che però poi non può essere altrettanto deciso nella nitidezza, di una serie di scatti specifici riuniti da un programma di stitching.

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    • Redazione

    Condivido, il punto chiave dell'uso del grandangolo per i paesaggi non è nella copertura di un ampio angolo di campo quanto nella capacità di esaltare il primo piano. Primo piano che deve essere il punto di interesse, seguito da un piano intermedio e da uno sfondo che perde importanza e dominanza sull'immagine.
    Per questi motivi, nella fotografia in montagna, il grandangolo, ancora di più se spinto, toglie l'imponenza alle montagne e quindi va usato con consapevolezza.

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    • Nikonlander Veterano

    Il grandangolo è bello da usare proprio per sfruttare la sua distorsione, è in grado di trasformare il paesaggio a proprio saper fare e gusto.

    Pochi lo sanno fare bene, c'è bisogno di parecchia pratica; a me piacerebbe, ma non ho quell'occhio, forse anche perchè non lo alleno mai in tal senso

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    • Nikonlander

    Il risultato del collage che hai postato è davvero ottimo: una stupenda fotografia che inserisce perfettamente la mandria nel contesto; utilizzando il software di casa Adobe posso dire che lo strumento di unione a disposizione è anch'esso molto valido e consente di fare tutto piuttosto velocemente ottenendo come "premio" una foto con risoluzione super perciò adatta per stampe di grandi dimensioni, di solito il software di ps fa un lavoro egregio e mi sembra ricalcare interfaccia e modo di lavorare di Capture One riportato nell'articolo. In ps hanno di recente aggiunto una funzione che va a riempire in automatico gli angoli o altri spazi lasciati vuoti durante l'unione cosa interessante ad esempio se si tratta di un cielo uniforme, in buona sostanza si evita di clonare ed il risultato non è male.

    Certo in tutto questo se le condizioni di luce variano anche solo un minimo potrebbe poi non essere semplice ottenere fotogrammi con la stessa luminosita' cosa, per esperienza, non così scontata o veloce da sistemare in p.p. ad esempio variazioni di luce/contrasto per passaggi veloci di nubi/nebbie per cui il rischio è di ritrovarsi con un fotogramma che rovina tutto il resto.

    Ritengo sicuramente che sia un ottima alternativa quando il soggetto accompagna anche perchè non devi smontare l'ottica dal corpo evitando di esporre al vento/umidità gli innesti, chiaro poi che va valutato il risultato che si vuole ottenere.
     

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