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<rss version="2.0"><channel><title>Articoli</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/</link><description/><language>en</language><item><title>La nuova PEN non ci interessa. Il mercato che rappresenta s&#xEC;</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/la-nuova-pen-non-ci-interessa-il-mercato-che-rappresenta-s%C3%AC-r1555/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage10set202612_59_03.png.358e24f5ee3fe312eb2655b1f42f0b19.png" /></p>
<p><strong><em><span data-ips-font-size="200"><span data-i-color="blue">F</span></span></em></strong><em><span data-i-color="blue">ujifilm ne ha fatto un successo, OM System una nuova fotocamera. Nikon aveva cominciato con Zfc e Zf, poi si è fermata. La nostra Nikon Z SP spiega perché dovrebbe ripartire.</span></em></p><p>Della nuova OM System PEN presentata il 9 settembre, diciamolo subito, non ci interessa quasi nulla. Continueremo probabilmente a chiamarla Olympus PEN per abitudine, ma non abbiamo alcuna intenzione di cambiare sistema, acquistare obiettivi Micro Quattro Terzi o discutere per settimane della qualità prodotta dal suo sensore. Non è questo il punto. La nuova PEN ci interessa perché un’azienda molto più piccola di Nikon ha appena messo in produzione, con mezzi tecnici relativamente modesti, un’idea di fotocamera sorprendentemente vicina a quella che Nikonland sta proponendo con il concept Nikon Z SP.</p><p>Naturalmente le due macchine non sarebbero concorrenti. La PEN impiega un sensore Micro Quattro Terzi da 20,4 megapixel, non stacked e certamente non nuovo, abbinato al processore TruePic IX e a un sistema autofocus ibrido con 121 punti. Il corpo è compatto, prevalentemente plastico, pesa 393 grammi con batteria e scheda, integra un mirino elettronico da 2,36 milioni di punti, stabilizzazione sul sensore e una protezione IPX1. Negli Stati Uniti costa 999 dollari, nel Regno Unito 849 sterline. La nostra ipotetica Nikon Z SP sarebbe invece una fotocamera full frame professionale, costruita attorno all’elettronica della Z6 III, con un corpo metallico, un mirino ben più ambizioso e un prezzo inevitabilmente superiore al doppio.</p><p>Non è quindi la tecnologia a renderle confrontabili. È l’idea.</p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="130538" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/OM-SYSTEM-PEN-camera-6.jpg.bf23e6dc14c79be9f0fe7e88850e09a0.jpg" alt="OM-SYSTEM-PEN-camera-6.jpg" title="OM-SYSTEM-PEN-camera-6.jpg" width="1000" height="586" loading="lazy"></p><h2>Una fotocamera pensata per vedere</h2><p>OM System avrebbe potuto limitarsi a inserire componenti già disponibili dentro un involucro piacevolmente rétro. È ciò che spesso fanno i produttori quando vogliono sfruttare la nostalgia senza assumersi il rischio di un progetto realmente nuovo. Invece ha costruito la PEN attorno a un’esperienza fotografica precisa: una macchina compatta, con il mirino laterale, da portare sempre con sé e capace di trasformare il modo in cui il fotografo guarda il mondo prima ancora di premere il pulsante di scatto.</p><p>Sul frontale c’è un comando fisico dedicato alle modalità creative. Non un’opzione sepolta nel quinto livello di un menù, ma una dichiarazione d’intenti visibile anche dall’esterno. La macchina mette a disposizione quattro profili colore e quattro monocromatici richiamabili direttamente. Nel Color Profile Control si può intervenire separatamente sulla saturazione di dodici colori, con undici livelli di regolazione, oltre che sulla resa generale delle ombre. In monocromatico si possono scegliere filtri colore, intensità, grana, ombreggiatura e differenti viraggi.</p><p>Non sono semplicemente filtri da applicare a una fotografia già fatta. Sono modi diversi di vedere la scena nel mirino elettronico mentre la fotografia sta ancora nascendo. Si sceglie una resa più vivace o più tenue, un bianco e nero contrastato oppure delicato, si osserva come cambia il soggetto e si decide di conseguenza esposizione, inquadratura, luce e momento dello scatto. Il RAW resta disponibile e conserva ogni possibilità successiva, ma il JPEG può essere già la fotografia finita.</p><p>È il concetto che Nikonland riassume da sempre in una frase: <strong>la fotografia nasce nel mirino</strong>.</p><p>Durante il passaggio dalla reflex alla mirrorless ci è stato spiegato soprattutto che il mirino elettronico poteva mostrare in anticipo l’esposizione, il bilanciamento del bianco e la profondità di campo. Tutto vero, ma è soltanto la parte più elementare della questione. Il mirino elettronico può mostrarci direttamente la nostra interpretazione della realtà. Non ci fa soltanto vedere se l’immagine sarà chiara o scura: ci permette di decidere quale immagine vogliamo creare.</p><p>Con FilmBox abbiamo sviluppato esattamente questa idea. Le nostre pellicole digitali non sono imitazioni nostalgiche da applicare alla fine in postproduzione. Kodak Portra, Ektar, Kodachrome, Provia, Reala, Agfa, Ferrania, Ilford, T-Max e le interpretazioni Cinema diventano differenti modi di leggere la scena. La scelta del profilo influenza ciò che vediamo nel mirino e quindi il modo in cui fotografiamo. Una luce che con un profilo appare insignificante può diventare improvvisamente interessante con un altro. Un incarnato cambia, un cielo acquista un peso diverso, un’ombra suggerisce un’altra composizione. La fotografia non viene decorata dopo: viene immaginata prima.</p><p>La nuova PEN dimostra che questa non è una nostra eccentricità. È una possibile direzione industriale.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130537" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/sageabe_device_img_02.thumb.webp.ceba7cc92ad1683fb5e9f2f592696038.webp" alt="sageabe_device_img_02.webp" title="sageabe_device_img_02.webp" width="1024" height="731" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/sageabe_device_img_02.webp.34d6ca3ba0044f98ce439cc17be2f821.webp" loading="lazy"></p><h2>Fujifilm lo sa da anni</h2><p>Fujifilm ha costruito una parte rilevante del proprio successo recente proprio attorno a questa filosofia. Non ha inventato soltanto fotocamere con un aspetto tradizionale. Ha creato un sistema coerente di corpi riconoscibili, ghiere fisiche, obiettivi dotati di ghiera dei diaframmi, simulazioni pellicola, ricette condivise dagli utenti e continuità tra una generazione e la successiva.</p><p>Una Fujifilm non viene scelta soltanto per il sensore APS-C o per la risoluzione. Viene scelta perché propone una maniera di fotografare e perché rende quella proposta immediatamente riconoscibile. La simulazione pellicola non è nascosta come una funzione accessoria: è diventata una parte fondamentale dell’identità del marchio e del rapporto fra fotografo e macchina.</p><p>Il mercato ha risposto in modo inequivocabile. La X100VI è rimasta a lungo difficilissima da trovare nonostante l’aumento della produzione. Nel 2025 è risultata la fotocamera più venduta nella classifica annuale del grande rivenditore giapponese Yodobashi, continuando a tornare ai primi posti ogni volta che nuovi esemplari diventavano disponibili. La serie X100, nata nel 2011, è diventata un oggetto desiderato anche da un pubblico giovane che non ha alcun ricordo personale della fotografia analogica.</p><p>Fujifilm ha compreso inoltre che questo desiderio permette di applicare un premio di prezzo. Non deve necessariamente inseguire il massimo volume né combattere sul centesimo contro prodotti tecnicamente simili. Può vendere una macchina relativamente costosa perché non offre soltanto componenti elettronici: offre appartenenza, continuità e riconoscibilità. La stessa dirigenza ha dichiarato di voler preservare il valore premium del prodotto, indicando apertamente un modello più vicino a Leica che alla produzione indiscriminata.</p><p>Possiamo discutere se questa strategia ci piaccia oppure no. Possiamo trovare insopportabile che una fotocamera resti introvabile o che il prezzo dell’usato superi quello di listino. Ma non possiamo ignorare il risultato: il pubblico esiste ed è disposto a spendere.</p><p>OM System lo ha osservato. Ha recuperato il nome PEN, ha preso una piattaforma tecnica già disponibile e l’ha trasformata in una fotocamera con un’identità precisa. Non occorre avere il sensore migliore del mondo per costruire un prodotto desiderabile. Occorre sapere per chi lo si sta costruendo e quale esperienza gli si vuole offrire.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130536" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/Z50_7141.jpg.b8c274139ca529d161146eaa9c0d2835.thumb.jpg.5707bc0609488ae29230b29c16439b35.jpg" alt="Z50_7141.jpg.b8c274139ca529d161146eaa9c0d2835.jpg" title="Z50_7141.jpg.b8c274139ca529d161146eaa9c0d2835.jpg" width="1024" height="687" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/Z50_7141.jpg.b8c274139ca529d161146eaa9c0d2835.jpg.a1fbc66924c3f317e04855dbd9ec5291.jpg" loading="lazy"></p><h2>Nikon aveva cominciato. Poi si è fermata</h2><p>Nikon possiede una storia ancora più profonda, un sistema più vasto, una tecnologia superiore e una base di utenti fedelissima. Ha anche dimostrato di comprendere almeno in parte questo mercato. La Zfc del 2021 e soprattutto la Zf del 2023 non sono operazioni maldestre. Sono due fotocamere riuscite, riconoscibili e capaci di creare un legame emotivo che una normale scatola nera difficilmente potrebbe generare.</p><p>La Zf, in particolare, non è soltanto bella. È una fotocamera full frame moderna, dotata di processore Expeed 7, stabilizzazione, autofocus evoluto e prestazioni più che adeguate a quasi ogni genere fotografico. Nikon ha persino inserito un accesso diretto al bianco e nero, riconoscendo implicitamente che la scelta della resa dell’immagine può far parte del gesto fotografico.</p><p>Poi, però, si è fermata.</p><p>Zfc e Zf sono ancora in catalogo e ricevono aggiornamenti, ma sono state sostanzialmente abbandonate come progetto organico. Nikon le ha trattate come due corpi isolati, non come l’inizio di una famiglia. Dopo la presentazione non è nato attorno a esse un vero ecosistema di ottiche, accessori e funzioni coerenti.</p><p>Gli unici obiettivi Nikon realmente associati a questa estetica sono il Nikkor Z 28mm f/2.8 SE e il Nikkor Z 40mm f/2 SE, ai quali per la Zfc si può aggiungere la versione argentata del piccolo zoom DX 16-50mm. I due fissi SE sono però variazioni cosmetiche di obiettivi economici già esistenti. Non hanno la ghiera dei diaframmi, non introducono una costruzione particolare e non costituiscono l’inizio di una linea. Dopo di loro non sono arrivati un 24mm, un 35mm, un 50mm o un 85mm compatti pensati specificamente per accompagnare queste fotocamere.</p><p>Per trovare obiettivi capaci di completare davvero quell’esperienza bisogna rivolgersi a Voigtländer e ad altri produttori. Sono stati loro a offrire costruzione metallica, ghiere dei diaframmi, messa a fuoco manuale e un’estetica adeguata. Nikon ha fornito il corpo; altri hanno dovuto inventare il sistema.</p><p>Lo stesso è accaduto con gli accessori. Nessun Power Drive, nessuna impugnatura verticale Nikon, nessuna linea coordinata capace di adattare la macchina a impieghi differenti. Per aggiungere una presa più consistente alla Zf bisogna ricorrere soprattutto a SmallRig e ad altri produttori indipendenti. Nikon ha preferito offrire rivestimenti in colori diversi e, nel 2025, una versione argentata. Operazioni gradevoli, ma ancora una volta prevalentemente estetiche.</p><p>Il paradosso è che il pubblico non ha rifiutato la Zf. Nel giugno 2026 la macchina è arrivata al primo posto nella classifica dell’usato di Map Camera in Giappone, a quasi tre anni dalla presentazione. Conserva valore, continua a essere desiderata e dimostra che la sua formula non è stata un errore commerciale. Semplicemente Nikon non l’ha coltivata.</p><p>Fujifilm ha costruito una categoria. OM System ha appena rilanciato una linea. Nikon ha prodotto due bellissimi corpi e li ha lasciati soli.</p><p><img class="ipsImage ipsRichText__align--block" data-fileid="130535" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage18ago202610_22_34.thumb.png.eb3987a955f5ffed4df85a750d97bec0.png.3b066ccbf20fa1ad41a6baff8cd10e57.png" alt="ChatGPTImage18ago202610_22_34.thumb.png.eb3987a955f5ffed4df85a750d97bec0.png" title="ChatGPTImage18ago202610_22_34.thumb.png.eb3987a955f5ffed4df85a750d97bec0.png" width="1024" height="576" loading="lazy"></p><h2>Nikon possiede già quasi tutto</h2><p>La parte più frustrante è che Nikon non dovrebbe inventare quasi nulla.</p><p>Possiede ottimi sensori full frame, processori potenti, autofocus maturi, stabilizzazione, mirini elettronici, un innesto moderno e un catalogo di obiettivi vastissimo. Possiede soprattutto i Picture Control e i più recenti Flexible Color Picture Control, che permettono una caratterizzazione dell’immagine molto più profonda di quanto la maggior parte degli utenti immagini.</p><p>Le nostre esperienze con ExifReader, FilmBox e FilmBox Lab ci stanno mostrando quanto sia ricco questo sistema e quanto poco Nikon sappia raccontarlo. Possiamo leggere i profili presenti nei NEF, trasferire sulla fotocamera le nostre pellicole digitali, modificarle e vedere nel mirino la loro influenza sull’immagine. Con il motore Nikon possiamo persino sviluppare il RAW secondo la stessa interpretazione applicata dalla macchina.</p><p>Tutto questo, però, rimane disperso fra menù, applicazioni separate, limitazioni incomprensibili e procedure che scoraggiano l’utente normale. Nikon ha costruito gli ingredienti senza trasformarli in un’esperienza. Noi abbiamo dovuto creare FilmBox per organizzare ciò che Nikon già permette di fare e presentarlo al fotografo in modo comprensibile.</p><p>OM System, con una macchina che costa meno della metà di quanto costerebbe una Z SP, ha ritenuto invece che i profili meritassero un comando fisico sul frontale.</p><p>Questo è il punto che a Tokyo dovrebbero osservare. Non il sensore Micro Quattro Terzi, non i 20 megapixel e nemmeno la forma della PEN. Dovrebbero osservare la chiarezza dell’idea: quella macchina dichiara apertamente che il fotografo può scegliere il proprio linguaggio visivo prima dello scatto.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130534" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/a0d85cb2-7e8a-4b22-81a9-be143d8d8b8c.png.52ded4ff007d99bfa8416dbaea3da5b9.thumb.png.e7dbc261b5133163cf785996912e5631.png" alt="a0d85cb2-7e8a-4b22-81a9-be143d8d8b8c.png.52ded4ff007d99bfa8416dbaea3da5b9.png" title="a0d85cb2-7e8a-4b22-81a9-be143d8d8b8c.png.52ded4ff007d99bfa8416dbaea3da5b9.png" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/a0d85cb2-7e8a-4b22-81a9-be143d8d8b8c.png.52ded4ff007d99bfa8416dbaea3da5b9.png.4a28f244d1c560c76f28e71ced579251.png" loading="lazy"></p><h2>La Nikon Z SP non sarebbe una Zf diversa</h2><p>La nostra Nikon Z SP non nasce dalla nuova PEN e non vuole copiarla. È un concept Nikonland elaborato come erede contemporanea della Nikon SP del 1957: non una finta telemetro digitale e nemmeno un altro esercizio nostalgico costruito attorno alla FM2.</p><p>La immaginiamo con il cuore elettronico della Z6 III dentro un corpo professionale compatto, con calotta piatta, mirino laterale, baionetta Z, comandi diretti e piena compatibilità con l’intero sistema Nikkor Z. Un corpo capace di restare leggero con un piccolo 50mm f/2 SP, ma trasformabile attraverso un Power Drive opzionale con doppia batteria quando servono maggiore autonomia e presa verticale.</p><p>La Z SP dovrebbe inaugurare una piccola linea di obiettivi dedicati, non semplici versioni cosmetiche di progetti esistenti. Ottiche compatte e luminose, dotate di ghiera dei diaframmi e costruite con la stessa cura della macchina. Non necessariamente moltissime: basterebbe una serie coerente, capace di dare al sistema un’identità immediata senza rinunciare alla compatibilità con tutto ciò che Nikon produce già.</p><p>Soprattutto, la Z SP dovrebbe mettere il Picture Control al centro dell’esperienza fotografica. Una ghiera o un selettore diretto, profili richiamabili senza entrare nei menù, anteprima fedele nel mirino, gestione semplice delle raccolte e integrazione con Nikon Imaging Cloud. I profili Nikon potrebbero convivere con quelli creati dagli utenti e con raccolte tematiche come le nostre FilmBox. Colore e bianco e nero diventerebbero così parte del progetto della fotografia e non un ripensamento da affrontare davanti al computer.</p><p>Non sarebbe una macchina economica. Non dovrebbe esserlo. Sarebbe una Nikon professionale destinata a chi desidera qualità costruttiva, prestazioni moderne, autonomia, continuità con il sistema Z e una relazione più consapevole con lo scatto. Fujifilm ha già dimostrato che questo pubblico accetta un prezzo elevato quando il prodotto è coerente e desiderabile.</p><p>Nikon non deve inseguire Fujifilm sul suo terreno e non deve imitare la nuova PEN. Deve offrire la propria interpretazione, fondata sulla storia e sulla tecnologia Nikon. La SP originale non fu una macchina graziosa per nostalgici: fu una fotocamera professionale avanzata, costruita per competere al livello più alto. Una Z SP dovrebbe avere la stessa ambizione nel presente.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130539" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage10set202612_59_03.thumb.png.eb48978545df9b691031b3585cdf243a.png" alt="ChatGPT Image 10 set 2026, 12_59_03.png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage10set202612_59_03.png.c325286e40b1e80bcfc3ed246ace65e7.png" loading="lazy"></p><h2>Una piccola PEN e una grande occasione perduta</h2><p>La nuova OM System PEN non cambierà il mercato professionale. Non metterà in difficoltà una Z8 o una Z9 e non attirerà chi cerca le prestazioni di una moderna full frame. Utilizza una tecnologia già ammortizzata e viene proposta a un prezzo relativamente accessibile. Proprio per questo il suo messaggio è ancora più evidente.</p><p>Una piccola azienda, con un vecchio sensore Micro Quattro Terzi e una fotocamera da meno di mille dollari, ha compreso che oggi non basta più aggiungere un punto di autofocus o mezzo fotogramma al secondo. Ha costruito una macchina attorno al piacere di portarla con sé, guardare nel mirino e scegliere subito come raccontare ciò che si ha davanti.</p><p>Fujifilm ne ha fatto da anni un successo commerciale e un’identità di marca. OM System ha deciso di seguirne la lezione con mezzi più modesti. Nikon, che possiede sensori, processori, ottiche, tradizione e persino il sistema di profili necessario, continua invece a comportarsi come se Zfc e Zf fossero state due parentesi decorative.</p><p>La nuova PEN non ci interessa come fotocamera. Ci interessa perché dimostra che la Nikon Z SP non è un sogno anacronistico, né il capriccio di qualche appassionato innamorato delle vecchie telemetro. È una risposta possibile a una parte reale del mercato: fotografi disposti a pagare non soltanto per prestazioni superiori, ma per una macchina capace di suggerire fotografie.</p><p>Nikon non deve copiare la PEN. Deve capire ciò che OM System ha capito.</p><p><strong>La fotografia nasce nel mirino. Anche il futuro di una fotocamera dovrebbe cominciare da lì.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1555</guid><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 10:43:00 +0000</pubDate></item><item><title>La fotografia nasce nel mirino. Anche Nikon se n&#x2019;&#xE8; ricordata</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/la-fotografia-nasce-nel-mirino-anche-nikon-se-n%C3%A8-ricordata-r1554/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage10set202610_29_16.png.f4d59a2ef7725fcb74fa31bc4c8a93ff.png" /></p>
