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    TerraMaster D5-300C : un caso di studio

    Per quanto riguarda le caratteristiche generali del DAS TerraMaster D5-300C, rimandiamo al recente articolo pubblicato qui : TerraMaster D5-300C : DAS a cinque cassetti

    Non sappiamo se l'argomento DAS (Desktop Attached Storage, cioè uno scatolotto contenente più dischi fissi, collegato esternamente ad un computer desktop in locale, non in rete) fosse già a conoscenza dei lettori di Nikonland.
    E nemmeno se i suoi sviluppi possano interessare il fotografo medio.
    Ma contiamo di fare cosa gradita approfondendo una specifica configurazione permessa dalle caratteristiche di questo specifico DAS.

    Attenzione, non stiamo parlando in termini generici, né vorremmo che la conversazione si spostasse sui NAS.
    Riteniamo che i NAS - veri e propri computer desktop che vivono di vita propria in un proprio spazio integrato in una rete locale LAN - non siano necessari per l'utente medio. Anzi, nella maggioranza dei casi offrano caratteristiche ridondanti a costi eccessivi per esigenze basiche.

    In questo caso di studio immaginiamo un fotografo normale, con un archivio fotografico di una certa rilevanza, che scatta parecchio e vede crescere la necessità di spazio dove archiviare le sue foto.
    Ma vuole anche prestazioni e sicurezza al contempo.

    Il fotografo ideale è uno che si è dotato di un miniPC che, dall'avvento degli Apple corrispondenti, stanno riscuotendo un certo successo, forti del minimo impatto sulla scrivania.
    Oppure di un computer portatile.
    Ma in entrambi i casi di recente generazione e dotati almeno di una porta USB di tipo 3.1 GEN 2 o 3.2 GEN 2.

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    un Intel NUC ha una impronta minima sulla scrivania, quasi non si vede.

    Ma ha anche un limite, la capienza di spazio di archiviazione è minima, limitata sostanzialmente al disco di accesso che non può offrire lo spazio necessario ad intere annate di fotografia di un fotografo che ... fotografa.
    Ad un miniPC come questo si deve collegare un sistema di archiviazione.

    Un DAS può rappresentare la soluzione più semplice ed economica, nel caso in cui non sia necessario avere accessi tra più utenti collegati in rete locale o geografica, la configurazione di un Cloud personale, l'autenticazione di utenti esterni, magari clienti che si collegano da remoto o colleghi in servizio esterno. Insomma, per soluzioni professionali un DAS deve cedere il passo ad un NAS, meglio se molto potente.
    Ma per un fotografo amatoriale un DAS per circa 200 euro offre tutto il necessario.

    ***

    Chiarite le premesse, andiamo al caso di studio che vi illustriamo come ipotesi, senza l'ardire di credere che sia la soluzione per tutti. Ognuno saprà come regolarsi ma magari essendo informato delle potenzialità di questa soluzione.

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    qui abbiamo il nostro secondo Terramaster D5-300C pronto per essere configurato per la workstation numero 2.

    Vogliamo che qui ci siano tutte le annate - dal 2008 a domenica scorsa - di fotografie a modelle scattate da M&M.
    Sono circa 20 terabyte di fotografie in vari formati. Letteralmente milioni di scatti. Costati tanta fatica e costi reali dell'ordine di 100 volte l'impegno in hardware volto a salvaguardarne il valore.

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    qui abbiamo 4 dischi fissi Seagate EXOS serie X18, di due serie differenti.

    Due di questi dischi saranno configuarti in RAID 0, due fungeranno da backup interno.
    A parte, su un altro apparecchio Terramaster, c'è un ulteriore backup di queste immagini.
    E poi ce ne sono altre due copie, residenti altrove. Giusto per stare tranquilli.

    Non sottolineeremo mai abbastanza l'importanza dei backup. Ma siamo sicuri che tutti i nostri lettori abbiano la percezione di quanto siano fondamentali (e l'ultimo backup non può che essere la stampa di tutte le fotografie migliori ...).

    Il Terramaster D5-300C ha la possibilità di configurare in RAID i primi due dischi della catena interna.

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    come illustrato nell'etichetta laterale.

    Si può configurare il dispositivo per vedere i dischi singolarmente. Oppure in RAID 0 o in RAID 1.

