Nikonland ospita fin dalla sua nascita una notevole quantità di articoli scritti riguardo flash ed attrezzature per l'illuminazione artificiale: argomento tanto stimolante per chi ne faccia uso corrente, quanto ostico inaspettatamente per la stragrande maggioranza dei fotografi che conosco, invece espertissimi di minuzie su molte altre materie connesse alla fotografia digitale.
La colpa è sicuramente della ...fotografia digitale (oltre che della pigrizia mentale di tanti) nel senso dell'enorme balzo in avanti che abbiamo fatto coi sensori, capaci fin da quasi subito dopo la prima generazione, di amplificazioni del segnale luminoso che oggi ci portano a fotografare impunemente a indici elevatissimi di sensibilità, anche con modelli base.
Mentre al tempo della pellicola, la scarsa latitudine di posa del materiale sensibile, obbligava giocoforza all'aiutino dato dal flash, incorporato o meno alla fotocamera.
Eliminato il flash incorporato, come fosse un dente guasto...via anche il dolore?
Per niente: l'esigenza di una sorgente di luce artificiale da aggiungere a quella ambiente rimane, anche se la lettura riflessa dal soggetto del nostro esposimetro si avvalga efficacemente anche di valori ISO da 800/1600/5000, perchè non sempre il soggetto della nostra inquadratura riceve la quantità e qualità di luce necessaria a farlo risaltare opportunamente rispetto lo sfondo... Anche e sopratutto con obiettivi ultra luminosi.
Qualcuno azzarda ancora...: ma come, con la luce brillante che avete al Sud, pure voi???
A maggior ragione noi, a causa dell'enorme differenza di contrasto luminoso tra luce brillante e soggetto in ombra, abbiamo bisogno ancora di quell'aiutino, grazie al quale una foto prende decisamente vita.
Vediamo in che misura e, sopratutto, come...
una situazione del genere, in cui, nonostante il soggetto ed il luogo di sfondo, siano già di per se importanti, necessita però di uno stacco che la condizione luminosa presente...non consentirebbe, lasciando piattezza e chiusura cromatica ad un soggetto invece, nato per colpire e suggestionare
Serve un flash di una certa potenza, giusta la dimensione delle vetture che devono ricevere sulla maggior parte della loro superficie gli effetti benefici della luce, anche a scemare sulla distanza. Ovviamente diffusa quanto più possibile: il diffusore a palla usato su di un Godox AD100 assorbe molto, per cui il flash ha lavorato a buona parte della sua potenza, essendo stato fatto scattare in TTL fill-in, ossia consentendo nei limiti del sinchro flash, una graduazione confacente degli ISO (qui 500) in funzione del diaframma molto chiuso (f/11) adottato sull'iperwide Viltrox 16/1,8 Z
Nella successiva, la pettorina riflettente del commissario sulla sx, ha ulteriormente influito sullo scatto, conferendogli maggior luminosità![]()
All'estremo opposto in quest'altro insieme di immagini, dove la brevissima distanza del close-up sul soggetto con obiettivo macro (o con lente addizionale) impone un diverso ragionamento: nella fattispecie la fotocamera è una Z50ii, l'unica delle Z ad avere il flash incorporato e l'obiettivo è il macro MC50/2,8, abbastanza corto per essere superato dal flash, senza causare vignettature, ma bisogna lavorare entro il suo tempo di sincronia (t/250 f/13), perchè questo incorporato non permette un utilizzo eventuale con tempi più brevi, in HSS (High Speed Sync: ossia uno sciame di lampi a distanza e frequenza condizionata dalla potenza del flash, che possa riempire l'intera durata della esposizione con tempi brevissimi di scatto).
Per quello necessita un flash aggiuntivo, a slitta o separato dal corpo macchina, con il quale poter scattare come in quest'altra foto ad 1/500" per sfruttare un diaframma medio (f/8) ed ISO bassi (qui un Viltrox 40/2,8 con lente addizionale su di una Z8):
Ancora col flash incorporato della Z50ii in riempimento sottoesposto (il flash) di un terzo di stop, per fornire un contributo di luce minimo, ai margini della esposizione per la luce ambiente dello sfondo, ma che riesca a fornire uno stacco da esso, nonostante un diaframma chiuso da f/16 che è funzione dello spazio nitido desiderato nelle immediate vicinanze del piano di messa a fuoco, stante una distanza davvero minima dal soggetto.![]()
Nella seguente invece, un piccolo errore di sovraesposizione della luce flash rispetto al soggetto, fotografato con un Viltrox 35/1,7 Z a f/4 per rimarcare l'effetto del diaframma sui punti di luce dello sfondo (f/4 t/160)![]()
...subito compensato, diaframmando, per salvaguardare l'effetto cromatico dei colori complementari (f/10 t/160)![]()
Stessa esigenza, ma utilizzando un adeguato contributore (Godox AD100+ML-CD15) separato dalla macchina (Z8) per rendere uniforme l'illuminazione, diffusa tanto, da non riflettere orribilmente sulla ragnatela che in queste situazioni generalmente rende inguardabile una foto, a causa di un utilizzo non centellinato della luce flash (MC105/2,8 Z f/16 t/200)![]()
Dove il fill-in flash in HSS diventa determinante è certamente quando si usi la fotocamera a scatto in sequenza su soggetti in movimento e con la necessità di non alzare eccessivamente il differenziale di contrasto tra soggetto e sfondo, come in questa immagine di mio figlio in campagna scattata un pò di anni fa su Nikon D810 e Art 20/1,4 con un Godox 860 N a slitta a f/4 t/1600 anche per mantenere bassi gli ISO, qui 64...
oppure quando sia necessario staccare del tutto il soggetto dallo sfondo (inutile e brutto) illuminando col flash i colori del soggetto qui con Z50ii e Z 24-200 con un Godox V350 N a slitta (f/5,6 t/1600)![]()
oppure quando la prevalenza sia il bilanciamento tra soggetto e sfondo, in funzione degli ISO bassi e però, aggiungendo un pizzico di luminosità col flash a slitta per compensare le piccole ombre sulle parti del soggetto che ne vengano raggiunte
(D810+Art 20/1,4 e Godox 860N: f/4 t/1250)![]()
Il discorso non cambia e si attua da sempre con i parametri appena enunziati: la luce artificiale si gestisce in questo modo, sia che si fotografi oggi, con fotocamere attuali
sia con le fotocamere utilizzate vent'anni fa (qui aprile 2005: Nikon D70 con Sigma 14/3,5 e Nikon SB800 f/11 t/320)...![]()
...sia che si scatti a soggetti ravvicinatissimi e si voglia rispettare la loro gamma tonale ed il contrasto cromatico![]()
sia che i soggetti siano persone e vada salvato lo sfondo anche in condizioni di ripresa a luce disponibile scadente o ...scaduta
In moltissimi casi avere appresso una sorgente di luce artificiale di breve ed intensa emissione, come è un flash, resta un ausilio insostituibile per ovvie ragioni di logistica (rispetto sorgenti di luce continua) e di ingombro (impareggiabile).
In ognuna delle situazioni appresso fotografate, l'intervento ed il dosaggio della luce flash, sono...soggetto stesso della foto in questione, tanto quanto quello ritratto su cui la luce risolve cromia e contrasto luminoso.
E chi continui a sostenere che ...tanto oggi non serve più... non avrà letto queste poche righe che ripeto su Nikonland da quasi vent'anni...
E luce sia...
Recommended Comments