<h2>Nikon dedica una mostra al luogo nel quale il mondo smette di essere tutto e diventa una fotografia</h2><p>L’ho scritto tante volte: la fotografia nasce nel mirino. Non è una frase contro la tecnologia e nemmeno la dichiarazione nostalgica di chi rimpiange la pellicola. È la definizione più semplice che conosco dell’atto fotografico. Prima ancora del sensore, dell’obiettivo, dell’autofocus, dei megapixel e del programma con cui svilupperemo il file, c’è quell’istante nel quale portiamo la fotocamera all’occhio e decidiamo che cosa debba entrare nella fotografia e che cosa debba restarne fuori.</p><p>Oggi Nikon non ha annunciato una nuova fotocamera. Ha fatto qualcosa di più raro: ha ricordato a che cosa serve una fotocamera.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block ipsRichText__align--width-custom" data-fileid="130524" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0910_01_01-2.thumb.jpg.5fbf6b6e8c0c8d18db2ad664de23c8f5.jpg" alt="0910_01_01-2.jpg" title="" width="1024" height="825" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0910_01_01-2.jpg.ee7ea28449ed6c97cec90ee0f265a12a.jpg" style="--i-media-width: 529px;" loading="lazy"></p><p>Il Nikon Museum di Tokyo inaugurerà il 22 ottobre 2026 una mostra intitolata “Secrets Behind the Viewfinder — Take a look at the world through the camera’s eye”, ovvero “I segreti dietro il mirino — Guarda il mondo attraverso l’occhio della fotocamera”. Resterà aperta fino al 27 febbraio 2027 e sarà dedicata ai tre sistemi attraverso i quali, nella storia della fotografia Nikon, abbiamo imparato a guardare: il telemetro, la reflex e il mirino elettronico delle mirrorless.</p><p>Non sarà una successione di apparecchi sistemati dentro teche inaccessibili. Nikon promette fotocamere da impugnare, mirini nei quali guardare, modelli dimostrativi, corpi sezionati e meccanismi attraverso i quali capire come l’immagine che entra rovesciata dall’obiettivo venga restituita correttamente al nostro occhio. In una delle tre aree saranno messi a confronto i componenti di una Nikon SP smontata e quelli di una Nikon F. Non due semplici vecchie glorie, ma i due lati di uno dei passaggi decisivi nella storia della fotografia moderna.</p><p>La Nikon SP rappresentò il punto più alto raggiunto da Nikon nel mondo delle fotocamere a telemetro. La Nikon F prese quella cultura industriale, quel modo di costruire e una parte di quella stessa architettura, aggiungendo lo specchio e il pentaprisma che avrebbero cambiato per sempre il rapporto tra fotografo, obiettivo e soggetto. Con il telemetro il fotografo osservava il mondo attraverso una finestra distinta dall’obiettivo e doveva affidarsi alle cornici luminose e alla propria esperienza. Con la reflex poteva finalmente vedere attraverso l’obiettivo, con la sua prospettiva, la sua profondità di campo e i suoi limiti. Il mirino non indicava più soltanto dove sarebbe stata la fotografia: cominciava a mostrarla.</p><p>La mirrorless ha eliminato specchio, pentaprisma e schermo di messa a fuoco, sostituendoli con un’immagine elettronica generata dal sensore. Non vediamo più direttamente la luce che attraversa l’obiettivo, ma la sua interpretazione digitale. Possiamo osservare in anticipo esposizione, bilanciamento del bianco e Picture Control; ingrandire un dettaglio, vedere al buio, riconoscere un volto oppure seguire l’occhio di un animale. È cambiato quasi tutto nel funzionamento del mirino, ma non è cambiata la sua funzione essenziale.</p><p><strong>Il mirino continua a essere il confine della fotografia.</strong></p><p>Fuori da quel rettangolo resta il mondo intero. Dentro rimane soltanto ciò che abbiamo scelto. Spostarsi di mezzo passo, attendere che una figura entri nella posizione giusta, eliminare un elemento che disturba, decidere se lasciare spazio davanti allo sguardo oppure stringere sul volto: la fotografia prende forma attraverso queste decisioni. Non nasce quando premiamo il pulsante di scatto e certamente non nasce quando, più tardi, cerchiamo di salvarla davanti al monitor.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p></p></div><h2>FILMBOX — LA NOSTRA VISIONE DEL MONDO ATTRAVERSO IL MIRINO</h2><p>Con un mirino ottico scegliamo che cosa vedere. Con un mirino elettronico possiamo scegliere anche <strong>come</strong> vederlo. Le pellicole digitali Nikonland disponibili attraverso FilmBox, nelle versioni desktop e web, non sono semplici effetti da applicare successivamente a una fotografia già fatta. Diventano parte della visione nel momento stesso dello scatto.</p><p>Scegliere una Portra, una Kodachrome, una Ferrania, una Ilford, una Agfa oppure una delle nostre interpretazioni cinematografiche significa cercare quella che meglio corrisponde alla luce, ai colori e all’atmosfera della scena. Il mirino elettronico ce ne mostra immediatamente il risultato: contrasto, saturazione, risposta cromatica e carattere dell’immagine sono già davanti al nostro occhio, prima ancora di premere il pulsante.</p><p>Ciò che un tempo potevamo soltanto prevedere scegliendo una pellicola e affidandoci all’esperienza, oggi possiamo vederlo in tempo reale. Non fotografiamo una scena per decidere in seguito che cosa farne: scegliamo prima la nostra interpretazione e componiamo la fotografia dentro di essa. La pellicola giusta ci aiuta a riconoscere un’immagine che altrimenti avremmo potuto soltanto immaginare.</p><p>È così che il mirino elettronico smette di essere la semplice sostituzione digitale del pentaprisma. Diventa il luogo nel quale costruiamo <strong>la nostra visione del mondo attraverso un mirino</strong>.</p></div><p></p><p>L’autofocus può riconoscere il soggetto, ma non può stabilire perché debba trovarsi proprio lì. L’intelligenza artificiale può aiutarci a seguirlo, ma non può decidere quale relazione debba avere con ciò che lo circonda. Una raffica può produrre cento fotografie tecnicamente corrette, ma è ancora il fotografo a dover vedere quella che valeva la pena di fare. Tutto il resto viene dopo.</p><p>Questo non significa che si debba necessariamente fotografare con l’occhio incollato a un mirino. Il grande schermo articolato di una Nikon ZR consente punti di vista che sarebbero stati difficili o impossibili con una reflex. Fotografare dal basso, dall’alto o con la fotocamera lontana dal volto non è un tradimento. Anche lo schermo può diventare un mirino. Ciò che conta è che resti il luogo della scelta e non soltanto il display sul quale controllare, dopo, quello che è capitato per caso.</p><p>Forse è proprio questo il valore più profondo della mostra organizzata da Nikon. Mettere una Nikon SP, una Nikon F e una mirrorless una accanto all’altra non significa raccontare una successione di tecnologie nella quale la più recente cancella tutte le precedenti. Significa mostrare tre modi diversi di mettere il fotografo davanti al mondo. Cambiano i meccanismi, cambia ciò che vediamo, cambia la quantità di informazioni sovrapposte all’immagine. Ma dall’altra parte continua a esserci una persona che deve decidere.</p><p>In un’epoca nella quale si parla continuamente di immagini generate, modificate, completate o reinventate dopo lo scatto, Nikon dedica una mostra all’atto di guardare prima dello scatto. Mi sembra una coincidenza particolarmente felice nell’anno in cui Nikonland compie vent’anni e ripete il proprio invito: </p><p><strong><em><span data-ips-font-size="125">Esci. Fotografa. Crea.</span></em></strong></p><p>Prima esci, perché una fotografia ha bisogno di incontrare il mondo. Poi guardi, perché il mondo è troppo grande per entrare tutto in una fotografia. Infine scegli. E quella scelta avviene ancora lì, nello spazio piccolo, oscuro e meraviglioso che separa il nostro occhio da ciò che abbiamo davanti.</p><p>La fotografia nasce nel mirino. Tutto ciò che viene dopo può migliorarla, svilupparla, stamparla oppure condividerla. Ma non può tornare indietro e vedere al nostro posto.</p><p><a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0910_01/"><strong>Comunicato ufficiale Nikon: “Secrets Behind the Viewfinder — Take a look at the world through the camera’s eye”</strong></a></p><p></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1554</guid><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 08:30:20 +0000</pubDate></item><item><title>Cosa vi siete persi negli ultimi quindici giorni su Nikonland.it (25/8/26 - 9/9/26)</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/56_novit%C3%A0-pubblicate/cosa-vi-siete-persi-negli-ultimi-quindici-giorni-su-nikonlandit-25826-9926-r1553/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage10set202609_27_20.png.76082010f8335b697b956a654b6023dc.png" /></p>
<h1>Quindici giorni su Nikonland: 95 nuove pubblicazioni</h1><p>Forse un mese era davvero troppo. Dal 25 agosto al 9 settembre Nikonland ha pubblicato 95 nuovi contenuti fra articoli redazionali, blog personali e Club. Una produzione tanto intensa da rendere necessaria una mappa quindicinale: non per leggere tutto subito, ma per impedire che ciò che abbiamo appena pubblicato diventi invisibile.</p><h2>Rifacciamo i conti</h2><p>Dopo <a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/56_novit%C3%A0-pubblicate/cosa-vi-siete-persi-durante-le-vacanze-nikonland-agosto-2026-r1527/"><strong><span data-i-color="red">il riepilogo delle pubblicazioni estive</span></strong></a> sono apparse altre 95 pubblicazioni effettivamente nuove: quasi quanto l’intero raccolto precedente, ma in quindici giorni. Abbiamo verificato la data originaria di ogni pagina, ignorando quelle più vecchie tornate in superficie soltanto per un commento o un aggiornamento.</p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Sezione</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Pubblicazioni</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Articoli redazionali</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>26</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Blog personali</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Club dell’Editor</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>28</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Variazioni Goldberg</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>35</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Club Fotografia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Club Motori</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Totale</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>95</strong></p></td></tr></tbody></table></div><p>La quantità racconta soltanto una parte della storia. In queste due settimane Nikonland ha aperto nuovi cantieri software, presentato la propria testimonial, avviato una serie dedicata al video, discusso di industria fotografica, cloud, memoria, stampa, cinema, Formula 1 e perfino scritto una fiaba per bambini.</p><p>Rimane anche un dato meno celebrativo: 88 pubblicazioni su 95 portano la firma tecnica di Mauro Maratta. Cinque sono di Happygiraffe, una di Silvio Renesto e una di Roby C. La porta è aperta; la trazione resta prevalentemente anteriore.</p><h1><span data-i-color="blue">Articoli Nikonland</span></h1><h2>Fotocamere, obiettivi, industria e software</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/test/fotocamere-reflex/quando-serve-davvero-una-nikon-z-e-quando-una-reflex-basta-e-avanza-r1528/"><strong>Quando serve davvero una Nikon Z. E quando una reflex basta e avanza</strong></a> — 26 agosto. Le mirrorless non hanno reso incapaci le reflex che possediamo. Abbiamo distinto le fotografie nelle quali una Z offre un vantaggio sostanziale da quelle che una buona D500, D780, D850 o D6 continua a realizzare magnificamente.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/7artisans-af-10mm-f25-max-il-primo-fisheye-full-frame-autofocus-nativo-per-nikon-z-r1529/"><strong>7Artisans AF 10mm f/2.5 MAX</strong></a> — 27 agosto. Il primo fisheye autofocus full frame nativo per Nikon Z non proviene da Nikon. Non è necessariamente un obiettivo che compreremo, ma occupa da solo un’altra casella lasciata libera dal catalogo Nikkor.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/nikon-e-canon-la-regata-che-ha-costruito-la-fotocamera-moderna-r1531/"><strong>Nikon e Canon: la regata che ha costruito la fotocamera moderna</strong></a> — 29 agosto. La storica rivalità non viene raccontata come una guerra, ma come una regata nella quale ciascun equipaggio osserva continuamente l’altro. Molte delle fotocamere migliori sono nate proprio da questo inseguimento.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/camera-raw-diventa-creativo-photoshop-torna-fotografico-r1532/"><strong>Camera Raw diventa creativo, Photoshop torna fotografico</strong></a> — 29 agosto. Glow, il nuovo livello Luce e l’editor assistito mostrano due programmi Adobe che cominciano a scambiarsi i mestieri. Camera Raw interpreta sempre più l’immagine; Photoshop recupera strumenti direttamente fotografici.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-chiude-image-space-e-ci-chiede-anche-di-traslocare-da-soli-r1533/"><strong>Nikon chiude Image Space. E ci chiede anche di traslocare da soli</strong></a> — 29 agosto. La scomparsa di un servizio trascurato non sarà una tragedia. La sostituzione con appena 5 GB e senza migrazione automatica rivela però quanto Nikon continui a comprendere poco il software, il cloud e i propri clienti.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/godox-ma2-due-bracci-flessibili-per-portare-la-luce-dentro-la-macrofotografia-r1535/"><strong>Godox MA2: due bracci flessibili per portare la luce dentro la macrofotografia</strong></a> — 29 agosto. Una soluzione continua, economica e immediatamente leggibile nel mirino per illuminare soggetti molto vicini. Con una precisazione: i due piccoli LED non trasformano da soli il sistema in un vero twin flash macro.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/il-sistema-oltre-nikon-tutti-gli-obiettivi-autofocus-per-baionetta-nikon-z-disponibili-al-30-agosto-2026-esclusi-i-nikkor-r1538/"><strong>Tutti gli obiettivi autofocus non Nikkor per Nikon Z</strong></a> — 30 agosto. Il censimento ha raggiunto 117 obiettivi nativi autofocus prodotti da marchi indipendenti. Il sistema Z non coincide più con Nikon e molte delle proposte più originali arrivano ormai da Sigma, Tamron, Viltrox, Laowa e altri costruttori.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/test/fotocamere-reflex/non-sono-morte-le-reflex-nikon-che-hanno-ancora-senso-nel-2026-r1540/"><strong>Non sono morte: le reflex Nikon che hanno ancora senso nel 2026</strong></a> — 1° settembre. Una guida ragionata all’usato, dedicata alle reflex che possiedono ancora qualità operative concrete. Non nostalgia, ma distinzione fra ciò che è semplicemente vecchio e ciò che continua a essere uno strumento eccellente.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/altri-test/software/flexible-color-il-capolavoro-nikon-lasciato-a-met%C3%A0-r1541/"><strong>Flexible Color: il capolavoro Nikon lasciato a metà</strong></a> — 1° settembre. È forse l’idea Nikon più creativa degli ultimi anni, ma rimane confinata dentro un flusso di lavoro incompleto. Le sue possibilità meritano strumenti di progettazione, gestione e condivisione molto migliori.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/nikon-z/nikon-z-test-e-prove-sul-campo/ma-perch%C3%A9-un-fotografo-con-due-milioni-di-scatti-sulle-z9-abituato-a-d5-e-d6-adesso-usa-spesso-in-interni-due-nikon-zr-r1543/"><strong>Perché uso due Nikon Zr negli interni</strong></a> — 3 settembre. L’esperienza non obbliga a impiegare sempre la fotocamera più importante. Grande display, eccellente resa a sensibilità elevate e 24 megapixel fanno della Zr una compagna particolarmente adatta al lavoro in studio.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/memorie-guerre-dazi-e-fragilit%C3%A0-delleconomia-mondiale-stanno-cambiando-una-vecchia-regola-aspettare-non-garantisce-pi%C3%B9-di-pagare-meno-r1544/"><strong>Aspettare non garantisce più di pagare meno</strong></a> — 3 settembre. Energia, materie prime, memorie, trasporti, dazi e instabilità geopolitica stanno modificando una vecchia certezza del mercato elettronico. Il prodotto dell’anno prossimo potrebbe costare più di quello attuale senza offrire necessariamente di più.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/tre-nuove-nikon-registrate-secondo-noi-sappiamo-gi%C3%A0-pi%C3%B9-o-meno-cosa-saranno-r1546/"><strong>Tre nuove Nikon registrate: secondo noi sappiamo cosa saranno</strong></a> — 4 settembre. Dai tre codici depositati in Cina siamo partiti per costruire una previsione ragionata: due fotocamere compatte e stilose fra autunno e inverno, poi una vera ammiraglia DX nel 2027.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikkor-z-cinema-t19-vv-finalmente-nikon-annuncia-una-famiglia-di-obiettivi-per-il-cinema-r1550/"><strong>NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV</strong></a> — 8 settembre. Nikon ha annunciato lo sviluppo di nove obiettivi cinematografici autofocus capaci di coprire il sensore RED V-RAPTOR VV. Il 50mm T1.9 sarà il primo rappresentante di una famiglia finalmente coerente con l’acquisizione di RED.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-zr-firmware-200-entro-il-2026-open-gate-nel-programma-del-2027-r1551/"><strong>Nikon ZR: firmware 2.00 entro il 2026, Open Gate nel 2027</strong></a> — 8 settembre. La roadmap ufficiale promette colore RED nella registrazione H.265 e nuovi strumenti operativi entro l’anno. Open Gate e visualizzazione anamorfica arriveranno nella fase successiva.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/le-app-di-nikonland-che-cosa-fanno-e-dove-trovarle-r1552/"><strong>Le app di Nikonland: che cosa fanno e dove trovarle</strong></a> — 9 settembre. ExifReader, ShootMetrics, FilmBox e Iperfocale vengono riuniti in una guida unica. Programmi gratuiti, nati da necessità fotografiche concrete e costruiti per aiutare il fotografo senza impossessarsi delle sue immagini.</p><h2>Fotografia e fotografi</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/grandi-fotografi-nikon/luce-colore-gesto-la-lezione-di-jay-maisel-r1526/"><strong>Luce, colore, gesto: la lezione di Jay Maisel</strong></a> — 25 agosto. Dalla copertina di <em>Kind of Blue</em> alle strade di New York, Maisel ha costruito immagini nelle quali il soggetto conta quanto il modo in cui luce, colore e gesto si incontrano dentro l’inquadratura.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/grandi-fotografi-nikon/burst-of-joy-il-vietnam-senza-sangue-r1534/"><strong>Burst of Joy: il Vietnam senza sangue</strong></a> — 29 agosto. La fotografia premiata con il Pulitzer sembrò rappresentare la gioia di un’America finalmente ricomposta. La storia dell’uomo di spalle rivela invece quanto una singola immagine possa raccontare la verità e contemporaneamente nasconderla.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/grandi-fotografi-nikon/franco-fontana-1933-2026-il-colore-era-gi%C3%A0-nella-sua-testa-r1536/"><strong>Franco Fontana, 1933-2026: il colore era già nella sua testa</strong></a> — 30 agosto. Non fotografava paesaggi colorati: organizzava il mondo secondo una struttura visiva già presente nella propria mente. Il ricordo di un autore italiano immediatamente riconoscibile, scomparso il 29 agosto.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/grandi-fotografi-nikon/giovanni-gastel-gioia-e-colore-r1537/"><strong>Giovanni Gastel: gioia e colore</strong></a> — 30 agosto. Da un ritratto di Franco Fontana siamo entrati nel mondo di Gastel, senza preoccuparci del marchio della fotocamera. Eleganza, cultura figurativa e costruzione dell’immagine contano più dell’appartenenza a una squadra.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/grandi-fotografi-nikon/yul-brynner-il-re-con-tre-nikon-al-collo-r1542/"><strong>Yul Brynner, il re con tre Nikon al collo</strong></a> — 2 settembre. Attore, regista, musicista, viaggiatore e fotografo: Brynner osservava colleghi, set e vita privata dall’altra parte della propria Nikon F. Una personalità troppo ampia per essere contenuta dentro un solo mestiere.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/parigi-cominciava-sotto-casa-e-una-proposta-per-i-nikonlander-r1545/"><strong>Parigi cominciava sotto casa</strong></a> — 3 settembre. Cartier-Bresson, Doisneau e Sieff non trovarono le fotografie perché vivevano in una città magica. Uscivano, camminavano e guardavano: un esercizio che ogni Nikonlander può ripetere nella propria città.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/iperfocale-fotografie-a-cui-non-avevi-pensato-r1547/"><strong>Iperfocale: fotografie a cui non avevi pensato</strong></a> — 5 settembre. Non una formula per rendere tutto indistintamente nitido, ma uno strumento per preparare la fotografia prima che accada. Utile soprattutto quando il gesto dura meno del tempo necessario all’autofocus.</p><h2>Il video secondo Nikonland</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/55_il-video-secondo-nikonland/imparare-il-video-da-fotografo-una-nuova-serie-nikonland-per-capire-che-cosa-accade-quando-limmagine-comincia-a-muoversi-r1530/"><strong>Imparare il video, da fotografo</strong></a> — 27 agosto. La presentazione di una serie costruita non da chi pretende di sapere già tutto, ma da un fotografo che usa la scrittura per studiare, verificare e imparare.