    Per farlo non serve alcun software. Solo un paio di mini-attrezzi in dotazione. Un minicacciavite e una mini-chiavetta

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    i due unici strumenti necessari per configurare in RAID il TerraMaster D5-300C

    Il RAID 0 si sceglie per sommare la capacità di due dischi uguali. In questo modo si ha un volume risultante che è il doppio della capienza del singolo disco.
    Con una velocità di lettura e scrittura doppia rispetto ad un disco singolo. Perché i dati vengono suddivisi via software al momento della scrittura delle informazioni.
    Il tutto al rischio che in caso di rottura anche di uno solo dei due dischi, si perdano il contenuto di tutto quanto. Senza possibilità se non remota di recuperarne una parte.
    E' una soluzione che può essere scelta in casi come questo, dove viene previsto un backup intenzionale periodico.

    Il RAID 1 si sceglie invece per avere un backup continuo in tempo reale dei dati di un disco su un altro identico. In pratica due dischi offrono uno spazio pari a quello di un disco singolo.
    Quindi abbiamo un relativo "spreco" di spazio ma con la sicurezza che quanto viene scritto sul disco, sia sempre duplicato in continuo.
    Le prestazioni del sistema restano pari a quelle del disco singolo.
    Si tratta di una soluzione che ha senso per archivio di dati sensibili che vengono aggiornati in continuo e di cui si deve avere una copia di sicurezza continua.

    Una situazione che non ha nulla a che vedere con le esigenze di un fotografo "normale" che fotografa ogni tanto e che solo in quelle occasioni modifica/aggiorna il proprio archivio.
    Il backup continuo in tempo reale di un archivio che si modifica una volta alla settimana o anche in periodi più rarefatti a cosa potrà servire mai ?
    E ancora, un backup sensato per un fotografo dovrebbe consentire di recuperare la versione di un file precedente all'ultima lavorazione. Come recuperarla se abbiamo un backup in tempo reale ?

     

    ZFC_8263.JPG

    montaggio dei dischi nei cassetti. Basta inserire il disco, bloccare le guide in plastica laterali e poi avvitare due viti sul fondello del disco

    ZFC_8262.JPG

    il selettore posteriore per selezionare la modalità di utilizzo dei due primi dischi

     

    ZFC_8264.JPG

    i cassetti inseriti

    Impostazione del RAID.

    A computer e DAS accesi si deve selezionare la modalità prescelta e poi resettare il sistema.

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    a questo punto si deve configurare il volume nel sistema operativo del computer.

    Nel caso di Windows ci ritroveremo con una situazione del genere :

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    vediamo il Disco 5 che è il RAID 0 appena impostato che ci mostra una partizione Non allocata di 33TB circa.

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    direttamente da Gestione Disco possiamo creare la partizione, formattarla, cambiare la lettera del disco e dare eventualmente un nome.

    Da questo momento vedremo in linea un volume X: che corrisponde al RAID. A parte vediamo anche gli altri due dischi che serviranno per il backup.

    ***

    Fatto questo e trasferiti i dati dagli altri archivi, vediamo le prestazioni del sistema.

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    queste sono per prestazioni in lettura e scrittura di un disco Seagate Exos X18 collegato direttamente al bus di sistema dentro al computer (desktop).

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    queste sono le prestazioni dello stesso disco (singolo) nel TerraMaster.

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    qui invece vediamo quanto va più veloce il RAID 0 : queste sono prestazioni paragonabili a quelle di un SSD di tipo SATA e più del doppio del disco singolo messo dentro al DAS !

    Naturalmente un disco M.2 interno avrà prestazioni 10 o 20 volte superiori.
    Ma ancora non esistono dischi M.2 di queste dimensioni ... e se uno ha bisogno di terabyte di spazio di archiviazione, o spende una fortuna moltiplicato 2 in dischi M.2 oppure si ingegna per continuare ad usare dischi meccanici come questi Seagate.

    ***

    Andiamo alla parte operativa.

    L'archivio principale sta sul RAID 0, qui punterà il fotografo per cercare e lavorare le sue foto.
    Idealmente - se usa Lightroom - avendo il disco interno di sistema come disco di appoggio per le anteprime e la cache di sistema.
    E, magari, con un altro disco di tipo M.2, collegato via Thunderbolt, come disco per le lavorazioni temporanee da trasferire poi sul RAID del TerraMaster.

