Prima di cominciare
Questi articoli non nascono perché io conosca già bene il video. Nascono, al contrario, perché voglio impararlo.
Scrivere è sempre stato il mio modo per costringermi a studiare un argomento, mettere ordine nelle informazioni, verificare ciò che credo di avere capito e infine provarlo sul campo. Questa serie seguirà lo stesso metodo: affronterò un tema alla volta, partendo dalle domande che si pone un fotografo quando decide di premere il pulsante rosso della propria Nikon.
Non sono un videografo e sicuramente non lo diventerò mai. Sono un fotografo curioso, abituato a ragionare sull’immagine fissa, che vuole capire che cosa cambia quando nell’immagine entrano il tempo, il movimento, il suono e il montaggio. Posso definirmi un esperto di Bach; di Hitchcock e di John Ford resto soltanto un ammiratore.
Non si tratterà quindi di un corso di cinema né di una raccolta di lezioni impartite dall’alto. Studierò, proverò, commetterò probabilmente qualche errore e riferirò ciò che avrò realmente compreso e verificato. Senza partire dalle complicazioni riservate agli specialisti e senza fingere certezze che ancora non possiedo.
Chi legge è invitato a fare questo percorso insieme a me. L’obiettivo iniziale è semplice: arrivare a premere il pulsante rosso sapendo che cosa stiamo facendo e, soprattutto, perché.
Questo è il programma da cui cominceremo.
Per chi fotografa la natura: ricordarsi del selettore Foto → Video
Nella fotografia naturalistica il singolo scatto può condensare un gesto in modo straordinario: un’ala completamente distesa, l’impatto di un predatore, lo sguardo di un animale nel proprio ambiente. Ma la natura non è fatta soltanto di istanti decisivi. È fatta anche di comportamenti, attese, esitazioni, richiami, relazioni e movimenti che una fotografia, per quanto riuscita e artisticamente compiuta, può soltanto suggerire.
Una breve sequenza video può risultare molto più viva di una singola immagine quando mostra un rapace che prepara il volo, un uccello che nutre i piccoli, due animali che interagiscono o semplicemente il modo in cui una creatura si muove nel proprio ambiente. Non sostituisce la fotografia: racconta ciò che viene prima e dopo l’istante che abbiamo scelto di fermare.
Il fotografo di wildlife possiede già gran parte di ciò che serve: conosce il soggetto, ne anticipa il comportamento, sa seguirlo con un lungo teleobiettivo e ha imparato ad aspettare. Deve però acquisire una nuova prontezza d’animo: riconoscere quando ciò che sta accadendo merita una sequenza e commutare senza esitazione il selettore da Foto a Video.
Quel piccolo gesto può fare la differenza tra conservare una bella immagine e riportare a casa un frammento di natura realmente vissuta.
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