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/55_il-video-secondo-nikonland/imparare-il-video-da-fotografo-1-quando-una-fotografia-non-basta-r1539/"><strong>Quando una fotografia non basta</strong></a> — 31 agosto. Il video non è una raffica molto lunga. Il primo capitolo prova a capire quando movimento, durata e suono aggiungano davvero qualcosa che una fotografia non potrebbe raccontare meglio.</p><h2>Nikonland, identità e futuro</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/introducing-sara-pardi-r1548/"><strong>Introducing Sara Pardi</strong></a> — 5 settembre. Debutta il personaggio che ora conosciamo come Sara Peretti: una Nikonlander immaginaria, ma dotata di curiosità, ironia e voglia di fotografare assolutamente reali.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/nikonland-compie-ventanni-non-%C3%A8-un-social-e-i-numeri-lo-confermano-r1549/"><strong>Nikonland compie vent’anni. Non è un social, e i numeri lo confermano</strong></a> — 7 settembre. L’analisi del database mostra un archivio consultato a lungo e spesso raggiunto attraverso la ricerca, non un flusso destinato a scomparire dopo poche ore. Ma evidenzia anche partecipazione concentrata e molti lettori silenziosi.</p><h1><span data-i-color="blue">Dai blog personali</span></h1><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2544-primo-di-settembre-ginger-cat-appreciation-day/"><strong>Primo di settembre: Ginger Cat Appreciation Day</strong></a> — Silvio Renesto, 1° settembre. Una ricorrenza nata in memoria di un gatto randagio diventa l’occasione per celebrare carattere, bellezza e irresistibile prepotenza dei gatti rossi.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2556-naviglio-grande-ieri/"><strong>Naviglio Grande, ieri</strong></a> — Roby C, 5 settembre. Un incontro imprevisto sul ponte di via Casale, alcune barche e un gruppo di bambini. La fotocamera disponibile era uno smartphone: sufficiente, quando la fotografia arriva senza appuntamento.</p><h1><span data-i-color="blue">Nel Club dell’Editor</span></h1><h2>Comunità, consigli e orientamento</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2507-come-si-diventa-nikonlander/"><strong>Come si diventa Nikonlander</strong></a> — 26 agosto. Per commentare e aprire un blog non basta iscriversi: occorre presentarsi e diventare parte riconoscibile della comunità. La procedura viene spiegata senza farne un rito iniziatico.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2508-apple-presenta-i-nuovi-mac-potentissimi-certamente-ma-per-farci-che-cosa/"><strong>Apple presenta i nuovi Mac. Potentissimi, ma per farci che cosa?</strong></a> — 26 agosto. Specifiche impressionanti e prezzi altrettanto notevoli vengono riportati alle esigenze reali di un fotografo. La potenza ha senso soltanto quando riduce concretamente il tempo necessario a lavorare.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2513-che-cosa-fotografate-davvero-con-la-vostra-nikon/"><strong>Che cosa fotografate davvero con la vostra Nikon?</strong></a> — 26 agosto. Non il genere che vorremmo praticare né quello per il quale compriamo attrezzatura, ma ciò che fotografiamo realmente. Un sondaggio per misurare la distanza fra intenzioni, acquisti e immagini.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2514-come-cercare-su-nikonland-senza-usare-la-ricerca-di-nikonland-e-probabilmente-trovare-quello-che-si-cerca/"><strong>Come cercare su Nikonland senza usare la ricerca di Nikonland</strong></a> — 26 agosto. Quando il motore interno non collabora, Google può essere istruito a cercare soltanto dentro Nikonland. Un piccolo espediente pratico per ritrovare vent’anni di contenuti.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2515-come-commentare-una-fotografia-senza-scrivere-soltanto-%C2%ABbella%C2%BB/"><strong>Come commentare una fotografia senza scrivere soltanto «Bella!»</strong></a> — 26 agosto. Un commento utile non deve essere una recensione accademica. Basta spiegare che cosa abbiamo visto, che cosa ci ha trattenuto e perché l’immagine ci ha fatto reagire.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2518-forum-o-blog-il-grande-dilemma-nazionale/"><strong>Forum o blog? Il grande dilemma nazionale</strong></a> — 27 agosto. Una guida per scegliere il luogo adatto: il forum per domande e conversazioni, il blog per racconti e progetti personali destinati a rimanere leggibili nel tempo.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2519-come-presentarsi-su-nikonland/"><strong>Come presentarsi su Nikonland</strong></a> — 27 agosto. Non serve allegare lo stato di famiglia. Bastano poche informazioni autentiche su chi siamo, che cosa fotografiamo e perché abbiamo scelto di entrare.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2520-%C2%ABsiete-troppo-competenti-per-me%C2%BB-ho-paura-di-scrivere-di-dire-una-sciocchezza-e-di-essere-cazziato/"><strong>«Siete troppo competenti per me»</strong></a> — 27 agosto. La competenza non dovrebbe funzionare come una barriera. Nessuno nasce esperto e una comunità ha senso soltanto se permette di chiedere, sbagliare e imparare senza timore.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2521-la-psicostoria-di-nikonland/"><strong>La psicostoria di Nikonland</strong></a> — 27 agosto. Hari Seldon incontra Facebook e la progressiva scomparsa dei commenti. Possiamo prevedere il comportamento delle grandi masse digitali; molto meno quello del singolo Nikonlander.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2522-sony-imx929-il-sensore-che-potrebbe-rendere-possibile-una-nikon-z90-global-shutter/"><strong>Sony IMX929: il sensore di una futura Nikon Z90?</strong></a> — 29 agosto. Il nuovo global shutter nasce per applicazioni industriali, ma formato, risoluzione e velocità suggeriscono possibilità fotografiche molto interessanti. Per ora è tecnologia disponibile, non una indiscrezione Nikon.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2523-megadap-rende-autofocus-gli-obiettivi-manuali-anche-su-canon-torner%C3%A0-anche-su-nikon-z/"><strong>Megadap rende autofocus gli obiettivi manuali anche su Canon</strong></a> — 29 agosto. Il nuovo M2RF sembra più maturo del precedente adattatore per Nikon. Resta da capire se quella tecnologia tornerà sulla baionetta Z e se questa volta sarà realmente affidabile.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2535-passeggiata-street-nikonland-domenica-6-settembre-2026-como-oppure-milano-tre-torri/"><strong>Passeggiata Street Nikonland</strong></a> — 30 agosto. Una proposta semplice: incontrarsi, camminare e fotografare insieme, senza modelle, capanni o programmi complicati. Anche l’assenza di adesioni è diventata un’indicazione utile sullo stato della comunità.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2539-come-pubblicare-una-fotografia-senza-caricare-lintero-sensore/"><strong>Come pubblicare una fotografia senza caricare l’intero sensore</strong></a> — 31 agosto. Dimensioni, peso e formato adatti al web vengono spiegati con indicazioni operative. Il TIFF da un terabyte può tranquillamente rimanere sul computer.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2543-mettici-la-faccia/"><strong>Mettici la faccia</strong></a> — 1° settembre. Un avatar non è un obbligo estetico, ma il primo modo per trasformare un account in una persona. Una comunità composta soltanto da sagome bianche finisce inevitabilmente per sembrare vuota.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2548-che-cosa-vorreste-trovare-domani-su-nikonland/"><strong>Che cosa vorreste trovare domani su Nikonland?</strong></a> — 2 settembre. La cassetta dei suggerimenti è aperta. Non per delegare la direzione editoriale, ma per capire quali domande concrete attendano ancora una risposta.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2551-windows-oppure-web-vi-interessa-davvero/"><strong>Windows oppure Web? Vi interessa davvero?</strong></a> — 3 settembre. Lo sviluppo delle applicazioni Nikonland impone di scegliere dove investire energie. Il sondaggio cerca utilizzatori reali, non una nuova guerra religiosa fra sistemi operativi.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2569-sigma-85mm-f12-art-e-nikkor-z-85mm-f12-s-primo-confronto-sulla-carta/"><strong>Sigma 85mm f/1.2 Art e Nikkor Z 85mm f/1.2 S</strong></a> — 8 settembre. Specifiche e grafici MTF consentono una prima comparazione virtuale fra due obiettivi dalla stessa focale e luminosità. Il verdetto fotografico, naturalmente, dovrà attendere una prova reale.</p><h2><span data-i-color="blue">I cantieri software</span></h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2552-nikonland-filmbox-lab-work-in-progress/"><strong>Nikonland FilmBox Lab: work in progress</strong></a> — 3 settembre. Il laboratorio destinato a creare, confrontare e far evolvere le pellicole Nikonland comincia a prendere forma. L’obiettivo è superare i limiti operativi di NX Studio senza rinunciare alla compatibilità Nikon.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2554-nikonland-iperfocale-prima-la-fotografia-poi-i-numeri/"><strong>Nikonland Iperfocale: prima la fotografia, poi i numeri</strong></a> — 5 settembre. L’applicazione non chiede soltanto focale e diaframma. Parte dalla situazione fotografica, valuta se l’iperfocale sia davvero utile e restituisce un consiglio comprensibile.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2558-nikonland-apps-tre-strumenti-nostri-aperti-a-tutti/"><strong>Nikonland Apps: tre strumenti nostri, aperti a tutti</strong></a> — 6 settembre. Iperfocale, ExifReader Web e FilmBox Web sono disponibili anche ai non iscritti. I file rimangono sul dispositivo dell’utilizzatore e Nikonland non riceve né conserva le fotografie.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2568-nikonland-focus-possiamo-rendere-il-focus-stacking-semplice-per-tutti/"><strong>Nikonland Focus</strong></a> — 8 settembre. Il progetto parte da una domanda concreta: possiamo ottenere automaticamente uno stack pulito e stampabile senza costringere il fotografo a diventare uno specialista di maschere e ritocchi?</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2570-nikonland-select-cominciamo-dalle-raffiche/"><strong>Nikonland Select: cominciamo dalle raffiche</strong></a> — 8 settembre. Diecimila fotografie di Formula 1 diventano il banco di prova per un selettore intelligente. Il primo obiettivo è circoscritto: individuare la candidata migliore dentro una sequenza di panning.</p><h2><span data-i-color="blue">La rubrica di Sara</span></h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2553-per-cominciare-chiudete-nikonland/"><strong>Per cominciare, chiudete Nikonland</strong></a> — 5 settembre. Una fotocamera, una focale, una pellicola e un’ora. Il primo incarico di Sara non consiste nel leggere un altro articolo, ma nell’uscire finalmente a fotografare.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2560-le-missioni-di-sara-numero-1-dieci-minuti-da-casa/"><strong>Le missioni di Sara, numero 1: dieci minuti da casa</strong></a> — 6 settembre. Nessun luogo spettacolare e nessuna attrezzatura particolare. La prima missione chiede di trovare una fotografia nuova entro dieci minuti dalla propria porta.</p><h2><span data-i-color="blue">Politicamente scorretto</span></h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2557-il-diritto-di-costruire/"><strong>Il diritto di costruire</strong></a> — 6 settembre. Howard Roark, Prometeo e la libertà di creare diventano il manifesto di un Nikonland che preferisce costruire ciò in cui crede anziché attendere l’approvazione generale.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2559-la-mia-memoria-in-casa-daltri/"><strong>La mia memoria in casa d’altri</strong></a> — 6 settembre. Affidiamo fotografie e ricordi a piattaforme che non controlliamo e che potrebbero cambiare o scomparire. La stampa rimane l’archivio universale più semplice e durevole che abbiamo inventato.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2562-george-boris-e-il-ladro-di-luna/"><strong>George, Boris e il ladro di luna</strong></a> — 7 settembre. Il Border Collie George e il gatto nero Boris diventano protagonisti di una nuova fiaba destinata alla stampa. Uno agisce alla luce del giorno; l’altro, come Batman, sorveglia la notte.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2563-a-mio-figlio-non-gliene-frega-niente/"><strong>A mio figlio non gliene frega niente</strong></a> — 7 settembre. Fotocamere, obiettivi e archivi non diventano automaticamente memoria soltanto perché li lasciamo in eredità. Senza una storia comprensibile, per chi viene dopo di noi saranno soltanto oggetti e file.</p><h1><span data-i-color="blue">Nel Club Variazioni Goldberg</span></h1><p>Con 35 nuove pubblicazioni, Variazioni Goldberg è il settore più prolifico di queste due settimane. Non più semplice Club laterale, ma un vero minisito musicale nel quale recensione, storia dell’interpretazione, tecnologia della registrazione e progetto Bach convivono senza chiedersi a quale scaffale appartengano.</p><h2>Recensioni di musica classica</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2506-kod%C3%A1ly-e-ligeti-il-violoncello-da-solo-%C3%A8-unorchestra-naxos-2020/"><strong>Kodály e Ligeti: il violoncello da solo è un’orchestra</strong></a> — 25 agosto. Gabriel Schwabe affronta due opere nelle quali il violoncello non può nascondersi dietro nulla. Ritmo, polifonia e canto vengono prodotti da quattro corde e da un solo interprete.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2509-mahan-esfahani-il-bach-che-conosco-a-memoria-suonato-come-non-sempre-vorrei/"><strong>Mahan Esfahani: il Bach che conosco a memoria</strong></a> — 26 agosto. Un’integrale brillante e tecnicamente formidabile, ma talvolta troppo intenzionata a dimostrare la propria originalità. Con Bach, conoscere ogni svolta rende ancora più evidente ciò che convince e ciò che irrita.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2510-stella-almondo-liszt-angels-demons-na%C3%AFve-2026/"><strong>Stella Almondo: Liszt, Angels &amp; Demons</strong></a> — 26 agosto. Liszt richiede dita prodigiose, ma soprattutto la capacità di impedire che diventino il soggetto della musica. Almondo attraversa virtuosismo, ombra e visione senza protezioni.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2511-widmung-robert-la-disse-a-clara-ferenc-la-grid%C3%B2-al-mondo/"><strong>Widmung: Robert la disse a Clara, Ferenc la gridò al mondo</strong></a> — 26 agosto. Schumann scrisse una confessione d’amore; Liszt la trasformò in una dichiarazione pubblica. La stessa musica conserva due verità emotive differenti e ugualmente irresistibili.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2512-stella-almondo-passion-na%C3%AFve-2024/"><strong>Stella Almondo, Passion</strong></a> — 26 agosto. Nel disco d’esordio il fuoco era già acceso. Blumenfeld, Rachmaninov e Skrjabin mostrano una pianista diciassettenne che non aveva bisogno di aspettare la maturità per possedere una voce.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2524-stephen-houghs-piano-postcards/"><strong>Stephen Hough’s Piano Postcards</strong></a> — Happygiraffe, 29 agosto. Una raccolta di miniature pianistiche non trattata come repertorio minore. Hough trasforma ogni breve brano in una cartolina dotata di paesaggio, prospettiva e memoria propri.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2530-giovanni-bertolazzi-il-lisztiano-italiano-che-non-conoscevamo/"><strong>Giovanni Bertolazzi: il lisztiano italiano che non conoscevamo</strong></a> — 29 agosto. Un nuovo disco conduce a due registrazioni precedenti realizzate sul grande Borgato. Ne emerge un pianista italiano di statura internazionale, capace di pensare Liszt oltre il virtuosismo.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2536-yulianna-avdeeva%C2%A0metanoia-liszt-verso-il-futuro/"><strong>Yulianna Avdeeva, Metanoia</strong></a> — Happygiraffe, 30 agosto. Il Liszt tardo non guarda indietro: dissolve forma, tonalità e sicurezza. Avdeeva segue questa trasformazione senza appesantirla con l’aura del monumento.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2555-tre-strumenti-una-sola-inquietudine/"><strong>Tre strumenti, una sola inquietudine</strong></a> — 5 settembre. Lo stesso concerto di Carl Philipp Emanuel Bach passa dal corpo del violoncello al pensiero del cembalo e al respiro del flauto. La partitura rimane; identità e prospettiva cambiano completamente.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2565-48%C2%B0-nord-caldara-come-bussola-leuropa-come-patria-alpha-classics-2026/"><strong>48° Nord: Caldara come bussola, l’Europa come patria</strong></a> — 7 settembre. The BanXhies ed Emmanuel Arakélian seguono la musica da Venezia a Vienna. Un esordio discografico intelligente, magnificamente suonato e registrato.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2574-nicola-matteis-il-napoletano-che-insegn%C3%B2-agli-inglesi-a-suonare-il-violino/"><strong>Nicola Matteis, il napoletano che insegnò agli inglesi a suonare il violino</strong></a> — 9 settembre. Nella Londra della Restaurazione, Matteis trasformò il violino da voce del consort a protagonista capace di stupire una sala. Alice Julien-Laferrière e Ground Floor restituiscono l’urto di quella novità.</p><h2>Jazz e musica senza passaporto</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2516-magonispinetti-musica-nuda-leggera-fon%C3%A9-2024/"><strong>Musica Nuda, Leggera</strong></a> — 27 agosto. Voce e contrabbasso possono bastare quando entrambi rinunciano a comportarsi come solista e accompagnatore. Petra Magoni e Ferruccio Spinetti costruiscono uno spazio musicale completo con due sole persone.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2517-bill-charlap-trio-and-then-again-blue-note-records-2024/"><strong>Bill Charlap Trio, And Then Again</strong></a> — 27 agosto. Dal Village Vanguard arriva un trio che non sente il bisogno di proclamarsi nuovo. Il coraggio consiste nel suonare il grande repertorio con naturalezza, misura e assoluta padronanza del linguaggio.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2572-silje-nergaard-il-disco-con-cui-provo-le-cuffie/"><strong>Silje Nergaard: il disco con cui provo le cuffie</strong></a> — 9 settembre. Non è un disco dimostrativo, ma una registrazione tanto naturale da rivelare immediatamente equilibrio, dettaglio e spazialità di un sistema d’ascolto. Prima viene la musica; proprio per questo il test funziona.</p><h2>Le cantate di Bach</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2525-le-cantate-di-johann-sebastian-bach-catalogo-generale/"><strong>Catalogo generale delle Cantate</strong></a> — 29 agosto. L’indice permanente del progetto: ogni numero BWV diventerà progressivamente una porta verso struttura, testo, storia, interpretazioni e discografia.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2526-le-cantate-di-johann-sebastian-bach-perch%C3%A9-questo-progetto/"><strong>Perché questo progetto</strong></a> — 29 agosto. Dall’acquisto delle vecchie integrali alla disponibilità quasi infinita dello streaming, il racconto personale di un ascolto durato una vita diventa un progetto ordinato.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2527-bach-cantata-bwv-82-ich-habe-genug-bach-trasforma-laddio-in-serenit%C3%A0/"><strong>BWV 82 — Ich habe genug</strong></a> — 29 agosto. «Ho quanto mi basta» non esprime stanchezza, ma compimento. Bach trasforma l’addio alla vita in una serenità priva di retorica e disperazione.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2528-come-abbiamo-imparato-ad-ascoltare-le-cantate-di-bach-discografia-ragionata-generale/"><strong>Discografia ragionata generale</strong></a> — 29 agosto. Da Rilling a Harnoncourt, Gardiner, Koopman, Suzuki e Herreweghe: non una registrazione definitiva, ma settant’anni di idee differenti su come Bach possa parlare.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2529-all-of-bach-quando-bach-non-si-ascolta-soltanto-si-vede/"><strong>All of Bach</strong></a> — 29 agosto. Il progetto della Nederlandse Bachvereniging aggiunge luoghi, gesti e volti all’ascolto. La musica non viene illustrata: viene mostrata mentre nasce.