    A parte, si organizzerà un sistema di backup discrezionale, per il tramite di una utility/app tipo FreeFileSync.
    Creandosi uno script visuale che sincronizzi le cartelle con cui è organizzato l'archivio del RAID sui dischi di backup.
    Ripartendo così il rischio di rotture su due dischi differenti.

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    l'aspetto di una sessione operativa di backup con FreeFileSync e uno script impostato visualmente che sincronizza "a specchio" un disco su un altro, andando a modificare solo i file che sono cambiati dall'ultima volta

    Il backup sarà periodico, per esempio una volta a settimana oppure quotidiana, ma solo quando vengono fatte modifiche importanti ma "consolidate". E' inutile fare un backup se non si è modificato nulla.
    Il ritardo tra l'aggiornamento del backup consentirà eventualmente di recuperare una versione precedente di un file che venga magari per errore modificato in modo distruttivo oppure cancellato.
    Qui parliamo genericamente di backup ma nella realtà intendiamo operazioni di tipo incrementale o di sincronizzazione dove effettivamente vengono modificati solo i file che sono cambiati dall'ultima operazioni di sincronizzazione.

    Noi consigliamo di tenere - a parte, proprio fisicamente - un ulteriore backup, rinfrescato con una periodicità ancora più rarefatta.

    ***

    Riepilogo 

    • abbiamo in mente un fotografo non professionista che non abbia e non necessiti di una soluzione a se stante di rete tramite NAS
    • che fotografi ed abbia un archivio corposo abbastanza da non essere contenuto nel disco di sistema del suo computer o superi le dimensioni di un moderno SSD
    • che voglia contemporaneamente avere prestazioni (RAID 0) e sicurezza (backup) ma con la consapevolezza di fare le cose con i suoi tempi
    • che non voglia spendere capitali esagerati per soluzione complesse e con funzionalità che non gli servono (tipo servizi di rete locale o geografica, server di rete, etc.)
    • con il pieno controllo "visuale" di ogni parametro e la possibilità di modificare quello che vuole con i consueti strumenti a lui familiari del SUO sistema operativo (che sia Windows o Apple non cambia nella sostanza)

    naturalmente qui, in relazione alla corposità dell'archivio fotografico abbiamo strutturato un sistema con dischi da 18 TB (ma sul mercato arrivano anche quelli da 24TB a breve).
    Ma per esigenze minori si parte tranquillamente da dischi da 4 TB anche se, visto i costi dei dischi fissi meccanici odierni, meglio abbondare e puntare a dischi almeno da 8 TB l'uno.
    E' possibilissimo riutilizzare dischi già usati. Ma consigliamo di non pretendere che un disco fisso (sia meccanico che SSD) possa durare in eterno.

    Se ci fossero cose poco chiare o necessità di approfondimento, crediamo che nei commenti si potrà estendere il discorso.

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    • Nikonlander

    Personalmente parlando, trovo certe sottili distinzioni, in particolare quelle tra schede di memoria ed Hard Disk, non particolarmente convincenti e sostenibili, soprattutto perche' in questo caso stiamo parlando comunque di oggetti strettamente legati al lavoro/hobby/passione attinente la fotografia, e se dopo un po' mi si dovessero "cuocere" gli Hd con le mie foto, la cosa mi interessera' e come...! anche se mi annoiano a morte le annotazioni tecniche su °C, V, mAh, Wh etc.,  ma in ogni caso rispetto le tue tesi con educazione, e quindi per me il discorso puo' finire qui'.

     

    @ Max Aquila:  Si Max, purtroppo non ho fatto a tempo ad acquistarlo quando lo hai preso tu, ed ho perso l'occasione...., ma io so aspettare. 
    P.S. giusto per dovere di cronaca, su Amazon in una decina di anni ho restituito un solo acquisto, e solo perche' dopo due giorni aveva smesso del tutto di funzionare. Non acquisterei mai un prodotto per testarlo e con l'intenzione di restituirlo se non mi garba. Fa parte del mio carattere :)

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    • Nikonlander

    Ho acquistato anch'io il TerraMaster D5-300C. Ho riciclato inizialmente due dischi WD WesternDigital da 6TB (CMR) che avevo in casa dismessi da un NAS assemblato da me con il sistema operativo TrueNas (che ha sostituito il FreeNas) e che per il momento sono in pausa per upgrade che faro' dopo aver consolidato i dati su DAS.