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2532-bwv-77-du-sollt-gott-deinen-herren-lieben/"><strong>BWV 77 — Du sollt Gott, deinen Herren, lieben</strong></a> — 30 agosto. Un comandamento diventa la misura della distanza fra sapere che dobbiamo amare ed esserne realmente capaci. Bach costruisce la tensione dentro l’architettura musicale.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2533-bwv-140-wachet-auf-ruft-uns-die-stimme/"><strong>BWV 140 — Wachet auf</strong></a> — 30 agosto. La notte, l’attesa e il grido delle sentinelle si trasformano progressivamente in luce. Una delle cantate più amate, osservata oltre la celebrità del corale.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2534-soli-deo-gloria/"><strong>Soli Deo Gloria</strong></a> — 30 agosto. Le sigle annotate sui manoscritti non sono una formula decorativa. Fra «Jesu juva» e «SDG» si raccoglie l’intero rapporto di Bach con lavoro, responsabilità e fede.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2537-bwv-51-jauchzet-gott-in-allen-landen-e-la-gioia-non-riesce-pi%C3%B9-a-stare-ferma/"><strong>BWV 51 — Jauchzet Gott in allen Landen!</strong></a> — 31 agosto. Soprano e tromba entrano senza bussare. La gioia non viene descritta né contemplata: diventa energia fisica incapace di rimanere ferma.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2538-bwv-106-gottes-zeit-ist-die-allerbeste-zeit/"><strong>BWV 106 — Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit</strong></a> — 31 agosto. Il giovane Bach guarda direttamente la morte e trova la pace. Il titolo postumo <em>Actus tragicus</em> rischia di nascondere proprio la luminosità dell’approdo.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2540-bwv-4-christ-lag-in-todes-banden/"><strong>BWV 4 — Christ lag in Todes Banden</strong></a> — 1° settembre. La Pasqua comincia dentro il sepolcro, non nella luce. Variazione dopo variazione, la morte entra nella danza e finisce per perdere.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2541-tre-donne-tre-bwv-199/"><strong>Tre donne, tre BWV 199</strong></a> — 1° settembre. Kožená si inginocchia, Sampson prega, Devieilhe si trasfigura. Tre interpreti mostrano quanto una stessa cantata possa diventare tre esperienze umane differenti.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2542-bwv-199-mein-herze-schwimmt-im-blut/"><strong>BWV 199 — Mein Herze schwimmt im Blut</strong></a> — 1° settembre. Una donna entra sola con il cuore immerso nel sangue e attraversa colpa, confessione e perdono. Bach porta la protagonista dall’ombra alla luce senza bisogno di una scena teatrale.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2545-bwv-21-ich-hatte-viel-bek%C3%BCmmernis/"><strong>BWV 21 — Ich hatte viel Bekümmernis</strong></a> — 2 settembre. Una cantata cresciuta attraverso riprese e trasformazioni successive. Bach non cancella il dolore: costruisce la gioia al suo interno.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2546-bwv-56-ich-will-den-kreuzstab-gerne-tragen/"><strong>BWV 56 — Ich will den Kreuzstab gerne tragen</strong></a> — 2 settembre. La vita è una navigazione esposta alle onde; la morte diventa il porto. La voce del basso porta il proprio peso senza trasformarlo in disperazione.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2547-le-seconde-vite-delle-cantate-di-bach-trascrizioni-per-strumento-solista/"><strong>Le seconde vite delle Cantate</strong></a> — 2 settembre. Liszt, Myra Hess, Kurtág e Ólafsson mostrano come una musica nata dalla parola possa continuare a vivere quando le parole scompaiono.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2549-lopera-che-bach-non-scrisse/"><strong>L’opera che Bach non scrisse</strong></a> — 2 settembre. Lipsia non offrì a Bach un teatro d’opera. Il teatro, però, entrò nelle cantate attraverso recitativi, personaggi, conflitti e una straordinaria capacità di rappresentare l’animo umano.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2550-litalia-dentro-bach/"><strong>L’Italia dentro Bach</strong></a> — 2 settembre. Bach non attraversò mai le Alpi, ma Vivaldi, Frescobaldi, il concerto e l’opera italiana entrarono profondamente nella sua lingua. Non imitazione: assimilazione e trasformazione.</p><h2>Il punto d’ascolto</h2><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2561-il-punto-dascolto-1-che-cosa-ascoltiamo-quando-ascoltiamo-un-disco/"><strong>1 — Che cosa ascoltiamo quando ascoltiamo un disco?</strong></a> — Happygiraffe, 6 settembre. Fra compositore e ascoltatore esistono interprete, strumento, sala, microfoni, tecnici e supporto. Il disco non è la musica stessa, ma una lunga catena di decisioni.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2564-il-punto-dascolto-2-il-corpo-che-suona/"><strong>2 — Il corpo che suona</strong></a> — Happygiraffe, 7 settembre. Respiri, mugugni, sedie e meccaniche non sono sempre difetti da cancellare. Talvolta sono la traccia fisica di una persona impegnata a produrre musica.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2567-il-punto-dascolto-3-uno-strumento-non-vale-laltro/"><strong>3 — Uno strumento non vale l’altro</strong></a> — Happygiraffe, 7 settembre. Quanto riconosciamo davvero il carattere di uno Steinway, Bösendorfer o Fazioli? Fra marchio sul coperchio, sala, accordatura e mani del tecnico, l’identità sonora è meno semplice di quanto crediamo.</p><h1><span data-i-color="blue">Nel Club Fotografia</span></h1><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2531-aggiungete-ai-commenti-la-vostra-ultima-fotografia-pubblicabile-non-ci-saranno-n%C3%A9-votazioni-n%C3%A9-giudizi-mese-di-settembre-2026/"><strong>La vostra ultima fotografia pubblicabile</strong></a> — 29 agosto. Nessuna classifica e nessun vincitore: soltanto una fotografia recente, accompagnata da data, dati di scatto e due parole che aiutino a guardarla.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2571-contest-la-vostra-foto-migliore-di-settembre-2026-sia-nuove-foto-che-darchivio-termina-il-3092026/"><strong>La vostra foto migliore di settembre</strong></a> — 8 settembre. Il contest mensile accetta fotografie nuove o d’archivio, purché scelte e presentate con cura. Rimane aperto fino al 30 settembre.</p><h1><span data-i-color="blue">Nel Club Motori</span></h1><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2566-basta-ferrari-da-oggi-tifo-kimi-antonelli/"><strong>Basta Ferrari. Da oggi tifo Kimi Antonelli</strong></a> — 7 settembre. Una dichiarazione di insofferenza dopo Monza: senza una guida riconoscibile, il nome Ferrari e la memoria del passato non bastano più a tenere accesa la fiducia.</p><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2573-no-enzo-ferrari-non-aveva-paura-dei-piloti-italiani/"><strong>No, Enzo Ferrari non aveva paura dei piloti italiani</strong></a> — 9 settembre. La leggenda secondo cui il Drake evitasse gli italiani perché troppo popolari è suggestiva, ma non resiste alla storia della Scuderia e all’elenco dei piloti ai quali affidò le proprie automobili.</p><h1><span data-i-color="blue">Quindici giorni bastano</span></h1><p>Novantacinque pubblicazioni non si leggono in una sera e non devono essere consumate come un flusso social. Questo riepilogo non vuole accelerarne la scomparsa, ma offrire una mappa: ciascuno può scegliere un ingresso e, da lì, seguire i collegamenti.</p><p>La cadenza quindicinale non nasce quindi dal desiderio di pubblicare più riepiloghi. Nasce dalla necessità opposta: impedire che la quantità di ciò che produciamo renda invisibili i singoli contenuti.</p><p>L’articolo precedente resterà sempre online e consultabile. Questo non lo sostituisce: raccoglie ciò che è venuto dopo e prepara il terreno per il prossimo appuntamento.</p><p>Noi, nel frattempo, continuiamo.</p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130522" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage10set202609_27_20.png.deb434675226a4c6148c6d76d48df41e.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage10set202609_27_20.thumb.png.c3aa949c8ef6d9ec812d7113d8c5dcbe.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 10 set 2026, 09_27_20.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1553</guid><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 07:36:06 +0000</pubDate></item><item><title>Le app di Nikonland: che cosa fanno e dove trovarle</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/le-app-di-nikonland-che-cosa-fanno-e-dove-trovarle-r1552/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage9set202606_48_48.png.4e30a3112dbe00f56d0055dfafcd5c76.png" /></p>
<h2>Tre applicazioni desktop, tre applicazioni web, quattro strumenti pensati da fotografi per altri fotografi</h2><p>Negli ultimi mesi Nikonland non si è limitata a parlare di fotografia e attrezzatura. Abbiamo realizzato anche alcuni strumenti concreti, nati da esigenze incontrate fotografando: leggere davvero ciò che una Nikon registra, capire come abbiamo lavorato durante uno shooting, portare nella fotocamera i nostri Picture Control e sapere dove mettere a fuoco quando entra in gioco l’iperfocale.</p><p>Non sono versioni ridotte di grandi programmi commerciali e non cercano di sostituire Nikon NX Studio, Lightroom, Photoshop o i catalogatori. Ogni applicazione risponde a una domanda precisa e cerca di farlo nel modo più diretto possibile.</p><p>Sono tutte gratuite. Le versioni desktop lavorano localmente e sono distribuite come archivi ZIP; quelle web si aprono direttamente dal menu <strong>Apps</strong> di Nikonland e non richiedono installazione.</p><h2>ExifReader: che cosa contiene questa fotografia?</h2><p>ExifReader nasce per leggere un singolo file e mostrare rapidamente le informazioni che ci interessano davvero. Basta trascinare una fotografia nella finestra per vedere fotocamera, obiettivo, esposizione, sensibilità, focale, bilanciamento del bianco, tipo di otturatore e, quando i dati Nikon lo permettono, modalità autofocus e posizione dell’area AF.</p><p>La versione desktop per Windows aggiunge l’anteprima della fotografia, l’analisi dettagliata del Picture Control utilizzato, compresa la curva tonale, e il confronto diretto fra due immagini con i principali dati affiancati. Non costruisce cataloghi, non modifica i file e non richiede installazione: si estrae lo ZIP in una cartella e si avvia il programma.</p><p>La versione web riprende la stessa impostazione essenziale. Legge NEF, NRW, JPEG e TIFF direttamente nel browser, mostra i dati di scatto, le informazioni Nikon e consente il confronto fra due fotografie. L’analisi completa del Picture Control è disponibile quando le informazioni necessarie sono presenti nel file originale NEF o NRW; nei JPEG quel comando viene correttamente disabilitato.</p><p>La fotografia resta sul dispositivo: non viene caricata, registrata o conservata da Nikonland.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2494-exifreader-per-windows/">ExifReader per Windows: presentazione e download</a></p></li><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/apps/exifreader/index.html">Apri ExifReader Web</a></p></li></ul><p>Esiste inoltre una <a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/54_risorse/exif-reader-per-macos-r1388/">versione separata per macOS</a>, realizzata da Effenove, con caratteristiche e sviluppo differenti rispetto all’attuale edizione Windows.</p><h2>ShootMetrics: come ho fotografato durante questo shooting?</h2><p>ExifReader osserva una fotografia. ShootMetrics osserva un’intera sessione.</p><p>Si indica la cartella di uno shooting, comprese eventualmente le sottocartelle, e il programma ricostruisce il modo in cui abbiamo realmente lavorato. Conta i file senza considerare due volte le coppie NEF+JPEG, distingue fotocamere e numeri di matricola, riconosce gli obiettivi e mostra la distribuzione di focali, tempi, diaframmi, sensibilità ISO, compensazioni, orientamenti, Picture Control e principali impostazioni Nikon.</p><p>Da una giornata di migliaia di fotografie possiamo così scoprire quale corpo abbiamo usato di più, quale obiettivo è rimasto quasi sempre nella borsa, a quali focali abbiamo realmente impiegato uno zoom oppure quanto spesso siamo ricorsi a determinate sensibilità o modalità autofocus.</p><p>I risultati vengono organizzati in tabelle, grafici e cronologie. È disponibile anche un rapporto PDF che conserva la radiografia completa della sessione.</p><p>ShootMetrics lavora in sola lettura: non modifica fotografie o metadati, non crea un catalogo permanente e non trasferisce i file. Alla chiusura del programma i dati dell’analisi vengono eliminati dalla memoria.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2495-nikonland-shootmetrics-per-windows/">Nikonland ShootMetrics per Windows: presentazione e download</a></p></li></ul><h2>FilmBox: con quale “pellicola” voglio fotografare?</h2><p>FilmBox raccoglie i Picture Control sviluppati da Nikonland e li trasforma in una biblioteca consultabile. Non semplici nomi dentro un elenco, ma profili accompagnati da anteprime coerenti, informazioni sul loro carattere, riferimenti storici e indicazioni sulle situazioni nelle quali possono essere utilizzati.</p><p>Possiamo cercare una pellicola per nome, marca o tipo di resa, confrontarne l’effetto e comporre una FilmBox personale con i nove Picture Control che vogliamo portare nella fotocamera.</p><p>La versione desktop per Windows può preparare la scheda di memoria e, nei casi consentiti dall’interfaccia Nikon, comunicare direttamente con la fotocamera. I Flexible Color vengono trasferiti attraverso la scheda, perché Nikon non ne permette la scrittura diretta via USB. La versione più recente consente inoltre di valutare le pellicole sulle fotografie campione oppure su un proprio NEF originale, sviluppato localmente attraverso il motore Nikon.</p><p>FilmBox Web offre la biblioteca, le anteprime e le schede editoriali direttamente nel browser. Permette di comporre, ordinare e salvare le proprie selezioni e di scaricare uno ZIP contenente soltanto i file NP3 scelti e le istruzioni per copiarli sulla scheda. Non comunica direttamente con la fotocamera.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/index.php?/blogs/entry/2497-nikon-filmbox-per-windows-le-pellicole-nikonland-nelle-nostre-fotocamere-nikon/">Nikonland FilmBox per Windows: presentazione e download</a></p></li><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/apps/filmbox/index.html">Apri FilmBox Web</a></p></li></ul><h2>Nikonland Iperfocale: dove devo mettere a fuoco?</h2><p>Le normali calcolatrici dell’iperfocale chiedono focale, diaframma e formato, poi restituiscono alcuni numeri. Nikonland Iperfocale parte invece dalla fotografia.</p><p>Si sceglie il tipo di scena — paesaggio, strada, architettura, notturna o ritratto — si indica ciò che deve risultare leggibile e si impostano fotocamera, focale, diaframma e distanza del primo elemento importante. L’applicazione valuta se l’iperfocale sia davvero la soluzione adatta e traduce il calcolo in un’indicazione operativa: dove mettere a fuoco, da quale distanza comincia la zona utile e se l’infinito può essere considerato sufficientemente nitido.</p><p>È possibile adottare il criterio tradizionale oppure quello più prudente Nikonland, pensato per grandi stampe e ritagli importanti. L’anteprima mostra inoltre come cambiano i piani della scena modificando focale, apertura e distanza.</p><p>Non promette che tutto sarà magicamente nitido: ricorda che il piano di fuoco resta uno solo e che la profondità di campo è sempre una valutazione legata anche all’ingrandimento e alla distanza di osservazione.</p><ul><li><p><a rel="" href="https://www.nikonland.it/apps/iperfocale/index.html">Apri Nikonland Iperfocale</a></p></li></ul><h2>Dove si trovano</h2><p>Le tre applicazioni web — <strong>Iperfocale, ExifReader Web e FilmBox Web</strong> — sono raggiungibili direttamente dal menu <strong>Apps</strong> presente nella parte superiore di Nikonland.</p><p>Le applicazioni desktop — <strong>ExifReader, ShootMetrics e FilmBox</strong> — si scaricano invece dalle rispettive pagine di presentazione. Consigliamo di utilizzare sempre il file ZIP pubblicato nell’articolo, perché viene sostituito o aggiornato quando correggiamo un problema o introduciamo una funzione compatibile con l’impostazione originaria.</p><p>Le edizioni desktop sono attualmente destinate a Windows a 64 bit. Non utilizzano un programma di installazione: l’archivio deve essere estratto interamente, mantenendo accanto all’eseguibile tutte le cartelle e le dipendenze fornite.</p><h2>Software Nikonland, non software Nikon</h2><p>Queste applicazioni sono progetti indipendenti realizzati da Nikonland. Non sono prodotti Nikon, non sono approvati da Nikon Corporation e non ricevono alcun supporto ufficiale dal produttore.</p><p>Sono nate perché ci servivano. Le abbiamo provate sulle nostre fotografie e continuiamo a correggerle quando emerge un problema reale. Non raccolgono cataloghi, non cercano di trattenerci davanti al computer e non pretendono di decidere che cosa dobbiamo fotografare.</p><p>Devono soltanto aiutarci a capire meglio ciò che abbiamo fatto, preparare ciò che vogliamo fare e tornare, appena possibile, a guardare dentro il mirino.</p><h2>I cantieri ancora aperti</h2><p>FilmBox Lab, Nikonland Focus, Remote Focus e Nikonland Select non fanno ancora parte di questo elenco. Sono progetti e prototipi in lavorazione. Li presenteremo come applicazioni soltanto quando saranno realmente utilizzabili e potranno essere messi nelle mani dei Nikonlander senza dover promettere ciò che ancora non fanno.</p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130486" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage9set202606_48_48.png.d169866fadb24f85bd41bd7bc6276442.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage9set202606_48_48.thumb.png.66c064dffd6e2f8274c821af6173340e.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 9 set 2026, 06_48_48.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1552</guid><pubDate>Wed, 09 Sep 2026 04:49:28 +0000</pubDate></item><item><title>Nikon ZR: firmware 2.00 entro il 2026, Open Gate nel programma del 2027</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikon-zr-firmware-200-entro-il-2026-open-gate-nel-programma-del-2027-r1551/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage8set202608_52_53.png.8dbebf6da2eb4f3e6e5a7e9b2de302d2.png" /></p>
<p><strong><em><span data-i-color="blue">Nikon anticipa due tappe di sviluppo: colore RED nella registrazione H.265 e nuovi strumenti operativi, poi Open Gate e visualizzazione per gli anamorfici.</span></em></strong></p><p>La Nikon ZR ha una nuova roadmap ufficiale. Nel comunicato dell’8 settembre 2026 Nikon annuncia lo sviluppo del <strong>firmware 2.00, previsto entro il 2026</strong>, e colloca nel 2027 l’obiettivo di introdurre Open Gate e visualizzazione desqueeze per gli obiettivi anamorfici. Sono due passaggi distinti, entrambi ancora in sviluppo. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_01/">Comunicato ufficiale Nikon</a></p><p>Il programma della versione 2.00 comprende il supporto a <strong>Log3G10 e REDWideGamutRGB nella registrazione H.265</strong>, la selezione del livello di riduzione rumore agli alti ISO durante la registrazione H.265 Log e il <strong>focus peaking durante la registrazione R3D NE</strong>. RED sta inoltre aggiornando le applicazioni RED CONTROL e RED CONTROL PRO per consentire il controllo remoto della ZR. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_01/">Annuncio Nikon</a></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Intervento annunciato</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Tempistica indicata</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Log3G10 e REDWideGamutRGB in H.265</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Firmware 2.00, entro il 2026</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Livello High ISO NR selezionabile in H.265 Log</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Firmware 2.00, entro il 2026</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Focus peaking durante la registrazione R3D NE</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Firmware 2.00, entro il 2026</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Registrazione Open Gate</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Obiettivo 2027</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Visualizzazione desqueeze per anamorfici</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Obiettivo 2027</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Controllo remoto con RED CONTROL e RED CONTROL PRO</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Aggiornamenti in preparazione, senza data indicata</p></td></tr></tbody></table></div><p><em>Fonte: </em><a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_01/"><em>roadmap ufficiale Nikon ZR</em></a><em>. Il comunicato non annuncia la disponibilità al download.</em></p><p>La direzione ci sembra sensata: aumentare le possibilità di scelta nella registrazione e migliorare gli strumenti con cui si controlla il risultato mentre si gira. Sono due esigenze complementari. Il formato va scelto anche in funzione del lavoro successivo, dello spazio disponibile e dei tempi di consegna; gli strumenti di controllo servono invece a portare a casa materiale utilizzabile senza scoprire troppo tardi un errore.</p><p>Per valutare il passaggio del colore RED all’H.265 ci interesserà soprattutto la coerenza pratica del flusso: quanto agevolmente si potranno affiancare registrazioni diverse, come verranno interpretate dai programmi di montaggio e quali margini resteranno nelle correzioni più impegnative. Il nome di una curva o di uno spazio colore, da solo, non risponde a queste domande. La verifica dovrà avvenire sui file prodotti dal firmware definitivo.</p><p>La possibilità di intervenire sulla riduzione rumore richiama poi una questione spesso trascurata: un’immagine più levigata non è automaticamente quella più adatta al progetto. Trama, dettaglio e rumore concorrono al carattere del filmato. Il controllo del trattamento permette all’operatore di decidere con maggiore consapevolezza quale compromesso adottare, purché il risultato venga valutato nelle condizioni reali di ripresa.</p><p><strong>Perché l’Open Gate interessa</strong></p><p>Con Open Gate si intende generalmente la registrazione dell’intera, o quasi intera, area del sensore, conservando più immagine in altezza rispetto a un ritaglio panoramico. Il vantaggio è la libertà di ricomporre successivamente: una stessa ripresa può offrire più margine per versioni orizzontali e verticali, oppure per correggere l’inquadratura in montaggio. Non significa poter ignorare la composizione, ma disporre di più materiale sul quale lavorare. <a rel="external nofollow" href="https://www.panasonic.com/uk/consumer/cameras-camcorders/lumix-expert-advice-learn/lumix-expert-advice/what-is-open-gate-video-and-why-is-it-a-big-deal.html">Approfondimento tecnico sul significato di Open Gate</a></p><p>Per la ZR sarà essenziale conoscere l’implementazione concreta prima di valutarne l’utilità: risoluzioni, cadenze e formati supportati determineranno quali produzioni potranno sfruttarla. Una funzione acquista valore quando entra senza attriti nel lavoro quotidiano.</p><p>Il nostro giudizio, oggi, riguarda quindi il programma: è positivo che Nikon renda visibile una direzione di sviluppo per la macchina. Il giudizio sull’aggiornamento arriverà installandolo e lavorandoci. Nel frattempo, chi usa già la ZR può distinguere ciò che è previsto a breve da ciò che richiederà più attesa, continuando a progettare le proprie riprese sulle possibilità effettivamente disponibili.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Notizia aggiornata all’8 settembre 2026. Le tempistiche sono quelle indicate da Nikon e le funzionalità descritte sono ancora in sviluppo.</span></em></strong></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130463" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage8set202608_52_53.png.7be9ba81859ba72d23effc7d13f17392.png" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage8set202608_52_53.thumb.png.d994f979a9994e3feba79e1bcc471706.png" height="576" width="1024" alt="ChatGPT Image 8 set 2026, 08_52_53.png" loading='lazy'></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1551</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:53:06 +0000</pubDate></item><item><title>NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV: finalmente Nikon annuncia una famiglia di obiettivi per il cinema</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/nikkor-z-cinema-t19-vv-finalmente-nikon-annuncia-una-famiglia-di-obiettivi-per-il-cinema-r1550/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0908_02_01.jpg.0291b5731900f7fd01adf39dad83d25b.jpg" /></p>
<p><em>Saranno nove, con autofocus e copertura del sensore RED V-RAPTOR [X] VV. Il primo nome è quello del 50mm. Per prezzi e disponibilità bisogna ancora aspettare.</em></p><p>L’attesa degli obiettivi cinematografici Nikon comincia a trovare una risposta concreta. L’8 settembre 2026 Nikon ha annunciato lo sviluppo della serie <strong>NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV</strong>, composta da nove obiettivi, tra i quali viene identificato il 50mm T1.9 VV. La destinazione dichiarata comprende cinema, produzioni di alto livello e creatori di contenuti. È un annuncio di sviluppo: non coincide ancora con l’apertura delle vendite. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_02/">Comunicato ufficiale Nikon</a></p><p>Due caratteristiche definiscono il progetto: autofocus ad alta precisione e un cerchio d’immagine capace di coprire il sensore da <strong>40,96 × 21,60 mm della RED V-RAPTOR [X] VV</strong>. Nikon presenta questa copertura come una prima assoluta per una serie NIKKOR. La filosofia progettuale dichiarata riguarda tanto la resa cinematografica quanto la praticità nell’impiego professionale. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikonusa.com/press-room/da-cinema-lenses">Presentazione Nikon</a></p><p>Per noi, il dato editoriale più significativo è la dimensione della famiglia. Annunciare nove obiettivi significa prospettare un corredo, con la possibilità di accompagnare una produzione attraverso inquadrature e distanze differenti. Quanto questo corredo sarà omogeneo, nella resa e nell’uso, andrà naturalmente verificato quando avremo informazioni e prodotti definitivi.</p><p>L’autofocus merita altrettanta attenzione. In una ripresa il fuoco è anche un movimento narrativo: deve raggiungere il soggetto, ma può doverlo fare con una progressione precisa, senza esitazioni o correzioni visibili. Per giudicare questi obiettivi ci interesseranno quindi la fluidità delle transizioni, la ripetibilità e il controllo offerto all’operatore, oltre alla capacità di seguire un soggetto. La semplice dichiarazione della presenza dell’AF apre una prospettiva; non descrive ancora come sarà realizzata.</p><p>Anche sul piano ottico le domande saranno diverse da una graduatoria di nitidezza. Vorremo osservare la continuità cromatica passando da una focale all’altra, il comportamento delle alte luci fuori fuoco, i riflessi, le transizioni tra piani e la variazione dell’inquadratura durante la messa a fuoco. Sono aspetti che, in una sequenza, possono contare quanto la risoluzione del singolo fotogramma.</p><p><strong>Quello che sappiamo oggi</strong></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 40px;"><colgroup><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Voce</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Informazione ufficiale</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Famiglia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Numero di obiettivi</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nove</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Modello identificato</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>50mm T1.9 VV</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Copertura dichiarata</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sensore RED V-RAPTOR [X] VV</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Messa a fuoco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Autofocus ad alta precisione</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Altre focali, prezzi e consegne</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Non comunicati</p></td></tr></tbody></table></div><p>Non sono ancora disponibili nel comunicato pesi, dimensioni, schemi ottici e MTF. Nikon avverte inoltre che l’aspetto del prodotto definitivo potrebbe differire da quello mostrato. <a rel="external nofollow" href="https://www.nikon.com/company/news/2026/0908_02/">Fonte della tabella e stato del progetto</a></p><p>La nostra lettura è che il rapporto Nikon–RED stia cominciando a prendere forma anche davanti al sensore. Una famiglia di ottiche è un impegno industriale e una proposta di continuità per chi costruisce un corredo professionale. Adesso aspettiamo di conoscerne focali, meccanica, prestazioni e costo: saranno questi elementi a dirci quanto il progetto sia ambizioso anche nella pratica.</p><p><em>Notizia aggiornata all’8 settembre 2026. Le caratteristiche riportate sono dichiarazioni del produttore; non costituiscono una prova degli obiettivi.</em></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130461" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0908_02_01.thumb.jpg.f188ad5a1e0dd82adb397df65e48f725.jpg" alt="0908_02_01.jpg" title="0908_02_01.jpg" width="1024" height="768" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/0908_02_01.jpg.5ae3241883a3cd0e709f33f3184bb4c1.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1550</guid><pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:46:00 +0000</pubDate></item><item><title>Nikonland compie vent&#x2019;anni. Non &#xE8; un social, e i numeri lo confermano</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/nikonland-compie-ventanni-non-%C3%A8-un-social-e-i-numeri-lo-confermano-r1549/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage7set202614_24_10.png.4236bbb012a8aca70d530eba4f9ad7db.png" /></p>
<p><strong><em><span data-ips-font-size="200">H</span></em></strong><em>o affidato a ChatGPT l’analisi completa del database di Nikonland. Non per ottenere altre tabelle, ma per capire come si sta comportando realmente il pubblico mentre il sito cambia.</em></p><p>Nel 2026 Nikonland compie vent’anni.</p><p>Vent’anni insieme, dal 2006 al 2026. Abbastanza per fermarsi un momento, guardare ciò che abbiamo costruito e domandarci con franchezza come stia andando il sito.</p><p>Finora abbiamo risposto soprattutto attraverso impressioni personali: il numero dei commenti, gli utenti presenti, la vitalità percepita di una discussione. Questa volta ho voluto andare più a fondo.</p><p>Ho fornito a ChatGPT il dump completo del database di Nikonland: 250 tabelle, fotografate alla mattina del 7 settembre 2026. Gli ho chiesto di confrontare il periodo dal primo gennaio al 7 settembre 2026 con lo stesso periodo del 2025 e di esaminare l’intero archivio degli articoli.</p><p>Non gli ho chiesto un foglio Excel. Gli ho chiesto una diagnosi. E gli ho chiesto di non addolcirla.</p><p>Una parte dell’accelerazione editoriale del 2026 nasce anche dal mio lavoro con ChatGPT, che mi aiuta nella ricerca, nell’organizzazione dei dati, nel confronto delle fonti e nella preparazione dei testi. Le idee, le fotografie, i giudizi e la responsabilità editoriale restano miei. Ma oggi riesco a produrre di più e più velocemente anche grazie a questo strumento.</p><p>Quello che volevo scoprire era come avrebbe reagito il pubblico.</p><h2>La risposta breve</h2><p>Nikonland nel 2026 sta meglio che nel 2025, ma non cresce nello stesso modo in tutte le sue parti.</p><p>La presenza media contemporanea degli iscritti è aumentata di circa il 12%. Non è un’esplosione, ma è una crescita reale e abbastanza regolare: la media passa da 7,8 a 8,8 utenti collegati, la mediana da 8 a 9 e anche i picchi sono più alti.</p><p>Non possiamo invece ricostruire con precisione l’andamento storico di tutte le visite anonime. Il database conserva il contatore complessivo di lettura dei contenuti, ma non la sua progressione giorno per giorno. Inoltre, i dati relativi agli ospiti sono disponibili soltanto da marzo 2026 e comprendono una quantità significativa di robot e motori di ricerca.</p><p>Non sarebbe quindi corretto sostenere che le visite complessive siano aumentate di una determinata percentuale. Possiamo però osservare con precisione che cosa è stato pubblicato, letto, commentato e apprezzato dagli iscritti.</p><p>E qui il cambiamento è evidente.</p><h2>Molta più produzione, con una risposta concreta</h2><p>Nei primi otto mesi abbondanti del 2025 Nikonland aveva pubblicato 78 articoli. Nello stesso periodo del 2026 ne ha pubblicati 208: quasi il triplo.</p><p>I commenti agli articoli sono passati da 1.387 a 2.730, con un aumento del 97%. Se togliamo le risposte scritte dagli stessi autori, la crescita resta dell’80%.</p><p>Il numero delle persone che commentano gli articoli, invece, è rimasto sostanzialmente fermo: erano 59 nel 2025 e sono 58 nel 2026.</p><p>Questo dato deve però essere letto alla luce di una precisa regola di Nikonland: il semplice iscritto non può commentare e non può aprire un proprio blog. Per farlo deve compiere il passaggio successivo e diventare Nikonlander.</p><p>Il numero dei commentatori non rappresenta quindi l’intero pubblico e neppure tutti gli iscritti. Misura l’attività di quella parte della comunità che ha ottenuto la possibilità di partecipare attivamente.</p><p>All’interno di questo gruppo l’attività è aumentata molto. Non si è però ancora allargata la base dei partecipanti agli articoli.</p><p>C’è anche un inevitabile effetto di diluizione. I commenti medi per ogni nuovo articolo sono scesi da 14,2 a 11,6. Pubblicando quasi tre volte tanto, ogni contenuto dispone di meno tempo per restare in primo piano e raccogliere una discussione propria.</p><p>Questo non significa che stiamo pubblicando troppo. Significa che non avrebbe senso accelerare ulteriormente senza scegliere. La quantità ha funzionato perché accompagnata da una proposta editoriale riconoscibile. Adesso bisogna difenderne la qualità.</p><p>Gli articoli che corrono più rapidamente confermano quali siano i filoni più efficaci: guide pratiche, confronti tra apparecchi, compatibilità degli obiettivi, autofocus, sensori, mercato e prese di posizione nette. Funzionano tanto il servizio utile quanto l’opinione, purché entrambi siano fondati e riconoscibili.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Anche gli articoli dedicati alla musica hanno ottenuto velocità di lettura sorprendenti. Il pubblico segue Nikonland fuori dal perimetro strettamente fotografico quando incontra competenza, esperienza personale e una voce autentica.</span></em></strong><br></p><h2>I blog sono diventati il principale spazio di partecipazione</h2><p>Nel periodo considerato, gli interventi nei blog sono passati da 159 a 316. I commenti sono cresciuti da 2.029 a 5.238, mentre i commentatori distinti sono saliti da 77 a 137.</p><p>È uno dei risultati più importanti dell’analisi.</p><p>La partecipazione non si è limitata ad aumentare in volume: è diventata più larga. I commenti medi per intervento sono cresciuti del 30%, nonostante il raddoppio delle pubblicazioni.</p><p>Bisogna però leggere correttamente anche questo dato. I normali articoli dei blog personali sono rimasti quasi invariati: 110 nel 2025 e 111 nel 2026. La crescita è arrivata soprattutto dalle iniziative organizzate, dai Club e dai progetti dotati di una continuità editoriale.</p><p>Il pubblico di Nikonland risponde meglio quando trova una proposta, un argomento e un appuntamento riconoscibili. Non basta mettere a disposizione uno spazio vuoto aspettando che si riempia da solo.</p><p>Anche le reazioni confermano un coinvolgimento più diffuso: sono aumentate del 23%, le persone che le usano del 30% e quelle che le ricevono del 46%. È una forma di partecipazione leggera, ma non irrilevante. Dice che più persone si accorgono dei contenuti e manifestano la propria presenza.</p><h2>LA PORTA RESTA APERTA</h2><p>Le nuove iscrizioni sono passate da 28 a 104. È un incremento molto forte, che deve essere messo in relazione anche con la decisione presa per Nikonland: adesso <strong>LA PORTA RESTA APERTA</strong>.</p><p>Questo significa che l’ingresso nel sito non viene più chiuso periodicamente. Chi vuole conoscere Nikonland, seguirne i contenuti e avvicinarsi alla comunità può entrare.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">La porta aperta non elimina però il passaggio necessario per partecipare attivamente. Iscriversi non significa automaticamente diventare Nikonlander. Finché non si compie quel passaggio non è possibile commentare né aprire un blog.</span></em></strong></p><p><strong>Dei 104 nuovi iscritti del periodo, 68 risultano ancora nel gruppo iniziale e 34 sono diventati Aspiranti Nikonlander. Soltanto 43 hanno già pubblicato almeno un contenuto.</strong></p><p>Non considero necessariamente questo rapporto un fallimento. È anche la conseguenza del modello che abbiamo scelto: ingresso libero, ma partecipazione consapevole. Nikonland è aperta a tutti, senza trasformarsi in una piattaforma nella quale chiunque entri possa immediatamente depositare qualsiasi cosa.</p><p>La sfida sarà accompagnare più nuovi iscritti verso il ruolo di Nikonlander, spiegando meglio che cosa significhi e facendo capire che qui non si cercano clienti, utenti passivi o collezionisti di “mi piace”. Si cercano persone interessate a condividere fotografia, esperienza e conoscenza.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">La porta resta aperta. Ma entrare davvero richiede una scelta.</span></em></strong><br></p><h2>Il forum non è morto: ha cambiato funzione</h2><p>A prima vista, i numeri del forum sembrano negativi. Le nuove discussioni sono diminuite del 14% e i messaggi del 25%. Anche l’attività è più concentrata nelle mani dei partecipanti più assidui.</p><p>Ma il totale nasconde uno spostamento preciso.</p><p>Quasi tutta la diminuzione proviene dalla vecchia sezione Fotografia e dai concorsi ormai chiusi. Se escludiamo queste aree, i messaggi nel forum pubblico sono aumentati del 21%.</p><p>La sezione dedicata al materiale fotografico cresce del 10%. L’aiuto online sostanzialmente tiene. Open Space passa da 137 a 245 messaggi. Il Mercatino cresce nettamente e anche le aree collegate ai Club registrano un aumento superiore al 20%.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Il forum non sta semplicemente perdendo pubblico. Sta smettendo di essere il contenitore universale di Nikonland e si sta specializzando nelle funzioni per cui è più adatto: richieste di aiuto, discussioni tecniche, conversazioni, scambi e attività dei gruppi.</span></em></strong></p><p>Una parte della conversazione fotografica si è trasferita nei blog e nei Club. È uno spostamento coerente con la direzione scelta.</p><p>Il nuovo Club Fotografia era nato da appena dieci giorni quando è stato effettuato il dump. Sarebbe assurdo giudicarlo ora: serviranno alcuni mesi per capire se riuscirà a trasformare quella scelta in partecipazione stabile.</p><h2>Le Gallery non sono morte da sole: le ho fermate io</h2><p>I numeri delle Gallery sono drastici. Le fotografie pubblicate sono scese da 587 a 525, ma gli autori da 35 a 7 e i commenti da 395 a 53. Inoltre, 443 delle 525 immagini del 2026 sono state caricate da me.</p><p>Non nascondo il dato, ma non intendo nemmeno lasciarlo privo della sua spiegazione.</p><p>Le Gallery erano sempre più utilizzate come un surrogato di Facebook: fotografie depositate rapidamente, apprezzamenti automatici, scarsa discussione e quasi nessun approfondimento. Era l’opposto dello scopo di Nikonland.</p><p>Per questo le ho deliberatamente inibite, cercando di indirizzare fotografie e conversazioni verso articoli, blog, Club e discussioni strutturate.</p><p>Il crollo dell’attività nelle Gallery non è quindi un fenomeno subito dal sito. È l’effetto previsto di una scelta editoriale. La domanda corretta non è se le Gallery siano diminuite, ma se il pubblico si sia spostato altrove.</p><p>I dati dicono di sì: aumentano fortemente gli interventi nei blog, i commenti, le reazioni e l’attività nelle altre sezioni del forum. Non tutto il traffico perduto dalle Gallery può essere seguito individualmente, ma la redistribuzione complessiva è visibile.</p><p>Nikonland non vuole imitare un social network. Vuole che una fotografia sia l’inizio di un racconto, di un confronto o di un’esperienza condivisa, non soltanto un’altra immagine da scorrere.</p><h2>Vent’anni diventati archivio</h2><p>Nikonland conserva 1.454 articoli pubblicati, che hanno totalizzato quasi 7,8 milioni di letture e più di 28.000 commenti.