    Non voglio assolutamente entrare nel merito del discorso DAS vs NAS in quanto per come la vedo io DAS e NAS sono pensati (e hanno senso) per utilizzi completamente diversi ed in contesti diversi, quindi secondo me non ha alcun senso compararli.

    Oggi sono arrivati da Amazon due dischi da 18TB Seagate dagli USA. Ordinati il 21 febbraio, arrivati in 2 giorni lavorativi spediti da Boston Massachusset.

    Li ho installati e sto trasferendo i dati.

    Non ho utilizzato nessun tipo di RAID volutamente (e anche in questo caso non voglio entrare nel merito del discorso).

    Copierò i dati a  mano o con tool di backup. 

     

    Solo una domanda (verifica con chi ha la stessa configurazione o simile).

    I dischi da me acquistati sono:

    Seagate Exos X18, 18TB  CMR 3,5", Hyperscale SATA 6GB/s, 7.200 RPM, 512e, caching avanzato (ST18000NM000J) 

    Funziona tutto, ma secondo me "spernacchiano" molto.

    A parte il rumore della testina che scrive (che mi aspettavo), ma periodicamente anche se non stanno lavorando, solo il fatto che siano accesi producono periodicamente dei rumori tipo trrrrrr (non fastidiosi, non e' quello il problema, ma assolutamente udibili). Sembra una telescrivente con il carrello che si sposta.

    Domanda: E' perfettamente normale o devo preoccuparmi? Immagino sia normale per come lavorano considerando che sono di classe enterprise e da 18TB e la testina scrive su diversi piatti, ma non si sa mai, chiedo per condivisione.

    (Ho anche fatto l'estensione di garanzia su Amazon oltre a quella del produttore, per danni accidentali per cui sono abbastanza 'tranquillo' ).

     

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    • Administrator
    8 ore fa, apsc ha scritto:

    Ho acquistato anch'io il TerraMaster D5-300C. Ho riciclato inizialmente due dischi WD WesternDigital da 6TB (CMR) che avevo in casa dismessi da un NAS assemblato da me con il sistema operativo TrueNas (che ha sostituito il FreeNas) e che per il momento sono in pausa per upgrade che faro' dopo aver consolidato i dati su DAS.

    Non voglio assolutamente entrare nel merito del discorso DAS vs NAS in quanto per come la vedo io DAS e NAS sono pensati (e hanno senso) per utilizzi completamente diversi ed in contesti diversi, quindi secondo me non ha alcun senso compararli.

    Oggi sono arrivati da Amazon due dischi da 18TB Seagate dagli USA. Ordinati il 21 febbraio, arrivati in 2 giorni lavorativi spediti da Boston Massachusset.

    Li ho installati e sto trasferendo i dati.

    Non ho utilizzato nessun tipo di RAID volutamente (e anche in questo caso non voglio entrare nel merito del discorso).

    Copierò i dati a  mano o con tool di backup. 

     

    Solo una domanda (verifica con chi ha la stessa configurazione o simile).

    I dischi da me acquistati sono:

     

    Seagate Exos X18, 18TB  CMR 3,5", Hyperscale SATA 6GB/s, 7.200 RPM, 512e, caching avanzato (ST18000NM000J) 

     

    Funziona tutto, ma secondo me "spernacchiano" molto.

    A parte il rumore della testina che scrive (che mi aspettavo), ma periodicamente anche se non stanno lavorando, solo il fatto che siano accesi producono periodicamente dei rumori tipo trrrrrr (non fastidiosi, non e' quello il problema, ma assolutamente udibili). Sembra una telescrivente con il carrello che si sposta.

    Domanda: E' perfettamente normale o devo preoccuparmi? Immagino sia normale per come lavorano considerando che sono di classe enterprise e da 18TB e la testina scrive su diversi piatti, ma non si sa mai, chiedo per condivisione.

    (Ho anche fatto l'estensione di garanzia su Amazon oltre a quella del produttore, per danni accidentali per cui sono abbastanza 'tranquillo' ).

     

    ne ho appena restituito uno (Exos X18  da 18TB) che non faceva particolare rumore, ma che dopo un mese mi veniva segnalato da Crystal Disk come "a rischio" dopo avervi caricato meno di 3 TB di files.