</p><p>Non sono soltanto numeri. Sono il sedimento di vent’anni di prove, anticipazioni, fotografie, discussioni, errori, incontri e cambiamenti tecnologici.</p><p>Il 90% degli articoli ha superato le mille letture, il 61% ne ha superate tremila e quasi il 38% è andato oltre le cinquemila. Soltanto una piccola parte del traffico dipende dai contenuti più popolari: il primo 10% degli articoli raccoglie circa un terzo delle letture complessive.</p><p>Non abbiamo pochi successi isolati circondati dal deserto. Abbiamo un archivio lungo e ancora utilizzato.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Gli articoli con più di due anni raccolgono l’88% delle letture complessive. Quelli pubblicati da oltre cinque anni generano ancora più della metà di tutte le visualizzazioni registrate.</span></em></strong></p><p>Guide, prove di fotocamere e obiettivi, compatibilità, adattatori, storia Nikon e articoli editoriali continuano a lavorare per anni. Sono il capitale permanente del sito e la principale porta d’ingresso per chi arriva da una ricerca.</p><p>L’attualità produce picchi. La conoscenza costruisce Nikonland.</p><h2>Adesso c’è anche Sara</h2><p>In questo ventesimo anno compare inoltre una presenza nuova: Sara.</p><p>Sara è stata pensata come presenza editoriale e visiva di Nikonland, capace di rispondere a quesiti, offrire indicazioni e accompagnare il lettore nel nostro mondo fotografico con un linguaggio più immediato.</p><p>Non sostituisce gli autori, i Nikonlander o la discussione tra persone. È un nuovo punto di accesso alla conoscenza accumulata dal sito e, nello stesso tempo, un altro esperimento sul futuro di Nikonland.</p><p>Dopo vent’anni non vogliamo limitarci a celebrare ciò che siamo stati. Vogliamo utilizzare strumenti nuovi per rendere più accessibile quello che sappiamo, senza rinunciare alla nostra identità.</p><p>Anche Sara fa parte di questa evoluzione.</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p></p></div><h3><em><span data-i-color="indigo">Variazioni Goldberg: formalmente un Club, in realtà un minisito</span></em></h3><p><em><span data-i-color="indigo">Variazioni Goldberg compare tecnicamente tra i Club di Nikonland, ma sarebbe fuorviante considerarlo soltanto uno spazio di aggregazione tra iscritti. È ormai un vero minisito dedicato alla musica, con una propria identità editoriale, rubriche, recensioni, monografie e progetti di lungo periodo.</span></em></p><p><strong><em><span data-i-color="indigo">I numeri confermano una vitalità notevole. Dal primo gennaio al 7 settembre 2026 sono stati pubblicati 96 interventi, contro i 40 dello stesso periodo del 2025: una crescita del 140%, equivalente a più di una nuova pubblicazione ogni tre giorni.</span></em></strong></p><p><em><span data-i-color="indigo">I nuovi contenuti del 2026 avevano già raccolto, alla data del dump, quasi 30.000 letture, contro le 17.400 complessivamente raggiunte da quelli pubblicati nello stesso periodo del 2025. I commenti alle nuove pubblicazioni sono saliti da 150 a 242, con un aumento del 61%. Ancora più significativo è l’allargamento della partecipazione: i commentatori distinti sono passati da 11 a 27.</span></em></p><p><em><span data-i-color="indigo">Il motore editoriale rimane concentrato — nel periodo gli autori sono soltanto tre — ma intorno a esso il pubblico si sta facendo più numeroso e presente. È lo stesso modello che emerge per Nikonland nel suo complesso: una proposta forte e continuativa prodotta da poche persone, alla quale risponde una comunità più ampia.</span></em></p><p><strong><em><span data-i-color="indigo">Considerando tutto l’archivio attualmente raccolto nel Club, Variazioni Goldberg conta 685 pubblicazioni, circa 575.000 letture e oltre 2.100 commenti. Numeri tutt’altro che marginali per un sito nato e conosciuto soprattutto per la fotografia e il materiale Nikon.</span></em></strong></p><p><em><span data-i-color="indigo">Il lavoro sulle Cantate di Johann Sebastian Bach ne è il progetto più ambizioso: un archivio ragionato in italiano, costruito progressivamente con criteri uniformi e destinato a restare consultabile nel tempo. Accanto a Bach trovano posto il repertorio classico, le nuove registrazioni, il jazz e la musica del Novecento, fino al rock.</span></em></p><p><em><span data-i-color="indigo">Il pubblico di Nikonland non si interessa quindi esclusivamente di fotocamere e obiettivi. Segue volentieri argomenti differenti quando riconosce competenza, continuità e una voce editoriale precisa.</span></em></p><p><strong><em><span data-i-color="indigo">Variazioni Goldberg non disperde l’identità di Nikonland: ne applica lo stesso metodo a un’altra passione. È un Club per collocazione tecnica. Per concezione, dimensioni e contenuti è già una seconda rivista dentro Nikonland.</span></em></strong></p></div><h2>Quello che siamo realmente</h2><p>L’analisi rende evidente un fatto strutturale che non deve essere nascosto.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Io ho pubblicato il 69% degli articoli dell’intero archivio. Insieme a Max arriviamo al 91,5% e a oltre il 93% delle letture complessive.</span></em></strong></p><p>Nikonland non è una comunità che produce spontaneamente una rivista. È una rivista realizzata da un nucleo editoriale molto piccolo, intorno alla quale si è formata una comunità.</p><p>È contemporaneamente la nostra identità, il nostro punto di forza e la nostra maggiore fragilità.</p><p>Nel 2026 il motore editoriale ha accelerato, anche grazie agli strumenti di intelligenza artificiale che mi consentono di lavorare più rapidamente. Il pubblico non ha prodotto più articoli, ma ha reagito: ha letto, commentato, partecipato ai blog, utilizzato i Club ed espresso molte più reazioni.</p><p>Questa era la verifica che cercavo.</p><p><strong>Non volevo dimostrare che il sito fosse diventato improvvisamente più grande. Volevo capire se una Nikonland più veloce, più diretta, meno dispersiva e ancora meno simile a Facebook avrebbe incontrato una risposta.</strong></p><p>La risposta, finora, è positiva.</p><p>Non è però un’autorizzazione a riempire il sito indiscriminatamente. La strada indicata dai dati è più precisa: articoli destinati a durare, opinioni nette, iniziative ricorrenti e spazi nei quali la partecipazione abbia un significato.</p><p>Questo dump diventa adesso il nostro punto zero. Ripetendo periodicamente la stessa fotografia del database potremo misurare le letture effettivamente maturate da ogni contenuto, osservare gli spostamenti del pubblico e distinguere ciò che ci sembra interessante da ciò che interessa davvero ai lettori.</p><p>Nel 2006 abbiamo aperto Nikonland. Nel 2026 festeggiamo vent’anni, lasciamo la porta aperta, introduciamo Sara e continuiamo a sperimentare.</p><p>Renderemo pubblici anche i prossimi risultati, compresi quelli che non ci piaceranno.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Perché Nikonland non deve diventare un social network. Deve continuare a diventare sempre più Nikonland.</span></em></strong><br></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130427" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage7set202614_24_10.thumb.png.0e380fc390c51d0d87918f02dbc9d68c.png" alt="ChatGPT Image 7 set 2026, 14_24_10.png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage7set202614_24_10.png.da3f118dff4546a67d91055a6aab8ece.png" loading="lazy"></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1549</guid><pubDate>Mon, 07 Sep 2026 12:31:45 +0000</pubDate></item><item><title>Sigma 50mm f/1.2 DG DN Art : in test su Nikonland.it</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/nikon-z/test-obiettivi-compatibili-con-nikon-z/sigma-50mm-f12-dg-dn-art-in-test-su-nikonlandit-r1485/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9392.jpg.49f74837071739a50e575f483ba4ea11.jpg" /></p>
<p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129000" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9351.thumb.jpg.8c9d427aade180a20056d696ee285fe2.jpg" alt="Z8X_9351.jpg" title="Z8X_9351.jpg" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9351.jpg.7223fe52ba11ab411130fe523575a0d1.jpg" loading="lazy"></p><h2>Sigma 50mm F1.2 DG DN Art</h2><h3>Il primo incontro</h3><p>Ci sono obiettivi che arrivano in redazione come tanti altri, destinati a essere provati, fotografati, misurati e infine raccontati ai lettori. E ce ne sono altri che rappresentano qualcosa di più, perché segnano l'inizio di una nuova stagione.</p><p>Il Sigma 50mm F1.2 DG DN Art appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.</p><p>È il primo obiettivo che Sigma Italia ci ha affidato nell'ambito della rinnovata collaborazione con Nikonland, una circostanza che ci fa particolarmente piacere ma che non cambierà di una virgola il nostro modo di lavorare. Chi ci segue da quasi vent'anni sa che le nostre prove nascono sempre dall'uso sul campo, dall'osservazione diretta e, quando possibile, da misure strumentali che aiutino a comprendere il comportamento reale di un obiettivo, senza fermarsi alle impressioni.</p><p>Il 50 mm rappresenta probabilmente la focale più difficile da progettare. È abbastanza normale da non concedere scorciatoie e abbastanza universale da essere utilizzato per qualunque genere fotografico: ritratto ambientato, reportage, street photography, paesaggio, fotografia di viaggio, fino alla riproduzione in studio. Ogni difetto emerge immediatamente e ogni pregio deve essere conquistato con un progetto ottico di altissimo livello.</p><p>Sigma ha affrontato questa sfida proponendo un obiettivo che, almeno sulla carta, appartiene alla categoria delle ottiche senza compromessi. Luminosità f/1.2, schema ottico estremamente sofisticato, autofocus HLA di ultima generazione, costruzione professionale e una qualità dichiarata che ambisce a confrontarsi con i migliori cinquantini oggi disponibili sul mercato.</p><p>Per noi il confronto di riferimento non può che essere il NIKKOR Z 50mm f/1.2 S, uno degli obiettivi che più ci hanno impressionato negli ultimi anni e che rappresenta, ancora oggi, uno dei vertici assoluti della produzione Nikon. Sarà inevitabile mettere i due contendenti uno accanto all'altro, cercando di capire non soltanto quale risolva di più, ma soprattutto quale carattere fotografico abbiano saputo imprimere i rispettivi progettisti.</p><p>Nei prossimi giorni il Sigma accompagnerà il nostro lavoro quotidiano fino alla fine del mese. Lo utilizzeremo come faremmo con un obiettivo personale, alternando prove strumentali, riprese in studio e fotografia reale, perché è soltanto sul campo che un progetto ottico rivela davvero la propria personalità.</p><p>Come sempre, sarà il fotografo a parlare. L'entusiasmo iniziale non basta mai, così come non bastano le schede tecniche o i grafici MTF. Alla fine, ciò che conta è una domanda molto semplice: viene voglia di uscire a fotografare con questo obiettivo? È a quella domanda che cercheremo di rispondere.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129001" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9361.thumb.jpg.7a15f5f5978d89943771907fdc5e4965.jpg" alt="Z8X_9361.jpg" title="Z8X_9361.jpg" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9361.jpg.04b0e1e35eefda0fb983562450a9ed9a.jpg" loading="lazy"></p><p></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 837px;"><colgroup><col style="width:408px;"><col style="width:429px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Caratteristica</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>SIGMA 50mm F1.2 DG DN Art (Sony E)</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Linea</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Art</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Codice prodotto</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>A024</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Destinazione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Mirrorless Full Frame</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Attacco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sony E</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Copertura</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Full Frame (DG)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Lunghezza focale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>50 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Apertura massima</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/1.2</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Apertura minima</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/16</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Schema ottico</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>17 elementi in 12 gruppi</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Elementi asferici</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>4</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Angolo di campo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>46,8°</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diaframma</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>13 lamelle arrotondate</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Distanza minima di messa a fuoco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>40 cm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Rapporto massimo di riproduzione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>1:6,2 (0,16×)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diametro filtri</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>72 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diametro massimo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>81 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Lunghezza</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>110,8 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Peso</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>740 g</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Motore AF</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>HLA (High-response Linear Actuator)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Messa a fuoco interna</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ghiera diaframmi</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ghiera diaframmi disinseribile (De-click)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Blocco ghiera diaframmi</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Pulsante AFL</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì (personalizzabile sulle fotocamere compatibili)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Selettore AF/MF</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Costruzione tropicalizzata</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì, con guarnizione sull'innesto e sigillature nei punti critici</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Trattamenti antiriflesso</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Super Multi-Layer Coating + Nano Porous Coating</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Paraluce</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>LH782-03 (in dotazione)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Custodia</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Rigida imbottita (in dotazione)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Tappo anteriore</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>LCF-72 III</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Tappo posteriore</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>LCR II</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Anno di presentazione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2024</p></td></tr></tbody></table></div><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129002" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9362.thumb.jpg.981d66a73cbcf7eb2a13563d5a2340cc.jpg" alt="Z8X_9362.jpg" title="Z8X_9362.jpg" width="1024" height="696" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9362.jpg.22f42b983ab2c66beaca46b07c37600d.jpg" loading="lazy"></p><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="min-width: 337px;"><colgroup><col style="width:297px;"><col style="min-width:20px;"><col style="min-width:20px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Caratteristica</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p><strong>SIGMA 50mm F1.2 DG DN Art</strong></p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p><strong>NIKKOR Z 50mm f/1.2 S</strong></p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Presentazione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>26 marzo 2024 (<a rel="external nofollow" href="https://www.sigma-italia.it/en/blogs/press-release/sigma-50mm-f1-2-dg-dn-art-nuovo-normale-super-luminoso?utm_source=chatgpt.com">Sigma Italia</a>)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>16 settembre 2020 (<a rel="external nofollow" href="https://www.nital.it/press/2020/nuovi-obiettivi-nikkorz.php?utm_source=chatgpt.com">Nital</a>)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Commercializzazione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>18 aprile 2024 (<a rel="external nofollow" href="https://press.sigmaphoto.com/product/03/announcing-the-50mm-f1-2-dg-dn-art-lens/?utm_source=chatgpt.com">SIGMA Press Center</a>)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Dicembre 2020 (<a rel="external nofollow" href="https://www.nital.it/press/2020/nuovi-obiettivi-nikkorz.php?utm_source=chatgpt.com">Nital</a>)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Attacco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sony E / L-Mount</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Nikon Z</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Copertura</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Full Frame</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Full Frame</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Focale</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>50 mm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>50 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Apertura massima</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/1.2</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/1.2</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Apertura minima</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/16</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>f/16</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Schema ottico</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>17 elementi in 12 gruppi</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>17 elementi in 15 gruppi</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Elementi speciali</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>4 asferici</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>2 ED, 3 asferici</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diaframma</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>13 lamelle arrotondate</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>9 lamelle arrotondate</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Distanza minima di MAF</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>40 cm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>45 cm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Rapporto d'ingrandimento</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>1:6,2 (0,16×)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>1:6,7 (0,15×)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diametro filtri</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>72 mm</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>82 mm</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diametro massimo</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>81 mm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>89,5 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Lunghezza</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>110,8 mm</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>150 mm</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Peso</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>740 g</strong></p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>1.090 g</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Motore AF</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Doppio HLA lineare</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Multi-Focus con motori