    Scomparso l'allarme dopo una settimana, è poi riapparso un paio di settimane oltre.

    Rimandato al venditore di Amazon marketplace (Fabio Store) che con grande cortesia e velocità me l'ha rimborsato, non potendolo rimpiazzare.

    Tra i commenti degli utenti Amazon ho però letto che di questo modello girano parecchi esemplari ricondiazionati senza che questo sia stato dichiarato.

    Non chiedermi come possano averlo dedotto... non è proprio il mio campo.

    Adesso aspetto qualche degno sostituto: ho temporeggiato acquistando un Lexar NM790 SSD M2 da 2 TB

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    • Nikonlander

    Grazie.

    I miei due sono arrivati da uno store americano (Maestro Tech).

    Prima di  acquistarlo ho chiesto se fossero nuovi o ricondizionati. Mi hanno risposto che sono nuovi (che poi e’ come chiedere all’oste se il vino è buono, ma era l’ unica possibilità, per cui la risposta era abbastanza scontata… ).  Ho notato che su amazon in certi casi lo scrivono che sono ricondizionati ma purtroppo non sempre.

    Scansionando il QR code sul disco si apre un link sul sito del produttore con il S/N corretto che afferma che sia originale e regolare. Non ho capito come eventualmente verificare la garanzia.

    Avevo letto che se sono originali hanno 4 (o 5, non ricordo) anni di garanzia del produttore, mentre se sono ricondizionati solo un anno e, sempre che abbia capito correttamente, dovrebbe apparire in fase di registrazione. Come si registri non l’ho ancora capito.

    L’acquisto l’ho fatto su amazon da Maestro Tech. Posso solo dire che a livello di comunicazione sono stati molto efficienti e la spedizione con DHL è stata da record (due giorni lavorativi). Poi nel dubbio ho fatto anche assicurazione a 5.99 euro a disco.

    Il rumore persiste, mentre sta scrivendo (sto trasferendo 2.5 TB di dati).
    Spero sia normale.

    Incrocio le dita.🤞 

     

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    • Nikonlander
    Il 24/2/2024 at 14:50, apsc ha scritto:

    Avevo letto che se sono originali hanno 4 (o 5, non ricordo) anni di garanzia del produttore, mentre se sono ricondizionati solo un anno e, sempre che abbia capito correttamente, dovrebbe apparire in fase di registrazione. Come si registri non l’ho ancora capito.

    la registrazione non l'ho mai fatta in vita mia, ma la durata della garanzia la puoi verificare qui, semplicemente inserendo il numero di serie dell'Hd:
    Seagate Support Warranty

    Se poi vuoi verificare lo stato dei dischi, ti basta scaricare il software "SeaTools" di Seagate e lanciare uno dei test diagnostici ;)
     

    Edited by Lucky
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    • Nikonlander

    Ok. Grazie !  

    Ho verificato entrambi i dischi con il link indicato e mi dice di contattare il venditore.

    Avevo già scritto al venditore americano ieri che ha risposto in poche ore.

    Mi ha garantito che in caso di qualsiasi problema basta contattarlo e che ho diritto a 5 anni di garanzia (poi se scappa e chiude lo store non so che farci).

    Secondo me sono 'nuovi' nel senso che non sono mai stati utilizzati, ma non sono registrabili perche' facevano parte di qualche sistema di dischi (che hanno smontato e di cui hanno venduto i singoli dischi),  per cui sarebbe piu' corretto rivenderli come refurbished (come fa correttamente Nital).

    Comunque, per farla breve, rumore a parte, funzionano entrambi, Amazon comunque li garantisce, il venditore sostiene di garantirli per 5 anni, e io mi sono fatto per ben 5 euro e qualche centesimo a disco 3 anni di assicurazione per danni accidentali, quindi direi che sono tranquillo.

    Il rumore si sente quando leggono o scrivono (solo su questi due dischi, sui WD tradizionali nessun rumore particolare, ma a me sembrano dovuti alla testina che si sposta).

    Spero sia cosi'.

    Leggendo recensioni in rete sembra che siano rumorosi. Concordano tutti (e posso capirlo data la tipologia di dischi). Non e' questo il problema, secondo me.

    Come ho scritto sopra, non e' il rumore che mi 'disturba', ma il timore che ci possano essere problemi e sia sintomo di potenziali problemi.

    Poi se sono rumorosi e funzionano a me va benissimo, tanto mi servono  1) che funzionino entrambi 2) li uso solo per salvare i dati complessivamente consolidandoli periodicamente.

    (Poi i singoli dati li tengo su SSD o HDD di taglio minore).

     

    Edited by apsc
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    • Nikonlander
    4 ore fa, apsc ha scritto:

    A parte il rumore della testina che scrive (che mi aspettavo), ma periodicamente anche se non stanno lavorando, solo il fatto che siano accesi producono periodicamente dei rumori tipo trrrrrr (non fastidiosi, non e' quello il problema, ma assolutamente udibili). Sembra una telescrivente con il carrello che si sposta.
    ................
    Come ho scritto sopra, non e' il rumore che mi 'disturba', ma il timore che ci possano essere problemi e sia sintomo di potenziali problemi.

    Il rumore che hai descritto potrebbe essere dovuto alla procedura di riallineamento delle testine sulle tracce, effettuato per la compensazione delle dilatazioni termiche. Considerando che e' un 18Tb e quindi ha tanti piatti e tante testine, nonche' un'altissima densità di scrittura, anche disallineamenti microscopici possono compromettere la lettura delle tracce, da cui la necessita' di effettuare il riallineamento con maggior frequenza di un disco da 2Tb
    Se entrambi i tuoi Exos X18 fanno lo stesso rumore, se i test Seagate non hanno rilevato nulla, e soprattutto, se le temperature durante il funzionamento prolungato non hanno superato mai i 45° e si mantengono stabilmente sotto i 40° sul lungo periodo, l'esperienza mi insegna che non dovresti avere problemi, anche se un disco da 18Tb e' sicuramente piu' problematico di uno da 2 o 4Tb.
    In caso contrario, come diceva Toto': "specie quest'anno, c'è stata una grande moria delle vacche, come voi ben sapete..." xD

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    • Nikonlander

    Staremo a vedere.

    Mi pare che uno dei due sia piu' rumoroso dell'altro.

    Li sto comunque stressando entrambi.

    Se del caso ne rendo uno,  quello piu' rumoroso,  e me lo faccio o sostituire o rimborsare. 

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    • Nikonlander Veterano

    A prescindere dal rumore, che anch'io penso non sia un problema, devo dire che avete molto più coraggio di me: io ai giorni nostri non riuscirei a comprare un disco meccanico e lasciarlo nelle mani di un corriere... :36_5_11:

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    • Administrator
    7 minuti fa, Leo ha scritto:

    A prescindere dal rumore, che anch'io penso non sia un problema, devo dire che avete molto più coraggio di me: io ai giorni nostri non riuscirei a comprare un disco meccanico e lasciarlo nelle mani di un corriere... :36_5_11:

    Io negli ultimi twelve months, ho acquistato 5 Seagate Exos da 18 TB, spediti da Neapolis, Campania, via GLS ed arrivati il giorno dopo.
    Funzionano Dadddio dal giorno dopo la consegna e conservano dati a milioni :x1x:
    Vediamo se arrivano quelli da Twentyfour che li voglio provare ! :36_1_11:

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    • Administrator
    1 ora fa, Leo ha scritto:

    A prescindere dal rumore, che anch'io penso non sia un problema, devo dire che avete molto più coraggio di me: io ai giorni nostri non riuscirei a comprare un disco meccanico e lasciarlo nelle mani di un corriere... :36_5_11:

    Quindi tu dove compri? All'outlet di seagate o di WD?

    O per corrieri intendi solo l'ultimo tratto? Dal distributore al cliente?

     

    Tanto per rimarcare, il mio EXOS18 comprato non oltreoceano ma da un negozio del napoletano, non faceva alcun tipo di pernacchie e funzionave benissimo...

    Aveva un solo problema: diceva questo...

    zxz.thumb.JPG.0e91710959de2d0d70d18a21b4044d24.JPG

     

    Ed il precisissimo Fabio Store del Marketplace di Amazon me l'ha rimborsato integralmente.

     

    Direi però che siamo orrendamente OT da tempo su questo articolo

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    • Nikonlander
    18 ore fa, Max Aquila ha scritto:

    Tanto per rimarcare, il mio EXOS18 comprato non oltreoceano ma da un negozio del napoletano, non faceva alcun tipo di pernacchie e funzionave benissimo...