stepping</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Messa a fuoco interna</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ghiera diaframmi</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>No</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>De-click ghiera</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>—</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Pulsante funzione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>AFL programmabile</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>L-Fn programmabile</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Selettore AF/MF</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Sì</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Tropicalizzazione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Completa</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p>Completa</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Prezzo ufficiale di lancio (Italia)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>1.559 €</strong> (<a rel="external nofollow" href="https://sigma-imaging.fi">sigma-imaging.fi</a>)</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>2.499 €</strong> (<a rel="external nofollow" href="https://www.nital.it/press/2020/nuovi-obiettivi-nikkorz.php?utm_source=chatgpt.com">Nital</a>)</p></td></tr></tbody></table></div><h3>A colpo d'occhio</h3><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 713px;"><colgroup><col style="width:348px;"><col style="width:365px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p></p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Vantaggio</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Peso</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong> (-350 g circa)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ingombro</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Diametro filtri</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong> (72 mm contro 82 mm)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Distanza minima di messa a fuoco</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Rapporto di riproduzione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Comandi sul barilotto</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong> (ghiera diaframmi con de-click)</p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Ottimizzazione per sistema Nikon Z</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>NIKKOR</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Compatibilità nativa</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>NIKKOR</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Prezzo di listino</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong> (circa 900 € in meno al lancio)</p></td></tr></tbody></table></div><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129003" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9372.thumb.jpg.09b25277987e1b61e76daf46e16c2b27.jpg" alt="Z8X_9372.jpg" title="Z8X_9372.jpg" width="1024" height="758" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9372.jpg.b19a746706dce46abcb592fcf662b05b.jpg" loading="lazy"></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><span data-ips-font-size="200">Un obiettivo Sony... sulla Nikon Z</span></p></div><p>Qualcuno potrebbe chiedersi perché Nikonland provi un obiettivo disponibile esclusivamente con attacco Sony E. La risposta è semplice: oggi gli adattatori elettronici della serie <strong>Megadap ETZ21 PRO+</strong> consentono di utilizzare sulle fotocamere Nikon Z gran parte degli obiettivi Sony FE con un livello di integrazione che, fino a pochi anni fa, sarebbe stato difficile immaginare.</p><p>Autofocus, controllo elettronico del diaframma, trasmissione dei dati EXIF, riconoscimento del soggetto e gran parte delle funzioni operative della fotocamera rimangono normalmente disponibili, tanto da rendere l'utilizzo dell'obiettivo molto simile a quello di un modello nativo.</p><p>Naturalmente non si tratta di una soluzione perfetta. Come abbiamo già documentato su Nikonland, esistono alcune limitazioni, in particolare per quanto riguarda la gestione automatica della correzione della distorsione con determinati obiettivi progettati per il sistema Sony. Sono aspetti che il fotografo deve conoscere e che analizzeremo quando rilevanti, ma che non impediscono una valutazione seria e approfondita delle qualità ottiche e operative dell'obiettivo.</p><p>Per questa prova utilizzeremo il <strong>Megadap ETZ21 PRO+</strong>, attualmente l'adattatore che riteniamo più maturo e affidabile per questo tipo di impiego. L'obiettivo del test non sarà quindi verificare l'adattatore, bensì capire come si comporti il Sigma 50mm F1.2 DG DN Art quando viene impiegato, nella pratica fotografica quotidiana, su una moderna Nikon Z.</p></div><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129004" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9370.thumb.jpg.5697b5cd3d9e174cc84808fe3828d8a7.jpg" alt="Z8X_9370.jpg" title="Z8X_9370.jpg" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9370.jpg.2686c187a418f2bd409a1692f1d4344a.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129005" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9371.thumb.jpg.697ffb43723a3a5b56b7acd0cf1bc076.jpg" alt="Z8X_9371.jpg" title="Z8X_9371.jpg" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9371.jpg.7bd0e77557bde199055005f4a1e83e65.jpg" loading="lazy"></p><p>il Megadap ETZ21 PRO+ montato sulla baionetta Sony del Sigma 50/1.2 DG DN riporta il tiraggio e i contatti Nikon Z sulla baionetta di qualunque Nikon Z in nostro possesso.</p><p>Qui l'abbiamo voluto montare sulla più bella fotocamera esistente al mondo dai tempi della Nikon F2, la Zf ma prevediamo di usarlo più facilmente con Z8 e Z9 per avere sempre il massimo dall'autofocus e un corpo più bilanciato con l'obiettivo. Non enorme ma nemmeno minuscolo.</p><p></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129006" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9387.thumb.jpg.8582c54ca38c57bc7d681d0cfeb789c8.jpg" alt="Z8X_9387.jpg" title="Z8X_9387.jpg" width="1024" height="852" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9387.jpg.e1d15f0e97844eae6dd3292fe79e3bfa.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129007" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9374.thumb.jpg.4f2c3c0654a97995c083994504b21cf8.jpg" alt="Z8X_9374.jpg" title="Z8X_9374.jpg" width="845" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9374.jpg.9b199c7a59f8bbe9d83c235abd610aa0.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129008" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9377.thumb.jpg.9d0eda063dd5feb22892e30235e8486e.jpg" alt="Z8X_9377.jpg" title="Z8X_9377.jpg" width="747" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9377.jpg.fe414a7878dd360a18852c6fed94aa45.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129009" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9381.thumb.jpg.34660ce1d16e23efb7fd8bd8edc37cd2.jpg" alt="Z8X_9381.jpg" title="Z8X_9381.jpg" width="1024" height="676" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9381.jpg.3602afac51a8affdcb42a10266c25666.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129010" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9385.thumb.jpg.0c031fad71a0ea31355fd4895c541fd0.jpg" alt="Z8X_9385.jpg" title="Z8X_9385.jpg" width="1024" height="895" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9385.jpg.e7921ff043c796a9255cd44ed41dd80e.jpg" loading="lazy"></p><p><strong><em>Altri dettagli costruttivi :</em></strong></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129011" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9388.thumb.jpg.c4b01345d7498948edfde2b99591803a.jpg" alt="Z8X_9388.jpg" title="Z8X_9388.jpg" width="1024" height="993" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9388.jpg.df371cf3be48b9229f295e9e30467ef3.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129012" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9366.thumb.jpg.61c5e2280a57c19b6a05f3ff8cfec668.jpg" alt="Z8X_9366.jpg" title="Z8X_9366.jpg" width="1024" height="1023" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9366.jpg.4105141a20d15459f2bc7b84875dcd8d.jpg" loading="lazy"></p><p>il paraluce dotato di blocco/sblocco ben realizzato</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129013" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9364.thumb.jpg.d6f7933bd04485a634e166da5b9263ab.jpg" alt="Z8X_9364.jpg" title="Z8X_9364.jpg" width="1024" height="1015" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9364.jpg.9d267e646387bedf1310293762fc584f.jpg" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129014" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9365.thumb.jpg.23abfe77d2af3b78a88395373532db0f.jpg" alt="Z8X_9365.jpg" title="Z8X_9365.jpg" width="994" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9365.jpg.573740da76410373e5fa0459733578e8.jpg" loading="lazy"></p><p>la bottoniera - notare il selettore Click ON/OFF per il movimento della bellissima ghiera del diaframma, fisica, non simulata come quella di certi cinesi (per non parlare del povero tentativo di imitazione di Nikon con la ghiera programmabile, che è a corsa infinita e soprattutto, senza fermate).</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129015" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9393.thumb.jpg.2795042a362ae4d26ec8d588c4e7878d.jpg" alt="Z8X_9393.jpg" title="Z8X_9393.jpg" width="1022" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Z8X_9393.jpg.101139b3053b247d03573feab2722f68.jpg" loading="lazy"></p><p>l'anello filtri da 77mm. Non reca incisioni. I cinesi da questo punto di vista sono molto meno riservati ... ma loro stanno arrivando adesso.<br>Sigma in fondo non ha bisogno di presentarsi.</p><p>La consistenza è solida. Il peso ben concentrato.<br>Da spento, si sente il movimento dei blocchi motori lineari. E' una cosa normale, non vi spaventate, appena va in tensione i motori vanno in presa.</p><p>La scatola è quella classica, bianca, tipica degli obiettivi Sigma di prima del rebranding Sigma AIZU (adesso avrebbe una bella scatola in blu carta di zucchero con i fregi in pressione e una dotazione diversa). Nella confezione è in dotazione un bell'astuccio in cordura molto robusto.</p><hr><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129016" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/50_12_dgdn_a024_lc.thumb.png.34fadef0d93ad86ebaa6a1a5c5a4a51b.png" alt="50_12_dgdn_a024_lc.png" title="50_12_dgdn_a024_lc.png" width="1024" height="530" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/50_12_dgdn_a024_lc.png.a7a060c40d13de15c7f78a8267bc1caf.png" loading="lazy"></p><p>schema ottico</p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><span data-ips-font-size="200">Il progetto ottico: un 50 mm senza compromessi</span></p></div><p>Già osservando lo schema ottico si comprende come Sigma non abbia inseguito la compattezza a tutti i costi. Il 50mm F1.2 DG DN Art è stato progettato per ottenere il massimo delle prestazioni già a tutta apertura, sfruttando le possibilità offerte da un sistema mirrorless moderno e senza i vincoli che caratterizzavano le reflex.</p><p>Lo schema prevede <strong>17 elementi in 12 gruppi</strong>, una complessità che soltanto pochi anni fa sarebbe stata impensabile per un normale da 50 mm. All'interno troviamo <strong>quattro lenti asferiche</strong>, elemento chiave del progetto, affiancate da numerosi vetri a bassa dispersione destinati al controllo dell'aberrazione cromatica longitudinale e laterale.</p><p>Colpisce soprattutto la disposizione degli elementi. Non si tratta di una semplice evoluzione del classico doppio Gauss, ma di un progetto completamente ripensato, nel quale numerosi gruppi ottici lavorano contemporaneamente alla correzione delle diverse aberrazioni. Le superfici asferiche sono distribuite lungo tutto il percorso della luce e non concentrate nella sola parte posteriore dell'obiettivo, scelta che permette di controllare contemporaneamente coma, astigmatismo, curvatura di campo e distorsione.</p><p>Un altro aspetto interessante è la simmetria complessiva del progetto. Pur non essendo perfettamente simmetrico, come nessun moderno autofocus luminoso potrebbe essere, lo schema mantiene un equilibrio evidente fra la sezione anteriore e quella posteriore, indice di una progettazione che privilegia l'omogeneità della resa sull'intero fotogramma piuttosto che la sola nitidezza assoluta al centro.</p><p>Anche il numero relativamente elevato di superfici aria-vetro non deve impressionare. Oggi trattamenti antiriflesso come il <strong>Nano Porous Coating</strong> e il <strong>Super Multi-Layer Coating</strong> consentono di impiegare schemi molto più complessi rispetto al passato senza pagare un prezzo significativo in termini di flare o perdita di contrasto. Al contrario, la maggiore libertà progettuale permette di correggere aberrazioni che, con schemi più semplici, sarebbero inevitabili.</p><p>In altre parole, Sigma sembra avere scelto deliberatamente la strada più difficile: non progettare il cinquanta più piccolo o il più leggero possibile, ma quello otticamente più corretto, lasciando che fossero le esigenze del progetto a determinare il numero di elementi e la loro disposizione.</p></div><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129017" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/50_12_dgdn_a024_mtf_01.thumb.png.95c1444ffe1ad240c7b0985918da614c.png" alt="50_12_dgdn_a024_mtf_01.png" title="50_12_dgdn_a024_mtf_01.png" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/50_12_dgdn_a024_mtf_01.png.acf90e0f0b1ec04fc19ef53798027006.png" loading="lazy"></p><div class="ipsRichTextBox ipsRichTextBox--alwaysopen"><div class="ipsRichTextBox__title"><p><span data-ips-font-size="200">Le curve MTF: la conferma di un progetto estremamente ambizioso</span></p></div><p>Le curve MTF ufficiali confermano quanto suggerisce lo schema ottico.</p><p>La curva sagittale a <strong>10 linee/mm</strong> rimane praticamente aderente al valore massimo lungo quasi tutto il fotogramma, segno di un contrasto elevatissimo già alla massima apertura. Ancora più interessante è l'andamento della corrispondente curva a <strong>30 linee/mm</strong>, che rappresenta la capacità di riprodurre il dettaglio più fine: la discesa verso i bordi è molto contenuta e rimane regolare, senza improvvisi cedimenti.</p><p>L'aspetto forse più significativo è però il comportamento delle curve meridionali. In molti obiettivi molto luminosi queste tendono a separarsi rapidamente dalle sagittali, evidenziando coma e astigmatismo già nella parte intermedia del fotogramma. Nel Sigma, invece, la distanza rimane sorprendentemente contenuta fino a circa i due terzi del raggio utile, aumentando solo in prossimità degli angoli estremi.</p><p>Questo lascia prevedere immagini molto uniformi, con una resa che non privilegia esclusivamente il centro ma si mantiene elevata anche nelle zone periferiche. È una caratteristica importante non soltanto per il paesaggio o la riproduzione, ma anche per il ritratto ambientato, dove il soggetto raramente occupa il centro geometrico dell'inquadratura.</p><p>Naturalmente le curve MTF rappresentano sempre una simulazione teorica del progetto ottico, realizzata in condizioni ideali e a infinito. Non tengono conto delle tolleranze costruttive, del comportamento alle brevi distanze né delle prestazioni dell'autofocus. Tuttavia, quando un progetto presenta curve di questo livello, l'esperienza insegna che difficilmente ci si trova di fronte a un obiettivo mediocre.</p><p>Anzi, osservandole viene spontaneo formulare un'ipotesi: Sigma sembra essersi posta un obiettivo molto preciso. Non semplicemente costruire un eccellente 50 mm f/1.2, ma dimostrare che oggi è possibile raggiungere prestazioni di riferimento senza ricorrere necessariamente alle dimensioni e al peso dei progetti più estremi. Ogni riferimento al Nikkor 50/1.2 S è puramente voluto !</p></div><p><strong><span data-ips-font-size="200">Confronto con il Nikkor Z 50mm f/1.2</span></strong></p><p>Nikon ci ha proposto tra i suoi primi obiettivi più ambiziosi del sistema Z, un bellissimo 50mm f/1.2, il suo primo nella ultracentenaria storia ad essere autofocus, dicendoci che è stato pensato per essere senza compromessi. Ridurre aberrazioni, distorsione e vignettatura, oltre a mantenere la focale fissa a tutte le distanze di messa a fuoco, ha comportato per i progettisti Nikon, andare a dimensioni a dirla tutta imbarazzanti.</p><p>Il Nikkor 50/1.2 è grande quasi quanto un 70-200/2.8 e pesa ben di più del nuovo 70-200/2.8 S II.</p><p>Questo Sigma si permette di avere dimensioni che rendono possibile portarlo in borsa insieme al compagno Sigma 35mm f/1.2 II Art, senza tanti problemi o dubbi.</p><p>Ma come andranno nella realtà ?</p><p>Confrontiamo i due Imatest ai vari diaframmi.</p><p></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129021" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Nikonland_Sigma_50_1.2_DG_DN_Art_MTF50_corretto.thumb.png.251de2801b7bb520cd111ee42b74dff0.png" alt="Nikonland_Sigma_50_1.2_DG_DN_Art_MTF50_corretto.png" title="Nikonland_Sigma_50_1.2_DG_DN_Art_MTF50_corretto.png" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/Nikonland_Sigma_50_1.2_DG_DN_Art_MTF50_corretto.png.afb5133456ad7193a512c39da93dd0c4.png" loading="lazy"></p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="129020" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/output(2).thumb.png.e30d54f61048b997c895ff80e8b827c3.png" alt="output (2).png" title="output (2).png" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_08/output(2).png.3c979c51f2f219a5ee4b6cce7ccb0adf.png" loading="lazy"></p><h2>Due filosofie, due risultati straordinari</h2><p>Osservando i grafici Imatest, la prima impressione è quasi sorprendente. Non siamo di fronte a un obiettivo che domina l'altro in ogni condizione, ma a due progetti che raggiungono risultati molto simili seguendo strade differenti.</p><p>La differenza emerge già alla massima apertura.</p><p>Il <strong>Sigma 50mm F1.2 DG DN Art</strong> parte con un leggero vantaggio. A <strong>f/1.2</strong> supera i <strong>53 lp/mm</strong> al centro, mentre il <strong>NIKKOR Z 50mm f/1.2 S</strong> si ferma poco sotto i <strong>50 lp/mm</strong>. Anche ai bordi, sia nell'area APS-C sia agli angoli del pieno formato, il Sigma mantiene alcuni punti di vantaggio.</p><p>Non si tratta di uno scarto enorme, ma è sufficiente a suggerire che Sigma abbia privilegiato una resa molto uniforme già a tutta apertura.</p><p>Il comportamento del NIKKOR cambia però rapidamente.</p><p>Già chiudendo a <strong>f/2</strong> la distanza si riduce sensibilmente e fra <strong>f/2.8</strong> e <strong>f/4</strong> i due obiettivi raggiungono praticamente lo stesso livello assoluto di risoluzione, attestandosi entrambi attorno agli <strong>80 lp/mm</strong> al centro del fotogramma.</p><p>Da questo momento in avanti le curve seguono un andamento quasi parallelo.</p><p>Entrambi mantengono prestazioni elevatissime fino a <strong>f/8</strong>, iniziano poi un graduale decadimento a <strong>f/11</strong> e mostrano gli effetti della diffrazione alle aperture più chiuse. Anche sotto questo aspetto il comportamento risulta sorprendentemente simile.</p><p>La vera differenza non è dunque il valore massimo raggiunto, ma il modo con cui i due progetti vi arrivano.</p><p>Il Sigma mostra una progressione molto regolare. Le tre curve rimangono sempre piuttosto vicine fra loro, indice di una resa equilibrata che interessa non soltanto il centro ma anche le zone periferiche del fotogramma.</p><p>Il NIKKOR evidenzia invece una crescita più marcata. Parte leggermente più in basso, raggiunge rapidamente il proprio massimo e conserva una buona separazione fra le tre curve, caratteristica che suggerisce una diversa distribuzione della nitidezza all'interno dell'immagine.</p><p>Naturalmente sarebbe sbagliato attribuire a queste differenze un'importanza superiore a quella che realmente possiedono. Stiamo parlando di due obiettivi che, dal punto di vista della sola risoluzione, appartengono entrambi all'eccellenza assoluta della produzione contemporanea. Nella pratica fotografica difficilmente sarà una differenza di cinque o sei linee per millimetro a determinare la riuscita di un'immagine.</p><p>Più interessante sarà capire, nelle prove sul campo, se a queste misure corrispondano anche differenze nel carattere dello sfocato, nella tridimensionalità del soggetto, nella resistenza al controluce e nella precisione dell'autofocus. Sono aspetti che nessun grafico, per quanto accurato, può raccontare completamente.</p><h2>NIKKOR Z 50mm f/1.2 S vs SIGMA 50mm F1.2 DG DN Art</h2><div class="ipsRichText__table-wrapper"><table style="width: 844px;"><colgroup><col style="width:429px;"><col style="width:415px;"></colgroup><tbody><tr><th colspan="1" rowspan="1"><p>Aspetto</p></th><th colspan="1" rowspan="1"><p>Vantaggio</p></th></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Risoluzione a f/1.2</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Risoluzione a f/2.8–f/4</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Parità sostanziale</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Uniformità sul fotogramma</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Leggero vantaggio Sigma</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Progressione della nitidezza</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Sigma</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Picco assoluto</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Parità</strong></p></td></tr><tr><td colspan="1" rowspan="1"><p>Comportamento alla diffrazione</p></td><td colspan="1" rowspan="1"><p><strong>Parità</strong></p></td></tr></tbody></table></div><p><strong>In una frase</strong></p><blockquote class="ipsQuote" cite="" data-ipsquote=""><div class="ipsQuote_contents" data-ipstruncate=""><p><strong>Il Sigma sembra progettato per offrire il massimo equilibrio già a tutta apertura; il NIKKOR raggiunge lo stesso livello assoluto dopo una lieve chiusura del diaframma. Alla massima risoluzione, le differenze diventano praticamente trascurabili.</strong></p></div></blockquote><hr><p>ma il resto arriverà dalle foto che faremo.<br>Perchè potremmo anche soffermarci sui numeri per giorni.<br>Ma se un obiettivo non fa le fotografie che ci aspettiamo, allora non serve a niente discuterne !</p>]]></description><guid isPermaLink="false">1485</guid><pubDate>Mon, 07 Sep 2026 03:47:00 +0000</pubDate></item><item><title>Introducing Sara Pardi</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/news-nikon/introducing-sara-pardi-r1548/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/SaraPellegriniconNikonZSP.png.9b5bc5066492e1a767874eb22568b336.png" /></p>