    Aveva un solo problema: diceva questo...

    ed hai fatto benissimo, perche' quei due dati insieme indicano che c'e' un danno fisico sulla superfice di uno dei piatti, e che il sistema ha gia' utilizzato tutti i settori di backup per riallocare automaticamente gli errori, ma che non sono bastati in quanto sono stati usati tutti e cio' nonostante sono rimasti ancora settori danneggiati pendenti, ed oramai non piu' corregibili. Ovviamente un disco cosi' e' totalmente inaffidabile. ;)

    Mi e' capitata la stessa cosa con un Seagate Barracuda che dava gli stessi errori [C5] [C6], ed il comando
    "chkdsk :L  /x /r /f" (dove L e' la lettera del disco da controllare) ha rilevato il danneggiamento dei dati in due file .jpeg, che, alla prova dei fatti, si aprivano regolarmente, ma mostravano parti dell'immagine mancanti.

     

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    • Nikonlander Veterano

    Parlo solo dell'ultimo tratto, perché al negozio (a meno che non sia particolarmente piccolo) arrivano in blocchi o in pallet da maneggiare in tutt'altro modo... Poi non vuol dire che sicuramente arriva con problemi, ci mancherebbe, ma già solo la media qui scritta dimostra che la percentuale di quelli restituiti non è indifferente!
    I dischi meccanici sono suscettibili agli sballottamenti, chi li maneggia deve sapere quello che fa e il "corriere medio Amazon" spesso non ha neanche idea di cosa ci sia nella scatola... Quindi fossi uno che usa dischi meccanici, soprattutto per metterci le mie foto, andrei a comprarlo in negozio, lo pagherei qualcosa di più, ma vivrei più sereno.
    Per dire, ho dischi meccanici di 20 anni, ancora perfettamente funzionanti, la percentuali di danneggiati è dello 0% (solo uno che è caduto dalla scrivania, non ha colpe poverino), ovviamente non li uso più a niente e mai ci metterei delle foto là sopra, ma per dire che "ai tempi degli acquisti in negozio" i dischi reggevano molto di più.

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    • Administrator
    34 minuti fa, Leo ha scritto:

    Parlo solo dell'ultimo tratto, perché al negozio (a meno che non sia particolarmente piccolo) arrivano in blocchi o in pallet da maneggiare in tutt'altro modo... Poi non vuol dire che sicuramente arriva con problemi, ci mancherebbe, ma già solo la media qui scritta dimostra che la percentuale di quelli restituiti non è indifferente!
    I dischi meccanici sono suscettibili agli sballottamenti, chi li maneggia deve sapere quello che fa e il "corriere medio Amazon" spesso non ha neanche idea di cosa ci sia nella scatola... Quindi fossi uno che usa dischi meccanici, soprattutto per metterci le mie foto, andrei a comprarlo in negozio, lo pagherei qualcosa di più, ma vivrei più sereno.
    Per dire, ho dischi meccanici di 20 anni, ancora perfettamente funzionanti, la percentuali di danneggiati è dello 0% (solo uno che è caduto dalla scrivania, non ha colpe poverino), ovviamente non li uso più a niente e mai ci metterei delle foto là sopra, ma per dire che "ai tempi degli acquisti in negozio" i dischi reggevano molto di più.

    Non ti capisco, Leo: al negozio secondo te chi li portava? Un corriere migliore di quelli attuali?

    Comunque: il fatto è che non appena si comincia a parlare di informatica spuntano commenti da bretelle e cintura che oggi, grazie appunto alla tutela degli acquisti online, non hanno proprio più luogo.

    Per giunta ti dico che abito in una città che sfiora il milione di abitanti e che trent'anni fa vedeva un negozio di informatica, privato o affiliato, ogni mezzo km.

    Oggi non ce n'è più uno...e per fortuna dico pure, perchè i miei primi acquisti (metà anni '90) e molti di quelli successivi...non sono mai stati baciati dall'assistenza che invece assiste chi oggi, mi dici, entra in un negozio fisico ad acquistare merce da ingrosso, come sono e saranno gli HD.

    O stai parlando, come si finisce a fare di solito, di Harlem contro Manhattan (Apple vs PC) ?

    :marameo:

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