<h2>La nuova testimonial di Nikonland non esiste. Ma la sua voglia di fotografare è assolutamente autentica.</h2><p>Abbiamo pensato che Nikonland potesse avere un volto. </p><p><strong><em><span data-ips-font-size="125"><span data-i-color="blue">Non quello di una modella chiamata a sorridere tenendo distrattamente una fotocamera, ma quello di una Nikonlander</span></span></em></strong></p><p>Curiosa, competente, ironica, elegante senza sforzo e ancora capace di provare un desiderio quasi fisico davanti a una bella luce e a una Nikon che chiede soltanto di essere presa in mano.</p><p>Lei è <strong>Sara Pardi</strong>. Per gli amici, e per chi ci legge, semplicemente <strong>S.P.</strong></p><p>È un personaggio di fantasia, naturalmente. Ma non è immaginaria la passione che rappresenta. Sara osserva, sceglie, esce, fotografa. Non porta la macchina come un ornamento: sa usarla, sa perché ha scelto quell’obiettivo e, soprattutto, sa che le fotografie non vengono a cercarci mentre restiamo seduti davanti a uno schermo.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130297" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_27_22.thumb.png.dbd472b04813ccaeaac5fb4b6d20daba.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 10_27_22.png" title="" width="819" height="1024" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_27_22.png.d426765a03a34c9399142008c7ccc219.png" loading="lazy"></p><p>Non potevamo quindi resistere alla tentazione di metterla accanto alla nostra <strong>Nikon Z SP</strong>, la Nikon che ancora non esiste e che continuiamo ostinatamente a desiderare.</p><p><strong><em><u><span data-ips-font-size="125"><span data-i-color="blue">S.P. e SP.</span></span></u></em></strong></p><p>Due sigle, la stessa promessa.</p><p>Perché anche una fotocamera può possedere una sua sensualità. Può averla nel modo in cui il metallo incontra il rivestimento, nella resistenza precisa di una ghiera, nel piccolo scatto meccanico di un comando, nelle proporzioni che invitano le mani prima ancora degli occhi. La nostra Z SP ideale non vuole impressionare con la propria scheda tecnica: vuole farsi usare. Vuole stare al collo, entrare in una borsa senza occuparla tutta, accompagnarci per strada e ricordarci che fotografare è anche un piacere tattile, istintivo, personale.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130295" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/SaraPellegrinirispondesuNikonland.thumb.png.790bcc8b402347ea588966dd7126dd54.png" alt="Sara Pellegrini risponde su Nikonland.png" title="" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/SaraPellegrinirispondesuNikonland.png.03fe1c885f33665975ad936efe35b0c0.png" loading="lazy"></p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Sara incarna esattamente questo rapporto con la fotografia. Non l’accumulo, non la prestazione esibita, non l’ennesima fotografia di prova. Il desiderio.</span></em></strong></p><p>Il desiderio di vedere che cosa c’è oltre l’angolo. Di seguire una luce. Di avvicinarsi a una persona. Di aspettare che un gesto, uno sguardo o una coincidenza trasformino una scena qualunque in qualcosa che valga la pena ricordare.</p><p>La incontreremo ancora. Nelle pagine di Nikonland, nelle nostre campagne, nelle applicazioni che stiamo costruendo e nelle iniziative con cui continueremo a invitare i Nikonlander a usare davvero le loro fotocamere.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130298" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_33_10.thumb.png.548bcaa5516ab027a51e1593b1868896.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 10_33_10.png" title="" width="1024" height="682" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202610_33_10.png.babd29271bfa4731c62e0ef9a5f82fb8.png" loading="lazy"></p><p>A volte avrà jeans e scarpe adatte a camminare. Altre volte sarà elegante come una sera d’estate sul porto. Ma avrà sempre con sé una Nikon e quello sguardo di chi ha già visto qualcosa che agli altri è sfuggito.</p><p><strong><em><span data-i-color="blue">Sara Pardi è la testimonial ufficiale di Nikonland.</span></em></strong></p><p>E se vi sembrerà che vi stia invitando a uscire con lei, non fraintendete.</p><p>Probabilmente vuole soltanto fotografare.</p><p><strong>Esci. Fotografa. Crea.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="false">1548</guid><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:34:53 +0000</pubDate></item><item><title>Iperfocale: fotografie a cui non avevi pensato</title><link>https://www.nikonland.it/index.php?/articoli/editoriali/iperfocale-fotografie-a-cui-non-avevi-pensato-r1547/</link><description><![CDATA[
<p><img src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_48_57.png.6638523e4945c453dbb79f598d5b6476.png" /></p>
<h2>Non una formula per avere tutto nitido, ma un modo per fotografare più liberamente, rapidamente e consapevolmente</h2><h3>Preparare la fotografia prima che accada</h3><p>Immaginate di attraversare una piazza con un 24 o un 28mm montato sulla fotocamera. Davanti a voi le persone entrano ed escono dalla scena, si incrociano, si fermano, cambiano direzione. Il gesto interessante dura un secondo e spesso scompare proprio mentre noi stiamo ancora sollevando la macchina, spostando il punto di messa a fuoco e aspettando che l’automatismo decida quale volto, insegna o bicicletta considerare importante. Eppure avremmo potuto predisporre tutto prima: diaframma, tempo, sensibilità e distanza di messa a fuoco. Al momento giusto sarebbe rimasto soltanto da guardare e scattare.</p><p>Questa è una delle possibilità offerte dall’iperfocale. Non un esercizio di ottica, non una formula da mandare a memoria e nemmeno un antico espediente sopravvissuto dai tempi in cui gli obiettivi avevano lunghe scale graduate incise sul barilotto. È un modo per liberare la fotografia da una decisione che, in determinate situazioni, possiamo prendere in anticipo.</p><p>La definizione è semplice: la distanza iperfocale è la distanza di messa a fuoco più vicina che consente di mantenere l’infinito entro la zona considerata accettabilmente nitida. Mettendo a fuoco a quella distanza, la profondità di campo si estende, approssimativamente, dalla metà della distanza stessa fino all’infinito. Con un 24mm a f/8 su formato 24×36, applicando il criterio tradizionale, parleremmo indicativamente di una messa a fuoco intorno ai due metri e mezzo e di una zona utilizzabile che comincia poco oltre un metro. Non occorre ricordare questi numeri: serve comprenderne il potenziale.</p><h3>La parola decisiva è “accettabilmente”</h3><p>Esiste un solo piano di messa a fuoco perfetta; davanti e dietro quel piano la nitidezza non precipita improvvisamente, ma diminuisce in modo graduale. La profondità di campo stabilisce entro quali limiti quella perdita possa ancora sembrarci trascurabile. Dipende dalla focale, dal diaframma e dalla distanza, ma anche da quanto grande mostreremo la fotografia, da quanto vicino verrà osservata e da ciò che pretendiamo dal risultato.</p><p>Un sensore da 45 megapixel non cambia le leggi dell’ottica, ma ci permette di accorgerci più facilmente di ciò che le vecchie tabelle consideravano irrilevante. Se osserviamo ogni fotografia al 100% sul monitor, il margine di nitidezza apparente si restringe. Se la pubblichiamo sul web o la stampiamo in un formato ragionevole, torna ad allargarsi. Le scale di profondità di campo dei vecchi obiettivi non erano sbagliate: rispondevano semplicemente a esigenze, ingrandimenti e criteri di osservazione differenti. Per questo oggi è sensato considerare i calcoli come un punto di partenza e adottare un piccolo margine prudenziale, soprattutto quando il dettaglio è importante.</p><p>Ma l’iperfocale diventa interessante quando smettiamo di parlarne e cominciamo a immaginare fotografie.</p><h3>Costruire uno spazio e aspettare che qualcosa vi accada</h3><p>Torniamo nella piazza. Con un grandangolare, un diaframma intermedio e la messa a fuoco già bloccata alla distanza scelta, possiamo tenere la fotocamera all’occhio, al petto o persino lungo il fianco. Non chiediamo più all’autofocus di interpretare la scena a ogni scatto. Possiamo concentrarci sulle relazioni tra le persone, sulle geometrie, sul momento in cui un soggetto entra nello spazio giusto. Non significa affidarsi al caso: significa avere preparato la macchina perché sia pronta prima che accada qualcosa.</p><p>È la stessa libertà che possiamo cercare in un mercato, durante una festa, in una stazione o camminando in una strada affollata. L’iperfocale, in questi casi, incontra la messa a fuoco a zona: definiamo in anticipo lo spazio nel quale vogliamo che accadano le cose e aspettiamo che la realtà lo riempia. Non inseguiamo il soggetto con il punto AF; costruiamo una piccola scena invisibile e lasciamo che qualcuno vi entri. È un modo diverso di fotografare, più vicino all’osservazione e all’anticipazione che alla reazione della macchina.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130283" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_42(1).thumb.png.398be407f435d911724e0104c6f578c7.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 06_57_42 (1).png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_42(1).png.ad2d89f61d65aa444be537d2195a9bd8.png" loading="lazy"></p><h3>Cercare punti di vista che altrimenti non tenteremmo</h3><p>Ora immaginiamo di voler fotografare quasi dal livello del terreno. Una pozzanghera riflette un edificio, alcune foglie formano il primo piano, più lontano passa una persona. Potremmo abbassarci, orientare lo schermo, ingrandire l’immagine, scegliere il punto AF e controllare con precisione. Oppure potremmo avere già predisposto un grandangolare in modo che la zona utile inizi poco oltre la fotocamera e raggiunga lo sfondo. A quel punto possiamo cercare liberamente l’inquadratura, anche tenendo la macchina in una posizione dalla quale lo schermo si vede male. L’iperfocale non ci sta regalando maggiore nitidezza: ci sta regalando un punto di vista che forse, altrimenti, non avremmo nemmeno tentato.</p><h3>Nel paesaggio non sprechiamo la profondità di campo</h3><p>Molti mettono automaticamente a fuoco le montagne sullo sfondo, sprecando tutta la profondità di campo che si estenderebbe inutilmente oltre l’infinito, se questo fosse possibile. Il risultato è che il sasso, il cespuglio o il corso d’acqua scelto per dare profondità alla composizione rimane più morbido del necessario. Spostando la messa a fuoco verso di noi possiamo conservare lo sfondo entro una nitidezza sufficiente e recuperare una parte importante del primo piano.</p><p>Qui, però, bisogna fare una scelta fotografica prima che tecnica. Qual è l’elemento vicino che deve essere realmente leggibile? Non è necessario rendere nitido ciò che si trova a pochi centimetri dall’obiettivo soltanto perché esiste. Se il primo elemento significativo è a un metro e mezzo, possiamo costruire la profondità di campo a partire da quello. Se invece una pietra a trenta centimetri è il vero ingresso nella composizione, forse l’iperfocale non basta e sarà preferibile cambiare inquadratura, usare una focale più corta oppure ricorrere a più scatti con differenti distanze di messa a fuoco. La tecnica deve servire la fotografia; non obbligarla a contenere tutto.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130284" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_43(2).thumb.png.722edcdfdbd4ceee4582aa1c259b60b7.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 06_57_43 (2).png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_43(2).png.412f2012ebc859ade5aa941bdbe64cb4.png" loading="lazy"></p><h3>Negli interni conta la distribuzione, non un solo punto perfetto</h3><p>Lo stesso ragionamento funziona in un interno monumentale. In una chiesa, in una biblioteca o sotto un portico, la tentazione è lasciare che l’autofocus scelga una colonna, un altare o un dettaglio molto lontano. Ma se l’immagine è costruita sulla successione degli archi, sulla pavimentazione che conduce lo sguardo e sulla profondità dell’ambiente, ciò che ci serve non è un singolo punto perfettamente inciso: ci serve una distribuzione coerente della nitidezza. Preparare la messa a fuoco può permetterci anche di alzare la fotocamera sopra la testa, appoggiarla vicino a una parete o collocarla in una posizione inconsueta senza dover controllare continuamente il display.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130285" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_43(3).thumb.png.f1b3a788b747c4a647e7e9ae12bf395d.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 06_57_43 (3).png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_43(3).png.f38a42542625660dd526e07be50db164.png" loading="lazy"></p><h3>L’autofocus risponde a un’altra domanda</h3><p>Tutto ciò non rende inutile l’autofocus moderno. Le Nikon Z sanno riconoscere persone, animali e veicoli con una velocità impensabile pochi anni fa, ma l’autofocus risponde a una domanda diversa: quale soggetto deve essere perfettamente a fuoco in questo momento? L’iperfocale risponde invece a questa: entro quale spazio voglio poter fotografare senza preoccuparmi nuovamente della messa a fuoco?</p><p>Non sono tecniche concorrenti. Possiamo usare l’AF per individuare rapidamente un oggetto posto alla distanza desiderata, passare alla messa a fuoco manuale e conservare quella regolazione finché non cambiano focale, diaframma o tipo di scena.</p><h3>Sul campo bastano pochi gesti</h3><p>Prima scegliamo la focale, perché è la composizione a comandare. Poi impostiamo un diaframma ragionevole: spesso f/8 o f/11 sono più utili del diaframma minimo, che introduce diffrazione, allunga il tempo di posa e non trasforma comunque ogni distanza in un piano perfettamente nitido. Individuiamo quindi l’elemento più vicino che desideriamo conservare leggibile e stimiamo, con una tabella o un calcolatore, la distanza iperfocale.</p><p>Mettiamo a fuoco su qualcosa che si trovi approssimativamente a quella distanza, blocchiamo la regolazione e facciamo uno scatto di controllo. Se il primo piano importante è troppo morbido, possiamo spostare leggermente il fuoco verso di noi, sapendo però che anche il margine verso l’infinito si ridurrà. Se la destinazione è una grande stampa, saremo più prudenti; se l’immagine è destinata al web, potremo utilizzare una zona più generosa.</p><p>Non serve misurare il terreno con il metro. Possiamo imparare a riconoscere due, tre o cinque metri usando oggetti comuni, i passi, le piastrelle di un pavimento o la posizione di una persona. Dopo qualche prova, il procedimento diventa intuitivo. L’importante è non confondere la precisione del numero fornito da un calcolatore con la precisione del risultato reale: quel numero dipende sempre dal criterio di nitidezza accettabile scelto a monte.</p><h3>Quando l’iperfocale non è la risposta</h3><p>Se nella fotografia esiste un soggetto dominante, specialmente una persona, è quasi sempre preferibile mettere a fuoco direttamente su di lui e, nel ritratto, sugli occhi. Se lavoriamo con un 85 o un 135mm, con un diaframma molto aperto o con un soggetto vicino, la distanza iperfocale può diventare tanto grande da non offrire alcun vantaggio concreto.</p><p>Se vogliamo ottenere una stampa enorme, se ogni dettaglio del primo piano deve essere realmente risolto oppure se la macchina è già sul treppiedi e la scena non si muove, più scatti destinati al focus stacking possono produrre un risultato tecnicamente superiore. E nella fotografia notturna non dobbiamo presumere che stelle e primo piano possano essere entrambi perfetti con un solo scatto: a tutta apertura la zona disponibile si restringe e l’infinito richiede maggiore attenzione.</p><p>Bisogna anche dimenticare la vecchia raccomandazione di mettere a fuoco “a un terzo della scena”. Una fotografia non è suddivisa in tre fasce geometricamente equivalenti e le distanze non crescono in modo lineare. Un terzo di una strada che si estende per cento metri non corrisponde affatto al punto utile per distribuire la profondità di campo. È una scorciatoia verbale che qualche volta produce un risultato plausibile e molte altre no. Meglio stabilire quale sia il primo elemento importante e ragionare a partire da quello.</p><p><img class="ipsImage ipsImage_thumbnailed ipsRichText__align--block" data-fileid="130282" src="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_43(4).thumb.png.72ff8bde89c689cb2ae694d384222b9d.png" alt="ChatGPT Image 5 set 2026, 06_57_43 (4).png" title="" width="1024" height="576" data-full-image="https://www.nikonland.it/uploads/monthly_2026_09/ChatGPTImage5set202606_57_43(4).png.bcab89d64918a677e07a76d457c50d15.png" loading="lazy"></p><h3>Una prova di dieci minuti può cambiare il modo di fotografare</h3><p>Montate un 24 o un 28mm, scegliete f/8, calcolate una distanza indicativa e bloccate lì la messa a fuoco. Poi percorrete una strada senza più toccarla. Fotografate ciò che entra nella zona predisposta, provate un’inquadratura dal basso, avvicinate un elemento al bordo, aspettate che una persona attraversi il punto giusto.</p><p>Non giudicate l’esperimento soltanto ingrandendo ogni immagine al 100%. Chiedetevi soprattutto se avete visto e realizzato fotografie che, dovendo ogni volta occuparvi del punto AF, non avreste tentato.</p><p>L’iperfocale non è la ricerca della massima nitidezza possibile. Per quella esistono la messa a fuoco precisa sul soggetto, il treppiedi, il focus stacking e mille altre attenzioni. È invece la ricerca della nitidezza sufficiente entro uno spazio scelto consapevolmente. Una volta preparato quello spazio, possiamo smettere di amministrare la fotocamera e tornare a guardare il mondo.</p><p>Non serve a rendere nitido tutto. Serve a decidere in anticipo che cosa può permettersi di non esserlo perfettamente. E, soprattutto, può darci la libertà di realizzare fotografie alle quali, fino a ieri, non avevamo pensato.</p>]]></description><guid isPermaLink="false">1547</guid><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 04:59:17 +0000</pubDate></item></channel></rss>
